Lutero ‘commemorato’ come merita nelle parole di S. Teresa d’Avila

 

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In questo tempo mi giunse notizia dei danni e delle stragi che avevano fatto in Francia i luterani e di quanto andasse aumentando questa malaugurata setta. Ne provai gran dolore e, come se io potessi o fossi qualcosa, piangevo con il Signore e lo supplicavo di porre rimedio a tanto male. Mi sembrava che avrei dato mille volte la vita per salvare una fra le molte anime che là si perdevano. Ma, vedendomi donna e dappoco, nonché incapace a essere utile in ciò che avrei voluto a servizio del Signore, poiché tutta la mia ansia era, come lo è tuttora, che avendo egli tanti nemici e così pochi amici, decisi di fare quel poco che dipendeva da me. Decisi cioè di seguire i precetti evangelici con tutta la perfezione possibile e di adoperarmi perché queste religiose che son qui facessero lo stesso. Fiduciosa nella grande bontà di Dio, che aiuta sempre chi decide di lasciar tutto per amor suo, pensai che, essendo tali le mie consorelle come io le avevo immaginate nei miei desideri, le loro virtù avrebbero compensato i miei difetti e così io avrei potuto contentare in qualche cosa il Signore; infine pensavo che, tutte dedite alla preghiera per i difensori della Chiesa, per i predicatori e per i teologi che la sostengono, avremmo aiutato come meglio si poteva questo mio Signore, così perseguitato da coloro che ha tanto beneficato, da sembrare che questi traditori lo vogliano crocifiggere di nuovo e che egli non abbia dove posare il capo.

Oh, mio Redentore, il mio cuore non può giungere a tanto, senza sentirsi spezzare dalla pena! Che cos’è oggi questo atteggiamento dei cristiani? Possibile che a perseguitarvi siano sempre coloro che più vi devono? Coloro ai quali concedete le vostre migliori grazie, che scegliete per vostri amici, fra i quali vivete e ai quali vi comunicate con i sacramenti? Non sono essi sazi dei tormenti che avete patito per loro?

Certamente, Signor mio, non fa proprio nulla chi oggi abbandona il mondo; poiché esso è così poco fedele a voi, cosa possiamo sperare noi? Forse che meritiamo maggior fedeltà di quanta ne ha mostrato a voi? Forse che lo abbiamo gratificato con maggiori benefici, perché ci debba serbare amicizia? Dunque? Che cosa ci possiamo aspettare noi che per bontà del Signore siamo esenti da quel contagio pestilenziale, mentre coloro che vi si trovano son già preda del demonio? Un bel castigo si son guadagnati con le loro mani e un buon profitto di fuoco eterno hanno tratto dai loro piaceri! Se la vedano loro, anche se continua a spezzarmi il cuore vedere che tante anime si perdono. Del male ch’è stato non mi affliggo tanto, ma vorrei che non si perdesse ogni giorno un maggior numero di anime.

Oh, mie sorelle in Cristo, aiutatemi a supplicare il Signore affinché ci conceda questa grazia, poiché è proprio questo il motivo per cui egli vi ha qui radunate; questa è la vostra vocazione; questo dev’essere il vostro compito, queste le vostre aspirazioni, questo l’oggetto delle vostre lacrime, questo lo scopo delle vostre preghiere; non quello, sorelle mie, di interessi mondani. Quando ci vengono a chiedere di pregare Sua Maestà perché conceda rendite e denaro, io me ne rido, ma ne sono anche addolorata. Tale richiesta viene proprio da alcune persone che io vorrei supplicassero Dio di poter calpestare tutto. Esse hanno buone intenzioni e, in fondo, si finisce col tener conto della loro devozione, anche se io sono sicura di non essere mai ascoltata in questo genere di preghiere. Il mondo è in fiamme; vogliono nuovamente condannare Cristo, come si dice, raccogliendo contro di lui mille testimonianze; vogliono denigrare la sua Chiesa, e dobbiamo sprecare il tempo nel chiedere cose che, se per caso Dio ce le concedesse, ci farebbero avere un’anima di meno in cielo? No, sorelle mie, non è il momento di trattare con Dio d’interessi di poca importanza.

