La ‘rivoluzione conservatrice’ di Putin

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La proposta politica di Putin – sebbene si debba distinguere tra realtà e propaganda e soprattutto tenere conto che la Russia aderisce ad una chiesa scismatica ed eretica che non ha alcun diritto di rappresentare la cristianità – è molto interessante. Come sempre, le posizioni espresse sono personali e non rispecchiano necessariamente quelle degli altri redattori e collaboratori di RS.

 

di Cinzia Palmacci

 

La Russia esorta l’Europa e il mondo ad un ritorno ai valori tradizionali

Quando nel settembre 2015 Vladimir Putin iniziava i bombardamenti contro le postazioni jihadiste in Siria, il portavoce del patriarcato di Mosca, Vsevolod Chaplin, in difesa di questo intervento sovietico affermava: “È impossibile da giustificare, perciò la lotta contro il terrorismo è una lotta morale, se volete, una lotta sacra”. Attraverso le operazioni militari in Siria Putin cominciava ad essere visto come il protettore dei cristiani in Medio Oriente, tanto da spingere il vescovo della Chiesa Siriaca Ortodossa di Antiochia, Boulos Safar, a dire: “Con l’avvio dei raid russi il fronte di guerra si è sicuramente allontanato di molto, facendo diminuire così i pericoli per la popolazione. La gente si sente più sicura. Hanno più fiducia nei russi che negli americani perché hanno visto un vero cambiamento”. “La Russia sta facendo un buon lavoro in Siria perché si sta muovendo assieme al governo di Damasco e con le autorità locali”, è il giudizio del Patriarca cattolico siriano Gregorio III Laham, Patriarca di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti. Effettivamente pare in questa linea anche l’ultima decisione di ritirare le truppe.

Il leader del Cremlino ha più volte ricordato del suo battesimo segreto e della sua conversione nel 1993, quando un incendio rischiò di portargli via la moglie. Da quel momento Putin si è avvicinato al cristianesimo, sia pure quello scismatico orientale. La Russia di Vladimir Putin cerca di riflettere nella sua politica il credo, in particolare nella difesa della famiglia tradizionale, come ebbe a dire in un suo celebre discorso a Valdai nel dicembre 2013 qui riportato nei suoi tratti più salienti:

“La nostra Costituzione – dice Putin – mette insieme due priorità fondamentali, il supremo valore dei diritti e delle libertà dei cittadini e uno Stato forte, sottolineando il loro obbligo reciproco di rispettarsi e proteggersi a vicenda”.

Putin sottolinea l’importanza degli organi di autogoverno locale per avvicinare i cittadini alla vita politica. La Federazione è vasta, anzi è il più vasto Stato del pianeta Terra, e in questa vastità di territorio diventano fondamentali quei “corpi intermedi” che si pongono tra il potere centrale e i cittadini. Nell’esortare alla partecipazione alla vita politica comunitaria Putin ha fatto un importante riferimento storico: a Pyotr Stolypin, il grande statista russo che morì assassinato pochi anni prima della I Guerra Mondiale. Stolypin cercò di realizzare tra il 1906 e il 1911 una sorta di Rivoluzione Conservatrice russa, da un lato difendendo l’ordine tradizionale imperniato sullo Zar e sull’Ortodossia, dall’altro dando impulso a una riforma agraria e agli organi di autogoverno locale (Zemtsvo) che insieme allo sviluppo industriale avrebbero dovuto rendere la Russia uno Stato moderno ed equilibrato nelle sue parti sociali. Putin si inserisce ora nel solco di quel tentativo di modernizzazione basato appunto sui principi dello Zemtsvo e sulle intuizioni di Stolypin.

A Valdai il 19 settembre 2013 aveva detto: “Ci siamo lasciati alle spalle l’ideologia sovietica, e non c’è ritorno. Chi propone un conservatorismo fondamentale, e idealizza la Russia pre-1917, sembra ugualmente lontano dal realismo, così come sono i sostenitori di un liberalismo estremo, all’occidentale”.

