Delitto di Roma, psichiatra: ‘Sessualità ambigua può far scattare sadismo e violenza’

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Una sessualità confusa, disturbata e vissuta in maniera problematica “può incidere in maniera enorme, portare frustrazione e insoddisfazione, aumentando il carico di aggressività che può essere scaricato su altri soggetti anche con violenza improvvisa. In questi casi ci troviamo di fronte ad un disturbo grave dell’identità di genere unito a una omosessualità egodistonica, elementi che incidono sull’equilibrio psicopatologico e possono portare l’individuo a un tentativo di ‘automedicazione’ con sostanze psicoattive come la cocaina”. E’ il commento di Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’università di Chieti, sull’omicidio di Luca Varani a Roma e su quanto affermato da uno dei due ragazzi coinvolti, Marco Prato, che in alcuni messaggi prima di tentare il suicido avrebbe scritto di voler diventare donna.

 

Fonte: adnkronos.com

 


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2 Commenti a "Delitto di Roma, psichiatra: ‘Sessualità ambigua può far scattare sadismo e violenza’"

  1. #Marisa   14 marzo 2016 at 11:20 am

    Scusate: sono almeno quarant’anni che ogni generazione che nasce in Italia viene imbottita fin dalla culla di scene di violenza (a partire dai cartoni animati), di sesso in ogni salsa e a qualsiasi orario, e da qualche anno anche al martellamento cinetelevisivo e opinionistico sul sesso gayone.
    Il tutto mentre dal ’68 impazza il drogaggio di massa (con debita abrogazione delle leggi di contrasto) e sempre più calano i battesimi agli infanti, i matrimoni, la frequenza di Chiesa e sacramenti e in genere l’affidamento a Dio.
    In tutto questo dar fiato, spazio e risonanza al Nemico, potevamo stupirci del piombare a rotta di collo nell’abisso?
    Sacrosante le conclusioni degli psichiatri, che però – nel quadro attuale – sono solo UNA delle tesserine del puzzle.

  2. #Lucius   14 marzo 2016 at 6:38 pm

    I genitori cristiani,devono spiegare ai loro figli che la volonta’del Creatore e’che qualsiasi uomo deve conservarsi,anima e corpo,in castità’,fino al sacramento del matrimonio,indissolubile,concluso per tutta la vita,allo scopo di collaborare all’opera creativa di Dio,o,se non incontra il matrimonio,fino alla morte.Percio’chi usa questa energia del suo corpo in altra maniera,solo o con altri per averne una cattiva soddisfazione,pecca gravemente contro se stesso,la societa’e soprattutto contro il volere di Dio e di conseguenza il castigo,l’Inferno.Il peccato non e’nella materialita’dell’atto,cosa buona e santa nel matrimonio,ma nella violazione della legge di Dio.Il problema diventa convincente e di una chiarezza logica se si riflette che il benessere sociale,familiare e individuale ammette una legge che disciplina l’uso degli impulsi sessuali,in ordine alla propagazione della vita.