La difesa della Tradizione: un equivoco di fondo della classe politica italiana

 

salvmel

 

 

di Marco Martone

L’opinione pubblica italiana nei giorni scorsi si è divisa circa l’opportunità di esporre negli edifici pubblici i simboli della nostra tradizione cattolica per non turbare i fedeli delle altre religioni presenti sul territorio nazionale. Le cronache recenti raccontano infatti di alcuni dirigenti scolastici che avrebbero – usiamo prudentemente il condizionale – vietato di esporre il presepe e di recitare canti religiosi in occasione del Santo Natale, in nome dell’ideologia immigrazionista.

Si tratta in realtà di un tema nient’affatto nuovo e che è stato utilizzato a più riprese dalle forze laiche (e non solo) per annichilire ciò che resta della Civitas Christiana: si ricordino, a puro titolo esemplificativo, le campagne ideologiche della UAAR, che di tanto in tanto trova spazio negli studi televisivi, oppure la figura di Adel Smith, l’italiano convertito all’islam scomparso poco tempo fa, il quale mise in atto una vera e propria jihad in odium fidei contro il crocifisso[1]. Nihil novi sub sole quindi.

In epoche passate la legislazione civile ha sempre contemplato la presenza di simboli cattolici – in particolare il crocifisso – tra gli arredi pubblici, mentre più recentemente, anche a causa del cambiamento dell’assetto costituzionale, le cose sono cambiate. Oggi a dire il vero non esiste alcuna normativa che ne imponga o vieti l’esposizione, sicché il tutto viene demandato alla “sensibilità” dei titolari degli uffici pubblici.

Se diamo uno sguardo all’articolo della 7 della Costituzione si riconosce alla Chiesa cattolica piena autonomia e indipendenza – ci mancherebbe! – dallo Stato italiano e le si attribuisce, almeno a parole, una certa posizione privilegiata. Ciò comunque deve fare i conti con la riforma dei Patti lateranensi avvenuta nel 1984 ad opera del governo Craxi, in base alla quale è stata abbandonata ogni (residua) forma di confessionalismo. Non vuol dire tuttavia che prima di allora il nostro ordinamento fosse cattolico: i germi del laicismo risalgono alle ideologie liberali dell’Ottocento come già si è avuto modo di dimostrare[2].  Basti pensare che il successivo articolo 8 espressamente parifica il culto cattolico con le altre confessioni religiose. E meno male che nella Assemblea costituente vi erano anche i democristiani!

Sul punto la Corte Europea per i diritti dell’Uomo ha espresso il principio secondo cui l’esposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici non lede i diritti fondamentali della persona umana (sic!), di modo che anche dal punto di vista squisitamente giuridico gli attacchi alla nostra tradizione non sembrano trovare appiglio[3].

Questa premessa è importante perché la classe politica attuale cade in un equivoco di fondo che deve essere denunciato: costoro ritengono che i simboli  religiosi cattolici facciano parte di un non meglio precisata tradizione da difendere. Ovviamente non ci riferiamo a quelle forze politiche dichiaratamente anticristiane, ma a coloro (specialmente nel centrodestra) che si fanno sostenitori di presunti valori cattolici. Ma procediamo per gradi.

Ebbene, la Tradizione – quella autentica – consiste nella trasmissione autoritativa dei dati essenziali della predicazione apostolica, normativi per la fede. Essa ha acquisito le caratteristiche appena menzionate già a partire dall’età apostolica e nel II sec. è stata adoperata nella lotta antignostica, attraverso definizioni dottrinarie integranti le Sacre Scritture. San Vincenzo di Lerino definì infatti la Tradizione «quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est». A tal proposito il Concilio di Trento definì la Tradizione come fonte della Rivelazione insieme alla Scrittura, fondata sull’assistenza dello Spirito Santo in virtù del principio di non contraddicibilità. Pertanto i contenuti in Essa ricavabili sono semplicemente esplicativi dell’originale depositum fidei[4].

