Note a margine del Familidei

34366011
di Pietro Ferrari
I figli si fanno o si adottano quelli fatti da altri ma pensare che si possano commissionare su misura e su ordinazione, implica una mercificazione dell’ umano. A questo si arriva quando il qualsiasi desiderio deve diventare diritto, quando invece sono i principi generali dell’ ordinamento giuridico a considerare assolutamente nulli simili demenziali contratti.
 
Una legge che autorizzasse le persone inebriate dalle peggiori perversioni sessuali a formare presunte “famiglie”, fondate proprio su tali perversioni e riconosciute come legittime al fine della adozione di bambini, talora commissionati affittando uteri o seme altrui, una tale legge dunque, sarebbe una maledizione per la società intera attirando i castighi divini su di essa. Gli sciocchi governanti temono più la BCE e la perdita del potere, che l’ira di Dio. Gli ottusi disfacitori della morale temono più di rivedere qualche loro tremula presa di posizione, che l’indignazione dei santi. Gli schiavi della malattia temono più di liberarsi e guarire, che di morire nella disperazione. Dove sono i vicari di Cristo e degli apostoli? Chi ammonirà i governanti sulla sciagura che stanno per rovesciare su se stessi e addosso a tutti noi?
 
Circo Massimo, non proprio un luogo ideale per i cristiani. Due milioni o duecentomila ossìa l’etica al tempo del pallottoliere, come se la verità e la sua forza dipendessero dal regno della quantità, un tanto al metro quadro occupato. Anche qui seppur contro il vomitevole Ddl Cirinnà, ufficialmente come da portavoci una manifestazione “contro nessuno”, tanto per edulcorare la sostanza dello scontro di civiltà all’interno dell’Occidente.
 
Tutti ipocriti quelli del familidei, dicono i pornosinistri che invece a Pasqua e a Natale vanno laicamente sempre a lavorare.  Certamente la Meloni ed Adinolfi, con le loro disordinate situazioni personali hanno legittimato nell’immaginario marciante l’idea errata e scivolosa che le coppie di fatto sono in sintonìa con la “famiglia tradizionale” e che, qualche “diritto alle affettività” andrebbe pur concesso. La Miriano circondata dal plotone gheifrendli di Parenzo, garbata quanto bergoglianamente corretta, non dice che i bimbi andrebbero tolti alle omocoppie ma solo che andrebbe coinvolta anche la madre, già degradatasi a “persona gestante” avendo scambiato il prodotto mercificato del suo utero. Tra una CEI distante e l’ecovescovodiroma che rinuncia all’ufficio docente in materia morale, per i nuovi leaders del postcattolicesimo non c’è altra strada che questa, oltre alla preoccupazione che la destra radicale ben confinata possa saldarsi con la maggioranza silenziosa degli italiani oggi non realmente rappresentata.
 
Ecco perché aderire o partecipare con tanti distinguo a questa confusa ma imponente manifestazione  ha complicato il quadro. Promuovere oggettivamente Adinolfi, Kiko e Gandolfini di fatto leaders assoluti della rappresentanza cattolica.può rappresentare un boomerang. Meglio l’atteggiamento di Radio Spada, ossìa quello di astenersi dall’adesione ma parlando chiaro senza diluirsi nel fiume che serve ai mulini sbagliati, che invece sono ovviamente entusiasti al 100% del fiume. Per fare cosa? Il risultato è tutto in mano al parlamento in cui il tremulo Alfano sarebbe sostituibile dai grillini pro Ddl, non come nel familidei 2007 quando un certo Mastella mandava in fibrillazione il debolissimo Prodi sul tema dei PACS/DICO e veniva lanciata la pannelliana alfaniana Eugenia Roccella. Oggi il paradosso è che Adinolfi porti il bagaglio rappresentativo di queste istanze proprio nel PD. Un bel compromesso democristiano che stemperi la tracotanza dello star system gheifrendli e il pranzo è servito, assieme al bidone.
 
