Non pasce pienamente la Chiesa? Pertanto non è per nulla Papa (prima parte)

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Nota di Radio Spada: Iniziamo con oggi la pubblicazione in quattro puntate dell’interessante saggio dell’ottimo scrittore e teologo, nonchè collaboratore di Radio Spada, Patricio Shaw che si inserisce nell’annoso dibattito sull’autorità pontificia durante la gravissima crisi nella Chiesa. L’italiano del testo risente dell’originale dotto e spagnoleggiante in cui è stato scritto il saggio che pubblichiamo in traduzione.

di Patricio Shaw

1. L’estrema abominazione della desolazione presente

Sempre più cattolici sono consapevoli che Bergoglio è andato dicendo —e in un presunto Papa, il dire è il principale modo del fare ed è segno del pensare— delle cose stridentemente anticattoliche e financo antinaturali, come per esempio:

  • Che non esiste un Dio cattolico;
  • Che non interessa la religione in cui si educhino dei bambini;
  • Che si può trovare Dio in qualsiasi religione dell’ampio ventaglio esistente;
  • Che preferisce una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze;
  • Che Gesù non moltiplicò i pani e i pesci ma che insegnò ai suoi discepoli a condividere;
  • Che Maria si ribellò contro Dio ai piedi della croce e lo chiamò bugiardo;
  • Che ciò di cui il mondo ha bisogno oggi è una conversione ecologica;
  • Che il proselitismo è una solenne assurdità;
  • Che la teologia fondamentale è noiosissima;
  • Che la fede è incompatibile con la certezza;
  • Che coloro che si aggrappano al modo come sempre si è agito nella Chiesa sono idolatri;
  • Che la radice della felicità risiede nel vivere e lasciar vivere;
  • Che Gesù si fece peccato;
  • Che le unioni adulterine non tolgono la grazia santificante.

Talvolta, per non dover rompere con abitudini inveterate, alcuni si rifugiano in una sorta di “agnosticismo” sulla potestà papale, argomentando che non avremmo come sapere perché Cristo può giungere a permettere che faccia sì che un vero Papa realizzi cose cattive. Coerenti con se stessi, deducono indi che non avremmo come sapere se Bergoglio ha già “tagliato la linea” delle possibili permissioni divine sul papato e “rotto i suoi requisiti essenziali”, e di fronte al “dubbio” dovremmo seguire la scelta più sicura: conformarci a lui e rimanere nella propria sfera ecclesiale malgrado noi stessi.

2. Dichiarazione magisteriale cruciale per questo studio

Facciamo nostre alcune parole di Davide che, secondo San Tomasso d’Aquino, contengono una petizione dell’uomo giusto contro coloro che impugnano il regno della Chiesa.[1] Sono ripetute da ogni sacerdote cattolico di rito latino al principio della messa:

Fammi ragione, o Signore, e prendi in mano la causa mia: liberami da una nazione non santa, dall’uomo iniquo e ingannatore. Perocché tu sei, o Dio, la mia fortezza: perché mi hai tu rigettato, e perché son io contristato, mentre mi affligge il nemico? Fa spuntare la tua luce, e la tua verità: elleno mi stradino, e mi conducano al tuo monte santo, e a’ tuoi tabernacoli.[2]

Troviamo piena luce e verità nella seguente definizione del Concilio di Firenze, notoriamente ripetuta dal Concilio del Vaticano:

Il Pontefice Romano, vero Vicario di Cristo, è il capo di tutta la Chiesa, il padre e il maestro di tutti i Cristiani: a lui, nella persona del beato Pietro, è stato affidato, da nostro Signore Gesù Cristo, la suprema potestà di reggere e di governare tutta la Chiesa.[3]

Analizzeremo questa sentenza per parti separate.

3. Che cosa significa “potestà”?

Secondo san Tommaso:

  • La potestà papale, come ogni potestà, è una potenza attiva con una certa preminenza.[4]
  • La potenza attiva è principio di azione in un altro.[5]
  • La potenza attiva fa parte della perfezione della cosa.[6]
  • La potenza, come anche l’impotenza, è la seconda specie della categoria ontologica accidentale di qualità.[7]
  • La qualità è ciò secondo la quale si dice di qualcosa o di qualcuno che è tale, ovvero che ha una o alcune caratteristiche.[8]
  • Ogni potente [meno Dio], senza essere la sua propria potenza, è potente per partecipazione di una potenza esterna.[9]

Secondo il commento alla prima della seconda parte della Somma Teologica di San Tommaso scritto da un professore di teologia del Pontificio Seminario Romano,[10] la potenza determina il soggetto formalmente in ordine all’operazione. Pertanto, la piena potenza pascitiva della Chiesa determina formalmente ogni Papa in ordine al pascimento della Chiesa. Vedremmo nel titolo 4 che ve lo determina pienamente e lo determina a farlo con pienezza estensiva.

