L’età e le dimensioni dell’Universo non sono un’obiezione a Dio, anzi!

helixnebulosa

Reperiamo sul sito UCCR questo interessante articolo. Sebbene da questo sito ci separi un oceano ideale, volentieri lo ripubblichiamo per i nostri lettori. Contemporaneamente rimadiamo – su un tema che affianca ineludibilmente questi argomenti – al libro DIO accessibile a tutti. Prova della sua esistenza che racchiude tutte le altre, da quella del moto locale fino a quella dei frutti della santità. IL PIÙ NON VIENE DAL MENO, di R. Garrigou-Lagrange [RS]

L’Universo é apparso miliardi di anni fa e l’esistenza umana sembra davvero un semplice blip sul calendario cosmico, esistono un gran numero di galassie, enormi quantità di stelle, pianeti e altre entità astronomiche, la terra stessa ha miliardi di anni eppure gli esseri umani hanno iniziato ad esistere solo da un periodo relativamente recente di tempo.

Queste evidenze scientifiche sono statisticamente le più trattate dalle persone di fede atea quando giustificano la loro posizione esistenziale. Eppure, è proprio attraverso la ricerca scientifica che si può replicare: John Barrow e Frank Tipler, nel loro capolavoro intitolato “Il principio antropico” (Adelphi 2002), hanno ben spiegato che ledimensioni e l’età dell’Universo sono proprio ciò che dovremmo aspettarci di osservare. Infatti, un universo corrispondente a dati differenti sarebbe rimasto vuoto e disabitato poiché in un tempo più breve di 15 miliardi di anni gli elementi pesanti (ossigeno e carbonio), indispensabili sia per la costituzione della terra che per i composti organici di cui è fatta la materia vivente, non avrebbero avuto il tempo e lo spazio necessari per formarsi in quantità sufficiente nelle nucleo-sintesi stellari.

Come ha scritto Owen Gingerich, docente di Astronomia e Storia della scienza all’Università di Harvard, «invece di denunciare il carattere marginale e assolutamente effimero dell’umanità all’interno di un universo immenso e antichissimo, bisognerebbe spiegare che in un universo più piccolo e più giovane la nostra comparsa non sarebbe stata possibile, dal momento che non vi sarebbe stato il tempo per “cuocere” a fuoco lento gli elementi necessari alla vita» (O. Gingerich, “Cercando Dio nell’Universo”, Lindau 2007, p.17).

Questa spiegazione, com’è comprensibile, fa sorgere una seconda domanda: perché Dio ha scelto un tale universo piuttosto che produrre miracolosamente le stelle e i pianeti, l’uomo e la natura in un solo attimo? Qui si esce dal campo scientifico e si chiede di entrare nella mente di Dio, è comunque possibile rispondere come ha fatto il filosofo William Lane Craig, della Talbot School of Theology di Los Angeles, osservando che probabilmente il Creatore ha voluto appositamente creare un passato non illusorio al nostro mondo. Si potrebbe anche aggiungere che un universo sorto improvvisamente, già formato, senza una sua naturale evoluzione, avrebbe irrimediabilmente compromesso la libertà degli esseri viventi, costretti e forzati a credere in Lui. Quale Padre sarebbe soddisfatto se costringesse il figlio ad amarlo? Senza la libertà di riconoscere o meno Dio, il Creatore avrebbe forgiato un burattino, non un uomo.

Per questo il noto fisico inglese Paul Davies ha commentato: «Secondo la mia opinione e quella di un crescente numero di scienziati, la scoperta che la vita e l’intelletto sono emersi come parte dell’esecuzione naturale delle leggi dell’universo è una forte prova della presenza di uno scopo più profondo nell’esistenza fisica. Invocare un miracolo per spiegare la vita è esattamente quello di cui non c’è bisogno per avere la prova di uno scopo divino nell’universo» (P. Davies, Conferenza pronunciata a Filadelfia su invito della John Templeton Foundation e diffusa da Meta List on “Science and Religion”).