Immigrazione

L’immigrazione è argomento scottante anche in Russia. Con un PIL nettamente in crescita nonostante la crisi mondiale, la Russia attira molti immigrati, in particolare dalle repubbliche ex-sovietiche. La questione, sostiene il presidente, richiede una “franca discussione”. Alcuni immigrati hanno provocato tensioni e disordine sociale, ma sottolinea Putin: “Tali tensioni non sono provocate dai rappresentanti di una specifica nazionalità, ma da persone prive di cultura e di rispetto delle tradizioni, sia delle proprie che di quelle altrui. Essi sono espressione di una sorta di Internazionale dell’Amoralità”. Insomma è lo sradicamento e il mancato rispetto del valore della appartenenza nazionale (propria o altrui) che acuisce i problemi delle società multiculturali. La ricetta di Putin è chiara come l’analisi: regole certe di ingresso e di permanenza, equilibrio tra diritti e doveri, rispetto del luogo in cui si approda e dei suoi valori.

Scuola e Identità

“Stiamo alzando i salari nel settore dell’istruzione e della sanità – dice Vladimir Putin – in modo che il lavoro di insegnanti, professori e dottori diventi di nuovo prestigioso, per attirare validi laureati”. Il 2014 è stato l’anno della Cultura Russa e Putin interpreta questo anno come espressione dell’orgoglio di appartenenza alla tradizione russa, nella ininterrotta continuità storica della sua civiltà. L’insegnamento scolastico in questo contesto diventa strategico: da un lato per trasmettere un metodo di pensiero “creativo ed indipendente”, dall’altra per rafforzare il senso dell’identità trasmettendo i valori della nazione, la storia e le tradizioni. “Lo sviluppo professionale degli insegnanti sarà cruciale per il futuro delle scuole russe. Gli insegnanti devono essere pronti a utilizzare le moderne tecnologie e a saper lavorare con i bambini che hanno disabilità”…. “Dobbiamo continuare a sviluppare una vasta gamma di infrastrutture sportive per bambini e ragazzi. Dobbiamo fare di tutto per aumentare la popolarità di stili di vita attivi. Questa è stata l’idea principale alla base delle Universiadi che si sono svolte con successo a Kazan”.

Sanità e politiche per la natalità

Putin ribadisce il principio di un sistema di assicurazione che copra totalmente l’assistenza medica, includendo anche il trattamento preventivo. “A partire dal 2015 tutti i bambini e gli adolescenti dovranno usufruire di un check-up medico gratuito annuale, mentre gli adulti dovranno essere sottoposti a tale esame ogni tre anni”. La sanità russa riceve in eredità dall’URSS il principio ideale di una estensione gratuita universale, e nello stesso tempo dal collasso del dopo-URSS eredita i problemi pratici di ri-organizzazione. Ma forse in questo momento l’assistenza sanitaria che più sta a cuore a Putin è l’assistenza alle madri e agli infanti. La dirigenza attuale della Russia si pone il problema di riportare i tassi di natalità ad una soglia più felice. E si allontana lo spettro di quella drammatica spirale per cui, una volta superato un certo livello di denatalità, un popolo intero viene risucchiato in un imbuto di invecchiamento/estinzione e si congeda dalla scena della storia umana.

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Piano Casa

Ovviamente se i bambini nascono devono anche avere un tetto sulla testa: “Oggi, la costruzione di alloggi deve ancora una volta svolgere un ruolo determinante nel favorire la crescita della popolazione in Russia. Il governo ha già predisposto le misure strategiche necessarie per l’attuazione del programma per la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. Questo programma prevede la costruzione di almeno 25 milioni di metri quadrati di nuove abitazioni, completi con la corrispondente infrastruttura sociale, entro il 2017”.

Lo sviluppo economico

Le priorità per lo sviluppo sono indicate da Putin nella formazione professionale, nello sviluppo tecnologico, in un mercato del lavoro flessibile e in “un buon clima per gli investimenti” (le tasse basse della Russia possono essere ancora abbassate…). Un fondo scientifico specifico è stato concepito da Putin per incrementare il livello tecnologico del paese.

(In Italia tartassiamo le imprese con tasse e balzelli vari).

