[VIDEO] 10 Febbraio 2016, Giornata di particolare preghiera per le vittime delle Foibe

10 Febbraio 2016, Giornata di particolare preghiera per le vittime delle Foibe

di CdP Ricciotti.

10 Febbraio 2016, Giornata di particolare preghiera per le vittime delle Foibe. Coraggioso servizio(*) verità del TG2 sul massacro da parte dei comunisti.

Una pagina drammatica della nostra storia troppo a lungo negata e dimenticata. La tragedia di almeno 20.000 italiani massacrati nelle Foibe dai comunisti fra il 1943 ed il 1947.

Piaga di odio e violenza nascosta fino al 10 Febbraio 2005. Una pulizia religiosa ed etnica messa a tacere, nel totale silenzio nazionale ed internazionale, per quasi 60 anni.

Torture e sevizie prima delle esecuzioni, tanto che nelle fosse carsiche vengono oggi trovate donne stuprate ed uomini evirati. In migliaia furono anche gettati nell’Adriatico.

Il nemico da sterminare erano gli italiani, considerati fascisti e cattolici.

Grazie a Dio, in 350.000 riuscirono a salvarsi scappando veramente dalla pulizia religiosa ed etnica dei comunisti. I sopravvissuti si rifugiarono nella “nuova Italia” e per vari anni furono ingiustamente trattati dalle amministrazioni come “fascisti tornati in Italia per rubare”, quindi relegati ai margini della società ed in campi profughi o ghetti.

Nei libri di storia, anche quelli delle scuole, l’immane tragedia è ancora liquidata in poche righe.

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Preghiera per i martiri delle foibe (segnalata dal Centro studi Giuseppe Federici)

O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalle profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. Ascolta, o Signore, la nostra voce. De profundis clamo ad Te, Domine. Domine, audi vocem meam. Oggi tutti i Morti attendono una preghiera, un gesto di pietà, un ricordo di affetto. E anche noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. E ci rivolgiamo a Te, perché tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro. Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace. In trent’anni due guerre, come due bufere di fuoco, sono passate attraverso queste colline carsiche; hanno seminato la morte tra queste rocce e questi cespugli; hanno riempito cimiteri e ospedali; hanno anche scatenato qualche volta l’incontrollata violenza, seminatrice di delitti e di odio. Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua Pace, una pace che sia riposo tranquillo per i Morti e sia serenità di lavoro e di fede per i vivi. Fa che gli uomini, spaventati dalle conseguenze terribili del loro odio e attratti dalla soavità del Tuo Vangelo, ritornino, come il figlio prodigo, nella Tua casa per sentirsi e amarsi tutti come figli dello stesso Padre. Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà. Dona conforto alle spose, alle madri, alle sorelle, ai figli di coloro che si trovano in tutte le foibe di questa nostra triste terra, e a tutti noi che siamo vivi e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore la pena per questi nostri Morti, profonda come le voragini che li accolgono. Tu sei il Vivente, o Signore, e in Te essi vivono. Che se ancora la loro purificazione non è perfetta, noi Ti offriamo, o Dio Santo e Giusto, la nostra preghiera, la nostra angoscia, i nostri sacrifici, perché giungano presto a gioire dello splendore del Tuo Volto. E a noi dona rassegnazione e fortezza, saggezza e bontà. Tu ci hai detto: Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia, beati i pacificatori perché saranno chiamati figli di Dio, beati coloro che piangono perché saranno consolati, ma anche beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati in Te, o Signore, perché è sempre apparente e transeunte il trionfo dell’iniquità. O signore, a questi nostri Morti senza nome ma da Te conosciuti e amati, dona la Tua pace. Risplenda a loro la Luce perpetua e brilli la Tua Luce anche sulla nostra terra e nei nostri cuori, E per il loro sacrificio fa che le speranze dei buoni fioriscano. Domine, coram te est omne desiderium meum et gemitus meus te non latet. Così sia.

