Cibo avvelenato: un ‘genocidio silenzioso’

Con questo articolo, Cinzia Palmacci inizia la collaborazione con Radio Spada. Si tratta di uno studio piuttosto lungo e approfondito, che potete leggere tutto d’un fiato oppure “centellinare”. Il tema è attuale e controverso e le argomentazioni dell’autrice sono di sicuro interesse. Come sempre, le posizioni espresse sono personali e non rispecchiano necessariamente quelle degli altri redattori e collaboratori di RS. 

 

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di Cinzia Palmacci

 

L’editore americano Mike Adams (“the Health Ranger”, il difensore della salute) nella sua testata Natural News, ha pubblicato i risultati di uno studio condotto sulle sostanze tossiche rilevate nei cibi di più largo consumo, scoprendo che l’umanità non può sopravvivere all’avvelenamento ingegnerizzato e di massa della catena alimentare perpetrato dalle grandi lobbies del cibo. Ecco qui di seguito un riassunto delle scoperte incredibilmente scioccanti, ma ben documentate:

  • L’attuale e infausto “yoga mat chemical“, la sostanza chimica impiegata per fare i tappetini yoga, usata da Subway (uno dei più grandi panifici USA) nei suoi vari tipi di pane, è ampiamente usata anche nella industria del fast-food. McDonald (presente diffusamente anche in Italia), Chik-Fil-A, Wendy, Arby e anche molti altri ristoranti, usano la sostanza chimica azodicarbonamide E 927 che vuene messa in relazione al cancro. Attenzione: non si tratta di un contaminante, ma di un ingrediente che viene appositamente aggiunto alle ricette, perché la sostanza chimica venga consumata dalle masse.
  • Non c’è una spiegazione logica del perchè una sostanza chimica come l’azodicarbonamide necessiti di essere aggiunta alle ricette dei pani e filoncini del fast food. Questa sostanza chimica non serve, né ha uno scopo funzionale a fini nutrizionali. Sembra che esista solo allo scopo di trasferire la sostanza chimica a centinaia di milioni di consumatori, nel momento in cui viene mischiata nei popolari fast food.
  • Molte marche vitaminiche “ufficiali” sono adulterate intenzionalmente da alti livelli di rame, che se presi ogni giorno, sono causa di disturbi mentali e psicosi. Alcune di queste marche vengono pubblicizzate di routine alla tv e così alle masse mainstream, che vengono incoraggiate a consumarle e molte delle quali sono prodotte da aziende di totale o parziale proprietà di interessi farmaceutici.
  • Un integratore erboristico molto noto, progettato per migliorare le performance cerebrali, in realtà contiene livelli molto alti di piombo, nella più parte dei prodotti che abbiamo testato (da fornitura proveniente dalla Cina). Il piombo è un metallo pesante tossico che danneggia la funzione cerebrale. In questo modo, le persone che stanno soffrendo di demenza precoce o di Alzheimer subiscono in realtà una accelerazione verso la distruzione cerebrale, attraverso certi prodotti erboristici che sembrano progettati per fornire proprio metalli pesanti al cervello. Per Adams è stato veramente scioccante scoprire che “le erbe per il cervello” contengono così tanto piombo da contribuire alla sua distruzione.
  • Note vitamine per bambini, vendute in quasi tutti i “grocery store” e farmacie d’America sono formulate per essere specialmente e incredibilmente tossiche per la neurologia in sviluppo. Il numero di sostanze tossiche e chimiche sintetiche, aggiunte a quasi tutte le marche popolari di vitamine per bambini, è veramente scioccante; molte di loro sembra che siano scelte perché hanno la capacità di dirigersi proprio sulla funzione neurologica, distruggendola. Da un punto di vista prettamente scientifico, queste “vitamine” dovrebbero essere onestamente chiamate “PILLOLE DI VELENO” mentre i genitori invece vengono incoraggiati a darle ogni santo giorno ai loro bambini, come parte di un rituale moderno per la salute, che in realtà causa un danno a lungo termine.
  • Nel laboratorio di spettroscopia atomica sono state confermate tracce di alluminio nella normale aria atmosferica, confermando cosi il fatto che tutti i terreni agricoli sono inondati di alluminio, che cade letteralmente dal cielo. Sono state misurate parti di alluminio in concentrazioni su un miliardo, in campioni di normale aria atmosferica. Il risultato di questo fenomeno è che i livelli di alluminio stanno aumentando in quasi tutti i raccolti di terra, da cui deriva il cibo quotidiano. Se da un lato l’alluminio è molto meno dannoso del piombo, del cadmio o del mercurio, un ripetuto accumulo di alluminio viene correlato a disturbi cerebrali degenerativi in tutta la popolazione.
  • Come già sanno i lettori di Natural News, il grano OGM è ingegnerizzato perchè in ogni singolo grano, cresca una tossina tossica. Questa tossina mortale viene poi consumata da tutta la gente che come è noto consuma grani OGM nella colazione (i cereali), nelle tortillas di grano, nelle patatine, negli snack etc. L’avvelenamento di massa della popolazione è chiaramente intenzionale, dato che viene deliberatamente ingegnerizzato nei raccolti che vengono coltivati per il solo consumo animale e umano. L’avvelenamento di massa non è accidentale, in realtà la tecnologia viene promossa con la giustificazione che essa “nutrirà il mondo”. Infatti cosi è… nutre di veleno il mondo. Il cibo è diventato un’arma contro l’umanità. Come vedete da questi esempi, il cibo è diventato un’arma contro l’umanità. E’ il nuovo vettore per una guerra mondiale segreta contro l’umanità: una guerra che è messa in atto proprio in questo momento, con armi che troverete probabilmente nella vostra dispensa.

