L’AMORE DOPO LA RIVOLUZIONE: riflessioni scomode in merito al prossimo Family Day

«Come si può amare l’ordine senza odiare il caos? Così la tenerezza conduce al rigore: si costruiscono bastioni per preservare la cattedrale e tutti i focolari raggruppati attorno ad essa. Amare in verità, non è intenerirsi su se stessi attraverso gli altri, come il borghese che, secondo Bernanos, unisce «il cuore duro alle budella sensibili». È voler salvare e saper difendere ciò che si ama»

G. Thibon

 

castillo-de-los-condes-en-gante

 

di Alessandro Pini

 

Ho letto con gran piacere gli ultimi interventi radiospadisti in merito al Family Day del prossimo 30 Gennaio [qui , qui qui]. Anzi, devo proprio ringraziare gli autori, in quanto, con le loro parole, hanno aperto una breccia nel mio iniziale rifiuto circa la partecipazione a simile evento.

Il presente scritto tralascerà, quindi, gli aspetti già curati dagli autori poc’anzi citati, per considerare l’avvenimento da un altro punto di vista, o meglio,​ da un’altra prospettiva.

Infatti, se gli articoli anzidetti – molto giustamente  – hanno messo in guardia dalle vicende e dai personaggi nell’orbita della manifestazione, e dal pericolo post-manifestazione (compromesso), io, piuttosto, vorrei far riflettere sul perché e come siamo arrivati a dover sguainare le spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

Perché il vero scandalo è questo: giunti nel Terzo Millennio, dobbiamo scendere in piazza per difendere l’ovvio, per dimostrare l’evidenza, oltretutto accusati d’essere nemici della libertà (semmai della libertè rivoluzionaria) e messaggeri d’odio. Mala tempora currunt.

Ogni buon medico prima di somministrare la cura deve fare tutto il possibile per scoprire le cause della malattia, altrimenti rischia di rendere inefficace ogni intervento a tal proposito. Ecco la ragione del presente scritto. Ecco la radice dei molti dubbi in merito all’evento del 30 Gennaio.

​E’ cosa buona e giusta manifestare il proprio dissenso verso leggi inique, ma non basta, occorre denunciare, e smascherare la radice malata di quest’albero, altrimenti, quelle che vediamo oggi saranno nient’altro che primizie.​

 

Come siamo giunti a tanto?

Dobbiamo​ tener presente che le attuali pretese gaie (et similia) rappresentano il naturale esito​ della post-modernità filosofica, e del modernismo teologico, il quale ha privato il gregge del proprio Pastore, riducendolo a massa informe e corrotta.​

Percuoti il pastore e sia disperso il gregge.​

Donde, ecco il mondo contemporaneo: una massa d’allucinati, innamorati di se stessi fino al disprezzo di Dio. Perchè?

La simia dei ha istigato l’uomo alla ribellione, insinuando nel cuore umano – già ferito dal peccato originale – la bramosia di piacere e di (falsa) libertà. Le tre RRinascimento, Riforma e Rivoluzione – hanno cambiato il volto della società, tramutando la civiltà cristiana in ben altro: il Regnum hominis.

“Tutto rientri nel caos e dal caos esca un mondo nuovo e rigenerato!” esclamava la Rivoluzione. “Devi godere” o subire le conseguenze di tale rifiuto, sembrano urlare i suoi nipoti.

Infatti, oggi, l’amore è interpretato e vissuto come godimento; e quando ciò non si realizza?

Ecco che il compagno (qualche anno fa il marito) è sostituito – come un apparecchio domestico – da un altro, che in quel momento riesce a darmi l’amore bramato.

Ecco che la moglie è barattata con un amico alto e baffuto; che male c’è? Rispetto il nuovo comandamento: “devi godere”!

Questa è l’anti-filosofia postmoderna; non abbiamo un Creatore, un’essenza, e tanto meno un’anima. Siamo soltanto materia (ingranaggi), destinati al Nulla; ergo, dobbiamo godere l’attimo presente. Preludio alla follia.

Non essendoci un Creatore, non esiste alcuna morale oggettiva (legge naturale), pertanto ognuno segue la propria, e ne crea una nuova, secondo l’istinto del momento.

