Sono questi i cattolici?

quinto

 

di Danilo Quinto

Circola su internet (è la prima voce se si cerca “danilo quinto” su Google) un intervento del giugno dell’anno scorso di un cattolico, ripreso nel suo sito, dalla signora Annalisa Colzi, con il titolo “Danilo Quinto, Non sputar nel piatto in cui si mangia”.

Avevo già risposto quando quest’intervento uscì. Ho deciso ora di scrivere ancora, perché quello scritto sta arrecando danni a me e alla mia famiglia. Sono stati molti coloro che ho incontrato in questi mesi, alla ricerca di un lavoro, che hanno richiamato quanto è stato scritto e che in base a quanto è stato scritto mi hanno definito un “ladro”.

Del resto, il cattolico fa credere che io sia un ladro, perché scrive: “Non senza aver puntualizzato almeno un punto rispetto alla lunga lamentatio di Quinto su RS. Egli scrive – riguardo ad una mia mail, in cui, pensando a quanti amici avevano subito le sue richieste pecuniarie, credendo magari di aver a che fare con un vero disoccupato e un vero perseguitato, gli scrissi: “inizio a sospettare anche sui 200 mila euro… perchè vedo come sei falso” – : “Allora, non la querelai. Oggi, ho chiesto ai miei legali di farlo“. Ecco, basterebbero queste poche righe per capire chi è l’uomo che oggi fa il martire, perchè, a suo dire, oppresso dai radicali, dagli ex radicali, che gli hanno trovato più di un lavoro, dai cattolici che lo hanno fatto lavorare per Osservatore, Fisc, Scienza & Vita, Liberal, Cisl, Sir ( a ben 1200 euro al mese per qualche articolo)… Come poteva querelarmi, per una mail privata, in cui dicevo soltanto di credere ad una condanna già emessa dalla magistratura?”.

La mia vita, prima della conversione, era quella di un lavoratore, che gestiva decine di milioni di euro. Lavoravo 15 ore al giorno, sabati e feste comprese, senza ferie, sottopagato, gestendo strutture e il lavoro di centinaia di persone. Dopo vent’anni, non ho avuto diritto ad una liquidazione, né avrò una pensione. Negli anni in cui ho lavorato per i radicali, sono stato sicuramente un ladro, ma di anime ed oggi accetto di pagarne le conseguenze in termini di purificazione personale. Non ho mai rubato nulla. Sono stato condannato a 10 mesi con pena sospesa e non menzione, per aver incassato i miei stipendi, approvati dai bilanci dei Congressi e dalle relazioni dei revisori dei Conti, sui quali ho pagato le tasse. In giurisprudenza si chiama “consenso dell’avente diritto”: primo caso in Italia, che ha fatto scuola; sono stato, cioè, condannato per appropriazione indebita di somme rispetto alle quali, chi sosteneva di aver subito il danno, aveva già pubblicamente e ufficialmente espresso il suo consenso al che incassassi quelle stesse somme. Mi sono difeso dalle accuse e dalle persecuzioni subite dai radicali, perfino rinunciando, di fatto, alla prescrizione, chiedendo l’anticipazione della discussione del mio processo.

In queste pagine, ricostruisco l’intera vicenda e la sua origine: il licenziamento che l’Agenzia Sir operò nei miei confronti a seguito del libro sul Papa “Ancilla Hominis”, pubblicato da Radio Spada e soprattutto le mie opinioni sul Family Day del 20 giugno scorso: “I referenti parlamentari del mondo cattolico – scrivevo –  sono pronti, come hanno fatto i loro “antenati” democristiani con la legge 194, ad adoperarsi per ottenere un compromesso sul disegno di legge Cirinnà, che prevede le unioni civili tra persone dello stesso sesso”. Era tanto vero quello che scrivevo che il compromesso trovato – l’esclusione delle adozioni per le coppie omosessuali dal testo approvato dal Senato dopo il Family Day dello scorso 28 febbraio – è stato decantato come una vittoria dagli stessi organizzatori del Family Day, nonostante sapessero che già con la legislazione attuale e con le sentenze dei Tribunali, le adozioni sono possibili.

Lo scritto del cattolico – che avrei dovuto querelare, cosa che non è avvenuta, perché nelle settimane e nei mesi che seguirono, fui tramortito da gravissime incombenze familiari, che riguardavano la salute di mia moglie, operata due volte all’intestino – nasce a seguito di due articoli, entrambi pubblicati da  Radio Spada.

 

Il primo articolo è del 6 giugno ’15: http://www.radiospada.org/2015/06/danilo-quinto-licenziato-per-le-sue-opinioni-e-per-il-libro-pubblicato-con-noi/

Il secondo articolo uscì il 15 giugno: http://www.radiospada.org/2015/06/riflessioni-di-danilo-quinto-sul-20-giugno/:

 

Dopo i due articoli, ci fu l’intervento del cattolico. Al quale replicai il 19 giugno ‘15: http://www.radiospada.org/2015/06/solo-sovrabbondanza-di-bene-vince-il-male/:

 

Il cattolico intervenne di nuovo. Gli risposi il 25 giugno ‘15: http://www.radiospada.org/2015/06/la-controreplica-di-quinto-ad-agnoli/

 

 

Conclusioni

 Mi sono convinto che buona parte del cosiddetto mondo cattolico, venuto a conoscenza della mia conversione, avrebbe voluto che fossi un saltimbanco, che superata l’asta della laicità, divenissi un servo sciocco da ammaestrare e far tacere a suo piacimento. Non posso… Sarei rimasto con Pannella, astuto e colto come neanche potete immaginare.