Così, la piena potestà papale pascitiva della Chiesa è principio d’azione in un altro. Quale azione e di chi altro se non di lui stesso è il principio pieno di ogni Papa? Di nulla di meno che la divinizzazione del mondo intero! Ciò può vedersi su quanto dice San Pio X del suo predecessore San Gregorio Magno nel tredicesimo anniversario della sua morte:

Per ultimo la sua azione fu così salutarmente efficace che la memoria delle cose da lui operate s’impresse profondamente negli animi dei posteri, particolarmente durante il medioevo, che respirava, per così dire, dell’aria da lui infusa, si nutriva della sua parola, conformava la vita e i costumi a seconda dei suoi esempi, introducendosi felicemente nel mondo la civiltà sociale cristiana in opposizione a quella romana dei secoli precedenti per sempre tramontata. “Questa è mutazione della mano dell’Altissimo[11]![12]

La potestà piena di pascere la Chiesa appartiene in modo principale a Cristo stesso, e in modo partecipato, ma pienamente partecipato, a ogni Papa vero. Ogni papa vero ha la potestà di fare tanto nell’ordine visibile della Chiesa quanto vi fa Cristo.  Qui Ambrogio Catarino[13], egregio teologo controriformatore, ci aggiunge una chiave:

Nella Chiesa occorre che molte cose vengano fatte e ministrate visibilmente in potestà e virtù visibile […] quanto a esercitare e custodire cose sante […]. E in queste cose occorreva che ci fosse anche qualche capo per il quale si svolgessero queste cose visibili. E sebbene Cristo anche in merito a queste cose sia capo e non cessi d’esserlo perché si è ritirato dalla terra, comunque, perché non può per sé ministrare queste cose, perché non vuole […], perciò questo statuì sapientissimamente, quanto a ciò che appartiene a loro, che ci fosse nel suo luogo un capo, di modo che non si formassero due capi diversi.[14]

4.Che cosa significa “piena”?

Secondo una definizione giuridica tradizionale anglosassone, “plenum est cui nihil addi potest, cui nihil deest secundum modum suæ capacitatis[15]: “è pieno ciò a cui nulla può aggiungersi e a ciò cui non manca niente secondo la misura della sua capacità.” Cosa è ciò che la piena potestà papale di pascere la chiesa riempie? Certamente non se stessa, siccome nessun ente può riempirsi di sé stesso. Riempie il suo soggetto, la sua operazione e il suo oggetto.

Qui ci istruisce il commento aquinatese alla Metafisica d’Aristotele. L’aggettivo sostantivato che impiega il filosofo greco —τέλειος— può nel nostro contesto anche tradursi in “pieno”, che in questo contesto in greco non si potrebbe dire “πλήρος”. In greco, per significare “potestà piena” si dice “ἐξουσία τέλεια” ma non “ἐξουσία πλήρης”, il che conferma la corrispondenza tra “τέλειος” e “plenus” quando si tratta di potestà, e la perfetta liceità e sicurezza di applicare ciò che dice Aristotele sopra lo “τέλειον” in quanto pieno di una potestà piena. È antonimo d’“incompleto”.

Nell’Annunciazione Angelica originale[16], la parola “κεχαριτομένη”  è il participio perfetto passivo (vocativo, femminile e singolare) del verbo “χαριτόω” che vuol dire “concedere grazia, colmare di grazia, rendere aggraziato, affascinante, bello, piacevole, esaminare con grazia, circondare di favore, onorare con benedizioni, favorire, gratificare”. Il prefisso “κε-” indica che il verbo è al tempo perfetto, mentre il suffisso “-μένη” mostra che il verbo è usato in forma di participio passivo. La traduzione cattolica “piena di grazia” risale al “gratia plena” di Girolamo, che nella Vulgata non intese certo rendere attivo un participio perfetto passivo ma si limitò a cogliere qualche sfumatura sostantivata e forse pure aggettivale nel participio perfetto passivo (colmata di grazia, piena di grazia, dotata di grazia, leggiadra, graziosissima, bellissima, prediletta, graziatissima, oggetto della grazia divina, onorata dalla grazia, benedetta dal favore divino, guardata con grazia, resa splendida dalla grazia, favorita dalla grazia, circondata dalla divina grazia).[17] Così si rinforza la corrispondenza fra il concetto greco di «perfetto» e il latino di «pieno».