A chi denuncia la poca efficienza di un tale universo, osservando lo spreco di spazio e di tempo, bisognerebbe ricordare -come ha fatto giustamente il già citato filosofo americano- che l’efficienza è un valore solo per chi ha un tempo e/o risorse limitate, una condizione che è inapplicabile a Dio. Egli va considerato piuttosto come un artista, «che spruzza la sua tela cosmica di colori abbaglianti e creazioni. La vastità e la bellezza dell’universo mi parlano della maestosa grandezza di Dio e della sua meravigliosa condiscendenza nell’amare e nel prendersi cura di noi». Effettivamente è soltanto osservando un Universo del genere -finemente sintonizzato alla comparsa della vita e dominato dall’ordine, non dal caos- che può sorgere lo stupore e l’umiltà dell’uomo, che porta a dire: «Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?» (Salmo 8).

E’ soltanto osservando il nostro Universo che Albert Einstein può affermare: «Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio» (citato in Isaacson, “Einstein: His Life and Universe”, Simon e Schuster, pag. 27). Un Universo differente, non avrebbe fatto volgere al cielo gli occhi del pastore errante dell’Asia, descritto da Leopardi, nessuno avrebbe sentito la sproporzione della sua finitezza con l’immensità dell’Universo di cui è parte, chiedendosi il significato di questo e che senso abbia lui stesso, la sua stessa esistenza. Nessuno, per concludere, avrebbe colto la domanda infinita di senso che abita noi, esseri finiti.

Bisogna quindi smentire l’idea che la vastità dello spazio e l’età dell’Universo siano una valida obiezione a Dio. E’ proprio vero il contrario, come ha spiegato il celebre evoluzionista Kenneth R. Miller, docente di Biologia presso la Brown University: «il nostro mondo è infinitamente più vasto, più complesso, più vario e creativo di quanto avessimo mai creduto prima, in un certo senso questo approfondisce la nostra fede e il nostro apprezzamento per l’Autore di tale opera, l’autore di questo universo fisico».

11 Commenti a "L’età e le dimensioni dell’Universo non sono un’obiezione a Dio, anzi!"

  1. #Giacomo   2 maggio 2016 at 1:04 am

    Io posso testimoniare che si può conoscere Dio anche mediante la scienza. Non mi stancherò mai di ripetere che, essendo un chimico , è proprio grazie allo studio di materie come la matematica , la fisica e la chimica che sono arrivato a comprendere che l’Universo fisico non è certo un insieme casuale di atomi ma ha una struttura razionale che non può che essere dovuta a una Mente superiore! Gli atei si arrampicano sugli specchi, non sanno che dire……

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  2. #Maria   2 maggio 2016 at 3:16 pm

    Ma signori cari,Lui,il nostro Creatore,ha straordinariamente esagerato nella Sua ” opera creativa ,”immaginando che pensasse,a chi,un giorno,sarebbe stato meritevole di abitarla e contemplarla.Tutto ci appartiene,tutto e’alla nostra portata.Ne facciamo talmente parte che sempre più voressimo entrare in profonda intimità con essa.Tante domande e si deve anche dire tante risposte avute: ma non ci basta.Cerchiamo,continuamente cerchiamo chi Autore di tanta magnificenza.
    È’ impossibile non pensare ad un Dio creatore. L’Uomo,per sua natura esplorativa e’ arrivato quasi ai confini ( così si dice) dell’universo, tramite lo studio della fisica teorica, ma senza alcun dubbio,da persona credente,mi sento di dire che oltre diventa ” Proprietà Privata “dove solo per ” fede” si può avere accesso.
    Sono passati molti anni da quando mi abbonai al primo numero della rivista ” L’Astronomia ” ed insieme ai miei figli al tempo della scuola media passavamo ore a leggere articoli guardando le bellissime immagini di galassie.Uno di questi , tanto si appassiono’ che voleva prendersi la laurea in fisica,ma poi decise per l’ingegneria.Ma credo di avere in casa più libri che parlano dell’ Universo che non di Costruzioni.
    Oggi,ogni qualvolta che alzo gli occhi al cielo,penso a quanto ci ama il nostro buon Dio da essere per Lui piu importanti di quanto i nostri occhi possano vedere.
    E noi qua a litigare…..

