Sul “Concilio” dei foziani, sul Primato Romano e sui Sacramenti

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di Alessandro Luciani

È possibile leggere in alcune testate, online e non, articoli sul prossimo “concilio pan-ortodosso” preparato nel corso di un processo che, a detta di alcuni, sarebbe lungo ben cinquant’anni e delle lotte interne che sta generando tra i dissidenti orientali, dovute soprattutto ai documenti preparatori giudicati dai vari vescovi foziani come “eterodossi” se non apertamente “eretici”.
Inutile sottolineare che questo particolare scenario ci ricorda vagamente qualcos’altro che è accaduto cinquant’anni fa.
Tuttavia, per chi non lo sapesse, a seguito dell’emanazione dei documenti preparatori, dai chierici foziani di Bulgaria, Russia, Grecia, Georgia e dal Monte Athos sarebbero arrivate le prime critiche e condanne a questo “concilio”. Tra le critiche espresse da questi chierici si denuncia: “L’applicazione inaccettabile del termine “Chiesa” per comunità scismatiche o eretiche; l’istituzione, come base per il dialogo, “della fede e della tradizione della Chiesa antica e dei sette concili ecumenici” in modo che la successiva storia della Chiesa ortodossa sembra in qualche modo manchevole o suscettibile di compromessi; varie ambiguità inaccettabili nei testi pre-conciliari, che si prestano a interpretazioni tali da discostarsi dal dogma ortodosso” e, per chiudere in bellezza, “la sottovalutazione del principio di conciliarità e una teologia che promuove fortemente il primato a causa della limitata partecipazione dei vescovi e dell’eccessiva autorità data ai Primati delle Chiese locali” (qui le lettere dal Monte Athos in greco bit.ly/1YtHyP8).
Se invertissimo quest’ultimo punto potremmo dire di aver appena avuto un déjà-vu.

Scrive il Guéranger: «La Chiesa greca ha generalmente conservato con grande cura, se non il genio, almeno le forme della liturgia. Abbiamo detto altrove come Dio l’ha predestinata, almeno per un tempo, con l’immobilità dei suoi antichi usi, a rendere una testimonianza irrinunciabile alla purezza delle tradizioni latine. È per questo che Cirillo Lukaris si arenò in maniera così vergognosa nel suo progetto di iniziare la chiesa orientale alle dottrine del razionalismo d’Occidente. Comunque lo spirito di discussione e di puntiglio di Marco d’Efeso è rimasto nel seno della chiesa greca, e produrrà i suoi frutti naturali dal momento in cui questa chiesa sarà chiamata a fondersi nelle nostre società europee. La chiesa greca deve senza fallo passare per il protestantesimo prima di ritornare all’unità, e si ha ben ragione di credere che la rivoluzione sia già avvenuta nel cuore dei suoi pontefici.» (Dom Prosper-Louis-Pascal Guéranger, “L’eresia antiliturgica”)
A giudicare dalle premesse, le parole del grande liturgista e abate di Solesmes sembrano in procinto di avverarsi. Ci troveremo davanti ad uno scenario analogo a quello vaticanosecondista oppure questo conciliabolo tra dissidenti non si farà? Il tempo ce lo dirà. Nel fattempo l’apologeta dell’accoglienza maomettana e della sostituzione etnica Andrea Riccardi, fondatore della Comunità Sant’Egidio, dalle pagine virtuali di Vatican Insider accusa i foziani russi di voler far fallire questo concilio, denunciando anche il loro nazionalismo. «Le Chiese ortodosse con una forte connotazione nazionale potranno continuare a sopravvivere come se la storia non esistesse?». Perché la storia secondo Riccardi ci dice che gli “stati nazionali” come anche i confini e le patrie non esistono più. Da Santa Marta ci dicono che dobbiamo accogliere sempre e comunque, anche se questo vorrebbe dire farci sostituire. Quindi, se ve lo state chiedendo, sì, Riccardi si interessa anche a sostenere i conciliaboli dei greco-scismatici, forse avrà intravisto qualche occasione per ampliare le sue “attività” (tipo queste: bit.ly/1UetXet). Ma non divaghiamo troppo.

