J. Ratzinger: prostituto e profilattico, primo passo verso la moralizzazione

J. Ratzinger: prostituto e profilattico, primo passo verso la moralizzazione

di CdP Ricciotti.

In questi giorni si è scritto davvero tanto sull’intervista a Bergoglio avvenuta sull’aereo di ritorno dal viaggio in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana (clicca qui).

Come sempre, il bersaglio pubblico dei cosiddetti ratzingeriani, ovvero Bergoglio, è stato sottoposto a dure critiche per alcune sue affermazioni circostanziate sul preservativo.

Non entro nel merito dell’intervista rilasciata dal gesuita sudamericano, ma da un signore che dice:

  1. “E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non è che diciamo il peccato e Dio ci perdona. Noi troviamo Gesù Cristo e gli diciamo: questo è tuo e io ti faccio peccato un’altra volta. E a lui piace, perché è stata la sua missione: farsi peccato per noi, per liberarci. Cristo si è fatto peccato per me e i peccati sono là, nel suo corpo, nel suo animo. Questo è da pazzi, ma è bello: è la verità. Questo lo scandalo della croce” (Vatican.va 13 Giugno 2013);
  2. “Ma perché il Signore ha preso questa figura tanto brutta, tanto cattiva? Semplicemente perché Lui è venuto per prendere su di sé tutti i nostri peccati e Lui è diventato il più grande peccatore senza averne fatto alcuno. E Paolo ci dice: ‘Lui si è fatto peccato per noi’, riprendendo la figura ‘Lui si è fatto serpente’. E’ brutto! Lui si è fatto peccato per salvarci, questo significa il messaggio della liturgia della Parola di oggi, il percorso di Gesù” (Radio Vaticana 14 Settembre 2015);

… cosa di più ci si può attendere?

  1. Che non è peccato non andare a Messa? In buona sostanza ha già detto anche questo;
  2. Ha detto pure che “San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti” (clicca qui).

Sia ben chiaro che questi insegnamenti non sono affatto misericordia, bensì istigazione al peccato mortale.

D’altronde già Montini, al termine della Via Crucis, il Venerdì Santo del 12 aprile 1968, aveva detto: “Lui – dice San Paolo – che non aveva commesso peccato, si è fatto peccato per noi (2 Cor. 5, 21)” (Vatican.va clicca qui). Montini però, spiegando, ebbe almeno la decenza di non alterare il significato della vera citazione:

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Spiega il Catechismo Maggiore di san Pio X: 87 D. Dunque Gesù Cristo è Dio e uomo insieme? R. Sì, il Figlio di Dio incarnato, cioè Gesù Cristo, è Dio e uomo insieme, perfetto Dio e perfetto uomo. 91 D. Gesù Cristo aveva volontà libera? R. Si, Gesù Cristo aveva volontà libera, ma non poteva fare il male, perché poter fare il male è difetto, non perfezione della libertà. 104 D. Non sarebbe bastato che venisse un Angelo a soddisfare per noi? R. No, non sarebbe bastato che venisse un Angelo a soddisfare per noi, perché l’offesa fatta a Dio per il peccato era, sotto un certo aspetto, infinita, e per soddisfarla si richiedeva una persona che avesse un merito infinito. 106 D. Perché era necessario che i meriti di Gesù Cristo fossero di un valore infinito? R. Era necessario che i meriti di Gesù Cristo fossero di un valore infinito, perché la maestà di Dio, offesa col peccato, è infinita. 108 D. Perché dunque volle Gesù patir tanto? R. Gesù volle patir tanto per soddisfare più abbondantemente alla divina giustizia, per dimostrarci maggiormente il suo amore, e per ispirarci il più grande orrore al peccato. 167 D. Quali sono i membri vivi della Chiesa? R. I membri vivi della Chiesa sono tutti e solamente i giusti, quelli cioè, che sono attualmente in grazia di Dio. 168 D. E quali ne sono i membri morti? R. Membri morti della Chiesa sono i fedeli che trovansi in peccato mortale. 218 D. In questa comunione di beni entrano tutti i figli della Chiesa? R. Nella comunione dei beni interni entrano i cristiani, i quali sono in grazia di Dio; quelli poi che sono in peccato mortale non partecipano di questi beni. 219 D. Perché non partecipano di questi beni quelli che sono in peccato mortale? R. Perché la grazia di Dio é quella che unisce i fedeli con Dio e tra loro: e perciò quelli che sono in peccato mortale, essendo senza la grazia di Dio, sono esclusi dalla comunione dei beni spirituali. 67 D. Quale fu la misericordia usata da Dio al genere umano? R. La misericordia usata da Dio al genere umano fu di promettere subito ad Adamo il Redentore divino, o Messia, e di mandano poi a suo tempo, per liberare gli uomini dalla schiavitù del demonio, e del peccato. 