Mons. Antonio Santin, Arcivescovo di Trieste e Capodistria, 1959.

VIDEO TG2

(*) Probabilmente sarà strumentale alla propaganda immigrazionista contemporanea.

20 Commenti a "[VIDEO] 10 Febbraio 2016, Giornata di particolare preghiera per le vittime delle Foibe"

  1. #Alessio   10 febbraio 2016 at 1:34 pm

    Martiri delle Foibe? Ma com’è possibile? I cattivi non sono solo quelli di destra?
    Sulle Foibe niente Giorno della Memoria con strombazzamenti attraverso ogni mezzo di comunicazione per 24 ore?
    Niente gite scolastiche da quelle parti? Eppure sono molto più vicine che Germania e Polonia.
    Grazie Radio Spada, ricordiamo quello che si cerca sorvolare a forza! E preghiamo!
    Per i porci comunisti, invece, non si può nemmeno pregare perchè saranno finiti tutti nella Foiba Eterna.

    Mi fà ridere il “fascisti tornati in Italia per rubare”, quando l’unico a non aver mai rubato governando l’Italia fu proprio il camerata Benito Mussolini.
    A guerra finita, i vigliacchi traditori rimisero la testolina fuori dai loro buchi, si misero il cappello d’eroi e gettarono le basi perr il disastro attuale.

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  2. #Giovanna Viscardi   10 febbraio 2016 at 2:33 pm

    Grazie RS e bravo Alessio.

    Aggiungo solamente che a “capo” di quei comunisti c’erano i soliti ebrei, i cui discendenti, infiltratisi come rifugiati nella Nuova Italia, ora vivono e ci comandano, nel più assoluto nascondimento, soprattutto dal nordest dell’Italia.

    Preghiamo per le anime dei martiri.

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    • #Alessio   10 febbraio 2016 at 8:21 pm

      Io direi che abbiano dei fantocci che legiferano a loro favore, o che legiferano loro stessi, ma da lì al comandare ne passa parecchio.
      Di certo finchè moltitudini di presunti cattolici se ne stanno mogi come cani bastonati questi qua hanno gioco facile.

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  3. #Maria   11 febbraio 2016 at 4:12 pm

    La cosa più giusta da fare e’, pregare per le anime dei “martire “da qualunque parte siano stati resi tali.Che il Signore abbia misericordia,anche delle anime,dei loro carnefici.

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    • #Giovanna Viscardi   11 febbraio 2016 at 5:57 pm

      Concordo Maria,

      la preghiera, se possibile unita a penitenza e digiuno, non si nega a nessuno. Neppure (e soprattutto) al peggior nemico.

      Saluti.

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    • #Alessio   11 febbraio 2016 at 9:40 pm

      Il giorno che faranno a te le stesse cose se vorrai potrai perdonarli, per ora non ne hai la minima facoltà.
      Un po’ come se rubano la macchina al mio vicino e io dico che perdono i ladri… la macchina intanto ce l’ha messa lui! Quindi se proprio vuole è lui che li deve perdonare.

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  4. #lister   11 febbraio 2016 at 7:14 pm

    Eh, sì!! perché io, adesso, mi metto a digiuno e prego in favore di quell’anima dannata di Tito e dei suoi maledetti sgherri!!!
    Ma per carità!!!

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    • #Giovanna Viscardi   11 febbraio 2016 at 8:48 pm

      A Dio spetta il giudizio dell’anima, a noi pregare affinché ognuno si possa salvare.
      Il nemico, come ci insegna Gesu’ Cristo, si combatte, con preghiera, digiuni e penitenze.
      Solo sottomettendoci, con umiltà, a questa verità, potremo vincere sui Tito di oggi.

      Difficilissimo e impensabile pregare per i nemici, ma e’ cio’ che i VERI CATTOLICI (?) sono chiamati a fare.

