Il mondo e la Chiesa “degli ultimi tempi”

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Su un tema dibattutissimo, il contributo di Cinzia Palmacci. Come sempre, le posizioni espresse sono personali e non rispecchiano necessariamente quelle degli altri redattori e collaboratori di RS. 

 

di Cinzia Palmacci

 

La notte del 25 gennaio 1938 Suor Lucia vide una luce rossa che la Madonna le aveva predetto sarebbe stato il grande segno che Dio stava per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre“. Il giorno seguente, lo strano fenomeno di quella “notte illuminata” fu riportato sui giornali di tutta l’Europa e del Nord America. Suor Lucia capì che il grande castigo stava per cominciare, e poche settimane dopo, nel marzo del 1938, Higler invase l’Austria, annettendola alla Germania; questo atto fu l’inizio degli eventi che trasformarono le varie aggressioni di Germania, Italia e Giappone nella seconda Guerra Mondiale. Tale guerra si sarebbe potuta evitare se le richieste della Madonna di Fatima fossero state esaudite. Ella aveva già promesso: “se ciò che io vi chiedo sarà fatto, saranno salvate molte anime e vi sarà la pace.” La Madonna enfatizzò il fatto che l’unico modo con cui si può ottenere la pace è tramite l’obbedienza alle Sue richieste quando chiese la recita del Rosario “in onore della Madonna del Rosario, per poter ottenere la pace nel mondo…perché solo Lei può salvarvi.” E’ di fondamentale importanza tenere bene a mente che la Seconda Guerra Mondiale è stato solo l’inizio del castigo promesso. Se le persone non si pentono e non emendano le proprie vite allora altri severi castighi seguiranno. La Madonna ha predetto in particolare l’arrivo della Guerra Mondiale, quando disse: “La guerra sta per finire; ma se la gente non smette di offendere Dio, una peggiore scoppierà durante il regno di Pio XI.” Questo castigo specifico è già avvenuto. La minaccia di una tale punizione per il mondo “per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre” fa parte di una profezia assai più generale che si è compiuta solo parzialmente. Che si avveri del tutto oppure no, dipende dal compimento o meno delle richieste della Madonna. Il castigo è rivelato pienamente nella parte ancora non pubblicata del Terzo Segreto, mentre viene solo accennata in maniera generale nella seconda parte. Quello che dice la Madonna nella seconda parte del Segreto è che: Se le mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace; altrimenti, essa diffonderà i propri errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà tanto da soffrire e molte nazioni saranno annientate. Le conseguenze per non aver eseguito le richieste del Cielo saranno incalcolabili e catastrofiche. Coloro che affermano che le richieste della Madonna sono state esaudite e che la consacrazione della Russia è stata fatta, hanno perso il contatto con la realtà. Navarro Valls, il portavoce del Vaticano, ha ricordato nel 2002 che la Chiesa Cattolica è attualmente perseguitata in Russia. La Madonna ci ammonì che la Russia avrebbe perseguitato la Chiesa se le Sue richieste non fossero state ascoltate. Ella disse: “Se le mie richieste verranno ascoltate, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace…“. Da allora più di 250.000 soldati Americani ed un terzo delle forze militari britanniche sono stati inviati in Iraq, mentre l’esercito Americano sembra propenso a muovere guerra contro la Corea del Nord e l’Iran. Malgrado ciò, la Congregazione per la Dottrina della Fede ci ha assicurato che la “decisione di Sua Santità di rendere pubblica” la visione “del vescovo in bianco”, “porta a compimento un periodo storico segnato dalla tragica sete umana per il potere ed il male”. La Madonna di Fatima disse a Suor Lucia nel maggio 1952: “Fai sapere al Santo Padre che sto ancora aspettando la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato. Senza la Consacrazione, la Russia non sarà in grado di convertirsi, né il mondo avrà pace.”