Tuttavia, l’uomo d’oggi dimentica che tale comportamento lo accomuna alle bestie e rende la società un Grande Zoo, dove ognuno deve sfogare i propri istinti, rendendosi schiavo di essi, ingabbiato, proprio come gli animali del giardino zoologico.

Perché sappiamo benissimo che il vizio corrompe l’intelletto umano, e l’amore disancorato dalla verità sfocia nel suo contrario: egoismo, lussuria, odio.

La volontà corrotta, quindi, suggerisce la legge, la norma da seguire, per di più abusando meschinamente del termine amore.

 

Il problema attuale

Nel suolo bagnato dal sangue dei martiri e benedetto dalla presenza bimillenaria del Vicario di Cristo, abbiamo  assistito a parate oscene di depravati in costume, impuniti ed invocanti – scimmiottando la sacra liturgia  – diritti e libertà, impensabili soltanto pochi anni fa. Miracoli della Propaganda.

Incensati dalla Repubblica Democratica, la quale oltraggia Dio in nome del politically correct, adesso  – dopo aver violato (più volte) la Città Santa con inni e corpi blasfemi – pretendono pari diritti; in nome dell’amore.

Quale amore?

Non quello autentico. Forse il prodotto di secoli di filosofia anticristiana. Sicuramente l’amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio (S. Agostino “De civitate Dei”).

Nel vecchio “vocabolario” l’amore era ben altro.

L’amore si tramuta a somiglianza di ciò che ama – scrive Mons. Sheen – Se ama il paradiso, diventa celestiale; se ama il carnale fino a divinizzarlo, diventa corruttibile.

L’uomo contemporaneo ama soltanto la materia, il fango, ed in esso si crogiola, altresì pretende che tale melma sia, da tutti, riconosciuta ed apprezzata come l’oro e la seta.

Sant’Agostino, invece, ci ricorda che l’amore, quello vero, nasce da un cuore puro, da una coscienza buona e da una fede sincera.

Scrive Dante par­lando di Beatrice: «Ella mirava al cielo ed io a lei». Questo è vero amore. Volere il bene dell’altro, mirando entrambi al Cielo, vera Patria d’ogni uomo.

Vediamo bene che il problema attuale deriva dalla degenerazione di un valore eterno, di quella grande forza che ha ispirato la Creazione e la successiva Incarnazione del Verbo.

Tale (moderna) degradazione, storpiatura, dell’amore, deriva “​naturalmente”​ da colui che è definito, a giusta ragione, la scimmia di Dio. Ogni deformazione, qualsiasi menzogna ha lui come padre ed ispiratore (Gv. 8, 44).​ Costui combatte contro Dio, ed il campo di battaglia sono le nostre anime.

 

Amore autentico

Il più grande gesto d’Amore si è celebrato, oserei dire consumato, due millenni fa sul monte Calvario; l’Uomo-Dio che si china sull’uomo per salvarlo dalle proprie miserie, fino alla morte, la morte in croce, tra il disprezzo e l’abbandono dei suoi.

Questo è il termine per poter definire l’amore. Donarsi agli altri, sacrificando se stessi per il bene altrui. La forza per attuare ciò la ricaviamo dalla Fonte, altrimenti, se provvediamo da soli – come pretende di fare l’uomo contemporaneo – otteniamo il risultato opposto: ossia sacrificare il prossimo in nome del proprio “Io”.

Come abbiamo potuto barattare l’Amore di Dio con l’amore (presunto tale) verso noi stessi, incapaci di creare anche un solo ramoscello secco? “Mistero!” afferma chi non crede alla ferita del peccato originale.

Non lo è affatto per chi accetta la Verità e con essa la ragione, quale dono di Dio per conoscerLo: l’uomo, infatti, ha l’essere dal Creatore, senza di Lui non è, pertanto solamente una perversione della ragione poteva permettere tale orrore.

Siffatta ingratitudine verso il Tutto sarà documentata dai nostri posteri come un’autentica malattia, da evitare, proprio come la peste nera.

L’uomo ubriaco di sé, ha perso il lume della (retta) ragione, a poco a poco si è raffreddato nell’amore di Dio e così ha cessato di odiare il male e la menzogna, procurandosi la materia necessaria per l’edificazione del Regno della Bugia, nel quale trionfa il caos e la (malsana) tolleranza.

