Cattolici in politica: il vero vulnus e l’unico rimedio

Sullo stesso tema abbiamo già pubblicato:

Nasce il movimento politico ‘Popolo della Famiglia’ e noi poniamo 4 domande

Primi guai per il ‘Popolo della Famiglia’ tra flop, reticenze e pubbliche dissociazioni

Ora passiamo la parola a Massimo Viglione, docente universitario che sarà tra i relatori del prossimo 25 aprile radispadista [RS]

compromesso

 

di Massimo Viglione

La sortita di Adinolfi e Amato sul loro nuovo partito, “Il popolo della famiglia”, sta come ovvio facendo discutere e fin da subito si nota che l’iniziativa ha suscitato varie perplessità.
Riccardo Cascioli, ne “La nuova Bussola Quotidiana” (4 marzo), critica soprattutto le modalità d’azione dei due: a quanto dice, avrebbero agito all’insaputa degli altri organizzatori – Gandolfini, Miriano, Brandi – del Family Day spiazzandoli anche pubblicamente e sottolinea il fatto che fin dal nome si riduce tutto al problema della famiglia, mentre giustamente un partito non può essere monotematico.
Anche Costanza Miriano, in un suo post si Fb, ha affermato di dover ancora capire bene quanto accadde.
Gli amici del sito Radio Spada hanno subito posto seccamente questi quattro quesiti ai due esponenti, chiedendo risposta. Riporto esattamente le loro parole sia per coloro che non avessero avuto modo di leggerle sia perché le condivido al 100%. Eccole:

1) Fede. Vi presentate come un partito che chiama a raccolta i cattolici. Siete dunque per l’abolizione del divorzio, della legge infanticida 194/78 (aborto), di ogni forma di “unione civile” diversa dal matrimonio e di ogni forma di fecondazione artificiale?
2) Gerarchia. Agite di concerto con la Conferenza Episcopale Italiana? Vi riconoscete nella linea politica dei suoi vertici e, in particolare, del suo segretario (Nunzio Galantino)?
3) Visione politica generale. Creare un movimento politico significa avere una visione complessiva della realtà: la politica non è solo politica familiare. Avete uno sguardo unitario sugli scenari economici? Sugli quelli internazionali? Sull’Unione Europea? Sul tema migratorio? Sulla riforma costituzionale? Se sì, in cosa consiste?
4) Orizzonte partitico. Entrerete in una delle coalizioni esistenti (se sì, quale)? Siete pronti a dichiarare pubblicamente che nel caso in cui il vostro progetto non raggiungesse i suoi obiettivi, non tentereste di “riciclarvi” in altri partiti (rendendo questo movimento un semplice trampolino di lancio o un aggregatore di voti da cedere)?

Dei quattro quesiti, i due ancor più essenziali e immediati mi sembrano essere il secondo e il terzo: sul primo e sul quarto, per quanto fondamentali, si potrebbe rispondere prendendo tempo… Ma non sul secondo e sul terzo: su questi, la risposta deve essere immediata. Infatti, se continuiamo a far finta di avere come interlocutori una CEI amica e un clero favorevole, se cioè continuiamo a mentirci spudoratamente gli uni con gli altri per apparire “seri e moderati” o per una malintesa pratica della virtù della prudenza che rasenta poi nei fatti il confine con la menzogna pubblica, non solo non si costituirà nessuna iniziativa politica seria, ma non si otterrà mai nulla nemmeno al mero livello della difesa famiglia naturale. E gli ultimi eventi sono testimonianza incontrovertibile di quanto appena detto.
Ma il cuore di tutto io credo sia il terzo punto. Quand’anche nell’iniziativa di Adinolfi e Amato fosse tutto chiaro, quand’anche i due avessero riscosso enorme successo immediato, in realtà il proporre un partito politico monotematico, incentrato, fin dal nome, su un solo punto di battaglia, è ridicolo e antistorico. È l’errore tipico del mondo cattolico in generale, di quello che tende al bene (non di quello che tende al male, al compromesso o al tradimento: questi non fanno certi errori, edotti come sono dai loro padroni). Ed è un errore sia chiaro che non riguarda solo il mondo della famiglia, riguarda tutti. Chi si intende di bioetica e famiglia, chi di economia, chi di moneta, chi di immigrazionismo, chi di politica, chi di liturgia e teologia, ecc.; e tutti pensano che una volta risolto il “loro” problema tutti vivremo felici e contenti. E nessuno capisce che quand’anche salvassimo i bambini dagli orchi, se siamo invasi da milioni di islamici che vogliono conquistarci e cambiarci, sarà stata una vittoria invana; e nessuno pensa che se anche salvassimo i bambini e fermassimo i musulmani, se precipitiamo ancora di più nell’oppressione sinarchica del sistema finanziario non avremo più niente da dare come cibo ai nostri bambini, e non è un’esagerazione; e potremmo continuare. Nessuno capisce che la salvezza non viene da un solo campo della battaglia per la civiltà in corso, ma dalla salvezza completa della stessa civiltà sotto attacco.

