La legittimità della pena di morte per preservare cristianamente l’ordine sociale

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Nel romanzo “L’alba di tutto” Robert Hugh Benson imbastisce una sorta di utopia cattolica, un mondo futuro in cui la Chiesa cattolica è diventata la guida indiscussa dell’umanità.

In uno dei passaggi più commoventi del libro, il benedettino Adrian Bennet, condannato a morte per le sue idee eterodosse sui miracoli, si trova nella paradossale posizione di dover convincere uno sconcertato mons. Masterman della bontà della pena capitale; secondo il monaco si tratta infatti di uno strumento necessario per preservare l’ordine sociale e che certamente non può contrariare un cristiano in buona fede.

 

Monsignore era ammutolito per lo stupore, e per la consapevolezza di essere stato gettato fuori strada. Sentiva di essere stato intellettualmente vittima di raggiro; e gli sembrava un ulteriore affronto essere stato raggirato da questo giovane monaco col quale era venuto a solidarizzare.

«Ma la pena di morte!» esclamò. «Morte! È questo l’orrore. Capisco una pena spirituale per un crimine spirituale – ma una fisica…».

Dom Adrian sorrise un po’ stancamente.

«Mio caro monsignore» disse «pensavo di aver spiegato che era un crimine contro la società. Non vengo messo a morte per le mie opinioni; ma perché, sostenendo tali opinioni, che sono dichiarate eretiche, e rifiutando di sottomettermi a una decisione d’autorità, sono un nemico dello stato civile che è ancorato unicamente ai decreti del Cattolicesimo. Ricordate che non è la Chiesa a mettermi a morte. Questo non è sua competenza. Essa è una società spirituale».

«Ma la morte! La morte, comunque!».

Il viso dell’uomo si fece serio e intenerito.

«È cosi spaventosa» disse «per un Cattolico convinto?».

Monsignore si alzò in piedi. Gli sembrava che tutto il suo senso morale fosse in pericolo. Fece il suo ultimo appello.

«Ma Cristo!» gridò «Gesù Cristo! Riuscite a immaginare quel nostro mite Signore che tollera tutto questo per un istante! Non vi posso rispondere adesso; anche se sono convinto che ci sia una risposta. Ma è inconcepibile che Colui che disse “Non resistere al malvagio”, che Colui che fu muto davanti ai suoi assassini…».

Anche dom Adrian si alzò. I suoi occhi si fecero straordinariamente intensi, e il suo volto ancora più pallido. Attaccò a bassa voce, ma quando giunse alla fine la sua voce risuonava forte nella piccola stanza.

«Siete voi che state disonorando nostro Signore» disse, «Certamente egli patì, come anche noi Cattolici possiamo patire, cosa che vedrete un giorno – come avete visto già mille volte, se sapete qualcosa del passato. Ma è tutto qui quel che Egli è…? È solo il Principe dei Martiri, il supremo Uomo dei Dolori, il muto Agnello di Dio? Non avete mai udito dell’ira dell’Agnello? Degli occhi che sono come una fiamma di fuoco? Dello scettro di ferro con cui Egli fa a pezzi i re della terra? Il Cristo a cui voi vi appellate è nulla. É solo il fallimento di un Uomo senza la Divinità… il Principe dei sentimentalisti, e di quella perversa vecchia Religione che un tempo osava chiamare se stessa Cristianità. Ma il Cristo che adoriamo è più di questo – l’Eterno Verbo di Dio, Colui che corre sul Cavallo Bianco, conquistando e per conquistare… Monsignore, voi dimenticate di quale Chiesa siete prete! É la Chiesa di Colui che strappò i regni di questo mondo da Satana, pei poterli conquistare per Se stesso. L’ha fatto! Cristo regna…! Monsignore, ecco cosa avete dimenticato! Cristo non è più un’opinione o una teoria. Egli è un fatto. Cristo regna! Egli veramente regna in questo mondo. E il mondo lo sa».

Si fermò un secondo, tremando per la sua stessa irruenza. Poi stese le mani.

