Si prova che i Pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa potestà che fu concessa a San Pietro

Si prova che i pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa podestà che fu concessa a San Pietro

di Sant’Alfonso Maria de Liguori (Verità della Fede, Parte III, Cap. VIII)

1. Gesù Cristo fondò la Sua Chiesa, affinché durasse sino alla fine dei secoli, e perciò le promise che sino alla fine non l’avrebbe abbandonata: Ego vobiscum sum usque ad consummationem seculi (3) – Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Ma questa Sua promessa sarebbe stata vana, ed Egli avrebbe mal provveduto alla Sua Chiesa, se non avesse disposto che la podestà suprema data a San Pietro di capo visibile della Sua Chiesa, necessaria al buon governo di quella […] si trasfondesse anche nei suoi successori, ma terminasse con la vita di San Pietro. Privilegia istius sedis, scrisse Nicola I a Michele imperatore, perpetua sunt, divinitus radicata atque plantata; trahi possunt, evelli non possunt. Quae ante imperium vestrum fuerunt, permanent, Deo gratias, et quousque christianum nomen praedicatum fuerit illa subsistere non cessabunt. Onde disse il concilio generale di Costanza(4) che quando sorgono dubbi sui dogmi cristiani, vi è la regola certa di trovare la verità, col prendere l’oracolo da quella Chiesa, ove si conserva l’apostolica successione, poiché ivi certamente anche si conserva la vera apostolica dottrina.

2. Disse già il Signore che le porte dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro la Chiesa fondata sopra la pietra, ch’era Pietro; ma da molto tempo avrebbero prevalso le porte degli inferi, se questa promessa del Redentore non si fosse avverata anche sopra i successori di Pietro. Ma non dobbiamo di ciò dubitare, dice San Ottato milevitano, poiché San Pietro ha ricevuto da Gesù Cristo le chiavi del regno dei cieli, non solo per sé, ma per tutti i pontefici suoi successori: Beatus Petrus praeferri omnibus apostolis meruit, et claves regni coelorum communicandas ceteris solus accepit (5).

3. Quindi Dio ha data la regola per conoscere la vera Chiesa, cioè quella che ha un capo, il quale discende per legittima successione dall’apostolo San Pietro. Ecco come i santi padri descrivono la vera Chiesa di Gesù Cristo: Ea quae habet ab apostolis traditionem, et adnunciatam omnibus fidem per successiones episcoporum pervenientem usque ad nos; così s. Ireneo (6). E lo stesso dice Sant’Ambrogio (7) e San Girolamo (8). Udiamo San Ottato milevitano (9), che ciò dichiara con maggior distinzione: Negare non potes, dice a Parmeniano, scire te in urbe Romae Petro primo cathedram episcopalem esse collatam, in qua sederit omnium apostolorum caput Petrus… Petro successit Linus, Lino Clemens etc. Sant’Anastasio (10): Optamus ut a vestrae s. sedis ecclesiae auctoritate, quae est mater et caput omnium ecclesiarum ea ad correptionem et recreationem fidelium percipere etc. Qual consolazione per noi, scrisse monsignor Bossuet, il poter risalire dal presente pontefice sino a San Pietro stabilito da Gesù Cristo! Udiamo anche quel che scrisse l’imperatore Valentiniano a Teodosio: Beatissimus Romae civitatis episcopus, cui principatum sacerdotii super omnes antiquitas contulit, locum habeat de fide et sacerdotibus iudicandi (11). E prima disse Costantino Magno, come si testimonia negli atti del Concilio Niceno: Romae principatum sacerdotum et religionis caput ab imperatore coelesti constitutum esse.

4. Ma udiamo quel che dicono i concili, e il concetto che hanno della sede apostolica. Nel Concilio Costantinopolitano IV (12) si dice: Ab huius ergo (sedis apostolicae) fide atque doctrina separari minime cupientes, et Petrum ac praecipue sanctorum sedis apostolicae praesulum sequentes in omnibus constituta, anathematizamus omnes haereses etc. Ed a rispetto della sede apostolica nominata, dicesi appresso: In qua est vera et integra christianae religionis soliditas. Nel Concilio Niceno I. al can. 39. si dice: Ille qui tenet sedem Romae, caput et princeps est omnium patriarcharum; quandoquidem ipse est primus, sicut Petrus, cui data est potestas in omnes principes christianos et omnes populos eorum, ut qui sit vicarius Christi D. N. super cunctos populos et cunctam ecclesiam christianam; et quicunque contradixerit, a synodo excommunicatur. E nel Concilio Romano sotto Adriano II (13) si dice: Retro olimque semper; cum haereses et scelera pullularent, noxias illas herbas et zizania apostolicae sedis (romanae) successores extirparunt. Nel Concilio Fiorentino alla sessione ultima si dice: Item definimus sanctam apostolicam sedem et romanum pontificem in universum orbem tenere primatum, esse successore b. Petri principis apostolorum et vere Christi vicarium totiusque ecclesiae caput; et ipsi in b. Petro pascendi, regendi et gubernandi universalem ecclesiam a D. N. Iesu Christo plenam potestatem traditam esse. Di più nel Concilio Costanziense fu condannata la proposizione 37 di John Wyclif, che diceva: Papa non est immediatus et proximus vicarius Christi. Ed inoltre fu approvata l’epistola di Martino V, ove si ordinava d’interrogare i sospetti di eresia con questa domanda: Utrum credant quod papa sit successor Petri habens supremam auctoritatem in ecclesia Dei? Dal che si vede che sempre il Pontefice romano è stato riconosciuto per successore di San Pietro ed in conseguenza per Vicario di Cristo e Capo supremo della Chiesa.

