Ma non abbiamo sempre avuto “cattivi Papi”?

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Nota di Radio Spada: continuiamo, come di consueto, a pubblicare in lingua italiana la traduzione di brevi scritti poco noti o inediti, composti in ambienti cattolici romani esteri. La crisi nella Chiesa ha spinto talvolta gli studiosi a cercare esempi del passato che potessero confortare le pene per la situazione attuale. Sono state vagliate le debolezze morali e dottrinali di alcuni Sommi Pontefici, in special modo dei primo millennio cristiano.  In questo articolo, dal taglio spiccatamente e appassionatamente sedevacantista, pubblicato su NovusOrdoWatch e ora tradotto (a cura Pietro Ferrari) si intendono portare sostanziali pareri critici  a confutazione di quest’argomento storico ed ecclesiologico.

Un’obiezione molto comune che si sente quando si parla di sedevacantismo con quelle anime sfortunate che ancora credono Jorge Bergoglio ( “Francesco”) sia il Papa della Chiesa cattolica, è: “Ma ci sono sempre stati cattivi papi!” Essi non colgono la differenza tra, da un lato tra cattolici che conducono vite immorali ed eretici.

Francesco non è un cattivo cattolico. E’ un non-cattolico. Questo è il punto cruciale. Pertanto, dire che abbiamo avuto cattivi papi in passato ma che erano ancora validi Papi, è del tutto fuori luogo. Un uomo che professa tutta la Fede Cattolica, non importa quanto malvagio possa essere, rimane un membro della Chiesa cattolica. Anche se lui odia Dio. Anche se egli sia un assassino. Anche se egli è un sodomita.

Dio non voglia, naturalmente! Un uomo così, se non si pente, avrà una eternità di sofferenza all’inferno. La sua appartenenza alla Chiesa non gli gioverà; la sua fede, del tutto morta perché senza la carità, non lo salverà. La sua conoscenza della vera fede si limiterà ad aggiungere pene alla sua miseria nell’inferno perché avrà peccato con piena conoscenza del peccato dei suoi atti.

Sì, tutto questo è vero. Ma un tale uomo, se eletto al papato, sarebbe ancora un Papa valido, perché ciò che mantiene un uomo nell’ essere validamente eletto al papato non è una mancanza di santità, ma la professione di eresia (tra le altre cose). In altre parole, ciò che gli impedisce di essere un Papa valido non è la commissione di peccati contro la morale (altrimenti nessuno potrebbe essere Papa, visto che siamo tutti peccatori), non importa quanti o quanto gravi, ma la commissione dei peccati contro la Fede .

Questo è l’insegnamento cattolico non controverso. Papa Pio XII l’ha messo ben a fuoco quando ha insegnato autoritativamente nella sua bella enciclica sulla Chiesa:

In realtà solo quelli devono essere inclusi come membri della Chiesa che sono stati battezzati e professano la vera fede, e che non sono stati così sfortunati da separare se stessi da l’unità del corpo, o sono stati esclusi dalla legittima autorità per gravi errori commessi ….

Né si deve immaginare che il Corpo della Chiesa, solo perché porta il nome di Cristo, si componga durante i giorni del suo pellegrinaggio terreno solo dei membri cospicui per la loro santità, o che consista solo di coloro che Dio ha predestinato alla felicità eterna. E’ grazie alla misericordia infinita del Salvatore quel luogo è consentito in suo Corpo mistico qui sotto per coloro che, di vecchio, Egli non ha escluso dal banchetto. Non ogni peccato, per quanto grave possa essere, come la sua natura va a  recidere un uomo dal Corpo della Chiesa, così come lo scisma o eresia o apostasia. Gli uomini possono perdere la carità e la grazia divina per il peccato, divenendo così incapaci di merito soprannaturale, e tuttavia non essere privati di tutta la vita se sono in possesso della fede e della speranza cristiana, e se, illuminati dall’alto, sono stimolati dalle sollecitazioni interne dello Spirito Santo per salutare timore e vengono spostati alla preghiera e la penitenza per i loro peccati. (Pio XII, Enciclica Mystici corporis, nn 22-23).