Eccoci giunti ad un altro punto dolente: la tolleranza.

Un gran pensatore, non pochi anni fa, scrisse che chi ama la verità odia la bugia.

Così, amando poco o tiepidamente la Verità, l’essere umano ha permesso alle tenebre di crescere e conquistare nuovi spazi, un tempo abitati dalla Luce.

La tolleranza verso il Male ha permesso ed agevolato la scomparsa della vera fede nei cuori delle persone.

La tolleranza tout court è la nostra antagonista. Ed è nemica dell’amore.

Dobbiamo perciò disprezzare il peccato (e non il peccatore) e odiare il disordine conseguente, cosicché possiamo tornare a sprigionare scintille d’amore per la Verità, che non tollera l’errore e serra le porte del Paradiso agli amanti della menzogna.

La sana intolleranza, se osserviamo bene la realtà intorno a noi, è veramente essenziale e connaturale alle attività umane: la sentinella è obbligata ad essere intollerante, pena l’invasione nemica, il contadino idem, non può permettere che le erbacce rovinino quanto seminato con cura, allo stesso modo la madre protegge il proprio bambino e non tollera alcun male nei suoi confronti, proprio come il (buon) medico; intransigente e persecutore delle malattie.

Se non odiamo il Male, non possiamo amare sinceramente ed integralmente la verità. Ciononostante, è bene ricordare che il male è semplicemente un’assenza di bene, una mancanza, un difetto. Dunque, non è opera di Dio.

Spetta, pertanto, a quanti amano la Verità colmare questi vuoti, altrimenti lo faranno i partigiani di satana – notevolmente più zelanti di noi cristiani moderni(sti) –, e saranno nuovi territori strappati alla Luce ed alla Regalità di Dio.

Con il buon Gandalf, quindi, possiamo affermare con certezza, che sono i piccoli gesti quotidiani, le tenerezze, a contenere davvero il Male, piccoli atti di bontà e amore, i sacrifici quotidiani che ci assicurano la Grazia e le grazie necessarie per contrastare l’oscurità. Ecco il lavoro da fare.

 

Conclusione

Ho sprecato fin troppe parole per affermare che il problema attuale, l’attacco che subiamo quest’oggi non deve farci dimenticare né l’origine, né le motivazioni delle nuove orde barbariche (immensamente peggiori delle prime): esse – consapevoli o meno – lavorano per la distruzione del cristianesimo e con esso dell’uomo quale essere fatto a immagine e somiglianza di Dio.

Operano per l’edificazione di un Nuovo Ordine, abitato da un uomo nuovo, simile alla bestia, schiavo degli istinti e delle suggestioni offerte con incantevole premura dal Potere moderno.

Quello che non viene detto, e dai più neanche pensato – ivi compresi i milioni di manifestanti per la famiglia “tradizionale” (come se ne potessero esistere altre) – è la necessità di un autentico amore per la verità ed una sana riflessione filosofica, la quale deve sbocciare nel ritorno dell’umanità all’unico e vero Dio, quindi alla Sua legge eterna.

Per giungere a questa “vetta”, l’uomo del tempo presente deve rompere i legami con lo spirito liberale e laicista che pervade l’atmosfera, per tornare a respirare aria pura e fresca, che ossigena la mente e rinvigorisce il corpo; di nuovo pronto a fare il bene e odiare il male.

In altri termini, dobbiamo tornare ad essere cristiani, portatori di Luce, come tanti piccoli fiammiferi sparsi per il mondo, pronti ad accendere intorno a sé piccoli lumini, perché è da questi che divamperà la Speranza.

Quanti manifestanti pro-family condividono le suddette analisi?

Concludo citando le ottimistiche – vista la realtà intorno a noi – parole del buon Juan Donoso Cortès: “Il mondo cammina con passi rapidissimi alla costituzione di un dispotismo, il più gigantesco ed assoluto che sia mai esistito a memoria d’uomo“.

