Dietro il ‘nuovo ordine mondiale’: il Comunismo

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di Cinzia Palmacci

 

Comunismo “made in USA?”. I Latini dicevano “contra factun non valet argumentum”, e cioè che quando qualcosa è palese nei fatti, non serve girarci intorno. Allora analizziamo i fatti. C’è un libro scritto da Bella Dodd, una donna americana, e pubblicato nel 1954 con l’emblematico titolo di “School of Darkness” (la Scuola delle Tenebre, il titolo la dice lunga), che rivela come il comunismo non fu altro che una farsa perpretrata dai finanzieri internazionali “per controllare l’uomo comune” e promuovere la tirannia mondiale. Questo importante libro è ovviamente esaurito ed è introvabile persino nel circuito dell’usato. La “longa manus” ha colpito ancora…
Ma chi era questa brillante studiosa di origini italiane? Bella Dodd nacque in Italia come Maria Assunta Isabella Visono nel 1904. Fu una donna brillante e dedicata, si laureò presso l’Hunter College Law School e New York University. Divenne capo del New York State Teachers Union e fu membro del CPUSA Consiglio nazionale fino al 1949.

Dodd descrive il comunismo come “un culto strano segreto” il cui obiettivo è la distruzione della Western Civilization, cioè della civiltà cristiana. Milioni di idealisti ingenui (“innocenti”) sono ingannati dai  discorsi sulla necessità di aiutare poveri e operai, ma la vera preoccupazione è per il potere. Ad esempio, Dodd constatò l’assenza della ricerca sociale presso la sede del partito: “Siamo un partito rivoluzionario, non un partito di riforma”, dissero i comunisti. “Il Partito Comunista opera infiltrando e sovvertendo istituzioni sociali quali le chiese, le scuole, i mass media e il governo. Il suo scopo era quello di creare un nuovo tipo di esseri umani che si conformino al modello di governo mondiale che fiduciosamente intendeva controllare“. Citando un esempio, Dodd rivelò che 1100 membri del CPUSA furono ordinati preti cattolici negli anni ’30. I comunisti sovvertirono anche il sistema educativo americano con l’assoggettamento dei sindacati degli insegnanti e delle associazioni culturali. Solo chi accettava “l’approccio materialistico e collettivista della lotta di classe internazionale” riusciva a mettersi in luce in tali strutture.

Adesso è tutto più chiaro? Il programma a lungo termine dei comunisti prevedeva invece il coinvolgimento delle donne durante lo sforzo bellico. Il partito si adoperò al massimo per convincere le donne ad essere occupate nell’industria. Gli stilisti comunisti crearono per loro dei modelli particolari e i cantautori comunisti scrissero canzoni atte a spronarle. Avevano pensato proprio a tutto, senza tralasciare nulla. Secondo i loro piani, le condizioni del periodo bellico dovevano inserirsi stabilmente nel futuro programma educativo. La famiglia borghese come unità sociale doveva essere resa obsoleta. L’ambito familiare doveva restringersi al partito e allo stato. Dodd diede il suo contributo all’organizzazione del Congresso delle Donne Americane, che fu il precursore del movimento femminista. Dato che apparentemente promuoveva la pace, il movimento attrasse molte donne. Ma si trattò in realtà solo di una rinnovata offensiva per controllare le donne americane. Al pari dei giovani e dei gruppi minoritari, esse erano considerate una forza di riserva della rivoluzione per la loro attitudine ad essere facilmente trascinate da sollecitazioni emotive. Il periodo della seconda Guerra mondiale portò il CPUSA a rinunciare definitivamente alla lotta di classe e ad aggregarsi al cosiddetto “campo roosveltiano del progresso”, che comprendeva i “capitalisti progressisti”.

 

