L’antisedevacantismo come arma di distrazione

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Nel quadro del dibattito a più voci sulla crisi nella Chiesa, troviamo e riportiamo un nuovo contributo, stavolta a firma di un nostro collaboratore, sulla tentazione di far passare il Sedevacantismo come “il problema” e non come una reazione. [RS]

 

di Pietro Ferrari

 

In risposta all’editoriale del bollettino “Radicati nella Fede”, novembre 2015, della chiesa di Vocogno. Il testo originale si può rinvenire sul sito del bollettino.

 

Occorre evitare due estremi letali per la fede: l’“autoritarismo” o “obbedientismo” da un lato e il “sedevacantismo” dall’altro: entrambi portano a lungo andare all’ateismo, alla perdita della fede. Il primo fa stare dentro la Chiesa con una falsa obbedienza che non salvaguarda il Vangelo e i sacramenti; il secondo fa cercare una falsa chiesa alternativa; entrambi questi errori partono da una visione troppo umana della Chiesa, mancano entrambi di visione soprannaturale. Occorre essere autenticamente tradizionali: il tradizionale sta di fronte a Dio, custodendo con amore il tesoro della Chiesa; il sedevacantista, che si inventa un’altra chiesa o non sa più dove essa sia, sta di fronte a se stesso utilizzando le cose ricevute da Dio.
Se obbedire alla legittima autorità e ammettere la possibilità della sede vacante fossero in astratto ‘errori letali’ e non conclusioni necessarie, gli unici ad essere ‘fedeli’ sarebbero proprio coloro che ritengono se stessi regola prossima di una ‘fede’ autistica. In pratica il sedicente ‘tradizionale con visione soprannaturale’ si illude di stare, lui sì, saldo in una ‘chiesa’ volubile che è realmente tutta frutto della sua immaginazione, in cui vuole decidere quando e come essere in comunione di fede e governo con Essa. Siamo alla ‘autochiesa’ ossia ad una forma di onanismo mistico rassicurante quanto fuorviante.
Sempre père Calmel parla, con accenti commossi, dei veri cristiani, dei cristiani secondo la Tradizione, che custodiscono la fede amando immensamente la Chiesa: ‘Questi cristiani, che custodiscono la Tradizione senza nulla concedere alla rivoluzione, desiderano ardentemente, per essere pienamente figli della Chiesa, che la loro fedeltà sia penetrata di umiltà e di fervore; non amano né il settarismo, né l’ostentazione. Al loro posto, che è modesto e a stento tollerato, cercano di custodire ciò che la Chiesa ha trasmesso loro, ben sicuri che essa non lo ha revocato, e si sforzano, nel custodirlo, di salvaguardare lo spirito di ciò che custodiscono’ (R. T. Calmel, op. cit., pag. 101).

Evidentemente Padre Calmel non considerava proveniente dalla Chiesa l’azione di coloro che invece hanno revocato il depositum fidei, altrimenti sarebbe stato il ‘normalista’ che non fu.

Si potrebbero applicare ai ‘tradizionalisti acidi’, non amanti la Chiesa, le parole di S. Paolo ai Corinti:  “Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto?” (1 Cor 4,7).

Il problema non è se vantarsi o meno del depositum fidei ricevuto, ma di difenderlo da chi intende svellerlo per trasformare i cattolici in soggetti ‘sradicati dalla fede’. Acidi o basici che siano.

Sì, perché se è vero che sbaglia chi chiede un’obbedienza alla Chiesa, domandando di andare contro le verità della fede e della morale, domandando di andare contro il Vangelo e il dogma, o di dimenticarli; sbaglia ugualmente chi si attacca al dogma e al Vangelo, utilizzandolo contro l’unica Chiesa di Cristo.

Un pensiero delirante e blasfemo: si ammette che la Chiesa si propone davvero come Controchiesa rendendo necessario disobbedire ad essa e nel contempo però, di non potersi ancorare al dogma per resistere ad Essa! Insomma, il sedeplenismo aprioristico genera forme evidenti di sedemasochismo mentevacantista.