    Non credo che esistano persone atee: e’ irrazionale solo a pensarlo.

    Sia Gloria al Padre Re dell’Universo.

    Ringrazio per l’articolo.

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  3. #bbruno   2 maggio 2016 at 4:24 pm

    NON sono d’accordo sui miliardi d’anni necessari ecc-ecc.. (che poi variano tranquillamente di qualche miliarduccio in più o in meno da una sera all’altra dell’informazione ‘scientifica’..).
    Se si sente la necessità di smentire che l’idea dei tempi remotissimi dell’ “Universo” (lettera maiuscola, ahi ahi!) debba costituire “una valida obiezione a Dio”, significa che quell’idea ha già raggiunto il suo obiettivo: quello di sprofondare Dio in una vaghezza impercettibile fino a renderlo del tutto irrilevante…

    Dal momento poi che l’idea della lentissima impercettibile evoluzione dell ‘Universo’ trova il suo corrispettivo nell’evoluzione dell’uomo, l’inizio della quale ogni volta si vuol dimosrare risalente a milioni d’anni sempre crescenti, ecco il risultato completo di tutta l’impostazione: oltre alla distruzione dell’idea di Dio, ecco distrutta anche l’idea del peccato originale, e quindi, insieme all’idea del Dio Creatore, anche quella del Dio Redentore. A qual stadio dell’ evoluzione umana quel peccato si dovrebbe collocare , se ad ogni punto dato dell’evoluzione ci troveremmo sempre a un gradino inferiore del perfezionamento successivo???iChe peccato sarebbe quello di un essere umano ancora soggetto al processo evolutivo verso lo stadio migliore successivo? Il peccato di un essere umano ancora non del tutto umano???

    Leggere magari Crombette, per farsi un’ idea diversa, o, per cominciare, di Dominique Tassot, ”L’ Èvolution: une difficulté pour la science, un danger pour la foi.”

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  4. #Mardunolbo   2 maggio 2016 at 8:42 pm

    La teoria evoluzionista è risultata una semplice teoria che non si adatta al caso Terra. Ormai è solo polvere che viene agitata da chi si ostina a negare Dio.
    Riguardo all’Universo invece, a parte che ogni teoria riguardante riporta ad un Creatore, il resto può aiutare una teoria evoluzionista del solo Universo, ma non delle singole creature del pianeta Terra.
    Sapete che, oltre a tutto, si è scoperto che l’Universo è finito ? Ovvero che non è più quanto era considerato, cioè infinito ! Sembra che la curvatura spazio/tempo reperibile specialmente nei buchi neri, riporti irrimediabilmente verso il finito ed impedisca una proiezione “esterna”.
    Ah,ah,ah ! di infinito c’è Uno Solo ….

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  5. #Maria   2 maggio 2016 at 9:47 pm

    È talmente semplice capire,per cui non rendiamo difficile quello che è facile ossia: non ci è ” permesso” di capire ciò che non possiamo. Non si stia scervellare troppo signor Bbruno.Il nostro Signore sa fare bene e buone tutte le cose. Si deve avere fiducia nella scienza e nella ricerca. I tempi di Dio creatore non sono i nostri ,neppure i nostri spazi non sono i Suoi.Anche se l’Uomo e’ riuscito, o riuscirà a far sua la conoscenza dell’Universo “Materiale ” perché’ di sua portata,si rivelerà microscopica, quasi nulla rispetto al ” Tutto ” del nostro Dio Creatore.
    Ma, che sta facendo i conti in tasca al PadreEterno sul perché delle cose, e del perche’di tanto tempo per realizzarle? oppure sta mettendo sotto accusa la scienza per le scempiaggini che dice?

