La contingenza della Fede Cattolica nel Family Day

 

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di Alessandro Luciani

Il Family Day ha dato una scossa al mondo delle anime belle della sinistra, ha scosso i media e gran parte dei politici. Ancora non è certo a cosa porterà questo scossone, se ad un passo indietro momentaneo del governo o ad un nulla di fatto (come è più probabile, anche se spero di sbagliarmi), quello che è certo è che il Circo Massimo è stato completamente riempito, nonostante gli assordanti silenzi del pirata argentino.

Pur riconoscendo il successo materiale della manifestazione e supponendo la buona fede di coloro che vi hanno preso parte, è bene far notare ai cattolici che manifestazioni di questo tipo molto difficilmente porteranno un contributo positivo alla causa di Dio e difficilmente avranno mai qualche efficacia nella difesa della Sua Legge. La voglia di attivarsi, la necessità di scendere in campo in modo concreto e l’assenza di punti di riferimento visibili spesso portano i cattolici (quei pochi rimasti) a saltare sul carro del primo assertore dell’ovvio o di una morale spesso incompresa, svuotata ormai di qualsivoglia senso soprannaturale. Non mancano a questo proposito “ciceroni” profondamente inadeguati, neocrociati del Biancofiore, schitarranti seguaci di gruppi ambigui – per essere garantisti –  sedicenti “cattolici”, tutti riuniti in un unico fascio di forze a sguainare le spade (smussate) per affermare che due più due fa quattro e che le foglie sono verdi in estate.
Costanza Miriano, una delle voci più “cattoliche” del Family Day, nei giorni scorsi è stata invitata a partecipare alla trasmissione “Fuori Onda” su La7 condotta da Tommaso Labate e David Parenzo che poi si è rivelata essere la classica trappola televisiva: cinque (quasi sei) contro una, con Labate e i suoi goffi tentativi di “reductio ad Hitlerum” atti a demonizzare la posizione della signora Miriano, che però non si scompone. Poi interviene Parenzo: «ciò che vi ispira è questa idea che la legge deve fare i conti con Dio! (…) mette anche Dio come legislatore! C’è questo aspetto o no?» – scandalo! – risponde la Miriano: «No. Ognuno di noi singolarmente ha la sua posizione» poi aggiunge «io credo che questo sia un discorso umano». La signora Miriano sostiene, quindi, che la natura preceda Dio, in un certo senso e che Dio non c’entri con la difesa della famiglia, almeno non ufficialmente.

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Come ricorda anche Romano Amerio «la nostra fede porta che in principio sia il Padre, il Padre genera il Figlio, che è il Verbo, e, dal Padre e dal Figlio, si genera lo Spirito Santo, che è l’amore. L’amore è preceduto dal Verbo, è preceduto dalla conoscenza. Separare l’amore, la carità, dalla verità, non è cattolico [1]» a motivo di questo, sempre Amerio dirà a ragione che «I veri razionalisti sono gli uomini di Chiesa perché pongono la ragione, cioè il Verbo, in fondo a ogni cosa e a principio di ogni cosa. Il pensiero moderno invece mette l’amore, mette una forza che non ha in sé nessuna direzione e nessuna destinazione [2]». Dunque, la Ragione Divina è Cristo e questo è il principio generatore dell’amore, della morale e quindi di tutto ciò che riguarda la “famiglia naturale”. Per questo sostenere – come fa la signora Miriano e il Family Day stesso – che la morale preceda, in un certo modo, Dio invece di procedere da Lui porta ad una distorsione implicita del dogma trinitario. Si tratta dello stesso errore (ma in senso opposto) commesso dagli omosessuali e da tutti coloro che ritengono che basti l’amore a formare una famiglia e a crescere un figlio. «Se si dice che l’azione vale per se stessa, che l’amore non ha nessuna regola, nessun precetto e nessuna precedenza, si tocca il punto più intimo della nostra esperienza umana, perché noi viviamo per una verità, questa: il fine dell’uomo, secondo il nostro catechismo, è di “conoscere e amare Dio”. Ma prima c’è “il conoscere” e poi c’è “l’amare”, ma il godimento in cosa consiste? In una intellezione, in una visione; alla quale visione solo segue l’atto d’amore. [2]» Come lo Spirito Santo procede dal Figlio allo stesso modo l’amore procede dalla Verità e la morale da Dio, che ne è il principio. Ne consegue che non si può amare veramente all’infuori di Dio, perché l’amore deve essere ordinato a Dio e che non si può avere la morale se non si ha Dio, il vero Dio e la vera religione (non quella del Concilio Vaticano II).

 

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Quindi, per concludere, è giusto partecipare a queste manifestazioni con questi presupposti? Prima di rispondere dovremmo chiederci a quale proposito bisognerebbe partecipare. Per difendere una morale di cui si nega il Principio riducendolo a mero fatto privato (con un’accezione quasi “romantica”) completamente irrilevante ai fini dei valori che si vorrebbero difendere?