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Il Partito Comunista cominciò ad assumersi la responsabilità di instaurare una rigida disciplina tra i lavoratori. Nessun datore di lavoro fu più abile o inflessibile dei capi comunisti nel contenere gli scioperi o nel ridimensionare le rimostranze dei lavoratori. In quei anni l’aumento delle paghe era notevolmente inferiore a quello dei profitti e del controllo monopolista sui generi di prima necessità. La produzione bellica era sostanzialmente appannaggio di dieci grandi corporations. I comunisti evitarono diligentemente la diffusione di tale informazione.
Il periodo bellico fu contrassegnato da uno straordinario coordinamento tra il Partito Comunista e l’élite finanziaria americana. L’élite finanziò una sofisticata agenzia di propaganda, l’Istituto Russo, che aveva sede a New York, in Park Avenue, di fronte a quella del Council on Foreign Relations (CFR) di Rockefeller, situato sulla 68.ma Strada. Personalità famose come Vanderbilt, Lamont, Whitney e Morgan erano in quella sede a stretto contatto con la nomenklatura comunista.  Stalin dissolse il Comintern (l’Internazionale Comunista), su insistenza di Roosevelt, anche per rendere politicamente più “presentabile” il CPUSA. Earl Browder (1934-1945), il suo leader, acquisì un rilievo nazionale e si consultò con i ministri dell’amministrazione di Franklin Delano Roosevelt, presidente degli U.S.A. negli anni critici che vanno dal 1933 al 1945. Il comune sforzo bellico di U.S.A. e U.R.S.S. doveva porre le basi della crezione del Nuovo Ordine Mondiale. Ma la linea politica mutò inspiegabilmente e Browder divenne un signor nessuno. Apparentemente l’élite finanziaria decise che i tempi non erano ancora maturi per un governo mondiale, mentre una guerra fredda sarebbe stata molto più proficua. A Dodd fu riferito che in futuro il Partito Comunista avrebbe dovuto spesso subire l’opposizione non solo del governo, ma anche dei lavoratori americani.
“Ora compresi che le migliori aspirazioni di servire i lavoratori, che condividevo con migliaia di persone come me, furono tradite proprio da loro… Sono stata dalla parte di coloro che perseguivano la distruzione del mio Paese”. Dichiarò la Dodd con amarezza.
I membri del CPUSA si precipitarono, come topi impauriti, ad adottare la nuova linea di partito. Dodd tentò di abbandonare l’organizzazione ma le fu detto che “Nessuno esce dal partito. O muori o sei sbattuto fuori”.  Alla fine Dodd fu espulsa e bollata come “razzista, anti-portoricana, antisemita, nemica dei lavoratori e serva dei padroni”. Non c’è forse qualcosa di famigliare in tali accuse? Dopo più di vent’anni di sacrificio indefesso fu lasciata senza famiglia o amici. Il partito era stato la sua famiglia! Questa è la chiave per l’asservimento mentale del genere umano. L’individuo è soppresso… egli opera come l’ingranaggio di un meccanismo superiore [un ingranaggio che si può scartare quando non serve più o quando viene ritenuto dannoso]… Non possiede alcuna cognizione dei programmi ideati dal gruppo dirigente per usarlo”.

Bella Dodd fu alquanto cauta nei confronti di chi, dietro le quinte, manovrava il Partito Comunista. Una volta le fu detto che se avesse perso il contatto con Mosca avrebbe dovuto telefonare a due multi-milionari che vivevano nelle Waldorf Towers. Altrove fa riferimenti ad un “potere mondiale segreto e ben organizzato”. Ha evidentemente paura di rivelare troppo, anche perchè sospetta che il suicidio di un leader del CPUSA mascherasse in realtà una esecuzione in piena regola. Ma lascia sfuggire un probabile indizio. Dodd afferma che tutti i nove piani della sede che il partito possedeva al numero 35 della 12.ma Strada erano adibiti agli affari del CPUSA. Il sesto piano era riservato all’ufficio stampa del quotidiano yiddish “Freiheit” o “Frayhayt” (Libertà) e alla “Commissione Ebraica”. Gli ebrei erano in effetti prominenti tra i comunisti ingenui. “Ciò che mi divenne chiara fu la collusione tra queste due forze: I comunisti, con il loro progetto di dominio mondiale, e certe forze mercenarie del mondo libero intente a speculare sullo spargimento di sangue”. Scrisse la Dodd. Inoltre riferisce, come se “un tassello del puzzle rivelasse l’immagine”, la storia della nave “Erica Reed”, che rispecchia centinaia di altre. Durante la Guerra Civile Spagnola gli americani donarono fondi per caricare la nave diretta in Spagna di forniture mediche ed alimentari. I comunisti dirottarono invece la nave in Russia. Dodd aggiunge che la censura è per i comunisti un elemento essenziale. “Ho spesso visto i dirigenti sfilare libri dagli scaffali delle case dei membri e raccomandare la loro distruzione”.
Il comunismo è essenzialmente un losco sistema di controllo da parte dell’élite internazionale. Non fu affatto soppresso durante il periodo del Maccartismo. Si riciclò piuttosto nella Nuova Sinistra, nella Controcultura, nel movimento dei Diritti Civili, in quelli di Liberazione delle Donne e avversi alla guerra. In seguito si mimetizzò nella pletora delle ONG (Organizzazioni Non Governative) sponsorizzate dall’élite, in fazioni dei partiti Repubblicano e Democratico, e nei gruppi Liberal, sionisti, sindacali e dei diritti dei Gay. Questi gruppi, al pari dello stesso CPUSA, sono a struttura piramidale, e in tal modo i loro membri sono ignari di essere usati.
All’obiezione secondo la quale alcuni dei gruppi sopra menzionati si oppongono alla globalizzazione, Dodd riferisce casi in cui il CPUSA ha formalmente sostenuto cause che in realtà desiderava sabotare.