La Prima Guerra Mondiale è stata combattuta primariamente nelle trincee, con i soldati che si sono lanciati addosso dei pezzi di piombo ed hanno usato armi chimiche grezze come l’iprite (mustard gas). La Seconda Guerra Mondiale è stata combattuta con un’intenzione genocida, poichè ha usato armi cinetiche piu’ avanzate ed armi chimiche, progettate da aziende farmaceutiche. La nostra Seconda Guerra Mondiale ed il Nazismo, arrivano dalla IG Farben, il conglomerato chimico-farmacologico che successivamente si è diviso in tre aziende, una delle quali è nota come Bayer, la stessa azienda che fa l’aspirina per bambini e varie sostanze chimiche usate in tutta la catena alimentare. La Terza Guerra Mondiale sembra già in corso e viene consumata come guerra segreta attraverso la catena alimentare. Le sostanze chimiche sono molto simili a quelle usate nella Prima e Seconda Guerra Mondiale ad eccezione del fatto che anzichè essere dispiegate sul campo di battaglia, le armi chimiche odierne sono dispiegate nella catena alimentare e a volte persino scritte correttamente sull’etichetta degli ingredienti.

Qui non ci sono bombe che cadono dal cielo nè tempeste di fuoco che illuminano i paesaggi urbani la notte. Nel silenzio, invece, le masse ignoranti marciano semplicemente verso le loro morti, un pasto per volta, come un treno merci pieno di inutili mangiatori, che come il rumore del treno sulle rotaie, si incammina verso Auschwitz. Naturalmente, lungo il percorso della loro morte, pagano i pedaggi obbligatori ai giganti farmaceutici, agli ospedali, alle cliniche del cancro, ai dottori e mandati di assicurazioni per la salute. Così come le vittime del genocidio nazista, venivano private delle capsule d’oro dei loro denti, prima di essere gasate a morte, così i consumatori mainstream di oggi vengono “svuotati” dei loro conti correnti, dei loro beni, delle loro polizze assicurative, prima di essere del tutto gettati via dal sistema. Ci sono enormi profitti che vengono fatti, vedete, prima dall’avvelenare le masse e poi dal “trattarle” per gli effetti collaterali di tale avvelenamento. Questo racket è così immenso, così profondamente radicato nella nostra cultura mossa dalla avidità, che sono molto pochi quelli che riconoscono ciò che sta loro accadendo. Ingredienti tossici come nitrito di sodio e aspartame vengono formulati per agire a livelli subacuti, così da non far cadere morti all’istante. Essi creano invece un collasso cronico e a lungo termine del corpo e della mente, che lascia dietro di sè conseguenze di cancro, disfunzioni renali, disturbi mentali estremi, incluse le psicosi. Questo danno alla mente e al corpo, per contro, distrugge le economie, i sistemi scolastici, il progresso scientifico, le libere democrazie e persino l’integrità culturale.

 

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  • TTIP, il trattato che legalizza l’avvelenamento di massa?

Il Ttip è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, che abbattendo dazi e dogane tra Europa e Usa, renderebbe il commercio più penetrante. Usa e Ue divergono profondamente nel funzionamento dell’elaborazione e dell’applicazione delle misure Sanitarie e fitosanitarie. Negli Usa ogni anno almeno 48 milioni di persone si ammalano per aver mangiato cibo contaminato e 3mila muoiono per le conseguenze. In Europa sono state 70mila le persone che si sono ammalate per la stessa causa e 93 sono morte. Gli Ogm non verrebbero tracciati. Ebbene, se passasse il Ttip non potremmo più né arrabbiarci né tutelarci da chi vuole far business sulla nostra pelle, sulla nostra terra e sugli animali. Se passasse il TTIP il nostro benessere, la nostra salute e la nostra volontà di scegliere non conterebbero più nulla perché l’unica cosa da tutelare sarebbero gli accordi commerciali ed il profitto.
Sarà per questo che nei principali mass media anche il Ttip è un argomento tabù, di cui si preferisce non parlare o solo accennare? Informiamoci perché ne va del nostro presente e del nostro futuro. Che cos’è il Ttip? Il Ttip è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, che abbattendo dazi e dogane tra Europa e Usa, renderebbe il commercio più penetrante. Viene negoziato praticamente in segreto per creare un mercato le cui regole, non verranno più decise democraticamente dai nostri Governi, ma da organismi tecnici sovranazionali in base alle esigenze dei grandi gruppi transnazionali (soprattutto imprenditoriali). Il Trattato prevede infatti organismi tecnici potenti e fuori controllo a protezione degli investimenti. Le imprese potrebbero citare i governi qualora questi, democraticamente, introducessero normative per il bene dei propri cittadini, che ledessero gli interessi privati economici, passati, presenti e futuri. Tutti i settori di produzione e consumo come cibo, farmaci, energia, chimica ma anche i nostri diritti connessi all’accesso a servizi essenziali di alto valore commerciale come la scuola, la sanità, l’acqua, previdenza e pensioni, sarebbero tutti esposti a ulteriori privatizzazioni e alla potenziale acquisizione da parte dei gruppi economico-finanziari più attrezzati e competitivi.

