Si è spento un conformista radicale

marco-pannella

di Massimo Micaletti

Con Marco Pannella si spegne uno dei più grandi conformisti che la storia politica recente ricordi, eguagliato forse solo da Benito Mussolini o Beppe Grillo.

Conformista nel suo aver compreso – come altri, più di altri – che se vuoi che la gente ti voglia bene devi dirle che ha il diritto di fare quello che vuole, devi darle quello che vuole. Banale vero? Però è per questo che è stato seguito, è per questo che molti già lo piangono. Devi capire cosa piacerebbe alle persone, cosa vorrebbero ora, subito, senza troppo starci a pensare, e fare il possibile e l’impossibile, il lecito e il vietato (ci torno, sul vietato) per far saltare quello che impedisce loro di comportarsi come credono. Chiaramente, tutto questo in prospettiva lontanissima dal concetto di bene comune, o semplicemente dal pensiero dell’altro, tanto ciò è vero che nessuno ricorda né lui né i Radicali per opere di carità (salvo che si consideri tale il regalare marijuana). Conformista anche in questo, nel chiedere e negare.

Conformista coma tutti i progressisti, Pannella era l’uomo del domani, del divorzio, dell’aborto, delle canne, roba che a molti sarebbe piaciuto fare impunemente e li ha accontentati. Certo non da solo: è stato potentemente aiutato dal conformismo cattolico, da quel pensiero ormai tirannicamente insediato anche Oltretevere per cui quel che piace all’uomo piace anche a Dio. Allo stesso modo, per Pannella – ma pure per i Radicali in generale, per carità – quel che piace alla gente è il bene comune, punto. Gli uni e gli altri – cattoconformisti e radicalconformisti – furbescamente incapaci di distinguere tra diritti e pretese, tra chiesto e lecito, tra bene e piacere. Ora il domani è passato e siamo al dopodomani del tempo morto in cui Pannella viveva (ossia a cavallo degli Anni Settanta: era rimasto lì e con quelle idee e quella categorie andava avanti) e combattiamo con l’inverno demografico, con le centinaia di migliaia di cause di divorzio, coi figli in psicanalisi a quindici anni perché non accettano la fidanzata di papà, con Antinori in galera per la manipolazione indebita di gameti. Tutta roba della quale qualcuno crede si debba essere grati a Pannella Giacinto detto Marco. Ma lui secondo me lo sapeva, sapeva che sarebbe finita così ma era nel conto: lui doveva dare alla gente quel che la gente voleva, poi stava alla gente vedersela colle conseguenze. Conformista anche in questo: nell’evocare la libertà e chiosare con un sereno “mo’ t’arrangi” da vero liberale liberista libertario.

Conformista anche quando era impopolare, e non si gridi all’ossimoro (o, se preferite, alla contraddizione in termini), perché sceglieva saggiamente una impopolarità banale, innocua, organica: star dalla parte dei carcerati, in fin dei conti, è fastidioso solo per i trinariciuti e può in definitiva sempre essere spacciato per garantismo. E poi sull’amnistia era d’accordo persino il Papa, pare. Pannella non si è arricchito, colla sua militanza, anzi credo ci abbia rimesso in termini di beni materiali. Ma era da mettere in conto, per stare nella parte. Un paladino dell’altrui libertà non poteva farci su i soldi, l’audience non avrebbe gradito, sarebbe stata una nota stonata, un uscire dal personaggio mentre il pubblico va compiaciuto ed a tali attese bisogna – già – conformarsi. Non è gran merito non trarre guadagno da idee e propositi che, pur vittoriosi nel panorama politico, sono poi devastanti e tragici lì, nella storia di ognuno che li abbia messi in pratica: e l’aborto è solo un esempio.

