Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, ossia JHWH

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di don Curzio Nitoglia

San Giovanni nel suo Vangelo (XIX, 17-22) ci racconta che Ponzio Pilato fece apporre sulla Croce di Gesù una tabella con su scritto “Gesù il Nazareno Re dei Giudei” in ebraico, greco e latino.

I Sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato di togliere quella scritta e di sostituirla con un’altra che spiegasse che Gesù non era il Re dei Giudei ma solo che aveva detto: “Io sono il Re dei Giudei”, però Pilato rispose: “quod scripsi scripsi / quel che ho scritto, ho scritto”.

Ora se si confrontano le quattro iniziali della scritta in latino “Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum “ appare “INRI” e in ebraico “Yeshua Hanotsari Wemelek Hayehudim” appare “YHWH”. Quindi se si legge la prima frase in ebraico posta sulla Croce e si focalizzano le iniziali di essa ci si trova davanti al Tetragramma JHWH (Jahwèh).

 

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Il Tetragramma (dal greco “quattro lettere”) indica il Nome con cui Dio si rivelò a Mosè (Esodo, III, 14-15): “Io Sono Colui che Sono / Ego sum qui sum”, e significa l’Essere stesso per sua natura, Colui la cui proprietà essenziale è l’Essere.

Quindi la scritta “INRI” non solo ci ricorda che Gesù è il Re del mondo intero e dei Giudei ma anche che “Egli è Colui che è” (“YHWH”), ossia l’Essere increato e Creatore del cielo e della terra.

Gesù stesso aveva predetto sempre nel Vangelo di San Giovanni (VIII, 28): “Cum exaltaveritis Filium hominis, tunc cognoscetis quia ego sum / Quando avrete innalzato da terra (sulla Croce) il Figlio dell’uomo, allora capirete che Io sono (colui che sono)”.

 

Fonte

 

12 Commenti a "Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, ossia JHWH"

  1. #PAOLO   21 aprile 2016 at 2:32 pm

    Bello, essenziale e preciso.
    Uno dei tanti segni della Storicità dei Vangeli, della non riducibilità a fabulazione, a mito e nemmeno a speculazione teologica. I cattolici- figuriamoci gli atei- ignorano (sono letteralmente: ignoranti) il fatto che la Bibbia sia una biblioteca, con vari generi letterari.
    Se nel Vecchio testamento alcuni libri vanno interpretati non in modo letterario, in quanto appartenenti a generi come quello parodistico, elegiaco, poetico, ecc. stupisce invece la sobrità, direi quasi la ruvidezza narrativa dei 4 Vangeli canonici (per i Vangeli apocrifi, scritti molto più tardi, il discorso è diverso e ci porterebbe fuori argomento).
    A proposito di Storicità e di conferme storiche dei Vangeli, invito gli amici di Radio Spada e i loro lettori meno pigri a fare ricerche su internet, anzi a leggere quacosa di serio su:
    la piscina di Silone, gli scavi della casa di S.Pietro, l’editto di Nerone sulle tombe (siamo a pochi anni dalla morte di Gesù!), la prima scritta con un’invocazione mariana, i rapporti tra S.Paolo e Gallione, il fratello di Seneca, i nomi cristiani nella famiglia degli Annei, cioè quella del grande filosofo stoico Seneca, alcuni dati archeologici su Nazareth e sulla Galilea, gli scavi di Cana, la tomba del re Erode, la scoperta del 1961 a Cesarea Marittima che ha confermato definitivamente l’esistenza storica di Ponzio Pilato, il Papiro 7Q5 di Qumarna e gli studi di p O’Callagna e del Prof.Thiede.
    ECCETERA ECCETERA!

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    • #Lucius   22 aprile 2016 at 7:51 am

      Giusto,la verita’storica fornisce le basi alla Fede,che pur rimane un dono di Dio.L’uomo da solo non si salva senza il suo Aiuto.Laudetur JNRI!

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  2. #francoleober   21 aprile 2016 at 7:12 pm

    VERY NICE! THANKS.

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  3. #Giacomo   21 aprile 2016 at 11:52 pm

    Bellissimo. Spiegatelo al signore che sta a Santa Marta che dice che Dio non è cattolico!

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  4. #Protagora   22 aprile 2016 at 7:28 am

    Non è una ricostruzione realistica… basta conoscere l’alfabeto ebraico per rendersene conto. Non torna né in termini di iniziali né in termini di significato delle parole dell’acronimo (Compare infatti Cristiano e non Nazareno)

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  5. #Francesco   22 aprile 2016 at 11:18 am

    Perché Protagora non ci dici come stanno le cose, perché vedi, io conosco l’alfabeto inglese, ma non capisco un accidenti di quella lingua, a mio parere conoscere l’alfabeto è irrilevante, però se può dirci qualcosa di più preciso rispetto all’articolo (leggere però la fonte) lo leggeremo volentieri.

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    • #lister   22 aprile 2016 at 2:25 pm

      Sì, Protagora, erudiscici…

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    • #Andrea   22 aprile 2016 at 6:53 pm

      Protagonista, anche se ci fosse Hanotzari (il Nazareno) anziché Hamashiach (il Cristo), l’iniziale dela seconda parola sarebbe sempre la stessa /h/. Con questo non voglio avvallare niente, ma è un fatto che a tutti gli elementi del tetragramma possiamo dare la traduzione vogliamo, purché rimangano sempre le stesse iniziali, per avere YHWH.

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  6. #Attilio   22 aprile 2016 at 8:45 pm

    Popolo dalla dura cervice………

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  7. #F.Tribolati   25 aprile 2016 at 12:59 pm

    Grazie Don Curzio per questa vera catechesi.
    La scritta scandalizzava Caifa e gli altri sommi sacerdoti che nel Sinedrio chiesero a Gesù se fosse il Messia atteso e ricevuta risposta affermativa non credettero, perché essi non vollero altro re che Cesare!

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  8. #Francesco   26 aprile 2016 at 10:00 am

    Interessante il suggerimento di Paolo, ciò mi ha fatto tornare alla mente quando insieme con altri studenti di Teologia andammo a visitare con l’insegnante di storia della Chiesa la catacomba di Santa Priscilla a Roma sulla Salaria, interessante è, un affresco su di un muro il quale raffigura la “Prima” rappresentazione della Vergine Maria con il bambino, datato II max III secolo, spiegandoci anche come si riconosce un quadro della Madonna da un altro simile.
    In effetti abbiamo molte testimonianza del cristianesimo, ma che purtroppo a causa del compiacere più all’uomo che a Cristo passano spesso nel dimenticatoio, a ciò mi vengono in mente le parole del prof. di teologia morale (era un sacerdote di vecchio stampo), quando ebbe a dire ” figliuoli, noi con il vero cristianesimo siamo molto ma molto….lontani”, in quel momento quelle parole suonavano strane, ma ora si può dire che, purtroppo è la verità.

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  9. #Protagora   30 aprile 2016 at 7:18 am

    Manca la Waw!

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