Il Ttip produrrà rischi per i cittadini? Sì. Gli Stati Uniti non hanno ratificato diverse convenzioni e impegni internazionali Ilo e Onu in materia di diritti del lavoro, diritti umani e ambiente. Questo rende, ad esempio, il loro costo del lavoro più basso e il comportamento delle loro imprese più disinvolto e competitivo economicamente e più irresponsabile sotto tutti gli altri punti di vista.

Il Ttip può produrre danni per la salute? Sì. Basti ricordare un esempio eclatante: Nel 1988 l’Ue ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con certi ormoni della crescita cancerogeni. Per questo è stata obbligata a pagare a Usa e Canada dal Tribunale delle dispute dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) oltre 250 milioni di dollari l’anno di sanzioni commerciali nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime. Solo nel 2013 la ritorsione è finita quando l’Europa si è impegnata ad acquistare dai due concorrenti carne di alta qualità fino a 48.200 tonnellate l’anno (alla faccia del libero commercio).

Esistono alternative al Ttip? Da molti anni non solo movimenti, associazioni, reti sindacali ma anche istituzioni internazionali come Fao e Unctad, le agenzie Onu che lavorano su agricoltura, commercio e sviluppo, richiamano l’attenzione sul fatto che rafforzare i mercati locali, con programmazioni territoriali regionali e locali più attente basate su quanto ci resta delle risorse essenziali alla vita e quanti bisogni essenziali dobbiamo soddisfare per far vivere dignitosamente più abitanti della terra possibili, potrebbe aiutarci ad uscire dalla crisi economica, ambientale, ma soprattutto sociale che stiamo vivendo.

Quindi perché opporsi al Ttip? Perché la protezione della salute, prima di tutto! Usa e Ue divergono profondamente nel funzionamento dell’elaborazione e dell’applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie: l’Ue applica il principio che ogni passaggio della produzione deve essere, almeno sulla carta, monitorato e tracciabile. Il sistema Usa, invece, verifica solo la sicurezza del prodotto finale. In assenza di una chiara prova, a carico dell’eventuale vittima di alterazione o sofisticazione, di collegamento evidente tra un’intossicazione e un alimento, l’alimento resta in commercio.

La posta in gioco a livello di sicurezza alimentare è altissima e i numeri ce lo dimostrano. Negli Stati Uniti, secondo i calcoli pubblici del Centers for Disease Control and Prevention, ogni anno almeno 48 milioni di persone si ammalano per aver mangiato cibo contaminato (in pratica un cittadino ogni 6) e 3mila muoiono per le conseguenze. In Europa sono state 70mila le persone che si sono ammalate per la stessa causa e 93 sono morte. Dimensioni talmente lontane, per ora… E tra ciò che spaventa di più c’è quanto scritto a p. 13 del trattato: «l’Accordo sarà vincolante per tutte le autorità regolatorie e regolamentari attive ad oggi, e su tutte le altre autorità competenti di entrambe le parti». Unico obiettivo? Quello «di ridurre gli avversi impatti sul commercio e gli investimenti dei costi non necessari e dai ritardi amministrativi derivati dai regolamenti». Obiettivo segnalato come prioritario da chi? Dalle lobby industriali!

Perché vogliono vietare di etichettare gli Ogm e di accedere ai dati? Rispetto agli Ogm, tema tra i più sensibili da ricondurre al Ttip, una delle battaglie di civiltà che rischia di essere archiviata è quella del fronte che si oppone alla circolazione di prodotti a base di Ogm senza specifica etichettatura.

Invece di dar manforte alla pressioni corporative dirette ad espandere l’invasione dei cibi spazzatura, i nostri Governi dovrebbero rafforzare le produzioni agricole ed alimentari locali e regionali, alimentando la diversificazione produttiva e la coesione sociale tra cittadini produttori e consumatori e sostenendo le forme più sane, sostenibili e «verdi» di agricoltura contadina.