Conformista nel lamentare continuamente persecuzioni e censure da parte di questo o di quello, glissando sul fatto che i Radicali hanno una radio che campa coi soldi pubblici; nell’evocare fino allo sfinimento il “caso Italia”, per cui il nostro sarebbe sempre stato un Paese ingovernabile ed ingovernato, recalcitrante al progresso, incivilizzabile, renitente alla chiamata alle armi grembiuline e via tassisteggiando; nel ritenere ovvio quello che per sé è giusto, e paternamente inadeguati coloro che non lo comprendono; nei flirt col Dalai Lama e nel vivere le religioni se ed in quanto esse fossero un riflesso di sé; nell’allinearsi ad USA ed Israele in ogni minimo fiato in politica estera.

Conformista era, ed è evidente da un fatto: lo piangono (e lo osannavano) tutti quelli che hanno voce sulla scena sgangherata di questo Paese, dal Presidente del Consiglio all’ultima listarella civica di provincia, da Radio 24 all’Osservatore Romano. Vi sfido a trovare oggi o domani un editoriale, un servizio tv, un giornalista che chieda conto delle sue idee alla sua memoria. Se manchi a tutti, è perché la pensavi come tutti o tutti la pensavano come te. Il che, a quel livello, è lo stesso e non significa aver ragione, significa piuttosto essere parte organica di un sistema che aveva bisogno di uno come Pannella e lui a questo ruolo non si è mai sottratto. Quando necessario al fine, ha anche violato la legge, ma sempre solo senza pagarne mai davvero le conseguenze: ed appare ben strano – ma solo se si resta alla superficie delle cose – che molti dei paladini della legalità l’abbiano a modello. E poteva farlo, appunto, perché serviva a qualcuno, serviva a molti, piaceva a moltissimi: era l’ingranaggio perfetto per avviare i volani del pensiero materialista e modernista, l’innesco per ergere a politica la declinazione più ovvia dell’individualismo (che in quanto tale è l’opposto esatto della politica e ne decreta ipso facto la morte).

Cosa sia ora di questa persona lo sa solo Dio e per il povero Marco Pannella, per la sua anima, pregano e preghiamo. Speriamo che all’ultimo, in uno slancio di vero anticonformismo, si sia pentito ed abbia guardato al Signore, lasciandoci quaggiù a goderci gli amarissimi frutti della sua militanza e soprattutto dell’inerzia, degli appoggi e delle complicità di quelle forze che ne hanno fatto la mosca cocchiera della distruzione della vera coscienza civile e cattolica dell’Italia.

Frutti che ci auguriamo siano spazzati via al più presto da una furiosa resipiscenza, dopo decenni di diffuso radicale conformismo.

29 Commenti a "Si è spento un conformista radicale"

  1. #bbruno   20 maggio 2016 at 6:00 pm

    “conformista radicale”: bellissima definizione per un tipico rappresenatnte di un popolo di furbi, che di tutto si lamentano, ma che nulla veramente cambiano, all’infuori di quello che richiede un serio impegno, morale e civile ( e religioso). E chesi è trovato beneconun p’pache tuttovulcambiare,nel senso di assecondare levolgli,chiamate ‘libertà, d iciascuno…Ci ha provato anche col Vangelo,ma credo che nessuno meglio d ilui,ora, ci possa dire se ci è riuscito…

    • #Giacomo   20 maggio 2016 at 6:34 pm

      Infatti caro Bruno penso che il popolo italiano farà una brutta fine, come è giusto che sia. Non si può fare i furbi in eterno. Quando arriverà L’ISIS vedrai che gli italiani la smettono di fare gli imbecilli, solo che allora sarà tardi! È giusto che nel panorama della storia rimangano solo i popoli seri, che lottano per i propri diritti e per non essere schiacciati, come i popoli dell’est e il popolo russo!

      • #Alessio   21 maggio 2016 at 1:46 am

        Se l’Isis dovesse mai arrivare in Italia, comunque, dovunque io sia nel mondo tornerò per combattere.
        Ma dubito, finora l’Isis ha dimostrato d’essere tanto forte solo con gente indifesa, e per essere crudeli con gente inerme è sufficiente essere dei bastardi, non serve certo essere dei duri.
        In ogni caso ad una buona metà d’Italiani farebbe bene vedere i sorci verdi, chissà mai che si svegliassero un po’.

