[TIRAGRAFFI] Burke regola prossima della Fede?

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Nota di Radio Spada: continua la rubrica apologetico-polemica il “Tiragraffi” a cura dell’amico Augusto Maria De Gattis. Questa rubrica si inserisce a pieno titolo nel diuturno dibattito su crisi della Chiesa e problema dell’Autorità che da circa tre anni si sviluppa su questo blog.

Non vorrei scombussolare troppo la linea di RS – dichiaratamente critica verso il conservatorismo conciliare – prendendo pubblica difesa nei confronti del “cardinal” Burke.

Credo – lo dico subito – che l’idolo dei “conservatori” abbia ragione. O meglio: ha perfettamente ragione dal suo punto di vista quando scrive, a proposito dell’Amoris Laetitia, che «deve essere accolto [il documento] con quel profondo rispetto dovuto al Romano Pontefice in quanto Vicario di Cristo, che è, secondo le parole del Concilio Ecumenico Vaticano II, “perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli”».

Burke ha ragione: al Papa, se è Papa, al Vicario di Cristo, alla legittima autorità si deve obbedire e sottomettere SEMPRE perché in ciò che riguarda la fede non vi può MAI essere contenuto errore alcuno. Il Papa, se è Papa, il Vicario di Cristo, il Romano Pontefice, col suo magistero, è regola prossima della fede.

Certo, poche righe dopo, lo strabismo di Burke (e di chi riconosce&resiste come mons. Fellay e la FSSPX la cui altalena, nei giorni scorsi, ondeggiava sulla sponda destra, quella celodurista) definisce non magisteriale il documento che, poche righe prima, giustamente, dichiarava di dover accogliere. Se erano magisteriali le esortazioni di Ratzinger – perché piacevano di più e per i cui pronunciamenti, tipo il Motu proprio, si spesero parole poco inferiori alle dichiarazioni dogmatiche  – e non quelle di Bergoglio, significa che Burke si situa al di sopra dell’autorità decidendo cosa è magistero e cosa no? Andrebbe chiesto al porporato… Sta di fatto che, Burke, nonostante le innocue pulci, accoglie in toto il “magistero” di Bergoglio obbedendogli – ripeto: del tutto logicamente – ed è “una cum” l’Amoris Laetitia.

Nihil novi sub sole al di fuori del solito strabismo del riconoscere&resistere.

Augusto Maria De Gattis

7 Commenti a "[TIRAGRAFFI] Burke regola prossima della Fede?"

  1. #bbruno   15 aprile 2016 at 8:40 pm

    appunto,TIRAFRAFFI, questi difensori della Tradizione si mettono sopra alla Tradizione mettendosi essi al di SOPRA della stessa Regula Fidei,controlaretta Tradizione!! Loro stabiliscono quando la Regula fidei è nel giusto e quando sgarra! nel qual caso vanno dai fedeli a dire se devono seguire quella ‘regula’ o se no. Senza sapere rispondere quando qualche fedele chiede loro: quando mai c’è stata una regula fidei della regula fidei?

  2. #bbruno   15 aprile 2016 at 9:15 pm

    dico meglio,scusate:

    appunto,TIRAFRAFFI, questi difensori della Tradizione si mettono al di sopra della Tradizione mettendosi essi al di SOPRA della stessa Regula Fidei, contro la retta Tradizione!! Loro stabiliscono quando la Regula fidei è nel giusto e quando sgarra! E quindi vanno dai fedeli a dire quando devono seguire quella ‘regula’ e quando no. Senza sapere rispondere quando qualche fedele chiede loro: quando mai c’è stata una regula (fidei) della regula (fidei)??? Quando mai un controllore del controllore della fede, si chiami egli Burke (o Fellay)???

  3. #rosa   15 aprile 2016 at 10:11 pm

    Veramente Fellay ha definito l’esortazione una sciagura o qualcosa di simile. In prima lettura.

    • #Enzo   16 aprile 2016 at 12:48 am

      Fellay farà quello che gli diranno i sui padroni

      • #Catholicus   16 aprile 2016 at 6:43 am

        Ma questi suoi padroni, chi sono precisamente ? sono gli stessi ai quali obbedisce anche Mons. Williamson ? oppure oramai i due appartengono a parrocchie diverse?

  4. #Jade   23 aprile 2016 at 3:42 pm

    Burke…”al Papa, se E’? Papa”. La questione è solo questa…se “E’? il Vicario di Cristo”.
    Bergoglio lo E’? se dai “frutti si riconosce l’albero” dobbiamo constatare che rappresenta
    piuttosto il nemico piu’ acerrimo di Cristo. Vedano un po’ a chi si sottomettono.
    Tutto il resto è solo questione di non voler perdere il posto, e peggio, usando la lingua
    biforcuta del serpente. La “crisi orrenda” di cui La Ss.ma Vergine alla Sallette, ha veramente
    colpito duramente la Chiesa, ma “portae inferi non prevalebunt”.

    • #bbruno   24 aprile 2016 at 10:32 am

      appunto, NON è! Il profeta dell’ Anticristo è: suadente e falso, nemico di Dio e degli uomini, come suo padre, il Serpente dell’ Eden!