E invece che fa, nei fatti, il nostro Governo? Non ci spiega come vuole procedere, di preciso, con il Ttip. Insomma l’unico barlume di speranza siamo noi, perché il Governo o non dice, o dice ma non fa. Eppure il cibo sano è anche nel loro interesse, perché i soldi non sempre risolvono tutto…

 

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  • Riscoprire il lavoro agricolo e la produzione di cibo “in proprio”

Pensate a quanto poteste guadagnare, cari giovani, riscoprendo il sano lavoro agricolo una volta che la gente comincerà a non acquistare più il cibo dalle multinazionali, ma dai coltivatori locali. Avreste di che guadagnare coltivando e vendendo cibo sano, oltre a fare del bene alle persone e alla natura. Il futuro della civiltà umana appartiene quasi certamente ed esclusivamente a coloro che o coltivano il proprio cibo, o si accordano perchè altri lo coltivino per loro. Il cibo preconfezionato, industriale, consumato dalle masse, è quasi certamente un sistema di consegna veleni, che non ha altro scopo se non creare malattia di massa, morte e profitto. Se desideriamo non essere vittima di questo sistema, dobbiamo evitare i suoi prodotti. Smettiamo di comprare cibi processati industrialmente e preconfezionati.

L’aspartame è tossico per la biologia. Tutti i dolcificanti artificiali hanno effetti collaterali tossici, se consumati in grande quantità. Siate scettici dei “prodotti naturali” che sono molto processati e in qualche modo raffinati. Chiedete il paese di provenienza del prodotto. Controllate i risultati di laboratorio sui metalli pesanti, per restare informati. Salvo rare eccezioni, smettete di acquistare superfoods e integratori che arrivino dalla Cina, il produttore di cibo più inquinato del mondo. Nell’ultimo decennio, l’industria USA di prodotti naturali è stata praticamente rimpiazzata dalla Cina, da cui molto di ciò che credete sia sicuro e biologico in realtà è pesantemente inquinato, sia accidentalmente che deliberatamente. Guardatevi intorno, l’evidenza è sotto (per non dire anche sopra) i vostri occhi. A meno che non siate in uno stato di totale negazione di ciò che è, non potete non notare che l’umanità sta diventando una razza di… quasi mutanti, a cui sono rimasti ben poca salute e sanità mentale. Un giovane uomo moderno che cresca oggi in America e che si nutra di cibi industriali è solo una piccola ombra del giovane forte e vibrante che lavorava nelle fattorie solo tre generazioni fa. L’attuale generazione di giovani è patetica, debole, inetta accademicamente e pesantemente viziata dalle consolle dei video giochi, dal Ritalin, dalle scuole con l’aria condizionata e dai curricula annacquati. Sono stati instupiditi, depauperati di nutrimenti e medicalizzati e farmacologizzati, al punto che ci sono ora, letteralmente, degli zombie che camminano tra noi. Di fatto, le persone intorno a voi sono iper-medicate, iper-nutrite e allo stesso tempo mal-nutrite. I loro corpi e cervelli sono pesantemente contaminati da sostanze chimiche distruttive, metalli pesanti e materiali sintetici. Hanno perso quasi tutte le funzioni altamente cognitive ed ora sopravvivono con la funzione cerebrale del cervello inferiore, ecco perché vediamo un aumento radicale di crimini sessuali, dipendenze nel comportamento, abusi di sostanze e crimini violenti nella società odierna. Molto realmente, il consumo odierno di cibo processato-industriale è diventato un rituale di lento suicidio, che si ripete senza attenzione ogni giorno, ora che le aziende alimentari hanno invaso società un tempo sane. Abbiamo più che passato l’era della ragione, nel mondo occidentale moderno. Sbocconcellando il cibo che ci rendono attraenti, ma che è ingegnerizzato per produrre morte anziché vita, non sopravviveremo a questa segreta guerra, che rilascia armi di dietetica distruzione di massa.