  2. #bbruno   20 maggio 2016 at 7:06 pm

    (riscrivo ,scusate, ma la tastieraèmessa male….:)

    “conformista radicale”: bellissima definizione per un tipico rappresenatnte di un popolo di furbi, che di tutto si lamentano, ma che nulla veramente cambiano, all’infuori di quello che richiede un serio impegno, morale e civile ( e religioso). E che si è trovato bene con un ‘papa ‘che tutto vuol cambiare, nel senso di assecondare le voglie, chiamate ‘libertà, di ciascuno…Ci ha provato anche col Vangelo, ma credo che nessuno meglio di lui, ora, ci possa dire se ci è riuscito…

  3. #PAOLO   20 maggio 2016 at 7:14 pm

    Col permesso di Radio Spada, ricopia quanto già postato in altro articolo.
    È l’autocelebrazione della società liquida, di ciò che la sapienza indiana chiama Kali Yuga. Si festeggia la liberazione da ogni Dharma, cioè da ogni vincolo naturale e ascetico, si innalza ciò che deve essere relegato tra le immondizie. Non sorprendetevi dunque: è cosmicamente logico che si celebri un eroe dell’età dissoluta. Ecco dunque il diluvio dei minuti di silenzio, dei commossi cordogli, dei laici funerali e bla bla bla. Si procederà all’intitolazione di vie, piazze, scuole, ospedali e centri culturali, magari asili nido e centri di ginecologia.
    Non parlo con astio e pregiudizio. In passato mi sono intossicato a sentirlo: decine e decine di ore. Indubbiamente un essere affascinante, con la maschera del carisma messianico. Perché Pannella è stato, in Italia, il miglior esempio dell’Anticristo descritto da Vladimir Solov’ev. Un seguace della simia Dei le cui modalità di comprensione non possono essere unicamente politiche, ma anche teologiche e demonologiche. Ha saputo incantare e cambiare l’antropologia del popolo italiota coltivando un lessico evocativo, falsamente apostolico ed evangelico. Questo nipote di un monsignore ripeteva ossessivamente parole come “Libertà”, “Giustizia”, “Amore”, “lotta non violenta”, “dare corpo” e giochi verbali come “il diritto alla Vita e la vita del Diritto”. Tra le sue espressioni, quella più adulterata è stata “digiuno”.
    Dovremmo riprendere in mano quest’arma, per combattere nel mondo anticristico, pronto a introdurre nuovi reati di opinione, e perseguitare coloro che osano paragonare (“paragonare”, non identificare!) l’aborto a un infanticidio. Quando un’università italiana ha dato una laurea honoris causa a George Soros, lo speculatore contro la nostra moneta, colui che usa le sue mostruose ricchezze per promuovere la droga libera, l’aborto e il matrimonio gay è onesto ammettere che “non possiamo non dirci radicali”. Soros è iscritto al partito-setta di Pannella, lo sapevate?

  4. #Diego   20 maggio 2016 at 8:01 pm

    I casi sono 2: o il conformista radicale scandalizzatore pubblico e assassino si è pentito (con vero e FORTISSIMO dolore di contrizione) o sta’ bruciando all’Inferno!
    In OGNI CASO ha, giustamente, dovuto soffrire e, non risultando che si sia confessato in punto di morte, il semplice dolore di attrizione non gli può essere bastato!

    • #Massimo Ventaloro   21 maggio 2016 at 9:09 pm

      Ma , precisamente , ‘ste famose fiamme infernali , che temperatura hanno ?

      • #Alessio   21 maggio 2016 at 9:26 pm

        Non avere fretta, lo scoprirai. Per ora accontentati di due parole : VACCA e GARE, da leggersi velocemente. E’ poco, lo so, ma attraverso internet non posso darti altro.

      • #Diego   24 maggio 2016 at 8:38 am

        Una temperatura molto più alta del quoziente intellettivo di chi non crede alla loro esistenza!