Il problema è sempre quello ecclesiale, ossìa di quei pulpiti vuoti che potrebbero invece infiammare di fede e coraggio le moltitudini, il gregge disperso ed oggi radunato in modo approssimativo e controproducente da guide abbastanza perplesse.

16 Commenti a "Note a margine del Familidei"

  1. #Alberto Speroni   2 febbraio 2016 at 5:11 pm

    contento di esserci stato al Family Day senza troppi se e ma ! “spaccare il capello in quattro” si rischia la paralisi degli uomini di buona volontà e ricorda il detto “chiedete a due cristiani e avrete tre pareri diversi!” insomma si fa quel che si può!

    • #P. F.   2 febbraio 2016 at 7:36 pm

      Meglio fare bene che fare male o che fare nulla. Spacchiamo in quattro non il capello ma un tronco casomai

  2. #Annarita   2 febbraio 2016 at 5:53 pm

    Non capisco se secondo l’autore bisogna manifestare pubblicamente se e solo se si è insieme a tutti veri cattolici. Se è giusta la mia interpretazione, dissento totalmente da quanto scritto nell’articolo.

    • #P. F.   2 febbraio 2016 at 7:34 pm

      Il boomerang del volontarismo postcattolico. Oggi il quadro complessivo è addirittura peggiorato. Alla fine il familidei ha rappresentato una accelerazione del disfacimento cattolico con tanti cavalli scalpitanti in cerca di briglie.

  3. #Martino Mora   2 febbraio 2016 at 6:07 pm

    Il problema dei problemi è l’Iscariota di Roma che non dice una parola.

    • #P. F.   2 febbraio 2016 at 7:33 pm

      Vero ma anche i nuovi santi profamigli non gli dicono nulla ; -)

  4. #P. F.   2 febbraio 2016 at 7:33 pm

    Il boomerang del volontarismo postcattolico. Oggi il quadro complessivo è addirittura peggiorato. Alla fine il familidei ha rappresentato una accelerazione del disfacimento cattolico con tanti cavalli scalpitanti in cerca di briglie.

  5. #Anonimo   2 febbraio 2016 at 8:41 pm

    “Chi ammonirà i governanti sulla sciagura che stanno per rovesciare su se stessi e addosso a tutti noi?” :
    ma se sono proprio loro, i preti modernisti, all’origine di tutto questo sconquasso. La rivolta del ’68 (parigino e italiano) è figlia del CV II, non c’è dubbio, è figlia del “vietato vietare” dei modernisti ripescati da Roncalli e Montini (già puniti da Pio XII) e invtati al Concilio a distruggere la dottrina cattolica, con la scusa dell’aggiornamento e della pastorale. Poi hanno formato una generazione di preti anticattolici, più carichi di odio conrtro la Chiesa preconciliare che di santo zelo per la salvezza delle anime loro affidate. Altrimenti non si spiegherebbe perché dialogano con tutti, pederasti, drogati, divorziati, protestanti e islamici (ed ebrei), ma rifiutano ostinatamente di dialogare con i pochi cattolcii rimasti in circolazione. Sono protestanti e comunisti al 100% ma si guardano bene dal dirlo all’omelia (razza di imbroglioni), così come si guardano bene di dire, alla gente in chiesa, che ritengono tutte le religioni eguali, portatrici di salvezza. Altrimenti qualcuno potrtebbe prenderli a calci nel sedere e buttarli fuori di chiesa, che sarebbe quello che si meritano.

    • #Alessio   2 febbraio 2016 at 9:28 pm

      Carissimo Anonimo,

      ma perchè non ti firmi, visto che parli come un libro stampato?
      Concordo al 100% con quello che hai detto!

      Un saluto!