La città e le aree rurali

Il governo di Putin sta lavorando al rinnovamento urbanistico della Grande Mosca, megalopoli che riguarda un area metropolitana di sedici milioni di persone e tuttavia nello stesso tempo mira al ripopolamento delle campagne. Putin ribadisce l’importanza delle aree rurali: “Il secondo compito è quello di rendere la campagna un luogo più attraente per la vita e il lavoro. Abbiamo già investito molti soldi nello sviluppo del settore agricolo. Il settore sta mostrando una dinamica positiva momento. In molte aree ora possiamo coprire interamente la domanda interna con prodotti interni russi. Voglio ringraziare la nostra popolazione rurale per il loro lavoro ed i risultati che hanno ottenuto. Il grande compito è ora quello di incoraggiare le persone a rimanere in campagna e costruire una infrastruttura moderna e confortevole nelle aree rurali”.

(In Italia la cementificazione abbonda, mentre le aree verdi “sottratte” all’agricoltura le utilizziamo per lo stoccaggio di eco-balle e rifiuti tossici).

Mondo multipolare e sovranità nazionali

All’ideologia americana, che in maniera sempre più aggressiva da George Bush I a George Bush II passando per Clinton ha preteso di porsi come “One Way”, come unico modello di vita possibile, Putin contrappone l’idea di un mondo multipolare in cui le diverse civiltà possano esprimere liberamente la propria identità. Questo era il senso del finale della sua storica lettera al New York Times nei giorni della crisi siriana, in cui contestava allo stesso presidente Obama il sentimento degli americani di sentirsi “eletti” e maestri di umanità: “E’ estremamente pericoloso incoraggiare la gente a vedersi eccezionali, qualunque sia la motivazione. Ci sono paesi grandi e piccoli, paesi ricchi e poveri, quelli con lunghe tradizioni democratiche e quelli che stanno ancora trovando la strada verso la democrazia. Anche le loro politiche sono diverse. Siamo tutti diversi, ma anche quando chiediamo la benedizione del Signore, non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creati uguali”. Ora nel discorso del 12 dicembre Putin ribadisce la sua visione del mondo multipolare: “Noi non pretendiamo di essere alcun tipo di superpotenza con pretesa di egemonia globale o regionale; non imponiamo il nostro patrocinio su nessuno e non cerchiamo di insegnare agli altri come vivere la loro vita. Ma ci sforzeremo di esercitare la nostra leadership difendendo il diritto internazionale, lottando per il rispetto delle sovranità nazionali e l’indipendenza e l’identità dei popoli”.

(In Italia permettiamo a chicchessia, USA in primis, di dettare la nostra agenda politica, economica, sociale e militare, appoggiando scelte scellerate che ancora stiamo pagando. Vediamo, per esempio, l’assassinio di Gheddafi).

A difesa dei valori tradizionali

Arriviamo qui al punto conclusivo e senza dubbio culminante del ragionamento politico di Putin.

“Un altro obiettivo per l’identità della Russia è legato agli eventi che hanno luogo nel mondo. Questo riguarda la politica estera e i valori morali. Possiamo notare come molti Paesi euro-atlantici stanno negando le loro radici tra cui i valori cristiani che sono alla base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi morali e la propria identità: nazionale, culturale, religiosa e perfino sessuale. Mettono in vigore politiche che pongono allo stesso livello delle numerose famiglie tradizionali, le famiglie omosessuali: la fede in Dio equivale ormai alla fede in Satana”.
“Questo eccesso di politicamente corretto ha condotto la volontà di qualche persona a legittimare partiti politici di cui l’obiettivo è promuovere la pedofilia. In molti Paesi europei, la gente non ha il coraggio di parlare della propria religione. Le vacanze sono abolite o chiamate diversamente; la loro essenza è nascosta, proprio come il loro fondamento morale. La gente cerca, aggressivamente, di esportare questo modello attraverso il mondo. Sono convinto che questo apra una via diretta alla degradazione e al primitivismo che porteranno ad una profonda crisi demografica e morale. Che cosa testimonia meglio di questa crisi morale se non la perdita della capacità a riprodursi? Oggigiorno, quasi nessuna nazione sviluppata è in grado di riprodursi, anche con l’aiuto dei flussi migratori. Senza i valori presenti nel cristianesimo”.