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      • #Alessio   11 febbraio 2016 at 9:28 pm

        Spiacente Giovanna, con tutto il rispetto e la stima che Tito e i suoi schifosi sgherri brucino pure all’Inferno, dove di certo si saranno buttati con le proprie mani.
        Il nemico si combatte soprattutto con le armi, fisiche, il resto ci vuole ma da solo purtroppo non basta per niente.

        Da parte mia prego SOLO per le vittime… anche perchè pregare per le anime dannate (e così gravemente dannate!) è del tutto inutile. Solo al pensare a ‘sti comunisti si può sentire puzza di zolfo.
        Hanno avuto tutta la vita per salvarsi ed hanno fatto del loro meglio per dannarsi… che brucino! Mi dispiace per coloro che hanno dovuto pagare il prezzo della loro nascita infame.

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  5. #Giovanna Viscardi   12 febbraio 2016 at 1:40 am

    Caro Alessio,

    da chi, in parte, ha origini giuliane e di quella dolorosissima storia ne sa, forse, un po più di te, non posso certamente non condannare il male perpetrato dal carnefice Tito e i suoi sottoposti.

    Ho conosciuto benissimo alcuni suoi discendenti, so di cosa sono capaci e ti auguro di non incontrarli MAI.

    Si disprezza e maledice il male presente in loro, frutto della vessazione del nemico per eccellenza, il demonio, ma come cattolici abbiamo il dovere di pregare anche per la loro salvezza.

    Che vadano all’inferno o meno sara’ poi Dio ha deciderlo.

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    • #Alessio   26 febbraio 2016 at 1:12 am

      Invece sarebbe proprio bello incontrarli e vedere davvero cosa sono capaci di fare quando non hanno davanti gente legata.

      Che marciscano all’inferno, comunque!

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  6. #Giovanna Viscardi   12 febbraio 2016 at 11:32 am

    Alessio,

    a conclusione del mio commento delle ore 1.40 a.m., ti invito a leggere lo scritto di seguito riportato. L’ho ricevuto da un caro sacerdote “non una cum”.

    Scrivendo dal cellulare spero, come spesso mi accade, di non aver fatto troppi errori/orrori.

    LETTERA DI UN GIOVANE MARINE’S A SUA MADRE, KOREA, 1950.

    Carissima Mamma, ti ricordi quando ho raggiunto i marines l’anno scorso, quanto mi hai raccomandato di pregare San Michele ogni giorno. Da quanto ricordo, mi hai sempre detto di pregare San Michele Arcangelo. Mi avete dato il suo nome. Ebbene l’ho sempre pregato.
    Quando sono partito per la Korea, pregavo con ancora maggiore intensità. Ti ricordi la preghiera che mi insegnasti? “Michael, Michael of the morning….”. Ebbene l’ho recitata ogni di’. Alcune volte camminando, alcune volte riposando. Ma sempre prima di addormentarmi. L’ho insegnata anche ad alcuni compagni.
    Un giorno facemmo una ricognizione davanti alle nostre linee. Cercavamo i comunisti. Avanzavo in un freddo pungente, il mio alito era come il fumo di un sigaro.
    Pensavo di conoscere ogni soldato della pattuglia, quando un altro soldato che non avevo mai visto prima si mise al mio fianco. Era il più grande uomo che avessi mai incontrato. Misurava ben 1 metro e 95, ed era perfettamente proporzionato. Avere un tale armadio vicino mi infondeva un sentimento di sicurezza. Ci spostavamo con difficoltà. Il resto della pattuglia era sparsa. Per rompere il ghiaccio, io dissi: “Fa freddo, non trovi?” E mi misi a ridere. Rischiavo di essere ucciso in ogni momento e parlavo del tempo!
    Il mio compagno sembrò capire. Lo sentii ridere dolcemente.
    Lo guardai: “Non ti ho mai visto prima; pensavo di conoscere ogni soldato nel settore”.
    “Vi ho raggiunto all’ultimo minuto, rispose. “Mi chiamo Michele”.
    “Che coincidenza! dissi sorpreso. “Mi chiamo anch’ io cosi!”
    “Lo so, disse, e cominciò: “Michael, Michael of the morning..”