A te che hai capito la crisi della Chiesa, compete solo lo stare fermo nella sua Tradizione, in ciò che la Chiesa ha detto e fatto, fuori da questi terribili momenti di apostasia. Dio si è rivelato, ti ha dato la ragione per riconoscere la Sua rivelazione e per custodirla; non ti chiede di far politica ecclesiastica.

Viene scritto che la crisi è ‘della’ Chiesa e non più correttamente ‘nella’ Chiesa e di restare nella ‘chiesa’ che attraversa momenti di apostasia, ma di custodire in silenzio la Tradizione. Come sarebbe possibile farlo nella pratica, restando veritieri e quindi evitando la schizofrenia? L’unica scelta è quella di aderire ad una forma eretica di ‘cattolicesimo neomarrano’, furbesco ed opportunista.

 

Fonte

 

 

10 Commenti a "L’antisedevacantismo come arma di distrazione"

  1. #Alessio   7 gennaio 2016 at 8:05 pm

    Per parlare molto semplicemente, ma un’altra “Chiesa” non se la sono forse inventata con il CV2? Dopo il Concilio la Chiesa è cambiata profondamente e prima di cambiare esisteva immutata da secoli.
    Senza essere un teologo, mi pare che l’invenzione sia nel nuovo che soppianta il vecchissimo, non nel vecchissimo che cerca di sopravvivere al nuovo.

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  2. #Manuela   7 gennaio 2016 at 8:48 pm

    Semplicemente agghiacciante.

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  3. #bbruno   7 gennaio 2016 at 9:23 pm

    una Chiesa che attraversa “momenti di apostasia” (solo “momenti” ??? ma uno solo basterebbe!),questo père Calmel se la può tenere, e con essa vivere in pace, se ci riesce…Si ascolti il suo Bergoglio capo di ‘questa’ Chiesa enunciare le sue “intenzioni di preghiera” per questo mese di gennaio, e dimostri teologicamente,che questa chiesa conciliare, sono è la Chiesa dellaTradizione apostolica!

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  4. #Mah!   8 gennaio 2016 at 10:19 am

    Credo cha anche in tempi passati quando c’erano papi ed antipapi, la soluzione fosse santificarsi facendo innanzi tutto il proprio dovere di stato e nutrendosi con i sacramenti. L’autorità non si sapeva chi fosse? Non si sapeva se ci fosse? Bene, consapevoli che il Capo della Chiesa e il Re di tutto era e rimane Gesù, sapendo che la Rivelazione ed i dogmi non cambiavano in nessun modo, si aveva già il faro da seguire. Oggi la confusione pare ancora peggiore, ma il modo di santificarsi rimane lo stesso: opere di bene, proprio dovere, preghiera, sacramenti, rispetto dei 10 comandamenti. Non possiamo deporre Bergoglio, perchè non ne abbiamo l’autorità dunque possiamo anche essere convinti che non sia Papa, ma credo verrebbero solo fuori ulteriori enigmi da risolvere es: mancando l’autorità, da chi potremmo andare senza ombra di dubbio, a ricevere i sacramenti? saremo certi che il sacerdote scelto sia vero sacerdote consacrato da vero vescovo?
    Altro dilemma, la Chiesa voluta da Gesù è una Chiesa solo spirituale o deve essere visibile? Si può pensare che non sia più visibile da più di 50 anni? Insomma il sedevacantismo, magari ci mette il cuore in pace nel dire io non obbedisco, perchè non vi è autorità, a mio parere però si aprono altri mille problemi, meglio lasciare a Dio ciò che non possiamo cambiare, e da parte nostra ricercare la santità e le cose buone da sacerdoti degni. Anche perchè nessuno è tenuto ad obbedire ad ordini illeciti, anzi si è obbligati a resistere. Perciò in alto i cuori, la battaglia è dura, estenuante, pericolosa, ma non siamo soli, il Re non è mai morto, nè scappato, ci vuole fedeli e infiammati d’amore per Lui, il di più lo farà Lui.

