Intervista con Mons. Bernard Tissier de Mallerais

tissier

 

Riprendiamo l’intervista integrale di Media Presse Info a Mons. Tissier de Mallerais, di cui avevamo dato anticipazione in un precedente articolo [RS]

 

Mons. Tissier de Mallerais, vescovo della Fraternità San Pio X, è stato consacrato da Mons. Lefebvre nel 1988. Ha accettato di rispondere alle domande di MPI (Média Presse Info) riguardo al video augurale del papa pubblicato nel mese di gennaio 2016. Lo ringraziamo per le sue parole chiare e inequivocabili come devono essere quelle di un vescovo cattolico.

Monsignore, papa Francesco ha pubblicato un video per esprimere i suoi auguri e le sue intenzioni di preghiera. In questo video si vedono un musulmano, una buddista, un ebreo ed un sacerdote cattolico. Ognuno tiene tra le mani dei simboli della propria religione. Cosa deve dire un vescovo cattolico riguardo a tale video?

Un vescovo cattolico deve essere profondamente indignato del video di papa Francesco del 6 gennaio 2016. E’ inammissibile. Non sono tanto le parole di Francesco ad essere scandalose ma la forza delle immagini che ha egli stesso realizzato, scandalose nel senso vero e proprio, che inducono all’errore, all’eresia. Innanzitutto la falsa comunione nella fede in Dio, di quel prete cattolico, di quel rabbino, di quel mufti e di quella donna buddista, è espressa in immagini come se fosse il pensiero del papa.
Ora che comunione può esistere tra il vero ed unico Dio, Santissima Trinità, Dio fatto uomo, Dio Salvatore, ed i negatori della trinità delle Persone divine, dell’incarnazione di Dio Figlio, della Redenzione tramite la Sua Croce, dell’esistenza stessa di Dio?
D’altronde il mufti afferma la sua fede nel “Dio, Allah”, contrassegnando bene la differenza, l’opposizione tra il suo Dio ed il vero Dio, quello dei cristiani. E la buddista dice soltanto “Confido in Budda”, perché Budda non è Dio e per lei non esiste un Dio. Questa falsa comunione quindi svanisce da sola. Ma essa lascia allo spettatore il convincimento nella possibilità di una riconciliazione di queste religioni. I simboli che ciascuno porta alla fine della scena: il prete cattolico un Bambino Gesù, il rabbino israelita la sua Menorah (il candeliere a sette bracci simboleggiante l’Antica Alleanza, che noi cristiani sappiamo revocata); il mufti musulmano: il suo rosario dei nomi di Allah; e la buddista: il suo Budda, per il loro accostamento sono una professione per immagini, da parte del papa, dell’indifferentismo religioso.

E’ questa l’eresia già condannata nel 1832 da papa Gregorio XVI, secondo la quale “si potrebbe ottenere la salvezza eterna grazie ad una qualsivoglia professione religiosa”.
Dunque abbiamo un papa che propaga un’eresia; io non giudico il suo peccato, io constato che propaga un’eresia.

Papa Francesco vi afferma: “Non dobbiamo smettere di pregare per questo e collaborare con chi la pensa diversamente”. Non è forse il senso che dobbiamo attribuire alla frase “pace agli uomini di buona volontà”, poiché molte presone possono essere di buona volontà senza essere cristiane?

Francesco ha detto esattamente: “Molti pensano in modo diverso, sentono in modo diverso, cercano Dio o trovano Dio in diverse modi”. Quindi, poco importa la realtà oggettiva di Dio, l’importante è il “feeling”, il sentimento di ciascuno riguardo a Dio o alla religione. Ogni uomo si crea un Dio di suo gusto. E papa Francesco non dà alcun giudizio su un tale relativismo, un tale modernismo. Noi abbiamo un papa che lascia che si propaghi la religione su misura di ciascuno. La definisce la “ricerca” della verità. Ma la Verità è una, è Nostro Signore Gesù Cristo, che solo dice: “Io sono la Via, la Verità e la Vita” (Giov 14, 6). Solo il Verbo incarnato, l’unico Salvatore degli uomini, è la Verità. La buona volontà di quelli che ignorano ed errano non li salva. La buona volontà non salva nessuno, solo la Verità salva.