Vediamo ora cosa dice il maestro greco commentato dal santo latino sul concetto che analizziamo ora:

Così, come il primo senso del perfetto [o pieno] consisteva in ciò che niente manca a un essere della quantità dimensiva che gli è naturalmente determinata, così il secondo senso consiste in ciò che non manca niente alla quantità di virtù [ἀρετή] che è dovuta a un essere secondo la sua natura.[18]

La prima pienezza possiamo chiamarla estensiva. Applicata alla potestà papale pascitiva della Chiesa, sarebbe una pienezza non messa in scacco in alcun modo dal suo contrario. Questa pienezza di potestà papale ecclesiasticamente pascitiva trova un’allegoria nel cerchio:

La linea circolare è massimamente una; perché non solo ha continuità, come la linea retta, ma ha anche totalità e perfezione, ciò che non ha la linea retta.[19]

La seconda pienezza che possiamo chiamare intensiva, non necessariamente appartiene alla potestà papale pascitiva della Chiesa. Applicata alla potestà papale pascitiva della Chiesa, sarebbe una pienezza non soltanto senza privazioni, ma addirittura senza tiepidezza.

Torneremo sulle pienezze estensiva ed intensiva della potestà papale nel titolo 8.

Subito:

Altre [cose] si dicono perfette [o piene] perché producono la perfezione [o pienezza] secondo i primi tre aspetti elencati. Così, la medicina è perfetta [o piena] perché produce una perfetta [o piena] salute. Altre, a loro volta, sono perfette [o piene] poiché possiedono qualcosa di perfetto [o pieno]: è così che l’uomo si dice perfetto [o pieno] perché possiede una scienza perfetta [o piena].[20]

In questo senso un Papa si può dire pieno di potenza pascitiva della Chiesa, perché la possiede piena.

5. Che cosa significa per un Papa il “pascere”  la Chiesa?

Etimologicamente, “Pastor” (Pasci-tor) in latino significa “Pascitore, abilitato per pascere”. E si intende che il Supremo Pastore della Chiesa militante visibile pasca le sue “pecore” con il “pascolo” della dottrina della fede e con ciò confermi la Chiesa stessa nei suoi fondamenti intellettivi soprannaturali e le fomenti la vita e il movimento che le sono naturalmente o meglio soprannaturalmente adeguati.

Il Papa Leone XIII usa questa citazione di San Giovanni Crisostomo[21] nella sua principale enciclica sulla Chiesa:

Ufficio e dovere del pastore è quello di guidare il gregge e di procurare il suo benessere con la salubrità dei pascoli, con l’allontanarlo dai pericoli, col preservarlo dalle insidie e col difenderlo dalla violenza: in breve, col reggerlo e governarlo. Essendo dunque Pietro il pastore preposto a tutto il gregge di Cristo, egli ricevette il potere di governare tutti gli uomini, alla cui salute Gesù Cristo aveva provveduto col suo sangue: “Perché, chiede il Crisostomo, sparse egli il suo sangue? Per redimere quelle pecorelle, che affidò a Pietro e ai suoi successori.[22] 

E il suo immediato e canonizzato successore ha detto quanto segue:

L’officio divinamente commessoCi di pascere il gregge del Signore ha, fra i primi doveri imposti da Cristo, quello di custodire con ogni vigilanza il deposito della fede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novità di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome.[23]

[1] Super Psalmo 41 n. 1.

[2] Ps. 42, 1-3.

[3] Costituzione Pastor aeternus.

[4] Super Sent., lib. 4 d. 24 q. 1 a. 1 qc. 2 ad 3

[5] Summa th., I. 25. 1 co.

[6] Contra gentiles, lib. 2 cap. 8 n. 4.

[7] De potentia, q. 1 a. 1 arg. 11.

[8] Super Sent., lib. 4 d. 27 q. 1 a. 1 qc. 3.

[9] Contra gentiles, lib. 2 cap. 8 n. 3.

[10] Ricardo Tabarelli, De gratia Christi. Roma, 1908.

[11] Ps. 76, 11.

[12] Enciclica Jucunda sane.