Esiste un’unica superpotenza militare al mondo, ed è la Russia. Come spiega Donald McAlvany: “la Russia (ovvero l’”ex” Unione Sovietica) è ancora la più grande macchina bellica del mondo: ha i più grandi arsenali di missili nucleari, di carri armati, veicoli corazzati, sottomarini nucleari, missili balistici intercontinentali di terra e imbarcati su sottomarini (ICBM e SLBM), ed ha la più grande aviazione militare del mondo.” I Sovietici sono riusciti nel loro obiettivo di realizzare la dissoluzione dei blocchi e la creazione dell’Europa Unita insieme all’entrata, con lo status di partecipante, all’alleanza NATO. E’ stato dichiarato piuttosto apertamente dal presidente Sovietico Vladimir Putin, il quale, riferendosi alla Nato, disse a Roma il 28 maggio 2002 “ci chiameremo la ‘Casa dei Soviet’.” Putin è riuscito in quello che Breznev aveva promosso col suo “detente”. “Riguardo all’esistenza di un piano militare congiunto Russo-Cinese,” continua McAlvany, “Luney affermò che durante la sua ultima visita a Mosca , prima della sua diserzione nel 1992, lo Stato Maggiore Russo era ancora impegnato ad ideare un piano vincente per una futura guerra nucleare contro gli Stati Uniti. La soluzione nucleare è ancora validagli dissero. Ma vi sarebbero stati alcuni cambiamenti. Le truppe Russe non sarebbero state impiegate nell’invasione dei 48 stati meridionali (territorio degli USA). Le forze Russe avrebbero solamente occupato “l’Alaska e parte del Canada”. Sarebbero stati i Cinesi ad occupare gli altri 48 stati.” Il potere missilistico nucleare della Russia Sovietica e l’immensa manodopera della Cina Rossa si sono uniti in un pugno di ferro che forma il cuore di questa nuova asse, che potrebbe benissimo essere chiamata Asse Mosca-Pechino. Richard Maybury ha coniato il termine Nuova Asse nel 1996. Non si limita alla Russia ed alla Cina, che hanno firmato il trattato di amicizia Cino-Russo nel luglio 2001 e hanno dichiarato apertamente i loro interessi strategici congiunti contro gli Stati Uniti, ma include anche molte altre nazioni che sono entrate a far parte di un’alleanza segreta contro gli Stati Uniti ed i loro alleati NATO. Maybury spiega in un suo studio dell’Early Warning Report del febbraio 2003, che “il gruppo consiste almeno in 12 membri, tra cui l’Iran, l’Iraq, la Corea del Nord, la Siria, la Libia, Cuba ecc…”. Paesi come la Libia, la Siria, La Corea del Nord, l’Iran, l’Iraq  vi dicono niente? Tutti paesi coinvolti in qualche maniera nel grande caos di questi “ultimi tempi”.  Dunque gli USA vogliono muovere guerra a questi stati per punirli dell’alleanza cino-russa contro di loro? Credo che il destino dell’Italia dipenderà dall’appoggio o meno agli States in questa “spedizione punitiva”.  

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Il governo degli Stati Uniti sa dell’esistenza della Nuova Asse almeno dal 2002. Il vice Segretario alla Difesa, Paul Wolfowits, disse: “ciò che ci colpì tutti alla Commissione Rumsfeld, la nostra più grande sorpresa, fu di capire quanto questi stati canaglia (gli stati della Nuova Asse) si stessero aiutando l’un l’altro, e più ancora quanto aiuto stessero ricevendo dalla Russia e dalla Cina.” La Nuova Asse ha pesantemente superato in uomini ed armamenti gli Stati Uniti d’America ed i suoi alleati. Quest’Asse vuole coinvolgere gli Stati Uniti in una serie di tante piccole guerre contro i propri stati membri più piccoli: prima in Afghanistan, poi in Iraq, poi possibilmente in Iran ed in Corea per arrivare infine alla Cina via Taiwan. Essi intendono far diluire e disperdere le nostre forze armate per poi colpire con una potente guerra lampo contro le nazioni europee ed il Nord America. E questo sarà solo l’inizio del Grande Castigo. “Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori” (Marco 13,8). A giudicare dal quadro geopolitico attuale, tutto sembra evolvere verso questa “ineluttabile” profezia.

 

  • Le sofferenze del papa

La famosa profezia sulla fine del Papato di San Malachia, vescovo irlandese dell’XI secolo, pubblicata per la prima volta nel “Lignum Vitae” del benedettino Arnoldo Wion, recita: Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà il Pietro romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la Città dei sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo.

