La Tesi di Cassiciacum

guerard

Nota  introduttiva di RS: continuiamo, con questo post, la pubblicazione di brevi testi originali (o inediti per il pubblico di lingua italiana o tradotti ad hoc per Radio Spada) che provengono da ambienti cattolici romani ostili o estranei alla “rivoluzione conciliare”. Questi scritti vogliono fornire sempre nuovi materiali per conoscere i principali dibattiti che da molto tempo hanno attraversato e attraversano il mondo “cattolico tradizionalista” e approfondire, senza attingere a fonti di seconda mano, le rispettive posizioni. In questo caso riproponiamo un vecchio articolo di Roberto Marcante, già pubblicato sul numero 23 del giugno 2008 “Il Cinghiale corazzato” (https://issuu.com/capcattolica/docs/cinghialecorazzato23), rivista della Comunità Antagonista Padana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano, e poi ripubblicato sul numero 3 de “Il Guelfo nero” dell’ottobre 2008, già bollettino del centro studi “Leone X” di Firenze. L’articolo scritto con un taglio di volgarizzamento popolare non perde ancor oggi la sua attualità.        

 

Partiamo innanzitutto con una piccola biografia di questo grande, anche se sconosciuto ai più, reverendo. Raymond Michel Charles Guérard des Lauriers nacque a Suresnes (vicino a Parigi) il 25 ottobre 1898, da Paul Louis Guérard des Lauriers e da sua moglie Lucie Madeleìne Lefebvre (nessuna parentela con Monsignor Marcel). Già da bambino manifestò un’intelligenza superiore alla norma e ricevette dalla madre (della quale egli dirà che era una santa) un’ottima educazione cristiana. Nel 1913 rimase orfano di padre e nel 1917 dovette sospendere gli studi per la mobilitazione generale. Due anni dopo lasciò l’esercito per riprendere a studiare e nel 1921 entrò nella Scuola Normale Superiore, dove tre anni più tardi passò l’esame di concorso di matematica. Studiò quindi a Roma. Nel 1926 Michel prese la risoluzione di entrare nell’Ordine Domenicano, dopo aver avuto una specie di visione. A settembre entrò al noviziato di Amiens e prese l’abito religioso col nome di fr. Luigi Bertrando. Dopo l’ordinazione, avvenuta il 29 luglio 1931, i suoi superiori decisero di fargli proseguire gli studi e così dal 1933 divenne professore all’università domenicana del Saulchoir. Negli anni ’50 partecipò ai lavori per la proclamazione del dogma dell’Assunzione, alle controversie contro il neomodernismo e denunciò Padre Congar (futuro padre conciliare al Vaticano II) al Sant’Uffizio per le sue posizioni appunto neomoderniste. Per queste sue attività Pio XII avrebbe voluto crearlo Cardinale, ma purtroppo De Gaulle pose il veto. Dal ’61 insegnò anche all’Università pontificia del Laterano. E venne il concilio Vaticano II e con esso la riforma liturgica detta Novus Ordo Missae (1969). Padre Guérard, tra l’aprile ed il maggio di quell’anno, redasse (in collaborazione con alcuni ecclesiastici e laici) la lettera “Breve esame critico del Novus Ordo Missae”, che venne recapitata a Paolo VI dai Cardinali (cofirmatari della lettera) Ottaviani (Prefetto del Sant’Uffizio) e Bacci. La redazione di questa lettera gli costò la cattedra del Laterano. Dopo un certo periodo di vita “extra conventum” iniziò a collaborare con Mons. Lefebvre e la sua Fraternità, dalla quale venne congedato nel 1977 proprio a causa della sua Tesi. Il 7 maggio 1981 Padre Guérard venne consacrato Vescovo da Mons. Pierre Martin Ngò-Dinh-Thuc, già Arcivescovo di Hué (Vietnam). Si trattò di una Consacrazione valida, lecita e legale, in quanto Mons. Thuc osservò integralmente il rito tradizionale ed era legittimato a ciò dal potere di Legato che Pio XI gli aveva conferito il 15 marzo 1938, in base al quale poteva scegliere e consacrare Vescovi senza il mandato di Roma. Mons. Guérard è morto il 27 febbraio 1988 ed è sepolto nel cimitero di Raveau.
Veniamo ora ad illustrare la Tesi. Padre Guérard la scrisse all’inizio degli anni ’70 e la pubblicò a partire dal ’78 nei “Cahiers de Cassiciacum”. Innanzitutto bisogna distinguere metafisicamente la materia dalla forma. Ogni ente creato è composto e la sua composizione è quella della materia e della forma. La forma si definisce: “ciò secondo cui tal ente ha di essere”: così l’anima è la forma del composto umano. La materia è, nell’ente, ciò che è distinto dalla forma ed ha l’essere mediante la forma: “ciò che, nell’ente concreto, ha l’essere”: così il corpo unito all’anima, nel composto umano. Allo stesso modo la distinzione MATERIALITER-FORMALITER spiega il rapporto che c’è tra persona fisica del Papa e carisma papale: questo è il punto nevralgico della Tesi di Cassiciacum (che per inciso è l’odierna Cassago, in provincia di Como, dove S. Agostino scrisse le sue prime opere di contenuto filosofico-cristiano). Spieghiamo meglio in cosa consiste la Tesi ricorrendo ad un esempio fatto dallo stesso Mons. des Lauriers:” Il Cardinale E. Pacelli è l’eletto di un Conclave valido, non è ancora Papa. Tuttavia, differentemente da tutti gli altri Cardinali, il Cardinal Pacelli, e lui solo, è in disposizione ultima a divenire Papa (…) Si può dunque dire, per analogia, che la persona fisica eletta da un Conclave supposto valido è costituita Papa MATERIALITER; e ciò ipso facto (automaticamente): a condizione tuttavia che la detta persona fisica non sia ipotecata da un OBEX (ostacolo) rimasto occulto sospendente in essa l’effetto normale dell’elezione. Il Cardinale E. Pacelli accetta l’elezione. Riceve, nell’atto stesso di questa accettazione, la Comunicazione esercitata da Cristo in favore di Pietro e dei successori di Pietro (Giovanni XXI, 15-17). Il Cardinal E. Pacelli è dunque costituito Vicario di Gesù Cristo. E poiché è molto precisamente nell’essere Vicario di Gesù Cristo che consiste il fatto di essere Papa, si dice che la stessa persona fisica, ovvero il Cardinal E. Pacelli, che in virtù dell’elezione era Papa soltanto MATERIALITER, diventa Papa FORMALITER nell’atto stesso in cui accetta l’elezione. In questa seconda tappa (FORMALITER), vi è tuttavia una conditio sine qua non: e ciò esattamente come nella prima tappa (MATERIALITER). Questa condizione è evidente, ed è la seguente: occorre che, nel momento stesso in cui il Cardinal E. Pacelli afferma esteriormente di accettare l’elezione, NON PONGA interiormente, in modo occulto, un OBEX che l’abbia impedito di ricevere la Comunicazione promessa ed esercitata da Cristo. Se si fosse accertato ulteriormente che un tal obex era esistito nell’atto dell’accettazione, il Cardinal E. Pacelli non sarebbe stato in alcun momento Papa FORMALITER.” (da “Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p.’’ in Sodalitium n° 13). Secondo Mons. Guérard, quindi, vi è VACANZA FORMALE della Sede apostolica almeno a partire dal 7 dicembre 1965, giorno in cui si concluse il Vaticano II con la sua ratifica da parte di Paolo VI. Di conseguenza, sempre secondo Monsignore, la Sede sarebbe occupata da più di 40 anni (ma molto probabilmente già dai tempi di Giovanni XXIII, dato il suo spinto ecumenismo) in modo illegittimo e sacrilego, poiché gli “occupanti” (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II ed ora Benedetto XVI) non sono Papi, ma si fanno passare come tali, mettendosi tra l’altro in stato di Scisma capitale. Per provare la veridicità della sua Tesi, Mons. des Lauriers fa ricorso alla dichiarazione di Leone XIII (“Apostolicae Curae”, 13/09/1896):” La Chiesa deve giudicare dell’intenzione in quanto questa è manifestata esteriormente”, e pone quindi la domanda:” L’”occupante” ha avuto realmente, accettando l’elezione al Conclave, l’intenzione di ricevere la Comunicazione esercitata da Cristo?”