[13]https://it.wikipedia.org/wiki/Ambrogio_Catarino_Politi

[14] Liber secundus de origine potestatis Papae, ubi recitatur totum Martini opusculum et paene ad verbum examinatur ac repraehenditur.

[15] George Chalmers, Esq. F.R.S. and S.A., Opinions of Eminent Lawyers on various Points of English jurisprudence, Chiefly concerning the Colonies, Fisheries and Commerce of Great Britain: Collected, and Digested from the Originals, in the Board of Trade, and other Depositories. Londra, 1814.

[16] Lc 1, 28.

[17] http://www.cristianicattolici.net/piena-di-grazia-maria-catechesi.html

[18] Sententia Metaphysicæ, lib. 5 l. 18 n. 6

[19] Sententia Metaphysicæ, lib. 5 l. 8 n. 6

[20] Sententia Metaphysicæ, lib. 5 l. 18 n. 11.

[21] De sacerdotio II.

[22] Enciclica Satis cognitum.

[23] Enciclica Pascendi.

[continua…]

29 Commenti a "Non pasce pienamente la Chiesa? Pertanto non è per nulla Papa (prima parte)"

  1. #Mardunolbo   30 aprile 2016 at 6:10 pm

    Mi piacerebbe che il medaglione “sede vacante” avesse all’altro lato la scritta “MDCCCCVXV ” oppure “MCMVXV” (1965). se sbaglio, correggere, grazie !

    • #Pietro Ferrari   30 aprile 2016 at 10:08 pm

      Ci saranno altre tre parti dell’articolo ; -)

    • #Alessandro   1 maggio 2016 at 7:15 pm

      @ Marddunolbo:

      come da sua richiesta: MCMLXV (1965) o FORSE ancor meglio MCMLVIII (1958)!

  2. #bbruno   30 aprile 2016 at 6:51 pm

    Costui non pasce ‘pienamente ‘il gregge’ e quindi non è papa?!?…Che significa ‘pienamente’? Che in qualche misura lo pasce, ma non in misura sufficiente??? Costui non pasce né pienamente né parzialmente: costui fa tutto il contrario, come anche qui ricordato, sempre e su ogni punto, del pascere rettamente il gregge di Dio. Diciamo, piuttosto, che pasce ‘pienamente’ il (presunto) gregge di Dio per i pascoli avvelenati! Che in realtà è costituito dai boccaloni che trovano comodo seguirlo, felici di sentirsi giustificati nei propri comportamenti, col pretesto delle apparenze papali: senza pensare che i conti si fanno sempre col vero ed unico Pastore del gregge di Dio!

  3. #Matteo   30 aprile 2016 at 8:42 pm

    Si continua a fare questioni di lana caprina in merito alla data della sede vacante, come se la personalità e le azioni dei papi (o presunti tali) precedenti a Bergoglio avessero anche lontanamente le caratteristiche della azione devastatrice di Bergoglio.

    Ritengo un notevole e prezioso passo avanti a vantaggio i tutte le forze cattoliche che (ognuna secondo le sue corde) difendono la Tradizione, quello di trattare il caso Bergoglio come caso unico
    e sui generis.

    Sulla assoluta sicurezza della caduta in eresia di Bergoglio possono e debbono convergere tutte e dico tutte le posizioni tradizionaliste intellettualmente oneste.

    Forse il punto di partenza comune per organizzare una vera riscossa del cattolicesimo integrale è la cacciata di questo eretico impostore e vero anticristo e forse questo elemento fondamentale e potenzialmente aggregante è stato lucidamente individuato dal latore dell’articolo che seguirò con attenzione, interesse e grande speranza.

    • #bbruno   30 aprile 2016 at 9:55 pm

      Mi dispiace #Matteo di non essere d’accordo sulla questione di lana caprina… Il caso Bergoglio non “ è un caso unico e sui generis”.Certo, sulla modalità dell’esporsi, sono d’accordo. Quanto alla sostanza, siamo in perfetta linea di continuità (qui non c’ è bisogno di nessuna “ermeneutica” al riguardo ) coi papa creduti e sedicenti tali del Concilio Maledetto. La modalità diversa consiste solo nel pieno manifestarsi ora senza più pudore alcuno di tutti i frutti di questa pianta venefica che è la chiesa maledetta del vaticano II. La caduta nell’abisso dell’ apostasia ha i suoi tempi tattici: non si passa da un giorno all’altro dalla gonna che arriva ai calcagni dellatradizione alla minigonna e oltre della rivoluzione: c’è una regia che deve rispettare i tempi dell’ adattamento graduale, pena il fallimento dell’obiettivo….Le fondamenta della nuova religione senza più il Cristo Signore Unico Salvatore sono già ben salde a sostegno della Nova Chiesa fin da quel Consesso degli Empi che fu il Vat2…