  5. #Alessio   20 maggio 2016 at 8:33 pm

    Direi che la schiattata dell’infame dà a tutti noi una certa soddisfazione, ma adesso suggerirei alla Redazione di non dare più spazio al lieto evento, riguarda comunque un essere esecrabile che non merita d’essere tanto nominato.
    Abbiamo commentato, siamo contenti, adesso dimentichiamocelo.

    • #Massimo Ventaloro   21 maggio 2016 at 9:11 pm

      Pensi che quando schiatterà lei non ci sarà neanche un’articoletto…al limite due righe di corodoglio dei suoi cari….

      • #Alessio   21 maggio 2016 at 9:24 pm

        Degli elogi di questi merdosi ammiratori dell’infame, dei quali sembri fare parte, è molto meglio fare a meno : più elogi di merdosi si ricevono, più merdosi si è stati in vita.

        Io ho tantissimi cari, in diverse nazioni, ma quando creperò l’unica cosa che m’interesserà sarà farlo sarà farlo in grazia di Dio e possibilmente stando ancora bene, non ho intenzione d’invecchiare granchè.
        Per ora me la passo ALLA GRANDE, e visto che sono cattolico l’idea della morte non mi spaventa, tra l’altro a Dio piacendo la vedo ancora lontanissima.

        Pensa piuttosto a quando creperai tu, e pensa anche a quel che fai mentre campi, che probabilmente dal merdoso ammiratore dell’infame che sembri avrai una vita merdosa e si può supporre una merdosa morte.

      • #Diego   24 maggio 2016 at 8:44 am

        E che ci importa degli articoli degli anticlericali e dei finti cattolici? MEGLIO NON AVERLI!
        Davvero buffi questi nichilisti: la loro massima aspirazione dopo la morte è avere qualche articolo di elogio!
        Che dire? Quando si perde di vista il sublime si ricerca il letame!
        Ma, quel che è peggio, si finisce per ammirare e per venerare coloro che hanno dedicato la vita a spargere letame della peggior qualità!

  6. #Mario   21 maggio 2016 at 1:11 pm

    Bell articolo ma la similitudine con il Duce non l’afferro. Mi perdonera’ l ignoranza.

    • #Massimo   21 maggio 2016 at 3:23 pm

      Francamente del tutto incomprensibile il parallelismo con Benito Mussolini.

    • #Alessio   21 maggio 2016 at 4:14 pm

      Mario, ha ragione. Non avevo notato la prima riga dove si parla del nostro Duce!
      Qual’è la similitudine, chiedo anch’io?

      • #Massimo Micaletti   23 maggio 2016 at 10:10 am

        il conformismo di Mussolini e Grillo, come anche di Pannella, sta nel fare politica non interrogandosi seriamente sul bene del Paese ma cercando di inseguire le richieste individuali delle persone.

        E’ una cosa un po’ diversa dalla demagogia e dal parlare “alla pancia”, come si dice adesso: si tratta di fare politica nel modo più banale, come la farebbero tutti, cercando consenso nell’assecondare le masse.

        La politica non è fare quello che vogliono i cittadini, ma fare il loro bene. Un politico dovrebbe ragionare come un padre di famiglia, non come lo zio che ti porta a vedere le signorine perché così diventate “amici”.

        Io credo che Pannella, Grillo e Mussolini per imporsi sulla scena abbiano fatto questo, abbiano dato alla gente quel che al gente voleva, prescindendo dal perseguire il bene comune, ognuno nella propria epoca e coi modi peculiari che li hanno contraddistinti: e non è un caso se tutti e tre presentano tendenze leggermente autoritarie (ma solo leggermente, eh?), che sono poi l’esito necessario di quel modo di fare politica.

        Spero di aver chiarito il mio pensiero.