 

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In conclusione, il comunismo fu/è una frode utopistica escogitata da personaggi enormemente facoltosi per boicottare i sogni della gente ordinaria e arrestare il progresso della coscienza umana. Si tratta della medesima congiura che ha innescato le guerre attualmente in corso.
Il comunismo, un precursore del Nuovo Ordine Mondiale, propugna i valori della fratellanza, della pace e dell’eguaglianza al solo scopo di ingannarci. Ha preso il sopravvento sugli occhi, le orecchie, la mente e lo spirito della società. Molto di ciò che viene spacciato come verità nei media e nelle scuole fa parte di questo mostruoso imbroglio. L’espressione “politicamente corretto”, ormai universalmente adottata, non è altro che un vecchio concetto del Partito Comunista, un segno di distinzione e di appartenenza all’ortodossia ideologica di quel partito.
Il movimento femminista è comunista sia nelle origini che nello spirito. Esso pretende di difendere i diritti delle donne, mentre in pratica isterilisce entrambi i sessi e distrugge la famiglia, che rappresenta l’unità sociale di base. Anche l’elevazione dell’omosessualità a “stile di vita approvato” per gli eterosessuali fa parte della spudorata frode elitaria progettata per “creare nuovi tipi di esseri umani che si conformino…”.
La civiltà occidentale è come una nave che sta affondando in un mare di malvagità, eppure i passeggeri sono troppo frastornati e distratti per accorgersene. Bella Dodd ha avuto il coraggio di suonare l’allarme ben 50 anni fa. Non è mai troppo tardi per iniziare a resistere alla tirannia.

 

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  • Chiesa e comunismo: patto di tacita acquiescenza?

Papa Roncalli è passato alla storia come il papa dell’aggiornamento e dell’apertura al comunismo, ma contraddizione delle contraddizioni, lui, proprio lui, non Pio XII o Innocenzo III, proprio lui scrisse in difesa della tradizione della lingua latina e per l’inasprimento delle censure contro i comunisti. Giovanni XXIII scrisse la costituzione apostolica (oggi introvabile) “VETERUM SAPIENTIA”. In essa il Papa ribadisce la necessità della lingua sacra, affrancata dalla schiavitù dell’uso corrente che con il passar del tempo ne altera i significati; riafferma la dignità indiscussa e la somma utilità del latino e del greco (le lingue “cattoliche“, come le chiama) e auspica che nei seminari i corsi siano tenuti in tali lingue; riafferma che la ratio studiorum ecclesiastica riacquisti la propria originalità fondata sullo specifico dell’homo clericus, e quindi che si riduca al minimo l’incidenza delle scienze profane. Circa il comunismo, poi, il 25 marzo 1959, non si limita a rinnovare la scomunica che Pio XII nel 1949 aveva lanciato contro chi si iscrive a partiti comunisti o filocomunisti o alleati con essi, ma la estende persino a coloro che votano per tali partiti.

“L’allocuzione inaugurale del Concilio Vaticano II costituisce un atto di rilevante significato storico, certamente il più importante del pontificato di Giovanni XXIII, probabilmente uno dei più impegnativi della Chiesa cattolica nell’età contemporanea” scrive G. Alberigo, autore di uno studio particolarmente interessante su questo discorso. Il tono dell’allocuzione è veramente di una violenza sorprendente nell’affermare la necessità di girare la pagina del passato, accettando totalmente il “nuovo ordine” che sta instaurandosi con le “nuove condizioni e forme di vita introdotte nel mondo moderno” ed il “mirabile progresso della scoperta dell’umano ingegno”, per stabilire un dialogo fra la Chiesa e il mondo che assicuri l’unità della “intera famiglia cristiana” anzi del “genere umano”, unità che sembrerebbe “il gran mistero che Gesù Cristo ha invocato con ardente preghiera dal Padre celeste nell’imminenza del suo sacrificio”.
Ecco dunque “l’aria fresca” voluta nella Chiesa da papa Giovanni, spalancandone le finestre, per aprire poi le porte a tutti coloro che se ne erano separati o che i suoi predecessori avevano condannato: ortodossi, protestanti, ebrei, massoni, comunisti, liberali, modernisti. Diremo quindi che, per il papa “buono“, occorre leggere i “segni dei tempi”: il mondo è cambiato ed anche migliorato e dunque bisogna adeguarsi al mondo “moderno” guardando sempre a quello che ci unisce, usando della misericordia invece che della severità, adottando perfino il linguaggio degli uomini di oggi, per ristabilire con tutti l’unità.