Abbiamo, quindi, capito che Gesù non prese nessuna “figura brutta”, che la missione di Gesù non è demagogicamente “farsi peccato […] per liberarci”, che Gesù non è mai “diventato il più grande peccatore”, che a Gesù non “piace” affatto “farsi peccato per noi” in continuazione, per poi “liberarci”.

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Spiega inoltre il Liguori in Condotta ammirabile della Divina Provvidenza: “Oltre poi de’ profeti che il Signore facea comparire da quando in quando ad annunziar la venuta del Messia acciocché il popolo si conservasse fedele nella religione che gli era stata rivelata coll’aspettazione del redentore promesso, per lo stesso fine fece precedere più figure di questo Redentore. Celebre fu la figura del serpente di bronzo che Dio ordinò a Mosè di ergere in alto, affinché tutti i giudei che pentiti de’ loro peccati lo mirassero restasser guariti dai morsi de’ serpenti infuocati che uccidevano tutti coloro che mordeano: Fac serpentem aeneum et pone eum pro signo: qui percussus aspexerit eum, vivet. Così fece Mosè, ed avvenne che tutti i morsicati col guardare il serpente sanavano; onde scrisse il savio, parlando appunto di questa prodigiosa guarigione: Signum habentes salutis ad commemorationem mandati legis tuae. Qui enim conversus est non per hoc quod videbat sanabatur, sed per te omnium salvatorem. Tutti poi i santi padri, s. Giustino, s. Gio. Grisostomo, s. Cirillo alessandrino, s. Agostino ed altri, convengono che i giudei morsicati dal serpente figuravano i peccatori feriti mortalmente dal peccato, e che il serpente di bronzo figurava Gesù crocifisso che sulla croce volle soddisfare per li nostri peccati, sperando noi per quelli il perdono. Quindi scrisse s. Giovanni: Et sicut Moyses exaltavit serpentem in deserto, ita exaltari oportet Filium hominis; ut omnis qui credit in ipsum non pereat sed habeat vitam aeternam“.

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Ma torniamo a J. Ratzinger ed al suo Luce del Mondo: “Vi possono essere singoli casi motivati, ad esempio quando uno che si prostituisce utilizza un profilattico, e questo può essere un primo passo verso la moralizzazione, un primo elemento di responsabilità per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole.Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV. Esso, in realtà, deve consistere nell’umanizzazione della sessualità“.

Alla domanda: Questo significa, dunque, che la Chiesa Cattolica non è fondamentalmente contraria all’uso dei profilattici? Ratzinger risponde: “La Chiesa, naturalmente, non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale. In un caso o nell’altro, nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana“.

Dunque, stando a Ratzinger, se “un prostituto utilizza un profilattico”, è vero che questa non è “la soluzione autentica e morale”, tuttavia è “un primo passo verso la moralizzazione”, è “un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana” (???????). Quindi, stando a quello che scrive, comunque, “nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio”, il “prostituto (che) utilizza un profilattico” (cosa intrinsecamente disonesta), fa un “passo verso la moralizzazione”, verso la “sessualità diversamente vissuta, più umana”.

In poche parole: il fine giustifica i mezzi, secondo Ratzinger. La solita “teologia bipolare” di Ratzinger, come documento in Joseph Aloisius Ratzinger. L’altra teologia del “papa emerito”.

All’epoca molti si impegnarono nella difesa di Ratzinger, tuttavia davanti all’evidenza c’è poco da interpretare, la ermeneutica dell’italiano contemporaneo oramai risulta davvero ridondante e ridicola.

In tutto questo, il “nascosto al mondo” è tornato nuovamente visibile, quindi non più (né mai) “nascosto al mondo”, sempre vestito da papa e nelle solite occasioni solenni, proprio per confermare la fede e gli insegnamenti di Bergoglio, in quest’occasione per inaugurare il Giubileo della presunta misericordia. Qui avevo già esposto la vera Misericordia di Dio.

