Benvenuti tra i ‘farisei’. E l’ultimo chiuda la porta.

San Nicodemo, fu dottore delle Legge, fariseo e membro del Sinedrio.
San Nicodemo, fu dottore delle Legge, fariseo e membro del Sinedrio.

di Andrea Giacobazzi

“Farisei” e “Puritani” erano le espressioni più gentili che erano usate, fino a qualche tempo fa, quando sommessamente, da parte integrista, si faceva notare che c’era un problema che investiva la Gerarchia, una crisi nella (e non “della”) Chiesa. Insomma, che qualcosa forse era il caso di dire sulle smanie innovative degli ultimi tempi.

Che col “Sinodo” tirasse brutta aria lo si sapeva, che le fibrillazioni neoecologiste dell’episcopato bergogliano fossero qualcosa di più di semplici sussulti in salsa verde era difficile da negare, già mesi fa.

Ma guai a dirlo. Peccato che grida vendetta. Da confessare subito, anche su Facebook, ai vari laiconi di parrocchia improvvisati inquisitori, in ginocchio di fronte al laptop.

E via a dibattere sulle origini di tutto questo, a dire che “conservare la rivoluzione” non serve a nulla, anzi serve solo ai rivoluzionari. E ancora: che il problema è nel Concilio, che la protestantizzazione avanza, e altre “lagne da tradizionalisti”, anzi “farisei”.

Poi ci si è svegliati una di queste mattine e si è scoperto che il fariseismo, durante la notte aveva occupato la scena e in molti di più si erano alzati farisei, ma così farisei da fa sembrare sadducei i “tradizionalisti”.

Eccoci qua! Giornalisti con Bergoglio nella foto di profilo che ora danno lezioni alla CEI su come fare la CEI e su come essere intransigenti rispetto ai temi della famiglia, capipopolo che dopo aver preteso l’unità dei cattolici (uniti sì, ma al loro seguito ça va sans dire) ora sussurrano che c’è qualcosa che non quadra, antifa militanti (antifa: antifarisei, antifascisti, vale un po’ per tutti) che bandiscono crociate contro l’8xmille alla Chiesa di Galantino, testate con Ratzy&Bergy in copertina che iniziano a parlare di pericolo “prostestantizzazione”.

Insomma ora la riserva protetta del prolifismo e del profamilismo – ben organizzata in epoche polacche e bavaresi a suon di belati obbedienziali senza se e senza ma – scopre che il problemino ecclesiale, lasciato ai margini del gregge fino all’alba argentina, inizia a diventare ingombrante e minaccioso, anche per il piccolo recinto. Così dai belati si è passati ai ruggiti. E che ruggiti.

Del resto è comprensibile. Ai “conservatori”, dopo il Concilio, è stato tolto – gradualmente – quasi tutto. Prima la solidità della dottrina, poi la liturgia, poi le illusioni politiche. Ma c’era sempre la “morale” a tenere. C’era sempre qualcosa per cui autoconvicersi che tutto andava (più o meno) bene. Sempre la scappatoia di NoAborto&Famiglia per dire che sì, in fin dei conti, quella battaglia restava pienamente loro e, nello stesso tempo, pienamente difesa dalla Gerarchia conciliare. Quindi, dentro tutti. Allineati e coperti. Ma il guaio è che le cose non funzionano così, la polvere sotto al tappeto prima o poi diventa una montagna, col risultato che ci si inciampa e si cade mandando all’aria tutta la polvere.

Il progressismo che ammalava la Gerarchia nel 1965 è lo stesso – un po’ più evidente e arrogante – che la ammala oggi in tema di famiglia e gaie adozioni. La crisi di nervi dei conservatori era dunque inevitabile. Vedremo se sarà solo lo strappo di un momento o se almeno qualcuno fra loro vorrà assumersi la responsabilità delle conseguenze che questo piccolo risveglio implica. Se vorrà, in sostanza, capire e affermare che a forza di indietreggiare si finisce spalle al muro.

Pur con caratteristiche diverse, non è la prima volta che i “farisei tradizionalisti” si vedono scavalcati a “destra” e all’improvviso. Molti ricorderanno il 2007 quando, col Motu Proprio Summorum Pontificum, ci si trovò circondati improvvisamente da “tridentini” che facevano a gara a chi aveva il pizzo più ricamato. I famosi pizzocentristi, che nel cuore della loro ecclesiologia mettono l’accessorio liturgico.

Ma torniamo a bomba. Cari conservatori, normalisti e affini, benvenuti tra i farisei! E tranquilli per l’uso che avete fatto di questo termine, fa parte della polemica e anche da noi si usa parecchio.

Ah, che l’ultimo chiuda la porta.

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P.S.: Dato il tema: Lettera ai ‘conservatori’ perplessi [Radio Spada, 25 ottobre 2015]

 

2 Commenti a "Benvenuti tra i ‘farisei’. E l’ultimo chiuda la porta."

  1. #Mah!   14 gennaio 2016 at 4:25 pm

    Bello! Proprio così! ad un tratto pare persino che certi conservatori siano quelli che hanno sempre lottato per la S.Messa, la sana dottrina, il sacerdozio, il canto gregoriano, etc Sinceramente non si capisce dove erano nascosti mentre la FSSPX si prendeva porte in faccia, scomuniche, epiteti come quello di scismatici. Ma tra quelli che gridavano: disobbedienti!!! alla FSSPX, non c’erano anche quelli che oggi si sentono i puri e duri della tradizione? Vabbè! comunque c’è posto per tutti, l’importante è che le cose si facciano per la maggior gloria di Dio e non per sembrare i più bravi del reame.

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