Quello additato da Putin è in fondo il dramma del relativismo, che rende moralmente zoppicanti e caratterialmente deboli le società occidentali. Interessantissima la considerazione ulteriore di Putin: “Questa distruzione dei valori spirituali non solo porta a conseguenze negative per la società, ma è anche essenzialmente antidemocratica, dal momento che viene effettuata sulla base di idee astratte ideologiche, in contrasto con la volontà della maggioranza, che non accetta le variazioni avvenute o le proposte di revisione dei valori”. Putin esprime con franchezza quello che in Occidente solo si bisbiglia: tutta una serie di “nuovi valori” (pensiamo alla ideologia del gender che stravolge il rapporto tra i sessi; o allo “ius soli” che distrugge l’idea di nazione) sono osteggiate dalla maggioranza delle persone, che purtroppo rimane maggioranza silenziosa, e vengono imposte da lobby, da piccoli gruppi iperattivi e fanatizzati che monopolizzando i media impongono idee spesso bislacche e utilizzano l’arma del ridicolo per annullare le opinioni contrarie.

Putin è consapevole del vasto “consensus gentium” che, nel silenzio dei media, si sta sviluppando attorno alle posizioni del Cremlino: “Sappiamo che ci sono sempre più persone nel mondo che sostengono la nostra posizione in difesa dei valori tradizionali che hanno costituito il fondamento spirituale e morale della civiltà in ogni nazione per migliaia di anni: i valori delle famiglie tradizionali, della vera vita umana, che include la vita religiosa: non solo l’esistenza materiale, ma anche la spiritualità, i valori dell’umanesimo e della diversità delle culture”.

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Conclusione: ritorno alla migliore tradizione europea

“Certamente questa è una posizione conservatrice”, dichiara senza timore Putin dopo aver difeso i valori tradizionali e per completare il suo pensiero chiama in causa Nikolaj Berdaiev, il grande filosofo esistenzialista discepolo di Dostoevskij, che dopo aver abbandonato la Russia negli anni della rivoluzione bolscevica cercò una terza via spiritualista e cristiana, per andare oltre il materialismo marxista e l’individualismo liberale. Ebbene, dice Putin, “citando le parole di Nikolaj Berdaiev, l’essenza del conservatorismo non è l’impedire il movimento in avanti e verso l’alto, ma l’impedire il movimento all’indietro e verso il basso, nella tenebra del caos e nel ritorno a uno stato primitivo”.

È una via intonata alla grande tradizione europea: quella che discende dalla cultura greco-romana, dai secoli cristiani, dall’umanesimo rinascimentale. La cultura europea deve tornare ad essere fonte di ispirazione per l’educazione delle nuove generazioni. Confortano a tal fine le parole che Vladimir Putin ha pronunciato il 3 febbraio 2015 al Consiglio della Presidenza per la Cultura e l’Arte:

“Dobbiamo educare una nuova generazione coltivandone un buon gusto artistico e la capacità di apprezzare il teatro e la musica… Abbiamo bisogno di rappresentazioni teatrali serie e di alta qualità destinate ai bambini e agli adolescenti, che facciano loro conoscere i classici russi e mondiali ed insegnino loro a pensare, a provare empatia e a credere nella potenza del Bene. La cultura è un immenso fenomeno integrale che trasforma gli individui in un popolo e in una nazione. Dopotutto senza la cultura di quale sovranità parleremmo? E per cosa avrebbe senso combattere?”.

Fonte: en.kremlin.ru

 