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Papa Pio XI, Casti Connubii: “Ma per venire ormai, Venerabili Fratelli, a trattare dei singoli punti che si oppongono ai diversi beni del matrimonio, il primo riguarda la prole, che molti osano chiamare molesto peso del connubio e affermano doversi studiosamente evitare dai coniugi, non già con l’onesta continenza, permessa anche nel matrimonio, quando l’uno e l’altro coniuge vi consentano, ma viziando l’atto naturale. E questa delittuosa licenza alcuni si arrogano perché, aborrendo dalle cure della prole, bramano soltanto soddisfare le loro voglie, senza alcun onere; altri allegano a propria scusa la incapacità di osservare la continenza, e la impossibilità di ammettere la prole a cagione delle difficoltà proprie, o di quelle della madre, o di quelle economiche della famiglia. Senonché, non vi può esser ragione alcuna, sia pur gravissima, che valga a rendere conforme a natura ed onesto ciò che è intrinsecamente contro natura. E poiché l’atto del coniugio è, di sua propria natura, diretto alla generazione della prole, coloro che nell’usarne lo rendono studiosamente incapace di questo effetto, operano contro natura, e compiono un’azione turpe e intrinsecamente disonesta. Quindi non meraviglia se la Maestà divina, come attestano le stesse Sacre Scritture, abbia in sommo odio tale delitto nefando, e l’abbia talvolta castigato con la pena di morte, come ricorda Sant’Agostino: «Perché illecitamente e disonestamente si sta anche con la legittima sposa, quando si impedisce il frutto della prole. Così operava Onan, figlio di Giuda, e per tal motivo Dio lo tolse di vita». Pertanto, essendovi alcuni che, abbandonando manifestamente la cristiana dottrina, insegnata fin dalle origini, né mai modificata, hanno ai giorni nostri, in questa materia, preteso pubblicamente proclamarne un’altra, la Chiesa Cattolica, cui lo stesso Dio affidò il mandato di insegnare e difendere la purità e la onestà dei costumi, considerando l’esistenza di tanta corruttela di costumi, al fine di preservare la castità del consorzio nuziale da tanta turpitudine, proclama altamente, per mezzo della Nostra parola, in segno della sua divina missione, e nuovamente sentenzia che qualsivoglia uso del matrimonio, in cui per la umana malizia l’atto sia destituito della sua naturale virtù procreatrice, va contro la legge di Dio e della natura, e che coloro che osino commettere tali azioni, si rendono rei di colpa grave. Perciò, come vuole la suprema autorità Nostra e la cura commessaCi della salute di tutte le anime, ammoniamo i sacerdoti che sono impegnati ad ascoltare le confessioni e gli altri tutti che hanno cura d’anime, che non lascino errare i fedeli loro affidati, in un punto tanto grave della legge di Dio, e molto più che custodiscano se stessi immuni da queste perniciose dottrine, e ad esse, in qualsiasi maniera, non si rendano conniventi. Se qualche confessore o pastore delle anime, che Dio non lo permetta, inducesse egli stesso in simili errori i fedeli a lui commessi, o, se non altro, ve li confermasse, sia con approvarli, sia colpevolmente tacendo, sappia di dovere rendere severo conto a Dio, Giudice Supremo, del tradito suo ufficio, e stimi a sé rivolte le parole di Cristo: «Sono ciechi, e guide di ciechi: e se il cieco al cieco fa da guida, l’uno e l’altro cadranno nella fossa» [Matth., XV, 14; S. Offic., 22 Nov. 1922]”.

Spiega ancora il Liguori: “Egli (Dio) è misericordioso, ma è ancora giusto, e perciò è obbligato a castigare chi l’offende. Egli usa misericordia, ma a chi? a chi lo teme. “Misericordia sua super timentes se… Misertus est Dominus timentibus se” (Ps 102,11.13). Ma con chi lo disprezza e abusa della sua misericordia per più disprezzarlo, Egli usa giustizia. E con ragione; Dio perdona il peccato, ma non può perdonare la volontà di peccare”

di CdP Ricciotti.

13 Commenti a "J. Ratzinger: prostituto e profilattico, primo passo verso la moralizzazione"

  1. #bbruno   9 dicembre 2015 at 5:23 pm

    questi qui sono le due corna della stessa bestia: altro che uno vittima e l’ altro usurpatore! Un prostituto(!) se usa il profilattico è sulcammino della moralizzazione!…eccome!…Meglio non continuare…(Ma questo Zombi di Rarzinger è ancora lì ???)

  2. #Manuela   9 dicembre 2015 at 7:56 pm

    Che squallore vedere questi 2 vecchi impostori travestiti da papa.

  3. #lister   10 dicembre 2015 at 9:51 am

    Sempre con quel suo sorrisino (di soddisfazione?) sulle labbra, è ancora lì a ratificare gli obbrobri dell’altro.