Cosa pensare di questa frase del papa: “In questa moltitudine, in questa ampia gamma di religioni, c’è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio”?
Per natura, a causa del peccato originale che contraggono tutti gli uomini fin dal loro concepimento nel seno della propria madre (eccetto la Vergine Maria), noi siamo tutti “figli d’ira” (Ef 2, 3); ed “è per l’eccessivo amore con cui Dio ci ha amati [noi cristiani], che ci ha dato la vita in Cristo” grazie al battesimo, e la dignità di figli di Dio. Soltanto i battezzati, in senso stretto, sono “figli di Dio” e “partecipi della natura divina” (2 Pt 1,4), ornati dalla grazia santificante, capaci di dire a Dio, grazie allo Spirito d’adozione di figli, “Abba, Padre” (Rm 8, 15). Affermando precisamente degli adepti di tutte le religioni che “noi siamo tutti figli di Dio”, Francesco afferma più di un equivoco, afferma un errore, e propaga in ogni caso un’eresia.
Quindi abbiamo un papa che propaga un’eresia, di nuovo. Io non dico “eretico”, ma fautore di eresia.

Il papa conclude dicendo “Confido in voi per diffondere la mia intenzione di questo mese: ‘Che il dialogo sincero tra gli uomini e le donne di diverse religioni produca frutti di pace e di giustizia’. Confido nella vostra preghiera”. Non è un augurio del tutto lodevole? La pace non è un preambolo per un’evangelizzazione serena?

I frutti di pace e di giustizia sono i frutti soltanto di Nostro Signore Gesù Cristo, della sua croce, del suo regno. Al di fuori di lui, Principe della pace, non possono esserci che guerre ed ingiustizie. Solo l’ordine sociale cristiano è fonte di pace, della pace interiore delle nazioni e della pace internazionale. Perciò bisogna innanzitutto evangelizzare, per poter civilizzare e pacificare. Papa Pio XI aveva questo bel motto: “La pace di Cristo nel Regno di Cristo”. E’ quello che papa Francesco dovrebbe affermare e far vivere. Al di fuori di questo, i suoi auguri non sono che parole al vento.

Il suo discorso esprime un disaccordo profondo – se non una vera e propria opposizione – con il papa. Non è lei ad essere troppo severo?

Non sono io, né alcuno dei miei confratelli membri della Fraternità San Pio X, né alcun membro della famiglia cattolica, è Nostro Signore Gesù Cristo, che rimprovera le sue infedeltà ed i suoi scandali a colui che oggi è il suo Vicario, il successore di Pietro. Ciò che Gesù diceva a Pietro pregando affinché la sua fede non vacillasse, Gesù lo dice ancor oggi a Francesco: “Ma tu, una volta che sarai convertito, conferma i tuoi fratelli!” (Lc 22, 32). Confermali nella fede! Che papa Francesco voglia mettersi d’accordo con il suo divin Maestro, e noi lo seguiremo.

24 Commenti a "Intervista con Mons. Bernard Tissier de Mallerais"

  1. #Giacomo   19 marzo 2016 at 9:22 pm

    Bravo monsignore!

  2. #filippo   20 marzo 2016 at 12:59 am

    Purtroppo non è un “monsignore”. Nessun papa lo ha insignito di tale titolo nè di alcun’altra dignità ed autorità. Ha ricevuto una valida consacrazione episcopale ma canonicamente non è vescovo. Non ha ricevuto il mandato apostolico, quindi non è un successore degli apostoli. Mi spiace, ma sapete che questa è la legge della Chiesa.

    • #M. G.   20 marzo 2016 at 10:53 am

      Ciò non toglie che siano parole sante e di sicura ortodossia.

    • #jeannedarc   20 marzo 2016 at 11:59 am

      ma non diciamo scipitezze

    • #Catholicus   20 marzo 2016 at 8:35 pm

      Caro Filippo, e del fatto che della Chiesa (struttura, gerarchia, organismi) se ne sia impadronito un gruppo di malfattori, che ne dice? forse che le loro azioni diventano per tal fatto autenticamente legittime ? si ricordi le parole di S. Atanasio “Ora, cos’è più importante, occupare le sedi (le chiese, il Vaticano, i vescovati, ecc.) o conservre la fede? ovviamente conservare la fede”. Ma loro, i gerarchi modernisti, dal VdR all’ultimo pretino di campagna (modernisti) la fede l’hahho perduta da mo’, sostituendovi la politica (il comunismo), l’odio per la Vera Chiesa di Cristo (ecumenismo suicida, filoprotestantesimo, NOM), l’alleanza con la massoneria (NOW, religione unica mondiale, invasione dei musulmani, ecc.), quindi non rappresetano più Cristo, non hanno nessuna autorità che provenga da Lui, la loro è dittatura, e non vale un fico secco canonicamente parlando, Questo Mons. Bernard, da solo, vale più di tutti loro messi insieme.

    • #Alessio   21 marzo 2016 at 10:47 am

      In effetti, non diciamo scipitezze e/o castronerie.

  3. #enrica   20 marzo 2016 at 4:31 am

    Difendere. Da cristiano autentico .Gesù e Maria .non serve una carica particolare .o un titolo.ma una fede autentica.una fede vera . Un cuore puro!!.riconoscere in Gesu.la via maestra .via verita vita…

  4. #Maria   20 marzo 2016 at 4:03 pm

    Bravo Filippo!