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    • #ricciotti   8 gennaio 2016 at 10:40 am

      Salve. Le riflessioni che pone sotto forma di domanda sembrano lecite, tuttavia, la Chiesa nella sua storia ha già fornito le risposte.
      1) la visibilità perdura.
      2) non è la Chiesa a non essere visibile ma è il popolo ad essere “distratto”.
      3) visibile è la Chiesa una santa cattolica ed apostolica.
      4) basta cercare e non trascurare di informarsi, come hanno fatto tutti i cattolici nei secoli in caso di eresia, scisma e necessità
      5) si è sicuri delle ordinazioni e delle consacrazioni perché sono testimoniati da persone e documenti.
      6) la festa si santifica diversamente se non ci sono vere messe. Come è sempre stato.
      7) la giurisdizione è supplita dal Sommo Legislatore, Capo della Chiesa, che in Sede vacante è e rimane Gesù Cristo.
      8) la Chiesa dura fino a quando esisterà un elettorato intenzionato a designare.
      9) la successione materiale comunque esiste, tuttavia va perfezionata, appena possibile, con le ordinazioni e consacrazioni sotto condizione (rigettare le eresie etc).
      10) nessuno è tenuto ad obbedire al tiranno, tuttavia la Chiesa non è una società semplicemente temporale, ma soprannaturale, quindi la Chiesa docente non può sbagliare dove non deve, e non deve sbagliare dove non può. Ecco perché bisogna resistere constatando la sede vacante, altrimenti il dogma si rivelerebbe falso e noi dovremmo essere scismatici.
      Saluti

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      • #bbruno   8 gennaio 2016 at 12:37 pm

        @Ricciotti,

        é questa questione del materialiter che non mi convince affatto…Può un ramo secco, ancora materialiter attaccato all’albero, sperare in nuova linfa dall’albero e quindi formaliter tornare a far parte dell’ albero? No, i rami secchi vanno tagliati e gettati a bruciare…

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    • #P. F.   8 gennaio 2016 at 6:46 pm

      Sono d’accordo eccetto che sui rilievi infondati. Mi riporto alla risposta di CDP Ricciotti e più diffusamente al mio libro Non Possumus edizioni Radio Spada

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  5. #bbruno   8 gennaio 2016 at 2:31 pm

    Per la salvezza abbiamo necessità della fede e del battesimo. “ Andate e predicate questo vangelo a tutte le genti. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà dannato”.Questa è la via di stretta necessità per salvarsi. Io professo il credo della fede apostolica, quella che mi obbliga a rifiutare la dottrina di questa chiesa conciliare e dei suoi papi; ché diversamente io apostaterei dalla vera fede. E io ho per grazia di Dio voglio rimanere fedele al Battesimo che ho ricevuto – grazia di Dio – dalla Chiesa della vera fede.. Certo, occorrono la preghiera e le buone opere, perché la mia fede viva e si manifesti. Degli altri sacramenti, della Messa, della Confessione, dell’ Estrema Unzione che dico? Che sono pronto a riceverli qualora fossi CERTO che sono quelli validi, amministrati da preti validi. NON è così, purtroppo, coi nuovi preti e coi nuovi sacramenti … Quindi niente Messa da loro, niente Confessione, e nessuna Estrema Unzione e nessun funerale con loro…La visibilità della Chiesa? è quella della sua dottrina, quelladi tradizione apostolica, e del suo battesimo, che, guarda la provvidenza!, non è legato a nessun sacerdozio e a nessuna fede del ‘ministro’, sufficiente che costui intenda fare quello che intende la Chiesa. “Roma perderà la fede”, “La Chiesa sarà eclissata”. Queste profezie, se non obbligatorie a credersi, sono di dottrina autentica, come riconosciuto dalla Chiesa. Quindi anche la perdita della fede da parte di Roma (della chiesa di Roma, non della CHIESA in se stessa) e l’eclisse della CHIESA NON sono contrarie alla fede, anzi conformi alla previsione scritturale di 2Tess.! Possibile che l’ immagine dell’ eclissamento non serva a capire la situazione? Il sole rimane pur tuttavia ‘visibile’ anche in eclisse, seppure di striscio, sappiamo tutti dove è, seppure privato, momentaneamente, del suo pieno splendore… Finché non passa l’ OMBRA e il POTERE OSCURO che la proietta…