È una deformazione mentale del nostro mondo, diciamocelo francamente. Il 30 gennaio, mentre tutti festeggiavamo quella bella e importante giornata al Circo Massimo, io, che stavo in alto sotto al monumento a Mazzini, ho visto per circa 30 minuti una cinquantina di islamici con i tappetini che pregavano verso la Mecca nel marciapiede dal lato della FAO. Mi ha fatto un’impressione forte (e spero qualcuno possa cogliere quello che intendo dire), il vedere da un lato centinaia di migliaia di cattolici felici e contenti una volta tanto per una buona iniziativa riuscita, e in contemporanea alle loro spalle…

Questo è un mondo unico (o globalizzato che dir si voglia), amici cari: il nemico è uno, a livello di mente dirigente come anche di massimi esecutori a livello planetario. Chi ci fa invadere, chi vuole distruggere la famiglia, chi vuole distruggere l’ordine stesso del creato, chi ci sta riducendo in miseria e schiavitù, chi sta sovvertendo anche la Chiesa, è sempre la stessa mente che utilizza gli stessi servi nei vari campi della dissoluzione odierna. Non serve tagliare un solo braccio all’Idra del male. Lo abbiamo visto tante volte: anche quando riportiamo una vittoria, l’Idra non solo vince altrove, ma poi gli ricresce anche il braccio tagliato, perché non abbiamo combattuto in pieno, perché ci siamo cullati di una piccola battaglia vinta, perché magari basta un giudice a rendere inutile una grande vittoria politica, ma soprattutto perché occorre tagliarle la testa all’Idra, se vogliamo salvare tutto.

Salvare tutto, ecco il senso di questo discorso: non si può condurre una battaglia politica, e tanto meno fare un partito, combattendo contro un solo braccio del male, e magari già pronti a futuri compromessi con il paravento della necessità di entrare in Parlamento per condurre la buona battaglia. Per fare un partito occorre un programma a 360 gradi che preveda una soluzione politica a ogni singolo problema, ma soprattutto una dottrina a monte che sia e dia la linfa vitale a tutte le iniziative.

Occorre essere cattolici! Non si tratta di essere santi (chi lo è? io no): se lo si è, meglio ovviamente, ma almeno essere cattolici sì. E, di conseguenza, di avere un’interpretazione generale dell’intera storia passata e presente che fornisca la chiave di interpretazione dei problemi enormi che stiamo vivendo e quindi permetta di proporre soluzioni ai singoli problemi, a tutti i singoli problemi. Un’iniziativa politica, un partito, cioè, deve conoscere chi è veramente il nemico e cosa vuole, e quindi fornire – in base e in sottomissione al magistero universale della Chiesa Cattolica (e della gerarchia attuale solo nella misura in cui questa effettivamente a sua volta rispetta e onora tale magistero, del quale essa stessa è serva e non padrona) e alla Tradizione politica e civile della civiltà cristiana come essa è esistita – le soluzioni a livello dottrinale, ideologico e quindi di prassi politica.