La mia conversione è avvenuta guardando la Croce, sulla quale è salito Gesù per i peccati di ciascuno di noi. Quanto mi sento amato da quel Dio-Uomo, che mi permette di ritornare figlio di Suo Padre!

Al cattolico che scrive contro di me, consento di sottrarmi il lavoro, ma lui non è un mio ex amico, ma un amico, perché riconosce di essere redento con quel medesimo Sangue. Come può trasformarsi in un carnefice al pari degli altri? Come può scrivere le cose che ha scritto senza mai cercarmi, senza mai parlare con me? I “piatti” di cui parla, nei quali avrei sputato, sono piatti a cui ho rinunciato, per ragioni morali. Non sono stato disposto ad essere “comprato” da Pannella, rinunciando alla mia sicurezza economica ed alla mia carriera, così come non sono disposto ad essere “comprato”, né con briciole per un articolo né per uno stipendio, da coloro che con Pannella e con la sua ideologia, sono conniventi. O con il silenzio – come accade per molti – o firmando appelli, da parlamentari che si dichiarano cattolici, perché lo Stato doni 10 milioni di euro all’anno alla sua radio, dove il direttore dell’Osservatore Romano va a celebrare i 150 anni del suo giornale. Che cosa dovrei fare, rispetto a questi comportamenti, tacere? Dovrei occultare la verità per gratitudine o per riconoscenza? Avrei dovuto tacere – sempre per gratitudine o per riconoscenza – rispetto ad un direttore di una testata cattolica che mi chiede di usare lo pseudonimo per 316 articoli scritti in 2 anni e mezzo, che non hanno ricevuto una sola contestazione e mi licenzia senza neanche avere il coraggio di dirmelo guardandomi negli occhi, per un libro scritto con il mio nome e cognome? Non appartengo ad una cultura mafiosa, per me l’amicizia personale non è solidarietà nelle nefandezze.

Sono, ora, in balia di precarietà assoluta. Come una canna al vento, insieme a mia moglie e a mio figlio. Il cattolico si è accanito e si accanisce su una persona la cui moglie è stata in 5 mesi operata per 2 volte in laparatomia, per 5 mesi è stata con una sacchetta esterna per le feci (stomia), non ha più un capello in testa, si sta curando per un glaucoma ad entrambi gli occhi, non potrà più svolgere la sua professione ed ha una vita sconvolta. Anche queste sono tutte invenzioni della mia mente?

Prego per il cattolico, perché la sua ingiustizia non gli sia data in colpa. Soffro a causa di essa, ma lodo Dio, perché soffro nella Verità. Voi, tanti e forti, io solo. Con una certezza.

10 Commenti a "Sono questi i cattolici?"

  1. #Paola A.   13 aprile 2016 at 5:41 pm

    Che Dio la benedica e le dia la forza di sopportare eroicamente queste prove. Riguardo a sua moglie, provi a rivolgersi alle cure alternative e/o naturali.

  2. #Hector Hammond   13 aprile 2016 at 11:44 pm

    Provo un’infinita tristezza per le Sue vicende , spero che Dio l’assista E grazie per avermi fatto conoscere meglio con la sua vicenda il mondo cattolico .

  3. #Matteo   15 aprile 2016 at 6:19 pm

    Una preghiera per quest’uomo coraggiosamente cattolico e per la sua famiglia preziosa.

  4. #Marco   15 aprile 2016 at 7:19 pm

    Auguri di cuore a Danilo Quinto e a Sua moglie.

  5. #Alessio   15 aprile 2016 at 8:01 pm

    Sottoscrivo tutto quel che è già stato detto, aggiungendo un dettaglio : se RS ritenesse opportuno organizzare una campagna in sostegno di Danilo parteciperei molto volentieri.
    Vanno bene le buone parole, vanno benissimo le preghiere, non di solo pane vive l’Uomo… però senza pane di sicuro non vive, e la Fede ha bisogno di opere concrete.

    • #jeannedarc   16 aprile 2016 at 1:02 am

      carissimo Alessio, a partire da giugno 2015 abbiamo proprio condotto una campagna di raccolta fondi per Danilo Quinto, conclusasi poco tempo fa. colgo l’occasione per ribadire che l’impegno di RS è stato a titolo totalmente gratuito.

      • #Alessio   16 aprile 2016 at 1:12 am

        Carissima Jeanne,

        non ho il minimo dubbio sulla buona fede e sull’impegno disinteressato di RS. Non ne sapevo niente, purtroppo, e mi scuso per la mia disinformazione. In futuro farò in modo di essere al corrente di tali iniziative. Grazie.

  6. #marina   16 aprile 2016 at 3:08 pm

    Questo mondo ipocrita non sembra proprio adatto agli uomini coraggiosi come Danilo Quinto. Che Dio benedica lui e la sua famiglia!

  7. #Danilo Quinto   17 aprile 2016 at 10:43 pm

    Grazie a coloro che hanno commentato il mio testo. Mi avete commosso. Sono considerazioni che non merito. Tento di fare solo la mia parte. Grazie a Radio Spada per aver ricordato la generosità con la quale nello scorso mese di giugno lanciò la campagna IOSTOCONDANILO.

  8. #Stefano Previtali   19 giugno 2016 at 8:52 pm

    È da pochi giorni che ho letto i suoi articoli e della sua storia molto bella della conversione a Gesù Cristo nella verità tutta intera senza compromessi perché tutto passa di questo mondo ma l’ha vita eterna con Cristo non passerà mai , l’ha metto nelle preghiere grazie grazie tantissimo