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  6. #frank10   8 gennaio 2016 at 2:38 pm

    @bbruno
    il “materialiter” non vuol dire che l’eretico non sia realmente eretico, ma solo che si dovrebbe attendere prima un processo regolare che appuri il fatto indiscutibilmente. In sostanza è una presunzione di innocenza (meglio di “ignoranza” nell’agire), una garanzia di liceità nel procedere a rimuovere l’imputato dal suo posto.
    Quello che lascia perplesso è dire che non ci sono prove del formaliter, con tutto quello che invece i sedenti hanno dimostrato di sapere della Dottrina e di accettare di confutarla ugualmente… per cui io penso ci sia un’eccesso di garanzia, qui.
    E qui posso concordare, la cosa diventa troppo speculativa e addirittura ridicola col fatto che sono già passati 50 (!) anni e non si è proceduto: cioè va bene dare tempo (poco) per imbastire un processo, ma se questo non avviene per 50 anni, E’ NECESSARIO agire in modo diverso, non si può trascinarsi così, lasciando che il danno cresca a dismisura. ORA, dopo 50 anni, vada a farsi friggere la prudenza che non è più tale, diventa ignavia e codardia!! ORA il problema non è più la garanzia, ma l’evitare l’apostasia seminvolontaria totale di tutta la cristianità: si deve procedere a uno scandalo pubblico, non più a rispetti umani e teorie speculative, si deve urlare come il Battista.

    In ogni caso, finché siamo vivi, un eretico, perfino formale, non solo materiale, può sempre ritrattare e rinnegare i suoi errori, in campo spirituale, un ramo secco può ancora ridiventare verde (o verdino)… Dopo morte invece il secco verrà tristemente bruciato.

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    • #bbruno   8 gennaio 2016 at 3:49 pm

      il processo di che? Il CJC, non un singolo, afferma che un clericus “qui defcerit publice a fide catholica” perde ipso facto ogni autoRità.Un cattolico non è capace di capire se un clericus “DEFECIT” a fide catholica? Allora che cognizione ha della sua fede??? Quando soprattutto questo clericus “defacit a fide” già affermata solennemente dalla Chiesa o durettamente dalla Scrittura!!!…. E non è un papa, Paolo IV, che dice che un eretico, appunto un clericus qui defecit a fide catholica, non può essere papa, nemmeno se eletto nel rispetto di tutte le regole ( e con questi papi nemmeno il rispetto delle regole abbiamo avuto…)??? Una sentenza pubblica ex cathedra per dire che Bergoglio (ora parliamo di lui ) con la proclamazione delle sue intenzioni di preghiera per il mese corrente si è posto – LUI stesso- ancora una ennesima volta, al di fuori della fede cattolica e pubblicamente!!! Ma andiano, aspettiamo che gli crolli il cuopolone in testa per una fulgore lanciata da Dio, perché capiamo che è un IMPOSTORE???? UN RAMO SECCO ha una sola DESTINAZIONE: il fuoco! Ma è inutile insistere, PREGHIAMO secondo le intenzioni di Papa Francesco e prendiamoci la NUOVA CHIESA e viviamo in pace, tanto non ci capiamo niente noi. Ai posteri l’ardua sentenza.

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