[CHI MORRA’, VEDRA’] Nel glorioso coro dei Santi

Continuiamo la pubblicazione, a puntate (ventesima), dell’operetta di don Dolindo Ruotolo “Chi morrà, vedrà… il Purgatorio e il Paradiso”. Buona lettura! [RS]

 

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I Cori angelici sono come l’iride del trono di Dio, secondo l’espressione dei Profeti, e quindi non sono come una scala ascendente, ma come una nube meravigliosa, diremmo, una fascia splendente, semicircolare, se può dirsi così. Ecco perché l’anima che ha attraversato il cielo stellato, si trova prima tra i Cherubini e infine tra gli Angeli Custodi.

Essa va verso il coro delle anime beate per avere il suo posto di gloria, e passa di luce in luce, per giungere a Dio, come membro glorioso della Chiesa trionfante, come figlia amorosa nel Regno di Dio.

Ed ecco l’incanto della sua visione: gli Apostoli, fulgenti del potere del Redentore, in una gloria singolare per loro che lo annunziarono ai popoli. E’ vero, intorno a Gesù furono tanto meschini quando erano in terra, ma lo Spirito Santo li mutò in novelle creature, e col martirio caddero da loro le ultime ombre che ne offuscarono l’amore. Sono bellissimi nella luce del Verbo Incarnato, sole divino della celeste Gerusalemme.

Ecco i Martiri, come splendenti rubini nel Regno dell’amore, perché dettero a Dio la suprema testimonianza di amore, immolando per lui la loro vita. Ogni stilla del sangue da loro versato splende nelle anime loro come fiamma di amore, nell’amplesso divino dell’eterna felicità. Sono come un’armonia dolcissima d’un canto perenne di amore, e il loro godimento è misurato dalle loro pene.

I carnefici troncarono loro le membra? E sono pieni di attività di amore. Spensero i loro occhi? E veggono più bella la gloria di Dio. Strapparono la loro lingua? E l’anima loro è tutta una squillante voce della verità che suggellarono col loro sangue. Li bruciarono nel fuoco? E a loro anima è una fiamma di amore che non si spegne più. Tagliarono loro il capo? E le loro anime sono coronate di gloria. Li crocifissero crudelmente? E splendono nelle gloriose piaghe di Gesù, del quale l’anima loro porta il suggello rubicondo. Li dettero in pasto alle fiere? E furono moliti nei loro denti come frumento di Dio. L’anima loro ha la fragranza dei pani della mensa d’oro del Tempio. Li sprofondarono nel fondo del mare? E splendono purissime le loro anime come uscite da un battesimo di amore. Li soffocarono col capestro e pendettero dalle forche come i macellati dell’umana perfidia? E le loro anime hanno più largo il respiro dell’amore, e sono come frutti dorati che pendono dai giardini di Dio, meravigliosi nella loro bellezza.

Ogni pena sofferta è in loro uno splendore di gloria, una sazietà di eterna felicità.

L’anima che ascende a Dio, vede in essi la sublime provvidenza del dolore, e benedice il Signore di ogni dolore da lei sofferto nella vita, di ogni pena del Purgatorio. Che gioia per chi lacrimò tra le angustie del terreno pellegrinaggio!

L’anima ascende ancora, nell’estasi dell’imminente possesso di Dio…

Ecco i Confessori che propagarono il Regno di Dio in terra, successori degli Apostoli, successori di Pietro, stelle fulgide dell’integrità della fede tra le farneticanti aberrazioni degli errori. Splendono nella loro dottrina di verità come Cherubini, sono accesi di amore come Serafini, sono come Troni dell’Eterno, per averne difesa la gloria nella verità.

I Confessori, ricchi della potenza del Redentore per il Sacerdozio, e ricchi della sua grazia e della sua umiltà se non furono Sacerdoti, sono luminosi, come occhi fulgenti che si appuntarono nel Cielo dei Cieli per scrutare le eterne verità, mille volte più profondamente di come uno scienziato appunta il suo occhio mortale al Cielo, attraverso il telescopio, per scrutare il cammino delle stelle. Voci di fede che sono diventate voci di evidenza nella gloria, dominatori di anime, principi della Chiesa militante, luci di virtù e di perfezione, messaggeri di Dio come Arcangeli, custodi di anime come Angeli. Quale sinfonia di amore erompe dal loro spirito elevato dalla santità, come corde stirate dalle sofferenze della vita sul mirabile salterio che risuona della divina gloria!

 

 

[segue]

 

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