Ma quale unità, quella voluta da Cristo o quella del giornale dei comunisti? Ricordiamoci che siamo nel ’62. Può darsi che quell’«Attila», di cui parlava G. Baldacci, fosse il comunismo. Nel settembre ’61 era stato costruito il muro di Berlino, e la cortina di ferro faceva sempre più vittime. Nell’ ottobre ’62, una settimana dopo l’allocuzione di Giovanni XXIII, scoppiava nei Carabi la crisi di Cuba. “Tuttavia, dichiarava imperterrito Giovanni XXIII, non senza grande speranza e con Nostro grande conforto vediamo che la Chiesa, oggi finalmente non soggetta a tanti ostacoli di natura profana, che si avevano nel passato, possa da questa basilica vaticana, quasi da un secondo Cenacolo apostolico, far sentire per mezzo vostro la sua voce, piena di maestà e di grandezza.”
Ma parecchi Padri conciliari, con maggior rispetto della realtà, ricorderanno il pericolo comunista, ne chiederanno la sua condanna, mentre si discuterà lo schema sulla “presenza ed azione della Chiesa nel mondo odierno”, che diventerà la “Gaudium et Spes”.

Così l’Arcivescovo irlandese William Conway lamentava: “Lo schema non parla della persecuzione contro la Chiesa in certi paesi: si può obiettare che questo silenzio è voluto per non ostacolare il dialogo con l’ ateismo, ma la verità e la sincerità sono condizione elementare di ogni dialogo”. Lo spagnolo Garcia de Sierra: “Il Concilio deve parlare chiaro in proposito e riaffermare la incompatibilità del comunismo non solo con l’antropologia rivelata, ma anche con quella naturale”. L’argentino Bolatti: “Lo schema, che contiene diverse lodevoli considerazioni e tratta notevoli e importanti problemi, trascura inspiegabilmente il fenomeno del comunismo. Anche se si vuole prescindere dagli aspetti politico economici del sistema, non è possibile passare sotto silenzio l’ideologia che ha conseguenze così gravi su tutta la vita del mondo. Il comunismo domina quasi la metà dell’ umanità e minaccia l’altra metà. È il più grave pericolo del mondo attuale. È necessario proclamare apertamente che il comunismo è in opposizione assoluta con il cristianesimo”. A sua volta il cecoslovacco Rusnak: “Guardando la carta geografica, non possiamo ignorare che la metà del mondo è soggetta al comunismo, senza dire dei comunisti che si trovano negli altri paesi. Il comunismo, perciò, è un fenomeno così vasto che bisognerebbe parlarne anche se non perseguitasse la religione. Invece la perseguita, incoraggiato dal silenzio dei grandi organismi internazionali sorti in difesa dei diritti dell’uomo, e purtroppo anche dal silenzio dei cristiani che potrebbero e dovrebbero parlare. A spiegare l’atteggiamento della Chiesa verso il comunismo non basta quel poco che si dice nello schema a proposito dell’ateismo, e che è del tutto inefficace. Ridurre, poi, il comunismo al solo problema dell’ateismo produrrebbe nel mondo una gran confusione, vedendo che la Chiesa tace dinanzi a quest’eresia del secolo ventesimo e non ha nulla da dire per rischiarare le menti confuse. Sarebbe crudele anche verso i fratelli perseguitati; bisogna, perciò, parlarne esplicitamente, esigendolo la verità e la carità. Far conoscere tali cose è un vero atto di carità, anche perché l’opinione pubblica del mondo e dei cattolici, rappresentati dal Concilio, può indurre i responsabili e più miti consigli”.
Anche Mons. Carli inviò alla competente commissione una nota critica in cui commentava tra l’altro: “È vero che nella nuova redazione dello schema XIII si parla dell’ateismo più abbondantemente che nella redazione precedente. Però, con l’evitare accuratamente il nome di comunismo, più volte condannato da magistero sotto questo nome, noi veniamo ad illudere e ingannare i nostri fedeli, specialmente i semplici e gli indotti, i quali leggendo questo schema crederanno che la Chiesa non abbia ormai più nulla da eccepire conto il comunismo! Che cosa diranno, per esempio, i comunisti italiani i quali generalmente non sono atei? Diranno: il Concilio ha condannato l’ateismo, ma non il comunismo; dunque, potremo essere nel medesimo tempo e credenti e comunisti!”