  5. #Giacomo   20 marzo 2016 at 4:12 pm

    Scusate chi dice che non è monsignore? La falsa gerarchia conciliare che ha abbandonato Cristo per seguire il GADU della massoneria?

  6. #Isidoro   20 marzo 2016 at 7:00 pm

    Signori, siamo per non censurare niente, ma le castronerie troppo grandi preferiremmo non leggerle e non farle leggere. Mi riferisco al post di “filippo”. Grazie.

  7. #Mardunolbo   20 marzo 2016 at 11:50 pm

    @isidoro : …post di Filippo e di Maria la sciura che zappa nell’orticell e sfregola sulla tastiera…
    Bello comunque sentire il Tissier de Mallerais che discetta “dice eresie” “ma non è eretico” Oh, bella , quali equilibrismi verbali sono costretti ad usare questi vescovi della Fraternità gallicano-secondista ! Soy encantado !
    Tutto per non voler dire: “dice eresie, quindi come tale chi dice eresie pubblicamente è eretico e come tale dovrebbe essere denunciato e, se possibile, allontanato da ogni potere ecclesiale!”
    Ma questo linguaggio brutale non è per uno spirito fine come mons. Tissier de Mallerias, di cui apprezzai una volta un’analisi eccezionale della carenza di dottrina e fede di Ratzinger. Alla fine mi aspettavo dunque il verdetto finale: questo non è quindi cattolico e non può essere papa !
    Macchè ! Aspettativa fallita….

    • #Giacomo   21 marzo 2016 at 12:08 am

      In effetti è strano che dica fautore di eresia invece di eretico. Comunque, a prescindere o no dal sedevacantismo, la FSSPX è uno dei pochi altri gruppi , che garantiscono un’adeguata formazione cattolica. Dal punto di vista pratico credo sia giusto frequentarla.

    • #toma   21 marzo 2016 at 11:43 am

      quoto al 100%

    • #Isidoro   21 marzo 2016 at 1:00 pm

      Credo che lei non distingua “eretico” da “eresia”. Il confine è sottile, tanto che Mons. Tissier de Mallerais lo specifica. Oppure lo specifica così, tanto per aggiungere entropia all’intervento?
      Nel frattempo, pur non avendo compreso tale differenza, lei insulta quella che è l’unica sorgente della Tradizione attuale. Anche questi episodi mi portano a preferire la prudenza della FSSPX in luogo di altre posizioni, che pur rispetto.

      • #Matteo   21 marzo 2016 at 6:59 pm

        La differenza è prosaica:

        L’eretico è colui che sostiene l’eresia.

        L’eresia è la negazione o la messa in dubbio di un dogma o di una verità di fede.

        Mi pare tutto molto semplice è di sottile non c’è proprio nulla, basterebbe solo
        tornare a chiamare le cose col loro nome o se si preferisce dire si si e no no.

        Nell’intervento di Monsignore non c’è entropia c’è contraddizione in termini.

  8. #Matteo   21 marzo 2016 at 6:52 pm

    Ennesima dichiarazione paradossale ad opera di un Vescovo della Fraternità San Pio X.

    Sua Eccellenza dichiara:
    “abbiamo un papa che propaga un’eresia, di nuovo. Io non dico “eretico”, ma fautore di eresia.”

    ————–
    Dal Vocabolario Treccani:
    erètico:
    agg. e s. m. (f. -a) dal lat. tardo haeretĭcus

    Chi, pur facendo parte di una chiesa o confessione religiosa, si fa promotore, sostenitore o seguace di un’eresia; in partic., chi, essendo membro della Chiesa cattolica, nega pertinacemente o anche soltanto mette in dubbio qualcuna delle verità rivelate o dei dogmi di fede.
    ———————

    SI BADI BENE: Chi nega pertinacemente O ANCHE METTE SOLTANTO IN DUBBIO qualcuna delle verità rivelate o dei dogmi di fede.

    Questa definizione non è solo data da un semplice vocabolario ma da qualunque manuale cattolico di teologia dogmatica.

    Chi propaga o promuove una eresia è propriamente eretico. Se quindi Bergoglio promuove una eresia
    è ovviamente eretico, ma Monsignore dice: Bergoglio propaga eresie, ma non è eretico.

    E’ come dire che si vuole la pioggia asciutta oppure la luce buia, o se si preferisce il vuoto
    pieno e il bianco nero, il si no e il no si.

    Una affermazione come quella di Monsignore è semplicemente assurda e nega il principio di non contraddizione.

    Un eretico è tale perché promuove l’eresia e chi promuove eresie è eretico, anche perché come si fa a definire un eretico altrimenti?

    Ce lo spieghi Monsignore !