Tutto ciò è ben oltre ogni questione relativa all’etichettatura OGM o al fatto di comprare cibo biologico, o testare il cibo per verificarne i metalli pesanti. Si tratta qui di come la civiltà umana è stata messa in ginocchio, dall’arma segreta più insidiosa, mai sperimentata nella storia collettiva: il CIBO INDUSTRIALE a cui sono state aggiunte sostanze tossiche. Nella completa dominazione dell’imperialismo nordamericano ci sono attività produttive nelle quali le corporazioni multinazionali che le rappresentano hanno prodotto veri disastri umani e ambientali, non solo per molte popolazioni del resto del mondo ma anche negli stessi Stati Uniti. Dopo la seconda guerra mondiale, l’imperialismo nordamericano si pose in posizione vantaggiosa per incrementare lo sfruttamento del resto del mondo. Le sue corporazioni minerarie, petrolifere, manifatturiere, finanziarie e delle banane, ebbero buon gioco con tutto ciò che avevano a loro disposizione, incluse la scienza, la tecnologia, la propaganda ideologica, l’estorsione e la forza militare. Si consolidò così una dominazione economica controllata da una piccola elite che proclamava a gran voce il “secolo americano”. Una delle industrie più redditizie, che si presentò come soluzione al problema della fame nel mondo, è stata l’industria dell’agroalimentare. Nella sua presentazione come “benefattore dell’umanità” e contribuendo allo “sviluppo”, gli agroalimentari nascondono le attività più sinistre e più pericolose per l’umanità intera. Esiste un disegno preciso dietro alle pressioni economiche o militari con le quali un ristretto gruppo di potenti agisce nei confronti dei paesi poveri, obbligandoli a distruggere il proprio millenario sistema di produzione alimentare e a sostituirlo con uno basato sulle grandi fattorie industrializzate e sulla diffusione degli OGM (organismi geneticamente modificati). Questo disegno si chiama agribusiness, il business dell’industria alimentare, e ha come obiettivo il controllo del mondo attraverso il controllo della risorsa primaria per eccellenza: il cibo.

William Engdahl è tra i più acuti osservatori del sistema globale, con un interesse particolare per la geopolitica. Nel suo libro Agri-Business – I semi della distruzione, ricostruisce la più pericolosa delle alleanze, quella che governa l’industria alimentare. Da una parte le multinazionali (Monsanto, Dupont, Syngenta, Dow Chemical, Cargill), dall’altra i poteri forti (Bilderberg Group, Triateral Commission e Council on Foreign Affairs, insieme al governo americano, alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale e al World Trade Organization). Nel mezzo i risultati devastanti dell’agribusiness: distruzione dei sistemi agricoli e di allevamento tradizionali, diffusione degli OGM, propagazione di virus o altre gravi malattie per la salute umana, dipendenza dell’agricoltura dei paesi poveri dalle multinazionali, crisi finanziarie, piani di controllo demografico.

Tratto da “Agri-Business – I semi della distruzione”:

«Deteniamo circa il 50% della ricchezza mondiale, ma abbiamo solo il 6,3% della popolazione globale. Questa disparità la si nota particolarmente, se ci confrontiamo con l’Asia. In questa situazione, non possiamo evitare di diventare oggetto di invidia e di risentimento. Il nostro vero obiettivo, nel prossimo futuro, deve essere quello di lasciare intatto questo rapporto e di mantenere inalterata tale disparità con il resto del mondo, senza correre pericoli per la nostra sicurezza nazionale. A tale scopo, dobbiamo abbandonare ogni sentimentalismo e ogni posizione utopica e concentrarci unicamente sui nostri concreti interessi nazionali, in qualunque parte del mondo si trovino. Dobbiamo capire che non possiamo permetterci il lusso dell’altruismo e della beneficenza mondiale».

 

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Questo libro parla di un piano segreto, ideato da una piccola élite economico-politica formatasi dopo la seconda guerra mondiale, non più a Londra, come accadeva precedentemente, ma a Washington. Espone la storia, sempre taciuta, di come detta élite autoreferenziale abbia lavorato per mantenere questa posizione di “disparità”; la storia di come un piccolo gruppo di persone si sia appropriato delle fonti e delle leve del potere nel periodo postbellico. È, in fin dei conti, la storia dell’evoluzione del potere di una piccola cerchia selezionata, nel cui corso anche la scienza è stata piegata agli interessi di una piccola minoranza di individui, i quali, avevano perseguito i loro scopi senza scrupoli usando il paravento della beneficenza mondiale. A differenza dei suoi predecessori, che guidavano l’Impero britannico, la nuova élite statunitense, che a guerra appena finita aveva proclamato orgogliosamente la nascita del “secolo americano”, si è dimostrata eccezionalmente abile nell’uso della retorica dell’altruismo e della beneficenza mondiale, per nascondere i suoi veri progetti. Il “secolo americano” è apparso più “leggero” del precedente, più “generoso e gentile”; durante il suo corso questi gruppi elitari, promettendo in cambio la liberazione dal colonialismo, la libertà, la democrazia e lo sviluppo economico, hanno costruito un sistema di potere di una grandezza mai più vista dopo i tempi di Alessandro Magno, circa 3 secoli prima di Cristo: un impero globale, unificato dal controllo militare da parte di un’unica superpotenza, in grado di decidere unilateralmente il destino di intere nazioni.

Questo libro è il seguito di un altro, precedentemente pubblicato, dal titolo Un secolo di guerra: la politica petrolifera americana e il nuovo ordine mondiale, ed evidenzia un ingegnoso progetto di potere, pensato per prendere il controllo di una risorsa fondamentale per il genere umano: il cibo. L’uomo, che ha servito gli interessi di questa élite postbellica americana negli anni ’70 e che rappresenta al meglio la sua selvaggia “realpolitik”, è l’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger. Una volta, verso la metà degli anni ’70, Kissinger, navigato sostenitore della teoria geopolitica dell’equilibrio di potere nonché regista occulto di molte cospirazioni, ha espresso quella che probabilmente era la sua idea per la dominazione mondiale: «Controllate il petrolio e controllerete le nazioni. Controllate il cibo e controllerete i popoli».