In San Malachia si trovano anche predizioni apocalittiche sulle nuove persecuzioni dei cristiani. E anche le visioni mistiche della monaca di Dresda, vissuta nel XVII secolo, e di Santa Caterina Emmerich, che conversava regolarmente con il Bambino Gesù, con gli angeli e con i santi, nel XVIII secolo, sono sulla stessa linea profetica. Si annunciano grandi tribolazioni per la Chiesa, tradimenti, peccati, e guerre, anche di religione.

Secondo il gran maestro Gioele Magaldi, il capo degli jihadaisti Al-Baghdadi sarebbe un massone della terribile loggia internazionale creata da Bush Jr, Hathor Penthalpha, con l’obiettivo di dominare il mondo.

 

  • Gli eventi suggeriscono che siamo nei tempi profetizzati

In effetti, sono molte le situazioni che potrebbero far precipitare gli eventi anche nei prossimi 1-2 anni: da un collasso del sistema economico a seguito di un acuirsi della crisi dell’area euro a un conflitto innescato da Paesi con armi atomiche o molto vicini al disporne (Iran-Israele o Corea del Nord-Corea del Sud o Giappone-Cina, con le crescenti scaramucce navali e aeree per le isole Senkaku).

L”ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa” e le “tribolazioni” potrebbero essere quelle scatenate dalle parole di Benedetto XVI su Maometto pronunciate nella sua lectio magistralis tenuta in Germania, all’Università di Ratisbona, il 12 settembre 2006, e considerate una grave offesa dal mondo islamico. Nei giorni seguenti a tale infausto discorso, infatti, si sono succeduti dei fatti che davvero hanno fatto ritornare alla mente le antiche persecuzioni di duemila anni fa contro i Cristiani: una chiesa cristiana è stata bruciata a Turkarem, in Palestina; a Mogadiscio, in Somalia, è stata uccisa una suora, suor Leonella; in Indonesia sono stati uccisi tre Cristiani accusati di aver ucciso duecento musulmani negli scontri interreligiosi del 2000, ma l’esecuzione è avvenuta dopo un processo viziato da pesanti irregolarità, come testimonanze non ascoltate e prove non accettate.
Inoltre, sempre a seguito di tale discorso, sono giunte gravissime minacce contro Benedetto XVI e contro il Vaticano che potrebbero concretizzarsi in futuro. Il 15 settembre 2006 il gruppo armato Jaiech al-Moudjahidine, cellula irachena di Al Qaeda, con un comunicato su Internet, ha minacciato di attaccare Roma e il Vaticano a causa delle parole di Benedetto XVI sull’Islam e sulla guerra santa. “Giuriamo di distruggere le croci nel cuore di Roma – hanno scritto i terroristi – Non avremo pace finché i vostri troni e le vostre croci non saranno distrutte”. “Ci faremo vivi con fatti, non con parole” si leggeva ancora nel comunicato. Altre minacce: “Sappi che i soldati di Maometto verranno presto o tardi a scuotere il tuo trono dalle fondamenta del tuo stato” si leggeva in un messaggio del gruppo armato iracheno Asaeb al Iraq al Jihadiya (Lega degli jihadisti in Iraq) rivolto a Benedetto.
Le minacce suddette riguardano la figura del pontefice e il Vaticano come luogo fisico. Dunque l'”inizio della fine” potrebbe forse essere un grave attentato. In realtà, dalla Profezia dei Papi non è affatto chiaro se Roma, “la città dai sette colli”, sarà distrutta dall’uomo o da Dio.