    Quando è che la Fraternità avrà il coraggio di prendere atto della verità ?

  9. #filippo   21 marzo 2016 at 11:09 pm

    Visto che è il papa che nomina i vescovi e che conferisce titoli come quello di “eccellenza reverendissima” e di “monsignore”, vorrei sapere, da voi, il nome del papa che ha conferito tali titoli al sacerdote Bernard Tissier de Mallerais. Mi rivolgo soprattutto ai sedevacantiti e sedeplenisti, visto che i lefebvriani sono ormai precipitati nell’Episcopalismo e, pertanto, per loro, il Primato di Giurisdizione del Papa è un qualcosa di secondario. Qualcuno, senza offendere, sa rispondere a questa domanda?

  10. #filippo   21 marzo 2016 at 11:15 pm

    Scusatemi. Anziché “sedeplenisti” volevo scrivere “sedeprivazionisti”.

  11. #Diego   22 marzo 2016 at 5:23 pm

    Filippo, che i lefebvriani siano ormai precipitati nell’episcopalismo è una TUA invenzione: attenzione alle calunnie e ai giudizi temerari!
    E’ veramente curioso il fatto che tu ponga la domanda in modo tale che la “difesa” dei lefebvriani debba essere fatta soprattutto da sedeprivazionisti e sedevacantisti, che con i lefebvriani non hanno nulla a che fare (a parte la comune lotta al modernismo).
    Non è meglio che la difesa dei lefebvriani sia tentata dai sedeplenisti, visto che i lefebvriani sono dei sedeplenisti?

    Rispondi TU, piuttosto: Bergoglio, con tutte le eresie che ha detto (e QUESTO non è un giudizio temerario perché le sue eresie, Magistero Perenne alla mano, sono DIMOSTRABILI), può essere veramente considerato Papa?
    E, se sì, che tipo di papa: papa materiale o papa sia materiale che formale che eretico?

  12. #Maria   22 marzo 2016 at 6:51 pm

    A Diego
    Il nostro Papa caro Diego,non ne abbiamo altri. Lo Spirito Santo ha voluto per noi questo Papa. Siete voi che non lo accettate.Il nostro buon Dio ha voluto questo Papa,e a questo,noi dobbiamo obbedienza! Tra l’altro,io personalmente,non ne desidererei uno diversamente da Papa Francesco di questi tempi.
    Guardi un po’ di che vedute diverse siamo….

    Dopo sa,ognuno potrà desiderare il papa che vuole; siamo in un paese democratico e c’è libertà di pensarla almeno in maniera diversa

    • #Alessio   23 marzo 2016 at 4:41 pm

      Orribile intervento, con elogi all’eresiarca che sta demolendo quel che restava della Chiesa (che Dio ce lo levi dai piedi al più presto, ‘sto disgraziato! Che vada al diavolo!) ed alla demo(no)crazia che è il cavallo di battaglia della Massoneria, l’infetta siringa usata per iniettare ogni male nella società.
      Raccontami un po’ delle margherite… ormai ne saranno spuntate parecchie, ed anche di altri fiori se ne vedranno un bel po’. Dimmi…

  13. #Giacomo   22 marzo 2016 at 9:14 pm

    Noi non accettiamo la falsa Chiesa conciliare con le sue eretiche affermazioni , della quale questo “Papa” ne è l’essenza. Non siamo noi a non accettare Pietro, è la Chiesa che non è più cattolica, i vaticanosecondisti hanno creato una falsa Chiesa filo protestante e massonica! Tenetevelo voi, io vado dietro alla Tradizione! Secondo me Bergoglio è Papa da un punto di vista formale, perché la Chiesa non può rimanere senza gerarchia, ma a partire dal Vaticano II i “pontefici” non hanno più creato dogmi nè hanno inteso il concilio stesso come infallibile, ma solo pastorale, per cui le loro affermazioni vanno prese come opinioni private, per quanto eretiche a cui si può resistere.

  14. #Giacomo   22 marzo 2016 at 9:19 pm

    Scusate volevo dire formalmente Papa

  15. #filippo   23 marzo 2016 at 12:12 am

    Non è necessario che il Papa proclami un dogma per impegnare l’infallibilità. Io non ho detto che Bergoglio è ortodosso nè che sia papa. Questo lo hanno dedotto, erroneamente, alcuni. Ho portato solo alle logiche conseguenze un ragionamento che ha le sue premesse nei sacri canoni. Quelli lefebvriani, così come quelli sedevacantisti/sedeprivazionisti, sono vescovi solo a livello sacramentale-ontologico. Non hanno ricevuto alcuna giurisdizione nè titoli ed insegne connessi da alcun papa. Tecnicamente non possono essere definiti nemmeno “vescovi”. Chi non è stato nominato Vescovo dal Papa non è vescovo.