    • #ciele   3 febbraio 2016 at 4:49 pm

      Caro anonimo ,purtroppo, non è così! Il mese scorso, in una omelia mattutina, un prete ultraottantenne ha messo sullo stesso pianoDio , allah e zeus…non credevoalle mie orecchie! Sono andata a parlargli e,per non farci mancare nulla, mi ha confidato che lui prega il cardinale martini perchélo considera già santo.fate un po voi…

  6. #Alessio   2 febbraio 2016 at 9:04 pm

    L’Iscariota di Roma è di fatto il “capo” d’una accozzaglia di caccavelle, rese tali da decenni di politicamente corretto, di demo(no)crazia e di viscide eresie. Come sempre il pesce marcio puzza dalla testa, però puzza veramente tanto.
    I numeri conterebbero se ci fosse gente che si batte, ma ‘sti qua non combinerebbero nulla manco se fossero in 2 miliardi come i Cinesi.
    Comunque, resta sempre meglio che niente, anche se il nemico non avendo potuto impedire l’evento cerca adesso di fuorviarlo il più possibile a cose fatte, con le caccavelle che lo lasciano fare.

  7. #Giovanna Viscardi   2 febbraio 2016 at 10:07 pm

    Caro Ferrari, il vero problema sta esattamente nel vuoto dei pulpiti.

    Vuoto che, grazie alla moltitudine di pastori indegni, sta portando al macello un’impressionante numero di anime.

    Il silenzio dei traditori del clero è la condanna dei cristiani, la punizione per aver posto l’uomo davanti a DIO.

    Ciò che urge, per i “cattolici in buona fede, dispersi e confusi”, è tagliare nettamente e coraggiosamente con la falsa chiesa moderna.

    Senza un ritorno di tutti alla vera Dottrina, senza veri Sacerdoti e veri Sacramenti, non si uscirà, se non per intervento Divino, dal tunnel nefasto in cui ci troviamo.

    • #Pietro   5 febbraio 2016 at 2:16 pm

      Pienamente d’accordo con lei

  8. #Mah!   3 febbraio 2016 at 10:50 am

    L’unica cosa che capirebbero tutti quelli che contano sarebbe uno sciopero fiscale. Non pagare più tasse allo Stato, soldi nostri che usano per propagandare falsità e sozzerie nelle scuole, che usano per far abortire gratuitamente tante scellerate, che usano per pagare Radio radicale e schifezze varie e una tv che fa propaganda a questa dittatura. Non dare più soldi nemmeno al Vaticano, che si è venduto al demonio, piutttosto finanziare i buoni sacerdoti che ancora esistono e fanno Km per portare la S.Messa e i sacramenti in giro per l’Italia. Purtroppo siamo ad un punto che bisogna segliere la strada della galera per essere liberi. Non ci permettono di votare? Chi governa fa il lavapiedi dei massoni europei? Affamiamoli! E’ rimasta l’unica nostra arma, dopo la preghiera naturalmente.

    • #Alessio   3 febbraio 2016 at 9:12 pm

      Condivido in pieno, aggiungo il portare fuori Europa tutto il denaro che si può e fare in modo di non avere nulla di intestato a cui possano attaccarsi.
      Per ovvie ragioni in internet non posso dire di più, ma sottoscrivo totalmente. Ogni centesimo che si leva dalle grinfie dei bastardi è un centesimo ben impiegato a prescindere dall’uso successivo.

  9. #Maria   4 febbraio 2016 at 9:43 am

    Quante persone di questi tempi, stanno lottando per l’essenzialita’; una casa,e un minimo di stipendio,per poter vivere dignitosamente.Io,Incomincerei a non stipendiare più i preti ;che andassero di casa,in casa,per la questua,da potersi così mantenere; nello stesso tempo potrebbero cosi incontrare i fedeli per una benedizione o preghiera.Troppi pellegrinaggi,troppo uscite fuori parrochia….a danno della comunità.E” evidente,che così, la santità,la si potrà vedere manco con la lente d’ingrandimento.