Il vero vulnus di tutti noi è la mancanza di adesione compatta alla dottrina cattolica e al Magistero civile della Chiesa a 360 gradi: solo questa adesione personale e generale ci donerebbe la capacità di comprensione degli eventi e quindi l’unità d’azione necessaria per divenire una reale forza di reazione al male e di difesa del bene.
Dobbiamo salvare la famiglia, i bambini e ogni essere umano dagli orchi e dobbiamo salvare l’ordine stesso del creato e quindi l’intera civiltà umana; ma dobbiamo anche salvarci dall’invasione del nemico esterno anticristiano; ma dobbiamo anche salvarci dalla miseria e dalla schiavitù economica; ma dobbiamo anche capire cosa significa l’inganno del debito pubblico che tutti ci schiavizza costringendoci indirettamente ad accettare ogni aberrazione perché ridotti all’impossibilità di reazione; ma dobbiamo anche riscoprire il valore della Tradizione cristiana ed europea con una vera e propria controrivoluzione culturale e civile, senza la quale non si va da nessuna parte; fino a riscoprire anche la Tradizione cattolica a livello spirituale con tutto quello che ne consegue.

C’è tutto questo nel programma di Adinolfi e Amato? C’è una chiara volontà di schierarsi per il bene e contro il male a 360 gradi? Questo partito, è pronto a difendere la nostra civiltà e ognuno di noi – pur partendo come giusto dai più deboli e dalla difesa dell’ordine naturale – dal male che avanza da tutte le parti? Comprende che difendere una sola porta della città assediata non serve a nulla se il nemico poi entra dalle altre porte?

Chi scrive non è contrario all’iniziativa politica, anzi, l’ha sempre predicata, come chi mi conosce sa. Ma ha imparato, anche sulla sua pelle, che il problema non si risolve concentrando gli sforzi su una sola questione, per quanto vitale, ma con una visione globale della guerra in corso. E, soprattutto, con la coerente adesione spirituale, intellettuale e politica all’unico collante che ci può permettere di unirci in una forza politica veramente al servizio del Bene: l’applicazione programmatica del Magistero della Chiesa in ogni campo dell’umana convivenza. Se facessimo questo, sarebbe facile poi sia mettere a nudo i subdoli e traditori, sia unire i centomila orticelli che purtroppo dividono da decenni il nostro mondo.

Solo la fedeltà alla dottrina e alla tradizione cattoliche di sempre ci permetteranno di unirci e fare politica secondo la volontà di Dio e per il bene di ogni essere umano, a partire dai bambini.

7 Commenti a "Cattolici in politica: il vero vulnus e l’unico rimedio"

  1. #Alberto Speroni   5 marzo 2016 at 11:06 am

    diamo tempo all'”embrione” di svilupparsi e poi vedremo;personalmente non starò alla finestra passivamente perchè penso che i sogni sono sintomo di vita e mi piace pensare che in fondo in fondo,2000 anni fa
    circa TUTTO incominciò da UNO!

  2. #jeannedarc   5 marzo 2016 at 11:08 am

    Sì ma bisogna avere idee chiare e risposte pronte. Rispondano alle 4 domande, non dovrebbe essere difficile.

  3. #Pietro Ferrari   5 marzo 2016 at 11:45 am

    Condivido in toto i punti delle domande di Rs nonché i rilievi del professor Viglione eccetto sul rapporto equivoco con la attuale gerarchia ecclesiale. Se potessimo subordinarci alla gerarchia ‘solo quando si conforma alla Tradizione’ saremmo noi gerarchia e regola prox della fede. Quindi sarebbe un controsenso definire quella come gerarchia.

    Per il resto un partito fatto da pubblici concubini e avvocati divorzisti se proprio vuole essere monotematico dovrebbe evitare l’autoironìa di concentrarsi proprio sul tema della famiglia. Un partito autoironico è roba da Crozza.

  4. #bunt   5 marzo 2016 at 6:25 pm

    “Salvare tutto” può essere un obiettivo di fondo; la volontà può anche essere a 360° sin dal primo momento, almeno a livello programmatico. Nondimeno, la politica funziona anche in termini di priorità, perché le risorse sono scarse e vanno distribuite in maniera strategica, prendendo tempo e decidendo quali battaglie condurre prima e quali dopo (come nella risposta al primo e al quarto quesito).

    Quale sarebbe però il vantaggio di un unico partito compatibile con il Cattolicesimo integrale? Permetterebbe ai cattolici integrali di contarsi e di vedere, *con i numeri a disposizione*, che cosa si può fare. Se fosse un partito del 3%, o anche del 10%, sarebbe un gran bel problema, perché in democrazia con questi numeri non si va molto lontano, a meno di accettare compromessi come già accade nei partiti in cui i cattolici integrali sono dispersi oggi.