    Ero troppo stupefatto per dire qualcosa e rimasi in silenzio per un buon minuto. Come faceva a conoscere il mio nome e una preghiera che mi hai insegnato, madre? Poi sorrisi a me stesso: ogni ragazzo nella zona mi conosceva. Non avevo forse insegnato la preghiera a chiunque volesse ascoltare? Ecco perché, da allora, mi chiamano tutti “San Michele”!
    Nessuno di noi due parlò per un certo tempo, poi egli ruppe il silenzio. “Stiamo per avere alcuni problemi lì davanti”. Non sorrideva più adesso. “Problemi lì davanti”, pensai, beh con i comunisti dappertutto, non era una grande scoperta. La neve cominciava a cadere a grossi fiocchi. In poco tempo tutto il paesaggio era scomparso. E camminavo in una foschia bianca di particelle appiccicose e bagnate. Il mio compagno scomparve.
    “Michele!” gridai, spaventato.
    Avvertii la sua mano sul mio braccio, la sua voce era calda e forte: “Smetterà subito di nevicare”.
    La sua profezia si rivelò esatta. Dopo pochi minuti la neve smise di colpo come era cominciata. Il sole era un disco splendente. Mi girai per cercare la pattuglia. Ma non c’era nessuno in vista. Li avevamo persi in questa forte bufera di neve. Arrivati sulla sommità della collina, guardai di fronte a me.
    Mamma, il mio cuore si fermò.
    Erano sette. Sette comunisti nei loro pantaloni imbottiti, le loro divise e i loro copricapi da ridere. Ma adesso non c’era più niente che facesse ridere in loro. Sette fucili erano puntati su di noi.
    “A terra, Michele!” gridai e urtai la terra ghiacciata. Ascoltai quei fucili sparare tutti insieme. Udii le pallottole. Michele era in piedi. Mamma, questi uomini non potevano mancarlo, non a tale distanza. Mi aspettavo di vederlo esplodere letteralmente a pezzi. Ma era lì, non cercando nemmeno di sparare. Era paralizzato dalla paura. Accade anche, mamma, ai più coraggiosi. Era come un uccello ipnotizzato da una serpe. Almeno era ciò che pensavo allora. Mi alzai un secondo per tirarlo a terra e fu allora che io venni ferito. Avvertii una bruciatura fulminante al petto. Mi ero spesso chiesto cosa si provasse quando si riceveva una pallottola, adesso lo so.
    Mi ricordo di aver sentito braccia forti intorno a me, braccia che mi adagiarono delicatamente su di un guanciale di neve. Aprii gli occhi per un ultimo sguardo. Stavo morendo. Forse ero già morto, mi ricordo di aver pensato:”Beh, non è cosi terribile”. Forse io fissavo il sole. Forse ero sotto shock.
    Mi sembrò di vedere Michele in piedi, ma questa volta il suo volto brillava di un splendore terribile. Forse era il sole nei miei occhi, ma lo vidi trasformarsi mentre lo guardavo. Divenne un gigante, sempre più alto; forse era la neve che cadeva di nuovo, ma c’era luce intorno a lui come le ali di un angelo. Nella mano teneva una spada, che scintilla va di un milione di fuochi.

    Ecco, è l’ultima cosa che ricordo fino all’ arrivo degli altri che mi trovarono. Non so quanto tempo passò. Da allora non ebbi più un attimo di pace per il dolore e la febbre. Mi ricordo di aver raccontato agli altri del nemico appena davanti.