. A parere di Monsignore:” Per rispondere a questa domanda bisogna, secondo Leone XIII, considerare i FATTI. Se l’”occupante” aveva avuto, in realtà, l’intenzione di ricevere la suddetta Comunicazione, allora doveva in seguito, abitualmente, conformarsi a tutte le esigenze di detta Comunicazione. Se, al contrario, si accerta che, continuamente e sistematicamente, l’”occupante” va contro le esigenze più fondamentali che sono inerenti alla Comunicazione esercitata da Cristo, bisogna concludere, (stando a Leone XIII) che l’”occupante” non aveva in realtà l’intenzione di riceverla, e che in conseguenza non è mai stato (o ha cessato di essere) Papa FORMALITER. (…) … in ogni Società, l’esistenza stessa dell’autorità richiede di essere fondata sul proposito di realizzare il bene comune che è il fine della detta Società. (…) Ora osserviamo che, da 25 anni (l’intervista a Mons. Guérard risale al 1987, n.d.a.), con dei procedimenti indiretti ma molto efficaci e convergenti, l’”occupante” della Sede apostolica persegue la degradazione di quello che invece dovrebbe promuovere, cioè il “Bene” affidato in proprio alla Chiesa dal Suo divino Fondatore, particolarmente l’OBLAZIONE PURA (la S. Messa di S. Pio V, n.d.a.) ed il deposito rivelato. Ne consegue che l’”occupante” la Sede apostolica non può essere, nella Chiesa, l’”Autorità”. Non è Papa FORMALITER.” (“Intervista a Mons. Guérard…”). Mons. Guérard insiste poi richiamandosi all’Infallibilità del Magistero straordinario solenne e del Magistero ordinario universale, per affermare che:” E’ dunque impossibile che l’autentico Vicario di Gesù Cristo, quando si pronuncia secondo l’ una o l’altra di queste due forme, affermi una cosa che sostenga l’opposizione di contraddizione con una dottrina già rivelata. Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini (l’autore della Tesi lo chiama volutamente Cardinale, in quanto non lo riconosce come Papa, n.d.a.) ha promulgato, impegnando almeno il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la “libertà religiosa” che sostiene l’opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell’enciclica “Quanta cura” legata al “Syllabus”. Bisogna quindi concludere, stando a Leone XIII, che ponendo quest’atto, il Cardinal Montini non aveva l’intenzione di ricevere la Comunicazione esercitata da Gesù Cristo, e non era più Papa FORMALITER”. Viceversa Mons. Guérard dimostra che gli “occupanti” sono papi MATERIALITER, ricordando che l’eletto di un Conclave, prima della sua accettazione, diventa appunto Papa MATERIALITER a due condizioni: che il Conclave sia valido e che l’eletto non sia ipotecato da un obex rimasto occulto, che sospende in lui l’effetto normale dell’elezione (esempio: l’appartenenza dell’eletto ad una società occulta anticristiana prima dell’elezione). Ora, dato che l’esistenza di un obex, o nei Conclavi che hanno eletto Giovanni XXIII e i suoi successori o negli stessi eletti, non c’è o non è stato scoperto, fino a prova contraria i suddetti “pontefici” sono papi MATERIALITER e mantengono inoltre i poteri e le facoltà dei papi MATERIALITER, tra cui il potere di nominare i Cardinali e i Vescovi residenziali (contrariamente a quanto sostengono i sedevacantisti simpliciter), senza i quali non esisterebbe più la gerarchia ecclesiastica e con essa la possibilità di eleggere nuovi Pontefici. Le conseguenze della Tesi sono molto gravi: si devono ignorare i cosiddetti papi MATERIALITER, come se non ci fossero, in quanto praticano e insegnano l’eresia (pur dovendo pregare per loro, per dovere di carità); i nuovi riti per l’amministrazione dei Sacramenti e la nuova “messa” sono invalidi perché promulgati da persone che non avevano l’autorità per farlo, contravvenendo per di più alle disposizioni della Chiesa e dei Pontefici del passato, che avevano espressamente vietato (sotto pena d’anatema) di modificare i suddetti riti e la S. Messa di S. Pio V; i sedevacantisti hanno diritto a consacrare nuovi Vescovi senza mandato romano, per poter continuare la Missio affidata da Cristo agli apostoli, principalmente affinché possano ordinare (validamente) nuovi sacerdoti, i quali celebreranno l’Oblatio munda e amministreranno Sacramenti validi; chi partecipa attivamente alla nuova messa e riceve i sacramenti modernisti con cognizione di causa, commette peccato grave… Bisogna, a questo punto, oggettivamente ammettere che gli studi e le conclusioni di Mons. Guérard sono fondati. Infatti, per quanto riguarda la distinzione tra materia e forma nel Pontificato, essa era già stata affermata da molti teologi del passato, tra i quali spicca S. Roberto Bellarmino (Vescovo e Dottore della Chiesa) di cui riporto una citazione:” Bisogna osservare che nel Pontefice coesistono tre elementi: Il Pontificato stesso (precisamente il primato), che è una certa forma: la persona che è il soggetto del Pontificato (o primato) e l’unione dell’uno con l’altro…” (De Romano Pontifice). E’ però negli scritti di altri autori che la distinzione MATERIALITER-FORMALITER collima quasi alla perfezione con quella della Tesi. Il Card. Mazzella scrive:” (L’apostolica successione) è detta perenne o ininterrotta, sia materialiter, in quanto non mancano assolutamente delle persone che senza interruzione hanno preso il posto degli apostoli, sia formaliter, in quanto queste stesse persone succedute agli apostoli godono dell’autorità trasmessa dagli apostoli stessi ricevendola da colui che la possiede in atto e può comunicarla” (De religione et Ecclesia Proelectiones Scolastico-dogmaticae) e Van Noort prosegue (pur riferendosi alla successione apostolica dei Vescovi e non del Papa):”… Quindi, chiunque si vanti della successione apostolica ma non sia unito al romano Pontefice può certamente avere la potestà dell’ordine, può occupare per successione materiale la sede fondata da un apostolo, o quanto meno potrebbe farlo, ma non è il vero e formale successore degli apostoli nel compito pastorale…” (Tractatus de Ecclesia Christi). Anche la logica viene in aiuto di Mons. Guérard: ritornando alla diatriba sulla libertà religiosa, com’è possibile che Cristo, attraverso i Suoi Vicari Pio IX e Paolo VI, possa aver detto due cose completamente diverse? Già perché è come se attraverso il primo avesse ribadito le proprie parole evangeliche:“ Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato”, mentre tramite il secondo avesse detto sostanzialmente:” Ma sì, ognuno si tenga pure la propria religione, anche se è falsa, tanto io sono infinitamente buono e porto tutti in Paradiso”. E’ chiaramente impossibile che N.S. possa essersi così contraddetto, perciò la logica ci dice che o si è sbagliato Pio IX, il quale però si è attenuto al Vangelo, oppure deve essersi sbagliato Paolo VI, dando così ragione alla Tesi. La critica principale mossa dai sedevacantisti simpliciter nei confronti di Mons. Guérard è di essersi inventato la separazione tra materia e forma nel Pontificato (essi ritengono che un Papa decaduto non sia più tale né formalmente né materialmente), pur riconoscendo che esiste distinzione tra questi due elementi. Se però ritorniamo all’esempio dell’unione, nell’uomo, dell’anima (forma) col corpo (materia), ci accorgiamo che tra questi c’è sia distinzione che separazione: infatti la morte non è altro che la separazione dell’anima dal corpo. Per analogia, quindi, ci può essere separazione tra forma e materia anche nel Pontificato. Il sedevacantismo tesista è infine l’unico che dà una soluzione concreta (al contrario della soluzione apparizionista dei sedevacantisti totalisti) per risolvere l’attuale crisi della Chiesa. Se l’eletto al papato cade nell’eresia e nello scisma, lasciando la Sede apostolica formalmente vacante, solo l’insieme gerarchizzato dei Vescovi residenziali (titolari di Diocesi) professanti integralmente la fede cattolica, formando così la persona morale della Chiesa, possono intervenire, rivolgendo al “papa” un’ingiunzione e convocando il Conclave. Se il “papa” insiste nell’errore, automaticamente è fuori dalla Chiesa e non è più nemmeno papa MATERIALITER. Se invece il “papa” abiura il suo errore, tocca al Conclave decidere se il “papa” pentito torna (o diventa) Papa FORMALITER, oppure se ha alienato in sé stesso, con l’eresia, l’attitudine a diventare Papa FORMALITER che gli aveva conferito l’elezione al Soglio di Pietro da parte di un Conclave valido (ciò in conformità alla bolla di Paolo IV). Attualmente però non si sa se la persona morale esiste oppure no, dato che, secondo Mons. Guérard, solo dei Vescovi sedevacantisti si ha la certezza che appartengono alla Chiesa, in quanto gli altri seguono i papi MATERIALITER e praticano le eresie insegnate da questi. Purtroppo i Vescovi sedevacantisti non sono abilitati a costituire la persona morale perché non sono né Cardinali né Vescovi residenziali e quindi:” In mancanza della persona morale non esiste una soluzione “canonica”! Gesù solo rimetterà la Chiesa in ordine, nel e col Trionfo di Sua Madre. Sarà allora evidente per tutti che la salvezza sarà venuta dall’Alto” (“ Intervista a Mons. Guérard…”). Non è difficile capire che la trattazione di questo tema non è stata solo meramente teorica o culturale ma ha richiesto e richiede un coinvolgimento personale, dato che la risoluzione interiore del problema dell’autorità dopo il Vaticano II è, a fondato parere di chi vi scrive, decisiva per i destini dell’anima di chiunque.