 

 

 

11 Commenti a "L’AMORE DOPO LA RIVOLUZIONE: riflessioni scomode in merito al prossimo Family Day"

  1. #Alessio   27 gennaio 2016 at 12:15 pm

    Dal momento che sono stato tra i commentatori dell’argomento in questione, ritengo di essere io a dover rivolgere i ringraziamenti all’autore per questo bellissimo articolo, nel quale ho ritrovato moltissimi dei miei pensieri espressi in più occasioni.

    Lo stato attuale delle cose non è affatto casuale, fa parte di un processo voluto e pianificato, così come spiegato a questa pagina http://www.centrosangiorgio.com/subliminale/articoli/pagine_articoli/come_rendere_accettabile_una_cosa_inaccettabile.htm . Tale procedimento prende il nome di “finestra di Overton”.
    Molti, giustamente, potranno dire :-Ma dove siamo finiti!- e questa, per quanto triste e veritiera, sarebbe un’affermazione ottimistica. Infatti, il nemico non si fermerà mai, farà di tutto per procedere di abominio in abominio sino ad aver ridotto l’umanità intera ad un ammasso di degenerati senza più il minimo concetto di morale per non dire di Religione. L’infame Togliatti lo disse già intorno agli anni ’50 (mi pare) :-Diffondete la pornografia e la Chiesa crollerà!- ; infatti, da allora la corruzione della sessualità è stato senza dubbio il grimaldello più efficace per scardinare la società tradizionale, e con dei meccanismi ricorrenti come illustato nella spiegazione della “finestra di Overton”. Riassumendo molto il concetto, si parte da un iniziale scandalizzarsi di parte della società, per passare alla tolleranza, poi all’accettazione per arrivare infine alla regola legittimata. Ed ogni volta, considerando le vittime delle precedenti imposizioni mentali di corruzione, ci si rende conto di come le successive fasi sarebbero state ai loro tempi del tutto impensabili.
    Nel ‘900 si è partiti con la minigonna, mi pare, giudicata dalle persone perbene dei tempi come qualcosa di oltraggioso alla morale… e guardiamo adesso dove siamo arrivati! Se al cittadino medio degli anni ’60, che giudicava pessimamente una coppia normale che viveva in concubinato, si fosse profetizzata la situazione attuale non c’avrebbe mai creduto. E così è per noi adesso : se non facciamo il possibile per fermare questo veleno che ci stanno tentando di propinare, e che oggi ci sembra così deleterio, i nostri nipoti si troveranno a dover vivere chissà quali orrori.
    Il male demo(no)cratico è simile ad una droga che abbruttisce, deturpa, sfigura ma non uccide ; all’inizio, la dose procura una certa sofferenza, poi ci si abitua e la si assume senza quasi accorgersene, patendo però i danni dell’abbruttimento. A quel punto si è pronti per un aumento della dose, e la situazione si ripeterà, con una certa sofferenza iniziale seguita dall’assuefazione pacifica che procura un abbruttimento successivo. E via così, senza toccare mai il fondo, scendendo di gradino in gradino, sempre più in basso, procedendo di abominio in abominio, in una sorta di ritratto di Dorian Gray della cui bruttezza non ci si riesce più a rendere conto ma che non per questo smette di caratterizzarlo.
    Non esistono idee inaccettabili, impensabili o improponibili, è solo una questione di tempo.

    In altri articoli si parlava del fatto che gli Ortodossi siano scismatici rispetto alla Chiesa… bene, i cattolici di oggi devono mettersi in testa di diventare scismatici verso la cosiddetta “società civile”. Coloro che vogliono pervertire il mondo, così come coloro che vogliono un’Europa invasa dagli islamici, non sono persone che la pensano diversamente da noi con le quali dobbiamo pacatamente confrontarci. No, per niente! Sono nostri nemici, e come nemici dobbiamo trattarli! Al contrario, i nostri discendenti pagheranno il prezzo dei nostri meschini tentennamenti e inopportuni sentimenti di tolleranza, del tipo “la pensa male, ma è tanto una brava persona”… niente brava persona, quella “brava persona” è una piccola rotella del mostruoso ingranaggio che la Controchiesa ha assemblato ad arte per fare a pezzi la Cristianità. Sono nemici, tutti loro! E contro di loro bisogna fare fronte comune, con intransigenza e determinazione.
    Stesso dicasi per le cosiddette “istituzioni”, sono dei maledetti nemici ed ho già espresso il mio pensiero riguardo a come dovrebbero comportarsi quel paio di milioni (speriamo!) di persone che andranno a Roma. Se solo si comportassero in quel modo in minima parte è ovvio che andrei con loro, e con me ci sarebbero anche parenti ed amici.

