‘La questione monetaria’ recensito su Barbadillo.it

Su Barbadillo.it la recensione de “La questione monetaria”, di Pietro Ferrari (Ed. Radio Spada, 2014). Grazie!

>>>clicca qui per acquistare il libro<<<

Giacinto Auriti scriveva: “Alle nuove generazioni, se non si sostituisce la moneta-debito alla moneta-proprietà, non rimarrà altra alternativa che quella tra il suicidio e la disperazione… Una volta l’uomo lavorava per conseguire un profitto. Oggi per pagare debiti in una cronica insolvenza. Infatti tutto il denaro in circolazione è gravato di debito verso la banca centrale che lo emette in un solo modo: prestandolo. In questo sistema pretendere di pagare con denaro un debito di denaro è come pretendere di pagare un debito con un altro debito: è impossibile. A lungo andare i debiti si pagano con il prodotto del proprio lavoro e con la proprietà dei beni reali … La differenza tra la rivendicazione del plusvalore e del valore indotto (cioè la proprietà popolare della moneta all’atto dell’emissione) sta nel fatto che in quello le parti sono in conflitto, per ripartire un valore incerto a causa del normale rischio d’impresa, in questo le parti si uniscono per trovare un valore nuovo, certo e di costo nullo che si aggiunge al reddito del lavoratore e del datore di lavoro … Il valore del denaro è una convenzione. Non è vero che la gente accetta i soldi perché hanno valore. E’ vero esattamente il contrario: hanno valore perché la gente li accetta, ma non sono né un bene raro né prezioso … nella moneta prima si creano i simboli monetari e poi gli si attribuisce valore all’atto dell’emissione … Col reddito di cittadinanza si sostituisce all’attuale (pseudo) democrazia usurocratica la democrazia integrale in cui il popolo non ha solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria che di quella politica è parte costitutiva essenziale e quindi irrinunciabile  … col reddito di cittadinanza il contraente più debole può accettare il contratto di lavoro perché lo vuole e non perché è stato costretto dalla necessità … Dichiarata la moneta proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all’origine, all’atto dell’emissione, quanto necessario per le esigenze fiscali di pubblica utilità. In tal modo il prelievo fiscale non va ridotto, ma abolito”.

“Con la creazione dal nulla della moneta infatti, la nuova ricchezza si misura con nuove creazioni monetarie e non, sottraendo con le tasse valori già esistenti, come se fossero beni limitati come quando la moneta era d’oro. Occorre dire anche che a seguito di tale ‘reddito di cittadinanza’, frutto di vera sovranità monetaria dello Stato, la tassazione servirà soprattutto per contenere eccessive diseguaglianze ma soprattutto, per ritirare periodicamente dalla circolazione la moneta giudicata in eccesso rispetto ai beni ed ai servizi, attivati o attivabili. Non sarà più necessario un sistema fiscale oppressivo che schiavizza i popoli, prelevando il 50% della loro ricchezza prodotta col sudore della fronte. Non sarà obbligata la crescita esponenziale della produzione, a qualsiasi costo umano, culturale e ambientale, per dover ripagare un debito esponenziale che a sua volta, farà aumentare tasse e costringerà a maggiore spietatezza gli operatori economici per sopravvivere, drenando risorse che faranno diminuire consumi ed aumentare disoccupazione e tensione sociale”.

>>>clicca qui per acquistare il libro<<<