ROBERTO MARCANTE 

 

19 Commenti a "La Tesi di Cassiciacum"

  1. #Giacomo   11 maggio 2016 at 12:23 am

    Ok. Il ragionamento, detto così, è ineccepibile. Ma allora io avrei due domande : 1) Essendo io nato a fine anni ’80 e avendo ricevuto (purtroppo) i sacramenti secondo il nuovo rito (ahimè, non lo sapevo nè io, nè i miei) , io avrei ricevuto dei sacramenti invalidi, li devo rifare ? 2) Io posso anche essere d’accordo con la tesi di cassiciacum, ma questo pone altri problemi, cioè : 1) Sacerdoti e vescovi sedevacantisti, essendo il Papa solo materialiter, da chi ricevono la giurisdizione per amministrare i sacramenti, in primis quello della confessione? 2) Se non ricevono la giurisdizione, essendo la sede vacante, ricevono da Dio stesso il potere di giurisdizione? Ma così non si annulla comunque la necessità di avere il Papato (perché il potere di giurisdizione deve sempre provenire dal Papa attraverso tutta la gerarchia) e non si commette un errore simile a quello dei modernisti (i quali ritengono inutile il Papato e vogliono una Chiesa democratica) ? Cristo stesso aveva promesso che la struttura gerarchica della Chiesa sarebbe rimasta fino alla fine dei tempi, con questa tesi questo non accadrebbe, perchè mancherebbe una vera e propria gerarchia, la Chiesa sarebbe acefala. Allora non è meglio la tesi sostenuta da alcuni gruppi tradizionalisti come la FSSPX secondo la quale il Vaticano II va rigettato e non bisogna obbedire ai Papi conciliari perché, essendo in odore di eresia, non siamo obbligati ad obbedire al loro insegnamento? Con questa seconda tesi, si risolverebbe il problema, secondo me, senza violare la promessa fatta da NSGC secondo cui la Chiesa sarebbe dovuta rimanere tale fino alla fine dei tempi. Altro problema, pratico : Ammettiamo che questa tesi sia vera. Da chi vado a Messa? Da chi ricevo i Sacramenti? I sacerdoti sedevacantisti sono così pochi. Da me non ci sono nemmeno, è già tanto se la FSSPX celebra ogni domenica…..

    Rispondi
    • #frank10   11 maggio 2016 at 10:26 am

      La Giurisdizione si suddivide in tre potestà: Magistero, Comando, Santificazione. Che abbracciano la vita della Chiesa nella sua Sessio e nella Missio. Senza la Giurisdizione papale causata dalla vacanza della Sede, non può esserci la Sessio cioè la gestione normale della Chiesa nei suoi compiti di Magistero e comando.
      MA invece non può cessare la Missio, la parte di Giurisdizione relativa alla Santificazione delle anime e quindi all’amministrazione dei Sacramenti. Allo stesso modo dell’amministrazione dei Sacramenti con titolo colorato, dove Gesù stesso supplisce la Giurisdizione nella sola parte relativa ai Sacramenti. Invece come detto non vi è Giurisdizione di Magistero né di comando che devono venir ripristinati esclusivamente con la riattivazione del Papato.
      Quindi è solo un procedere temporaneo di emergenza in attesa del ristabilimento del Papato che, solo con la Tesi, rimane possibile ripristinare. Dunque nessuna cancellazione della necessità del Papato né negazione del Suo Primato di Giurisdizione.

      La Chiesa è “acefala” ogni volta che la Sede è vacante, ma rimane Cristo come vero capo in attesa della nuova elezione.
      La struttura gerarchica rimane intatta nella sua parte materiale, in potenza, in attesa del ripristino formale.

      La FSSPX affermando quello che hai detto, afferma essa stessa delle eresie sulla possibilità che il Papa, il Magistero e quindi la Chiesa possano insegnare ufficialmente delle eresie conducendo le anime loro affidate all’inferno, il che è impossibile.
      Esiste l’infallibilità NEGATIVA che è l’impossibilità costante di eresia nel Magistero in qualsiasi sua modalità. Cosa ben diversa dalla possibilità di “errori” (in nessun modo di negazione della vera Fede!) in alcune formulazioni di dottrina non ancora perfezionate da un pronunciamento ufficiale dogmatico dovuto all’infallibilità POSITIVA.
      http://www.radiospada.org/2016/02/tiragraffi-pastorale-e-infallibile/#comment-22264
      Allo stesso modo dell’eresia del Magistero che andrebbe accolto solo se conferma la Tradizione! Eresia, perché il Magistero, in ogni sua modalità, NON PUO’ contraddire MAI la Tradizione, cioè il Deposito della Fede, necessario per salvarsi l’anima: se accadesse non è Magistero emesso dall’Autorità appunto.
      Quindi NON si può resistere a un’Autorità che propaga le eresie e compie continuamente il male oggettivo della Chiesa, per il semplice fatto che ciò è IMPOSSIBILE e quindi non è e non può essere Autorità. Il Magistero che afferma eresie non è Magistero e non lo è perché non c’è più l’Autorità che lo promulga.

      Ritengo molto grave confondere (volutamente?) i possibili “ERRORI” dalle impossibili “ERESIE”!

