BlastingNews – dimostrando comica ignoranza – attacca RS e invoca Costituzione

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Ci mancavano questi di BlastingNews. QUI l’articolo in questione.

Non potevano non parlare di Radio Spada facendo suonare l’allarme circa “alcune posizioni italiane fanatiche e intolleranti, posizioni che, in questo periodo della storia, rischiano di passare inosservate semplicemente perché non sanguinarie, anche quando covano al loro interno i medesimi semi di ignoranza, odioviolenza verso il prossimo”.

Ma cosa spinge questi zelanti cultori del bene comune a strepitare contro RS? Semplice: l’articolo da noi pubblicato: Tutti gli errori della dichiarazione Francesco-Kirill firmata a Cuba.

La principale colpa consisterebbe nell’aver messo in grassetto gli errori principali della dichiarazione “senza addurre spiegazione alcuna”.

Tronfi quanto inconsistenti, si lanciano in teologia enunciando quale sia “la reale posizione del Magistero”, arrivando a dire – siamo oltre le comiche – che “la dottrina sociale della Chiesa ha chiarito che il ruolo del Magistero è esortativo e non coercitivo”. Immaginatevi San Pio V che “esorta” semplicemente i protestanti e San Pio X che “esorta” – dialogando – i modernisti.

Insomma siamo al dilettantismo puro. Se poi, a tanta impreparazione, sommiamo il fatto che l’articolista in questione (tal Umberto De Palma) è arrivato a tirare per la giacca “problemi giuridici e istituzionali in senso lato”, capite bene che il livello delle risate può diventare fragoroso.

Ma andiamo con ordine. Perché RS ha grassettato gli errori senza spiegarli? Facilissimo: perché balzano agli occhi di qualunque persona dotata di un abc teologico.

Dato che il tempo per rispondere ad argomentazioni nulle deve essere necessariamente poco, e per non sovraccaricare l’articolo, citeremo le prime pagine del saggio Sed gladium (di Andrea Giacobazzi), pubblicato dalle Edizioni Radio Spada nell’autunno 2014, con prefazione di don Mauro Tranquillo FSSPX. 

De Palma, provi a leggere: eviterà nuove cantonate.

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Dal Capitolo I:

“Per i cattolici sono precluse le vie dell’ecumenismo” così si può leggere nell’Enciclopedia Cattolica, Volume V, edito nel 1950, regnante Pio XII.

Ovviamente è sulla stessa linea il Dizionario di Teologia Dogmatica “Parente-Piolanti-Garofalo”, con Imprimatur del 1957, regnante Pio XII: “L’ecumenismo ha sedotto recentemente alcuni cattolici determinando un movimento irenico verso l’unione senza le debite cautele per l’integrità della Fede e della costituzione gerarchica e giuridica della Chiesa”.

Il Dizionario di Teologia Morale diretto dal Cardinal Roberti – Imprimatur del 1957 – è ancor più chiaro: “La Gerarchia ha il diritto e il dovere di vigilare, perché l’unica via regia per l’unione è l’adesione dei non cattolici alla vera Chiesa; le altre formule presentano gravi pericoli per i cattolici stessi, e concettualmente si riducono spesso a formule ecumeniste, vuote di significato”.

Volendo andare a ritroso nell’analisi del Magistero Pontificio incontreremo gravissime ammonizioni e dure condanne per qualunque deriva di stampo ecumenista ed interreligioso.

L’Enciclica Orientalis Ecclesiae di Pio XII (1944) ne è un esempio lampante. Non a caso vi si può leggere: “Non conduce al desideratissimo ritorno dei figli erranti alla sincera e giusta unità in Cristo, quella teoria, che ponga a fondamento del concorde consenso dei fedeli solo quei capi di dottrina, sui quali o tutte o almeno la maggior parte delle comunità, che si gloriano del nome cristiano, si trovino d’accordo, ma bensì l’altra che, senza eccettuarne né sminuirne alcuna, integralmente accoglie qualsiasi verità da Dio rivelata”.

Non basta quindi l’ecumenica condivisione di questo o di quel principio, di questo o di quell’aspetto della Tradizione, nemmeno tra chi si “gloria del nome cristiano”.