  • La lotta della Russia contro le sette made in USA

Serghei Gavrilov, deputato comunista del “gruppo parlamentare per la tutela dei valori cristiani”, ha riferito al quotidiano Rossiyskaya Gazeta che, secondo le stime degli esperti, attualmente vi sono nel Paese tra le 300 e 500 sette pericolose, con 800mila aderenti in tutto. Il rischio più grave, secondo il parlamentare, è rappresentato dalle sette che hanno sede negli Usa e sono finanziate dagli Stati Uniti per un giro di denaro pari a circa un miliardo di dollari. “Alcuni prendono di mira le persone sole, altri lavorano con gli intellettuali ed esercitano pressione psicologica sulle persone, denuncia Gavrilov. Molti gruppi operano sotto copertura e occorre un notevole impegno per rintracciarli”, anche da parte dei servizi segreti. Intanto, un gruppo parlamentare misto, chiamato Gruppo per la protezione dei valori cristiani, ha già avviato un tavolo di lavoro per combattere proprio le sette. Nessuno però specifica esattamente cosa si intenda e a chi ci si riferisce parlando di “setta”. Secondo Gavrilov, le sette pericolose spesso si travestono da circoli di lettura, organizzazioni per il rispetto dell’ambiente o corsi di crescita personale e si presentano come comunità che predicano religioni tradizionali. La questione non è nuova. Già a dicembre alla Duma di Stato si parlava della necessità di introdurre un concetto legale di “setta”, che non violi la Costituzione e possa essere usata per bandire le attività di certe organizzazioni religiose dal Paese. Il capo della Commissione per le Associazioni pubbliche e le organizzazioni religiose alla Duma, Yaroslav Nilov, ha spiegato che è difficile introdurre una definizione legale di “setta”, perché “potrebbe violare la Costituzione” e la libertà di credo. A suo dire la formulazione di un tale concetto dovrebbe portare anche al bando delle attività di tali organizzazioni, mentre la Costituzione permette oggi a tutte le entità religiose registrate di operare sul territorio della Federazione russa. In alcune regioni della Russia i Testimoni di Geova (TdG) sono stati giudicati “estremisti”, al pari dei militanti dello Stato islamico o dei neo-nazisti.

 

 

 

24 Commenti a "La ‘rivoluzione conservatrice’ di Putin"

  1. #Pike Bishop   17 marzo 2016 at 9:08 am

    “Putin si è avvicinato al cristianesimo, sia pure quello scismatico orientale.”

    Mi fa sganasciare dalle risate, il “sia pure”. Scismatico e’ pure (o soprattutto) il Vaticano, ma la storia e’ qui un accessorio dell’ideologia, a quanto pare.

    Lo scisma e’ stato la reazione al volere imporre – da parte di un Arcivescovado imbarbarito, e per mezzo delle armi di popolazioni barbariche che successivamente attaccheranno la nuova Roma in uno degli episodi piu’ barbarici della storia del mondo – la propria linea a quello che era il vero centro dell’Impero Romano, in una organizzazione di Vescovi indipendenti, anche se legati da decisioni conciliari.

    Rispondi
    • #Mapi   17 marzo 2016 at 3:28 pm

      Ho riso anch’io a crepapelle. L’ignoranza voluta è d’obbligo a quanto pare. E che dire di quel “Effettivamente pare…” forse Putin agisce senza il suo consenso?

      Rispondi
      • #jeannedarc   17 marzo 2016 at 8:23 pm

        ignoranza del fatto che gli scismatici sono eretici e scismatici? forse l’ignoranza è la vostra… 🙂

        Rispondi
      • #Jacobus   22 marzo 2016 at 3:58 pm

        L’amore disordinato di alcuni di questo sito per gli epiteti di “eretico” e “scismatico” è qualcosa
        – a mio modestissimo parere – di francamente fastidioso e veramente poco “catholicos”…

        Eppure basterebbe leggere i discorsi di S. Agostino, ardenti di amore e di delicatezza per quanti si erano allontanati dalla comunione della Chiesa, per capire come l’utilizzo oggigiorno di tali toni ed etichette da parte di noi latini non fa altro che tirare acqua al mulino di quanti non ne vogliono sapere di riconciliarsi con Roma…

        Nel merito della questione, urge uno studio serio sui fatti che hanno portato alla rottura della comunione tra Roma e Bisanzio (e come conseguenza – senza loro oggettiva colpa – con tutte le Chiese nate dall’evangelizzazione greca, tra cui quella Russa in primis).

        Si da il caso, infatti, che il patriarca Michele Cerulario
        (un ambizioso attaccabrighe inviso perfino ai suoi)
        abbia di fatto – attenzione, non di diritto! poiché non ha mai condannato la sede di Roma in quanto tale – creato lo “scisma” come reazione alla scomunica comminatagli dal card. Umberto di Silva Candida (non meno arrogante e attaccabrighe del suo interlocutore greco).