      Rispondi
      • #Giacomo   11 maggio 2016 at 3:00 pm

        Risposta della FSSPX:
        PERMANENZA DEL PAPATO, PERMANENZA DELLA CHIESA
        Tutti coloro che sanno che il Concilio contiene veri e propri errori contro la dottrina già definita, conoscono di certo il problema dell’origine del potere di giurisdizione nella Chiesa. La Chiesa cattolica è una società giuridicamente perfetta, fondata da Gesù Cristo, e come ogni società deve avere un’autorità in grado di governarla. L’autorità è la causa formale di una società, cioè la definisce. Più precisamente il tipo di autorità, con le relazioni che essa causa tra sé e i membri, fa sì che una data società sia se stessa. Nella Chiesa militante, l’autorità invisibile di Gesù Cristo, che è l’unico Capo della Chiesa e fonte di ogni altro potere in cielo e in terra, è da Lui delegata direttamente a una sola persona, il suo Vicario in terra, Successore dell’Apostolo Pietro, il Vescovo di Roma. Abbiamo più volte spiegato come Lumen gentium contraddica questo dogma, definito dal Vaticano I, sostenendo che anche il potere di governo dei Vescovi (e del “collegio episcopale” su tutta la Chiesa) verrebbe direttamente da Gesù Cristo, distruggendo così il concetto stesso della Monarchia pontificia. Il termine monarchia applicato al papato indica infatti che l’unica persona in assoluto a ricevere il potere di governo direttamente dal Cristo è il Papa, mentre chiunque altro lo riceverà in maniera mediata (seppure in molte forme diverse) dal Papa (ex Petro), a partire dal Vescovo residenziale che governerà stabilmente una diocesi, fino al Sacerdote eretico che deve ricevere giurisdizione per modum actus per ascoltare la confessione di un morente, a norma della legge ecclesiastica. Importante è notare, a questo riguardo, che solo i Vescovi diocesani ricoprono una carica istituita da Dio, ma il loro potere, per quanto ordinario, è ricevuto dal Papa e a lui subordinato. Niente si apre o si chiude senza che quelle Chiavi siano all’origine.
        Nell’attuale situazione della Chiesa si è spesso posto il problema del ruolo dell’Autorità, e particolarmente della possibilità per l’Autorità suprema di cadere nell’errore se non nell’eresia. Alcuni hanno voluto rifarsi a tesi di antichi teologi che ritenevano che un Papa che si manifestasse come eretico decadrebbe immediatamente dalla sua carica, o non potrebbe essere stato validamente eletto se eretico già in precedenza.
        Tesi queste che vantano il sostegno di grandi e importanti teologi, e perfino alcuni santi Dottori (sull’uso più o meno appropriato di una famosa bolla di Paolo IV scriveremo un’altra volta)1. Tesi certamente di grande interesse, ma tesi che per l’epoca erano puramente accademiche, mai verificate in fatti concreti; si dovrebbero piuttosto dire ipotesi di un quadro di figura apparentemente irrealizzabile. Un quadro di figura, quello elaborato dai teologi del passato, che differisce dal presente in un elemento essenziale: nelle tesi dei teologi antichi era il Papa da solo a cadere nell’eresia, mentre il corpo episcopale, restando più o meno sano, garantiva il perpetuarsi dell’esistenza della Chiesa, esattamente come avviene alla morte del Papa; secondo i sedevacantismi attuali, non è solo la Sede di Pietro a essere vacante, ma tutte le sedi episcopali contemporaneamente. Chi vuole applicare queste tesi alla situazione attuale dovrebbe quindi sempre ricordare che non sta presentando una Chiesa “senza Papa” (cosa che avviene regolarmente nel periodo di conclave), ma una Chiesa senza alcuna gerarchia sulla terra, senza episcopato residenziale, quindi senza presenza di giurisdizione ordinaria. In questo senso non è indifferente quanto a lungo la Sede Apostolica rimanga vacante: c’è un tempo limite, ed è la permanenza di altri individui aventi giurisdizione ordinaria, ricevuta dal Papa precedente, e che mantengono dopo la di lui morte2. Se la giurisdizione ordinaria scomparisse del tutto da individui viventi sulla terra, come sarebbe oggi secondo certe tesi, non esisterebbe –come è logico- nemmeno quella straordinariamente delegata: perché essa è delegata da qualcuno, a norma del diritto, non dalla “Chiesa” astrattamente intesa. Il diritto canonico certo usa l’espressione supplet Ecclesia, ma teologicamente e metafisicamente la giurisdizione sta negli uomini che l’hanno ricevuta dal Papa (o, solo per il Papa, dal Cristo), non vaga nell’aria in attesa che qualcuno la colga.
        Facciamo un esempio: il sacerdote che non ha ordinariamente potere di giurisdizione, come può essere il sacerdote della FSSPX, o anche un sacerdote scomunicato o eretico, o uno che non ha cura d’anime, si trova di fronte a un moribondo (oppure si trova in una situazione di grave necessità generale, come è l’attuale, e una persona gli chiede di confessarsi3). Quegli potrà assolverlo ricevendo per quell’atto giurisdizione, a norma del diritto canonico e divino; egli attingerà, teologicamente parlando, questo potere da qualcuno che lo possiede abitualmente, che sia il Vescovo residenziale o il Papa. Il legislatore ecclesiastico, basandosi sulla suprema legge divina della salus animarum, ha previsto questo caso e ha disposto di concedere tale delega “automatica”, che nessun prelato può negare, essendo il potere dato per il bene (e negarlo in tali casi sarebbe del tutto irrazionale e contrario al diritto divino).
        Ora, venendo a mancare non solo il Papa ma anche qualsiasi Vescovo residenziale, ci si dovrebbe chiedere da chi un sacerdote possa ricevere giurisdizione anche solo per ascoltare la confessione di un moribondo. Il problema non è dunque se in certe situazioni il potere possa essere delegato in forme straordinarie (il che è del tutto pacifico), ma da chi. Se si risponde che lo si può ricevere direttamente da Gesù Cristo, si deve tener conto che si sta introducendo un’eccezione al principio per cui ogni giurisdizione sulla terra deriva dal Papa, il quale è il solo a ricevere il potere dal Cristo stesso: si sta cioè minando il principio della Monarchia papale, che a parole si vorrebbe tanto difendere; si sta commettendo un errore analogo a quello di Lumen Gentium, e si sta in fin dei conti annullando la necessità del Papato stesso (e infatti si arriva a dire che la Chiesa possa esistere per decenni, anzi indefinitivamente, senza Papa). Quindi dalla lodevole intenzione di difendere il Papato si arriva a considerarlo, di fatto, del tutto superfluo per la vita e l’esistenza quotidiana della Chiesa. L’esempio estremo della confessione del moribondo fa capire come nella Chiesa non si può far nulla senza Papato, a maggior ragione se si annulla anche ogni potere causato da quello del Papa e che potrebbe perdurare alla di lui morte (pur avendo sempre il Pontefice stesso come origine), cioè sostanzialmente quello dei Vescovi residenziali. Una famosa tesi sedevacantista ha pensato ovviare in parte a tali problemi con la distinzione materiale/formale: questa distinzione ci direbbe (non senza diverse contraddizioni) in che modo il potere di giurisdizione potrebbe tornare nella Chiesa un domani, ma –come ogni altro sedevacantismo- non dà alcuna spiegazione su come oggi la Chiesa possa esistere senza alcuna gerarchia in terra.
        Evidentemente dunque la soluzione di alcuni degli antichi teologi sul Papa eretico non si attaglia alla nostra situazione, o dovremmo ammettere non solo l’impossibilità di confessarci, ma addirittura la cessazione della Chiesa cattolica, almeno come società nella forma (nel senso filosofico del termine) che i dogmi hanno definito.
        Appare chiaro che, parlando in termini teologici e non semplicemente giuridici, il rapporto tra professione dell’eresia e possesso del potere di giurisdizione non è di totale incompatibilità metafisica. Non stiamo a discutere ora sul momento in cui l’eretico può considerarsi fuori dalla Chiesa: perché è ammesso dal diritto stesso che persone fuori dalla Chiesa possano ricevere giurisdizione, come si è detto nell’esempio del prete eretico che può confessare in caso di necessità. Se l’incompatibilità fosse metafisica, la Chiesa non potrebbe nemmeno in quel caso, nemmeno per un momento concedere giurisdizione a tali soggetti. Questo caso banale dimostra che la Chiesa ammette che nello stesso soggetto professione dell’eresia e possesso della giurisdizione possano coesistere. Ciò dimostra quindi che non è assolutamente certo che, senza una sentenza o un intervento del diritto positivo (che non si applicherebbe al Papa), una persona eretica perda immediatamente il suo potere.
        Ammesso dunque che i Papi (e i Vescovi residenziali) post-conciliari debbano rimanere tali, (visto che non si può spiegare come possa la Chiesa continuare senza tale struttura)- e una volta compreso che l’eresia non fa necessariamente perdere la giurisdizione, ci si dovrà chiedere come sia possibile che l’errore venga divulgato dalle stesse autorità della Chiesa.
        Senza troppo dilungarci, dobbiamo qui ricordare che per trovare una migliore soluzione basterebbe semplicemente spostare il problema dal possesso dell’infallibilità al suo uso4. Se non si può negare il possesso del potere all’attuale gerarchia senza annientare la Chiesa cattolica e un certo numero di dogmi, si può invece discutere sull’uso che essi fanno di questo potere, o meglio sul non-uso del medesimo, come più volte si è detto. Spiegazione molto più credibile e che non presenta i gravi inconvenienti dell’altra tesi, che non tocca il potere del Papa e non getta su Dio la responsabilità: Dio infatti continua a provvedere il potere necessario a insegnare e governare, ma gli uomini non ne fanno (buon) uso. L’importante è non vedere il potere come una sorta di provvidenza mistica che preserva il Papa dal portare la Chiesa allo sbando: è un potere, specie quello dell’infallibilità in docendo, che si deve riscontrare in atti precisi che il Papa può avere il dovere di compiere, come condannare un errore o definire una dottrina, e che può non compiere per negligenza o addirittura cattiva volontà, se non complicità con i nemici della Chiesa.
        Evidentemente oggi ostacoli enormi sono messi a chi vuole conoscere qual è veramente la dottrina della Chiesa, senza che questo possa diventare mai del tutto impossibile. Ciò rimane ragionevole e non violenta in nessun modo l’esistenza o la costituzione della Chiesa; il fatto che le autorità della Chiesa mettano in atto un inganno a danno dei fedeli, senza però poterlo fare usando il potere di insegnare in modo formale, non va contro nessun dogma o promessa di Gesù Cristo (a meno che, come dicevamo, si abbia dell’assistenza divina al Papato e alla Chiesa una visione estremamente romantica, generica, vaga).
        Si obietterà ancora che apparentemente oggi certe dottrine erronee vengono fatte passare come dottrine della Chiesa, e cioè che Dio permetterebbe l’inganno di molte anime. Tale problema resta e anzi aumenta spaventosamente di volume se si pensa di risolverlo dicendo che un non-Papa si fa passare come Papa: l’inganno rimarrebbe e sarebbe anzi ancora più fondamentale, perché non toccherebbe solo gli atti ma la qualità della persona che li pone.
        Per quanto grave sia la crisi nella Chiesa, essa non potrà mai intaccare elementi essenziali della medesima, anche se arrivasse a “stirare” all’estremo le sue prerogative: ci sarà sempre un potere di governo proveniente dal Cristo solo tramite il Papa, per quanto possa essere usato male (non esistono promesse del Cristo sul buon uso di tale potere); ci sarà sempre accesso alle dottrine definite nel passato, per quanto difficile possa essere, e sempre il potere di condannare infallibilmente nuovi errori, anche qualora per negligenza o complicità –e quindi per colpa dell’uomo- non venisse usato (come è potuto capitare anche ai Papi del passato; certamente l’infallibilità nell’insegnamento non può, per definizione, essere usata male: ma può non essere utilizzata, come un dono messo da parte). Non serve, d’altro canto, pretendere a un’assistenza più estesa e misteriosa, che non sta nei dogmi, per giustificare ogni atto anche non formalmente magisteriale dei Papi recenti o di un Concilio che non si è voluto infallibile (e che di fatto ha fallito). L’infallibilità tocca degli atti precisi, come barriera negativa all’errore, e non va confusa con la Provvidenza: quest’ultima tra l’altro non garantisce che tutto andrà sempre bene, ma che anche il male che Dio può permettere nella Chiesa sfocerà nel bene.
        Sarà dunque lecito leggere gli atti non magisteriali dei Papi, anche se pubblici, alla lente del Magistero di sempre (nel vero senso del termine) e rifiutarne e denunciarne gli errori; sarà lecito disobbedire a comandi singolari che vanno contro la fede o la morale, anche se fatti con abuso di autorità, secondo l’insegnamento di tutti i teologi, perché per questi non vi è alcuna particolare garanzia di infallibilità.
        In ultima battuta, c’è chi ha voluto giustificare il preteso sconvolgimento della costituzione della Chiesa facendo appello agli ultimi tempi. Per quanto calamitosi dovranno essere gli ultimi tempi, sarebbe una sorta di pseudo-gioachimismo pessimista l’immaginare che vi possa essere allora una Chiesa con una costituzione diversa da quella data da Gesù Cristo. La Chiesa con la sua gerarchia e i suoi sacramenti e gli altri elementi essenziali resterà tale e quale fino all’apparire del Cristo, non fino a un minuto o qualche anno prima di questo evento: perché è questa l’ultima economia di salvezza concessa da Dio agli uomini. Fino all’ultimo giorno si otterrà la remissione dei peccati nella confessione tramite un potere che in ultima analisi risalirà sempre al Papa, mai a un intervento diretto del Cristo. Questo è il senso più profondo di quella sottomissione al Papa, necessaria alla salvezza di tutte le creature secondo la bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII; e essenzialmente questo resta vero e garantito anche oggi, anche quando il Papa dà scandalo a tutta la Chiesa con le sue dottrine personali, perché l’Istituzione deve poter permanere nella sua essenza nonostante la malizia degli uomini: perché colpevoli sono gli uomini che non usano i doni di Dio, ma non Dio stesso, che rimane fedele alle Sue promesse.