Di certo Bergoglio è, anche agli occhi di un osservatore esterno e non credente, un pontefice assolutamente anomalo rispetto alla tradizione papale e ai suoi predecessori dell’ultimo secolo che anche furono considerati “rivoluzionari” rispetto alla tradizione vaticana. Intanto, lo è per il modo in cui è stato eletto. Non per la morte del suo predecessore ma per le sue “dimissioni” da Vicario di Cristo. Un gesto eclatante di quello che è stato definito “il papa teologo”, ma che a quanto pare – notizia assolutamente sconcertante – aveva in animo sin dal giorno della sua elezione, il 19 aprile 2005. Secondo quanto ha raccontato prima di morire nel 2015 in un video poi messo in Rete, il gesuita Silvano Fausti, confessore del cardinale Carlo Maria Martini, ha raccontato che durante il conclave convocato alla morte di Giovanni Paolo II tra i cardinali riuniti per scegliere c’erano tre fazioni: i “curialisti”, i “conservatori” di Ratzinger e i “progressisti” di Martini. Lo scopo di questi ultimi due era proprio di sconfiggere i “curialisti” per riformare radicalmente una Curia ormai autonoma e ingestibile. Mentre era in corso una manovra per eleggere un cardinale “molto strisciante” di Curia, Martini andò da Ratzinger offrendo i propri voti purché il suo scopo, da papa, fosse quello di smantellare il potere della Curia: “Se riesci a riformare la Curia bene, se no te ne vai” ha raccontato Fausti. Ratzinger venne eletto, ma non riuscì assolutamente in questo intento nell’arco di sette anni. Nell’’ultimo incontro fra i due, il 12 giugno 2012, due mesi prima della sua morte il 31 agosto, Martini disse a Benedetto XVI che avendo fallito tanto valeva che si dimettesse. Carlo Maria Martini come si sa era un gesuita. Sei mesi dopo Ratzinger fece la clamorosa affermazione, esplicitando quanto aveva sin dalla elezione in animo. Sorpresa per tutti, ma non per lui, il “papa teologo”.

Alle spalle di Bergoglio c’è tutto questo che nessuno ha mai smentito e che è stato dettagliatamente illustrato dalla intervista del confessore e da un ampio articolo di Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera dl 16 luglio 2015.

Bergoglio è anch’egli un gesuita, popolare e non sulle sue come Martini, ma ragiona e opera come tale. A Buenos Aires veniva considerato un “peronista” e vicino alla cosiddetta Guardia di Ferro argentina. Populista, invero, più che popolare. Bergoglio ama presentarsi come tale. Bergoglio ci tiene a sottolineare di essere il Vescovo di Roma, tanto è vero che non vive nei Palazzi Apostolici ma a Santa Marta: più che il Sommo Pontefice, cioè, il Petrus Romanus delle profezie di Malachia. Piuttosto il Sommo Parroco, il Parroco del mondo che non la suprema autorità ecclesiastica. Ma i problemi del mondo non sono quelli di una grande città. Bergoglio è soprattutto un “papa bis”, l’anomalia più grande, un evento da “fine del mondo”. Il suo predecessore vive tra Castel Gandolfo e Roma, è vivo e vegeto pur se quasi novantenne, è un “papa emerito” con una definizione mai esistita in precedenza e a quanto pare coniata dallo stesso Ratzinger per giustificare la sua inedita posizione. Bergoglio ha di certo svolto rapidamente il suo compito nei confronti della Curia come da programma del progressista Martini e del conservatore Ratzinger, ma sta anche smantellando molto altro. Non passa giorno che non dica qualcosa di inaspettato, non solo sul piano materiale e pratico, ma anche sul piano religioso e teologico: dai divorziati all’aborto, dagli omosessuali agli immigrati, dalla donna nella Bibbia all’ecologia. Sembra che abbia letto l’ultima intervista in cui il gesuita cardinale Martini diceva di una Chiesa “rimasta indietro di 200 anni: come mai non si scuote?” come riportato il citato Corriere della Sera.

Il gesuita Bergoglio sta dando “energici scossoni”. Ma con quali risultati? Bergoglio ha evidentemente un suo programma pragmatico e spirituale che certo non si può sapere perché non si entra nella mente di un pontefice tanto più gesuita, ma di cui traspaiono le linee: una Chiesa cattolica che si identifichi assolutamente ed esclusivamente in quella della misericordia (il Giubileo proclamato all’improvviso e in modo anomalo quanto a date) e al perdono, aperta a tutti i peccatori e a tutti i non cattolici. Intende essere il parroco di tutti, un prete popolare e non aristocratico, che va “verso la gente”, “verso il mondo” e cerca di capirne le “esigenze”, le “istanze”, le “novità” emerse con la sua evoluzione, con il progresso dei costumi, della morale, della scienza che hanno modificato la società e i rapporti umani anche sessuali, insomma con la modernità, cercando così di “recuperare i due secoli perduti” lamentati dal cardinale Martini. Cosa che inizialmente è sembrata essere di gradimento, ma poi non sembra più così, e ci si lamenta che le sue udienze non siano sempre affollate. Adeguandosi al mondo la Chiesa di Roma scende sul piano della morale spicciola o della grande politica internazionale, tralasciando la sua missione che non è quella di “perdonare”, non facendo sostanzialmente nulla contro la secolarizzazione imperante. Invece di frenare, si adegua.