 

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Siamo qui di fronte al mistero più sconvolgente o alla contraddizione più paradossale dell’atteggiamento assunto da Giovanni XXIII e del Concilio di fronte al comunismo, che sembra non esistere più nella mente di papa Roncalli. Eppure il 25 marzo 1959, come abbiamo visto, aveva confermato con decreto la condanna e la scomunica dei cittadini che avessero dato il voto ai comunisti. Cosa aveva fatto cambiare idea al papa?

Andrea Riccardi accenna: “Si è parlato a questo proposito di un “patto” stretto a Metz tra il cardinale Tisserant su mandato di papa Giovanni, e il metropolita Nikodim, che avrebbe condizionato la partecipazione degli osservatori russi al Vaticano II ad un’esplicita esclusione della condanna”. L’aveva rivelato fin dal ’63 il partito comunista francese: “La Chiesa cattolica si è impegnata, nel dialogo con la Chiesa ortodossa russa, a che nel Concilio non ci siano attacchi diretti contro il regime comunista”. E Mons. Roche, segretario del cardinale Tisserant, lo conferma esplicitamente in una lettera al direttore della rivista Itineraires: «Tutti sanno che questo accordo fu negoziato tra il Cremlino e il Vaticano al più alto vertice. Mons. Nikodim e il card. Tisserant non furono che i portavoce, l’uno del capo del Cremino, l’altro del Sommo Pontefice allora regnante. Ma io vi posso assicurare, Signor Direttore, che la decisione d’invitare gli osservatori russi ortodossi al Concilio Vaticano II è stata presa personalmente da S. S. Giovanni XXIII, con l’aperto incoraggiamento del card. Montini, che fu il consigliere del Patriarca di Venezia al tempo in cui egli era arcivescovo di Milano. Il card. Tisserant ha ricevuto ordini formali, tanto per negoziare l’accordo quanto per sorvegliarne durante il Concilio l’esatta esecuzione. Perciò ogni volta che un Vescovo voleva affrontare la questione del comunismo, il cardinale, dal tavolo del consiglio di presidenza, interveniva per ricordare la consegna del silenzio voluta dal Papa».
«L’impegno preso e mantenuto dalla Santa Sede è stato la rinunzia alla missione della Chiesa, un tradimento a Dio, alla Storia, all’Occidente, alla Chiesa stessa e all’umanità, questa pagina nera della storia della Chiesa resterà, come giustamente scrive il Madiran, “la vergogna della Santa Sede nel secolo XX”».


Fonti:
L’Osservatore Romano 20-21/-XII-1999.
Card. Silvio Oddi: “Giovanni del Mito. Giovanni della Storia“, in 30 Giorni, N.ro 5 maggio 1988, pag. 58.
Acta Apostolicae Sedis 26-11-1962, pp. 786-795. Alberigo, “Formazione, contenuto e fortuna dell’allocuzione” in “Fede, Tradizione, Profezia“, Paideia Editrice, Brescia 1984, pp. 187-222. Vedi Itineiraires n. 70, febbraio 1963; n. 72 aprile 1963; n. 84 giugno 1964; n. 280 febbraio 1984; n. 285 luglio 1984.