        Rispondi
      • #Giacomo   11 maggio 2016 at 3:12 pm

        Questa è la risposta che mi hanno dato quando ho chiesto a loro (alla FSSPX) spiegazioni su questa questione. Mi sembra sensata e convincente.

        Rispondi
    • #Pietro Ferrari   11 maggio 2016 at 7:19 pm

      Sono domande legittime a cui rispondo direttamente e chiaramente nel mio libro NON POSSUMUS

      Rispondi
  2. #Mah!   11 maggio 2016 at 12:09 pm

    Il problema sta nel fatto che oggi non c’è solo un Papa eretico, il fatto è che l’eresia si estende anche agli altri, pertanto ci troviamo difronte a vescovi e cardinali che non hanno assolutamente intenzione di indire nulla di ciò che si dice sopra, nè ingiunzioni nè conclavi per destituire il Papa. Dunque che si fa? Se dunque ci troviamo difronte ad un Papa eretico e non ci sono nè, vescovi nè cardinali professanti integralmente la fede cattolica come la mettiamo? Se insomma siamo difronte ad una gerarchia che erra e a pochi vescovi non hanno giurisdizione (es quelli della FSSPX o altri aderenti al sedevacantismo) possiamo forse fare qualcosa? In una sittuazione del genere, credo, sia assurdo avere teorie sedevacantiste, perchè allora dovremmo ammettere che la Chiesa è scomparsa assieme al suo Papa, perchè non avendo più chi concede giurisdizione (il Papa) e non avendo nemmeno vescovi che si sognino di destituire il Papa, perchè pressochè tutti affetti da modernismo, chi ha oggi dunque il potere di trasmettere qualsiasi sacramento? A questo punto dunque o si diventa protestanti e si dice che Gesù manderà la giurisdizione sulla groppa di chi vuole Lui perciò non c’è bisogno della Chiesa, Gesù darà il potere direttamente a chi vuole Lui (naturalmente solo ai sedevacantisti di ogni forma e pensiero), oppure ci si ferma un attimo e si fanno riposare le meningi, consapevoli che in questa crisi si vede male e ci si può confondere facilmente e lasciamo fare al buon Dio che ci ha promesso che le porte dell’Inferno non prevarranno sulla Chiesa. Rimaniamo cattolici e smettiamola di pensare da protestanti, perchè non siamo noi che dovremmo in ultima analisi definire la sede vacante o meno, nè possiamo noi destituire un Papa che riteniamo eretico. Facciamo l’unica cosa che non ci è impedita di fare, pensiamo a salvarci l’anima, pregando, facendo il nostro dovere quotidiano, andando alla S.Messa tridentina, facendoci seguire da buoni sacerdoti riguardo alla direzione della nostra anima, nutriamoci dei sacramenti per rafforzarci. Che il buon Dio non ci trovi a disquisire su cose che non ci competono, mentre trascuriamo le semplici cose che dobbiamo fare di concreto. Credo che il sedevacantismo, porti piano piano al protestantesimo, a quando la lista delle 94 tesi sedevacantiste affissa alla porta di S.Pietro?

