Tra entusiasmi esagerati e facili anacronismi, il Family Day

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di Gianluca Di Pietro

Family Day”, giorno della famiglia.

Questa etichetta estremamente semplice, estremamente banale ed espressa nella lingua della modernità  è molto eloquente, dice tutto: la famiglia non è l’eredità pesante di un mondo troppo distante, ma è il sentiero stesso del futuro. Non esiterei a definirla con le parole di Sant’Agostino, una “bellezza tanto antica e tanto nuova”!

Ma “Ora un’ora grave suona per l’Italia […]”: occorre reagire nuovamente all’ormai dominante relativismo, «è ora di finirla di stare zitti» perché «a forza di silenzio, il mondo è marcito».

L’istituto matrimoniale ha già dovuto subire due violentissime pugnalate che ne hanno completamente sfigurato il volto, cioè  il divorzio e l’aborto. Il primo lo ha reso del tutto assimilabile ad un contratto dal quale si può rescindere con facilità o anche  un prodotto del quale, in accordo alle leggi del marketing, puoi essere soddisfatto o rimborsato, con o senza lo scontrino. Il secondo, invece, ha relativizzato la retta sessualità e ha ridotto il vincolo matrimoniale ad una palestra di sfrenato liberalismo sessuale.

L’attuale Disegno di legge proposto dalla Senatrice Cirinnà è molto più che una pugnalata, è, piuttosto, l’estremo colpo di scure che sancirebbe irrimediabilmente la morte del matrimonio e della famiglia.

Dipinto dai media come un marcia di arcigni fascisti omofobi, questo Family Day di certo non è stata una crociata  contro gli omosessuali, molti dei quali erano in piazza con noi, quanto più un memento allo Stato a non cedere a quelle forze disgreganti lobbiste che vogliono snaturare il significato più intimo del “matrimonium” e affermare false antropologie, fluide e sfumate, per cui “madre” e “padre” sono convenzioni superabili o forse già superate e la “madre” e la “gestante” devono diventare due figure non più sovrapponibili. Ancora più deprecabile è la cosiddetta stepchild- adoption, che costituisce la terribile ed implicita premessa al ricorso della maternità surrogata/altruistica (leggasi:utero in affitto) in paesi esteri. Proprio nel fatto che questa eventualità non venga esplicitamente vietata risiede la sua pericolosità.

Ecco il dolo,ecco l’inganno ed ecco la furbizia!

Le coppie civili, e ancor di più quelle omosessuali, sono equiparate in tutto e per tutto al matrimonio. Il  Senatore Palma,ex-magistra, lo evidenzia in maniera impeccabile in Aula, durante le discussioni.

È evidente che si cerchi –passatemi l’immagine impoetica- di lavare sia i piatti sia i panni sporchi in lavatrice. E ciò non è possibile!

La fede senza opere è vuota. Nessun altro passo delle Sacre Scritture potrebbe esprimere meglio il motivo per cui ero – e molti come me – lì in piazza. Quell’ “andate e annunciate” del Santo Evangelo mi avrebbe perseguitato per tutta l’esistenza.

Certo, si trattava di una adunanza convocata e sostenuta da personaggi che vivono oggettivamente in contrasto con l’idea di famiglia “tradizionale”, o almeno come noi cattolici la intendiamo, quale Adinolfi (piddino, divorziato e risposato) o la Meloni (convivente e ora futura madre). Non dimentichiamo la presenza di sensibilità diverse del cattolicesimo (leggasi: delle frange acattoliche del cattolicesimo), quali Kiko Arguell, esponente eterodosso del movimento neocatecumenale.

È vero, un pluralismo al limite di ogni sopportazione – come negarlo?

Per questi motivi, molti cattolici, per lo più tradizionalisti, hanno preferito rimanere a casa.

Una posizione che –non me ne vogliate – non posso condividere.

Sarebbe sciocco e anacronistico attendersi una protesta di soli veri cattolici a favore della famiglia cattolica, in un paese laico in cui si discute dei crocifissi nelle aule pubbliche, o dei presepi nelle scuola.

Né sarebbe giusto avallare, anche col silenzio, progetti di legge ingiusti, in attesa della restaurazione di un ordine politico essenzialmente cattolico.

Altrettanto illogico è predicare la necessità di una rinascita di una coscienza e di una morale cattolica, se poi siamo i primi a disertare quelle occasioni (anche se inadeguate) che ci si presentano per provare a ricostruirla, mattone dopo mattone.

Condividere la “gloria” con Kiko è un boccone troppo amaro, è vero, ma perché presentarlo come l’unico “cattolico” disposto a scendere in piazza per la fede?

Dunque un “cattolico tradizionale” cosa avrebbe dovuto fare?

Partecipare.

Con tanti “se”, con tanti “ ma”, con tanti distinguo, ma partecipare!

Sarebbe stato necessario richiamarsi ora più che mai alla dottrina infallibile e tradizionale della tolleranza religiosa: la Chiesa scende in piazza di diritto,ma tollera la presenza anche degli altri.

