E’ giunta l’ora di rimuovere le sanzioni alla Siria

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di Robi Ronza

L’urgenza di porre termine alle sanzioni contro la Siria, imposte dalle potenze occidentali tra cui l’Italia, è drammaticamente emersa l’altra sera dalla testimonianza a Milano del Vicario apostolico di Aleppo dei latini, mons. Georges Abou Khazen.

Ospite del Consiglio regionale della Lombardia, della Diocesi ambrosiana e del Centro culturale di Milano, CMC, con molta discrezione mons. Abou Khazen  ha toccato il tema solo indirettamente. Al pubblico che gremiva l’auditorium “Giorgio Gaber” non è però sfuggita l’assurdità di tali sanzioni di cui ancora una volta fa le spese la gente comune, e non il governo che così si vorrebbe colpire. Mentre per definizione il traffico clandestino di armi non ne viene affatto frenato, a causa di esse l’interscambio di beni indispensabili si deforma passando dal legittimo commercio al contrabbando, e la solidarietà familiare e civile viene costretta all’illegalità. Alcuni esempi: a seguito del conseguente blocco dei trasferimenti di denaro verso la Siria, per posta o a mezzo banca, i siriani stabiliti all’estero già da prima dell’inizio della guerra, tra cui non mancano professionisti qualificati e imprenditori di successo, non possono spedire denaro ai loro parenti in patria. Per questo motivo può accadere che a dei figli o nipoti residenti in Europa o negli Usa sia impedito di dare sostegno a genitori anziani o nonni bisognosi di cure e di assistenza. Un gran numero di giovani, che frequentavano università europee o americane grazie a borse di studio offerte dal governo o da altri enti siriani, hanno poi dovuto interrompere gli studi perché tali borse sono state bloccate.

Si potrebbe continuare l’elenco aggiungendo che ad esempio le organizzazioni non governative impegnate in programmi di assistenza non possono più spedire legalmente denaro ai loro operatori in Siria; e che alle missioni archeologiche occidentali, già attive in Siria, non è più possibile stipendiare collaboratori e custodi che altrimenti avrebbero potuto contrastare il saccheggio degli scavi e dei musei. Senza poi dimenticare che le sanzioni contro la Siria (come anche quelle contro la Russia) colpiscono in modo molto specifico l’export dell’Italia. Per fare un esempio che riguarda la Siria, l’industria tessile della regione di Aleppo,spazzata via da degli insorti che erano in pratica forze di invasione, lavorava molto spesso avvalendosi di assistenza tecnica italiana e di macchinari importati dall’Italia.

Quella che in Occidente è presentata come una guerra contro il regime di Assad per buoni motivi viene vista da molti siriani come una guerra contro il loro Paese, la sua società e la sua economia. Nel vuoto ostile che si è aperto ha buon gioco la Russia, che molti vedono come l’unica grande potenza che, sia pure anche per suoi interessi, sta realmente puntando a una soluzione non catastrofica della crisi. Nel suo discorso mons. Abou Khazen ha poi pure sottolineato quanto ai tanti professionisti e tecnici siriani che si sono laureati in Europa, e che perciò bene ne conoscono lingue e culture, dispiaccia tra l’altro la rottura delle relazioni non solo diplomatiche ma anche culturali con i Paesi dove hanno vissuto e studiato: sono state chiuse infatti non solo le ambasciate, ma anche gli istituti di lingua e cultura ad esse collegati. “Con la chiusura del consolato d’Italia ad Aleppo, erede di una rappresentanza diplomatica che la Repubblica di Venezia aveva aperto nella città già nel secolo XVI,” ha osservato mons. Abou Khazen, “si è interrotta una presenza secolare”.