Bergoglio si presenta, e speriamo che non lo creda, come uno qualsiasi e non come il Vicario di Cristo in Terra secondo l’origine della Chiesa con l’investitura dell’apostolo Pietro. Quella frase, in sé sconvolgente, “Ma chi sono io per giudicare?”, ne è un po’ la pietra tombale. Ma come, verrebbe da dirgli da parte di un credente, ma tu sei appunto il Sommo Pontefice, il rappresentante di Gesù Cristo, il capo della religione più diffusa sul globo, mica uno qualsiasi! Tu ti puoi permettere benissimo di giudicare, anzi devi giudicare. Gesù Cristo lo fece e non solo perdonò peccatori e peccatrici…

Bergoglio sta vivendo il suo pontificato proprio nel periodo della massima persecuzione dei cristiani dell’ultimo secolo, in tutto il mondo e non in singoli e specifici paesi, proprio come indica l’ultima quartina di Malachia. Forse l’ultimo papa, il papa della fine dei tempi, è proprio un Papa Nero, non solo dei gesuiti ma dell’intera Chiesa cattolica. Ne parla anche una quartine delle Profeties di Nostradamus, per quel che essa può valere, che si riferisce a un papa “gris et noir de la Compagnir yssu” che “onc ne fut si maling”, un papa “grigio e nero uscito dalla Compagnia” che “non ce ne fu uno così malvagio”.

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  • Semplice murales o profezia?

A Roma, sui muri esterni della fermata Cipro della Metro A c’è da tempo un suggestivo murale: su uno sfondo a onde nere-verdi-blu cadono dall’alto sassi o meteoriti; in basso la cupola di San Pietro e altri edifici indistinti; a destra un grande volto caricaturale di Bergoglio dai cui occhi cola sangue; a sinistra lo stemma del Vaticano, tiara e chiavi che però non sono d’oro e d’argento ma grigie, color acciaio; al centro di sbieco la scritta “Petrus Romanus” che sembra liquefarsi e un piccolo punto interrogativo; poi in un angolo “2017”. Non si sa chi ne sia l’autore, ma di certo suona come una sinistra profezia…

 

Fonti: The McAlvany Intelligence Advisor; rapporto speciale. The Fatima Crusader, numero 43, p. 17. The McAlvany Intelligence Advisor, febbraio 2002, p. 7.

 

 


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18 Commenti a "Il mondo e la Chiesa “degli ultimi tempi”"

  1. #carlo1   12 marzo 2016 at 6:45 am

    C’è un solo modo per difendere la dignità della donna nella società civile a livello politico e sociale ed è quello che ci ha indicato Dio nella legge, che è è legge valida per tutti in quanto legge naturale . Colpire con pene severissime l’adulterio ed eliminare tutte le leggi sul divorzio e aborto . Chi combatte la prostituzione salva la società e la Chiesa dalla corruzione .

  2. #Vincenzo   12 marzo 2016 at 7:28 am

    Cito dall’articolo:
    «Bergoglio è anch’egli un gesuita, popolare e non sulle sue come Martini, ma ragiona e opera come tale.»

    No: Bergoglio non è un Gesuita, come l’eresiarca Lutero non era Agostiniano. Bergoglio è un eretico modernista sedicente “gesuita”, come lo era Carlo M. Martini. Se fosse un vero appartenente alla Compagnia di Gesù cattolica, sarebbe fedele allo spirito ed alle regole di Sant’Ignazio di Loyola. La Compagnia di Gesù infatti è un Ordine cattolico approvato infallibilmente dalla Chiesa cattolica, come giustamente afferma il Rohrbacher: «La Compagnia di Gesù, approvata in prima da papa Paolo III, lo fu poscia da Giulio III, da Paolo IV, Pio IV, s. Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, Gregorio XIV, e segnatamente dal Concilio ecumenico di Trento che, come Paolo III, dichiarò santo e pio questo istituto.»