Notate bene, signore e signori: Gli unici peccati che per loro stessa natura recidono un uomo dalla Chiesa, Corpo mistico di Cristo, sono i peccati di scisma, l’eresia, l’apostasia E ciò significa che questi peccati sono tali che chi li commette si rende un non cattolico. Un eretico, dopo tutto, professa una religione diversa da quella cattolica, e quindi non può essere un membro della Chiesa, perché non si può essere un cattolico e un non cattolico, allo stesso tempo. (Lo stesso vale, a maggior ragione, per un apostata. Scisma è leggermente diverso, ma questa questione non è importante qui.)

Pertanto, un scismatico, un eretico, o un apostata non può essere un Papa valido, perché questo vorrebbe dire che un uomo che non è un membro del Corpo Mistico può tuttavia essere il capo di quel corpo mistico, che è una contraddizione.

La Catholic Encyclopedia, compilata durante il regno di Papa San Pio X, afferma molto chiaramente: “Certo, l’elezione di un eretico, scismatico, o femmina sarebbe nulla” (alla voce  “elezioni papali”).

Per apprezzare quanto sia importante e seria questa differenza è tra l’essere cattivi cattolici e non cattolici, diamo uno sguardo ad uno dei Papi cattolici assolutamente più immorali della storia: Papa Giovanni XII (regnato 955-963). Il principe Ottaviano (il suo nome di nascita) aveva solo 16 anni quando eletto, ed era un reprobo morale completo:

”Nulla nella sua vita lo ha reso idoneo per questo ufficio,  raramente è stato visto in chiesa. I suoi giorni e le notti trascorse in compagnia di giovani uomini e di donne malfamate, nei piaceri della tavola e del divertimento e della caccia, o in ancora più peccaminosi piaceri sensuali. Si racconta che a volte, nel bel mezzo della baldoria dissoluta, il principe era stato visto bere alla salute del diavolo. Cresciuto alla sede pontificia, Ottaviano ha cambiato il suo nome e prese il nome di Giovanni XII. E ‘stato il primo papa in tal modo ad assumere un nuovo nome. Ma la sua nuova dignità ha portato alcun cambiamento nella sua morale, e semplicemente aggiunto la colpa di sacrilegio.

La provvidenza divina, che veglia sulla Chiesa, ha miracolosamente preservato il deposito della fede, di cui questo giovane voluttuario era il guardiano. La vita di questo Papa è stata uno scandalo mostruoso, ma nel suo ufficio è stata impeccabile. Non possiamo sufficientemente ammirare questo prodigio. Non vi è un eretico o scismatico che non ha cercato di legittimare la propria condotta dogmaticamente: Fozio ha cercato di giustificare il suo orgoglio, Lutero sue passioni sensuali, Calvino la sua crudeltà fredda. Né Sergio III, né Giovanni XII, né Benedetto IX, né Alessandro VI, sommi pontefici, definitori della fede, certi di essere ascoltati e obbediti da tutta la Chiesa, hanno pronunciato, dall’alto del loro pulpito apostolico, una sola parola che potrebbe essere un’approvazione dei loro disturbi.

A volte Giovanni XII è diventato anche il difensore dell’ordine sociale minacciato e della vita religiosa esposta al pericolo.”

(Ap Fernand Mourret, una storia della Chiesa Cattolica, Vol 2 [St. Louis, MO: Herder Book Co., 1946]…, Pp 510-511)
 
BUM! Ebbene sì, ci possono essere cattivi papi, anzi. Ma nell’esercizio del loro ufficio saranno come ortodossi e cattolici come qualsiasi altro. Cristo ha promesso tanto: “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).

A differenza di quanto molti “tradizionalisti” di primo piano sono stati a declamare per decenni, la Chiesa non è garantita di avere un Papa in ogni momento; ma quando lei ne ha uno, è garantito che ne abbia uno che è cattolico. Questo è evidente anche perché il Papa è il principio di unità nella Chiesa e la regola prossima della fede; egli è il garante dell’ortodossia e per lui tutto deve presentare come condizione della loro salvezza (vedi Denz. 469). L’idea che un eretico potrebbe essere Papa avrebbe gettato tutto questo completamente fuori sincrono.