 

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Un testo che aiuta a comprendere meglio il “Nuovo Inganno Mondiale”
Consiglio la lettura di questo interessantissimo e dettagliato testo dal titolo “Rivelazioni non autorizzate” di Marco Pizzuti, edizioni Il Punto D’Incontro 2009, dal quale ho tratto questo brano “illuminante”:
Nei primi anni 1950, la signora Bella Dodd ha fornito spiegazioni dettagliate della sovversione comunista della Chiesa. Parlando da ex alto funzionario del Partito comunista americano, la signora Dodd ha detto: “Nel 1930 abbiamo messo 1100 uomini al sacerdozio, al fine di distruggere la Chiesa dal di dentro.” L’idea era che questi uomini di essere ordinato e di progresso per le posizioni di influenza e autorità come Monsignori e Vescovi. Lei ha affermato che: “Per ora sono nei posti più alti della Chiesa” – dove stavano lavorando per portare avanti il cambiamento, al fine di indebolire l’efficacia della Chiesa contro il comunismo. Ha anche detto che questi cambiamenti sarebbe così drastico che “non riconosce la Chiesa cattolica”. Dodd ha dato testimonianza di infiltrazione comunista di Chiesa e Stato davanti alla Commissione Parlamentare Attività Un American nel 1950. Martedì, 5 Agosto, 1952 ha annunciato pubblicamente che il 7 aprile dello stesso anno, fu ricevuta di nuovo nella Chiesa cattolica romana. Non essendo in grado di garantire il suo certificato di battesimo in Italia dopo un’indagine, che è stato quindi condizionale battezzato dal vescovo Fulton J. Sheen nella Cattedrale di St. Patrick, a New York.
L’ombra dell’élite dietro le ideologie di massa. L’inganno del popolo e la rivoluzione tradita.
La maggior parte degli esperti politici ritiene che il tracollo dell’URSS abbia comportato il definitivo fallimento degli ideali socialisti e ciò in quanto costoro continuano erroneamente a identificare tale regime con ogni forma possibile di comunismo reale. Ciononostante non possiamo dimenticare il fatto oggettivo che nella ex Unione Sovietica la dottrina socialista non è mai stata applicata veramente. Di fatto, Lenin e tutti gli altri agitatori della rivoluzione che vennero finanziati dai poteri forti tradirono le promesse fatte ai lavoratori e alla classe proletaria, consegnando il comando del Paese a un’élite privilegiata alto borghese. Il socialismo reale infatti avrebbe dovuto eliminare le cause della miseria popolare e abbattere il potere illimitato dei pochi sui molti, ma al di là dei grandi proclami avvenne esattamente il contrario. Appena conclusa la rivoluzione Lenin e Trotsky non fecero altro che smantellare tutte le organizzazioni indipendenti dei lavoratori ponendole fuori legge. Essi istituirono persino uno dei più celebri strumenti di controllo e di terrore sulla popolazione, il KGB, con il quale ridussero il popolo russo a una nuova schiavitù. Lenin realizzò poi una netta separazione tra la classe dirigente e il resto della popolazione, escludendo quest’ultima da qualsiasi concreta possibilità di manifestare il proprio dissenso politico. … La sedicente dittatura del proletariato divenne a tutti gli effetti una dittatura contro di esso e il popolo venne usato come carne da macello per attuare una rivoluzione che proveniva dall’élite borghese. Gli ideali comunisti furono utilizzati cinicamente per ingannare le masse. … Ad accorgersene, però, ci furono, come già visto, anche molti brillanti attivisti comunisti che avevano ingenuamente creduto nella causa della “rivoluzione proletaria”, e tra questi possiamo sicuramente citare la statunitense Bella Dodd (1904-1969), membro del Consiglio Nazionale del Partito Comunista americano (CPU-SA). Bella Dood scrisse infatti “The school of Darkness” (La scuola delle tenebre), uno straordinario volume rivelatorio dal titolo emblematico divenuto ormai praticamente introvabile. Il contenuto esplosivo dell’opera ripercorre le tappe della Rivoluzione russa, soffermandosi poi sulle prove inoppugnabili che riguardano il vero motivo per cui venne realizzata. E poiché come già visto furono proprio i banchieri di Wall Street a finanziare le attività rivoluzionarie internazionali sorge spontaneamente una domanda: per quale recondito motivo dei grandi capitalisti, tra i quali spiccava l’impero finanziario di J.P.Morgan, patrocinarono i comunisti? Gary Allen fornisce questa spiegazione: “Se si riconosce che il comunismo non è un programma per la condivisione del benessere, bensì un metodo per il controllo, allora l’apparente paradosso del super-ricco che promuove il comunismo non è più tale. Diventa il logico, il perfetto strumento per megalomani in cerca di potere. Il comunismo non è il movimento delle masse oppresse, ma dell’élite economica”.
In conclusione, il comunismo fu ed è tuttora una frode utopistica escogitata da personaggi enormemente facoltosi per boicottare i sogni della gente ordinaria e arrestare il progresso della conoscenza umana. Si tratta della medesima congiura che ha innescato le guerre attualmente in corso. Il comunismo propugna i valori della fratellanza e della pace solo per confondere le masse, rinnegandoli poi di fatto fin dalle prime fondamenta delle sua ideologia materialista (la quale sia attraverso la forma individualista del capitalismo che quella collettiva del bolscevismo non può riconoscere realmente alcun valore etico e morale) al solo scopo di ingannare i popoli. Sotto la pelle dell’agnello dei buoni propositi si nasconde il “lupo” sanguinario e vorace dell’élite finanziaria internazionale, che sfrutta continuamente il corpo e la mente di miliardi di persone, e tutto ciò che viene spacciato come verità nei media e nelle scuole fa parte di questo mostruoso imbroglio. L’espressione “politicamente corretto”, ormai universalmente adottata, non è altro che un vecchio concetto comunista, un segno di distinzione e di appartenenza all’ortodossia ideologica di quel partito. Anche il movimento femminista è comunista sia nelle origini che nello spirito; esso pretende di difendere i diritti delle donne, mentre in pratica isterilisce entrambi i sessi e distrugge la famiglia, che rappresenta l’unità sociale di base, il vero fondamento della società. L’attuale società appare insomma come una nave che sta affondando tragicamente in un mare di malvagità e di ipocrisia, senza che i suoi passeggeri possano accorgersene. A tenere loro la mente frastornata e distratta ci pensano infatti lo sport e ogni altro genere di spettacolo offerto a buon mercato dal circo mediatico di chi governa la cabina di pilotaggio. “Trotsky, Lenin, Marx e gli altri rivoluzionari del socialismo reale, proprio mentre denunciavano i mali del capitalismo, ricevevano segretamente i soldi necessari alla rivoluzione operaia proprio dagli stessi banchieri di Londra e di New York che in pubblico giuravano di voler mandare in bancarotta.”
Leyba Davidovich Bronstein, che si era nascosto dietro un nome non ebraico, alias Leon Trotsky, è citato in “La natura del sionismo” di Vladimir Stepin: “Dobbiamo trasformare la Russia in un deserto popolato da negri bianchi su cui dovremo imporre una tirannia, come i despoti orientali più terribili che abbiano mai sognato. L’unica differenza è che questa sarà una tirannia di sinistra, non è una tirannia di destra. Sarà una tirannia rossa e non una bianca. Intendiamola parola ‘rosso’ letteralmente, perché dovremo versare inondazioni di sangue, che renderanno tutte le perdite umane subite in guerre capitaliste un pallido terremoto al confronto. I più grandi banchieri oltre l’oceano lavoreranno nel contatto più stretto possibile con noi. Se vinciamo la rivoluzione, stabiliremo il potere del sionismo sul relitto del funerale della rivoluzione, e noi diventeremo una potenza davanti al quale tutto il mondo affonderà in ginocchio. Noi mostreremo quale è il potere reale. Per mezzo di terrore e bagni di sangue, potremo ridurre l’intellighenzia russa ad uno stato di stupore completo e idiozia e ad una esistenza animale!”