Combattiamo per affermare Dio, la Sua Legge, la Sua sovranità sulla società umana (e quindi sulla famiglia) oppure combattiamo per un irrazionale naturalismo?

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Sempre alla trasmissione “Fuori Onda” il prof. Vittorio Sgarbi aggiunge, commentando Ef V, 22-23, «(…) ora, questa cosa è meravigliosa, ma è meravigliosa per un mondo cristiano che non c’è più, è finito; il mondo cristiano è stato una grande illusione che rimane ancora nei cuori di molti, ma la vita delle persone contraddice qualunque principio ed è molto incerto che Dio esista» ecco dunque il problema, la radice dell’errore, il vero obiettivo che tutti coloro che sono scesi in piazza per manifestare contro il DDL Cirinnà dovrebbero prefiggersi e che invece ignorano: riaffermare Dio, Nostro Signore Gesù Cristo, la cui negazione genera i mostri del peccato, del gender, dell’utero in affitto, della dissoluzione e dell’anarchia. Chi vuole difendere la famiglia, la vita e la morale difenda la fede Cattolica e Apostolica Romana e la sua assoluta certezza, poiché è scritto: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.»

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1 – Romano Amerio, “Iota Unum” studio delle variazioni della Chiesa Cattolica nel secolo XX, a cura di Enrico Maria Radelli, prefazione Card. Dario Castrillòn Hoyos, Ed. Lindau.

2- Romano Amerio – “La questione del Filioque. Ovvero la dislocazione della divina Monotriade”, L’Osservatore Romano 18/03/2009, p. 4

3 – (Mt VI, 33)

7 Commenti a "La contingenza della Fede Cattolica nel Family Day"

  1. #m.i.   2 febbraio 2016 at 3:53 pm

    senza morale non ci si può dire cristiani….bisogna rispolverare le vecchie care scomuniche almeno era certo il bianco e il nero!oggi regna una gran confusione si proclamano cattolici pur rinnegando le leggi di Dio!

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  2. #Templum   2 febbraio 2016 at 4:17 pm

    Salvo poi lanciarvi voi stessi in una reductio ad Hitlerum di questa povera donna che altro non fa che provare a dialogare con 2 pessimi giornalisti e 3 pessimi omosessuali(sti) usando un linguaggio che persino le loro limitate menti possano condividere. Insomma, salvo lanciare anatemi sulla base di speculazioni, con S.Ignazio direi di intendere il pensiero della Miriano come “la natura, che procede da Dio, è immediatamente evidente agli uomini: che a Lui crediate o meno, osserviamola”.

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  3. #Giovanni   2 febbraio 2016 at 5:57 pm

    Credo che, tecnicamente, la sua posizione vada condivisa: Dio dà l’ordinamento razionale a ciò che esiste, e quindi precede l’antropologia, che precede la giurisdizione. In questo contesto, non confondiamo la legge che l’uomo dà a se stesso con la Legge che gli è data.
    Rispetto alla legge umana, non è Dio il necessario principio legislativo, per quanto sia sufficiente principio legislativo, essendo datore della realtà.
    Quello che è interessante, cioè, è che per definire la giurisdizione non è necessario risalire a Colui che precede l’antropologia, che precede la giurisdizione, ma risalendo all’antropologia ci sono date, da Colui che l’ha costituita e la precede, i contenuti da cui far discendere la giurisdizione.
    Se crediamo nella struttura razionale della realtà dobbiamo credere alla ragionevolezza delle leggi che la guidano, ed un passo che può fare ogni essere umano è riconoscere le leggi dell’umano.

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  4. #Alessio   2 febbraio 2016 at 8:55 pm

    Comunque, se ‘sta Miriano rappresenta l’ala più “cattolica” del Familidèi siamo messi proprio male.

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  5. #jeannedarc   2 febbraio 2016 at 10:15 pm

    anatemi? no. e non sulla base di speculazioni. venire incontro all’uditorio si fa semplificando, non “abbassando” la verità amputandone dei pezzi, e rendendola quindi non più vera e non più intelligibile.

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  6. #Simone Petrus Basileus   4 febbraio 2016 at 9:41 pm

    i neocatecumenali NON SON CATTOLICI, non fanno parte della CHIESA CATTOLICA e MAI ne faranno parte. Sono solo come i rinnovamento nella sprite e gruppi pseudoconservatori, degli artisti ( e anche molto scarsi) che scimmiottano la chiesa evangelica, che è eretica di suo. PUNTO.BASTA.FINE.STOP. Kiko sta alla Chiesa Cattolica come Satana sta alla Salvezza.

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    • #Alessio   5 febbraio 2016 at 12:58 am

      Io non sapevo nemmeno che fossero, prima di leggere di loro qua su RS.
      Ma conoscendo l’esattezza delle tue posizioni dottrinali, questo tuo commento mi basta e stravanza per formarmene un’opinione.
      Grazie del chiarimento.

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