  4. #Lucius   10 dicembre 2015 at 4:34 pm

    Misconoscere un doc.,come Casti Connubii e’letteralmente voltare le spalle a COLUI che lo ha ispirato ;ma si rendono conto questi pastori-idoli che devono trasmettere fedelmente solo cio’che hanno ricevuto?Non sanno spiegarsi a cosa sono dovute le lacrime di Maria SS?

  5. #frank10   10 dicembre 2015 at 6:18 pm

    Effettivamente quella frase “si è fatto peccato” è un po’ sibillina fin dalla versione originale della Vulgata… è uno di quei casi in cui per forza bisogna abbinarci il commento della Chiesa.

    Ad es. nella nota della Bibbia del Ricciotti, è spiegato in nota: “Dio ha fatto Gesù Cristo vittima ed espiazione di peccato, affinchè noi diventassimo…”.

    Nella Bibbia della CEI del ’74, traducevano: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”.

    Perfino la famigerata Bibbia di Gerusalemme del ’73 traduce come quella della CEI e in nota spiega bene: “Forse peccato qui è preso nel senso di ‘sacrificio o vittima per il peccato’; la stessa parola ebraica hatta’t può avere i due sensi”.

    Insomma, pure i testi postConciliari sono chiari (incredibilmente) nello spiegare cosa si deve intendere in quella frase: come qualcuno voglia ancora alterare il testo non lo si spiega se non con la malafede modernista protestantica che vuole lasciar peccare gli uomini tanto, perché basta avere una fede più grande per salvarsi.
    Follie luterane e bergogliane.

  6. #frank10   10 dicembre 2015 at 6:30 pm

    Perfino il wojtyliano Catechismo della Chiesa Cattolica, al §602, mette il titolo che può fraintendere:
    «Dio l’ha fatto peccato per noi»
    ma poi spiega:
    «602 […] I peccati degli uomini, conseguenti al peccato originale, sono sanzionati dalla morte. 450 Inviando il suo proprio Figlio nella condizione di servo, 451 quella di una umanità decaduta e votata alla morte a causa del peccato, 452 “colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore”»
    Insomma la spiegazione corretta c’è dappertutto!

  7. Pingback: Joseph Ratzinger rinuncia al Papato (materiale) - Pagina 7

  8. #Salvo   11 dicembre 2015 at 10:03 pm

    Pensavo che almeno Ratzinger fosse migliore di Bergoglio, in tema di sessualità…
    Che sia tutta colpa del Concilio Vaticano II ?
    Magari ci fossero i papi di una volta, come Pio XI qui citato, che ammonivano – senza giri di parole e con superba chiarezza – ciò che è sbagliato.
    Invece, oggi, mi sembrano tutti più “democratici”.

  9. #Angheran   15 dicembre 2015 at 8:14 am

    Erano tempi difficili per la Chiesa e i sedevacantisti , mentre lo sfacelo dilagava , si dedicavano a rilegare qualche impostura contro Ratzinger , reo di aver fermato per un poco il corso apocalittico.

    • #ricciotti   15 dicembre 2015 at 9:38 am

      Quali sarebbero le imposture?
      Puoi elencare per favore?
      Grazie

  10. #leo viterbium   25 dicembre 2015 at 8:08 pm

    il profilattico è solo un oggetto materiale, e come tale non è né morale né immorale. La moralità o immoralità sta nella persona umana. Essere dentro o fuori del matrimonio, fa una grandissima differenza. Il grande Catechismo della Chiesa, dedica in tutto tre righe alla regolamentazione della procreazione, e non nomina affatto il profilattico.

    • #jeannedarc   26 dicembre 2015 at 12:33 pm

      veramente la Casti Connubi la dice lunga sul profilattico. punto.

  11. #ricciotti   26 dicembre 2015 at 12:52 pm

    Gentile Leo.
    Grazie per il commento e buon Natale.
    Purtroppo ciò che dici non è cattolico e rattrista tutti noi, questo perché dispiace che qualcuno manchi di carità proprio su tematiche così fondamentali.
    Il profilattico in quanto oggetto a noi non interessa.
    Il fine dell’atto d’amore è la procreazione, quindi qualsiasi contraccezione è intrinsecamente immorale.
    Non esistono “dispense” al diritto divino.
    Altro esempio?
    L’aborto è sempre omicudio, anche se chi lo pratica lo fa per salvarsi la vita.
    Spero di aver fugato il tuo dubbio.
    In merito al Catechismo, il sesto comandamento commentato vedrai che ti fornirà le risposte adeguate.
    Preferisco non proseguire poiché l’argomento è abbastanza inopportuno e/o quasi licenzioso.
    Saluti.