Da questa breve analisi può quindi sostenersi, senza paura di essere smentiti, che la vera Tradizione riguarda l’essenza stessa del cattolicesimo e ne costituisce il completamento. Ed è proprio questa caratteristica che distingue la vera Chiesa fondata da Gesù Cristo su san Pietro dalle varie sette protestanti che in nome del sola scriptura hanno finito per adulterare il significato stesso della Scrittura. La Tradizione quindi diviene il mezzo attraverso cui il Magistero infallibile ammaestra le genti e presidio avverso le eresie interne ed esterne la Chiesa. In altri termini, Essa diventa mezzo per conseguire la Salvezza eterna.

Nei giorni scorsi alcuni esponenti del centrodestra hanno rilasciato dichiarazioni che possono trarre in inganno i lettori meno avveduti. Vediamo il perché.

Matteo Salvini, leader della Lega, il 30 novembre ha affermato alla stampa che «le tradizioni non si possono cancellare[5]», riferendosi alla scelta del Preside di una scuola a Rozzano (Mi) che avrebbe vietato i canti natalizi, dopodiché non si fa alcuna menzione alla dimensione autenticamente religiosa della rappresentazione della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, quasi come se fosse semplicemente una ricorrenza da ricordare, come il 25 aprile o il 1 maggio. Qualcuno potrebbe obiettare che non ci si aspetterebbe dal leader della Lega affermazioni dissimili e che, in ogni caso, nelle manifestazioni di piazza non è opportuno parlare di questioni relative alla difesa del cattolicesimo. Si può però replicare dicendo che un leader politico che intende rifarsi ai valori tradizionali dovrebbe essere innanzitutto un difensore della vera fede, perché l’arte del compromesso non piace alla Verità.

Non va meglio per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, la quale pur avendo ribadito l’importanza della tradizione del presepe, subito dopo ha precisato che noi non dobbiamo fare opera di proselitismo nei confronti di chi non è cattolico[6]. Ecco il germe del laicismo nascosto dietro l’apparente difesa del cattolicesimo! Peraltro la Meloni non è nuova a queste affermazioni, basti pensare che il 22 novembre in diretta televisiva a L’Arena di Massimo Giletti ha candidamente affermato, replicando all’esponente islamista in studio, che «il problema della separazione tra Stato e Chiesa è stato risolto da secoli[7]». Quindi cattolici sì, ma attenzione a rispettare i diritti dello Stato. Insomma niente di diverso da quanto avrebbe potuto affermare Cavour in pieno regime anticlericale. Le simpatie della Meloni per l’ideologia risorgimentale avevano già avuto modo di manifestarsi in passato in occasione del triste anniversario della breccia di Porta Pia[8].

Anche Ignazio La Russa, altro esponente di spicco di Fratelli d’Italia, ha seguito la scia della Meloni e ha rilasciato una frase che si commenta da sé «il nostro presepe voleva essere un’iniziativa partecipata. Il significato non è solo religioso, ma ha una valenza laica: quella di difendere la nostra cultura e le nostre tradizioni». Non proseguiamo per carità cristiana.

Abbiamo quindi avuto modo di vedere quale sia il retroterra culturale di coloro che si fanno difensori di presunti valori cattolici. Svilire il concetto di Tradizione è un’offesa alla nostra fede e deve farci aprire gli occhi di fronte a questa truffa ideologica. Non è un caso che in passato papa Pio IX avesse intuito gli inganni di quei catto-liberali, che in nome della rivoluzione risorgimentale, voleva sovvertire i principi del cattolicesimo integrale. Esortiamo quindi a diffidare da coloro che vogliono proporci un prodotto contraffatto: la Tradizione, quella vera, non si tocca!