«Sveglia, monsignore, sveglia! State sognando. Cristo è di nuovo il Re degli uomini, ora – non solo dei devoti che hanno un animo religioso. Egli comanda, perché ha il diritto di comandare… E il potere civile lo rappresenta nelle questioni secolari, e la Chiesa in quelle spirituali. Sto per essere messo a morte! Beh, protesto di essere innocente, ma non sostengo che il crimine di cui sono accusato non meriti la morte. Protesto, ma non mi risento. Pensate che tema la morte?… Non è forse anche quella nelle Sue mani…? Cristo regna, e tutti noi lo sappiamo. E anche voi dovete saperlo!».

Ogni sensazione sembrava essere svanita dall’uomo che ascoltava… Era conscio di una bianca faccia estatica  con occhi ardenti che lo fissavano. Non poteva più resistere attivamente o ribellarsi. Fu solo col massimo sforzo che poté ancora trattenersi dal cedere del tutto. Una qualche grande pressione sembrava avvilupparlo e circondarlo, minacciando la sua stessa esistenza come individuo. Tanto tremenda era la forza con cui le parole erano state pronunciate, che per un istante gli sembrò di contemplare in una visione mentale quello che esse descrivevano – una Suprema Figura Dominante, ferita di certo, ma che spadroneggia e si fa rispettare nella Sua forza – non più il Cristo della gentilezza e della mitezza, ma un Cristo che aveva preso il potere alla fine e regnava, un Agnello che era un Leone, un Servo che era Signore di tutto; Uno che non si difendeva più, ma comandava….

E tuttavia egli si aggrappava disperatamente e ciecamente al vecchio ideale. Spinse via da sé questa Presenza dominatrice; tutta la sua persona e la sua individualità non avrebbero ceduto a Colui che domandava il sacrificio di entrambe. Vide infine questo Cristo, e con un bagliore d’intuizione percepì che questa era la chiave per questo mondo mutato, che lui trovava tanto incomprensibile; e però non l’avrebbe accettato – non avrebbe accettato che quest’uomo governasse su di lui…

Fece un ultimo sforzo; la visione passò ed egli si alzò, sentendo ritornare un’altra sensazione, comprendendo di essersi salvato da un’estinzione più completa di quella della morte.

«Bene» disse quietamente – così quietamente che quasi ingannò anche sé stesso – «bene, mi ricorderò di quello che dite, dom Adrian, e farò quello che posso col cardinale».

citazione a cura di Luca Fumagalli

 

18 Commenti a "La legittimità della pena di morte per preservare cristianamente l’ordine sociale"

  1. #Alessio   30 maggio 2016 at 1:58 am

    La pena di morte è assolutamente legittima, e l’ultimo degli Stati italiani a praticarla fu proprio lo Stato Pontificio. Per chi avesse ancora qualche dubbio.

    Da parte mia, posso aggiungere che sono al 100% favorevole all’uso della forza per punire chi va punito, quando è il caso anche ammazzandolo/i.
    Sono favorevole a queste misure sia che vengano applicate dalla Chiesa (quella vera), da uno Stato (uno vero) o dai singoli individui.
    Sono favorevole alla tortura, quando necessaria, secondo le stesse modalità.
    Sono favorevole al diritto di due uomini, degni di questo nome, di risolvere le proprie contese lealmente e senza limitazioni di sorta, secondo regole convenute e liberamente accettate da entrambi.
    Sono favorevole al diritto (che è anche un dovere) d’un uomo, degno di questo nome, d’imporre a tutti il rispetto verso sè stesso, i suoi cari e tutto ciò che ama con i mezzi necessari, i quali includono l’uso della forza nella misura richiesta dalla circostanza.

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    • #Isidoro   30 maggio 2016 at 10:36 am

      Stai scrivendo frasi anticattoliche, probabilmente dovute in parte o del tutto alle tue convinzioni politiche. Ti consiglio di studiare la dottrina cattolica in fatto di pena di morte.

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      • #Alessio   30 maggio 2016 at 1:08 pm

        Non ho mai detto di essere perfetto, e comunque sono i comportamenti che hanno sempre tenuti tutti coloro che si sono battuti per la Chiesa nei secoli.
        Non ce lo vedo un cavaliere, un crociato, un fante de “tercios” o così via reagire in modo diverso… erano uomini e si comportavano da uomini. La Chiesa ha sempre tentato, giustamente in nome della pace, di limitare certe reazioni ma grazie a Dio ebbe per tanto tempo uomini inclini ad esse.