Alla luce di tutto quanto precede, bisogna prendere in considerazione queste belle citazioni riguardanti l’autorità e l’infallibilità garantita del Pontificato Romano:

“La vigilanza e la sollecitudine pastorale del Romano Pontefice … secondo i doveri del suo ufficio, sono principalmente e, soprattutto, si manifestano nel mantenere e conservare l’unità e l’integrità della fede cattolica, senza la quale è impossibile piacere a Dio.. “

(Papa Benedetto XIV, Costituzione Apostolica Pastoralis Romani Pontificis, 30 Marzo 1741, estratto da Insegnamenti papali: La Chiesa, p 31).

“La Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice hanno il primato in tutto il mondo. Il Romano Pontefice è il successore del beato Pietro, Principe degli Apostoli, vero Vicario di Cristo, Capo di tutta la Chiesa, Padre e Maestro di tutti i cristiani. “

(Papa Benedetto XIV, Costituzione Apostolica Etsi Pastoralis, 26 maggio 1742; estratto da Insegnamenti papali: La Chiesa, p 32)

“A soli pastori è stato dato ogni potere di insegnare, di giudicare, di dirigere, ai fedeli è stato imposto il dovere di seguire i loro pastori, di presentarsi con docilità al loro giudizio, e di lasciarsi governare, correttamente, e guidati da loro in via della salvezza. Quindi, è una necessità assoluta per i semplici fedeli di presentare nella mente e nel cuore obbedienza per i propri pastori, e per questi ultimi di presentare con loro alla testa e al Supremo Pastore “.

(Papa Leone XIII, Lettera Epistola Tua al Cardinale Guibert, 17 giugno 1885, estratto da insegnamenti papali: La Chiesa, p 263)

“Inoltre, si dichiara, proclamiamo, definiamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana sia soggetta al Romano Pontefice”.

(Papa Bonifacio VIII, Bolla Unam Sanctam, 18 novembre 1302)

“… Lo strumento forte ed efficace della salvezza non è altro che il pontificato romano.” (Papa Leone XIII, Allocuzione del 20 febbraio 1903, estratto da Insegnamenti papali: La Chiesa, p 353).

Che cosa? Non avete sentito queste cose ultimamente dal vostro giornale preferito rresistenzial-tradizionalista, blog o sacerdote?  Penso di no. Provate ad applicare le dichiarazioni di cui sopra al “Vaticano II ed ai suoi “Papi”, e vi renderete conto ben presto che non è  possibile. Francesco, anche nei suoi atti ufficiali, è “lo strumento forte ed efficace di salvezza”? Se c’à qualcosa in cui è forte ed efficace è nel causare dannazione.

Date una buona occhiata anche l’insegnamento dogmatica del Concilio Vaticano sulla connessione tra il Papato e la vera fede, una connessione che non è meramente incidentale, ma essenziale e necessaria:

Per soddisfare questo compito pastorale, i nostri predecessori hanno dato sempre instancabile attenzione affinché la dottrina salvifica di Cristo fosse diffusa tra tutti i popoli della terra, e con la stessa cura che hanno guardato, ovunque è stata ricevuta, ne è stato conservata il suono e puro.

I Romani Pontefici, inoltre, a seconda che la condizione dei tempi e degli affari hanno consigliato, a volte di convocare Concili ecumenici per esaminando il parere della Chiesa diffusa in tutto il mondo; a volte da particolari sinodi, a volte impiegando altri aiuti che la Provvidenza divina ha loro concesso in dotazione, hanno definito che le questioni devono essere tenute, che con l’aiuto di Dio, essi hanno riconosciuto come in accordo con la Sacra Scrittura e la tradizione apostolica. Infatti, lo Spirito Santo non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare nuove dottrine, ma per poter custodire santamente la rivelazione trasmessa attraverso gli apostoli e il deposito della fede. Infatti, tutti i padri venerabili hanno abbracciato la loro dottrina apostolica, ben sapendo che la Sede di S. Pietro resta sempre intatta da qualsiasi errore, per la promessa divina di nostro Signore il Salvatore ha fatto al capo dei suoi discepoli: “io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, che sei una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” [Luca 22:32].

(Concilio Vaticano I, Costituzione dogmatica Pastor Aeternus, n 4,.. Denz 1836.