La stessa virtù della Carità grida quanto scritto nel Magistero: se si vede qualcuno nell’errore, la bontà consiste nel correggerlo non nel confermarlo nella falsità, nel farlo attingere alla Verità non nell’abbandonarlo ai veleni delle eresie. Questa indifferenza – di stampo individualista e liberale – è molto moderna ma molto poco cattolica. Così come risulta molto poco cattolico riconoscere uguali diritti alla Verità e all’errore.

Non è un caso che la Chiesa, nella Sua ampia Dottrina, possa vantare un’Enciclica sostanzialmente dedicata alla condanna dell’ecumenismo: la Mortalium Animos di Pio XI (1928). I promotori di queste teorie vengono stroncati in modo inappellabile:

“Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio”.

Pio XI in queste righe sintetizzava contemporaneamente qualcosa di lampante – da sempre – sul piano teologico e lo spirito del suo stesso Pontificato, radicalmente opposto allo “spirito del mondo”, in particolare in quella singolarissima fase storica che furono gli anni a cavallo delle due guerre.

In quel tempo le eresie che minacciavano la Chiesa parevano riorganizzarsi in forme ancor più sottili ed ambigue di quanto non fosse avvenuto in precedenza. Il regno di Pio X aveva assestato un colpo durissimo a chi – infiltrato nella Chiesa – tentava di distruggerLa dall’interno. Allo scopo di arginare queste tendenze il Santo Pontefice ordinò la creazione del Sodalitium Pianum, una vera e propria rete di informazione della Santa Sede, organizzata da monsignor Umberto Benigni per scovare e isolare i modernisti. Non deve stupire – e lo vedremo in seguito – che un Papa come Pio X dedicasse tanta energia all’estirpazione di questi gravi errori, dovrebbe piuttosto stupire il contrario. Basti per ora sapere che con la sua morte, avvenuta nel 1914, le maglie della lotta contro modernisti e liberali si allentarono e che ai Pontefici successivi toccò affrontare nemici che abilmente e subdolamente si rialzavano, con nuovi inganni e nuovi alleati. Il regno di Pio XI – iniziato nel 1922 e durato fino al 1939 – dovette tener in grande attenzione questi pericoli. Le sue Encicliche furono volte a ribadire ciò che ancora una volta veniva messo in discussione: si pensi – per menzionarne una che citeremo anche verso la fine di questo testo – alla Quas Primas (1925) sulla Regalità sociale di Cristo. Il Magistero espresso in questi testi difendeva ciò che già la Sacra Scrittura, seppur in nuce, enunciava, ovvero l’integrità della Fede. Contro le “schiere compatte” che vi si opponevano, ancora nella Mortalium Animos si scriveva:

Questi ed altri simili argomenti esaltano ed eccitano coloro che si chiamano pancristiani, i quali, anziché restringersi in piccoli e rari gruppi, sono invece cresciuti, per così dire, a schiere compatte, riunendosi in società largamente diffuse, per lo più sotto la direzione di uomini acattolici, pur fra di loro dissenzienti in materia di fede. E intanto si promuove l’impresa con tale operosità, da conciliarsi qua e là numerose adesioni e da cattivarsi perfino l’animo di molti cattolici con l’allettante speranza di riuscire ad un’unione che sembra rispondere ai desideri di Santa Madre Chiesa, alla quale certo nulla sta maggiormente a cuore che il richiamo e il ritorno dei figli erranti al suo grembo. Ma sotto queste insinuanti blandizie di parole si nasconde un errore assai grave che varrebbe a scalzare totalmente i fondamenti della fede cattolica. Pertanto, poiché la coscienza del Nostro Apostolico ufficio ci impone di non permettere che il gregge del Signore venga sedotto da dannose illusioni, richiamiamo, Venerabili Fratelli, il vostro zelo contro così grave pericolo, sicuri come siamo che per mezzo dei vostri scritti e della vostra parola giungeranno più facilmente al popolo (e dal popolo saranno meglio intesi) i princìpi e gli argomenti che siamo per esporre”.