Il punto del discorso è che, di fronte a tutto questo, non possiamo astenerci dall’affermare la vera ortodossia, cattolica, apostolica e romana, anche quando – come oggi – sulla Cattedra di Pietro siedono personaggi inadeguati o dannosi per tutta le Chiesa, lo facciamo perché non sono i vescovi, i patriarchi e nemmeno il Papa a possedere la Chiesa, ma Nostro Signore Gesù Cristo il quale l’ha costituita come una società giuridicamente perfetta, avente una sua forma ben definita e non “volatile” o modificabile a seconda degli umori dei vescovi o dei chierici, ma fondata sulla Sede di Pietro come capo necessario, al quale bisogna restare uniti anche in casi limite in cui la professione dell’eresia proveniente da chi occupa questa Sede Romana è pressoché innegabile e farlo sempre entro i limiti che la fede e il Magistero perenne ci impongono. Come un corpo umano necessita di una testa per poter vivere, così la Chiesa necessita di Pietro per poter sussistere, e qualora la testa in un corpo umano dovesse divenire inferma il resto del corpo, pur essendo sano, non si separerebbe da questa o morirebbe. Così è anche la Chiesa, unita al suo capo visibile che è il Sommo Pontefice, vicario di Nostro Signore Gesù Cristo il quale possiede la Chiesa e ne fa ciò che vuole.
A motivo di ciò ribadiamo l’unione alla Sede Romana ma non a quella allargata ed eretizzante di Bergoglio e Ratzinger, come non si dà l’assenso ai deliri di uno che ha perso il senno. Noi ci uniamo alla Sede Romana di Pio XII, di Pio XI, di San Pio X, di Leone XIII e di tutti i Pontefici Romani che hanno guidato questo corpo che è la Chiesa non come il capo di un folle guida un corpo sano, ma come il Signore ha comandato al primo Pontefice: “Pasce oves meas” (Gv XXI, 17), perché il Pontefice Romano, il Papa, non è accidentale ma necessario alla sussistenza della Chiesa stessa (cfr: San Tommaso d’Aquino, Summa c. Gent., IV, c. 76).
Sant’Ireneo, nel suo Adversus Haereses, spiega che la vera Tradizione è riconoscibile solo studiando l’insegnamento che gli Apostoli trasmisero ad ogni singola Chiesa locale, risalendo alla serie dei vescovi che succedettero l’uno all’altro fino a raggiungere il principio della serie. Essendo però l’impresa troppo gravosa e complessa, Sant’Ireneo dice che è più conveniente esaminare la sola Chiesa di Roma che è «la più grande e la più importante e conosciuta da tutti, fondata e istituita dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo. A questa Chiesa, per la sua più forte preminenza, è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli che provengono da ogni parte del mondo; ad essa nella quale (…) fu sempre conservata la Tradizione Apostolica» (S. Ireneo, Adversus Haereses III, 1-2). Dunque attraverso la serie ininterrotta dei Pontefici Romani e del Magistero perenne la Fede Apostolica ci è stata trasmessa ed è stata conservata.
A Sant’Ireneo si uniscono gli stessi greci, tra cui San Gregorio Nazianzeno, il quale ci ricorda che «la Chiesa Romana presiede, a motivo del suo potere religioso, a tutto il mondo» (S. Gregorio Nazianzeno, Carm. 2, sect. 11) come confermerà anche Teodoreto di Ciro, il quale dirà della Sede Romana che «possiede il principato sulle Chiese di tutto il mondo» (Ep. 116).
Questo noi testimoniamo davanti agli orientali che, con un sacrilego tradimento, si separarono da quella Santa Sede che li univa a Gesù Cristo e davanti a coloro che, smarriti alla vista del Signore chiuso nel sepolcro, si rifugiarono nelle sette degli orientali e a quelli che tutt’ora fuggono dagli orientali o che parteggiano per essi davanti alla crisi che la Chiesa sta affrontando ricordiamo che, ai riti dei non cattolici, «La presenza passiva o puramente materiale può essere tollerata per rendere onore o soddisfare ad un obbligo di civile convivenza, nei funerali, ai matrimoni e nelle solennità analoghe, per una ragione grave che, nei casi dubbi, deve essere riconosciuta dall’ordinario, purché ogni pericolo di perversione e di scandalo siano evitati.»  (CJC 1917, Can. 1250) e che «Colui che comunica nelle cose divine con gli eretici contro ciò che è prescritto nel can. 1250 è sospetto di eresia» (CJC 1917, Can. 2316). A quelli che si accostano ai sacramenti e ai riti dei greci e degli altri orientali dissidenti perché validi, facciamo presente che i sacramenti validi, pur producendo la Grazia (“ex opere operato”), la trasmettono però solo a tutti coloro che non vi pongono un “obex”, un ostacolo, questo obex negli adulti può essere la mancata professione della vera Fede, come anche la volontà scismatica (lo scismatico colpevole) la quale costituisce sempre un obex alla ricezione delle Grazia e, come questi, anche il cattolico che scientemente si reca da un ministro non cattolico pone un ostacolo alla Grazia perché manifesta, con l’accostarsi al rito presso uno scismatico o un eretico, una volontà inequivocabilmente scismatica e/o eretica, come stabiliscono gli 85 Canoni degli Apostoli: «Se qualcuno si unisce in preghiera con uno scomunicato, anche in una casa privata, che sia scomunicato anch’egli.» (Can. 10, Joannou, p. 12-13; Salachas, p. 309).