 
Papa Pio IX ci ricorda una volta di più:

Ora si sa bene che i nemici più letali della religione cattolica hanno sempre condotto una guerra feroce, ma senza successo, contro questa Cattedra [di Pietro]; essi non sono affatto ignari del fatto che la religione in sé non può mai vacillare e cadere mentre questa Cattedra rimane intatta, la sedia che poggia sulla roccia, che le porte orgogliose dell’inferno non possono rovesciare e in cui vi è l’intera e perfetta solidità della religione cristiana.

(Papa Pio IX, enciclica Inter Multiplices, n. 7)

Ma la presunta “Cattedra di San Pietro” nel Vaticano II  ha vacillato ed è caduta e quindi, non può essere la vera e genuina Cattedra di San Pietro.

Dov’è, dunque, è il vero Papa? Noi non sappiamo. Per quanto ne sappiamo, non abbiamo un Papa. La sede di Pietro è stata sia vacante o impedita dal 1958. E ‘sicuramente non validamente occupato dai impostori della Chiesa del Vaticano II (Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco).

Ma tenete a mente: se la Chiesa non può sempre avere un Papa, ESSa avrà sempre la vera fede. E per questo solo motivo sappiamo che la setta sorta dal “Concilio Vaticano II”  non può essere la Chiesa cattolica di Nostro Signore Gesù Cristo.

Fonte: http://www.novusordowatch.org/wire/the-bad-popes-argument.htm

14 Commenti a "Ma non abbiamo sempre avuto “cattivi Papi”?"

  1. #Mardunolbo   13 aprile 2016 at 10:09 pm

    Bene,bene ! Molto chiaro !

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  2. #Francesco   14 aprile 2016 at 12:25 am

    Grazie Pietro Ferrari.
    Ma quanto aiuterebbe a salvarne di anime conoscere il vero significato della visione simbolica del vescovo vestito di bianco, contenuta nel testo del terzo segreto di Fatima?
    A me sembra ormai chiaro che pur non conoscendolo esplicitamente ci stiamo dentro da un pezzo e si prepari il finale.
    Preghiamo il Santo Rosario.

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  3. #Alessio   14 aprile 2016 at 1:48 am

    Tutto giustissimo, anche se personalmente non ho una posizione chiara sul sedevacantismo. Per me se da domattina Bergoglio si svegliasse e cominciasse a predicare la Verità sarebbe di colpo il Papa, finchè è in evidente stato d’eresia non può esserlo per forza di cose.

    Due appunti :

    1- Giovanni XII non fu affatto impeccabile come Papa, avendo tradito un eccezionale Imperatore come Ottone il Grande (salvatore dell’Impero a Lechfeld nel 955), un vero sovrano cristiano, ed avendo cercato contro di lui alleati persino nei musulmani. Se Ottone non fosse stato un fervente fedele e rispettoso del Papato al di là di tutto, l’avrebbe giustamente decapitato da quel traditore codardo indegno che era.

    2- Il paragone tra Giovanni XII e Bergoglio deve tenere conto dei tempi e delle circostanze.
    Giovanni XII fu un individuo scandaloso ma come Papa non “uscì da ranghi” dottrinalmente parlando (tradimenti ed intrighi anticristiani a parte!) anche perchè la Chiesa dell’epoca era integra, la società totalmente cristiana ed esisteva il Sacro Romano Impero.
    Bergoglio viene da decenni di modernismo, in una Cristianità che tiene il fiato con i denti in un mondo dove la maggioranza dei Governi più importanti sono di fatto atei e manovrati dai massoni.
    Sono d’accordo con tutto ciò che è stato scritto, ma se l’infimo principe Ottaviano fosse vissuto ai nostri giorni sarebbe stato quasi certamente un bisessuale cocainomane da discoteca alla Lapo (con tanto di predilezione per i travestiti) pronto a vendersi a chiunque, mentre se Bergoglio fosse vissuto intorno all’anno 1’000 non sarebbe mai potuto essere l’eretico che tutti ben conosciamo.

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  4. #Vincenzo   14 aprile 2016 at 5:44 am

    «In realtà solo quelli devono essere inclusi come membri della Chiesa che sono stati battezzati e professano la vera fede, e che non sono stati così sfortunati da separare se stessi da l’unità del corpo, o sono stati esclusi dalla legittima autorità per gravi errori commessi ….»