    “Dov’è Michele? chiesi. Li vidi guardarsi l’un l’altro.
    Dov’è chi? chiese uno di loro.
    “Michele – quel Marine’s gigante con il quale stavo camminando appena prima della bufera di neve”.
    “Ragazzo mio”, disse il sergente, “Non stavi con nessuno. Ti ho seguito con gli occhi ad ogni momento. Sei andato troppo lontano. Ti stavo per richiamare quando sei scomparso nella neve.”

    Mi guardò incuriosito: “Come hai fatto, ragazzo mio?”
    “Come ho fatto a fare cosa?” chiesi mezzo arrabbiato malgrado la mia ferita. “Quel Marine’s, Michele e io stavamo giustamente……”
    “Figlio”, disse il sergente con gentilezza, “ho scelto io stesso questa pattuglia e non c’è nessun Michele. Tu sei l’unico Mike fra noi”.
    Fece silenzio per un minuto: “Ma ragazzo, come hai fatto? Abbiamo sentito gli spari. Ma nessun colpo è partito dal tuo fucile. E non c’è un grammo di piombo in quei 7 corpi stesi lassù sulla collina!”
    Non risposi nulla, cosa potevo dire? Rimasi a bocca aperta, stupefatto.
    Fu allora che il sergente parlò di nuovo: “Figlio”, disse, “ciascuno di quei 7 comunisti è stato ucciso da un colpo di spada”.

    E’ tutto ciò che posso dirti mamma.

    Con amore. Michele.

    ——————————

    Sia Lodato Gesù Cristo e che il glorioso Arcangelo San Michele ci protegga.

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  7. #Alessio   12 febbraio 2016 at 1:21 pm

    Carissima Giovanna,

    grazie mille per questo bel testo e per la briga che ti sei presa a scriverlo.
    Bellissimo episodio, magari accadesse più spesso. Nell’attesa di questi interventi, preghiamo ma impariamo anche noi a distribuire qualche bel colpo, e magari anche più di uno.

    Sia Lodato Gesù Cristo e che il glorioso Arcangelo San Michele ci protegga

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  8. #lister   12 febbraio 2016 at 7:33 pm

    @ Giovanna

    Lettera per lettera:

    Pietro Caruso, Questore di Roma, scrisse questa lettera per la moglie poco prima di essere fucilato a Forte Bravetta il 22 settembre 1944

    Carissima,
    la continuità della mia fede nel Fascismo e nel Duce, attraverso tutte le tempeste, mi dà diritto di morire con serenità per aver compiuto in ogni istante della mia vita il mio dovere di soldato e di fascista con consapevole onestà e rettitudine.
    Io porto con me le vostre anime e voi, nel mio ricordo, sorridete così io continuerò ad essere felice in voi e per voi.
    Lascio in eredità l’unica cosa che posseggo, immensa ed inconsumabile, che io gelosamente ho custodita e che voi conserverete integra e cristallina: la fierezza di essere Italiano.
    A te Vanina, figlia mia bella e dolcissima, questo libro di consigli e di preghiere che mi hanno fatto affrontare con serenità e con la Fede in Cristo anche l’estremo supplizio. Dio ti benedica.

    Per il resto,
    forse (o certamente) sarò un “falso” Cattolico, ma non sarà mai che io SPRECHI le mie preghiere per quel boia.
    Forse sarei disposto a pregare per il mio nemico, morto in guerra: quello che, come me, è stato mandato ad uccidere senza sapere chi e perché.
    Forse potrei pregare per l’anima di quei nemici di Mike che l’Arcangelo Michele ha ucciso, ma per quella bestia ed i suoi accoliti che hanno ucciso civili inermi, anziani, donne, bambini, preti, senza pietà, solo in nome del suo Potere, NO, grazie.

