Il guanto di sfida del Beato Pio IX

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« Con quanta cura e pastorale vigilanza i Romani Pontefici Predecessori Nostri, eseguendo l’ufficio loro commesso dal medesimo Cristo Signore nella persona del Beatissimo Pietro Principe degli Apostoli e il carico di pascere gli agnelli e le pecore, Non abbiano mai tralasciato di nutrire diligentemente l’universal gregge del Signore con le parole della fede, e di imbeverlo della salutare dottrina, e di rimuovere dai pascoli attossicati, a tutti ed a Voi in modo speciale, o Venerabili Fratelli, è chiaro il manifesto. Ed in vero i predetti Nostri Predecessori dell’augusta Religione cattolica, della verità e della giustizia difensori e vindici, ebbero più a cuore quanto, con le loro sapientissime Lettere e Costituzioni scoprire e condannar tutte le eresie e gli errori, i quali contrariando la divina nostra fede, la dottrina della cattolica Chiesa, l’onestà dei costumi e la eterna salute degli uomini, spesso eccitarono gravi tempeste, e funestarono in miserabil modo la cristiana e civile repubblica. »

{Beato Pio IX, incipit dell’Enciclica Qaunta Cura}

 

di Lorenzo Roselli

 

Credo di poter affermare senza remore alcuna che il Beato Pio IX sia il papa d’epoca contemporanea a cui sono più devoto.
Fermo, intransigente, quasi sprezzante verso ogni forma di compromesso con il “mondo moderno”, quello a cui oggi si chiede a gran voce il Cristianesimo sottostia, ma al contempo paternalmente docile con l’uomo in tutte le sue caduche inclinazioni.

Volle intensamente l’Italia, ma non alle condizioni infami che gli chiedevano i liberali. Sentiva una necessità impellente di giustizia sociale nella politica del suo tempo, ma riteneva retoriche ed inconsistenti le vie con cui Mazzini auspicava di ottenerla.

Papa Pio IX era un “papa del popolo”: uno che detestava la borghesia e la nobiltà, per ragioni caratteriali più che politiche. Preferiva la compagnia dei fedeli di baso lignaggio a cui quasi mai negava un’udienza privata. Fondò scuole, ospedali, mense per gli indigenti e persino un sistema sociale per l’assegnazione degli alloggi , che però non vide mai luce a causa della guerra con i Savoia. Viveva in ristrettezza pur di non negare un pasto quotidiano al più misero degli abitanti di Roma, tramite il Circolo San Pietro da lui fondato, riuscendo così nella straordinaria impresa di essere un ottimo statista e un grandissimo pontefice.
Il suo “Non possumus, non volumus” riecheggia nelle menti di molti suoi estimatori, così come il suo ardore crociato nel difendere l’autonomia politica della Chiesa cattolica. Eppure, quando i piemontesi avevano ormai cinto d’assedio le Mura Leonine ordinò al comandante degli Zuavi Hermann Kanzler di non sparare un solo colpo affinché <<nessuna vita umana fosse sacrificata per questa ignobile farsa>>; un solo colpo in aria, a simbolo della violenza in atto, sarebbe dovuto partire dalle fila pontificie. Kanzler per orgoglio non obbedì e caduti da ambo le parti vi furono quel 20 settembre.
E anche questo “crimine” gli fu imputato quando un’orda di sciacalli assaltò il suo corteo funebre che terminò bruscamente nella Basilica di San Lorenzo al Verano in cui è tutt’ora tumulato.

La lunga e sofferta vita del Sommo Pontefice Pio IX, votata alla lotta contro la Modernità, contro l’ineluttabile come talvolta amano sostenere storici insigni come autori di sussidiari scolastici, non è stata vana.
Il Papa marchigiano cone le sue gesta pregne di amore sconfinato per la Chiesa e i suoi fedeli, specie i più diseredati, innestò coraggio ai suoi successori: molti di noi conoscono l’operato della associazioni integriste a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.

Il suo Sillabo ispirò quelle che saranno le grandi Encicliche Sociali che arricchiranno il Magistero della Chiesa cattolica; del resto, fu proprio Pio IX a favorire lungamente l’operato del padre gesuita Luigi Tapparelli d’Azeglio  che pose le basi di quella che sarà la Dottrina Sociale Cristiana traducendo il tomismo in teoria politica, tra le pagine della Civiltà Cattolica.

Pio IX vide la modernità liberale, la comprese, ne riconobbe in profondo le contraddizioni sociali ancorate nell’empio intento dissolutore nei confronti della civiltà cristiana. Ma non si tirò indietro, anzi: a questo universo a lui estraneo e avverso gettò un guanto di sfida.
Questo gesto figurato (ma non troppo) più di altri, rappresenta in se stesso quella che viene definita “l’incompatibilità irrisolvibile” tra la nostra Chiesa e i valori di un mondo che ci è distante, nonostante gli innumerevoli tentativi di tendergli la mano.

Nell’attuale contenzioso vivo nel nostro Paese sulle unioni civili, il Family Day e tanti altri fuochi di paia accesi negli ultimi decenni anche ben più gravi (si pensi alla legalizzazione aborto) possiamo renderci conto quanto era nell’errore chi ha ritenuto di poter tirarsi indietro dalla battaglia culturale.

Dietro ai proclami di libertà che caratterizzano i nostri avversari, si cela nulla più che malcelata tolleranza.

La stessa che sfocia nell’ateismo di stato francese, nel divieto di obiezione di coscienza e nella recondita ambizione espressa qualche giorno fa dal filosofo Umberto Galimberti di una religione vissuta esclusivamente nel privato, senza “disturbanti” manifestazioni pubbliche della stessa.

Ma a questo punto la scelta sta a noi: andare incontro al “progresso ineluttabile” sperando in qualche modo di sopravvivere o raccogliere invece il guanto di sfida del Beato Pio IX, nella piena consapevolezza di attirarci la maledizione di chi oggi conta, di chi si sente dalla parte giusta della storia… Ma anche di avere alle nostre spalle le schiere di santi e Nostro Signore.

 

 

 

2 Commenti a "Il guanto di sfida del Beato Pio IX"

  1. #Simone Petrus Basileus   12 marzo 2016 at 10:27 pm

    Kanzler non disobbedì per orgoglio ma per amore verso il sovrano pontefice che veniva minacciato in quel momento.

    http://www.treccani.it/enciclopedia/hermann-kanzler_(Dizionario_Biografico)/

    Pio IX veniva da una Nobile Famiglia, quindi non detestava, ma caso mai era più attento verso i bisognosi di quanto lo fosse verso i nobili e borghesi che teneva cmq in considerazione se consideriamo ai meriti che riconobbe al Kanzler stesso e al seguito della corte papalina.

    di seguito riporto la mia prima e per adesso unica conferenza in CAP proprio su questo grandissimo generale. Scusate per la povera eloquenza e il poco brio ma avevo una terribile cefalea quel giorno.

    http://www.radiospada.org/2014/11/qui-radio-spada-hermann-kanzler-lultimo-condottiero/

  2. #Simone Petrus Basileus   12 marzo 2016 at 10:46 pm

    https://www.youtube.com/watch?v=PEaW6stq8_A