    Ed a proposito della temporanea soppressione dell’Ordine, ecco ciò che ne scrive il Turner e che costituisce la posizione cattolica su tale triste faccenda:

    «Clemente XIV abolì la Compagnia di Gesù col breve Dominus ac Redemptor in luglio 1773 ,
    quattro anni dopo la sua assunzione al Ponteficato, ed otto anni dopo la solenne proclamazione della di lei innocenza fatta dal predecessore. I nostri nemici disprezzando tutti i brevi e le bolle dei papi precedenti e seguenti, quest’unico breve esaltano, in questo solo riconoscono la voce del Vicario di Gesù Cristo. Ma nemmeno la decisione di un Concilio ha valore, quando il Concilio non è libero; e non
    ne manca qualche esempio nella storia della Chiesa: molto meno ha peso un breve, che non risguarda alcun punto di dottrina , ma solo una misura, per così esprimermi, di alta polizia ecclesiastica, e strappata dalle violenze e dalle minacce. Or è certo 1° che quest’ottimo Pontefice ma debole non avea intenzione di abolire la Compagnia. D’Alembert nella lettera del 7 agosto 1769 scrivea a Federico II. «Si dice come certo che il Papa Conventuale si fa molto tirar la manica per abolire i Gesuiti. Non ne sono sorpreso. Proporre a un Papa di distruggere questa brava milizia è come se si proponesse a V. M. di licenziare il suo reggimento di guardia reale (Oeuvres Philosophiques de d’Alembert, Correspondance t. xviii.).» In un breve del 12 luglio 1769 che comincia Coelestium munerum accordando delle indulgenze ai Gesuiti missionari dice il Papa «Noi spandiamo volentieri i tesori de’ doni celesti sopra quelli che sappiamo intenti a procurar con grande ardore la salute delle anime per mezzo della lor viva carità verso Dio e verso il prossimo, e del loro zelo infatigabile pel bene della religione. Siccome tra questi ferventi operai nel campo del Signore noi comprendiamo i religiosi della Compagnia di Gesù…. noi vogliamo mantenere ed accrescere con favori spirituali la pietà e lo zelo intraprendente ed attivo di questi medesimi religiosi.» Ecco ciò che pensava questo Papa dei Gesuiti nel primo anno del ponteficato. In questo stesso scri veva a Luigi XV. «Per ciò che riguarda i Gesuiti, io non posso nè biasimare,nè abolire un Istituto lodato da diciannove dei miei predecessori , e molto meno lo posso, perch’è stato confermato dal S. Concilio di Trento, e che secondo le vostre massime francesi, il Concilio generale è superiore al Papa. Se si vuole, convocherò un Concilio universale, ove tutto sarà discusso con giustizia, le accuse e le discolpe, nel quale i Gesuiti siano intesi per difendersi; poichè in lor devo, come ad ogni ordine religioso, equità e protezione (Vedi Novaes – Elementi della storia dei Pontefici. Siena 1807, vol. XV, pag. 167.).» Per quattro anni durò in continuo contrasto colle potenze, lusingandosi sempre che concedendo qualche cosa avrebbe evitato di venire al passo dell’abolizione. È certo 2° che nel breve non si attacca l’istituto nè si afferma nessun delitto determinato dei Gesuiti, ma si riferiscono in una maniera vaga e indefinita le dicerie e le accuse apportate contro di essi, e che per veri motivi si recano la necessità di quest’abolizione per la pace, il non poter più servire quest’ordine la Chiesa come avea fatto per lo passato attese le contraddizioni, ed altre ragioni, che tien serbate in petto. È certo 3° che il Papa stesso dubita della giustizia del suo breve, quando per ordine di S. Ubbidienza proibisce non solo di scriverne o parlarne contro, ma sinanco di scriverne o parlarne a favore: ecco le parole latine: In virtute sanctae obedientiae praecipimus omnibus…. ne defendere audeant, impugnare, scribere, vel etiam loqui de hujusmodi suppressione: e scomunica coloro che per occasione di questa soppressione in voce o in iscritto, apertamente o di nascosto , ingiuriassero, disprezzassero o viliperidessero i Gesuiti. Non è questo il linguaggio di un giudice che sa aver meritamente condannato un reo. È certo 4° che firmato il breve il Papa non ebbe più un momento di requie nel suo spirito, e fu sino alla morte agitato da fortissimi rimorsi ed oppresso da profonda malinconia. Fu visto più volte errare pei suoi appartamenti gridando: «Grazia, grazia: compulsus feci! compulsus_feci!» Questo breve fu il vero veleno che l’uccise, e non quel che calunniosamente si finge apprestatogli dai Gesuiti. I dottori Saliceti e Adinolfi , l’un medico del palazzo apostolico, l’altro medico ordinario del Papa in un attestato scritto esposero la cagion naturale della sua morte, e poichè si disse che il Papa stesso avesse confidato al P. Marzoni generale dei Conventuali, che moriva avvelenato, questo padre depose al Tribunale dell’Inquisizione una dichiarazione giurata della impostura di questa diceria (Vedi le Memorie per servire alla storia ecclesiastica del secolo XVIII, v. 3, anno 1774. Vedi ancora per molte particolarità qui riferite Novaes vite dei Pontefici vol. xv, e Crétineau-Joly vol. V.). È certo finalmente 5° che questo breve colmò di tristezza la generalità de’ Vescovi e dei Cattolici , e non fu accolto con trasporto che da’ settari. Un breve dunque strappato dalla violenza, che non condanna nulla di determinato nella Compagnia, che è preceduto da vari argomenti del Papa in favor di essa, che è seguito da cocenti rimorsi i quali ne affrettan la morte , che fu emanato senza consultar prima il sacro Collegio, senza esser pubblicato col
    le solite formalità , che fu accolto con allegrezza dai nemici della Chiesa e con dolore da’ veri cattolici , un tal breve non sarà mai ignominioso alla Compagnia, nè toglierà mai per nulla il peso dell’approvazione e delle lodi prodigate verso di lei da’ Pontefici predecessori e dai seguenti: «Povero Papa! (terminerà colle parole di S. Alfonso di Liguori che visse in quella età) che mai far poteva
    nelle circostanze difiicili nelle quali si trovava, mentre tutte le corone chiedevano di concerto quella soppressione? In quanto a noi dobbiamo adorare in segreto gl’imperscrutabili giudizi di Dio, e starci tranquilli (V. la vita del Santo scritta da M. Jeancard part. iv, capo ix.).»