    Rispondi
  3. #Isidoro   11 maggio 2016 at 3:21 pm

    Teniamo sempre bene a mente che la Tesi di Cassiciacum è un parere teologico e non è legge, quindi, frank10, che la FSSPX sostenga eresie è una tua opinione

    Rispondi
    • #frank10   11 maggio 2016 at 4:03 pm

      No, Isidoro, la Tesi non c’entra nulla con le affermazioni che ho fatto sopra sulla FSSPX; inoltre non è affatto una mia opinione.
      Stai dicendo che i discorsi sull’infallibilità positiva e negativa sono argomentazioni create dai tesisti?? Niente affatto. Sono tratte da teologi preconciliari, come ad es. il Cartechini, ben prima dell’apparire della Tesi.

      La FSSPX, facendo quelle affermazioni sul Magistero, sulla Chiesa e sull’Autorità, va contro il Magistero della Chiesa DI SEMPRE e contro la teologia della Chiesa Cattolica di sempre.
      Entrambe affermano che la Chiesa, cioè il Magistero, cioè il Papa NON POSSONO insegnare eresie nel momento in cui insegna come Pastore della Chiesa intera in materia di Fede. A prescindere dalla tipologia del Magistero.
      E il motivo è lapalissiano: se la Chiesa, ufficialmente, nel suo Magistero, anche solo A VOLTE o rarissimamente, potesse insegnare l’eresia (e non alcuni errori secondari e accidentali, come detto sopra), cioè l’opposto di una Dottrina di Fede necessaria a salvarsi, La Chiesa stessa porterebbe le anime all’inferno, cioè in pratica la Chiesa non servirebbe a NIENTE.
      La Chiesa serve solo se è SEMPRE il faro di luce che illumina il mondo nell’unica strada affinché gli uomini possano salvarsi.
      Addirittura si sostiene che è possibile che la Chiesa possa cadere a insegnare le eresie in particolare in periodi di grande confusione ed eresia diffusa!! E’ esattamente l’opposto di quello che dev’essere! E’ proprio perché ci sono i momenti maggiormente critici di eresie e confusioni che la Chiesa esiste! E rappresenta il faro di luce per illuminare gli uomini e impedire loro di cadere nell’eresia, seguendo i suoi insegnamenti infallibili nel NON POTER ingannare chiunque la segue. E’ proprio questa l’assistenza speciale conferita al Papa dallo Spirito Santo perché la guidi nei momenti difficili.
      Ripeto: altrimenti la Chiesa non serve a nulla, è una delle tante “chiese”-comunità di uomini più o meno ispirati, maggiormente in una o l’altra epoca storica.
      Tra le altre cose, quelle affermazioni sono le stesse degli eretici di sempre che hanno accusato la Chiesa di sbagliare nel suo Magistero nei secoli in una cosa o nell’altra.

      Oltre a tante altre cose che si possono dire, ti ricordo queste, decisive, dal Magistero infallibile di sempre:
      “Se il vivente magistero potesse essere in qualsiasi modo falso — ne seguirebbe una evidente contraddizione, perché allora Dio sarebbe l’autore dell’errore.
      (Leone XIII nella Satis Cognitum)

      “E la loro verità è stata provata dal corso della storia, poiché nella Sede Apostolica, la religione cattolica è sempre stata mantenuta senza macchia ed i suoi insegnamenti santi. […] Certo, fu questa dottrina apostolica che tennero tutti i Padri, e i santi Dottori ortodossi riverirono e seguirono. Poichè compresero pienamente che questa Sede di S.Pietro resta sempre intatta da qualsiasi errore…
      (Concilio Vaticano Primo (1870), Costituzione Dogmatica Pastor Aeternus, riaffermò l’insegnamento del Quarto Concilio di Costantinopoli)

      Tu dimostrami con documenti del Magistero come quelli che ti ho citato, che la Chiesa ha insegnato ufficialmente che il Pontefice e la Prima Sede può invece cadere in eresia e insegnare ufficialmente nel Magistero l’eresia. E portami anche i documenti del Magistero che dicono che il Magistero va seguito solo se esso conferma la Tradizione, perché appunto è possibile che il Magistero insegni l’opposto della Tradizione e allora guai a chi lo segue.
      Tocca a te portare le prove. Io (e altri) te le ho già date all’opposto.

      Rispondi
      • #Giacomo   11 maggio 2016 at 4:19 pm

        Anche se fosse vero quello che dici, anche una posizione sedevacantista sarebbe eretica, perché non spiega in alcun modo come la Chiesa potrebbe esistere senza il Papa. Ok ammettiamo che Bergoglio non sia Papa (lasciamo perdere il materialiter o formaliter). La Chiesa cattolica di fatto non esisterebbe più.Vorrei una risposta alla questione : da chi è lecito andare a Messa? Da chi prendiamo i Sacramenti? I sedevacantisti negano il Papato, di fatto. Il Pontefice può cadere in eresia se rifiuta i doni dello Spirito Santo, esattamente come hanno fatto i pontefici vaticanosecondisti, quindi essi hanno rifiutato il carisma dell’infallibilità papale e pertanto NON SONO da seguire! Non capisco, con tutta la buona volontà, dove sia l’eresia della FSSPX.

        Rispondi
      • #frank10   11 maggio 2016 at 5:26 pm

        Giacomo, il problema non è che manchi “il” Papa: in ogni periodo di Sede vacante manca e la Chiesa continua ad esistere tranquillamente. Il problema è se manca il “Papato”, cioè se venisse a mancare per sempre la possibilità che venga eletto un vero Papa: allora sì che la Chiesa sarebbe finita e avresti ragione. E, tra l’altro, è questo il problema del sedevacantismo simpliciter (dato che oltre alla mancanza del Papa, mancano anche tutti quelli che potrebbero eleggerlo in futuro). La Tesi invece appunto si distingue per spiegare proprio come, anche se manca il Papa da molti anni, non è venuta meno la possibilità di eleggerlo nuovamente e legittimamente e quindi la Chiesa esiste ancora tutta in potenza e può ripristinarsi in qualunque momento. Quando, come? Chi lo sa!! Però la Tesi concilia la tragedia che la Chiesa sta vivendo con l’impossibilità della sua scomparsa effettiva.

        “Il Pontefice può cadere in eresia se rifiuta i doni dello Spirito Santo, esattamente come hanno fatto i pontefici vaticanosecondisti, quindi essi hanno rifiutato il carisma dell’infallibilità papale e pertanto NON SONO da seguire!”
        Hai detto mezzo giusto e mezzo sbagliato: Hai detto bene che questi sedenti hanno rifiutato lo Spirito Santo, o meglio ancora, all’accettazione del loro Papato non avevano alcuna intenzione di pascere la Chiesa volendo il suo bene oggettivo e questo lo dimostrano i documenti da loro emanati e i loro atti: sono FATTI, non opinioni.
        Invece il carisma dell’infallibilità NON SI PUO’ rifiutare: o sei veramente Papa e hai l’Autorità divina per il Papato e quindi hai anche l’infallibilità conseguente, OPPURE se NON VUOI essere Papa, poni ostacoli morali interiori all’accettazione di essere vero Papa e quindi NON SEI Papa, non hai l’Autorità, quindi non hai di conseguenza l’Infallibilità associata all’essere Papa.
        E in conclusione, SI’, non sono da seguire, MA perché NON SONO VERI PAPI! Non si può dire che sono veri Papi, ma non li segui lo stesso! La FSSPX invece afferma che loro sono veri Papi, e mantengono la vera Autorità, ma non avrebbero solo l’infallibilità perché non la vogliono (bontà loro) e quindi possono insegnare tranquillamente nel Magistero anche l’eresia e quindi sarebbe lecito rifiutare questo Magistero. Che addirittura manterrebbe tutto l’aspetto esteriore intatto di Magistero, ma in realtà non lo sarebbe perché sarebbe da equiparare a discorsi privati da bar sport!
        Questa è appunto un’eresia, un’invenzione che non si trova in nessuna parte del Magistero della Chiesa. Che invece insegna come ho dimostrato sopra, che un VERO Papa non può non avere sempre con sè l’infallibilità, ALMENO negativa nei suoi documenti di Magistero. Se esiste un’eresia nel Magistero, se costantemente non fa il bene oggettivo della Chiesa, quello non è un VERO Papa, non ha l’Autorità.
        Se si afferma che questi non sono VERI Papi allora si può, e si DEVE, resistere alle loro eresie perché appunto non essendo veri Papi con Autorità possono eccome cadere in eresia.
        Ma se si sostiene che sono veri Papi con Autorità è impossibile che nel loro Magistero possano insegnare l’eresia portando le anime all’inferno.
        L’eresia consiste nel negare i documenti del Magistero (e la dottrina di tutti i teologi e dottori della Chiesa) che ho citato sopra. Non può esistere nessun tipo di Magistero di un vero Papa riconosciuto tale, con eresia! Con la conseguenza che la Chiesa insegnerebbe a tutti ufficialmente come andare all’inferno e la Prima Sede sarebbe una Sede eretica!

