Sdrucciolone de L’Espresso, che associa ‘Osservatorio gender’ alla linea Adinolfi

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di Cristiano Lugli
Proprio ieri su “L’Espresso” è stato pubblicato un articolo che tratta dell’Osservatorio gender (http://osservatoriogender.famigliadomani.it/lomosessualita-scandalo-natura-gli-ultracattolici-creano-losservatorio-gender/ ) , il sito web promosso dall’Associazione Famiglia Domani, e curato da Rodolfo de Mattei.
Ovviamente il contenuto dello scritto, tutt’altro che super partes, mira ad evidenziare il collegamento c.d. ultra-cattolico con l’impostazione dell’Osservatorio contro omosessualità, aborto e tutte le nefandezze che oltraggiano Dio e corrompono di conseguenza la legge naturale.
Fino a qui tutto bene. Personalmente, da collaboratore per questo onorevole progetto di informazione contro l’avanzata omosessualista, prendo i fastidi recati a l’Espresso come una medaglia d’oro, sottoscrivendo quanto già detto da Rodolfo de Mattei in risposta all’intervista fattagli.
Ci tengo però, sempre personalmente – non volendo fare del mio pensiero un assoluto che coinvolge anche altri membri dell’Osservatorio, pur pensando che difficilmente saranno in disaccordo con il sottoscritto – a chiarire qualche punto, soprattutto per ciò che concerne inopportune e veramente fastidiose associazioni:
In primis, io non ho alcun tipo di interesse a voler spingere il Pontificato di Bergoglio ad un maggiore attivismo, per il semplice fatto che l’attivismo di Bergoglio non può che essere terrificante ogni volta che viene intrapreso. Non occorre scendere negli innumerevoli dettagli, essendo la situazione sotto gli occhi di tutti.
In secundis, ma non certamente per importanza, è l’imbarazzante accostamento allo “zoccolo duro del Family day capeggiato dal Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi”.
Questo è inaccettabile, è inaccettabile essere paragonato a chi per prendere qualche voto si allea con musulmani, agnostici, scismatici, ruschi e bruschi.
Io non sono favorevole “ad una cornice normativa che disciplini per persone dello stesso sesso diritti e che non faccia discriminazioni”secondo quanto detto dal candidato a sindaco del PDF Luigi Mercogliano; non sono favorevole a chi blatera che l’unico modo per decidere ciò che è giusto o sbagliato è il totale abbandono alla democrazia (Mario Adinolfi), patteggiando accordi bilaterali con lo spirito del mondo, nonché con la roccelliana CEI che tenta di scimmiottare in modo eristico la Dottrina cattolica.
Non sono per le oceaniche folle di piazza, che a suon di battaglieri slogan aconfessionali tentano di contrastare le avanzate di legioni infernali cosparse in tutto il mondo.
Non sto con chi s’immischia da anni con una politica fornicatrice e cerca, tramite questa, di lasciare anche una piccola dependance per il Cattolicesimo, esultando per l’elezione di sedicenti presidenti cattolici (Adinolfi su Mattarella).
Per finire,  non sto nemmeno con chi cerca di difendere la “famiglia naturale” pur non essendo “contro nessuno”. 
Vi è invece necessità di essere CONTRO le “unioni (in)civili” , poiché in quanto contro-natura perdono ogni diritto di essere nominate e “consacrate”. Bisogna essere totalmente CONTRO l’omosessualità perché è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, e non è quindi permesso di edulcorare nessuna tutela normativa verso la sodomia.
Lascio volentieri ai politicanti del Popolo della Famiglia la possibilità “di stare anche dalla parte” degli omosessuali. Sempre a loro lascio volentieri la cafonaggine di scendere nelle offese false e personali verso singoli collaboratori di Radio Spada, attaccando per giunta i familiari di questi, e dimostrando così la pasta di cui sono fatti.
La contumelia, dice San Tommaso nella Somma Teologica, va assolutamente fermata e punita, persino tramite la legge se il caso lo richiede. Speriamo dunque che un po’ di giustizia in merito sia fatta, se non altro perché a volte serve per il bene di chi insulta, per reprimere la sua audacia, affinché non alimenti maggiormente la prepotenza e presunzione che porta in seno, rivedendo una volta per tutte i suoi atti.
Concludo dicendo che un’associazione come quella fatta da l’Espresso ripugna alla mia appartenenza alla Santa Romana Chiesa Cattolica, spirituale, intima e pubblica, costringendomi a doverla difendere in foro esterno. Ringrazio quindi Radio Spada per questa generosa possibilità. Lo faccio a nome mio, ma come già detto credo di farlo anche a nome di tutta la Redazione dell’Osservatorio gender.
Per il resto, assieme a tutti gli amici e lettori di RS, resto in attesa delle risposte alle 4 fatidiche domande che furono poste alla genesi politica del movimento Adinolfi-Amato&Friends (http://www.radiospada.org/2016/03/nasce-il-mo-politico-popolo-della-famiglia-e-noi-poniamo-4-domande/).

4 Commenti a "Sdrucciolone de L’Espresso, che associa ‘Osservatorio gender’ alla linea Adinolfi"

  1. #Alessio   1 giugno 2016 at 6:29 pm

    La sodomia è una perversione, ed essere affetti da una perversione non conferisce alcun tipo particolare di diritto, semmai il dovere di non portarla alla luce come fosse un qualcosa di normale.
    I pederasti non hanno alcun diritto in più di altri soggetti affetti dalle varie parafilie e/o malattie mentali.
    E’ la natura stessa a fare le giuste discriminazioni, ed è sufficiente considerare come sia fatto il corpo umano per capirlo. Sembra pazzesco doverlo precisare!
    Quindi chi appoggia certe ributtanti follie che si goda pure i suoi depravati, ma che non venga a parlare di Cattolicesimo, nè di Valori nè di altro ; si accontenti di dire che preferisce adeguarsi ai tempacci attuali per vedere di ottenere qualche vantaggio.

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  2. #Francesco Retolatto   2 giugno 2016 at 1:07 am

    Concordo in tutto con Cristiano Lugli .

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    • #Alessio   2 giugno 2016 at 2:40 pm

      E con me no???

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  3. #Giacomo   2 giugno 2016 at 1:25 pm

    Concordo, ragazzi

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