  3. #Vincenzo   12 marzo 2016 at 7:32 am

    Mi scuso per la scansione errata:

    Il Papa … «scomunica coloro che per occasione di questa soppressione in voce o in iscritto, apertamente o di nascosto , ingiuriassero, disprezzassero o vilipendessero i Gesuiti

  4. #Maria   12 marzo 2016 at 3:07 pm

    Carlo1 e quale sarebbero queste pene severissime?
    Hai un’idea di come si potrebbe combattere la prostituzione?
    Più che il corpo e’ il cuore che si prostituisce.E te, come pensi a sanare questo; che mezzi hai a tua disposizione? I tuoi non quegli degli altri .

    • #Alessio   21 marzo 2016 at 11:35 am

      E’ evidente che Carlo1 si riferisse ad un intervento statale, lui cosa dovrebbe mai fare per combattere la prostituizione? E come quasi tutto, per sradicarla si tratta solo di volerlo fare.

  5. #Mardunolbo   12 marzo 2016 at 11:12 pm

    Articolo allucinante, papocchio storico-religioso deludente !

  6. #bbruno   13 marzo 2016 at 10:35 am

    perché la Nato e l’ America sarebbero la controparte ‘buona’ dell’Asse del Male??? E Bergoglio papa “anomalo”, mentre Benedetto XVI – e quelli prima di lui dal conciolio, sarebbero papi “normali”???E quale di questi ‘papi’ “in concilio” avrebbe sofferto tanto??? Se la serietà della descrizione qui fatta fosse pari alla serietà con la quale vengono presi questi papi, allora stiamo tranquilli! Se la Madonna ha detto che il Santo Padre dovrà molto soffrire, allora dobbiamo aspettare prima che sulla sede di Pietro torni a farsi vedere un papa (vero)!