        Non si tratta solo delle mie convinzioni politiche, ma prima ancora delle mie convinzioni umane, secondo le quali chi sbaglia dev’essere punito, quando si è attaccati ci si deve difendere e quando si è offesi bisogna avere soddisfazione.
        La mia ammirazione va agli uomini d’altri tempi, che sapevanio cosa fosse l’onore e per esso si battevano, così come la mia disistima per non dire disprezzo va ai denuncini e querelini moderni (a meno che non si trovini in condizioni davvero inaffrontabili ed ingiuste).
        Inutile precisare quanto il mondo fosse migliore quando certi comportamenti erano in voga.

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        • #Isidoro   30 maggio 2016 at 2:28 pm

          L’importante è che specifichi che stai esprimendo una tua opinione, che non ha nulla a che vedere col cattolicesimo

          Le crociate sono state una guerra (di difesa per giunta) promossa dall’Autorità

      • #lister   31 maggio 2016 at 3:18 pm

        @ Isidoro
        La Chiesa Cattolica ammette la pena di morte.
        La tortura è stato un metodo usato dalla Chiesa Cattolica.

        Tutte le altre “frasi anticattoliche” di Alessio sono sue convinzioni personali, condivisibili o non, ma che nulla hanno a che vedere con le sue convinzioni politiche.

        O forse è un commento in funzione della trita e ritrita equazione “fascista=brutto, sporco e cattivo”?

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    • #Alessio   30 maggio 2016 at 4:57 pm

      Caro Isidoro,

      leggi bene il mio primo commento :
      – “La pena di morte è assolutamente legittima, e l’ultimo degli Stati italiani a praticarla fu proprio lo Stato Pontificio. Per chi avesse ancora qualche dubbio.”
      In questo caso, descrivendo un dato di fatto storico incontestabile, lo esprimo in termini oggettivi.
      – Tutto il resto inizia con “sono favorevole”, che esprime ovviamente un giudizio soggettivo. Non mi sembrava che potessero sussistere dubbi in proposito, credevo d’essere stato sufficentemente chiaro.

      Quanto al fatto che l’imporre il rispetto di sè stessi, dei propri cari e di ciò che si ama sia un dovere d’ogni uomo degno di questo nome, non è pura Dottrina ma mi sembra che sia altrettanto evidente. Tu giudichi forse un uomo uno che, per esempio, permettesse delle mancanze di rispetto verso la propria donna o scappasse invece di difendere la Patria? Non credo… spero di no!
      Inoltre è sicuramente vero che la Chiesa si sia avvalsa per secoli dell’opera di migliaia di uomini che la pensavano come me, che le hanno permesso di non cadere sotto i colpi dei suoi nemici. Senza questi peccatori, il Papato se la sarebbe vista brutta.

      Quanto alle Crociate, nulla da dire.

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  2. #Maria   30 maggio 2016 at 3:52 pm

    Alessio
    “I gentili cavalieri ” al giorno d’oggi vanno bene per offrire una rosa o,un baciamano ad un’altrettanto “gentile e virtuosa dama”,per tutto il resto si puo’ tornare indietro nel tempo solo con la fantasia.Nulla di quello che è stato,può essere replicato ai giorni nostri.

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    • #Alessio   30 maggio 2016 at 5:06 pm

      Purtroppo tornare indietro non si può di sicuro, in questo mondo di efeminati e di vermi non si può neppure immaginarlo.
      I cavalieri di oggi, oltre a fare ciò che dici (quelli di loro che come me hanno di queste fortune), possono ancora farsi valere contro chi viene a pestare i piedi, sotto ogni punto di vista,e fin dove sia necessario. Sai benissimo a cosa mi riferisca, inutile ripetermi.
      Isidoro in questo caso mi ha dato più torto che ragione, ma ho come la sensazione che lui stesso non aspetterebbe l’ordine di una Suprema Autorità per non farsi camminare in testa.
      In ogni caso rispetto alla pena di morte stiamo uscendo dal seminato, quindi meglio chiuderla qua.

