Cirinnà, vescovi divisi?

Galantino, segretario della CEI, tra quelli apparentemente favorevoli al Cirinnà "mitigato"
Galantino, segretario della CEI, tra quelli apparentemente favorevoli al Cirinnà “mitigato”

di Marco Tosatti

Venerdì 8 gennaio si svolge la prima riunione della Presidenza della Cei, in previsione dell’assemblea di fine mese. All’ordine del giorno non c’è il disegno di legge Cirinnà; ma non è escluso che il tema affiori all’interno del dibattito sulla pastorale delle famiglie. E sarà interessante sapere, in questo caso, se si avrà una formalizzazione delle due linee che appaiono in contrasto.

Quella del cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale, e quella del Segretario generale, Galantino. Bagnasco apparentemente più favorevole a una linea del dura contro il disegno di legge, che per alcuni settori politici cattolici andrebbe rimandato in commissione, per una riscrittura radicale; e quindi non sfavorevole a una manifestazione di massa – probabile il 30 gennaio prossimo – organizzata da laici cattolici.

E quella di Galantino, che sembra veda con sfavore mosse che mettano in difficoltà il governo Renzi, e critico a priori delle manifestazioni che ricordano la chiesa di presenza di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI; come il “Family Day” del 2007, a cui partecipò anche Renzi, e che affondò il primo progetto di matrimonio omosessuale, i cosiddetti “Dico”. In quest’ottica si leggono le dichiarazioni di associazioni di laici direttamente sotto il controllo della Segreteria Cei, e il richiamo al “quoziente familiare”; una formula che ha portato qualcuno a pensare che il Segretario della Cei possa offrire una resistenza “morbida” al governo sul DDL Cirinnà in cambio di qualche forma di finanziamento alle famiglie.

Ma molti laici cattolici, seguendo quanto detto in forma molto netta da papa Francesco, non vogliono rinunciare a esprimere una posizione netta e dura contro l’equiparazione di matrimonio eterosessuale e omosessuale, con tutto ciò che ne consegue, fra cui la probabilità che i tribunali, nazionali ed europei, sdoganino in qualche modo l’utero in affitto. Sono laici che sull’esempio della Manif pour tous francese agiscono in maniera autonoma, senza il telecomando Cei; anche se non pochi vescovi e probabilmente Bagnasco – ne approvano l’autonomia e l’iniziativa. Come hanno dimostrato il fenomeno delle “Sentinelle in piedi” e della manifestazione romana del giugno scorso.

Oltre alla probabile manifestazione di fine gennaio è stato lanciata un’iniziativa spirituale: “Un’ora di guardia”. Si citano le parole del cardinale Bagnasco: “nessun’altra istituzione deve assolutamente oscurare la realtà della famiglia con delle situazioni similari” perché questo “significa veramente compromettere il futuro dell’umano. Nessun’altra forma di convivenza di nucleo familiare, pur rispettabile, può assolutamente oscurare o indebolire la centralità della famiglia, né sul piano sociologico, né sul piano educativo. La Chiesa conferma la propria profonda convinzione verso la famiglia come il grembo della vita umana” e “come prima fondamentale scuola di vita, di umanità, di fede di virtù civiche, umane e religiose. Questa è l’esperienza universale che la Chiesa difende in ogni modo, per amore dell’uomo, della vita e dell’amore”. E si chiede a chi è interessato di pregare per 60 minuti, da soli o in compagnia, in Chiesa o in qualsiasi altro luogo, iniziando con un’invocazione particolare riportata su questo sitoLa battaglia si sposta dal Parlamento alla metafisica.

 

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4 Commenti a "Cirinnà, vescovi divisi?"

  1. #bbruno   8 gennaio 2016 at 3:53 pm

    Te lo credo: guardalo in faccia costui, anche lui è un uomo “mitigato” (un po’ sì e un po’ no).Solo coi negri e mussulmani non è mitigato: tutti ce li vuole imporre: chissà….

  2. #Alessio   9 gennaio 2016 at 3:37 pm

    Davvero, và che faccia! Chissà se avrà l’Inferno mitigato, o se lo beccherà “full optional”. In tempi migliori la Santa Inquisizione ce l’avrebbe levato dai piedi sul presto, ‘sto traditore!
    Mi stupisce la presunta linea dura di Bergoglio. Possibile che sostenga qualcosa di così giusto? Chiaro, su questo non fa nessuno dei sui discorsoni nè dei suoi coinvolgenti video, però il semplice fatto che abbia preso una posizione giusta mi lascia basito.

  3. #frank10   9 gennaio 2016 at 6:02 pm

    @Alessio, invece non è da stupirsi!
    Se uno vuol fare realmente danno alla Dottrina della Chiesa, non può apparire come uno che nega delle ovvietà: la gente lo capirebbe subito. Bisogna apparire “buoni”, anzi “santi” più che è possibile, dire anche molte cose giuste, l’importante è far passare assieme anche le cose eretiche. Uno fa passare una cosa, un altro un’altra cosa e così via…
    E poi le cose sbagliate vanno fatte passare a piccole dosi, omeopatiche, il tempo poi predispone la gente ad accogliere le cose più grosse, tattica dei piccoli passi costanti, più quella dei due avanti e uno indietro, più quella di una finta resistenza solo a parole.
    Senza dimenticare infine la tattica modernista dell’ambiguità, in modo da dire cose giuste una volta e negarle un’altra, così non si riesce a colpirli con chiarezza (credono).
    Insomma, sono molto furbi…

  4. #Alessio   10 gennaio 2016 at 1:14 am

    A Frank10

    Naturalmente sono d’accordo con te, ed avevo già pensato anch’io ad una simile spiegazione. Resta il fatto che nel testo non si parla d’una vaga opposizione, ma di una “posizione netta e dura”, che finora il Bergoglio ha assunto solo contro i cattolici.
    Da lui mi sarei apettato un atteggiamento diverso, di rifiuto buonista, moderato e quasi sforzato, perchè potesse così via via scivolare verso l’accettazione eventuale, dato che l’infrocimento è uno dei punti chiave del processo massonico globoliberalaicistomo (licenza poetica).
    Ma se adesso sostiene questa presunta linea dura, sempre ammesso che lo sia davvero, gli sarà poi molto difficile voltare gabbana. Chissà, magari in questo, solo in questo, non tradirà. Dici che sono troppo ottimista? Forse, comunque lo vedremo!
    A me tanto linea dura non pare, visto che a questo proposito non si fà quasi mai sentire mentre sappiamo benissimo che la voce quando vuole ce l’ha, comunque se l’autore dice così avrà i suoi motivi.