    Che i cattolici si regolino, il nemico non si fermerà mai finchè non avrà distrutto quanto può essere distrutto di Cristianesimo e Tradizione, in nome dell’ “amore” in odio a Dio, della “libertà” satanica e della “pace” slegata da Verità, Giustizia e Natura. Finchè non avrà fatto del mondo un’enorme, unica Sodoma. Che riesca o non riesca, farà del suo meglio per realizzare nel mondo la regalità sociale di Satana.
    Sono matto? Esagero? E’ quello che mi avrebbe detto l’italiano medio degli anni ’60 se gli avessi raccontato qualcosa dei nostri giorni.

    La tolleranza del male è il primo passo verso la giustificazione del peggio. Questa è una frase che ho già scritto senza darle peso ma che in questo caso torna prepotentemente con tutto il suo veritiero significato.
    Cattolici, avete dei nemici, dovete combatterli, rendetevene conto! Rendetevene conto ed agite di conseguenza, o saranno i vostri discendenti a pagare per la vostra cecità e la vostra debolezza.
    Magari se vi vedesse decisi, anche il patetico Vaticano di oggi troverebbe il coraggio di assumere delle posizioni vagamente serie, seguendovi anzichè guidarvi, ma sarebbe sempre qualcosa.

    SVEGLIATEVI!!!!!

    Rispondi
  2. #Lucius   27 gennaio 2016 at 7:34 pm

    Riflessioni sacrosante:Da viverle,adesso con LUI o sara’troppo tardi o si fa’l’Italia,come intendevano I Santi,o si muore!

    Rispondi
  3. #Francesco Retolatto   29 gennaio 2016 at 3:53 pm

    Alessio trovo i tuoi commenti sempre più meditati e veritieri, spero che sempre più cattolici aprino gli occhi e decidano soprattutto di agire.
    Io lo devo a mia figlia.

    Che Dio ci protegga e guidi.

    Rispondi
  4. #Alessio   29 gennaio 2016 at 7:08 pm

    A Francesco

    Grazie per il tuo appoggio, è fondamentale essere consapevoli della situazione ed affrontarla per quello che è, raccontarsi consolanti favolette e mettere la testa sotto la sabbia non fà che peggiorare le cose.
    Tua figlia è fortunata ad avere un padre che ha capito quale sia la strada da percorrere per il suo bene, speriamo che anche altri padri lo possano comprendere.

    Mi unisco alla tua invocazione, che Dio ci protegga e ci guidi.

    Rispondi
  5. #Maria   30 gennaio 2016 at 4:58 pm

    Stiamo attenti cari fratelli a non sentirsi troppo sicuri di, possedere come arma di contrasto una “nostra verità “.Questo e’,e sarà sempre,il nostro più grosso problema.Dobbiamo essere plasmati perché,continuamente riconvertiti,nel più profondo del nostro essere. Dio Padre punta ad arrivare alla nostra essenza,per mezzo di Cristo ma,non è cosa da bambini.Maturare nella fede,comporta a rivedere assiduamente la nostra posizione e,se fosse il caso,con il coraggio dei santi intraprendere anche nuove strade…….
    Quello che stiamo vivendo oggi e’ drammatico! Non dobbiamo vederlo fuori dal nostro vivere.In qualche maniera,sotto qualche forma,senza forse rendersene conto,Tutti e,dico “tutti” ne siamo responsabili.
    Mi piace l’esempio del sassolino ( preso come buona o cattiva azione) che,gettandolo nel lago affonda trasformandone la superficie liscia,in una infinita sequenza d’onde che,se non fossero interrotte da qualche ostacolo si propagherebbero all’infinito .
    Così sono le nostre buone o cattive azioni hanno già condizionato sotto forme diverse, tutto quello che oggi, i nostri occhi con sdegno osservano.
    Quindi è più che giusto dire a noi cristiani ” Svegliamoci”
    Mettiamo in campo la nostra” Tenerezza”che il buon Dio ce ne ha resi proprietari,per poter capire più’ in profondità cosa sta succedendo,e prenderne poi le giuste direttive.Le tante parole,purtroppo, gettate la,fanno a finire come le onde prodotte dal sassolino nel lago che non faranno poi,più ritorno.
    Che Dio benedica i nostri buono propositi.