5. Ma chi mai può pensare che i vescovi, i principi, i santi padri, i dottori e gli altri fedeli (fuori degli eretici che sempre hanno cercato di togliersi dall’ubbidienza del papa) siano stati sino dai primi tempi così affascinati, che abbiano voluto soffrire per lo spazio di tanti secoli di subordinarsi al vescovo di Roma, venerandolo come Capo della Chiesa, e di obbligarsi a tenere le sue definizioni per oracoli, se non fossero stati certi per la dottrina di Gesù Cristo che i Pontefici romani sono veri successori di San Pietro nel primato e nella suprema podestà della Chiesa? Ma sì, perché tutti sempre han riconosciuto il vescovo di Roma quale Capo della Chiesa. E perciò i Pontefici romani dopo la morte di San Pietro hanno seguitato sempre ad ordinare vescovi in altre chiese (come di San Lino leggesi averne ordinati 15); ed altri, che malamente reggevano le loro greggi, li hanno deposti. Narra il Bellarmino che sono stati deposti dai Pontefici specialmente nella chiesa di Costantinopoli, otto patriarchi. È noto ancora in tutto il corpo del ius canonico, che i vescovi nei loro dubbi ricorrevano ai Pontefici romani, e le loro risposte erano tenute per leggi. È certo di più (come vedremo appresso, al cap. X. num. 15) che essi, i Pontefici, al principio condannarono diverse eresie per più secoli, nei quali non si tenne alcun concilio (per decisione propria).

6. Ma dirà taluno: se San Pietro fu vescovo di Antiochia, poi di Alessandria e poi di Roma, perché i soli successori della Sede romana devono avere la potestà pontificia, e non già i successori delle chiese di Antiochia e di Alessandria? Si risponde che i vescovi antiocheni ed alessandrini son succeduti a San Pietro nel vescovado, ma non già nel Pontificato; perché San Pietro fu bensì prima vescovo particolare di Antiochia e di Alessandria, ma non fissò in alcuna di dette chiese il pontificato, ma lo trasferì con sé, e lo piantò nella Sede romana, che da esso fu innalzata alla dignità pontificia; da ciò sappiamo che i soli vescovi, i quali sono succeduti a San Pietro nella Sede romana, sono i suoi successori nel Pontificato. E questa fu la causa che tutta l’antichità diede sempre il primato al vescovo di Roma, e non già a quelli di Antiochia e di Alessandria, le quali chiese sono state solamente tenute per patriarcali in onor di San Pietro, dal quale un tempo furono rette.

7. Che poi San Pietro sia vissuto molti anni (vogliono 25) in Roma, ed ivi sia morto, a prescindere da quello che sostengono i novatori, è stata sempre sentenza comune di tutti i santi padri e di tutti gli storici. Solamente gli autori han discordato circa il tempo, cioè rispetto all’anno in cui San Pietro sia venuto a Roma, ma ciò non osta al fatto, che vi sia stato per molti anni sino alla morte. Il che, oltre la testimonianza di tanti scrittori che l’affermano, si raccoglie ancora dall’epistola del medesimo apostolo, ove scrisse: Salutat vos ecclesia, quae est in Babylone collecta (14). Per Babilonia certamente San Pietro intendeva Roma, come attesta Papia discepolo dell’apostolo presso Eusebio. Ed a ciò concorda l’Apocalisse cap. 17, ove la città di Roma si chiama Babilonia, a riguardo delle molte superstizioni che vi esercitavano i gentili; e San Giovanni nello stesso libro già predisse che questa Babilonia un giorno sarebbe dovuta cadere; s’intende in quanto al gentilesimo ed all’imperio temporale.

8. Né importa che i Pontefici abbiano per molti anni riseduto nella città di Avignone in Francia. Poiché non era di essenza della giurisdizione pontificia la residenza personale della Chiesa di Roma, né frattanto che i papi sono stati in Avignone, è stato tenuto per Pontefice romano altri che quello che in Avignone ha riseduto. È questione poi fra i dotti se al vescovado romano sia annesso di ius umano o divino il primato universale della Chiesa. Del resto, comunque ciò sia, è certo che dopo la morte di San Pietro, che fissò il suo Pontificato nella Sede romana, non è stato, né sarà più lecito neppure a tutta la Chiesa ammettere la successione di San Pietro ad altro vescovo che al vescovo di Roma, con separare la podestà vescovile di Roma dalla podestà pontificia; perché ciò sarebbe interrompere la successione dei vescovi romani, dalla quale i fedeli, su esempio e certezza dei santi padri, hanno sempre riconosciuto la successione della podestà di San Pietro.

9. Niente ancora importa che nei secoli passati qualche Pontefice sia stato illegittimamente eletto, o si sia intruso fraudolentemente nel Pontificato; basta che poi sia stato accettato da tutta la Chiesa come Papa; precisato che, per tale accettazione, egli già si è reso legittimo e vero Pontefice. Ma se per qualche tempo non fosse stato veramente accettato universalmente dalla Chiesa, in tal caso per quel tempo sarebbe vacata la Sede pontificia, come vaca nella morte dei Pontefici. Così neppure importa che, in caso di scisma, sia stato molto tempo nel dubbio chi fosse il vero Pontefice; perché allora uno sarebbe stato il vero, benché non abbastanza conosciuto; e se nessuno degli antipapi fosse stato vero, allora il Pontificato sarebbe finalmente vacato.

