La sconfitta del partito di Renzi

2016-01-11-07.39.41

di Danilo Quinto

In un Paese normale, la clamorosa sconfitta di Renzi al primo turno delle elezioni amministrative – senza che allo stato vi siano prospettive di ripresa ai ballottaggi – imporrebbe le dimissioni del Governo. La dimensione della sconfitta è enorme e non riguarda solo Roma – dove il PD è passato dal 40% delle elezioni europee al 17,5% di oggi, ma Torino, Bologna e anche Milano, dove il candidato di centrosinistra tallona quello di centrodestra. Dopo questo voto, se fossimo in un Paese normale, Renzi – che, lo ricordiamo en passant, non è legittimato dal voto, ma è stato imposto dall’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed è Presidente di un Governo che vive a colpi di fiducia, con una maggioranza al Senato sostenuta dai fuoriusciti dal centrodestra capeggiati da Verdini e si mantiene in piedi grazie ad altri fuoriusciti, sempre del centrodestra, presenti nel Governo – dovrebbe essere chiamato da Mattarella e invitato a rassegnare le dimissioni.

Naturalmente, le dimissioni non ci saranno. Renzi – che aveva i sondaggi in mano – aveva già detto che si trattava di eleggere i Sindaci e che la partita vera si giocherà al referendum. Quindi, continuerà nella sua politica di macelleria sociale –  quella che è stata perpetrata in questi tre anni, attraverso riforme del tutto irrilevanti e dannose, sia sul piano economico sia su quello sociale – e di specchietti per le allodole, come i bonus bebè e gli 80 euro, che un milione e mezzo di italiani ora devono restituire o l’annuncio di diminuzione delle tasse che strozzano famiglie e imprese e del ridimensionamento dei poteri folli affidati a Equitalia, più tutto quello che è stato compiuto e quello che si compirà in tema di disprezzo dei principi dell’ordine naturale.

L’unico concorrente vero del Partito di Renzi, è il Movimento 5 Stelle, che si afferma clamorosamente nella partita di Roma, che era quella più politica ed anche quella più attesa. Non c’è da stare allegri, da questo punto di vista, perché i grillini sono solo un’anomalia e sono manifestamente non in grado di determinare le sorti di governo di una città, figuriamoci di un Paese. Il centrodestra, politicamente asfaltato e incapace di rappresentare un’alternativa al sistema di potere renziano, ha un solo compito da svolgere: non pensare ad un leader che sostituisca Berlusconi, che attualmente non esiste – la pensata su Marchini è stata respinta al mittente – e dedicarsi a varare un programma credibile da mettere in campo. Se fosse in grado, ma ne dubitiamo fortemente.

Il dato forse più rilevante è l’astensionismo, che batte tutti. Poco più del 62,00% degli aventi diritto è andato a votare e in nessuna delle grandi città si è raggiunto il 60%, tranne Cagliari. Il calo è stato di oltre 5 punti rispetto alle precedenti elezioni amministrative. Non è un calo sensibile, com’è stato ipocritamente detto. Se in una nazione non vota quasi il 40% dei cittadini e se aggiungiamo il dato fisiologico delle schede bianche e nulle – che, allo stato, non è dato conoscere – si pone un problema molto semplice: la legittimazione dei risultati. Se va bene, nei ballottaggi, si avranno, in tutte le città, Sindaci eletti con il 50 + 1 % del 60% degli aventi diritto. Questa prospettiva – l’erosione irrefrenabile della partecipazione al voto – dimostra il grado di distruzione in cui ridotto questo Paese, morto sia dal punto di vista civile sia morale. Che nessuno lo dica è solo un aspetto della distruzione che viviamo.

Una nota a margine merita l’avventura di Adinolfi. Decenza vorrebbe che i prefissi telefonici raccolti dappertutto – a partire dallo 0,60% di Roma, pari a poco più di 6.500 voti – avessero come conseguenza il silenzio, dopo gli strombazzamenti delle ultime settimane. Invece, si afferma che il risultato acquisito è pari all’1% nazionale, che si punta al 3% tra nove mesi e poi, forse, chissà, magari sull’esempio dei grillini… I bluff, caro Adinolfi, possono riuscire a poker – ed anche lì bisogna stare attenti, perché se ti scoprono… – ma in politica vengono stroncati prima di essere anche solo pronunciati. Una rappresentanza cattolica in politica è impossibile in questo Paese. Sarà forse possibile tra due o tre generazioni, se i cattolici, insieme, cominceranno a comprendere che per essere credibili devono parlare il linguaggio della Verità tutta intera. In politica, come nella vita, le mezze verità vengono punite. Sempre.