La chiarezza di queste righe sull’atteggiamento da tenere nei confronti dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, è totale. La precisione di queste parole deriva dall’eterna Dottrina, che nei secoli non può mutare. In relazione a questo, si prosegue:

“Ma potremo Noi tollerare l’iniquissimo tentativo di vedere trascinata a patteggiamenti la verità, la verità divinamente rivelata? Ché qui appunto si tratta di difendere la verità rivelata. Gesù Cristo inviò per l’intero mondo gli Apostoli a predicare il Vangelo a tutte le nazioni; e perché in nulla avessero ad errare volle che anzitutto essi fossero ammaestrati in ogni verità, dallo Spirito Santo; forse che questa dottrina degli Apostoli venne del tutto a meno o si offuscò talvolta nella Chiesa, diretta e custodita da Dio stesso? E se il nostro Redentore apertamente disse che il suo Vangelo riguardava non solo il periodo apostolico, ma anche le future età, poté forse l’oggetto della fede, col trascorrere del tempo, divenire tanto oscuro e incerto da doversi tollerare oggi opinioni fra loro contrarie? Se ciò fosse vero, si dovrebbe parimenti dire che la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e la perpetua permanenza nella Chiesa dello stesso Spirito e persino la predicazione di Gesù Cristo da molti secoli hanno perduto ogni efficacia e utilità: affermare ciò sarebbe bestemmia”.

Verso la fine si aggiunge:

Pertanto, Venerabili Fratelli, facilmente si comprende come questa Sede Apostolica non abbia mai permesso ai suoi fedeli d’intervenire ai congressi degli acattolici; infatti non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo, dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono: a quella sola vera Chiesa di Cristo che a tutti certamente è manifesta e che, per volontà del suo Fondatore, deve restare sempre quale Egli stesso la istituì per la salvezza di tutti”.

Perdonerete la lunghezza delle citazioni ma in questo modo la condanna dell’ecumenismo (e dell’irenismo interreligioso) che abbiamo riportata risulterà al lettore così esplicita da non necessitare altre aggiunte.

La nostra premessa potrebbe facilmente chiudersi qui se, come detto, non fosse l’intera storia della Chiesa a proclamare in modo nettissimo questa condanna. Inoltre – lo ribadiamo – lo stesso principio di non contraddizione e la virtù teologale della Carità ci rendono chiare l’irragionevolezza e la pericolosità di queste derive.

Prima di passare al Testo Biblico, lasceremo dunque un ulteriore spazio a quel Magistero che – nel condannare il liberalismo, l’agnosticismo e il modernismo – non poteva non prendere le distanze dall’ecumenismo al quale questi errori risultano indissolubilmente legati.

San Pio X, di cui abbiam fatto cenno in precedenza, scrisse l’Enciclica Pascendi dedicandola esplicitamente agli “errori del modernismo”. Nel rigettare la “dottrina dell’esperienza” si può leggere:

“Perché infatti non sarà possibile che tali esperienze s’incontrino in ogni religione? E che si siano di fatto incontrate non pochi lo pretendono. E con qual diritto modernisti negheranno la verità ad una esperienza affermata da un islamita? Con qual diritto rivendicheranno esperienze vere pei soli cattolici? Ed infatti i modernisti non negano, concedono anzi, altri velatamente altri apertissimamente, che tutte le religioni son vere. E che non possano sentire altrimenti, è cosa manifesta. Imperocché per qual capo, secondo i loro placiti, potrebbe mai ad una religione, qual che si voglia, attribuirsi la falsità? Senza dubbio per uno di questi due: o per la falsità del sentimento religioso, o per la falsità della formola pronunziata dalla mente. Ora il sentimento religioso, benché possa essere più o meno perfetto, è sempre uno: la formola poi intellettuale, perché sia vera, basta che risponda al sentimento religioso ed al credente, checché ne sia della forza d’ingegno in costui. Tutt’al più, nel conflitto fra diverse religioni, i modernisti potranno sostenere che la cattolica ha più di verità perché più vivente, e merita con più ragione il titolo di cristiana, perché risponde più pienamente alle origini del cristianesimo. Che dalle premesse date scaturiscano siffatte conseguenze, non può per fermo sembrare assurdo. Assurdissimo è invece che cattolici e sacerdoti, i quali, come preferiamo credere, aborrono da tali enormità, si portino in fatto quasi le ammettessero. Giacché tali sono le lodi che tributano ai maestri di siffatti errori, tali gli onori che rendono loro pubblicamente, da dar agevolmente a supporre che essi non onorano già le persone, forse non prive di un qualche merito, ma piuttosto gli errori che quelle professano apertamente e cercano a tutt’uomo propagare”.