10. Che poi alcuni Pontefici siano caduti in eresia, taluni han cercato di provarlo, ma non mai l’han provato, né mai lo proveranno; e noi chiaramente proveremo il contrario nel fine del capitolo X (libro Verità della Fede). Del resto, se Dio permettesse che un Papa fosse notoriamente eretico e contumace, egli cesserebbe d’essere Papa, e vacherebbe il Pontificato. Ma se fosse eretico occulto, e non proponesse alla Chiesa alcun falso dogma, allora non arrecherebbe nessun danno alla Chiesa; ma dobbiamo giustamente presumere, come dice il cardinal Bellarmino, che Dio non mai permetterà che alcuno dei Pontefici romani, anche come uomo privato, diventi eretico né notorio né occulto.

Note:

(3) Matth. 28. 20.

(4) Act. 1.

(5) S.- Opt. vide l. 2. contra Parmen.

(6) L. 3. c. 3.

(7) Orat. in satyr.

(8) L. 1. apol. adv. Rufin.

(9) L. 2. contra Parmenian.

(10) Epist. ad Marcum papam.

(11) Apud. praeambul. conc. chalced.

(12) 7 Act. 1.

(13) Act. 3.

(14) 1 Petr. 5. 13.

Pubblicazione a cura di CdP Ricciotti.

28 Commenti a "Si prova che i Pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa potestà che fu concessa a San Pietro"

  1. #bbruno   27 dicembre 2015 at 2:46 pm

    certissimamente,quando SONO successori di Pietro, non Agenti della Loggia! Quelli sono Vicari di Cristo in terra, questi Vicari di Satana!

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  2. #bbruno   27 dicembre 2015 at 5:22 pm

    Certissimamente, quando SONO successori di Pietro, non Agenti della Loggia! Quelli sono Vicari di Cristo in terra, questi Vicari di Satana!

    Rispondi
  3. #cattolica   27 dicembre 2015 at 5:28 pm

    Quindi se Dio non permette la caduta in eresia dei pontefici, coloro che sono caduti in eresia NON possono essere pontefici validi ,dato che qui si constatano da decenni eresie non occulte e pertinaci, continuate nel tempo in un disegno unico che ora appare visibilmente e di cui si colgono frutti velenosi. Disse NsSignore, dai frutti giudicherete l’albero. L’albero della nuova chiesa conciliare è marcio.

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    • #bbruno   27 dicembre 2015 at 9:23 pm

      perfetto,cattolica,e siccome non ci possono essere papi falsi per la Chiesa vera, significa che con questi personaggi ci troviamo di fronte a papi veri di una chiesa falsa! Difatti si dice: Ubi Petrus ibi ecclesia- e quindi, ubi non est Petrus, ibi non est Ecclesia (vera)!

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      • #ricciotti   27 dicembre 2015 at 10:14 pm

        @bbruno
        Sono semplicemente dei modernisti non papi ipso facto.
        La Chiesa una è, come spiega san Pio X, i modernisti sono nelle viscere.

        Rispondi
    • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 12:30 am

      @cattolica

      Certo.
      Difatti la promessa assistenza si manifesta se il soggetto accetta il Pontificato.
      Se questi pone un ostacolo, Nostro Signore “non può” obbligarlo a rimuoverlo, forzando il libero arbitrio, che non può mai ordinariamente venire meno.
      Ecco perché si dice e si crede che il soggetto che pone un ostacolo, non riceve la potestà.
      Questi rimane un non papa, cui non è garantita alcuna assistenza.
      Gesù non si fa, difatti, garante di un non papa.

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  4. #Vandeano   27 dicembre 2015 at 11:56 pm

    “ma dobbiamo giustamente presumere, come dice il cardinal Bellarmino, che Dio non mai permetterà che alcuno dei Pontefici romani, anche come uomo privato, diventi eretico né notorio né occulto”
    Quindi smontate tutte le teorie sedevacantiste….

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    • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 12:26 am

      Buona sera @vandeano.
      1) quelle che lei chiama semplicemente “teorie sedevacantiste”, la Chiesa, come in questo caso ricorda il Liguori, le ha sempre definite “necessità teologiche”;
      2) dove lei scrive “quindi smontate”, mi dispiace davvero tanto per lei, ma purtroppo non è così; anzi tutti noi vorremmo che i ‘papi’ vaticanosecondisti non avessero mai proferito eresie, eppure non siamo sordi e non siamo ciechi;
      3) il Liguori, difatti, santamente dice “dobbiamo presumere”, poiché egli, Santo e Dottore, non vive di preclusioni ideologiche, ma ammette la possibilità del contrario.
      Presumere che un papa non può cadere in eresia non significa che un papa non cada mai e certamente in eresia; difatti, qualora ciò dovesse accadere, il Liguori, come tutta la Chiesa prima e dopo di lui, fornisce la soluzione: sarebbe non papa.
      È molto importante vivere la fede concretamente e non in maniera astratta e personale, proprio come vogliono i modernisti.
      Le eresie dei vaticanosecondisti esistono e sono un dato tangibile.
      Buona notte.

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  5. #Alessio   28 dicembre 2015 at 2:50 am

    Ottimo la risposta di Ricciotti, ad una domanda che anch’io ho ricevuto ritrovandomi un po’ in imbarazzo.

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  6. #bbruno   28 dicembre 2015 at 12:34 pm

    il punto è proprio qui: ” Dio non mai permetterà che alcuno dei Pontefici romani, anche come uomo privato, diventi eretico né notorio né occulto”…. questi personaggi detti papi eretici occulti e notori, anche come uomini privati” sono, quindi papi non sono! Quindi il sedevacantismo è l’unica posizione sostenibile! Dei gaglioffi che non credono nel Dio del Credo cattolico, rinnegati e non-credenti sono, altro, ché altrimenti dovremmo pensare che anche il Cielo è Vacante di Dio! –

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  7. #bbruno   28 dicembre 2015 at 2:57 pm

    e ovviamente se un papa si dimostra non papa vero per la mancanza della fede cattolica, anzi,peggio, per lo scempio che fa della fede cattolica, significa che costui mai è stato papa, per causa di una elezione non valida, perché altrimenti se fosse stato eletto VALIDAMENTE papa, mai ci saremmo trovati davanti a un papa eretico! … Il ragionamento è sempre questo, e non ci vuole chissà quale intelligenza per capirlo: basta quella che serve per capire il piccolo catechismo di San Pio X !