    Queste parole di Papa Pio XII valgono per tutti i membri della Chiesa, ed anche per gli appartenenti agli ordini religiosi; così è terribilmente scorretto, parlando di Bergoglio, affermare che sia un Gesuita o peggio attribuirgli una cosiddetta «astuzia gesuitica», come taluni conciliar-conservatori amano fare; eh già, perché Bergoglio, in quanto eretico modernista, non è mai stato o ha cessato di essere vero Gesuita, così come Lutero cessò di essere (o non fu mai) vero Agostiniano; pertanto l’«astuzia gesuitica» attribuita ad un eretico è un insulto ed una calunnia (degna di eretici protestanti o giansenisti) ai veri Gesuiti di un tempo ed al vero Ordine di Sant’Ignazio, infallibilmente approvato dalla Chiesa cattolica e che generò santi e martiri autenticamente cattolici (e non sedicenti tali) a profusione: e con cui il Bergoglio ed i suoi “confratelli” non hanno più nulla a che vedere.

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  5. #Tiburtius   14 aprile 2016 at 9:07 am

    Ma – mi chiedo sempre io – con che autorità il semplice fedele giudica o anche solo dichiara l’eresia del pontefice e la vacanza della Sede? E con che autorità lo fa il singolo Vescovo (es. Thuc)? Se ogni fedele potesse questionare l’autorità e decidere della sua obbedienza o meno al (non-)Pontefice, non saremo a un caos giurisdizionale e financo dottrinale simile a quello degli eretici solascritturisti? Non è più prudente (anche astraendo dalla situazione attuale) riconoscere questa autorità e lasciare la questione a un giudice superiore al laico di turno (sia quello un Concilio imperfetto o il Giudice Finale)? Non sono domande provocatorie o retoriche, me lo chiedo davvero e sono aperto a risposte che mi smentiscano

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    • #Lucius   14 aprile 2016 at 4:57 pm

      Notiamo che nell’ins.della gerarchia anche al vertice con F1 purtroppo siempre piu’si introducono novita’contraddittorie (in maniera pastorale e quindi non infallibile).come Noi semplici fedeli ,in tal caso,dobbiamo agire?Secondo me,non considerando deposto Francesco1 oppure come non -Papa (la Chiesa fondata da Gesu’Cristo avrebbe perso la sua divina istituzione,vanificando il suo Volere?)e neppure obbediendogli per servilismo e adulazione,ma limitandoci a fare cio’che la Chiesa ha sempre insegnato e fatto,ubbidendo a Dio e non gli uomini:Non ubbidire nelle cose cattive e non adulare I malvagi Prelati,come suggerisce il Cajetanus nel De comparat.Papae et Concilii.

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  6. #TIRAGATTI   14 aprile 2016 at 10:20 am

    Prudenza i sedevacantisti?
    Quali, quelli che condannano questo sito e poi ci scrivono?
    Ahi ahi ahi…

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  7. #Vincenzo   14 aprile 2016 at 1:38 pm

    «Il debito della soggezione ai poteri da Dio stabiliti non ha la radice nelle prerogative più o meno insigni di cui questi posson essere dotati, ma nella intrinseca loro natura di emanazioni dell’autorità stessa di Dio, di suoi rappresentanti, di delegati da lui a riscotere dai sudditi quel tributo di obbedienza, ch’egli ha il diritto assoluto di esigerne, o immediatamente per sè o mediatamente per altri: e fino a tanto che questi poteri non si snaturano, pervertendo l’ordine da Dio voluto e prescrivendo atti da Dio vietati, essi hanno diritto a quell’obbedienza che i sudditi debbono a Dio, del quale sostengono le veci. Questa è la teoria razionale e cristiana del potere, promulgata nelle Scritture divine e mantenuta costantemente intatta dalla Chiesa.»

    Chi lo scrisse?
    Il P. Raffaele Ballerini S.J.

    Dove lo scrisse?
    In un articolo pubblicato sulla Civiltà Cattolica anno XXVIII, serie X, vol. I, Firenze 1877 pag. 257-272.

    Quando lo scrisse?
    Durante il Papato di Pio IX.