 

 

 


[1] http://www.corriere.it/cronache/14_agosto_22/morto-adel-smith-nemico-crocifisso-luoghi-pubblici-f377e094-2a0a-11e4-83e9-8707f264e6d8.shtml
[2] http://www.radiospada.org/2015/11/eugenetica-di-stato-le-premesse-ideologiche-della-sentenza-n-229-del-2015-della-corte-costituzionale/
[3]https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?facetNode_1=0_8_1_14&previsiousPage=mg_1_20&contentId=SDU647659
[4] Cfr. Grande Enciclopia, sub voce Tradizione, De Agostini, 1989.
[5] http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Salvini-a-Rozzano-fuori-di-testa-chi-nega-le-tradizioni-336eb9fb-b1fc-42cd-9a26-ba62c821ad16.html?refresh_ce
[6] http://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/meloni-dietro-il-simbolo-del-presepe-ci-sono-i-valori-nostra-cultura-04-12-2015-169449
[7] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e6d730d0-6eb8-4c97-8e2e-110879677c86.html
[8] http://www.radiospada.org/2014/09/xx-settembre-la-meloni-va-a-porta-pia-coi-bersaglieri-ad-onorare-il-disonore/

16 Commenti a "La difesa della Tradizione: un equivoco di fondo della classe politica italiana"

  1. #ricciotti   12 dicembre 2015 at 7:09 pm

    Secondo Meloni,
    il problema della laicità lo avrebbe “risolto Gesù nel Vangelo quando ha detto di dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi parlava della separazione fra stato e Chiesa”.
    Lo ha detto ad Omnibus La7 pochi giorni fa.
    #disagio

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    • #Marco Martone   12 dicembre 2015 at 8:04 pm

      Si Carlo, avrei voluto inserire anche quella frase ma avrei scritto solo su di lei. Il problema riguarda la classe politica nel suo insieme. #sonorisorse

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  2. #Mardunolbo   12 dicembre 2015 at 11:37 pm

    Pienamente d’accordo sull’articolo ed aggiungo che manca nella classe politica italiana un vero senso cristiano-cattolico ed una cultura adeguata. Ritengo che la destra italiana non abbia alcuna valenza cattolica e nemmeno cristiana, se non espressa in quella minoranza estrema (purtroppo) che è Forza Nuova. Unico movimento politico che incarna parecchi valori cattolici e cristiani. Il resto della poltitica è nella nebbia totale…

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  3. #AlessandroD   13 dicembre 2015 at 12:28 am

    Del resto cosa ci si può aspettare da gente ingannata e cresciuta a pane e apostasia?!? Se non fosse per il Signore, anche forse noi saremmo nelle stesse condizioni(di ingenui e ignoranti quanto alla Fede, dato che peccatori lo siamo, chi più chi meno lo sa il Signore, comunque tutti) e sosterremmo con pari convinzione le medesime scempiaggini. Che Dio ci mantenga nell’umiltà e nella consapevolezza che le immeritate Grazie che a Lui è piaciuto donarci non costituiscono motivo di privilegio ma proporzionato impegno alla testimonianza usque ad sanguinis effusionem! Exurge Domine et judica causam tuam!

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  4. #bbruno   13 dicembre 2015 at 10:31 am

    difendere ‘le’ tradizioni (cattoliche) senza curarsi della Tradizione (cioè della fede cattolica) è come curarsi delle stampelle senza mai essersi curati della salute delle gambe! Inutile pretendere (alla Fallaci, atea) che l’ albero continui a darti le pere ( il “bel San Giovanni” di Firenze) e poi fregartene se le radici sono state tagliate, anzi vantarsi del loro taglio (quelle radici che ti hanno fatto sorgere il “bel San Giovanni”)- L’Europa è nata e cresciuta nella fede cattolica: l’europa è morta quando ha ucciso la fede cattolica.PUNTO. Siamo spacciati: avanti Islam, vendettea di Dio!