      A #Mardunolbo direi, correggendolo, che l’ anno giusto da indicare sull’ ultimo medaglione tuttora vigente della “sede vacante”, sarebbe piuttosto il MCMLVIII…

      • #Catholicus   30 aprile 2016 at 10:24 pm

        Bene, Bruno, concordo pienamente con te, in particolare sull’indicazione della data da cui decorre l’eclisse della Chiesa di Cristo, caduta in mano ai sicari di satana, dopo decenni di preparazione, di cospirazioni, di complotti, minacce e ricatti. Dopo Pio XII, il diluvio, parafrasando Luigi XV.

      • #Mardunolbo   1 maggio 2016 at 5:58 pm

        Ecco Bbruno, grazie ! Avevo il dubbio sui miei ricordi di “latinorum”

      • #Matteo   2 maggio 2016 at 2:35 pm

        Il caso Bergoglio invece è chiaramente “sui-generis” per svariate ragioni, qui elencherò
        solo le principali, restando ai fatti e non alle opinioni:

        1) Bergoglio è il primo papa ad avere propugnato eresie formali pubblicamente ed in modo ripetuto e perdurante, con atti personali e propri del suo magistero (ovvero non mutuati
        da dichiarazioni conciliari che ovviamente non sono intenzionati direttamente, ma solo approvati).

        2) Bergoglio è il primo papa di cui é pubblicamente messa in discussione la validità dell’elezione senza che vengano dissipate in modo netto ed inoppugnabile le ragioni del dubbio
        e papa dubbio non è papa (sempre il Bellarmino).

        3) Bergoglio è il primo papa malato al cervello.

        4) Bergoglio è il primo papa che con il suo agire specifico ha intaccato l’essenza
        fondamentale dei sacramenti (Matrimonio, Penitenza, Eucarestia) operando sia a livello di diritto canonico che di magistero (ovvero agendo contro l’opera stessa di Cristo).

        Per le ragioni di cui sopra (e non solo) è evidente che Bergoglio non può essere ritenuto papa
        neppure “materialiter”.

        Un papa formalmente eretico per sua chiara volontà espressa in foro esterno decade ipso-facto (come insegna il Bellarmino) e la pertinacia nell’eresia essendo un categoria logica e non teologica, non si desume da una dichiarazione conciliare o comunque magisteriale in questo caso, bensì discende direttamente dagli atti del soggetto che in essa perdura. Anche ammessa la tesi di Cassicianum quindi, nel caso di Bergoglio per ragioni di eresia formale e di inabilità evidente, non si può parlare di papato neppure materialiter, per questo è il caso Bergoglio si pone in una condizione di oggettiva unicità.

        Un papa malato di mente è viziato anche nella materia necessaria alla carica e non solo
        nella forma e pertanto non può essere papa neppure materialiter, se non è sano di mente non può essere papa,sarebbe come ammettere che si possa avere un papato materialiter in un decerebrato o in un soggetto cerebralmente morto. Il diritto canonico stabilisce infatti che per essere papi bisogna essere sani di mente e bergoglio non lo è (o almeno non lo è certamente, il che è uguale).

        Un papa eletto nel dubbio poi, è ovviamente dubbio anche nella materia e non solo nella forma ergo non può essere ritenuto papa neppure materialiter.

        Un papa che agisse direttamente contro la Chiesa e contro l’insegnamento di Cristo per rendere nulli o dissacrare i sacramenti istituiti da Cristo sarebbe chiaramente irriconoscibile
        come papa anche nella materia e non solo nella forma perché sia l’atto che la potenza
        in esso convergono contro Cristo e non restano separabili.

        Ecco perché Bergoglio è un caso unico ed ecco perché nel paragonare lui ai papi precedenti
        si perde tempo in questioni di lana caprina. Bergoglio è già decaduto sia riguardo la forma sia riguardo la materia del papato e sarebbe ora che anche i “tesisti” sedeprivazionisti, oltre ai “normalisti” e ai lefevriani si rendessero conto che Bergoglio in realtà mette tutti d’accordo.