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  3. #Nicolò   31 maggio 2016 at 9:27 am

    Dal Catechismo di San Pio X, Quinto Comandamento:

    363. Vi sono dei casi in cui è lecito uccidere il prossimo?
    E’ lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si esegue la condanna a morte per ordine dell’autorità suprema come pena di qualche delitto e infine quando si tratta di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.

    Si dice poi chiaramente che il duello è proibito e la sanzione della Chiesa per chi lo pratica e anche per chi vi assiste è la scomunica.

    Sulla pena di morte la Dottrina Cattolica dice che qualora il criminale in questione sia di tale pericolosità sociale che solo sopprimendolo si possa liberare la comunità da un grave pericolo, è lecito metterlo a morte.
    L’articolo al link che avevo postato, di padre Tomas Tyn, metteva in evidenza la liceità della pena di morte.

    Con ciò ti dico anche che io, in passato, feci passare un brutto quarto d’ora a qualcuno che, a parer mio, aveva guardato troppo mia sorella….però questo non ha nulla a che vedere con la Dottrina Cattolica.

    Oggigiorno siamo in una situazione per cui l’Autorità che un tempo bandiva le Crociate, beh sappiamo qual’è e quella dello stato è quella contro cui una bella Crociata non guasterebbe.
    La situazione è ormai ad un massimo di criticità. Ma come tu giustamente dici, la maggioranza continua a crogiolarsi nell’edonismo più sfrenato, nel menefreghismo, come in una bolla, per la gioia di massoneria, banche mondiali e poteri forti.

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    • #Alessio   31 maggio 2016 at 3:14 pm

      Carissimo Nicolò,

      io ti capisco, tu cerca di capire me… sai bene che non cambio idea, come ho detto non sono perfetto. La mia fortuna è che ho scarse probabilità di essere coinvolto in un duello mortale regolamentare, in puro vecchio stile, quindi sorvoliamo pure.

      Altrettanto non cambio idea sulla giustizia privata. Quando per esempio sento che dei genitori hanno saputo che un maniaco ha molestato o peggio violentato il loro bambino e lo vanno a denunciare, sono preso da ondate di disprezzo. Come denunciare? Devi occupartene tu! Mi ricordo, una volta che mi trovavo in Spagna, che il telegiornale parlò di una donna aveva bruciato vivo il violentatore di sua figlia… quanto ammirai quella brava donna, e tuttora le auguro ogni bene.

      Riguardo al dettaglio che hai fatto passare un brutto quarto d’ora a quel tipo, ben fatto! I fatti riguardanti le donne sono tra quelli nei quali è più doveroso essere… convincenti. Spero che adesso il rompiballe abbia qualche dente di meno.

      Tutta questa demonizzazione modernista della violenza legittima e giustificata non fa altro che aprire le porte all’ingiustizia, al sopruso ed alla prevaricazione.
      Se all’oratorio di Don Bosco due ragazzini si fossero scazzottati a dovere, il buon prete non si sarebbe affatto scandalizzato. Erano ragazzini che vivevano in modo sano, con valori sani, ed una sana scazzottata oltre ad essere per loro un’esperienza grandemente formativa rientrava nella logica della virilità e del farsi valere.
      Se al giorno d’oggi un ragazzino distribuisce cazzotti quando è il caso, viene additato come un caratteriale e dipinto come un delinquente. In compenso può essere confuso senza problemi sulla propria sessualità, può vedere in internet ogni sorta d’immondo abominio, giocare a videogiochi assolutamente immorali, vedere film volgarissimi o di violenza inimmaginabile e gratuita (tipo certi horror a basso costo)…
      Risultato, nuove generazioni di smidollati confusi tra ciò che è bene e ciò che è male.

      Tutto questo non ha particolarmente a che vedere con la Dottrina cattolica riguardo alla pena di morte, in effetti, ma ho preso spunto dalle parole per menzionare un gravissimo problema attuale di questa parte di mondo : il rifiuto di un sano uso della forza, che ha come conseguenza il patirne l’uso ingiusto.