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    • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 3:44 pm

      @bbruno.
      L’elezione può anche essere valida.
      Se il soggetto dovesse porre un ostacolo,
      Ma poi dovesse rimuiverlo,
      La potestà non gli verrebbe negata.
      Posto che nel rimuovere l’ostacolo egli abiuri agli errori dei non papi e di se medesimo precedentemente.

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      • #bbruno   28 dicembre 2015 at 5:28 pm

        @ricciotti. È qui che non ci intendiamo. Una elezione a papa, fatta anche secondo le regole canoniche (soprattutto ex parte subjectorum, cioè dei componenti del conclave… cfr CJC sulle condizioni di legittimità degli elettori…non siano eretici ecc. ecc..), di un cardinale che non abbia la fede cattolica integra, in tutti i suoi aspetti (infatti, malum ex quocumque defectu…), è una ELEZIONE INVALIDA ex parte ELECTI: un eletto affetto da eresia non diventa e non può essere papa, seppure tutte le altre condizioni fossero rispettate, e tutti i cattolici sono tenuti a non riconoscerlo,a non obbedirgli…(Cum ex apostolatus officio + ragionamento: non può diventare capo dellaChiesa chi non ha integra la fede cattolica- lapalissiano!)

        Quando l’elzione fosse valida ex parte electorum et ex parte eligendi, il papa che ne risulta è garantito, nell’esercizio del suo ministero, ordinario e straordinario, dalla Parola di Cristo: “ho pregato per te perché la tua fede non venga meno”- parole appunto riferite a Pietro e Successori come descritto qui nel suo articolo.

        Forse il malinteso nasce dal considerare QUESTA chiesa come LA Chiesa di Cristo, seppure ridotta a mal partito dalla presenza di pastori indegni (per quanto attiene al ministero ), in crisi di identità, o, come dice don Oswalt -unica svista nella sua lucidissima lettera – “avvitata nel declino, nell’immoralità e nella disgrazia”, che occupando ‘materialiter’ le loro sedi, le occuperebbero “formaliter” nel caso che si ravvedessero …No questa chiesa non è LA chiesa cattolica: è una NUOVA chiesa, parallela alla vera Chiesa di Cristo,che non è in crisi, non è avvitata neldeclino ecc.ecc., è la Chiesa eterna, seppure velata dall’ ombra della parallela, o dell’intrusa, (“La Chiesa sarà ECLISSATA ”-La Salette , “Roma perderà la fede”-Fatima; + 2 Tess. + 2Tito4+ Mt……) i cui capi sono materialmente e formalmente suoi capi, capi veri della sinagoga di satana,come l’arcivescovo di Canturbury è materialmente e formalmente Pastore Capo della chiesa anglicana…). Questi papi e pastori della Chiesa nova, la conciliare, occupano abusivamente la sede di Pietro,come i dirottatori di un aereo occupano abusivamente i comandi dell’aereo: se mai dovessero “rimuoversi” dalla loro occupazione abusiva e violenta, non per questo acquisterebbero … quale potestà??? Sarebbe il colmo: ce li dovremmo subire come pastori veri, ‘formaliter’, dopo il disastro che hanno combinato cercando di oscurare e danneggiare in tutti i modi la Chiesa di Cristo??? Riceverebberoanche il premio??? A calci nel sedere si devono prendere ( in senso riflessivo -autoprendersi a calci nel sedere ), e nascondersi in una grotta a far penitenza…Altro che perpetuarli in Vaticano, foss’ anche a Santa Marta, o nel monastero vaticano per l Emerito, o nelle loro sedi episcopali…

        VOGLIAMO qualche don OSWALT anche in Italia, che riscatti l’onore della nostra santa Madre la Chiesa cattolica. E ci dimostri che anche qui la Chiesa vive ancora, l’Una e Santa, che dell’orrenda operatrice social-mondialista ne abbiamo abbastanza, e dei suoi furti e malversazioni, e dei suoi promotori, per non citare il grande protettore delle invasioni barbariche il grande vescovo che più franciescano di così si muore, il Mogavero di Mazara del Vallo, o quello di Trapani quello di Paglia, quello Abbate di Montecassino, il don 500 euri di Salerno , il don Charamsa e via via, orrore più orrore… BASTA!!!!