        Costui non è papa, ma solo un eresiarca impostore che occupa la prima sede abusivamente e va rimosso, non serve neppure pregare per una sua conversione perché non può più essere papa valido neppure se si converte, non è infatti removibile neppure da un concilio, la serie di impedimenti che rendono Bergoglio decaduto, bisogna quindi pregare perché la Chiesa venga liberata da questa sciagura, punto e basta.

    • #Pietro Ferrari   30 aprile 2016 at 10:12 pm

      Abbiamo dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che i “papi postconciliari” sono stati tutti coerenti e convergenti nel modernismo seppur con stili diversi. Sarebbe ora che tutto ciò diventasse per tutti il primo passo per poterne fare di ulteriori

      • #ricgiu   2 maggio 2016 at 9:10 am

        “Sarebbe ora che tutto ciò diventasse per tutti il primo passo per poterne fare di ulteriori”
        Questa frase di Pietro non l’ho capita

      • #Matteo   2 maggio 2016 at 2:51 pm

        Scusa Pietro, ma debbo dissentire: per poter fare utilissimi passi avanti il primo passo non è necessariamente quello che tu evidenzi.

        Che il modernismo abbia devastato la Chiesa e contrassegnato tutti i papati post-conciliari
        è un fatto ed io sono d’accordo, ma come primo passo bisogna essere tutti d’accordo sul fatto che Bergoglio non è papa.

        Sarebbe già un punto fermo che metterebbe tutti assieme (tesisti, simpliciter, lefevriani etc… Summorum e normalisti var, ietc… ) e da cui poter finalmente guardare al domani in modalità collaborativa ed operativa anziché continuare a litigare su Roncalli
        o su Paola Sesta e scusa la crudezza.

        Bisogna stare assieme sul serio e non cercare di convivere alla meno peggio per convenienza
        del momento.

        Serve una svolta, ma anche una una boa a cui tutti debbano fare riferimento in questa svolta,
        e la boa è chiaramente Bergoglio, non solo per utilità, ma anche e soprattutto per oggettività.

        La tragedia assoluta che Bergoglio rappresenta può essere anche una occasione da non sprecare.

        Ti prego di valutare con l’onestà intellettuale che so esserti propria, questa mia riflessione, unitamente al mio commento sopra riportato.

        Un caro saluto.

  4. #guelfonero   1 maggio 2016 at 6:31 pm

    Solo una piccola precisazione: siccome l’articolo si stende su quattro parti, abbiamo pensato (per variare) di mettere varie monete coniate per le sedi vacanti (brevi) del passato. L’ultima puntata avrà come immagine di sfondo una moneta coniata per la morte di Pio XII (9 ottobre 1958). Buona lettura a tutti.

    Piergiorgio Seveso

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  6. #ricgiu   2 maggio 2016 at 8:35 am

    2 Cor. 5, 21 “Gesù si fece peccato” Ma non sono parole di San Paolo? Scandalizzano? Davvero non immaginate che cosa vogliano dire?
    L’articolo è poco convincente nella sua polemica astrusa e non trasparente.

    • #frank10   2 maggio 2016 at 8:53 am

      “Gesù si fece peccato” non è affatto ciò che San Paolo ha detto.
      Quelle parole vanno prima tradotte nel modo corretto e soprattutto intese nel senso che la Chiesa ha sempre dato loro e non è lecito applicarvi alcun altro senso diverso da quello.
      Leggi i miei due commenti qui:
      http://www.radiospada.org/2015/12/j-ratzinger-prostituto-e-profilattico-primo-passo-verso-la-moralizzazione/#comment-19417

    • #bbruno   2 maggio 2016 at 9:47 am

      Che cosa vuol dire #ricgiu con questa citazione, peraltro imprecisa e quindi chiaramente tendenziosa?Che noi dobbiamo fare pace col peccato, perché Cristo è peccato Egli stesso??? La citazione giusta è: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”.

      Le citazioni vanno fatte con giudizio e onestà, altrimenti si potrebbe anche sostenere che “Dio non esiste” citando in talmodolaBibbia…….

      E poi se non bastasse San Paolo, già chiarissimo,

      – citiamo anche San Pietro:

      “Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca…Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia…1Pt2

      -E san Giovanni:

      “Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v’è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né l’ha conosciuto. (1Gv3)

      E se vogliamo tornare a san Paolo, per tagliare alla radice ogni possibilità compromissoria o dialogica, così di moda, ricordiamo

      “Quale comunione tra la luce e le tenebre?” “E quale accordo fra Cristo e Beliar?” “O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele?”