Detto questo, con l’occasione di questa riunione (ammesso che si faccia) di tutti i dissidenti d’oriente, proclamiamo con Papa Benedetto XV, come la Chiesa ha sempre fatto, che «[…] nulla è più auspicabile che gli uomini strappati infelicemente dalle braccia di questa Madre [La Chiesa] ritornino finalmente a Lei, con pensieri e propositi corretti. I Romani Pontefici Nostri Predecessori, particolarmente per quanto riguarda lo scisma d’Oriente non hanno mai cessato, in ogni tempo, sia con l’autorità dei Concilii, sia con paterne esortazioni, sia anche indicendo preghiere, di adoperarsi con tutte le forze affinché quelle popolazioni Cristiane, così numerose e nobili, potessero professare con un cuore solo e un’anima sola l’antica fede dalla quale si sono miseramente separati. […] Per questo a tutti i fedeli di ambo i sessi che ovunque, sulla terra, reciteranno la seguente preghiera quotidianamente per un mese in qualsiasi lingua, purché fedele al testo originale, nel giorno del mese scelto da ognuno a proprio piacimento, veramente pentiti, dopo essersi confessati e dopo aver ricevuto la Santa Comunione visitino devotamente una Chiesa o un Oratorio pubblico, e qui preghino secondo la Nostra intenzione, concediamo ed elargiamo misericordiosamente nel Signore l’indulgenza plenaria e la remissione di tutti i loro peccati. A quei fedeli, poi, che con cuore contrito abbiano recitato in qualsiasi giorno la stessa preghiera, concediamo secondo la forma ordinaria della Chiesa trecento giorni da bonificare sulle penitenze comminate o in qualunque modo dovute. Consentiamo misericordiosamente che tutte queste indulgenze, remissioni dei peccati e riduzioni di penitenze possano essere applicate a modo di suffragio anche alle anime dei fedeli trattenute in Purgatorio. Ciò, nonostante il parere contrario di chicchessia. Le presenti norme avranno valore perpetuo.» (Benedetto XV, breve “Cum Catholicae Ecclesiae”)

Preghiera per l’unione dei Cristiani d’Oriente alla Chiesa Romana. «O Signore, che avete unito le diverse nazioni nella confessione del Vostro Nome, Vi preghiamo per i popoli Cristiani dell’Oriente. Memori del posto eminente che hanno tenuto nella Vostra Chiesa, Vi supplichiamo d’ispirar loro il desiderio di riprenderlo, per formare con noi un solo ovile sotto la guida di un medesimo Pastore. Fate che essi insieme con noi si compenetrino degl’insegnamenti dei loro santi Dottori, che sono anche nostri Padri nella Fede. Preservateci da ogni fallo che potrebbe allontanarli da noi. Che lo spirito di concordia e di carità, che è indizio della Vostra presenza tra i fedeli, affretti il giorno in cui le nostre si uniscano alle loro preghiere, affinché ogni popolo ed ogni lingua riconosca e glorifichi il nostro Signore Gesù Cristo, Vostro Figlio. Così sia ».
(Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 15 aprile 1916, nel secondo anno del Nostro Pontificato. Benedictus PP. XV)