  5. #carlo   6 marzo 2016 at 12:09 am

    Già parlare di partito, significa accettare la dinamica democratica che è un invenzione della società massonica….. in cui ognuno esprime la sua parte di verità e tutti insieme formano la verità o la società e il valore della giustizia si trova solo nelle fazioni o nel popolo ……
    Quindi in alternativa a questa specie di nuova formazione cattolica , che mi sa tanto di cosa già sentita e vecchia , propongo una nuova costituzione europea da me elaborata , che è una cosa valida per tutti e non solo per noi italiani .

    ELEMENTI BASE DELLA NUOVA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA

    Premessa.
    L’ essere umano essendo di natura sociale, nato dall’ unione di due esseri : uomo e donna , ha bisogno di un programma generale legislativo che permette di associarsi secondo un bene comune per sviluppare i suoi fini e convivere , quindi per formare una famiglia o un gruppo sociale, un clan ,una stirpe, una nazione, un popolo con le stesse caratteristiche . Questo programma legislativo generale dell’ uomo che chiameremo COSTITUZIONE GENERALE deve essere ispirato a una legge giusta e adeguarsi ad essa in ogni momento storico del sistema sociale per il bene e la sopravvivenza della sua stessa vita . Da questa COSTITUZIONE BASE hanno inizio le legislazioni particolari dei vari popoli che fissano delle norme di vita individuale e associativa, comuni a tutti gli individui che perseguono le finalità della loro esistenza sociale e particolare insieme . Gli uomini nascendo, non sono gli artefici e gli arbitri delle leggi fisiche e scientifiche del creato e dell universo né della loro stessa esistenza , nemmeno di ciò che possiamo definire bene o male , giusto o ingiusto, perché essi sono entità pensanti, condizionati dalla legge di natura generale che non hanno fatto loro e non possono cambiare essendo legge costitutiva . Gli uomini nascono in un universo che già è inserito in un ordine di leggi fisiche ,scientifiche ed economiche a lui conosciute se non nelle linee generali . Oltre alle leggi fisiche alle quali si adegua per forza, la natura umana fin dalla nascita ,scopre che ci sono leggi di natura morali, razionali, riguardanti il bene e il male, inerenti la giustizia sociale che regolano i loro rapporti stessi. Nella vita politica questi valori regolano i rapporti tra individui e conducono al bene comune . Non sono leggi non di natura fisica ma di natura etica oggettivi : non rubare, non uccidere …. sono leggi fondamentali del vivere comune che possiamo definire “naturali,” già date secondo la natura propria della specie umana capace che sa discernere dei principi generali che sono sempre razionali ,universali e immutabili nella sostanza . Quindi l’uomo trova leggi fisiche già costituite e leggi che possiamo definire morali che regolano i rapporti fra loro e il singolo o la società di appartenenza . Tutte le leggi di natura morale si rifanno a poche leggi generali razionali, ovvero giuste, che regolano i reciprochi rapporti e trovano spazio nell’ ambito delle loro legislazioni particolari . L ‘attualizzazione delle norme generali ad un determinato popolo e cultura ispira questa costituzione .

    Art.1- LA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA NEI SUOI PRINCIPI SUPERIORI SI FONDA SULLA GIUSTIZIA DEL DIRITTO NATURALE CHE HA COME FINE IL BENE COMUNE DEL POPOLO E SI ADEGUA ALLA RAGIONEVOLEZZA DI UNA LEGGE MORALE SUPERIORE NELLE LINEE GENERALI . NON SI FONDA NE’ SU MAGGIORANZE , NE’ SU MINORANZE DI ASSEMBLE DEMOCRATICHE, DI FAZIONI, DI CLASSI SOCIALI O DI PARTITI LEGALMENTE RICONOSCIUTI. UN SINGOLO UOMO E UNA DONNA INIZIANO LA VITA SOCIALE DAVANTI ALLO STATO CON UN PATTO TRA LORO RICONOSCIUTO E COL QUALE FONDANO UN NUCLEO FAMIGLIARE QUINDI SOCIALE .