        Rispondi
  8. #ricciotti   28 dicembre 2015 at 6:02 pm

    Gentile @bbruno.
    Capisco la tristezza che procurano in noi i “falsi pastori”, tuttavia esorto all’esercizio della carità.
    Abbiamo validi motivi, soprattutto sostanziali ed accidentali poi, per ritenere gli attuali occupanti degli anticristi, tuttavia credo che la speculazione teologica a riguardo debba esserci di aiuto piuttosto che di ostacolo.
    Nel redigere Apologia del Papato, dove ho provato a sintetizzare centinaia e centinaia di documenti di Magistero e scritti con Imprimatur, mi sono interrogato spesso su quello che tu adesso sostieni.
    Allora noi dobbiamo proseguire sulla base di alcune certezze:
    1) Le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa
    2) La Chiesa è una, santa, cattolica ed apostolica
    3) Anche alcuni santi scelsero il “pontefice” sbagliato ai tempi dello scisma d’Occidente
    4) tuttavia non ebbero colpe poiché il vizio era elettivo e non certamente riconoscibile nel Ministero, non essendo gli antipapi eretici
    5) è certo che un eretico non è papa
    6) tuttavia è altrettanto certo che tutto deve essere provato secondo diritto
    7) inoltre è certissimo che il modernismo è nelle viscere della Chiesa, non fuori
    8) il soggetto modernista opera all’interno, anche se “secondo l’ordine di Dio” questi potenzialmente potrebbe essere già fuori dal Corpo mistico
    9) eppure materialmente occupa le nostre Sedi
    10) come accadde anche ai tempi dello Scima teste’ citato, in alcune linee (ritengo soprattutto nella Pisana)
    11) allora cosa fare?
    12) il vizio credo che si possa sanare, come probabilmente è accaduto già nella storia della Chiesa
    13) poniamo il tuo caso: chiesa falsa, occupanti falsi, tutto da rifare
    14) allora chi designa e dove?
    15) quando ci sarà la resa dei conti, ovvero quando un vescovo materialmente residenziale constatera’ pubblicamente la vacanza della sede
    16) secondo diritto potrà convocare un concilio universale, che lo sia almeno moralmente tale
    17) solo in questo caso il vero concilio può dirsi imperfetto ma veramente universale
    18) allora lo scisma in due differenti chiese (la Vera e la falsa) sarà manifesto e di diritto
    19) si potrà così eleggere un vero pontefice, il quale certamente dichiarerà gli antipapati e rigettera’ il loro “magistero”, le loro leggi, il loro culto, le loro canonizzazioni
    20) ma se, invece, un eletto materiale volesse realmente adempiere al pontificato?
    21) essendo eletto da chi ha titolo per designare, questi potrebbe, ritengo, ottenere la Potestà
    22) resta bene inteso che dovrebbe fare quanto addotto al punto 19 ed altro
    23) prima della fase decisiva, dal punto 15 in elenco, non si può parlare di due chiese (la Vera e la falsa), ma di una Chiesa occupata dall’interno
    24) dove si riconoscono visibilmente le note distintive della Visibilità, lì il Cattolico consapevole deve recarsi
    25) e deve pregare affinché tutti si ravvedano e la situazione sia sanata quanto prima
    26) diversamente, tornando al suo discorso, chi elegge chi? Dove? Come? Perché?
    27) si rischierebbe di cadere in un novello ed ulteriore errore di conclavismo
    28) in questo non voglio dire che l’eresiarca possa essere vero pontefice, ci tengo a precisarlo
    29) poniamo il caso che una donna travestita da uomo dovesse riuscire, con inganno, a farsi eleggere papa
    30) la sua situazione sarebbe insanabile, ma certo la Chiesa non diverrebbe falsa
    31) davanti l’evidenza, chi volesse scegliere la “papessa”, ovvero l’antipapa, sarebbe nuova e falsa chiesa al servizio dell’antipapa papessa
    32) ma l’eresiarca potrebbe tornare cattolico, poiché il suo vizio non è insanabile

    Ho dovuto abbreviare di tantissimo, ma prego e spero di aver scritto il giusto

    Rispondi
    • #bbruno   28 dicembre 2015 at 7:03 pm

      @ricciotti, la ringrazio della sua dettagliata e attenta risposta. Le confesso, e non ci vuole grande sforzo, che non so proprio come si rimedierà al caos creato da questa nova chiesa. Dio solo conosce i tempi e i modi. I nostri sono solo sforzi di immaginazione. Ma è scritto che l’empio sarà consumato in un colpo dal fuoco della bocca di Dio, e noi saremo sorpresi! QUESTA chiesa per me resta una chiesa a parte, una chiesa contro, una chiesa altra. Che si è avvinghiata, diciamo pure, al corpo della Chiesa vera , e vorrebbe soffocarla: paiono lo stesso ammasso di verde, ma sono due piante distinte! D’accordo, non praevalebit! Ma resta chiara l’immagine della profezia: la Chiesa sarà eclissata, ecc… E nell’eclisse il sole non si confonde con l’ombra! E tanto meno l’ombra può pretendere di fare il sole!

      Alcuni punti:
      1- lei stesso ha risposto al caso di quei santi che scelsero il pontefice sbagliato: erano ‘sbagliati’ appunto per l’elezione sbagliata, non inesistenti per l’ errata dottrina.
      2- lei ammette come possibile che un eletto materiale possa acquistare la “potestà” nel caso volesse “adempiere al pontificato”, essendo stato eletto da chi aveva il titolo per designarlo. Credo di averlo già detto: nel caso di questi papi conciliari, non abbiamo papi né ex parte electorum ( un cardinale eretico non è un elettore valido, e sempre più elettori eretici si sono avuti nei conclavi conciliari…… e poi quella faccenda di quegli interventi dall’ esterno,di quelle minacce, in quei due primi conclavi, del ’58 e del ’63…), né ex parte electi, essendo da allora stati eletti cardinali affetti e infetti dall’ eresia modernista (Paolo IV ) . Come si può pensare che tali “designati” e in tal modo “designati, possano ottenere una potestà quale?
      3- certo un eresiarca può tornare cattolico, ma con quale titolo potrebbe fare il papa se mai lo è stato???

      Qui è una matassa che solo Dio può sbrogliare. Non ci resta che pregare e chiedere perdono per i nostri peccati che tale castigo ci hanno attirato..