4 Commenti a "Sul “Concilio” dei foziani, sul Primato Romano e sui Sacramenti"

  1. #bbruno   18 giugno 2016 at 1:03 pm

    No, non ci siamo proprio, caro Alessandro Luciani. Certo che la Chiesa di Cristo “è fondata sulla sede di Pietro come capo necessario”, ma alla sede di ‘Pietro’, nel senso che a sedervi sopra sia Pietro, non un anti-pietro (che sarebbe a dire un anticristo ). La chiesa è certo società giuridicamente perfetta, ma una società è un ente morale, e quindi può sussistere momentanemante( secondo i tempi di Dio), anche senza un capo visibile, fisico, diversamente da un ente fisico che non può stare senza il capo suo, la sua testa fisica, anche se bacata. Ma il capo visibile della Chiesa, voluto da Cristo,non può essere bacata o “andare in preda a deliri” (quanto alll’insegnamento della dottrina ), perché bacato sarebbe anche Cristo Signore con la sua preghiera (“prego che la tua fede non venga MAI meno”) che non ottiene quello che chiede! Quindi questi capi della Chiesa non esistono,esistono come capi della ‘loro’ chiesa (lachiesa massonica,che ha ilsuodiodel trianglo cima della piramide, che è la caricatura o scimiottatura, dellaChiesa di Cristo: quindi a loro non su deve nessun assenso, anzi che siano maledetti (anatema).

    E che siano in preda al delirio permanente si vede dalle belle idee loro e dai loro programmi che fanno avanzare inesorabilmente come bulldozer,come qui esemplificato dal delirante barbuto Riccardi, per il quale sono finite le patrie gli stati nazionali e le frontiere, allo scopo di, sappiamo bene (ma loro tentano di mascherarsi sotto il pelame del bonismo accoglientizio ).di scardinare le fondamenta della civiltà degli odiosi ‘bianchi’, quella di matrice romano-cristiana, ritenuta colpevolediogninefandezza, eqyuindi anche dellareligionechelihafattinascere e crescere…

    … Ma a questi Riccardi sapientoni ( a questi Bergogli e Galantini per stare all’ambito ‘chiesastico’) che sputano sentenze ad ogni aprir di bocca, insalivati d’odio come sono nei nostri confronti, con quale autorità parlano? Loro decidono che non ci sono più, che non ci devono più essere, popoli?!? Ma non dovrebbero essere i popoli gli unici titolati a dire la parola fine su se stessi? No, loro l’hanno deciso loro, già, nelle lor orrende congregazioni in Loggia,e le idee scaturite e i programmi decisi – “remould the world near the heart’s (il loro) desire – vanno imposti e attuati costi quel che costi, costasse anche la vita alle ingenue Mrs. Cox, per dimostrare quanto sono cattivi questi bianchi ancora invasati di idee di patria nazione e confine, e fare prevalere le loro volontà,chiamate “Volonté Générale” (In Austria si sono limitati,bontà loro,a qualche ‘ritocchino’ dei voti…) Questi bastardi!!!

    E noi dovremmo tenerci per capi della Chiesa questi emeriti BASTARDI (criminali)???

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  2. #bbruno   18 giugno 2016 at 1:08 pm

    correggo ( ah questa tastiera….),per rendermicomprensibile:

    “…La chiesa è certo società giuridicamente perfetta, ma una società è un ente morale, e quindi può sussistere momentanemante( secondo i tempi di Dio), anche senza un capo visibile, fisico, diversamente da un ente fisico che non può stare senza il capo suo, la sua testa fisica, anche se bacata. Ma il capo visibile della Chiesa, voluto da Cristo, non può essere bacato o “andare in preda a deliri” (quanto all ‘insegnamento della dottrina ), perché bacato sarebbe anche Cristo Signore con la sua preghiera (“prego che la tua fede non venga MAI meno”) che non ottiene quello che chiede! Quindi questi capi della Chiesa non esistono, esistono come capi della ‘loro’ chiesa (la chiesa massonica, che ha il suo dio nel trianglo in cima alla piramide, che è la caricatura o scimiottatura della Chiesa di Cristo: quindi a loro non si deve nessun assenso, anzi che siano maledetti (anatema).

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    • #lister   18 giugno 2016 at 3:35 pm

      Perfetto, bbruno. Come sempre.

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  3. #Leonardo   19 giugno 2016 at 12:10 pm

    Un concilio pan-ortodosso che porti le chiese ortodosse ad avvicinarsi alla falsa chiesa post-conciliare potrebbe avere degli effetti molto negativi: Bergoglio ad un certo punto potrebbe finire per unire la falsa chiesa cattolica modernista con quelle ortodosse. Va detto però che tra gli ortodossi ci sono molti sacerdoti ostili a Bergoglio, che davvero gli ortodossi diventino modernisti è quindi difficile.

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