Per San Pio X – uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa – i rischi connessi alle “novità” dovevano essere combattuti con estrema forza, non a caso – sempre nella Pascendi – i termini in cui sono definite le sanzioni risultano estremamente fermi: chiunque, in alcun modo, fosse “infetto di modernismo, senza riguardi di sorta” doveva essere tenuto “lontano dall’ufficio così di reggere e così d’insegnare”, nel caso già si trovasse con tale incarico, doveva essere “rimosso”. E si aggiungeva: “parimente si faccia con chiunque o in segreto o apertamente favorisce il modernismo”. “Non sarà mai eccessiva la vostra attenzione e fermezza”, si scriveva ai Vescovi.

Lo stesso Catechismo che questo Santo Papa volle tanto diffondere, nella sua semplicità e chiarezza, non lasciava spazio ad alcun dubbio. Quando si pone la domanda 351, la risposta che segue è “Con le parole del primo comandamento: Non avrai altro Dio avanti di me, Iddio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore”. Si noti: anche “riconoscere Lui solo”.

Ancor più netto è l’atteggiamento rispetto ai testi e alle idee protestanti. Al punto 887 si risponde: “Se ad un cristiano venisse offerta la Bibbia da un protestante, o da qualche emissario dei protestanti, egli dovrebbe rigettarla con orrore, perché proibita dalla Chiesa; che se l’avesse ricevuta senza badarvi, dovrebbe tosto gettarla alle fiamme, o consegnarla al proprio parroco”. Questo aspetto risulta di particolare importanza anche per queste nostre pagine che così tanto attingono dal Testo Biblico. Vedremo in seguito come i protestanti e gli ebrei soppressero i libri biblici detti “deuterocanonici”, amputando la Sacra Scrittura di passaggi importanti. Anche per questa ragione nel Catechismo al punto 888 si sostiene: “La Chiesa proibisce la Bibbie protestanti perché o sono alterate e contengono errori, oppure, mancando della sua approvazione e delle note dichiarative dei sensi oscuri, possono nuocere alla Fede. Per questo la Chiesa proibisce eziandio le traduzioni della Sacra Scrittura già approvate da essa, ma ristampate senza le spiegazioni dalla medesima approvate”.

Proseguendo nella nostra panoramica risulta difficile non citare il Sillabo (1864), con cui Pio IX rigettò molte proposizioni false. Tra queste ne spiccano in particolare quattro, dalla XV alla XVIII, la condanna delle quali è strettamente legata a ciò che stiamo analizzando:

  1. È libero a ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione, che colla scorta del lume della ragione avrà riputato essere vera.

 XVI. Gli uomini nell’esercizio di qualsivoglia religione possono trovare la via della eterna salute, e conseguire l’eterna salute.     

XVII. Almeno hassi a bene sperare della eterna salvezza di tutti coloro che non sono nella vera Chiesa di Cristo. 

XVIII. Il protestantismo non è altro che una forma diversa della medesima vera religione cristiana, nella quale egualmente che nella Chiesa cattolica si può piacere a Dio.

Proposizioni – quelle condannate da Pio IX – inaccettabili per i cattolici ma indispensabili per modernisti ed ecumenisti.

Prima del Sillabo, Pio IX aveva già avuto modo di lanciare precise ammonizioni in diverse Encicliche. Si pensi alla Singulari Quidem (1856) e alla Qui Pluribus (1846). Nella prima prendeva di mira l’indifferentismo (che è la base stessa dell’ecumenismo), definito chiaramente come “fetido errore”:

“A Voi infatti sono anzitutto noti gli innumerevoli e funestissimi danni che sulla società cristiana e civile si riversano dal fetido errore dell’indifferentismo. Da qui la grave negligenza in tutti i doveri verso Dio in cui viviamo, ci muoviamo e siamo; da qui trascurata la santissima religione; da qui scosse e quasi sconvolte le fondamenta di ogni diritto, della giustizia e della virtù. Da questa ignobile forma d’indifferentismo non molto si scosta la teoria, eruttata dalle tenebre, dell’indifferenza delle religioni per cui uomini estranei alla verità, avversari del vero credo religioso e immemori della loro salute, docenti di principi contraddittori e sprovvisti di solido convincimento, non ammettono alcuna differenza tra le professioni di fede più divergenti, vivono in pace con tutti, e pretendono che a tutti, a qualunque religione appartengano, sia aperto l’ingresso alla vita eterna. Infatti nulla importa loro, sebbene di diverse tendenze, pur di cospirare alla rovina dell’unica verità”.