Tornando al tema principale, che è il fine per il quale il Signore ci ha riunite in questa casa dove io desidero ardentemente che noi siamo almeno un po’ tali da contentare Sua Maestà, dico che nel vedere mali tanto grandi e l’impotenza delle forze umane a isolare il fuoco acceso da questi eretici, benché si sia cercato di radunare soldati nell’intento di porre rimedio con la forza delle armi a tale calamità che si estende ogni giorno di più, mi è sembrato necessario seguire la tattica a cui si ricorre in tempo di guerra. Quando i nemici hanno fatto irruzione in tutto il paese, il signore della regione, vedendosi alle strette, si ritira in una città che fa assai ben fortificare; di là piomba, di quando in quando, su di essi e coloro che sono nella città, essendo soldati scelti, combattono in modo tale da fare più loro da soli di quel che potrebbero fare molti, se codardi. E così spesso si guadagna la vittoria, o almeno, se non la si ottiene, non si è vinti; infatti, poiché non vi sono traditori, non si può cedere che per fame. Qui, da noi, non ci può essere neppure questa fame a farci arrendere: possiamo, sì, morire, ma essere vinte, mai.

Ma perché ho detto questo? Affinché voi intendiate, sorelle mie, che ciò di cui abbiamo supplicare Dio è che nessuno dei buoni cristiani ora rinchiusi in questo piccolo castello passi al nemico e che egli faccia avanzare molto nella via del Signore i capitani di tale castello o cittadella che sono i predicatori e i teologi. E poiché la maggior parte di essi appartiene agli Ordini religiosi, dobbiamo pregarlo affinché possano raggiungere un alto grado di perfezione del loro stato, essendo ciò particolarmente necessario. Infatti, come ho detto, chi ci deve salvare è il braccio ecclesiastico e non quello secolare. E, poiché noi non possiamo nulla, sia con l’uno sia con l’altro, per aiutare il nostro Re, procuriamo di essere tali che le nostre orazioni servano ad aiutare questi servi di Dio i quali, a prezzo di tante fatiche, si sono fortificati con dottrina, virtù e difficili prove, per venire ora in aiuto del Signore.

Santa Teresa d’ Avila: ” Cammino di perfezione “, cc. 1-3

Fonte

9 Commenti a "Lutero ‘commemorato’ come merita nelle parole di S. Teresa d’Avila"

  1. #Alessio   30 gennaio 2016 at 8:15 pm

    Non per niente ancora oggi ad Avila è chiamata La Santa.
    Ogni confronto circa lo spessore morale tra queste immense figure della Chiesa e gli omuncoli modernisti dei nostri tempi è quantomeno grottesco.

    • #Massimo   30 gennaio 2016 at 11:54 pm

      Ma quale confronto ? Non diciamo ” eresie ” : La follia di ” santi ” e compagnia bella non ha nulla a che spartire con la ” Dea Ragione ” dei ” modernisti ” ….ridicolo ,anche , pensarci .

  2. #Alessio   31 gennaio 2016 at 12:10 pm

    Amico… o la tua è un’ironia che non afferro o hai sbagliato decisamente sito. Come t’ho già detto nell’altro articolo, dove hai preso le difese del travone blasfemo (io sono quello fascista, incivile, criminale, omofobo ed inslamofobo… grazie a Dio tutte cose vere) non mi rompere le balle che con la tua opinione mi ci pulisco le scarpe, per non dire cosa mi ci pulisco veramente.

  3. #Maria   31 gennaio 2016 at 9:42 pm

    Fratelli cari, se la “ragione o la fede ” ,vedete voi,una vale l’altra, a quanto pare,per quello che esce dalla vostra bocca,e’meglio che rimaniate degli omuncoli modernisti fascisti.Non vi serve altro.Per carità non andate a scomodare i santi!
    Alessio non dimentichi di essere ” il coraggioso e gentile cavaliere d’altri tempi”.

    • #Alessio   1 febbraio 2016 at 1:45 am

      A Maria

      QUELLA DI SEGUITO E’ LA RISPOSTA CHE D’ORA IN POI AVRA’ SEMPRE DA ME CON IL “COPIA E INCOLLA”, INUTILE PERDERE PIU’ TEMPO IN PAROLE INUTILI.