    Art.2- IL POPOLO CHE E’ L’ASSOCIAZIONE DEI NUCLEI FAMILIARI, ESSENDO LA RADICE DELL’ AUTORITA’ , COSTITUISCE MEDIANTE ELEZIONI ALCUNE AUTORITA’
    CHE FANNO DA GUIDA E RAPPRESENTANZA A LIVELLO TERRITORIALE E SOCIALE . QUESTE AUTORITA’ SONO L’ESPRESSIONE PIU’ GENERALE , PER GRADI SUPERIORI, DELLA SOVRANITA’ DEL POPOLO .

    Art.3 – LA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA NON RICONOSCE DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO CHE SI OPPONESSERO AL DIRITTO NATURALE UNIVERSALE ,MA RICONOSCE SOLO QUEI DIRITTI GIA’ INSITI NELLA SUA NATURA UMANA , DOVE NON ALBERGA NESSUNA LIBERTA’ ASSOLUTA E ANARCHICA, NE’ RICONOSCE LIBERTA’ INDIVIDUALI RISPETTO ALL’ORDINAMENTO SOCIALE E ALL’AUTORITA’ GARANTE SU ESSA COSTITUITA. IL DIRITTO DEI SINGOLI NON DEVE MAI INFICIARE IL DIRITTO DEI NUCLEI FAMILIARI E NATURALI LIBERAMENTE ASSOCIATI CHE FORMANO IL POPOLO O LA BASE SOCIALE .

    Art.4 – TUTTI GLI INDIVIDUI SONO UGUALI DAVATI ALLA GIUSTIZIA DELLA LEGGE , NON TUTTI I DIRITTI SONO UGUALI , MA QUESTA LEGGE NON GUARDA IN FACCIA NE’ A UNA MAGGIORANZA, NE’ A UNA MINORANZA, NE’ AL RICCO, NE’ AL POVERO, NE’ A UNA LOBBY ECONOMICA ASSOCIATA , MA TUTTI SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE CHE E’ SEMPRE UNA PROMANAZIONE TEMPORALE E PARTICOLARE DI UNA NORMA DI GIUSTIZIA UNIVERSALE . LA LEGGE ITALIANA ED EUROPEA E’ QUINDI UNA CODIFICAZIONE TEMPORALE DI NORME UNIVERSALI DEL CODICE UMANO, NON E’ LEGATA A NESSUN INTERESSE PARTICOLARE DI UNA CLASSE , NE’ E’ ESPRESSIONE DI OPINIONI UMANE TEMPORANEE, NE’ DI UN IDEOLOGIA FILOSOFICA O UTOPICA, NE’ FRUTTO DI INTERESSI DI UNA CASTA O PARTITO.

    Art. 5- LO STATO, CIOE’ L’AUTORITA’ CHE E’ LA PROMANAZIONE RAPPRESENTANTE MILIONI DI FAMIGLIE DI UN TERRITORIO GEOGRAFICO, PROMUOVE TUTTI QUEI SERVIZI CHE AIUTINO LE ATTIVITA’ DI LAVORO CREANDO LE CONDIZIONI E VALORIZZANDO LE CAPACITA’ DEI SOGGETTI, AIUTANDO LE FAMIGLIE IN TUTTO CIO’ CHE E’ LORO PERTINENTE, NON RICONOSCENDO A NESSUNO PERO’ DEI DIRITTI SOCIALI ACQUISITI PER CONTRATTI O INNATI , ANZI UN SOGGETTO PUBBLICO PERDE IMMEDIATAMENTE LA SUA DIGNITA’ E UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO NON APPENA DELINQUESSE E VIVESSE IN CONTRASTO CON LE LEGGI MORALI STABILITE PER TUTTI.

    Art.6 – OGNI SINGOLO UOMO,OGNI FAMIGLIA,PROVVEDE A SE STESSA INSERENDOSI NEL TESSUTO SOCIALE CON UN LAVORO SE NE E’ CAPACE ; I GENITORI EDUCANDO LA PROLE E AIUTANDOLA A DIVENTARE AUTONOMA PER LA CREAZIONE DI NUOVI NUCLEI FAMILIARI ; LO STATO PROMUOVENDO I SERVIZI PER IL BENE COMUNE AIUTA LE FAMILGIE LA DOVE QUESTE TROVANO DIFFICOLTA’ ; CHI NON PUO’ COOPERARE PER MOTIVI FISICI O PSICHICI CON LA FORMAZIONE DI UNA FAMIGLIA O CON UN’ ATTIVITA’ DI LAVORO SECONDO LE SUE CAPACITA’, VIENE ESENTATO E MANTENUTO DALLA COLLETTIVITA’.