  7. #Maurizio Blondet   13 marzo 2016 at 3:25 pm

    Rozza Propaganda USA. La più grossa potenza militare al mondo è l’America; le spese delPentagon superano la somma delle spese militari degli altri cinque paesi più armati: Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, India…
    L’America – sotto dominio della Israeli Lobby è anche la potenza anticristica che diffonde nel mondo guerre, destabilizzazioni, ideologie aberranti (il “gender”, nozze gay, tero in affitto…).
    Maurizio Blondet

    • #Alessio   21 marzo 2016 at 11:29 am

      Il fatto è che tanto più aumentano le sue spese militari tanto più diminuiscono (a quanto pare) gli uomini disposti a combattere che ha a disposizione.
      O si distrugge il mondo a botte di bombe atomiche, o per vincere una guerra e mantenere il controllo di un territorio tocca ancora scendere a terra e mettere fuori un minimo la faccia… ed in questo gli americani sono forse i più carenti al mondo. Adesso non bombardano nemmeno più, mandano i droni, loro restano lontani e al sicuro. Sono sempre di più nascosti dietro alle loro macchine ed eventualmente dietro a forze locali straniere.
      Da un punto di vista puramente combattivo, l’America moderna è infinitamente più debole dell’America della Guerra di Secessione.

      P.S. : mi trovavo in Messico quando due presunti esperti militari americani, sul posto per valutare la preparazione dell’esercito messicano, furono attaccati nella loro macchina blindata da tre sgherri dei narcotrafficanti travestiti da poliziotti. I due novelli Rambo scapparono come lepri verso il posto di blocco di coloro che avrebbero dovuto valutare, provocando anche un incidente stradale per fortuna senza conseguenze. Mancanza di appoggio aereo, evidentemente!

  8. #Maria   13 marzo 2016 at 3:56 pm

    Bbruno mi permetta di dirle una cosa simpatica.
    Non si faccia troppe domande,rischia che le venga il mal ti testa. Non sarebbe meglio che lei pregasse?

    • #Carlo2   13 marzo 2016 at 9:17 pm

      Hanno cancellato la tua storia della rondine.
      Non l’avevo salvata.
      Grazie lo stesso.
      Un giorno speriamo di parlarne, non so dove…
      Grazie, Maria.

      • #Carlo2   13 marzo 2016 at 9:22 pm

        il commento l’ho messo per errore…cancellatelo pure e scusatemi che sono un inetto con la tastiera. Graze

      • #jeannedarc   13 marzo 2016 at 9:23 pm

        la storia della rondine non è stata affatto cancellata. cortesemente i vittimismi lasciamoli fuori dalla porta quando entriamo qui.

      • #Carlo2   13 marzo 2016 at 9:29 pm

        Va bene, signora giovannadarco.
        Mi scusi.
        (Un pò di comprensione non guasta.)

  9. #Luciano   13 marzo 2016 at 7:59 pm

    Carissimo Blondet, che piacere sentirla qui su queste pagine.
    A quando un suo gradito articolo su Martin Malachi, sul suo sito?

    (Per chi non lo sapesse, è il sacerdote che parlando di Fatima prevedette Kiev e l’Ucraina, nel lontano 1996).

  10. #asseromaberlinotelaviv   13 marzo 2016 at 9:29 pm

    Personalmente (ma credo anche a nome di diversi altri del gruppo organizzativo di Radio Spada) non posso associarmi ad alcuni contenuti di questo articolo.

    Andrea Giacobazzi.

  11. #Maria   13 marzo 2016 at 10:51 pm

    Signora jeannedarc,un po’ di gentilezza da parte sua,nei confronti del signor Carlo2 sarebbe stata cosa buona.

    Il buon Dio ci ama per come siamo no di certo per come vorremmo che gli altri fossero.

    Se avesse buon cuore di scusarsi non sarebbe niente male.Veda lei !!

  12. #Lucio   24 marzo 2016 at 10:26 am

    Una esegesi degli eventi di Fatima di tipo neoconservatrice e mutuata dagli ambienti conservatori del “fatimismo americano” per i quali il comunismo non è ancora caduto e la Russia sarebbe ancora un pericolo per la Cristianità. La conversione della Russia sarà certamente la conversione al Cattolicesimo ma nel frattempo il Cielo sta riportando, grazie a Putin, quella Nazione alle radici della sua fede apostolica (non dimentichiamoci che quando la Russia di Kiev si convertì lo scisma d’Oriente non era ancora stato perpetrato) del resto mai interamente sopita neanche durante l’era sovietica. Invito l’autrice ad allargare gli orizzonti della sua esegesi storico-teologica per non rimanere prigioniera di stereotipi made in Usa.
    Saluti.

    Lucio