      Rispondi
      • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 7:32 pm

        Gentile @bbruno,
        Non ci dimentichiamo che anche un cardinale scomunicato o interdetto ha il diritto di partecipare al voto.
        Ora non ho Apologia del Papato con me, ma studiai molte costituzioni sulla Sede vacante a ritroso nel tempo da Pio XII e fino agli esordi del cum clave, e non ricordo precisamente tutto, tuttavia ho memoria di ciò.
        Spero di non sbagliarmi.
        Confermo, quindi, quanto ho detto prima, in risposta ai punti 1 e 2 del suo ultimo commento.
        Al punto 3 del suo ultimo commento, vorrei articolare la risposta.
        Dove lei dice “… con quale titolo potrebbe fare il papa”?
        Effettivamente se le consacrazioni montiniane sono nulle, il problema si complica.
        Tuttavia sono propenso a credere che l’eresiarca designato papa, che volesse veramente ottenere il pontificato:
        1 si farebbe ordinare/consacrare sotto condizione
        2 rigetterebbe cv2 e ‘magisteri’, leggi, rito precedenti
        3 avrebbe quindi non solo ottenuto titolo colorato grazie al punto 1
        4 ma sanerebbe pure l’eventuale errore comune grazie al punto 2
        La Chiesa deve offrire la soluzione teologica ad ogni disputa di diritto, ed io credo che questa sia la soluzione.
        Ovviamente non voglio gonfiarmi o farmi oracolo.
        😉

        Rispondi
        • #bbruno   28 dicembre 2015 at 9:35 pm

          non dimentico certo, ma si tratta di un cardinale scomunicato o interdetto, NON di un cardinale eretico: e con quale diritto vi potrebbe partecipare se è staccato dal corpo e anima della Chiesa?

          Un tal cardinale, non appartenendo alla Chiesa, come potrebbe essere capo della Chiesa se dalla chiesa è rescisso??? che significa che di questa Chiesa sarebbe comunque capo ‘materialiter’ quando con questa Chiesa non non ha nulla a che fare, nulla di nulla??? E che significa parlare di “eresiarca designato papa”??? Un eresiarca designato papa? Da chi? Da eresiarchi? Capo della Chiesa dei credenti??? un concubino di Maometto, per stare all’ attualità, capo della Chiesa di Cristo??? E dell’ ipotesi che un tale così, convertendosi, “volesse veramente ottenere il pontificato”??? Qualcuno potrebbe voler pretendere il papato??? Io davvero non capisco. Sarà che ho la testa dura.

      • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 10:03 pm

        Gentile @bbruno, grazie per il commento.
        Non è una questione di “testa dura”, ma è semplicemente un problema credo piuttosto di comunicazione da web.
        Allora.
        Chi può essere designato pontefice?
        Un uomo battezzato, sano di mente, in età di ragione, consacrato o laico intenzionato a farsi consacrare.
        L’eretico è sì vero che non ottiene il pontificato, poiché Cristo “non può” obbligare un soggetto a non essere più eretico, almeno non ordinariamente, tuttavia se il soggetto dovesse trovarsi a sedere sulla Sedia e volesse ritornare cattolico?
        Gesù farebbe i capricci? Direbbe forse: no no no, anche se stai facendo bene ora che non sei più eretico, comunque te ne devi andare ….
        Non è affatto così.
        Come non è vero che un eretico per sentito dire non possa designare.
        Tutto deve essere provato secondo diritto.
        La resa dei conti si avrà quando qualche occupante episcopato materiale, acquisito il titolo colorato (o avendolo già), vorrà avviare la procedura che, secondo diritto, può risolvere la questione.
        Io non vedo altre soluzioni. Inoltre la Chiesa ha e deve avere la risposta scientifica secondo la teologia scolastica ad ogni questione.
        😉

        Rispondi
  9. #frank10   28 dicembre 2015 at 10:39 pm

    “15) quando ci sarà la resa dei conti, ovvero quando un vescovo materialmente residenziale constatera’ pubblicamente la vacanza della sede”

    1) E perché deve essere un vescovo materialmente residenziale?
    Faccio notare oltretutto che oggi un qualunque Vescovo residenziale è anche eretico, avendo aderito completamente e pubblicamente alle eresie moderniste. Quindi non dovrebbe solo dichiarare la sede vacante, ma prima di tutto autoaccusarsi di essere stato eretico e dichiarare la sua conversione. Ma allora ci vorrebbe pure un processo per appurare se è veramente e integralmente convertito alla Fede vera… Processo fatto da chi?? Dagli altri compari eretici che adesso vuole accusare?
    2) E non è già accaduto dopo il CVII che dei vescovi residenziali abbiano accusato i postconciliari di eresia? Poi sono stati dichiarati scismatici e scomunicati dagli eretici (capirai che valore, eh), ma all’inizio erano perfettamente e visibilmente parte della vera Chiesa e la denuncia sull’eresia l’hanno fatta pubblicamente (pur senza aver compreso esattamente la vacanza della Sede, ma questa è una conseguenza dell’eresia già denunciata, perciò è implicita). Quindi perché oggi non può constatare e denunciare la vacanza un Vescovo già sedevacantista, scomunicato illecitamente dagli eretici (e quindi senza valore canonico)?