Dieci anni prima, con l’Enciclica Qui Pluribus, aveva anticipato tutto ciò che abbiamo esposto, rigettando “quel sistema che ripugna allo stesso lume della ragione naturale, che è l’indifferenza della Religione, con il quale costoro, tolta ogni distinzione fra virtù e vizio, fra verità ed errore, fra onestà e turpitudine, insegnano che qualsivoglia religione sia ugualmente buona per conseguire la salute eterna, come se fra la giustizia e le passioni, fra la luce e le tenebre, fra Cristo e Belial potesse mai essere accordo o comunanza”.

Si noti ancora una volta come questo “sistema” fosse considerato ripugnante anche partendo dalla “ragione naturale”.

 

13 Commenti a "BlastingNews – dimostrando comica ignoranza – attacca RS e invoca Costituzione"

  1. #Alessio   15 Febbraio 2016 at 8:09 pm

    Ed oltretutto hanno pure tirato in ballo me per sostenere le loro baggianate liberali, con tanto “Costipazione” citata!
    Le mie risposte all’infamante insinuazione sottintesa di essere un sostenitore della cosiddetta “libertà religiosa”, magari anche puzzolente di demo(no)crazia, ho risposto chiaramente nei commenti relativi all’articolo criticato http://www.radiospada.org/2016/02/tutti-gli-errori-della-dichiarazione-francesco-kirill-firmata-a-cuba/ .

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  2. #Matteo   16 Febbraio 2016 at 6:53 pm

    Blasting che??????!!!!

    Come vi va di perdere tempo dietro a questi contenitori di vuoto spinto…. bhooo

    Sarà che a me scatta subito il caritatevole vaffa….

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  3. #lister   27 Febbraio 2016 at 10:49 am

    Egregio Umberto De Palma, se i rilievi di Radio Spada, che evidenziano le apostatiche dichiarazioni del biancovestito, ti provocano un qualche bruciore di stomaco, “Puoi provare Nexium Control” così come si legge in copertina della tua articolessa. XD

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  4. #lister   27 Febbraio 2016 at 12:26 pm

    quintofabiomassimodux(destaceppa)cunctator/uncattolicoapostolicoromano,
    ti rispondo (questa volta sì) con le due famose paroline, tra loro complementari, coniate tempo fa da Alessio:
    VACCA, GARE.

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    • #lister   27 Febbraio 2016 at 4:19 pm

      Repetita iuvant (spero):
      VACCA, GARE!!!

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  5. #lister   28 Febbraio 2016 at 2:13 pm

    Allora te lo dico in Italiano: VAFFANCULO!!!!

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  6. #Isidoro   28 Febbraio 2016 at 9:01 pm

    Rilassiamoci tutti, grazie.

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  7. #lister   29 Febbraio 2016 at 12:54 pm

    @ Isidoro
    Lei, di grazia, un idiota demente che Le dà gratuitamente dell’omicida, non lo manda affanculo, “pepèle pepèle” come dice Lino Banfi?

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  8. #lister   29 Febbraio 2016 at 4:34 pm

    Confermo: un idiota demente!

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  9. #lister   29 Febbraio 2016 at 7:19 pm

    Alla Redazione
    Conoscete, sì, quella filastrocca apotropaica, di goliardica memoria, che fa:
    “Terque, quaterque testiculis tactis…omnia mala fugata sunt” 😀

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  10. #Alessio   2 Marzo 2016 at 12:03 pm

    Oé, stranone! Ma hai per caso smesso di prendere le tue gocce? Ma pensi che davvero qualcuno legga quel che scrivi?
    Ci mancava l’alieno pazzoide…

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  11. #lister   2 Marzo 2016 at 1:55 pm

    Niente da fare, Alessio.
    Lo stranone non demorde.
    Demoni a valle, scimmie a monte che si bevono i cammelli, ufficiali che spazzano la pula, soldati di un esercito menzognero che bruciano la zizzania con i barellieri mentre il settimo re piange in ginocchioni come i ciechi che ci vedono bene…
    Il pazzoide stranone imperversa sul web.
    Poveraccio!

    Rispondi
    • #Alessio   2 Marzo 2016 at 6:03 pm

      Un’altra volta avevo letto di sfuggita che diceva che qualcuno si era fatto scappare un gorilla in campo. Ne ha, di fantasia! Mi aspetto almeno un 400 righe di vibrante e bislacca protesta che nessuno leggerà.

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