Molti pensano che queste élite globali non possano esercitare alcun potere senza la dabbenaggine e l’ingenuità della gente, ed io rispondo che senza questa dabbenaggine i partiti politici e le sette segrete, massoneria in testa, non sarebbero potute diventare il potere occulto che sono oggi. Purtroppo la gente si fa baluginare sempre più spesso da promesse di ricchezza, successo, prestigio, agi, ed i nemici dell’anima ne approfittano scaltramente ingannando e deludendo sistematicamente chi si  consegna e si “vende” a loro.  Mark Twain diceva: “E ‘più facile ingannare le persone che convincerle di essere state ingannate”. Parole sacrosante che suonano come una profezia tristemente avverata.

 

 

8 Commenti a "Dietro il ‘nuovo ordine mondiale’: il Comunismo"

  1. #Alessio   1 marzo 2016 at 7:39 pm

    Diciamole, queste cose! Gridiamole! Visto che sono ancora in tanti che insistono nel vedere i cattivoni nell’estrema destra.
    Mi dispiace commentare in modo tanto banale ed inadeguato ad un così brillante articolo, ma purtroppo non basta capire come stanno le cose, una volta che lo si ha capito bisogna anche comportarsi di conseguenza.
    Quindi, CARI CATTOLICI, VOLETE ESSERE NELLE MANI DI COSTORO?
    SE SI’, NON FATE NULLA!
    SE NO, RICORDATEVI DI VOTARE FORZA NUOVA!