        Tale scomunica risulta, però, assolutamente invalida e illecita, in quanto il Papa che gli aveva dato il mandato di mediare per ricucire i rapporti (non per romperli!) con i greci nel frattempo era morto e la sede romana era vacante da più di un anno… “scisma”, quindi… ‘de chè?

        Quanto ai punti di divergenza dogmatica (segnatamente: Filioque, primato giurisdizionale romano, purgatorio e azzimi per l’Eucaristia), è noto come siano stati radicalizzati solo in seguito, come giustificazione a posteriori di una rottura dovuta ad un litigio di natura essenzialmente POLITIKA,
        in cui entrambe le parti si sono fatte scudo di argomenti teologici per perseguire interessi molto più prosaici…

        Un minino di attitudine costruttiva e di carità per l’interlocutore (che certo devono esserci da entrambe le parti) hanno mostrato già all’epoca di S. Tommaso e del concilio di Firenze di poter far scoppiare la bolla di sapone delle divergenze dogmatiche, evidenziando come a monte, nell’anima del cristianesimo ortodosso orientale, non ci sia mai stata una vera e ostinata voluntas ereticale…
        per cui, anche qui, “eresia”… ‘de chè?

        Per favore, smettetela una buona volta di offrire un’immagine grottesca e caricaturale del cattolicesimo romano, dando così solo conferme agli argomenti del separatismo bizantino… grazie!

        Per il resto, grazie per l’interessantissimo articolo e
        LUNGA VITA A VLADIMIR VLADIMIROVIC PUTIN!

        Rispondi
        • #jeannedarc   22 marzo 2016 at 11:25 pm

          a noi sinceramente non interessa che chi ha aderito a uno scisma ci reputi grotteschi o non grotteschi. ci interessa di più essere dalla parte della Verità, e in effetti, se NSGC non ha mentito, è così, con buona pace degli amici ERETICI e SCISMATICI (è bene ribadire, dato che dà tanta noia).
          a vanvera sono usati questi epiteti da chi per esempio bolla come tali i movimenti di resistenza al modernismo.

  2. #Mah!   17 marzo 2016 at 11:37 am

    Si potrebbe fare cambio? Ci prendiamo Putin e in cambio diamo tutta la nostra corte politica ai Russi? Così noi ci riprendiamo e i politici italiani in Russia tornano alla sanità mentale.

    Rispondi
    • #Alessio   21 marzo 2016 at 11:53 am

      Ipotesi suggestiva, però i politici italiani in Russia sarebbe il caso di farli lobotomizzare tutti, così da evitare ricadute future.

      Rispondi
  3. #lister   17 marzo 2016 at 12:50 pm

    Dal distinguo iniziale:
    “…la Russia aderisce ad una chiesa scismatica ed eretica che non ha alcun diritto di rappresentare la cristianità”
    Forse la Chiesa Russa non può rappresentare il Cattolicesimo, ma sicuramente può rappresentare la Cristianità, visto che, per certi versi, sono molto più Cristiani loro che non il massone che abita al S.Marta ed i suoi seguaci.

    Rispondi
    • #Giacomo   17 marzo 2016 at 3:04 pm

      Concordo con te Lister

      Rispondi
    • #jeannedarc   17 marzo 2016 at 8:23 pm

      vabbè ma a prescindere da Bergoglio chi è fuori da Roma è in errore. i veri cristiani sono solo i cattolici, ergo anche i cattolici orientali, certo non gli scismatici

      Rispondi
    • #Alessio   19 marzo 2016 at 2:24 pm

      Anch’io, camerata.

      Rispondi
      • #Alessio   19 marzo 2016 at 2:25 pm

        Cioè, anch’io concordo con Lister…

        Rispondi
  4. #milena rizzo   17 marzo 2016 at 10:43 pm

    vorrei sapere come si fa, stando IN ROMA, prescindere da Bergoglio.

    Roma come una margherita ……questo si, questo no ,questo no,questo si……

    Trizz

    P.S. ma forse è soltanto Bergoglio da cui bisogna dissociarsi….

