Vittimismo, arma di distrazione di massa

norainbow

di Agostino Nobile

La psicologia non è una scienza esatta, ma a volte ci azzecca. Le persone affette da vittimismo – in Italia è definito anche sindrome di Calimero – distorcono la realtà per addossare agli altri le colpe di tutto ciò che gli accade. Probabilmente è la tendenza più diffusa tra gli esseri umani. Chi di noi non conosce almeno una vittima cronica? Particolarmente egocentrici, minimizzano le sventure altrui e ingigantiscono le proprie. L’ostentato vittimismo può mettere in fuga le persone accorte, ma i più scaltri sono capaci di aprire le porte della compassione del loro interlocutore. Ed è in questo preciso istante che entra in campo la loro strategia preferita: la manipolazione emotiva. È un’arma che, quando vogliono raggiungere il loro obiettivo, viene utilizzata per prendere il sopravvento e infangare il nemico immaginario. Affermano di essere discriminati e maltrattati per alimentare rancore e sete di sopraffazione. Totalmente incapaci di prendere le proprie responsabilità, da vittime diventano tiranni.

Nelle dittature e nelle democrazie il metodo della manipolazione emotiva è infallibile. Tutti i dittatori utilizzano la tecnica del vittimismo per infuocare gli animi delle folle, promettendo loro la rivalsa contro le supposte ingiustizie. Il vittimismo è diventato un’arma talmente potente che le democrazie hanno pensato di imporlo per legge. Sono gli uomini e le donne di governo che decidono chi è vittima e chi no. Molti fatti ce lo confermano. Per promuovere la politica migratoria alla TV mostrano spesso una mamma con i bambini, anche se in un gruppo di mille migranti giovani e forti sono presenti solo tre donne e due bambini. Centinaia di migliaia di cristiani sono cacciati dalle proprie terre o massacrati dai musulmani, ma i nostri governi hanno deciso che le vittime sono i musulmani, tanto che il neologismo islamofobia è stato accolto da tutti i governi occidentali. Della cristianofobia dilagante non se ne parla nemmeno.

Ma la vittima più coccolata del nuovo millennio è senz’altro l’omosessuale. I gay politicizzati hanno formato una lobby più o meno segreta, almeno fino a pochi anni fa, e grazie all’aiuto economico e mediatico dei poteri forti e delle massonerie sono infiltrati nei settori più sensibili, politica, economia, magistratura, mezzi di comunicazione, fino a dettare legge tra le mura vaticane.
Nella nostra società essere omo significa avere la priorità su tutti. A Hollywood, per esempio, non si muove foglia senza il consenso gay. Il che significa che la più potente macchina lava cervelli è controllata da loro. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Salute, guidata da omosessuali, già nel 1990 cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie. L’ONU ingiunge agli Stati di promuovere il matrimonio gay. L’MTV, il canale televisivo dei giovani, è nelle mani gay. Tra i cantanti anglosassoni, e non solo, abbiamo una lista di gay politicizzati o meno davvero impressionante. Artisti etero e omo sostengono le vittime in qualsiasi occasione, Adele, Madonna, Lady Gaga, Ricky Martin, fino ad arrivare ai vecchi etero come Paul Mc McCartney e Ringo Starr. Questi signori non sono mai usciti allo scoperto a difesa delle migliaia di donne, uomini e bambini cristiani massacrati in questi anni, ma per i fatti di Orlando, dove i morti erano gay, hanno manifestato il proprio dolore sui palcoscenici di tutto il mondo.

Per diffondere il loro vittimismo gli omo manipolano la realtà, l’antropologia, la biologia, la psicologia. S’inventano le più colossali bufale della storia, accusano tutto e tutti fino a diventare le vittime più protette del pianeta. Anche in questo caso i nostri governi hanno istituzionalizzato il neologismo omofobia. La vittima più vittima è talmente tutelata che un aggettivo considerato irrispettoso nei loro confronti può costare il lavoro, l’emarginazione, la gogna mediatica, la rieducazione, la galera. I cosiddetti diritti omo hanno la priorità sui bambini, sugli affamati, sugli ammalati, sulla famiglia. Mentre milioni di famiglie povere in canna abbandonate dallo Stato vivono nella disperazione, s’investono milioni di euro per la promozione gay. S’impone l’omosessismo nelle scuole e penalizzano economicamente quei paesi che rifiutano di accogliere la nuova ideologia. La vittima immaginaria è diventata carnefice. Negli Stati Uniti di Obama siamo arrivati al paradosso. È scoppiata la guerra dei cessi, ovvero il diritto dei gay di fare i loro bisogni nei bagni delle signore. Quando qualcuno ha fatto notare che non manderebbe le proprie figlie nei bagni intersessuali, si è levato un sommesso disappunto. Ma la guerra continua. I politici, appoggiati dai magistrati, stanno studiando la formula legale più morbida per risolvere questo problema di vitale importanza.

L’arma del vittimismo è stata creata e utilizzata con successo dai poteri forti per scopi che non hanno niente a che fare con gli attori in campo. Negli anni ’60/’70 le pseudo vittime erano le donne, il fine era la distruzione della famiglia e l’aborto per diminuire il numero delle nascite. Per le stesse motivazioni adesso usano gli omosessuali, con qualche variante. Al posto dell’aborto abbiamo l’utero in affitto, sia per umiliare la donna che per creare bambini disadattati. Ma il programma è molto più esteso. Si punta all’annichilamento della famiglia e della Chiesa, ultimi baluardi che si oppongono al trans-umanesimo, ovvero a quell’azzeramento della dignità che dovrà isolare l’essere umano, condizionandolo a produrre e vivere di piaceri effimeri. Non abbiamo bisogno della psicologia per capire che senza legami affettivi la società diventa un gregge di pecore, da sfruttare e portare al macello (eutanasia) quando finiscono di produrre.

La storia dovrebbe insegnarci che i grandi mutamenti imposti con leggi avulse dalla realtà portano sempre disgrazie. La rivoluzione del socialismo reale ha reso i lavoratori meno liberi e più poveri di prima. La liberazione della donna degli anni ’70 ha creato milioni di donne e uomini single. La solitudine imperversa in tutte le grandi città occidentali e la vendita di ansiolitici sono in crescita esponenziale. Con l’arrivo dei migranti musulmani, programmato e difeso a spada tratta dagli stessi poteri forti, in Europa abbiamo migliaia di spose bambine, matrimoni forzati, poligamia e infibulazione. I governi occidentali e le femministe chiudono un occhio, ma più spesso li chiudono tutt’e due.
Gli omosessuali non sono vittime degli etero, ma dei soliti poteri che, stimolando il loro vittimismo connaturato, li usano come utili idioti. Una prova eclatante l’abbiamo con l’Islam. I poteri forti demonizzano il cristianesimo, ma aprono le porte a quell’Islam che massacra gli omosessuali. Anche lo sprovveduto può rendersi conto che qualcosa che non torna. Le vittime più vittime non hanno capito che stanno aiutando i loro aguzzini a distruggere l’occidente. Nel frattempo, l’Islam ringrazia.

2 Commenti a "Vittimismo, arma di distrazione di massa"

  1. Pingback: Il vero male del secolo non è il tumore – Tra Terra & Cielo

  2. #Davide Maran   10 settembre 2016 at 6:45 pm

    Complimenti, un articolo davvero illuminante!
    Sto valutando scrivendo un articolo su un argomento strettamente collegato, è possibile pubblicarlo sul vostro sito?