    E’ chiaro che non devo ubbidire a chiunque mi prescriva atti contrari alla Fede ed alla morale cattoliche, che conosco già grazie al catechismo ed al Magistero (preconciliari entrambi).

    E nel capoverso immediatamente precedente che dice lo stesso Autore?

    «È vero: il carisma o dono dell’infallibilità non è al Papa concesso da Dio, fuorchè nell’esercizio dell’officio suo di maestro della Chiesa: ma che perciò? Dunque perchè il Papa non ha questo dono nel suo governo ecclesiastico, e può in cose particolari e di fatto, non riguardanti però la generale disciplina della Chiesa e non connesse colla fede e coi costumi, errare, è lecito disubbidirgli? Ma se la ragione dell’obbedienza negli ordini sacri, civili e domestici fosse, non più il possesso legittimo, bensì l’infallibile esercizio dell’autorità, che ne sarebbe più dell’ordine umano al mondo? I genitori non sono infallibili: dunque i figliuoli potrebbero lecitamente spregiarne i comandi. I governanti politici non sono infallibili: dunque i cittadini ed i sudditi potrebbero lecitamente violarne le leggi. I sacerdoti ed i Vescovi non sono infallibili: dunque i popoli cristiani, allo spirituale reggimento loro soggetti, potrebbero lecitamente non far conto alcuno delle loro ordinazioni. La ribellione e l’anarchia perpetua sarebbero in tutto e per tutto giustificate.»

    Che sia stato un “sedevacantista” ottocentesco?

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  8. #Pietro   14 aprile 2016 at 5:49 pm

    @Tiragatti bentrovato, lei ormai è divertente ma uscirà pazzo da questa vicenda 🙂
    @Vincenzo, occorre distinguere le analogìe tra potere temporale e potere spirituale e le diversità
    @Tiburtius, prima sedes a nemine judicatur è legge universale ma qui si discute se tale sede sia o non sia PRIMA, non se possa essere giudicata in quanto PRIMA.

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  9. #Vincenzo   15 aprile 2016 at 7:00 am

    A Pietro:

    Guardi che “la teoria razionale e cristiana del potere, promulgata nelle Scritture divine e mantenuta costantemente intatta dalla Chiesa” esprime al di là di ogni analogia (di cui infatti il P. Liberatore, sempre assai circostanziato.non parla) il principio generale che riguarda anche il superiore ecclesiastico; il singolo Vescovo infatti o il superiore di ordine religioso può comandare atti da Dio vietati (tra cui l’eresia), nel qual caso ovviamente non va mai ubbidito. Vuole un esempio?
    Se il vescovo Scipione de’ Ricci (validamente ordinato) o il conciliabolo di Pistoia, prima della condanna ufficiale della Chiesa, le impongono le tesi gianseniste che lei sa essere eretiche, lei non può accettarle mai e in nessun caso. Come vede, nessuna analogia.

    Il problema se mai si pone nel caso del Papa; se un Papa mi impone tesi che so essere eretiche perché le confronto con il catechismo e il Magistero cattolico precedente, devo per forza accettarle?

    Il fatto è che, al di là del discorso dell’infallibilità, un Papa vero Vicario di Cristo non mi comanderà mai in nessun caso cose contrarie alla Fede ed alla Morale; e siccome, come afferma il P. Liberatore, “ la ragione dell’obbedienza negli ordini sacri, civili e domestici [è] il possesso legittimo“, dunque il problema sta oggettivamente nella legittimità, cioè si tratta di un “Papa” illegittimo: non c’è via d’uscita.

    Che si tratti di un principio generale al di là di ogni analogia lo dimostra chiaramente il seguito dell’articolo:

    «Posto ciò, che valore ha, moralmente e teologicamente, la bella ragione degli avversarii, i quali si pensano di legittimare la loro disubbidienza al Papa nelle cose agibili, perchè in esse il Papa non gode dell’infallibilità assicuratagli da Dio nelle insegnabili? Il naturale buon senso basta a giudicarlo. Illecita è, secondo san Paolo, la disubbidienza di un servo cristiano ad un padrone gentile; e sarà lecita quella di un fedele cattolico al Vicario stesso di Cristo? Se nulla valesse, la ragione dei cattolici liberali scrollerebbe dalle fondamenta ogni ordine umano e cristiano.