    Rispondi
  5. #Marco   17 marzo 2016 at 11:36 pm

    Ottimo articolo. Putin e la Russia non rappresentano la Cristianità e credo non abbiano ambizione di rappresentarla. Indubbiamente però sono un punto di riferimento politico per chi si oppone idealmente al pensiero unico mondialista.

    P.S.: “…in difesa di questo intervento sovietico affermava:”
    Penso si tratti di un errore dell’autrice. Grazie a Dio l’unione sovietica non esiste più.

    Rispondi
    • #Francesco Retolatto   18 marzo 2016 at 12:12 am

      Concordo con Marco. Putin e la Russia non rappresentano la Cristianità ne credo vogliano rappresentarla ma scismatici o no rappresentano un argine al dilagare e al propagarsi del pensiero globalista anticristiano.
      E’ bene riflettere su questo punto e trarne le dovute conseguenze.

      Rispondi
  6. #Pike Bishop   18 marzo 2016 at 4:54 pm

    Sul fatto che Putin e la Russia non vogliano rappresentare la Cristianita’ ho qualche dubbio. Putin (e la nuova classe dirigente russa che e’ impegnata in una lotta senza quartiere con in malavitosi traditori, Putin ovviamente non e’ isolato) intende, magari anche solo simbolicamente riprendere il manto di Nuova Costantinopoli o Nuova Roma di cui gli Zar, da Ivan in poi si sono ammantati, e questo include il ri-diventare i difensori della Vera Fede: non bisogna dimenticare, come ho cercato di far notare nel mio primo intervento, che per loro gli scismatici ed eretici siamo noi, la Chiesa d’Occidente.

    Infatti si pregiano del titolo di Ortodossi, cioe’ quelli che non hanno abbandonato lo spirito della Chiesa originale. E, devo dire, basta conoscere la Chiesa Ortodossa per rendersi conto che la loro e’ veramente l’Ortodossia e che la Chiesa di Roma e’ diventata solamente la continuazione dell’Impero Romano in quei territori dove ha dovuto scendere a patti con gli invasori barbari per rimanere in vita. Con lo svilupparsi del potere sui capi tribu’ promossi a Re ed Imperatori, la propria dottrina ha deviato significativamente dalle dottrine originarie della Cristianita’ Mediterranea.

    Un esempio per tutti, e piuttosto sconosciuto tra i Cattolici (sic): la Dottrina del Purgatorio. Nello sforzo di ri-evangelizzare l’Irlanda, San Patrizio creo’ questa dottrina per spiegare agli indigeni le loro dottrine del culto degli antenati in chiave cristiana. Infatti (probabilmente con rituali sciamanici) gli irlandesi potevano VEDERE i propri antenati che languivano nella terra dei morti. Per spiegare questo fatto, e con l’approvazione di Roma, San Patrizio invento’ questa dottrina la prima di tante create appositamente come ponte tra le credenze pagane dell’Europa nord-occidentale e quelle Cristiane dal medio-evo in poi. Da qui il culto di Maria, le Madonne Nere e via elencando (l’elenco e’ lunghissimo).

    Insomma, mentre l’Ortodossia assediata dall’Islam e’ rimasta piuttosto fedele ai precetti e soprattutto all’organizzazione originale, i Cristiani dell’Occidente non lo sono stati (avete mai letto la Filocalia??? Eppure e’ di prima del Grande Scisma).
    In piu’ il Vaticano e’ diventata soprattutto una struttura di potere politico ed economico, accentratrice ed arbitraria. Ovviamente tutto questo non poteva non portare a divisioni successive vedi Chiese Protestanti.

    Conoscendo alcuni Ortodossi, posso testimoniare della loro serieta’, che fa a pugni con l’atteggiamento di gente per alcuni versi addirittura fanatica per il Cattolicesimo che pero’ si riserva il diritto di prendere dal Cattolicesimo cio’ che piace e ripudiare cio’ che non piace. Questo e’ il diretto risultato dell’allontanamento dall’Ortodossia. Io non sono ortodosso, ma capisco perfettamente le loro ragioni dottrinali nel considerare scismatico l’Occidente, mentre capisco quelle dell’Occidente solo in quanto espediente politico.