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  5. #Alessio   13 dicembre 2015 at 2:51 pm

    Finchè i cattolici saranno così smidollati e beoti da FARSI PROIBIRE ciò che è loro non solo per diritto ma anche per dovere non potranno che dare la colpa a sè stessi.
    Proibire, buffoni ateisti? Perchè, se invece durante la festa a scuola si cantano canzoni natalizie voi cosa fate??? E magari se si organizza lo stesso giorno un Rosario di protesta venti metri fuori dalla scuola cosa succede???
    Cari cattolici d’oggi, se vi basta così poco per abbassare le orecchie dite un bel “mea culpa”.
    E la “costituzione” usiamola pure come carta da gabinetto, insieme alla “corte europea”.

    Grazie mille a Mardunolbo per l’accenno a Forza Nuova. E’ una minoranza estrema solo perchè non la si vota ed è tanto osteggiata dalle “istituzioni”, ma perchè smettesse d’esserlo basterebbe votarla.

    Rispondi
  6. #Alessio   13 dicembre 2015 at 2:58 pm

    Finchè i cattolici saranno così smidollati e beoti da FARSI PROIBIRE ciò che è loro non solo per diritto ma anche per dovere non potranno che dare la colpa a sè stessi.
    Proibire, buffoni ateisti? Perchè, se invece durante la festa a scuola si cantano canzoni natalizie voi cosa fate??? E magari se si organizza lo stesso giorno un Rosario di protesta venti metri fuori dalla scuola cosa succede???
    Cari cattolici d’oggi, se vi basta così poco per abbassare le orecchie dite un bel “mea culpa”.
    E la “costituzione” usiamola pure come carta da gabinetto, insieme alla “corte europea”.

    Grazie mille a Mardunolbo per l’accenno a FORZA NUOVA. E’ una minoranza estrema solo perchè non la si vota ed è tanto osteggiata dalle “istituzioni”, ma perchè smettesse d’esserlo basterebbe votarla.

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  7. #Mardunolbo   13 dicembre 2015 at 3:31 pm

    Minoranza estrema ed estremamente perseguitata da magistrati che “si fanno le ossa” nel denunciare e “crocifiggere” (per ora solo verbalmente) i componenti. come al tempo “giovane Italia” del Msi, tale per cui c’era la canzoncina molto reale: “..trama nera,trama nera sol con te si fa carriera !”

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  8. #Alessio   13 dicembre 2015 at 8:54 pm

    E la DIGOS che si abbassa ad azioni ben squallide pur di trovare accuse… sono fatti così, c’è chi di loro si occupa di prevenire attentati e chi di stabilire la liceità della posizione del braccio destro.
    Caro camerata, in Italia si dice che il 10% della popolazione vada in chiesa, se si decidessero a votare bene forse avrebbero meno motivi per frignare poi. Chissa che non si possa cominciare con i lettori di Radio Spada.

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  9. #Mardunolbo   15 dicembre 2015 at 2:15 pm

    i servi del potere rispondono sempre solo al loro padrone. difficile che pensino con la loro testa, anche perchè è un posto comodo e di potere…il loro dio è il potere e sono servi di quello e per quello. Non bisogna mai dimenticarlo anche quando si fingono amici.

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  10. #Mardunolbo   15 dicembre 2015 at 2:17 pm

    Una rappresentazione eccelsa del servo del potere è Gmorg , la bestia feroce che devasta il mondo di Fantàsia perchè così gli fu comandato e non si chiede perchè; non è nella sua natura e nei suoi compiti. Il film è “la storia infinita”.

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  11. #Alessio   15 dicembre 2015 at 8:26 pm

    Diciamo che fanno i mercenari mal pagati al soldo, o per meglio dire al soldino, di soggetti ultimi che nemmeno immaginano.
    Posto comodo se si accontentano di davvero poco… a me sembrano piuttosto dei poveracci.

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  12. #Martino Mora   16 dicembre 2015 at 1:14 pm

    Se non altrro vogliono fermare l’invasione e il gender. Salvini rifiuta anche l’idea giacobina di Stato. Ma no, che dico? Teniamoci Renzi e i pentastellati. Noi non ci turiamo il naso, siamo troppo puri e belli. Teniamoci Renzi.