    «Può errare, notava sapientemente il barone d’Ondes Reggio, nel suo precitato discorso, può errare il Sommo Pontefice: ma passa questo divario essenzialissimo tra il Sommo Pontefice e gli altri: che egli può commettere errori nel governo della Chiesa, ma non mai che offendano la fede e la morale, poichè nello insegnamento della fede e della morale è infallibile; ma gli altri possono commettere errori, e non di raro sogliono, contro ambe quelle: onde gli errori del Sommo Pontefice non recano danno a ciò che più importa per la salute eterna delle anime, ed anco per il bene sostanziale della terrena vita, e solo possono colpire obbietti di secondario momento. Questa sì è vera, grande ed immancabile guarentigia, che il governo del Sommo Pontefice dà all’universo mondo! [Disc. cit. pagg. 9-10. ]» »

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  10. #giona   15 aprile 2016 at 9:27 am

    Poniamo l’analogia dei sedeprivazionisti del matrimonio al papato. Matrimonio (Papato). Un matrimonio (papato) è valido o nullo. Un matrimonio nullo (papato nullo) non deve essere più consumato dal momento in cui ci si rende conto di ciò dallo sposo che ne prende coscienza(idem Leone XIII deve giudicarsi del papato nel suo esterno manifestarsi da chi e nell’ora in cui ne prende coscienza). Quel matrimonio è NULLO (quel papato è nullo) dall’INIZIO ma dell’accettazione condivisione dell’uso si smette (idem per il papato nullo dall’inizio ma che si smette di considerare tale quando se ne prende coscienza e quindi di obbedire). Deve esserci una dichiarazione ai fini legali e non davanti a DIO dove è già nullo (idem per papato) che sancisca lo stato di fatto. (E ciò per il papato è stato fatto da Lefevbre, Castro de Mayer, Thuc ed altri ). Non si deve più usare del matrimonio ( non si deve più usare di quel papato nullo) anche prima della dichiarazione formale però. Si tratta solo di formule legali, umane , date dal convivere civile. Dio mai ha unito i due presunti sposi, Dio mai ha dato Autorità al presunto papa. Se ci sono figli sono legittimi ( clero e fedeli non sono eretici formali) fino alla presa di coscienza e poi devono prendere atto del fatto del matrimonio nullo (del papato nullo) anche se restano legittimi come lo restano pure i figli di persone mai sposate, trattandosi di normative umane (nel caso dei fedeli e clero invece si diviene eretici formali ). Il matrimonio nullo deve considerarsi nullo dai falsi coniugi, dai figli,dalla comunità (il papato nullo deve considerarsi nullo dal clero, dai fedeli, se non si vuole divenire eretici formali) in attesa che venga dichiarato (e ciò è già stato dichiarato nullo da Mons.Thuc e non solo). A questo punto sarebbe necessario rispettare il primo comandamento e superare le divisioni attuali (protestanti , gallicane,sedepleniste,autocefale,bicefale-acefale di fatto) tra veri cattolici che alla data individuo in :
    IMBC,FSSPIOX,tradizionalisti alla card.Burke per un concilio imperfetto. Almeno, tra loro , coloro che mettono Gesù al primo posto.

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    • #Isidoro   15 aprile 2016 at 11:22 am

      E risparmiatemi, per favore, il “quel che unisce, non quel che divide” di Giovanni 23, perché in queste diatribe si cerca morbosamente quel che divide per alimentare i vari orticelli. PS: TIRAGATTI, ti ho censurato un commento, se sei qui solo per “trollare” non sei il benvenuto

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    • #Isidoro   15 aprile 2016 at 11:23 am

      Basterebbe arrivare a capire che nessuno di noi ha la verità certa e collaborare sui punti comuni, sanciti dal Magistero fino a Pio XII, ma già dai suoi toni traspare che o come dice lei o nulla, quindi è chiaro che la sua posizione non è adatta a una vera resistenza, ma alla divisone della divisione della divisione, che poi è la triste situazione in cui versa la Tradizione, Radio Spada a parte.

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  11. #Maria   15 aprile 2016 at 2:29 pm

    Carissimi Signori, mi sa che,neanche il Padre Eterno sarà in grado di capirci qualcosa.

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