    3) anche se in teoria potrebbe essere possibile reintegrare un modernista eretico che si converte alla carica che apparentemente aveva, la ritengo in PRATICA un’opzione da non doversi applicare, per la confusione colossale che genererebbe e anche per l’imprudenza grave che si verificherebbe. Adesso, dopo una VITA INTERA spesa nell’eresia devastatrice della cattolicità intera, basterebbero due-tre promesse di conversione, senza verifica pratica di un lungo periodo congruo per ottenere una carica visibile delicatissima? Mai e poi mai!! Come bbruno, viva la grotta penitente e prima anche gli umili e salutari calcetti nel sedere 😉 Buon per la sua anima che se persevererà si salverà, ma non di più, grazie, ha già dato…
    Ci mancherebbe pure che la Chiesa sempre prudentissima in tutto, ammetta pure un eretico neoconvertito (e non ancora adeguatamente istruito alla Dottrina vera) alla massima carica ecclesiale esistente a guida di tutta la cattolicità (ma anche solo come Vescovo…): è un assurdo pratico. Dovrebbe essere possibile solo se non ci fosse più nessun candidato veramente cattolico da nessuna parte, cosa irreale in pratica.
    Ricordo pure che il modernismo non è UNA eresia, ma la somma di tutte, una vera mentalità anticattolica, non solo un punto determinato, corretto quello si è apposto.

    4) Mi sembra però che con l’andar dietro al “diritto” e alle procedure legalistiche, si sottovaluti un punto cruciale: OGGI purtroppo la frittata è fatta, dopo 50 anni di predicazione ufficiale, il cattolicesimo mondiale è ormai un ex-cattolicesimo imbevuto di modernismo protestante e massonico.
    Se anche qualche rarissimo Vescovo e prete si convertissero, CHI ascolterebbe il nuovo vero Papa che predicherà la dottrina cattolica totalmente diversa da quella che hanno sempre sentito per decenni credendo che fosse quella vera?? Rimarrebbe una bega di soli clerici con tutto il popolo cristiano disperso.
    Anzi, non solo non lo ascolterebbe e meno che mai ubbidirebbe nessuno, ma arriverebbero a pensare che il nuovo papa vero sia lui un usurpatore che ha fatto un golpe nella vera ( in realtà falsa) Chiesa!! Esattamente l’opposto della verità, e la cosa tragica è che lo penserebbero scandalizzati, pure in buona fede…
    Senza contare ovviamente tutta la stampa mondiale che essendo tutta pilotata dalla Massoneria e dall’ebraismo, figuriamoci cosa scatenerà per sollevare l’opinione pubblica! E’ estremamente probabile che lo eliminino subito con la violenza. Anzi è estremamente probabile che non si riesca neppure a iniziarlo un tale Concilio imperfetto!!
    Quindi, la situazione è irrisolvibile umanamente parlando, essendo tutta la terra in mano massonico-ebraica, non solo la parte religiosa, ma pure l’economica, politica, sociale, militare, massmediatica!
    Prima, deve cadere questo potere, POI si potrà pensare alle modifiche anche nella Chiesa che, lo ricordo, è indispensabile per i loro piani del NWO e quindi non la lascerebbero andare.
    Penso che la nostra situazione attuale sia proprio escatologica e che richieda perciò per la soluzione un intervento soprannaturale: in sostanza non sarà solo una soluzione con mezzi umani del problema religioso, ma una soluzione totale del problema dell’anti-Chiesa che ormai domina su tutto.
    Questo non toglie ovviamente che non dobbiamo continuare a fare la nostra parte e pure a discutere della possibile soluzione e ad ostacolare il più possibile l’empietà che avanza.

    Rispondi
    • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 10:54 pm

      Salve gentile @Frank10.
      Le obiezioni sono molte.
      Ho già risposto a tutte in Apologia del Papato.
      Almeno ci ho provato.
      Ovviamente dogmatica, morale, diritto e storia della Chiesa offrono le risposte.
      Nei libri De Papatu Materiale ed Il problema dell’autorità nella Chiesa trovi comunque delle semplici riflessioni.
      Anche nel libro di confutazione di don Ricossa a don Paladino.
      Nella Chiesa non si può presumere o improvvisare, ma si deve procedere secondo precisi dettami.
      Le risposte pratiche a ciò che sostieni le hanno date i vari conclavisti che si sono succeduti negli ultimi 30 anni: hanno eletto antipapi. Hanno scomunicato senza titolo. Sono stati controproducenti per la causa stessa.

      Rispondi
    • #ricciotti   28 dicembre 2015 at 11:02 pm

      Amici non perdete la speranza.
      La situazione sembra irrisolvibile.
      La stampa massonica.
      I governi collusi.
      Gli eserciti corrotti.
      Il popolo plagiato e atrofizzato.
      Il clero colpevole.
      La gerarchia eretica.

      Tutto sembra remare contro. Ma occhio allo sconforto.

      La Grazia di Dio può tutto, ed il mondo è pieno di buoni cattolici e di religiosi in buona fede.
      Prima o poi un vescovo avente titolo seguirà la procedura e si arriverà alla resa dei conti.
      Facciamoci trovare pronti e speriamo di non sbagliare parrocchia.

      Rispondi
  10. #frank10   29 dicembre 2015 at 9:56 am

    Caro Carlo, hai ragione di ricordare di mantenere la speranza: guardando alla cruda realtà si fa presto a perderla e non dev’essere così. Oggi siamo in barca con Gesù addormentato…
    Preciso inoltre che la tua analisi del problema mi pare attualmente la più completa e verosimile.
    Avevo già letto degli antipapi sedevacantisti e concordo che un’azione esclusivamente sedevacantista è controproducente, ma volevo dire che aspettare che si svegli UN vescovo residenziale, mi pare un po’ poco perché possano cambiare le cose. Anche perché i media e gli altri vescovi lo escluderebbero subito come ribelle scismatico e si ricadrebbe nel caso dei sedevacantisti.
    Quello che intendevo con l’intervento di un vescovo sedevacantista, non era di farsi il suo gruppetto e via, come è accaduto, ma quello di non attendere che un residenziale si converta, ma subito alzare pubblicamente la voce con insistenza e ripetitività, contattare altri vescovi “residenziali”, sensibilizzare al problema sperando che altri aderiscano. Una specie di Battista.
    Insomma un conto è che ci siano Vescovi sedevacantisti nell’ombra o in qualche sito sconosciuto, un altro conto che si diano da fare pubblicamente.