Tanto più tenendo conto di come stanno adesso le cose, a nostro avviso le sanzioni contro la Siria vanno sospese. E’ una decisione che si può prendere a prescindere dai negoziati di pace in corso, con i quali non interferisce. Rinnovate per un anno dal Consiglio Europeo nel maggio 2015, tali sanzioni scadono il 1° giugno prossimo. E’ dunque il momento di ricominciare a parlarne. E’ troppo augurarsi che il nostro governo prenda posizione contro il loro rinnovo dimostrando, non solo a parole ma anche con i fatti, la sua conclamata volontà di impegnarsi per la pace e lo sviluppo dei Paesi del Mediterraneo? Una pace e uno sviluppo che sono tra l’altro nel pieno interesse dell’Italia.

 

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8 Commenti a "E’ giunta l’ora di rimuovere le sanzioni alla Siria"

  1. #Alessio   13 maggio 2016 at 1:19 pm

    Il “nostro governo” non ha altra volontà che quella di ballare la musica che gli suonano i suoi pupari.
    Ed oltre a rimuovere le sanzioni contro la Siria dovrebbero rimuovere anche quelle contro l’Italia, ma questo scontenterebbe i pupari e quindi non avverrà mai nè l’una nè l’altra rimozione.
    Perchè avvenissero, il cittadino medio dovrebbe rendersi conto che deve smettere di votare per quelli là ed accettare passivamente ogni angheria, ma da questo punto siamo ancora lontani parecchi anni luce.

  2. #Lucius   14 maggio 2016 at 12:04 am

    Caro Alessio,il problema e’che “il ns governo”non e’in grado di capire quello che va fatto per il bene della nostra Patria e per altri popoli,da cui ne trarrebbe anche vantaggio(vedi la Russia e in quest’altro caso la Siria).Sai perché’? Ha la vocazione al suicidio!!!La soluzione?Spazzarlo via!!!

    • #Alessio   14 maggio 2016 at 1:02 am

      Caro Lucius, il “nostro governo” non si cura minimamente del bene della Patria, parola che è stata peraltro cancellata dal vocabolario pubblico (tu la senti mai nominare?), si occupa solo di fare da lustrascarpe ai suoi padroni, che sono nemici della Patria come lo sono della Religione e della Famiglia.
      Spazzarlo via? Ottimo proposito! Per farlo c’è uno strumento eccellente : votare FORZA NUOVA. Però è uno strumento che bisogna usare.

    • #lister   15 maggio 2016 at 10:56 am

      Il “nostro” governo non esiste: è il “loro” governo. Quello che prese il potere il 29 Aprile 1945 con la Resa di Caserta ai “liberatoPi” amerikani.

  3. #Giacomo   15 maggio 2016 at 12:43 pm

    Purtroppo gli italiani amano fare i servi. È un popolo che non ha una spina dorsale, dal ’45 ad oggi amano fare i servi degli USA e andare al Mc Donald’s. …… speriamo che Putin spazzi via questo cancro giudaico( sono i sionisti che comandano gli USA) il prima possibile! Sono d’accordo con il governo iraniano che dice, specialmente prima con Ahmadinejad ma anche ora, seppur in forma più moderata, che quel cancro di Israele va spazzato via il prima possibile!

  4. #Giacomo   15 maggio 2016 at 12:46 pm

    Direte voi : cosa c’entra Israele? C’entra perché è il principale, insieme ad USA, Arabia Saudita e Turchia, sponsor del terrorismo, nonché destabilizzatore del Medio Oriente e occupante da 70 anni un territorio non suo, giustamente l’Iran lo vuole distruggere!

    • #Alessio   15 maggio 2016 at 3:31 pm

      Però se una parte considerevole di Italiani, e non solo, accetta se non addirittura alimenta la propria sottomissione al cancro mondialista Israele e gli USA non sono responsabili, o lo sono molto molto relativamente. Ed anche l’infame Massoneria non è la principale colpevole, la colpa va prima di tutto ai Cretini Suicidi.
      Come ho già detto tante volte, se il baro dell’autogrill ti frega 50 euro diciamo che c’è una sorta di concorso di colpa, ma se continui a tornare e a tornare fino a perderne 300’000 allora lo scemo sei tu.

    • #Giacomo   15 maggio 2016 at 7:06 pm

      Hai ragione, Alessio