    Rispondi
    • #Alessio   1 febbraio 2016 at 12:46 am

      A Maria

      QUELLA DI SEGUITO E’ LA RISPOSTA CHE D’ORA IN POI AVRA’ SEMPRE DA ME CON IL “COPIA E INCOLLA”, INUTILE PERDERE PIU’ TEMPO IN PAROLE INUTILI.

      Cara signora, in molti ed in molte occasioni hanno cercato qua in RS di spiegarle i suoi continui e puerili errori, ma Lei persevera senza alcun segno di ravvedimento.
      Le possibilità sono quattro :
      1) Non ha la minima cultura, nè dottrinale nè storica nè umanistica nè politica nè d’altro genere.
      Male transitorio, si documernti doverosamente e poi faccia un tentativo d’esprimere concetti sensati ed almeno vagamente costruttivi.
      2) Non c’arriva.
      Male permanente, lasci pure perdere.
      3) Fà finta di non avere alcuna cultura o di non arrivarci, o semplicemente di non avere alcun buon senso.
      Male volontario, che non merita risposte successive.
      4) Un insieme delle prime tre, che reputo la più probabile, precisamente suppongo punto 1 + punto 2.
      Male involontario ma radicato, solo parzialmente risolvibile e solo con lunghi sforzi.

      Lei è certo una brava persona, ma purtroppo non è praticamente mai all’altezza delle conversazioni che si tengono in questo sito, e le critiche che così spesso indirizza ai commentatori sembrano arrivare dal sagrestano d’un pretonzolo modernista di provincia.
      Ha mai pensato di abbonarsi alla “Settimana enigmistica”? Potrebbe iniziare con la pista cifrata e poi passare ad annerire gli spazi contrassegnati dal puntino.

      Saluti!

      Rispondi
  6. #claudio   31 gennaio 2016 at 6:55 pm

    Alessio quanto ho letto è la pura e semplice verità, hai tradotto in parole ed in un lineare e logico discorso tutte quelle idee che già si agitavano in me, grazie.

    Rispondi
    • #Alessio   1 febbraio 2016 at 12:57 am

      A Claudio

      Prego amico, felice di poterti essere stato utile.
      Purtroppo come vedi, c’è gente che ancora fatica a capire, come la sciura Maria alla quale ho risposto con il “copia e incolla” data la sua perseveranza in concetti sbagliati.
      Come vedi, c’è ancora chi parla di mettere in campo della “tenerezza” per “poter capire in profondità”… intanto che molti cattolici si gingillano in chiacchiere inutili come queste il male avanza incontrastato.
      Altro che tenerezza, bisognerebbe poter mettere in campo uomini decisi e pronti a battersi in numero sufficiente, ma purtroppo come vedi sinora non si è riusciti a tirarne fuori neppure in una moltitudine come quella del “Family day”. C’è solo Forza Nuova e pochi altri.
      Rendiamocene conto : il nemico non si fermerà mai, o lo fermiamo noi o proseguirà a far discendere all’Occidente “sviluppato” i gradini della satanica scala della perversione, e da lì si espanderà al resto del mondo.
      E chi pensa di fermarlo con la demo(no)crazia si sbaglia di grosso, è estremamente improbabile immaginarsi che il popolo rinsavisca di colpo, quindi prima chi vede ancora la luce deciderà di schierarsi seriamente e prima si inizieranno a limitare i danni.

      Grazie, un saluto.