    Rispondi
    • #ricciotti   29 dicembre 2015 at 1:15 pm

      Caro #frank10.
      Capisco quello che dici.
      Probabilmente se un vescovo avente titolo dovesse dare inizio alla procedura canonica per “licenziare” cv2, modernisti occupanti e non papi, sarebbe “crocifisso” dalla stampa collusa e dalle polizie asservite.
      Probabilmente la tua chiave di lettura è davvero verosimile.
      Allora cosa fare?
      Certamente il conclavismo non è la risposta.
      Certamente la politica attendista non è la risposta.
      Certamente la Chiesa è già stata dotata dalla Provvidenza di una risposta canonica al problema.
      In Apologia del Papato mi sono permesso di formulare una ipotesi che ha, purtroppo, disturbato qualcuno, persone che si sono prese anche la briga – così si dice – di favorire la censura del mio libro.
      Cosa ho sostenuto?
      Alla luce delle riflessioni fatte da te, e di molte altre ad aggravare la situazione, ho ipotizzato che nella situazione contemporanea sarebbe determinante anche l’intervento mediatico di un “sovrano” o “capo di Stato” cattolico.
      Prendiamo ad esempio Orban. Ripeto, siamo nell’ordine delle ipotesi.
      Come re Luigi chiese l’intervento dell’Inquisizione contro la prossimità all’eresia di Giovanni XXII, e lo fece per salvaguardare il proprio popolo, così l’Orban di turno oggi potrebbe intervenire a gamba tesa per accelerare con evidente impatto mediatico l’inizio della soluzione del problema.
      Questo non vuol affatto dire che un “sovrano” possa deporre un non papa o possa indire un concilio, ma certamente sarebbe una “correzione” utile a stimolare la Gerarchia, che avrebbe, a quel punto, quantomeno il dovere di fornire una risposta.
      Solo contestualizzando il problema, senza derive storiciste, si può guardare concretamente alla questione, non solo in maniera astratta, come molti vorrebbero.
      Io credo che al concilio generale imperfetto si arriverà solo se Dio vorrà e con l’aiuto di soggetti mediaticamente esposti.
      Non so se ho reso l’idea.
      Questa mia ipotesi, purtroppo valutata superficialmente da qualcuno, mi ha portato a ricevere grosse critiche soprattutto negli ambienti a me vicini, tuttavia non solo non la ritratto, ma la confermo.
      La confermo domandando piuttosto correzioni ed eventuali aggiunte, come scrivo anche nel libro, invece che censure.
      A dopo!

      Rispondi
  11. #frank10   29 dicembre 2015 at 3:55 pm

    Mi spiace sentire della censura: è una cosa che non comprendo. Del resto esiste troppa rigidità in certi ambienti sedevacantisti, anche questo ha contribuito a far allontanare pure Don Curzio purtroppo…
    Sursum corda.

    Rispondi
    • #ricciotti   29 dicembre 2015 at 4:12 pm

      Io sono favorevole alla censura.
      Come lo sono tutti i Cattolici.
      Non tutti, difatti, sono culturalmente pronti per il discernimento.
      Anche a questo serviva il Sant’Uffizio.
      Ovviamente la censura dovrebbe essere argomentata e dovrebbe esprimere carità, dovrebbe essere proporzionale, ovvero più o meno integrale, sulla base dello scritto che si vuol confutare.
      Porre veti smisurati non credo che sia un atteggiamento cristiano, tuttavia nello stesso errore sono caduto io in passato, sicché non posso ergermi a giudice, né mi compete esserlo.
      Sulla questione che riguarda don Curzio, non entro nel merito poiché non mi riguarda.
      La mia regola è leggere e studiare, poi guardare il nome dell’autore.
      In caso di dubbi, comparo con autori preconciliari granitici.
      In caso di dubbio irrisolto, sorvolo o cerco risposte senza subire alcun condizionamento.
      D’altronde nulla può sovrastare il dogma, la retta morale, la legge santa, il giusto culto.
      Per quanto riguarda le questioni semplicemente storiche, la ricerca è più complessa, tuttavia non impossibile.
      A noi interessano le analogie fra passato e presente, per fornire oggi le risposte corrette, sulla base di qualcosa che è già accaduto ed a cui la Chiesa ha già santamente posto soluzione.
      Preghiamo affinché Dio agisca nell’animo di tutti noi, affinché tutti i contrasti siano sanati nella verità.
      Preciso: la verità è una, quindi io non ho il diritto di credere nelle sensibilità e nelle polifonie.
      Un caro saluto.

      Rispondi
  12. #frank10   29 dicembre 2015 at 4:37 pm

    Sì, certo, mi riferivo alla censura nel tuo caso: che eresia mai avrai detto da meritare la censura… questo non posso comprendere.
    Insomma, come hai aggiunto, ci vuole equilibrio e prudenza, si dovrebbe censurare solo gli errori gravi che possono portare al peccato soprattutto le anime sprovvedute e comunque sempre con una spiegazione adeguata che è poi carità: l’occasione di insegnare qualcosa di nuovo partendo da un’affermazione scorretta. Non si può censurare di nascosto senza spiegazioni, si finisce nella dittatura totalitaria non cristiana.

    Rispondi
    • #ricciotti   29 dicembre 2015 at 4:50 pm

      Preghiamo.
      Mi rallegro per ciò che mi accade.
      Se Dio vuole o se Dio permette,
      io non posso far altro che recepire e condividere.
      Tutto ha un senso, tutto ha un fine.
      😉

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