E la Chiesa di sempre è scesa davvero in piazza: i sacerdoti e i religiosi dei diversi istituti tradizionali (ICRSS,FSSP,FSSPX,Istituto Buon Pastore) – i dimenticati dalla Chiesa ufficiale- hanno celebrato messe e guidato gruppi di preghiera.

Non erano però gli unici: rosari, novene e preci al buon Dio venivano recitate da molti giovani e da tante famiglie in maniera del tutto privata.

Tutto questo è avvenuto sotto lo sguardo imbarazzato del silente Episcopato Italiano, assuefatto dalle vane parole del Segretario della Cei, Mons. Galantino.

Più scoraggiante è stato il silenzio della Somma Autorità della Chiesa, il Papa, che in più occasioni avrebbe potuto rivolgere ai cattolici parole di incoraggiamento e benedizione. Eppure temendo le “accuse di ingerenze religiose”, ha preferito rendersi –ahimè- debole di fronte al laicismo dominante e chiudere definitivamente in cantina quella verve violentemente giusta del polacco suo predecessore e evidente ispiratore in campo ecumenico.

Invano abbiamo atteso, o forse preteso, un altro indimenticabile We will stand up!

 Non importa: quel 30 Gennaio centinaia di cattolici lo hanno gridato al posto del Papa!

6 Commenti a "Tra entusiasmi esagerati e facili anacronismi, il Family Day"

  1. #Alessandro   3 febbraio 2016 at 4:01 pm

    Eggià, la Chiesa di sempre: http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/01/31/lucci-il-beneficio-del-dubbio_9910.shtml

    Hanno fatto bene a gridare, il guaio è che poi hanno pure parlato!!!

    “poiché è scritto: colpirò il Pastore e le pecore del gregge saranno disperse”

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  2. #Alberto Speroni   3 febbraio 2016 at 4:43 pm

    bello e opportuno questo chiarimento sulla NECESSITA’ di esserci COMUNQUE!!
    ( in fondo in fondo,a confronto con tanti che mi “bagnano il naso “,eufemismo,sul modo di vivere la fede cattolica ,avrei dovuto starmene a casa anch’io, ma il MOTIVO per essere lì era ed è più grande ,molto più grande dei miei limiti!)

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  3. #Alessio   3 febbraio 2016 at 9:19 pm

    Anch’io, che pur non ho partecipato, sono contento che con tutti i difetti evidenti della manifestazione ci sia stato chi è andato. Per come è stata concepita non fà per me, ma in ogni caso sempre meglio che niente.

    Aggiungo che il mondo non sia marcito per troppo silenzio, ma per troppo non fare niente. Il solo parlare è inutile, se le parole non si traducono in azioni. E se queste azioni sono contrarie alle “leggi” tanto meglio, al giorno d’oggi se si è troppo in linea con la “legge” si sta per forza sbagliando qualcosa.

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    • #Massimo   6 febbraio 2016 at 3:50 am

      L’ISIS approva il suo incitamento : Tra fanatici…..

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  4. #Valois   4 febbraio 2016 at 8:44 am

    Verissimo, e d’altra parte mi sempre che sia sempre stata questa la linea di RS: partecipare, nonostante tutto. D’altra parte se a questa manifestazione avesse partecipato solo chi “passa per la cruna di un ago” la piazza sarebbe stata, evidentemente, semi-deserta e ininfluente.

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  5. #Mah!   4 febbraio 2016 at 10:48 am

    Di per se, la legge Cirinnà è una legge stupida, perchè c’è già il matrimonio civile (concubinaggio pure questo per altro) a sistemare quelli che non vogliono il matrimonio sacramentale, perchè dare diritti a persone che non vogliono doveri? Diritti di che? E’ così fatica per le coppie di fatto alzarsi alla mattina e andare in Comune a sposarsi? Mica servono soldi, non sei obbligato nemmeno ad invitare nessuno. A che serve la legge Cirinnà, se per il concubinaggio c’è già la legge del matrimonio civile? Ci si perde l’anima comunque, se è questo che uno desidera. Un’ulteriore legge che tutela il concubinaggio è assurda, se lo scopo in realtà non è quello di rendere leciti i rapporti sodomitici. Governo ipocrita che non parla più come mangia ( e caspita se mangia!) e che ci vuole ignoranti. Dicono che la teoria del gender non esiste, mentre ormai si parla di fluidità dei sessi ovunque, persino negli asili con favole equivoche, persone fluide che oggi sono uomo, domani donna, e poi ancora uomo e poi entrambi i sessi contemporaneamente e magari ci si sente pure asini o maiali, sono un bel boccone per chi vuole uno stato totalitario, perchè creare giovani che non sanno più chi sono, anzi cosa sono, significa creare persone deboli, manipolabili come il pongo e vuoi mettere se uno si sente sia uomo che donna che bel mercato si apre? Uno compra sia il rossetto e le collant, assieme ai boxer e al dopobarba. la teoria del gender esiste, ma il demonio ama tener nascoste le sue neffandezze per farci credere che non esiste. Bisogna alzare le antenne e informarsi, perchè ci vogliono schiavi.

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