      –La trasparenza caro ricgiù bisogna averla prima in se stessi.

  7. #bbruno   2 maggio 2016 at 11:32 am

    e bisogna aggiungere,cosa non da poco, che se il PECCATO – nostro – caricato su Cristo,Gli ha riservato quel trattamento che sappiamo, vorrà dire che il peccato non è quella fissa da “teologi dal cuore di pietra” (Bergoglio), che vorrebbero obbbligarci a cose impossibili, in base al principio specioso e fuori posto che “nemo ad imposssibila tenetur”(sempre il Bergoglio), ma è la causa unica di tutti i nostri mal, dai quali Cristo, morendo in Croce, ci ha voluti liberare, solo che consentiamo alla grazia della conversione, chescende dalla misericordia di Dio (non quella deldetto papa Bergoglio,un vero Imbroglio…

  8. #bbruno   2 maggio 2016 at 10:22 pm

    Scusi Matteo se mi permetto di risponderle non interpellato. Ma essendo già, come evidenziato nel nel commento qui sopra, entrato nella discussione, penso che mi sarà consentito. Litigare su ‘papa’ Roncalli non ha senso? Ma se di lì tutto comincia!!! E per sapere dove il tutto va a finire, bisogna pur sapere da dove il tutto è cominciato: si capiscono gli effetti solo dalle cause! Certo gli inizi ancora non permettono, se non ad occhio esperto,di conoscere la via e il punto d’ arrivo. Immagini solo che sarebbe successo se l’immediato ‘successore’ di PIO XII avesse -papale papale- dichiarata opinabile la questione della Presenza Reale nell’ Eucarestia: avrebbe ucciso sul nascere la creatura mostruosa che intendeva partorire! Ma àgi con Paola Sesta (la ‘checca’ vuol dire? mi piace….) la questione già è risolta sul nascere, seppure implicitamente (prudenza occorre!):la sua messa non produce più Sacrificio né Presenza Reale…E credo che questi siano punti essenziali della fede cattolica! E poi le sue firme sui documenti del Concilio cogestito col suo degno predecessore: non sono smentite plateali del dogma cattolico? Dio il medesimo della fede cattolica e di quella musulmana e di quella ebraica e di quella di tutti gli altri movimenti religiosi…la libertà religiosa..la salvezza già data a tutti per merito di nascita biologica …ecc.ecc… E coi successori in sede vacante sarà tutto un fiorire rigoglioso delle male piante nate da quei semi…Fino all’ attuale, che si può permettere, dopo anni di graduale assuefazione alle ‘novità’ conciliari, il divertimento della sua sbraghettata rivoluzione in progress, senza più ritegno alcuno.Come tutto calcolato dal principio!….

    • #matteo   2 maggio 2016 at 11:06 pm

      Guardi che tanto le cause che gli effetti sono chiarissimi, ma resta il fatto che oramai è del tutto vano continuare a dividersi e a discuterne come se si trattasse di questioni cocenti e/o utili per limmediato da farsi.

      Le faccio un esempio “medico” per similitudine.

      Sappiamo che il malato è afflitto da setticemia, (sappiamo che la sua infezione si chiama modernismo), sappiamo che la prima infezione è iniziata con uno chiodo, poi si è aggravata con un coltello rugginoso, (chiamiamolo concilio) ed infine è stato colpito da febbre, nausea e vomito…. paralisi… crisi repiratoria….

      Secondo lei ha senso stare ancora a parlare del chiodo e del coltello arrugginito, oppure si tratta di sbrigarsi ad amputare la parte putrefatta prima che l’intero corpo vada in putrefazione ed il malato muoia?

      Questo è il punto.

      • #bbruno   3 maggio 2016 at 10:12 am

        L’insegnamento della Chiesa e dei suoi papi è perenne nella sua validità. Difatti noi possiamo attingervi indipendentemente dai tempi e dalle persone fisiche. Quindi sapere esattamente dove comincia il falso insegnamento e con quali ‘papi’ non è una qestione di lana caprina. Il chirurgo deve sapere asportare il tumore fin dalle sue più lontane propaggini.Questo è tutto….

      • #Matteo   3 maggio 2016 at 10:18 am

        Caro Sig. Bruno rimuovere Giovanni XXIII non serve, perché è già rimosso (come saprà è morto), mentre Bergoglio resta in sella e sta facendo molti più danni.