        “Non sta a me dire se sia o no veramente Papa, formaliter o materialiter”
        Niente affatto!!
        Sta proprio a te e me e tutti come singoli giudizi privati. Appunto per non seguire le eresie dei sedenti e nello stesso tempo per non affermare un’altra eresia che dice che quello è vero Papa ma può dire le eresie nel Magistero e pure gli riconosco Autorità ma gli resisto in continuazione su ciò che decido io!
        Allo stesso modo nessuno di noi PROCLAMA (né può) che la Sede è vacante, ma constatiamo il fatto che è impossibile che questi propagatori dell’eresia e operatori del male oggettivo della Chiesa, possano essere veri Papi. E di conseguenza la Sede dev’essere vacante. Allo stesso modo in cui nessuno può giudicare una persona che andrà all’inferno, ma invece è obbligata per prudenza personale a giudicare(constatare) in foro interno che quella persona fa il male e devo difendermi per non cadere anch’io. Giudizio privato/giudizio pubblico-legale. Quando ci sarà un Concilio imperfetto di Vescovi ravveduti, loro sì proclameranno la Sede vacante.

        Rispondi
  4. #Giacomo   11 maggio 2016 at 4:20 pm

    Scusate volevo dire ammettiamo che non ci sia il Papa, non che Bergoglio non fosse Papa.

    Rispondi
  5. #Giacomo   11 maggio 2016 at 4:21 pm

    Non sta a me dire se sia o no veramente Papa, formaliter o materialiter

    Rispondi
  6. #Lucius   11 maggio 2016 at 8:36 pm

    Poichè N.Signore Gesù ha fondato la Chiesa su uno solo(Pietro e i suoi successori fino alla fine del mondo),non è lecito agli uomini trasformare ilPapa in un re costituzionale,che può essere giudicato,corretto e rimoss.,Pertanto “Prima sede a nemine judicatur(S.Tommaso d’Aquino,Summa contra Gentiles,lib.IV,cap.76).Tuttavia il Cajetanus,nel De comparatione Papae et Concilii,afferma anche che,non si deve ubbidire nelle cose cattive e adulare i malvagi Prelati.Penso si possa concludere che Papi conciliari ,pur avendo mal usato del loro sommo Potere,lo hanno conservato e lo conservano.Ogni altro rimedio,ci dice la storia,si è rivelato peggiore del male,perchè,per restaurare la Chiesa,si è attentato alla sua divina Costituzione.

    Rispondi
    • #frank10   11 maggio 2016 at 10:06 pm

      “non è lecito agli uomini trasformare ilPapa in un re costituzionale,che può essere giudicato,corretto e rimoss”
      Nessuno si sogna di fare questo a un vero Papa.
      “Prima sede a nemine judicatur”
      Appunto. Nessuno giudica la Prima Sede… quando c’è!
      Se invece si dimostra che è impossibile che un soggetto sia Papa, non essendo tale, è lecito provvedere nei modi dovuti alla sua deposizione e ri-elezione.

      “non si deve ubbidire nelle cose cattive e adulare i malvagi Prelati.”
      Certamente. Per quello che riguarda tutti i prelati, compresi i Vescovi. Per il Papa nell’esercizio del Suo Magistero di Pastore universale, no, è un caso a sé, diversissimo, perché nell’esercizio del Magistero entra in gioco la Chiesa stessa Maestra, docente, con l’unica assistenza divina dello Spirito Santo, non sono più singole persone superiori.

      “Penso si possa concludere che Papi conciliari ,pur avendo mal usato del loro sommo Potere,lo hanno conservato e lo conservano.”
      Impossibile. Qui non si parla di Papi scandalosi, peccaminosi, codardi o negligenti nell’esercizio del loro compito. Qui si parla di “papi” che esercitano il Magistero ufficiale della Chiesa nell’eresia, trasformando così la Chiesa in propagatrice di eresie e la Prima Sede in Sede eretica. IMPOSSIBILE.
      “questa Sede di S.Pietro RESTA sempre intatta da QUALSIASI ERRORE”. Una nota della Chiesa è appunto “Santa”.

      Ma poi, ci prendiamo in giro??
      Qualcuno può spiegare perché MAI un qualunque candidato “Papa” dovrebbe non volere l’assistenza infallibile dello Spirito Santo?? Che cosa temerebbe? Di non poter essere in grado di sbagliare?? Quindi avremmo un “papa” che arderebbe tanto di poter finalmente sbagliare e quindi poter diffondere eresie e quindi dice allo Spirito Santo: guarda, no, non voglio l’Infallibilità, non la voglio usare, no, pur continuando ad usare tutti gli strumenti ufficiali del Magistero, in modo da ingannare meglio tutti quelli che mi leggeranno!! E questo sarebbe un “papa”, uno che avrebbe accettato di guidare in modo sicuro tutto il mondo proprio per evitargli di prendere vie sbagliate?? Ma cos’è, una farsa??
      Se non vuole essere Papa in pratica, nonostante le parole bugiarde dell’accettazione, NON LO E’! Dio non gli concede alcuna Autorità e Giurisdizione.
      Non c’è la volontà di essere ciò che deve essere in quella carica.
      Nonostante le apparenze dell’elezione lo segnalino come “papa”: è l’interno che non va.

      Rispondi
  7. #Nicolò   11 maggio 2016 at 9:06 pm

    La “Tesi”, come dice Isidoro, è un parere teologico e nulla più. Interessante e affascinante ma tant’è. E’ un’interpretazione che presta anche il fianco a critiche basate su opinioni di grandi teologi del passato e Padri della Chiesa. Come scrive Don Curzio Nitoglia, il fatto che tesisti, spesso laici e a volte (dico a volte cosi nessuno si offende) senza una preparazione teologica adeguata, taccino di eresia altri cattolici integrali che non seguono la “Tesi”, è non solo inaccettabile ma anche assurdo.

    Come sono assurde alcune delle conclusioni a cui un certo fanatismo tesista (non la Tesi) conduce. Vorrebbe dire che praticamente tutti o quasi quelli che scrivono su questo sito non sono battezzati, non hanno ricevuto Sacramenti validi. Cosa dobbiamo fare dunque? Andare tutti all’IMBC per farci battezzare perché siamo alla stregua di indigeni delle foreste della Nuova Guinea?

    Che dire di tutti quei buoni sacerdoti (e ce ne sono stati) che hanno continuato a celebrare la Santa Messa di sempre dopo il Concilio senza uscire formalmente dalla Chiesa? Dovevano per forza venire a conoscenza della “Tesi” e in tal caso adeguarsi?

    Oltretutto le sottigliezze teologiche della “Tesi” e le discussioni intorno ad essa per molti cattolici sono difficili da capire e creano solo confusione.
    Ciò che cattolico vero (e non un protestante/gnostico/enzobianchiano come molti oggigiorno), senza una preparazione teologica particolare, di questi tempi capisce bene è che le gerarchie propagano errori, eresie, assurdità che contrastano con quello che ha imparato “a catechismo” e durante la preparazione ai Sacramenti.

    Data l’attuale incertezza e le tenebre che avvolgono la Chiesa, nessuno può essere certo di avere la risposta giusta o la soluzione certa all’attuale mysterium iniquitatis.

    Si possono presentare tesi interpretative. ma senza pretendere di imporle pena la caduta in uno stato di non ben precisata eresia.

    Come scrive San Vincenzo da Lerino, bisogna limitarsi a credere e a fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato creduto e fatto, agendo con prudenza e senza giungere a conclusioni affrettate, lanciando accuse di eresia o scomuniche a destra e a manca.

