[DON GIORGIO MAFFEI] Invito alla lettura. Di G. Della Balda, curatore ‘Zelo zelatus sum’ (Ed. RS)

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di Gabriele Della Balda
curatore di Zelo zelatus sum, Ed. Radio Spada 2016 [prenotabile qui] in uscita in questi giorni

 

Purtroppo incontrai per la prima volta Don Giorgio Maffei solo quando la sua vita era ormai prossima all’eternità. Avevo da poco iniziato a frequentare le celebrazioni liturgiche presso il Priorato della FSSPX a Spadarolo di Rimini, quando un pomeriggio mi trovai nella sua camera ad assistere al Santo Sacrificio Eucaristico. Rimasi subito colpito da quel sacerdote che, nonostante l’evidente sofferenza fisica, era tuttavia in grado di trasmettere una pace davvero serafica, la pace che solo chi è in piena comunione con il Signore può possedere. Toccò il mio animo nel profondo. Ricordo che assistevo alle sue Sante Messe, rigorosamente in rito tridentino, del tutto rapito dalla devozione che egli sapeva infondervi.

Il desiderio di conoscerlo meglio fu pressoché immediato. Cercai la storia di questo presbitero ferrarese che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per la quale combatté, scoprì nel suo cuore la vocazione sacerdotale e ricevette l’ordinazione nel 1952. Dopo un lungo ministero, prima come parroco a Salvatonica, poi come Rettore della Certosa estense, nel 2001 si trasferì presso la comunità riminese della FSSPX, dove rimase fino alla scomparsa, avvenuta il 13 novembre 2015 all’età di 94 anni. Lì non fece mai mistero d’aver  trovato l’ambiente perfetto per la difesa del vero cattolicesimo, al sicuro dalle deformazioni neomoderniste del Concilio Vaticano II.

Lessi quanto da lui edito. In un secondo momento, approdai ai suoi articoli pubblicati, dal 2009 al 2014, sul bollettino del Priorato “Veritas”. Li studiai con interesse e pensai di comporre un florilegio antologico con vari spunti, in tutto 150, per la riflessione sotto forma di scorrevoli pensieri suddivisi per argomento. Le tematiche sono varie, ma tutte unite dall’indistruttibile filo rosso dell’autentico tradizionalismo. Il titolo dell’opera, Zelo zelatus sum (pro Domino Deo exercituum), ovvero Ardo di zelo (per il Signore Dio degli eserciti), vuole riassumere, con le parole del profeta Elia, la donazione dell’intera vita, che Don Giorgio compì attraverso un ministero totale, arso d’amore per Dio e per i fratelli.

Sarebbe stato mio grande desiderio potere pubblicare il libro quando Don Giorgio era ancora in vita, come ringraziamento per il bene apportato alla mia anima con la sua sola presenza sacerdotale. Tuttavia la Provvidenza ha disposto diversamente.

Spero che queste pagine possano essere, per chi lo conobbe, un ricordo speciale e, per chi invece non ebbe tale fortuna, un’occasione per attingere al pensiero di un coraggioso e fervente sacerdote della vera ed imperitura tradizione cattolica.