    Non è che sia tanto chiaro quello che dice, almeno per me.
    Se vuol trarre le sue conclusioni senza andar leggere quelle di altri, visto che in questo momento non sono necessarie.

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  6. #Maria   2 maggio 2016 at 10:49 pm

    Si potrebbe immaginare, facendo un paragone, prima della venuta di Cristo come potesse avvenire la salvezza dell’uomo .Noi viviamo nello spazio e nel tempo perché materia; un passato un presente e un futuro.Dio e’ il Presente fuori da ogni tempo e da ogni spazio.La materia evolve,l’essenza umana perché Divina vive il Presente.Quindi l’uomo come sua creatura vive da sempre in Lui; per questo creato a Sua Immagine e somiglianza.

    Evoluzione dell’uomo intesa come trasformazione nel tempo solo dal punto di vista della materia.

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  7. #Simone Petrus Basileus I.G.   3 maggio 2016 at 1:37 pm

    da ex studente di chimica, trovo questo articolo quanto mai “pagliaccioso e inconclusoso” (cit il famoso petaloso che cmq non è mai stato accettato dalla crusca…..chi si crusca le botte busca”).
    La teoria dei miliardi di anni, di eoni o vattelapesca non è mai stata dimostrata, in quanto come molti ricorderanno, da quando andavano a sQuola i nostri nonni, sino ai giorni nostri, di teorie ed evoluzioni ne sono state fatte parecchie, e man mano, quelle nuove smentivano le vecchie, poi le riaffermavano, poi le riconfutavano nuovamente. Quindi quando matrigna scienza moderna ci comunicherà cosa pensa esattamente allora potremmo scrivere un articolo dicendo cosa è realmente scientifico e cosa non lo è. Fino ad allora, mi permetto di segnalare da ex studente di ebraico, greco e latino che nella BIBBIA, quella Vera e non quella italica o volgare mal tradotta, sono racchiusi tutti i tesori della Sapienza e della Conoscenza e ad essa bisogna far riferimento. Punto Ciao Baci e Abbracci prrrrrr 😀 faccina sorridente

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  8. #bbruno   3 maggio 2016 at 1:53 pm

    io insisto a chieder a quale punto dell’ “evolzione umana” si collocherebbe il peccato originale! E che senso ha un peccato commesso da un uomo non ancora del tutto uomo ( e le cose si complicano assai nella teoria evoluzionistica poligenista )! Qualcuno seppur ‘cattolicamente’ tifoso dell’evoluzione, mi potrebbe rispondere (ma che non sia la solita invasata )?

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  9. #Maria   3 maggio 2016 at 3:29 pm

    Eppure non sono entrata in nessun specifico particolare,per non cadere nell’errore di dire cose non vere o che possono confondere. Ma chi potrebbe dirle questo? Anche perché non verrebbe aggiunto nulla in più alla nostra fede.
    “Un tifoso dell’evoluzione “cerca,di soddisfare la propria curiosità personale; ma non per cercarne la verita’……

    Non si dia pena nel voler sapere a tutti i costi la combinazione esatta di uomo/ peccato originale.
    La Chiesa non lo può dire perché in forza ad una Fede, e basta; la Scieza neppure perché andrebbe ad interferire con la parte spirituale dell’uomo,e non darebbe nessun risultato.

    Signor Simone ma è proprio questo che sto dicendo. Non vede che ci si sta barcollando nel buio?.Ma pensiamo proprio di poter capire i “segreti della Vita “e del perché di ogni cosa. Lasciamo a Dio le cose di Dio che ci vengano ad illuminare e,a noi,di accettare quello che possiamo comprendere.

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  10. #Non Metuens Verbum   5 maggio 2016 at 5:15 am

    Non mi è chiaro se l’articolo sia integralmente ripreso dall’Uaarr, o se sia un commento di Radio Spada a uno spunto.

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  11. #Non Metuens Verbum   5 maggio 2016 at 5:16 am

    Scusate ho preso una cantonata., non è l’Uaarr !!

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