    Rispondi
    • #frank10   11 maggio 2016 at 10:47 pm

      “taccino di eresia altri cattolici integrali che non seguono la “Tesi”, è non solo inaccettabile ma anche assurdo.”
      Sì, va bè, allora se non si leggono neppure le risposte date è come parlare ai sordi…
      Ho scritto chiaramente che le affermazioni della FSSPX sui Papi e il Magistero sono contrarie al Magistero di sempre, NON alla Tesi. Lasciate perdere la Tesi su questo punto.

      Come esempio hai scelto proprio un Sacramento, il Battesimo, che non ha alcun problema! Vedi tu…

      Ci si adegua solo quando si conosce una cosa: non c’è peccato per l’ignoranza incolpevole. Diverso quando si sa. In ogni caso non vedo come si possa “accontentarsi” di una spiegazione che erra contro il Magistero.

      “credere e a fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato creduto e fatto”
      Appunto. La Chiesa ha sempre insegnato che la Prima Sede non può essere eretica, MAI. E tu cosa dici? Che non è il caso di sottilizzare, non bisogna essere affrettati, va bene lo stesso avere papi che seminano eresie nel loro essere Sommi Pastori Universali e una Chiesa e un Magistero che invece di salvare, porta alla dannazione. In tutto questo la TESI non c’entra nulla! Anche non ci fosse la Tesi, rimarrebbe il problema colossale di questa “interpretazione” erronea.

      Rispondi
  8. #Giacomo   12 maggio 2016 at 12:52 am

    Sono d’accordo con te Nicolò. Inoltre, come ho cercato di dimostrare sopra, la suddetta tesi non è perfetta, è criticabile anch’essa! Ha anche lei i suoi difetti! Nessuno ha la ricetta giusta per uscire da questa crisi, secondo me!

    Rispondi
  9. #Nicolò   12 maggio 2016 at 11:04 am

    Esatto Giacomo. Il problema è proprio è quello. Nessuno ha la ricetta giusta su come uscire da questa crisi, l’unica cosa è pregare, affidarsi alla Santa Vergine Maria, alla Divina Provvidenza e testimoniare la Verità.

    Non penso che, all’interno del nostro ambito ben inteso, nessuno si possa arrogare il diritto di tacciare di eretico chicchessia visto che nessuno pone obiezioni su Verità e Dogmi della Religione Cattolica.
    Ci sono diversi approcci, si vuole trovare una spiegazione alla crisi, un’interpretazione, a volte un po’ annaspando. L’unica cosa raccomandabile è la prudenza.

    Ci sono sacerdoti all’interno di realtà come la FSSP, che pensano e insegnano (Deo Gratias) come sacerdoti di 200 anni fa ma fanno teoricamente parte della stessa Chiesa dei Bergoglio, Galantino, Bianchi e compagnia cantante. C’è poi la FSSPX, realtà ottima e degna di grande apprezzamento.
    Non nascondo di apprezzare l’IMBC e la sua opera di riscoperta dell’intransigentismo cattolico. E questo solo per citare alcune delle realtà cattoliche attualmente presenti.

    Sinceramente non avrei problemi a partecipare ad una messa dell’IMBC, sempre che non mi caccino via perché non condivido la loro “Tesi”.

    Non dimentichiamo poi che mentre noi siamo qui a discutere e a darci degli eretici (lo dico con amara ironia) invertiti e nemici di Dio gongolano e festeggiano per il successo dell’immondo DDL Cirinnà.

    Rispondi
  10. #giona   7 novembre 2016 at 11:23 am

    Mi pare ci sia buona volontà di capire da entrambe le parti, vediamo di sfrondare…gli inizi, forse. Qui tocca PURTROPPO ai laici (non teologi ma DNitoglia è un sofista mi pare)…di cercare.. la retta coscienza che costringe a disquisire su materie non proprie… e su cui si farebbe volentieri a meno di disquisire se non lo volesse appunto Iddio. Gli inizi son stati torbidi e quindi non si è capito bene, manco le menti eccelse….ciò permesso per le nostre colpe.Le tesi del papa eretico e materiale sono simili (differenza notevole il non una cum nei fatti) perché si tratta di dare Autorità a chi non ce l’ha per eresia, manifesta pubblica pertinace formale. materiale, come scrive Franck in base a Leone XIII e CVI. Il papa materiale non esiste come non esiste il papa eretico. Ma l’eresia fu introdotta per gradi(?) in modo da non essere manifestata rapidamente e di conseguenza ci fu la confusione iniziale in cui cascammo TUTTI. Ora però è manifesta , è altra religione (mondiale sincretista irenista ecumenista democratica…) che conduce all’inferno e quindi anche satanica. Ora rivediamo quindi le posizioni del passato in base ai fatti ORA CONSTATABILI lapalissianamente. Vogliamo dire che Roncalli fu eretico? Quindi ORA lo dichiariamo antipapa (queste cose esistono nella storia della Chiesa). Montini fece a pezzi la liturgia? (fu visibile e segnò l’inizio della riscossa). Lo dichiariamo ORA antipapa. Ecc. La storia del papa eretico e materiale per il non una cum poteva essere ? sino a Ratzinger?… ma ora c’è un NON CATTOLICO che è stato designato, che era tale prima della designazione e quindi CADE il papa materiale perché manca la materia adatta al fine bene della Chiesa. Ratzinger e Bergoglio sono NON CATTOLICI da prima della designazione del conclave e quindi non papabili e quindi non papi. Inoltre anche il conclave è composto di membri eretici o compiacenti e quindi non papabili e non elettori validi. Quindi la Chiesa non va cercata ove non è, sennò ORA commettiamo peccato anche noi laici. Tanto che mi chiedo se mi è lecita la Messa alla Fraternità o all’IMBC OGGI? Non nel passato ma OGGI. E se mi si chiarisce il punto, ringrazio . E profezia che questo sarebbe avvenuto, sia l’apostasia e sia che la Chiesa sarebbe rimasta un MISERO resto , non miserabile ed eretica. L’obex dell’istituto viene ormai prima della designazione che darebbe luogo ad un papabile, quindi nessun material papa, come nessun papa eretico perché non potevano essere eletti per diritto Divino. Come per diritto Divino i conclavi ultimi sono nulli .Non vi erano enti in potenza atti allo scopo fine bene della Chiesa.e non vi sono in atto e neppure in potenza. Anima e corpo sono enti sostanziali a sé, uniti danno luogo a un ente sostanziale uomo. Il papato è un ente astratto, non esiste a sé, deve essere collegato obbligatoriamente a un corpo-anima , cioè un uomo, ente sostanziale. E’ un non ente di per sé, non sostanziale. Diventa un accidente sostanziale dell’ente uomo Papa. Non so se ho scritto cavolate e se mi faccio capire. Comunque i residenziali non esistono più mancando al fine bene della Chiesa, ma la visibilità e indefettibilità della stessa rimangono finchè rimane anche un solo Cattolico (con la C) e lo dicevano anche i modernisti (allora non comprendevo) usciti freschi dal seminario. La gerarchia è l”insieme dei Vescovi proferenti INTEGRALMENTE la fede CATTOLICA”. Quindi non va cercata dove non c’è. I Vescovi successori degli Apostoli che hanno ricevuto da un VERO Papa (anche se nel passato e ora defunto) la giurisdizione la trasmettono per quanto di loro competenza con la supplenza da Cristo. Il Papa ora o non c’è o se c’è non sappiamo dov’è. Quindi quanto DEVE venire dal Papa non si può fare, nuove leggi e nuove definizioni ecc. E’ certo che non è in Vaticano nei sedenti e ciò ci basti. La giurisdizione supplita viene applicata per i tribunali e per i sacramenti (per la confessione e il matrimonio è indispensabile dicono) dalla fraternità e dall’istituto di fatto, d’altronde non si può fare a meno di giudicare anche nell’onesto vivere. Si deve stare a ciò che la Chiesa ha sempre fatto. Anche i sacramenti normalmente vengono solo dal Papa che solo può dare il mandato. Ma qui non è una situazione normale , ordinaria. Anche questo è certo. Attendo chiarimenti. Grazie.

    Rispondi

Rispondi