    Art.7 ¬– LO STATO ITALIANO ED EUROPEO,UNO E INDIVISIBILE, RICONOSCE LE MINORANZE LINGUISTICHE PUR SAPENDO CHE POSSONO OSTACOLARE L’UNITA’, RICONOSCE LE GIUSTE AUTONOMIE LOCALI O FEDERATIVE, LE SITUAZIONI GEOGRAFICHE PARTICOLARI E , PER I PROPRI BISOGNI ISTITUZIONALI, ESERCITA UN PRELIEVO MAI SUPERIORE AL 10% DEL REDDITO DEGLI EFFETTIVI GUADAGNI DEI CITTADINI E DELLE FAMIGLIE E, AFFINCHE’ LE FAMIGLIE NON CADANO VITTIME DELL’USURA O LOBBY DELLA FINANZA : NAZIONALIZZA LE BANCHE, PROTEGGE I RISPARMI, EMETTE MONETA E ASSICURA A TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI PUBBLICI COME LA SCUOLA,LE STRADE, I TRASPORTI ,LE COMUNICAZIONI, SANITA’ PUBBLICA,ACQUA ,IGIENE PUBBLICA, AZIENDE PUBBLICHE INERENTI IL BENE COMUNE .

    ART. 8 – LO STATO ITALIANO NEI GIUSTI LIMITI ACCOGLIE GLI STRANIERI DI QUALSIASI RAZZA AIUTANDOLI E INTEGRANDOLI NEL PROPRIO TESSUTO SOCIALE A PATTO CHE QUESTI ACCETTINO LE SUE LEGGI , LA NOSTRA LINGUA, LA NOSTRA RELIGIONE , LE NOSTRE TRADIZIONI, LA CULTURA CHE RENDE UNITI E SENZA QUESTE CONDIZIONI NECESSARIE, VEDRA’ LA LORO PRESENZA PIUTTOSTO COME UNA MINACCIA ALLA PROPRIA IDENTITA’ E ALL’ORDINAMENTO SCELTO DALLE FAMIGLIE CHE LO STATO PROTEGGE .

    Art.10- LO STATO ITALIANO ED EUROPEO RICONOSCE UNA E UNA SOLA CONFESSIONE RELIGIOSA , QUELLA CATTOLICA CON FINI UNIVERSALI , MA DISCONOSCE OGNI PARTITO POLITICO, OGNI MOVIMENTO O FAZIONE CULTURALE FINALIZZATA ALLA SALVAGUARDIA DEGLI INTERESSI DI POCHI .
    Art.11- LO STATO ITALIANO ED EUROPEO RICONOSCE QUALSIASI TRATTATO INTERNAZIONALE CHE RISPETTI I FONDAMENTI CULTURALI DEI POPOLI , DI QUEI POPOLI CHE ABBIANO TRADIZIONI SU FONDAMENTI UNIVERSALI E CHE INFICINO L’ORDINE GIURIDICO E ASSOCIATIVO DEGLI STATI CHE ABBIANO NORME BASATE SUL DIRITTO NATURALE E UNIVERSALE .

    Art. 12 – LO STATO ITALIANO ED EUROPEO RIPUDIA LA GUERRA COME MEZZO DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI INTERNAZIONALI MA COOPERA CON LE PROPRIE FORZE ARMATE E FORZE DELL’ORDINE PUBBLICO AD ADDESTRARE LE NAZIONI CHE NECESSITASSERO DI AIUTO E DI PACE PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO , QUELLE IN CUI NON FOSSE GARANTITO L’ORDINE NAZIONALE E MONDIALE . QUINDI PUO’ PRODURRE MEZZI SOFISTICATI DELLA TECNICA PER ATTUARE TALI CONTROLLI E PRESERVARE LA PACE . LO STATO POI HA DEI SIMBOLI E DEI SEGNI LEGATI ALLA SUA SPECIFICA TRADIZIONE CHE LO INDENTIFICHINO IN MEZZO ALLE ALTRE ENTITA’ NAZIONALI .