In realtà, il progetto per raggiungere l’obiettivo strategico del controllo della sicurezza alimentare globale era già cominciato qualche decennio prima, molto prima dell’inizio della guerra, negli anni ’30. È stato finanziato da selezionate fondazioni private, create appositamente per conservare la ricchezza e il potere nelle mani di poche famiglie americane. Originariamente, questi gruppi avevano base a New York e lungo la costa est degli Stati Uniti, da Boston a Philadelphia, fino a Washington D.C.; per questo motivo, i media popolari si riferiscono a loro, talvolta con scherno, ma più spesso con deferenza, come all’«establishment della costa est». Il centro di gravità del potere americano si sposterà nel corso dei decenni successivi alla guerra. L’establishment della costa est verrà soppiantato da una nuova élite, con base tra Seattle e la California del sud, sulla costa pacifica, che aveva sedi anche a Houston, a Las Vegas, ad Atlanta e a Miami e che estendeva i suoi tentacoli di potere sull’Asia e sul Giappone, e verso sud, sull’America latina. Nei decenni precedenti e immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, la famiglia dei Rockefeller, più di qualunque altra, ha simboleggiato la tracotanza e l’arroganza del “secolo americano”. L’ingente ricchezza accumulata da questa famiglia è figlia di innumerevoli guerre sanguinose e del controllo del nuovo “oro nero”: il petrolio. Il fatto nuovo, riguardante questa famiglia, fu che, all’inizio della costruzione della sua fortuna, i suoi patriarchi e consulenti decisero di estendere il loro controllo su diverse sfere di influenza. Non solo presero il potere nel campo petrolifero, il settore energetico emergente, all’epoca, e che avrebbe fornito le risorse per lo sviluppo dell’economia globale, ma estesero la loro influenza anche sull’istruzione della gioventù, sulla medicina, sulla psicologia, sulla politica estera degli Stati Uniti e, aspetto principale per il nostro lavoro, sulla scienza della vita stessa, la biologia, e sulle sue applicazioni nel mondo dell’allevamento e dell’agricoltura. Nella maggior parte dei casi, la loro azione è sconosciuta alla maggioranza del popolo, specialmente negli Stati Uniti. Pochi americani sanno che le loro vite sono sottilmente, e a volte nemmeno tanto, influenzate da uno o da un altro progetto finanziato dall’immensa ricchezza di detta famiglia. Nel corso delle ricerche per il presente libro, teoricamente incentrate sugli organismi geneticamente modificati o OGM, mi è apparso subito chiaro che la storia di questi ultimi è inseparabile dalla storia politica di questa potentissima famiglia dei Rockefeller e dei quattro fratelli David, Nelson, Laurence e John D. III, che nei tre decenni successivi alla vittoria americana nella seconda guerra mondiale, hanno creato il famigerato “secolo americano”.

In realtà, la storia degli OGM non dimostra altro che l’accentramento del potere nelle mani di una ristretta élite, determinata, a tutti i costi, a ridurre l’intero mondo a essere schiavo del suo potere. Tre decenni fa, questo potere era nelle mani della famiglia Rockefeller; oggi, tre dei quattro fratelli sono morti, alcuni in circostanze sospette; ma, ciononostante, la loro volontà di dominazione globale, «dominazione ad ampio raggio», come la definirà il Pentagono più tardi, si è dispiegata a livello globale, spesso dietro la retorica della “democrazia”, sorretta in molti casi, quando le circostanza lo hanno richiesto, dalla potenza militare dell’”impero”. Il loro progetto si è evoluto a tal punto che un piccolo gruppo di potere, acquartieratosi a Washington durante i primi anni del “nuovo secolo”, è riuscito a controllare il presente e il futuro della vita su questo pianeta, a dei livelli che fino a oggi non si potevano neppure immaginare.

La storia dell’ingegneria genetica e dei brevetti sulle piante e sugli altri organismi viventi non può essere compresa senza avere studiato la storia dell’evoluzione del potere in America nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. George Kennan, Henry Luce, Averell Harriman e, soprattutto, i quattro fratelli Rockefeller hanno creato il settore multinazionale dell’agribusiness e hanno finanziato la “rivoluzione verde” nel campo agricolo dei Paesi in via di sviluppo, allo scopo, tra le altre cose, di creare nuovi mercati per i loro prodotti petrolchimici, come i fertilizzanti,  oltre che di imporre la dipendenza dalle loro fonti energetiche. Le loro gesta sono inscindibili dalla storia attuale degli organismi geneticamente modificati. Fin dai primi anni del nuovo secolo, è apparso chiaro che solamente le quattro maggiori compagnie multinazionali petrolchimiche avrebbero potuto recitare il ruolo di dominatrici nel settore dei brevetti dei prodotti alimentari di base, grano, soia, riso, frumento, verdura, frutta e cotone, dai quali la maggior parte della popolazione mondiale dipende per gli approvvigionamenti quotidiani di cibo, oltre che in quelli della creazione di nuovi ceppi di pollame geneticamente modificato, resistente alle malattie, come l’”influenza aviaria”, causata dal virus mortale H5N, e di altre razze geneticamente modificate di maiali e di bovini. Tre di queste quattro compagnie hanno relazioni decennali con l’istituto del Pentagono che si occupa di ricerche nel settore delle armi chimiche; la quarta, ufficialmente svizzera, è in realtà controllata da società anglo-americane; quindi, come per il petrolio, anche per gli OGM si deve parlare di un progetto di dominio globale anglo-americano.