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  13. #Mardunolbo   16 dicembre 2015 at 5:57 pm

    Salvini non ha neanche l’idea di cosa sia il giacobino…come non sapeva fino ad alcuni mesi fa, cosa fosse ISIS. Bisognerebbe fargli un corso rapido di cultura generale come fece Bossi quando s’acculturò di elettricità col corso postale della scuola Radio-elettra. Corso che gli permise di iscriversi all’università di medicina dove bighellonò per anni senza laurearsi per poi fondare il partito che divenne ideale ed aspirazione comune degli italiani stufi marci del regime partitocratico. E’ finita che il Bossi antimeridionale sposò la meridionale che gli fece dei figli e lui li inserì nel partito perchè “teneva famiglia”. Il resto è solo la conseguenza…Inutile sperare più di tanto, poi ognuno dia il voto a chi vuole, ma importante è sapere e non farsi troppe illusioni.

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  14. #Alessio   16 dicembre 2015 at 7:28 pm

    Comunque il commento di Martino Mora è assolutamente sensato.
    Da parte mia dico a tutti di votare Forza Nuova, ma in mancanza dei camerati urge attaccarsi ai meno peggio e lasciare a dopo le altre considerazioni.
    Se no si fa solo un favore a Renzi e gli altri strenzi.

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  15. #masimo trevia   17 dicembre 2015 at 1:59 am

    premetto che voto la lega,ma vorrei dire questo:stimo anche io forza nuova,ma non disprezzo la posizione di salvini,della meloni ecc.
    rendiamoci conto che dopo decenni o addirittura secoli di scristianizzazione noi siamo ridotti a parlare di “valori”,che sono ovviamente importanti,ma dovrebbero essere la conseguenza dell’accettare come la cosa più importante,più irrinunciabile,la presenza viva fra noi di Dio!fosse così,ad esempio,mai avremmo accettato una presenza che non è compatibile con Cristo e gli è ostile:gli islamici;non avremmo accettato certi compromessi ecc.però io sono convinto che,essendo salvini ecc. dei battezzati e quindi dei cattolici(l’esserlo è ontologicamente determinato dal battesimo anche se ovviamente poi bisogna corrispondere alla grazia…),a meno che non ci sia un richiamo volutamente falso al cristianesimo,i limiti attuali dei nostri politici nel richiamarsi al cristianesimo possano essere l’inizio di qualcosa!Vi dico cosa mi successe in anni recenti ad una manifestazione leghista a milano:indossavo un grande crocifisso e molti leghisti erano davvero felici nel vederlo.non c’era affatto ostilità!ora,quanti “andavano in chiesa”?però erano contenti!il vero problema,o uno dei problemi,è che parte della chiesa da tempo non è più sentita come propugnatrice di un messaggio che”c’entra”con l’amore della nostra storia,della nostra terra!eppure furono i nostri avi a scegliere la presenza di Cristo,in qualche modo battezzandola! E Dio,essendo il creatore e promettendo la sua compagnia(LADDOVE DUE O TRE SARANNO RIUNIti in mio nome,io sarò fra loro),fa sì che,per dire,anche il suono delle campane(che magari ,per qualcuno,sarà foriero di un ritorno alla fede),possa essere un mezzo con cui Dio lo recupererà a sé!Dio permea anche il suono delle campane:la fallaci,per dire ,diceva che voleva sentirle……erano per lei segno di Qualcosa!!!
    Ma un falsa Chiesa ha sposato il marxismo e si è staccata dal gregge (noi),preferendo altro…..e così siamo ridotti a citare le tradizioni vivendo non più come secoli fa…..in cui fra l’altro nessuno riuscì ad invaderci!!!!! anche perché questi falsi pastori (se modernisti),il gregge non lo ascoltano più……e privilegiano,certi”VESCOVI-CIPOLLA”,il dialogo…..fra l’altro rinnegando i diritti dei loro fedeli!!!!
    I

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