    Rispondi
    • #Marco   18 marzo 2016 at 7:07 pm

      Confondi, a mio modesto avviso, Putin e la sua politica con la Chiesa ortodossa russa, che seppur indubbiamente legate, non sono coincidenti. Come anche l’ottimo articolo di Cinzia Palmacci fa notare obiettivo della politica di Putin, dichiarato e perseguito, confermato dalle sue scelte geostrategiche (la gestione della missione militare russa in Siria è esemplare) è quello di porre le basi per un mondo multipolare. La Russia non intende farsi alfiere di una visione universalistica poggiante sull’ortodossia. La politica russa mi sembra segua la direzione di un pragmatico realismo, con la bussola orientata verso i propri interessi nazionali.

      Rispondi
  7. #Mardunolbo   18 marzo 2016 at 9:30 pm

    la politica russa, di Putin è, direi certamente pragmatica, ma di indubbia derivazione filosofica russa. Il fatto che la chiesa cristiana ortodossa abbia permeato la mentalità del popolo e di Putin stesso, non è affatto negativo, poichè si è reinnestata nello spirito russo. Quanto poi la chiesa cristiana ortodossa sia indipendente dal potere politico è tutto da vedere, anzi è dimostrabile il contrario fin dal suo distacco da Roma. Gli ultimi ortodossi del periodo sovietico erano addirittura spie del KGB, ma pur riconosciute tali ,Roncalli, tramite il card Beha fece quell’orrido patto di Metz per non far parlare di comunismo. La presenza del potere temporale del papa, in occidente, è stato mezzo per preservare il cattolicesimo dal servire lo stato ed il potere politico di turno.Ciò indipendentemente dal fatto che, comunque, il potere politico sempre ficcava il suo naso e dettava legge come poteva.
    Ma di fatto l’indipendenza cattolica dal potere politico degli stati ha preservato l’identità cattolica che ha cominciato a decadere con la predazione di Roma fino a cercare ogni via di compromesso col potere politico, in modo sempre più chiaro, dopo il Concilio VatII.
    La differenza odierna, quindi sta che in Russia è lo stato che si è avvicinato alla chiesa, mentre in occidente è l’esatto contrario…

    Rispondi
  8. #filippo   19 marzo 2016 at 4:42 pm

    Non esiste la “Chiesa Ortodossa”. Non esiste la “Chiesa Russa”. Esiste una sola Chiesa che è quella fondata da Cristo e che ha come Supremo Pastore il Papa. Fuori dall’unico ovile esistono solo…pecore erranti!

    Rispondi
  9. #Maria   20 marzo 2016 at 10:02 am

    Signor Filippo,lode al suo credo in una sola Chiesa, fondata da Cristo e come Supremo Pastore il Papa.

    Purtroppo,le pecore erranti non sono solo fuori all’ovile che, magari lo stanno cercando per poterci entrare;le buone pecorelle… a zonzo, dentro solo per grazia all’ovile, non riescono a vedere il loro pastore, finendo con lo sbattere di qua’ e di la’confondendolo con le pecore……

    Rispondi
  10. #filippo   21 marzo 2016 at 2:14 am

    Grazie, Maria.

    Rispondi
  11. #Maria   21 marzo 2016 at 9:04 am

    Milena Rizzo
    Non sarebbe cosa più bella,almeno per una donna,saper raccogliere le margherite,invece di usare questo semplicissimo ma bellissimo fiorellino come una ” roulette in questo caso russa” privandolo dai suoi delicatissimi petali,uno si,uno no uno si uno no……quando lo ha privato della sua corolla ……nulla più rimane!
    Il giardino in poco tempo ne verrà privato da tanta bellezza…..
    E il ” giardiniere” da capo deve nuovamente ricominciare ad arricchirlo……

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  12. #Alessio   21 marzo 2016 at 10:44 am

    Al di là di ogni discorso, politicamente Putin è da appoggiare e basta. Dall’altra parte c’è la Massoneria, e questo chiude la questione.

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  13. #Maria   21 marzo 2016 at 11:37 am

    Carlo2
    Ho letto il tuo ultimo post sul’articolo” nasce il movimento politico sulla famiglia…..” Se vuoi ci incontriamo la per scambiarci le idee. Speriamo che tu legga questo.Ciao.

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