Nel maggio del 2003, prima dell’indignazione suscitata dagli implacabili bombardamenti su Baghdad, il Presidente degli Stati Uniti aveva deciso di far diventare quello degli OGM un settore strategico, una priorità nella politica estera del Paese. La cocciuta resistenza del secondo maggiore produttore agricolo mondiale, l’Unione Europea, è diventata un’eccezionale barriera contro il progetto di espansione globale degli OGM: finché la Germania, la Francia, l’Austria, la Grecia, e altri Paesi europei della UE si rifiuteranno di accettare la coltivazione degli OGM, per motivi scientifici e di sicurezza, le altre nazioni del mondo resteranno scettiche ed esitanti nell’adottarla; così, dall’inizio del 2006, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha cominciato a fare pressioni sull’Unione Europea, affinché apra le porte a una massiccia proliferazione di OGM, tanto che il progetto della loro espansione sembra vicino al raggiungimento del successo finale. Fin dall’inizio dell’occupazione militare anglo-americana dell’Iraq, Washington ha portato avanti il progetto di soggiogare l’agricoltura di quel Paese al dominio dei semi brevettati e geneticamente modificati; inizialmente, grazie ai finanziamenti del Dipartimento di Stato e del Dipartimento dell’Agricoltura. Il primo esperimento di massa di semi OGM del grano è stato effettuato agli inizi degli anni ’90, in un Paese la cui élite di potere era già stata corrotta da tempo dalla famiglia Rockefeller e dalle sue banche di New York: l’Argentina. Le pagine che seguono delineano l’espansione e la proliferazione degli OGM, avvenute spesso attraverso la coercizione politica, le pressioni governative, la frode, gli inganni e perfino l’omicidio. Non sorprendetevi, se vi sembrerà di leggere un romanzo criminale, perché di ciò si tratta. Questo crimine è stato perpetrato nel nome dell’efficienza agricola, del rispetto per l’ambiente e della soluzione del problema della fame nel mondo; in realtà, si ottenevano solamente profitti sempre maggiori per una piccola e potente élite, le cui azioni non sono guidate solamente dal desiderio di fare soldi; infatti, in fin dei conti, queste potentissime famiglie controllano già la Federal Reserve, la Banca d’Inghilterra, la Banca del Giappone e la Banca Centrale Europea (BCE), quindi sono loro a decidere se creare o distruggere il denaro. Il loro scopo, in realtà grave; è quello di ottenere il definitivo controllo della vita futura sul Pianeta e di instaurare una dittatura assoluta, un dispotismo mai visto prima. Se lasciata agire indisturbata, questa élite che sta alle spalle del “Progetto OGM” tra solo un paio di decenni avrà il completo controllo delle capacità alimentari del Pianeta. Un’altra cosa: la TV con i suoi programmi trash, costituisce un altro potente strumento di controllo mentale per tenere la gente nell’ignoranza, distraendola dai loro “piani” diabolici di avvelenamento del corpo e dell’anima, il tutto in obbedienza al principio secondo cui le masse si tengono a bada fornendo loro “panem et circenses”.

 

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  • Cibi transgenici pericolosi quasi quanto l’avidità umana