7 Commenti a "La sconfitta del partito di Renzi"

  1. #lister   6 giugno 2016 at 5:21 pm

    “…la pensata su Marchini è stata respinta al mittente…”
    Ettecrédo!!

    Se il “pascalato” Berlusca la smettesse di impicciarsi di politica e si dedicasse soltanto a collezionare giovani fiamme, la Destra Italiana ne trarrebbe grande giovamento tornando ad essere veramente Destra.
    Maccheccacchio c’entra Marchini, figlio, nipote e cugino di riccastri comunisti con il miserando “centro destra”?!

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    • #Alessio   6 giugno 2016 at 5:51 pm

      In effetti, il Berlusca farebbe meglio a togliersi di scena. Ed anche come fiamme, a sciegliersele con un po’ meno l’aria da zoc.ole, a quelle poche delle sue che ho visto mancava solo il cartellino con il prezzo attaccato al naso ed un materasso legato dietro alle chiappe. In ogni caso, meglio lui di Vendola.

      Ancora non sappiamo l’esito delle elezioni a sindaco di Milano, ma la quantità d’imbecilli che hanno votato lo schifosissimo Sala fanno comunque capire quanti Cretini Suicidi ci siano ancora in questo sventurato Paese.

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  2. #Domenico   6 giugno 2016 at 6:50 pm

    Eh Alessio, Milano sta proprio messa male.
    Lasciando stare Sala, Parisi non è per niente da meno, basti vedere i punti del suo programma, tra cui cito qui uno:
    Trasformare l’immigrazione in un’opportunità
    “obiettivo del nostro agire: trasformare immigrazione e integrazione da problema in opportunità”

    Ma che razza di persone sono andate a votare?
    E in molte città altro schifo. Roma…
    Che vergogna.
    Quel 40% di astenuti poi….

    Sarei curioso di conoscere quelle persone contrarie al sostenere che questa massa è fatta di imbranati sadici, perversi, ignoranti, amanti del demonio…

    Maledetti suicidi bastardi. Possibile che si arrivi a tanta stupidità? O si è in un mare di brogli elettorali?
    Almeno i kamikaze sono coerenti nel loro demoniaco credo. Ma questi italioti?

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    • #Alessio   6 giugno 2016 at 8:25 pm

      Caro Domenico,

      Millano è solo uno spaccato dell’Italia, purtroppo non è che in altre città siano messi meglio. Comunque una cosa è votare Parisi ed altra cosa è votare lo schifosissimo Sala, che già in campagna elettorale ha dichiarato che la costruzione della moschea sia una delle sue priorità.
      Guarda poi Roma… o meglio non guardarla, perchè presto ci sarà la sfilata dei froci con tanto di tacito assenso dell’impostore di Santa Marta.

      Lasciali fare, i Cretini Suicidi, lasciali fare! Stanno continuando a mantenere in cucina dei cuochi che gli servono zuppa con acqua di fogna, in concentrazione sempre maggiore. Quando poi arriveranno i dolori alla panza, perchè arriveranno, allora forse la qualcuno comincerà a voler cambiare ricetta. Altri no? Allora più dolori e più diarrea! Vediamo se preferiranno morire di colera tra gli spasmi e la cacca o tirare in faccia ai cuochi massonici la zuppa di fogna demo(no)cratica.

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  3. #Exurge Domine   10 giugno 2016 at 1:06 pm

    Volesse il Cielo che questo verme strisciante sparisse dalla nostra vista ad Ottobre, lui e il suo partito di mentecatti!

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  4. #Luca   10 giugno 2016 at 8:21 pm

    Il tempo di renzi finirà ma poi ne arriverà uno uguale o simile se nkn si cambia davvero. Ingeneroso il giudizio sul popolo della famiglia il cui risultato elettorale non è cosi irrilevante e trattasi di movimento alla sua prima.

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    • #Alessio   10 giugno 2016 at 9:16 pm

      Per cambiare davvero c’è Forza Nuova, mi sta venendo male alle dita a furia di scriverlo. La domanda è quanto tempo ci vorrà ancora perchè questi babbei autolesionisti si decidano al cambiamento.

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