    Prego, invece, ed invito Lei a fare altrettanto -senza sprecare preghiere-, affinché Iddio mantenga in vita il più a lungo possibile il nostro amico Padre Darovis da Cuba che tanto si prodiga per la Gloria di Nostro Signore.
    http://www.radiospada.org/2016/02/fra-cristoforo-a-cuba/#comments

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    • #Giovanna Viscardi   12 febbraio 2016 at 9:02 pm

      Gentile Lister,

      agli occhi di Dio nessuna preghiera è sprecata. Spetterà a LUI decidere a chi destinarla, non certo ai dannati.

      Riguardo al suo invito, lascio rispondere GESÙ CRISTO:

      Matteo 6,1-6.16-18
      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
      Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

      Saluti.

      Rispondi
      • #Alessio   13 febbraio 2016 at 1:29 pm

        Cara Giovanna,

        capisco il tuo spirito caritativo, ma c’è nemico e nemico.
        Una cosa è il nemico che in quel momento è tale solo per essere nato dall’altra parte d’un fiume o d’un monte, che si combatte mal volentieri e che si può anche stimare.
        Altra cosa è l’aguzzino vile e spregevole, che si combatte anche con odio (l’ho detta! Ma come si fà a non odiare certi criminali?) e che non si ha pace finchè non si vede distrutto.
        Per il primo si prega, per il secondo si soprassede.
        Con tanta gente e tante cause per cui pregare, non direi di impegnare tempo ed orazioni per degli zingari comunisti sadici, che giustamente saranno tutti nella Foiba Eterna.

        Saluti anche a te

        Rispondi
  9. #leo   13 febbraio 2016 at 11:00 am

    A Giovanna, grazie per quanto scritto, spero che sia tutto vero e non solo propaganda di allora, i soldati americani, a prescindere dalle colpe dei loro governanti, ci hanno comunque difeso dal comunismo, a costo della propria vita .

    Rispondi
  10. #Maria   16 febbraio 2016 at 11:57 am

    I nemici,che noi diciamo tali,purtroppo,non sono quelli in carne ed ossa.Ce la prendiamo con loro perché potendoli vedere materialmente,materialmente con le nostre mani li possiamo eliminare.E poi ancora, e ancora senza fine….fintantoché qualcuno verrà ad eliminare noi.Come ci rimaniamo male,poverini,noi giusti agli occhi di Dio,perché nessuno ha capito che noi siamo la verità, tanto da sentirci sicuri di fare la Sua Volontà.Chi la pensa così, frutto di ‘ orgoglio e mancanza di umilta’,ne fanno dei mostri sotto il diretto potere di ” satana “.

    Non c’è ” destra e sinistra” che tenga cari miei ,e memmeno ” tradizionalisti e modernisti “. Davanti a Dio siamo tutti uguali .
    Se non si pensa al concetto in maniera seria di ” Unità”, il mondo andrà sempre peggio, perché si è già dato per scontato che forse i nostri interessi li sa fare meglio il demonio che non il nostro Signore.
    La preghiera non sempre puo’ risolvere i problemi anche se, non bisogna allontanarsene mai ma,il desiderio di sentirci, tutti fratelli, forse
    Un saluto per chi lo volesse accettare .

    Rispondi
    • #Alessio   26 febbraio 2016 at 1:18 am

      Se qualcuno cercasse d’ammazzarmi di certo lo considererei un nemico e cercherei d’ammazzarlo prima io.
      Che cavolo dici “nemici che noi diciamo tali”? Perchè non lo erano, forse? Che cos’erano? Amici confusi?
      Va bene (no, non va bene!) il buonismo, ma almeno un po’ di logica!

      Rispondi
  11. #lister   20 febbraio 2016 at 2:12 pm

    Gentilissima Giovanna,
    non L’ho invitata a fare beneficenza sbandierandola ai quattro venti, ma di farla pregando per il beneficiato “senza sprecare preghiere” per esseri che, in vita, si sono macchiati di crimini abominevoli (vedi Tito).

    @ leo
    I governanti amerikani hanno “difeso” l’Italia dal comunismo solo per tornaconto rendendola una loro colonia a costo della vita dei loro soldati.

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