A chi non guarda il mondo con indifferenza, non risulta difficile riconoscere che ogni attività umana, oggi, viene gestita dagli interessi economici che portano l’uomo ad una incosciente e sfrenata politica di ”sviluppo” che include i bisogni più basilari ed elementari per la crescita dell’uomo, come ad esempio la produzione della catena alimentare, che si è trasformata in un ulteriore mezzo di reddito economico a spese della salute. La VITA è il dono supremo dato da Dio all’uomo, ma affinché si sviluppi adeguatamente sono necessari diversi fattori che implicano una grande RESPONSABILITA’ da parte dell’uomo, che la deve esercitare di pari passo con la sua evoluzione. Il contrario della vita è la morte, e non ci riferiamo alla morte come al culmine di un ciclo biologico, ma all’effetto che ottiene la forza che attenta contro la creazione di Dio, vale a dire l’intelligenza diabolica, anti-cristica, che si serve dello stesso uomo carente di bene, per annullare l’evoluzione della creazione. Certamente la società attuale si inorgoglisce per aver raggiunto un grande sviluppo scientifico e tecnologico, permettendo all’uomo imprese impensabili appena alcune decadi fa, ma, sfortunatamente non tutto questo “progresso” è avvenuto per il bene dell’uomo. Le evidenze non mancano, in tutti i campi, per chi è diventato sensibile ed è obiettivo riguardo alla realtà: fiumi, mari, terra sono affetti da livelli tali di contaminazione, che hanno già raggiunto un limite estremo e irreversibile e causano gravi danni all’uomo, alla fauna e alla flora… Tutto questo è stato reso possibile a causa della disobbedienza dell’uomo ai comandamenti divini. La mancanza d’amore comporta l’incapacità di prendere le giuste decisioni e la debolezza umana porta a dimenticare il prossimo, per agire a beneficio personale. La mancanza di una conoscenza altruistica, l’indifferenza, l’egoismo, l’avidità e tutte le debolezze umane, hanno reso schiavo l’uomo del suo stesso sistema, che viene delineato da un minuscolo numero di famiglie potenti, che hanno orchestrato nell’ombra un meccanismo di morte, del quale la maggioranza è vittima incosciente, come in questo caso con gli alimenti transgenici, il grande nemico silenzioso della vita umana e per il quale le persone pagano, senza saperlo.

Il primo passo che possiamo e dobbiamo fare è conoscere, il secondo passo è scegliere, per poi AGIRE.

 

 

 

5 Commenti a "Cibo avvelenato: un ‘genocidio silenzioso’"

  1. #giuliana li vigni   28 febbraio 2016 at 3:01 pm

    Condivido in pieno. Siamo in mano ad una banda di criminali e, potenzialmente, ne siamo complici

  2. #Antonio Caracciolo   29 febbraio 2016 at 10:28 am

    Dal mio blog Civium Libertas ho aperto un link alla pagina con commento introduttivo. Con permesso della Redazione di Radio Spada è possibile la ripubblicazione dello stesso testo, per intero o per estratti. Qui il link di rinvio da Civium Libertas a Radio Spada: http://civiumlibertas.blogspot.it/2016/02/a-proposito-di-genocidi-cibo-avvelenato.html – Dell’articolo ho fatto anche condivisione sulla mia pagina FB. Come spiego nel commento, ai canali verticali del mainstream possiamo e dobbiamo opporre il vecchio orizzontale della catena di Sant’Antonio: solo così possiamo contrastare la potenza di fuoco mediatica degli Avvelenatori.

  3. #Giuliano Marchetti   29 febbraio 2016 at 6:23 pm

    Articolo ampiamente condivisibile, che mi sono permesso riprendere su “www.consulpress.eu” , citando dovutamente la Fonte, Vi sto inviando una mia mail per ipotizzare possibili collaborazioni in sinergia. A presto risentirci e, con viva cordialità, i miei migliori auguri di “Buon Lavoro”-
    Giuliano Marchetti (giuliano.marchetti@consulpress.eu)

  4. #Carlo2   7 marzo 2016 at 10:23 pm

    In altri paesi meno sottosviluppati del nostro, i governanti da qualche tempo hanno bandito tali “cibi”, vietando OGM ed altro.
    Vedi la Russia.
    Se noi invece si hanno per rappresentanti omini che al meglio se ne fregano, al peggio (…)
    non c’è soluzione che avvelenarci.
    E a parte e parole, il BIO è favoloso, ma non è che coltivando noi da soli si risolve, perchè a parte le pioggie inquinate e l’aria,
    pure i coltivatori anziani, che da una vita si spaccano la schiena nell’orticello, si lamentano dello schifo di sementi che si trovano da qualche anno in vendita…
    Non durano niente a danno un prodotto pessimo.
    Chi ci comanda ha pensato a tutto….

  5. #pacepeace   15 marzo 2016 at 10:20 pm

    Da leggere sull’argomento segnalo:
    http://www.globalresearch.ca/seeds-of-destruction-the-hidden…of…/9379
    9 Apr 2014 – Review of F. William Engdahl’s book + dibattiti sull’argomento su youtube

    Dr Vandava Shiva: sementi di suicidio e schiavitu’ vs sementi di vita e liberta’. Imperdibili i suoi video su youtube

    I criminali USIsrael + i soliti paesi “sguatteri” dell’UE non solo stanno distruggendo nazione dopo nazione con guerre nefaste dalle quali trae profitti enormi il sistema militare/industriale delle varie nazioni, il loro scopo principale e’ la dominazione delle risorse planetarie, profitto planetario sempre a beneficio dell’1% della popolazione. Gli altri? Che crepino di malattie, fame, guerre, terrorismo inventato e finanziato da loro ecc. poco importa…Siamo in mano ai peggiori affamatori di popoli e criminali che la storia umana abbia mai avuto.