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      • #Carlo Gulisano   31 maggio 2016 at 7:19 pm

        Che l’ultimo stato italiano ad abolire la pena di morte sia stato lo stato pontificio è una balla grossa come una casa: essa era prevista anche nello stato sabaudo pre e post-unitario e fu molto usata contro i poveracci poi calunniati come briganti. L’unico stato italiano a non avere la pena di morte era il Granducato di Toscana, il più illustre di tutti gli stati preunitari governato dalla migliore dinastia del mondo: gli Asburgo-Lorena

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      • #Alessio   31 maggio 2016 at 8:31 pm

        A Carlo l’insistente

        posso essermi sbagliato sulle date di abolizione della pena di morte, ma il concetto resta uguale : la pena di morte è perfettamente ammessa dalla Dottrina cattolica.
        Per operazioni militari contro i briganti, messe in atto dalla monarchia liberale sabauda, veniva applicata appunto la legge militare e quindi l’esempio non fà testo.

        Se mi fosse sfuggita questa piccola balla sulla cronologia abolizionista, è poca cosa, microscopica in confronto alle balle gigantesche che scappano a te, tipo che la Massoneria sia più o meno cattolica e che quella islamica non sia un’invasione.
        Prima di guardare la pagliuzza… guarda il covone che hai nel tuo.

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      • #Carlo Gulisano   31 maggio 2016 at 8:45 pm

        L’abolizione della pena di morte per reati civili in Italia è del 1889, ben dopo l’unità. La massoneria non è “anti-cattolica” perché “la” massoneria non esiste, esistono tantissime obbedienze diverse, di cui alcune, specie nei paesi di lingua neo-latina, sono anticlericali. Tuttavia mentre si può tranquillamente dire che il Grande Oriente d’Italia sia anticlericale, lo stesso non si può dire con altrettanta certezza della gran loggia che un tempo stava in piazza del Gesù e a cui aderivano moltissimi gerarchi fascisti, oltre che molti attori (Gino Cervi, Aldo Fabrizi, Totò), ancora meno lo si può dire della massoneria tradizionale di Michele Moramarco che rifiuta il sistema delle Grandi Logge e stabilisce che il massone debba essere cristiano

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  4. #Nicolò   31 maggio 2016 at 4:20 pm

    Carissimo Alessio,

    ecco il punto è proprio questo. Oggigiorno se aspetti che ti venga fatta giustizia per quello che fanno a un tuo familiare campa cavallo. Lo stesso vale per furti ed altri reati. Per cui ben venga l’auto-organizzarsi vista la situazione.

    Sabato ero andato a farmi un giro in mountain bike sulle colline dietro casa mia. Dopo un bel po’ sono sbucato in una zona verde molto bella. Ho subito addocchiato vari cartelli in cui gli abitanti della zona, dati i furti continuati comunicavano che l’area era sotto perlustrazione sia in macchina che a piedi. Ho pensato: ottimo, finalmente qualcuno si organizza per difendere la propria casa.

    Riguardo al grande Santo, Don Bosco avrebbe probabilmente diviso la contesa, cercando di capirne le cause, come compete ad ogni educatore.
    Condivido al cento per cento la tua idea. Se un ragazzino molla cazzotti quando ci vuole, subito la gente si scandalizza. Mentre nel più assoluto disinteresse dei genitori, adolescenti si drogano, vengono confusi sulla loro sessualità, possono vedere immonde schifezze su internet e in televisione possono chattare ed entrare in contatto con personaggi immondi che sono in attesa con la bava alla bocca.

    Giusto per concludere con un altro esempio. Un bel giorno negli anni ’50 o all’inizio dei ’60, mio nonno, un buon uomo amante della giustizia, si dirigeva in spiaggia in una località marittima con figlie piccole al seguito ed una nipote verso la fine dell’adolescenza. Seduti su un muretto c’erano alcuni giovinastri. Uno di essi fece un commento sconveniente sulla nipote. Il nonno senza esitare appioppò al gaglioffo un bel cazzotto che lo fece cadere dal muretto e precipitare nella sabbia. Avrei fatto anch’io lo stesso e quando me lo raccontarono l’ammirazione per il mio caro nonno crebbe ancora di più.

    In conclusione concordo con te: rispondere con forza alla violenza è doveroso. Rifiutare ciò sarebbe legittimare de facto la violenza e la prevaricazione.