    Art. 13 – SONO PROIBITE , TUTTE E INDISTINTAMENTE , LE MANIFESTAZIONI POLITICHE E SINDACALI, ABOLITO OGNI PARTITO SEGNO DI FRATELLANZA E MASSONERIA AL DI FUORI DEI CORPI ISTITUZIONALI RICONOSCIUTI DALLO STATO E VOTATI DAL POPOLO , ATTI RISOLVERE I PROBLEMI I SUOI PROBLEMI . E’ QUINDI PROIBITA E PERSEGUITATA OGNI ORGANIZZAZIONE SEGRETA DI RICATTO O CHE ABBIA LE CARATTERISTICHE DI SETTA E DI AIUTO RECIPROCO O DI DOMINIO SULLA SOCIETA’ E LO STATO .

    Art.14 – SONO AMMESSE SOLO LE ASSEMBLEE E MANIFESTAZIONI CIVILI, RELIGIOSE, ECONOMICHE, MILITARI,SPORTIVE,ARTISTICHE O SCOLASTICHE ISPIRATE AL BUON FUNZIONAMENTO DELLO STATO SOCIALE .
    Art. 15 – CHIUNQUE VUOLE PROPORSI ALLA GUIDA AMMINISTRATIVA DI UNA CITTA’ DICHIARA IL SUO NOME IN UN ALBO COMUNALE PUBBLICO CHE POTRA’ RACCOGLIERE NON PIU’ DI 13 NOMI , QUANDO IL NUMERO E’ IN ECCESSO SARA’ TIRATO A SORTE PER STABILIRE SOLO IL NUMERO DI 13 ELEGENDI . QUINDI I CAPIFAMIGLIA GLI DARANNO IL PROPRIO VOTO OGNI 5 ANNI . IL CAPO POI SCEGLIE I SUOI CONSIGLIERI IN PARTE TRA I VOTATI (90%) E IN PARTE TRA CONOSCENTI ESPERTI .

    Art.16 – OGNUNO E’ RESPONSABILE DEI PROPRI ATTI COMPROVATI E TESTIMONIATI ,SALVO L’ADESIONE AD ASSOCIAZIONI ATTE A DELINQUERE ,PERCIO’ LO STATO TRAMITE L’ISTITUZIONE PENITENZIARIA NON E’ DEPUTATA A REDIMERE MA A PUNIRE E FAR ESPIARE LA COLPA COMMESSA TRAMITE LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ PERSONALE, OPPURE OBBLIGANDO A UN LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’SEMPRE NEL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI CHI DELINQUE . CHI DELINQUESSE CON ATTI CRIMINOSI ACCERTATI E PARTICOLARMENTE GRAVI, ANCHE SE “MALATO” O INVALIDO O MINORENNE , VIENE ELIMINATO CON PENA CAPITALE .

    Art.17 LO STATO RICONOSCE COME UTILI E IDONEI QUEGLI ENTI CHE ABBIANO UNA FUNZIONE PUBBLICA UTILE, SOCIALE E MORALE ; LI FAVORISCE E PROTEGGE ,QUINDI PROMUOVE SOLO IL MOLTEPLICE PROGRESSO DELLA TECNICA ATTA A PRODURRE AIUTI ALLA VITA COMUNE , NON MAI LA SCIENZA IDEOLOGICA E COMMERCIALE PER UN PROGRESSO CIVILE ORDINATO UMANO E SOCIALE . OBBLIGA OGNI EDIFICIO E LUOGO PUBBLICO AD AVERE UN CROCIFISSO COME SIMBOLO DELLA LEGGE E DELLA RELIGIONE TRADIZIONALE E CULTURALE DELLO STATO .