      • #bbruno   3 maggio 2016 at 1:42 pm

        Infatti: va “rimosso” tutto l’insegnamento della nuova chiesa e dei suoi papi,a cominciare da ‘papa’ Roncalli: deve essere chiaro a tutti che sul pascolo di questa chiesa,da lui iniziata, c’è scritto: Campo Avvelenato: DANGER-PERICOLO Di MORTE”. Altro che non serve conoscere le precise delimitazioni del pascolo avvelenato! Quanti ancora oggi seppure feroci antibergogliani, a dire: ridateci papa Ratzinger, p. esempio! Scusa Matteo se insisto, ma vorrei rendere il mio pensiero sempre più chiaro; non è per semplce puntiglio, e ozioso, che mi preme dire queste cose. Ognuno può poi valutare come crede meglio. Ciao.

      • #matteo   5 maggio 2016 at 3:20 pm

        Il suo pensiero è chiaro ma la sua strategia è difettosa.

        Lei pretende di risolvere quello che la storia ha gia risolto prima di risolvere quello che ancora è un problema e questo è assurdo.

        Le ripeto che Roncalli e morto mentre Bergolio sta devastando indisturbato.

        Sarebbe il caso di cominciare a ritrovare un po di sano senso pratico, questo è il mio pensiero.

        A via di continure a menarla con roncalli i sedevacantisti sono del tutto inerti ed immobili
        da 50 anni, è più attiva ed utile gente come socci, ed ho detto tutto… guardi.

      • #bbruno   5 maggio 2016 at 9:27 pm

        Socci, ah, quello che danna Bergoglio ed esalta Ratzinger e il concilio ( e quindi il Roncalli che l’ha voluto)! È quello che sconfessa l’elezione di ‘papa Francesco– “Non è Francesco” – e poi non ha nulla da ridire su quella di ‘papa giovanni’ e degli altri a seguire…Una logica non solo difettosa, ma disastrosa! Per la quale dovrei prendere per buono tutto quello che viene prima di Bergoglio!

        L’insegnamento della Chiesa è, ripeto, perenne nella sua validità: non è legato al papa regnante. Io cito con uguale sicurezza san Pietro come Pio XII, san Leone Magno come San PioX, ad uno non dando più peso che a un altro. La stessa perennità, o attualità, nell’errore o nell’apostasia, vale per la chiesa contraffatta del Vatican Due. Il “Cave canem” vale per tutta questa chiesa in blocco! Che significa che Roncalli o Montini o Woitila o Ratzinger son morti o fuori causa; hanno detto cazzate ‘papali’ a non finire, e sto bene attento a evitarli- IN BLOCCO: NON sono papi, sono BESTIE ( cfr.Apocalisse) da guardarsene bene….

        Quest non mi paiono distinzioni oziose, sono attenzioni necessarie, per non cadere nella fossa…

  9. #miri   3 maggio 2016 at 9:06 am

    caro Sig.Matteo,

    trovo la sua metafora non pertinente : non si può paragonare una infezione materiale, biologica, naturale, con una infezione spirituale. Qui non ci sono “parti” da amputare.

    Il punto è la salvezza della Cristianita’ e cosa si otterrebbe con l’esautorazione di un bergoglio? .Ci rifletta, La prego.

    • #Matteo   3 maggio 2016 at 10:12 am

      Le metafore sono trasposizioni simboliche che trasferiscono un significato utilizzando una figurazione, è una metafora quella della malattia biologica utilizzata spessissimo da tutti i padri apologeti e polemisti, Santi e dottori della Chiesa, che paragonano il peccato o lo scandalo alla malattia, anzi proprio alla cancrena spesso, è poi proprio Nostro Signore che parla di amputazione necessaria e utilissima nel Suo stesso Vangelo, amputazione che serve alla salvezza seppure dolorosa, come il cavarsi un occhio o tagliarsi un braccio.

      Lei mi chiede cosa si otterrebbe?

      Si otterrebbe di dichiarare decaduto dal papato in modo ufficiale uno che di fatto non è papa perché non può esserlo, si otterrebbe di ristabilire il primato della Verità sulla menzogna e si otterrebbe di restituire alla Chiesa la funzione vicaria di Cristo tipica del Papa che alla Chiesa necessita, liberandola di questa impostura devastante. La Salvezza vede non è una questione di numeri, non è nè democratica né relativa.

      La Cristianità si salva solo nella Verità altrimenti si perde… ci rifletta Lei, sono io a pregarLa.

      Un caro saluto.

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