      Rispondi
  7. #Maria   1 febbraio 2016 at 6:29 pm

    Ad Alassio
    ” ….mettere in campo uomini decisi e pronti a battersi in numero sufficiente……Quanti ? Potrebbe anche andare come strategia.E poi? Partire a tutta carica per fermare il nemico, con che cosa? Lei sarebbe il primo a lasciarci la pelle.Lasci stare Alessio,lei è una persona di animo buono.Sa il controsenso qual’e’ ? Che le persone veramente cattive non lo danno a vedere,quelle invece buone come penso sia lei,e non credo di sbagliarmi,fanno vedere al mondo l’opposto. Ma che ci guadagna?
    Con simpatia un caro saluto.

    Rispondi
    • #Alessio   2 febbraio 2016 at 12:02 pm

      Con che cosa? Vedendo il numero dei partecipanti al cosiddetto “Family day” avendo uomini un po’ validi si sarebbe potuto fare la cosa anche a mani nude. E comunque procurarsi qualcosina è estremamente facile, ma non pretenderà che mi metta a dire certe cose in internet.
      Io potrei pure lasciarci la pelle, ma non sarei certo il primo ed altrettanto certamente me ne porterei dietro qualcuno. Di qualcosa si deve pur morire, la Cristianità è un motivo più valido d’un altro.

      Io mi ritengo buonissimo, infatti, nella fattispecie, l’uso della forza lo ritengo un assoluto atto di bontà. E maggiore è la forza impiegata e maggiore è la bontà, dal momento che sia in nome di Dio e del bene comune.
      Comunque non mi conosce, quindi lasci stare lei di giudicarmi, non ne ha nemmeno gli strumenti intellettuali.

      Quanto al fatto che “le persone veramente cattive non lo danno a vedere” è una delle sue solite perle. Vogliamo fare un esempio di gente che sfoggia l’essere cattivi in maniera molto evidente e coreografica? Scriva in Google “MS13” o “Maras”, tanto per non farla difficile parlando di Storia e militari.
      Scriva “MS13” o “Maras”. Sembrano cattivelli, e ci tengono anche molto a darlo a vedere, giusto? E come crede che siano? Mi creda, sono molto cattivi! Io li ho visti a sud di Tijuana (se sa dov’è, cosa della quale dubito molto).
      C’è di peggio ma sono comunque gente della quale preoccuparsi, se nelle loro zone dei gruppi di islamici avessero fatto quello che hanno fatto a Colonia, nei giorni successivi le strade si sarebbero riempite di cadaveri (giustamente), alcuni dei quali fatti a pezzi o senza testa.
      Tanto per dimostrarle le cavolate che dice.

      Si astenga, non ne azzecca mezza manco per sbaglio.

      Rispondi
  8. #Maria   2 febbraio 2016 at 3:24 pm

    Ad Alessio
    Si era proposto di usare sempre il ” copia e incolla “,che fine ha fatto? A me sa,fa piacere che lei non lo usi più.Non dobbiamo arrabbiarci se gli altri non la pensano come noi.A volte si prendono strade diverse, per un’infinita’ di motivazione.Anche se correndo parallele, difficilmente si possono incontrare,ma non è detto che si impossibile.Ha capito perché io è lei messi a confronto non ne azzecchiamo mezza manco per sbaglio?
    Mi da l’impressione che,noi poveri umani,nudi e crudi,per come siamo,stiamo continuando a, commettere “lo stesso errore “,dei nostri progenitori.” Sostituirsi a Dio “nelle scelte da prendere.Se non faciamo noi,” buoi e asinelli,nessuno sa fare niente.Poverini!Ma ci credete davvero? Ma di che forza sta parlando? Se si tratta di forza fisica,prezioso talento,in nome di Dio,a fin di bene per il prossimo,be diciamo che non e’ poco quello che potrebbe mettere a disposizione .Nei paesi del “terzo mondo ” hanno estremo bisogno di braccia lavorative, non ha che da scegliere.Alessio,”non ho gli strumenti intellettuali,per giudicarla”? Ma come,me li sta fornendo lei sa,io non ne posseggo alcuno,ed ha ragione.Il mio unico strumento e’ quello di affidarmi al mio Signore e,di chiedergli sempre con umiltà ‘di farmi vedere le cose con i Suoi occhi e,amando i suoi figli pure “miei fratelli” con il Suo cuore.La cosa e’ ardua ma …..insomma crediamoci.
    Con simpatia la saluto .

    Rispondi

Rispondi