    Art .18 – LO STATO VIETA L’INSEGNAMENTO DELLA FEDE RELIGIOSA NELLE PROPRIE SCUOLE E ISTITUTI DI ISTRUZIONE E DI EDUCAZIONE, MA OBBLIGA ALL’INSEGNAMENTO DI ALCUNE MATERIE DEL DIRITTO ETICO E MORALE NATURALE, OBBLIGA POI ALL’ INSEGNAMENTO BIBLICO COME TRADIZIONE CULTURALE UMANA UNIVERSALE E OGNI BRANCA DEL SAPERE SCIENTIFICO CHE ABBIA RISPETTO DELLA MORALE NATURALE , DALL’IGIENE PUBBLICA ALLA MORALE STRADALE, PERCHE’ ’ SONO BASE DELLA PROPRIA CONVIVENZA E TRADIZIONE POPOLARE.

    Art. 19 – LO STATO STABILISCE CHE I GIORNI LAVORATIVI DELLA SETTIMANA SIANO SEI E IL SETTIMO SIA DI RIPOSO DAL LAVORO MATERIALE ,QUINDI STABILISCE ALTRE FESTE CELEBRATIVE DELLA PROPRIA TRADIZIONE SECONDO LA NECESSITA’, STABILENDO DEROGHE PER QUEI LAVORI DI FINALITA’ PUBBLICA , UTILI E BENEFICI ALLA STESSA FESTIVITA’ COLLETTIVA .

    Art. 21 – LO STATO STABILISCE CHE HANNO DIRITTO DI VOTO A LIVELLO TERRITORIALE SOLO E SOLTANTO I CAPI DEL NUCLEO FAMILIARE , INOLTRE ANCHE QUEI SOGGETTI CHE DICHIARASSERO E ASSUMESSERO UNA PROPRIA SITUAZIONE SOCIALE DI PUBBLICA UTILITA’ PURCHE’ SEMPRE MINORITARI RISPETTO AI CAPI FAMIGLIA . E’ VIETATO INVECE IL VOTO ALLE RELIGIOSE E RELIGIOSI CHE ABBIANO SCELTO UN DIVERSO STATO SOCIALE LEGATO AL DIRITTO CANONICO ECCLESIALE . A QUESTI INOLTRE E’ VIETATO OGNI DISCORSO PRETTAMENTE POLITICO E PUBBLICO SOCIALE , COME E’ VIETATO ALLO STATO DI INTERFERIRE NELLE LORO SOCIETA’ DI FEDE E CONGREGAZIONI . I CAPI DI CITTA’ POI ELEGGERANNO 70 SENATORI CHE LEGIFERERANNO A LIVELLO NAZIONALE E QUESTI ELEGGERANNO UN CAPO DELLO STATO .

    Art. 22- IL CAPO DELLO STATO IN CARICA PER SEI ANNI SCEGLIERA’ TRA TUTTI GLI ELETTI VOTATI IL PROPRIO GOVERNO E I MINISTRI IDONEI AL POPOLO ITALIANO . NON E’ PREVISTA ALCUNA CORTE COSTITUZIONALE .

    CONCORDATO :
    Art.23 – LO STATO ITALIANO PROVVEDE AL BENE COMUNE DEI CITTADINI SEGUENDO ED ATTUANDO IL DIRITTO NATURALE ,LA CHIESA SI OCCUPA DELLA SALVEZZA BASANDOSI AL SUO INTERNO SULL’EGUALITARISMO DEL VANGELO E DELLA FEDE. OGNI COMMISTIONE, FUSIONE ,SCAMBIO DI FINI ,COMPROMESSO DI UTOPIA POLITICA E DEVIAZIONE DAI FINI RECIPROCI DELLE DUE SOCIETA’E DI COOPERAZIONE A LORO ASSEGNATI, VANNO DURAMENTE PUNITI E IMPEDITI . L’UTOPIA SOSTITUITA AL DIRITTO NATURALE DOVRA’ ESSERE DURAMENTE COLPITA NEI SUI RAPPRESENTATI E PROMOTORI.

    http://sensodellapolitica.blogspot.it/

  6. #Paolo Gasperini   14 marzo 2016 at 6:52 am

    Trovate le risposte alle domande ed il progetto completo dell’azione del PdF nel sito http://www.partitodellafamiglia.it
    Buona Pasqua!
    Paolo Gasperini

  7. #Alessio   19 marzo 2016 at 2:20 pm

    Se non vi decidete a votare Forza Nuova, sprecherete tutti solo del gran fiato.