      • #Alessio   23 maggio 2016 at 2:43 pm

        Caro Massimo,

        l’accostamento è comunque pazzesco e stridente. Grillo è un buffone inutile e manovrato, Pannella uno dei più schifosi servi di Satana che si siano mai visti… Mussolini un grand’uomo nonchè il miglior politico mai visto in Italia con ampio margine su tutti gli altri.
        Inoltre il Dice aveva non solo il diritto, ma anche la facoltà d’essere autoritario, quegli altri due (nominando l’infame da vivo) non ne hanno nè il diritto, nè la capacità nè i mezzi.
        Quanto al bene della Paese, se c’è qualcuno che l’ha fatto questo è stato proprio il Duce. A parte il solito Concordato, qua c’è una lista delle sue opere : http://centoopere.blogspot.it/
        Mussolini è stato e rimane il Padre della Patria, per quanto questa Patria sembri oramai così perduta.
        Mettere il suo nome vicino a quello d’un pagliaccio e d’un satanista è inaccettabile.

    • #lister   24 maggio 2016 at 9:38 am

      Ecco, egregio Sig. Micaletti,
      dopo aver letto il link fornito da Alessio e, quindi, dopo essersi schiarito le idee e, magari, fatta una cultura sull’operato di Mussolini, sarebbe il caso che togliesse il nome del Duce dall’incipit dell’articolo: è una perla tra i maiali.
      Grazie

      • #Alessio   24 maggio 2016 at 12:49 pm

        Il nome del Duce non verrà rimosso, caro camerata. Purtroppo, tra i pochissimi difetti di RS c’è quello di tirare di tanto in tanto frecciate e frecciatine al nostro Benito, nessuna delle quali colpisce nel segno manco per sbaglio.
        Avrebbe tanto, ma tanto più senso elogiare il Duce per i suoi molti meriti che punzecchiarlo per i suoi pochi errori.
        Di elogi al nostro Benito, in particolare con riferimento ai tempacci attuali, non ne ho visto mai mezzo, in compenso c’è stata la letterina stucchevole e patetica all’infame del quale questo articolo tratta la crepatina.

  7. #Karim   21 maggio 2016 at 2:29 pm

    Conosco come scrive Massimo Micaletti, è bravissimo! Grazie, un articolo meraviglioso.

    • #lister   24 maggio 2016 at 9:42 am

      Nessuno lo mette in dubbio ma, ad un errore, si può sempre rimediare.

  8. #Vincenzo   22 maggio 2016 at 6:37 am

    Pannella fu il capo dei LIBERALI radicali; ecco il perché del suo conformismo. Tra le “destre” che frenavano e le “sinistre” che acceleravano, è stato per decenni il (disgustoso) megafono che annunciava chiaramente dove il liberalismo avrebbe condotto l’Italia unita. Con lui nessun liberale (e quindi nessun politico, nemmeno il più conservatore) aveva un alibi: tutti sapevano quali fossero i prossimi obiettivi della satanica rivoluzione, da realizzarsi con certezza, presto o tardi che fosse.

  9. #Livia Cosma   23 maggio 2016 at 8:38 am

    No Comment,non merita questo articolo di plauso.

    • #Massimo Micaletti   23 maggio 2016 at 10:12 am

      Non voleva essere un articolo di plauso! O forse non ho inteso il Suo commento… 🙂

  10. #Livia Cosma   23 maggio 2016 at 7:04 pm

    No,è che tutti dicono la sua e mi sono stancata,l’articolo andava anche bene,mi sono meravigliata che è stato scritto qui,é stato quello che era, ma sinceramente e personalmente,non ho commentato niente sù Pannella,solo il Dio sapeva tutto di lui,a me non di certo.

  11. #Livia Cosma   23 maggio 2016 at 7:06 pm

    Scusate gli errori,è solo stanchezza.

  12. #Pierino   23 maggio 2016 at 8:07 pm

    Signori e signore, dal gelato alla tomba il passo è breve… Una congestione corporea è l’ultimo fenomeno manifesto di chi non pagherà più le bollette del metano e ha ricevuto il riscaldamento gratis in eterno. Si consiglia di non provare l’esperimento a casa.

    • #lister   24 maggio 2016 at 9:40 am

      Bella la metafora 😀 😀 😀