Nostra Signora d’Africa, pregate per noi e per i musulmani

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Notre-Dame d’Afrique, la basilica minore di Algeri, guarda il mare dalla cima di un promontorio alto 124 metri, situato a nord del centro della città. La prima pietra fu posta il 14 ottobre 1855 dal monsignor Pavy. La basilica venne poi consacrata dal cardinal Lavigerie il 2 luglio 1872.

All’interno si venera una statua della Madonna nera, posta sull’altare maggiore. Dietro, nell’abside semicircolare, si trova un’iscrizione che recita: “Notre Dame d’Afrique, priez pour nous et pour les Musulmans” (Nostra Signora d’Africa, pregate per noi e per i Musulmani). L’invocazione  è riportata anche in arabo e in cabilo.

*** Attenzione: non leggete se amate l’ecumenismo oggi predicato e se pensate che cattolici e musulmani “abbiano lo stesso Dio”! ***

Preghiera a N. S. d’Africa per la conversione dei musulmani 
[traduzione a cura di RS]

Cuore Santo e Immacolato di Maria, così pieno di misericordia, siate toccato dalla cecità e dalla profonda miseria in cui versano i Musulmani.

Voi, la Madre di Dio fattosi uomo, ottenete loro la conoscenza della nostra santa religione, la Grazia di abbracciarla e di praticarla fedelmente, poiché, tramite la Vostra potente intercessione, siamo tutti riuniti nella medesima fede, stretti nella medesima speranza e avvinti nel medesimo amore per il Vostro divin Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, crocifisso e morto per la salvezza di tutti gli uomini, e che, risuscitato nella gloria, regna in unità col Padre e con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. 

Così sia.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi. Nostra Signora d’Africa, pregate per noi, per i Musulmani, per i Giudei e per tutti gli altri infedeli. Consolatrice degli afflitti, pregate per noi.

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Gli algerini devono a due pie donne lionesi, Marguerite Berger et Anna Cinquin, la presenza del Santuario in quel luogo. Nel 1846 Louis Pavy fu promosso vescovo ad Algeri e le signorine Berger e Cinquin, che seguivano i suoi passi dal tempo del suo vicariato a Lione, nella Chiesa di San Bonaventura, chiesero di accompagnarlo in Africa. Al suo arrivo venne aperto un piccolo seminario e le due signorine divennero una infermiera e l’altra lavandaia.

In prossimità del seminario, un sentiero scendeva verso il mare in una stretta gola. Tra i rami di un olmo – alcuni dicono di un olivo – sotto una pergola di edera, avevano collocato una piccola statua della Vergine, replica di quella che era venerata nella vecchia cappella di Fourvière, e spesso le signorine vi andavano per pregare, nel silenzio del luogo, in devoto raccoglimento.

Mons. Pavy, su preghiera incessante delle due donne,  fece sistemare in quel luogo una grotta artificiale di roccia e conchiglie per ospitare la “Madonna della Gola” e inaugurò solennemente il modesto oratorio. Il santuario divenne presto luogo di pellegrinaggio. I fedeli si recavano in quel luogo per pregare la Madonna nera e per manifestare la loro gratitudine per le grazie ricevute, potando ceri, ex voto, stampelle.

Ma il sogno delle due donne era  quello di erigere una grande chiesa della Madonna d’Africa, protettrice di Algeri e dell’Algeria, come quella dedicata alla Madonna di Fourvière, costruita a Lione. Mons. Pavy alla fine si lasciò convincere dalle due donne e nel settembre 1857, fece costruire, su uno spiazzo del promontorio di 120 metri a picco sul mare, un santuario che ospita una statua di bronzo della Vergine.

 

Fonte delle informazioni storiche

 

 

2 Commenti a "Nostra Signora d’Africa, pregate per noi e per i musulmani"

  1. #raimondo   21 luglio 2016 at 8:22 pm

    Grazie. questa è la chiesa dove sono stato battezzato nel marzo del 1947

  2. #raimondo   5 agosto 2016 at 10:24 am

    Anche se la costruzione di questa chiesa è legata a quella del Cardinal Lavigerie, propugnatore del Ralliement di Leone XIII, episodio ben documentato dallo storico francese Adrienne Dansette, nella sua “HISTOIRE RELIGIEUSE DE LA FRANCE CONTEMPORAINE SOUS LA III eme REPUBLIQUE”, FLAMMARION, PARIGI, 1951, che resta tuttora, il miglio studio sulla materia.