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    • #Alessio   31 maggio 2016 at 8:55 pm

      Carissimo Nicolò,

      dopo questo intervento t’inserirò tra i miei commentatori preferiti (hai notato? Ogni tanto appare qualche disturbatore che non ha di meglio da fare…).
      Da parte mia, certe cose me le vorrei risolvere da solo anche se vivessimo sotto Isabella di Castiglia oppure Ottone il Grande… sbaglierò, ma son fatto così.

      Molto bene che la gente si organizzi contro i ladri, resta però il problema di cosa fare quando li trovano. Se non fanno niente, è inutile, se intervengono rischiano legalmente, rischio aggravato dal fatto che vivendo sul posto siano facilmente rintracciabili. Ma d’altra parte qualcosa devono pur tentare.

      Certo, Don Bosco sarebbe intervenuto a dividere la contesa, com’era giusto che facesse, ma non avrebbe affatto visto la cosa sotto alcuna luce sinistra. Così come i genitori dei ragazzini non avrebbero fatto storie al vederseli tornare a casa con gli occhi gonfi e pesti.
      Queste sono tutte paranoie moderne e moderniste, come che i genitori non possono mollare sberle ai figli nemmeno quando se le meritano in pieno.
      E come sempre dalla mancanza d’autorità nasce l’inversione d’autorità.

      Grande il nonno! Così si fà!
      Ma anche il giovinastro, probabilmente, era migliore d’un giovinastro di oggi. Ha fatto il pagliaccio, si è preso il suo cazzotto e se l’è tenuto non essendo stato in grado di reagire. Di certo, avrà ammesso di esserselo meritato e lo stesso gli avranno detto i suoi compari.
      Al contrario, un giovinastro di oggi avrebbe tentato di denunciare il nonno per estorcegli del denaro legalmente, appoggiato dagli altri che avrebbero fatto le vittime in gruppo… “scherzavamo, abbiamo solo detto, l’ha aggredito, non abbiamo neanche avuto il tempo…”.Così poi finivano a meritarsi una ventina di bastonate a testa sotto casa invece di un cazzotto.

      Che tempi, eh? Ma d’altra parte la cosiddetta “società dei gessetti”, quella che risponde agli attentati con le scrittine sul selciato e le canzonette (anticristiane), non si è creata dal nulla.

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  5. #Nicolò   31 maggio 2016 at 11:36 pm

    Carissimo Alessio,

    che tempi si! Ormai gli amici del signor Carlo (sappiamo bene quali) che si inserisce surrettiziamente tra i commentatori, stanno facendo di tutto per rovinare completamente la gioventù. Come diceva San Giovanni Bosco “se la gioventù sarà rettamente educata vi sarà ordine e moralità; al contrario: vizio e disordine”.

    Ora il massone o filomassone Carlo ci vuol far credere che esiste una massoneria cattiva e una buona quando tutte sono state condannate dalla Chiesa insieme ad ogni forma di esoterismo e sono state smascherate in passato da campioni della Fede e della lotta antisettaria del calibro di Monsignor Ernest Jouin e più di recente dall’ottimo sito su cui stiamo commentando.
    Questa gentaglia viene anche qui su Radio Spada per confondere le idee magari a lettori che le hanno poco chiare.

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  6. #Francesco Retolatto   1 giugno 2016 at 1:24 am

    @Alessio
    @Nicolò

    Concordo con entrambi .
    é inutile sapere se Carlo sia massone o no, quello che conta è che ci siano persone, cattolici come voi, che hanno chiaro ciò che è giusto e cosa non lo è.

    un saluto e restate fedeli

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  7. #Alessio   1 giugno 2016 at 2:01 am

    A Nicolò
    Chi? Carlo l’insistente? Ma sì, lascialo dire, è innocuo. Conta come il due di picche quando la briscola è quadri, prima o poi si stuferà.
    Oltre alle argomentazioni ineccepibili contro la Massoneria che porti tu, ci sono anche delle scomuniche papali molto precise. Serve altro?

    A Francesco
    Grazie per la tua approvazione, quanto all’intruso abbiamo già detto.
    Quello che conta è che in effetti ci siano cattolici come te e l’amico Nicolò.
    Restiamo fedeli tutti, un saluto anche a te.

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