      Cara signora, in molti ed in molte occasioni hanno cercato qua in RS di spiegarle i suoi continui e puerili errori, ma Lei persevera senza alcun segno di ravvedimento.
      Le possibilità sono quattro :
      1) Non ha la minima cultura, nè dottrinale nè storica nè umanistica nè politica nè d’altro genere.
      Male transitorio, si documernti doverosamente e poi faccia un tentativo d’esprimere concetti sensati ed almeno vagamente costruttivi.
      2) Non c’arriva.
      Male permanente, lasci pure perdere.
      3) Fà finta di non avere alcuna cultura o di non arrivarci, o semplicemente di non avere alcun buon senso.
      Male volontario, che non merita risposte successive.
      4) Un insieme delle prime tre, che reputo la più probabile, precisamente suppongo punto 1 + punto 2.
      Male involontario ma radicato, solo parzialmente risolvibile e solo con lunghi sforzi.

      Lei è certo una brava persona, ma purtroppo non è praticamente mai all’altezza delle conversazioni che si tengono in questo sito, e le critiche che così spesso indirizza ai commentatori sembrano arrivare dal sagrestano d’un pretonzolo modernista di provincia.
      Ha mai pensato di abbonarsi alla “Settimana enigmistica”? Potrebbe iniziare con la pista cifrata e poi passare ad annerire gli spazi contrassegnati dal puntino.

      Saluti!

  4. #Maria   1 febbraio 2016 at 9:06 am

    Ad Alessio
    Ha visto, come si fa a far chiudere la bocca a chi non ha di che contrastare? Bene ! Campo libero….
    Con simpatia la saluto.

    • #Alessio   1 febbraio 2016 at 1:25 pm

      Sciura, io non le controbatto perchè sarebbe come farlo con un bambino di terza elementare, e manco dei più svegli.
      “’Meglio che rimaniate degli omuncoli modernisti fascisti”… con gli eroi che il fascismo ha avuto! Cito quello che forse fu il più grande : Ettore Muti (https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Muti). Ettore Muti un omuncolo???? Tutti gli uomini della sua famiglia negli ultimi 5’000 anni e per i prossimi 5’000 (se ci saranno altri 5’000 anni), messi insieme non gli arrivano ai tacchi delle scarpe.
      Dia solo un’occhiata all’impressionante medagliere personale alla pagina indicata, e sono quasi tutte medaglie di guerra… non vorrà mica paragonarlo al maritino bravino bravino, spero!

      Io non voglio risponderle male, ma se continua rompere le balle finisce che seppur controvoglia dovrò farlo.
      Tralatro, questo è un articolo su Santa Teresa, parli della Santa invece di buttarsi di testa in cose che non conosce e non capirebbe se gliele spiegassero.

  5. #Maria   1 febbraio 2016 at 6:47 pm

    Ad Alessio
    Mamma mia e’ proprio vero signor Alessio, come farà quando il signor Muti sarà chiamato dal “Capo ” con così tanta ferraglia pesante appresso? Santa Teresa d’Avila ? Dimenticavo.Le sue meditazioni,le ho se sempre in camera mia,sopra al mio letto,assieme a quelle di Giovanni della Croce,eTeresa di Lisieux. Grandi Santi.

    • #Alessio   1 febbraio 2016 at 7:10 pm

      Quella che definisce “ferraglia”, in modo così stupido, è un riconoscimento all’ eroismo del camerata Muti, pochi uomini come lui hanno fatto onore al proprio Paese, nel contempo anche servendo Dio contro i comunisti e i liberali. Non faccia ironia demenziale su di un uomo così tanto superiore a chiunque ha mai conosciuto e conoscerà mai. Vedo che faccio male a risponderle, come dicevo le mancano le basi minime.
      Si legga e rilegga le meditazioni dei Santi, invece di scrivere tanto a vanvera. Quando sente l’impulso ad accendere il computer, si aggrappi ad uno di quei libri come farebbe un naufrago ad un relitto galleggiante.