  2. #lister   1 marzo 2016 at 7:55 pm

    E ricordiamo sempre che il comunismo ha una matrice ebraica/massonica.
    Marx ( massone), Lenin (massone), Stalin (massone) volle Yagoda, il sanguinario ebreo responsabile della morte di 10 milioni di persone,a capo dell’NKVD; un gran numero di alti esponenti del Politburo ed un gran numero di esponenti del Soviet Supremo erano EBREI.
    Frank10, in altro post, ne fa nomi e cognomi

    Ed il B’nai B’rith è EBREO; Rothschild, Rockefeller, Zuckerberg suo nipote, Gates, Soros ed altro putridume: tutti EBREI MASSONI.
    Ecco chi manovra per il NWO: Comunisti ed Ebrei

  3. #bbruno   1 marzo 2016 at 9:48 pm

    Il conservatorismo di Giovanni XXIII, una contraddizione, un non-sense?!? O una tattica di astuzia sopraffina-a lui certamente suggerita dai suoi ispiratori ed elettori – come quella che ti spinge a muovere il tuo attacco, per renderlo più efficace, dalle posizioni più insospettate???

    Il comunismo movimento devastatore della umanità e della Chiesa, certamente. Ma solo una delle grandi spinte compiute,nel corso dei secoli, dalla Perfidia Ebraica, e servitù collegate, per portare , l’umanità fuori dal corso della civiltà cristiana; e che ora, assumendo la forma della promozione dei sedicenti diritti civili, ha finalmente manifestato il suo vero ultimo obiettivo: quello della creazione in proprio del Nuovo Uomo da opporre, in sfida blasfema, a quella voluta da Dio e manifestata nel suo Cristo..

  4. #Maria   3 marzo 2016 at 2:58 pm

    No no! Per carità io non voterò né per i Comunisti ne’ per Forza Nuova. Loro ce la sanno raccontare bene ma, poi chissà,se ne vanno a braccetto a mangiare insieme.

    Ma bbruno e Lister tutte queste cose che dite le trasmettete a voi stessi o, pensate che gli altri vi capiscano.Se si! avete delle belle pretese.
    Preferisco Alessio,almeno lui è più diretto e chiaro.

  5. #Benedetto   5 marzo 2016 at 1:59 am

    A proposito di VETERUM SAPIENTIA: Mi è stato riferito da un sacerdote della FSSPX che un giorno Mons. Lefebvre fu ricevuto in udienza da Giovanni XXIII. Per prima cosa l’arcivescovo si complimentò col Papa per il documento VS. Il Papa, che ancora non conosceva bene il pensiero di Lefebvre, lo canzonò, chiedendogli se davvero pensasse che fosse una cosa da prendere sul serio e non un trucco di propaganda. Il monsignore ovviamente ci rimase molto male non capacitandosi di quanto aveva ascoltato. Il trucco era riuscito in effetti, tanto che ancor oggi tutti ci credono ancora e si rammaricano che il papa buono non sia stato preso sul serio in tutti gli aspetti.
    BENEDETTO

    • #bbruno   5 marzo 2016 at 12:31 pm

      Grazie Benedetto della storia edificante : a conferma di quanto facilmente immaginabile!’ Col papa Roncalli si è inaugurata la serie dei Papi-Imbroglio: dire una cosa giusta per fare passare il veleno loro! Per ingannare gli stolti, e fare il comodo degli empi! (en passant, ma il Lefebvre si è guardato bene dal rivelare erga omnes la canzonatura, davvero fedele Cameriere di Sua Santità Empia!

    • #bbruno   5 marzo 2016 at 2:01 pm

      davvero un tratto comune li lega tra loro,questi Papi-imbrogli, con il loro padre, colui che è chiamato ‘diavolo’, cioè l’ Imbroglione! Che nelle prime pagine del Genesi si presenta in forma di serpente, “il più astuto degli animali” ! E ti fa credere che la parola di Dio è un inganno,,e lui il portatore della vera verità: la verità MODERNA!!

  6. #frank10   5 marzo 2016 at 3:00 pm

    Articolo molto utile, grazie.

    “Questo importante libro è ovviamente esaurito ed è introvabile persino nel circuito dell’usato. La “longa manus” ha colpito ancora…”
    Sì, però oggi su Internet si trova moltissimo in pdf:

    http://www.germanvictims.com/wp-content/uploads/2013/06/The_School_Of_Darkness-Bella_V_Dodd-1963-274pgs-COM.sml_.pdf