Vestire gli ignudi. Lo scapolare del Carmelo, ovvero “l’abitino della Madonna”.

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di Moreana

 

‘Lo scopo della vita al Carmelo è di riamare Maria dello stesso amore con cui fu amata da Suo Figlio’
(un carmelitano medievale)

‘Dopo l’Eucaristia, la più bella storia d’amore che l’umanità abbia conosciuto è scritta nell’abitino della Madonna’
(suor Marta dei Tre Cuori, ocd)

 

Ai nostri tempi, l’ordine carmelitano è unanimamente noto per la grande riforma operata da Santa Teresa di Gesù (d’Avila) e San Giovanni della Croce nel XVI secolo in Spagna : i due grandi contemplativi innestarono, tuttavia, la loro opera di riforma su un fecondissimo terreno che gli era stato affidato dalla Madre di Dio in persona, il monte Carmelo. Questo monte, luogo eccezionale e terribile dove il profeta Elia sconfisse con la spada di fuoco i sacerdoti del falso dio Baal, divenne ben presto proprietà dell’augusta Madre di Dio.

In Palestina, in questa terra benedetta promessa ad Abramo, di proprietà dei suoi discendenti, consacrata dalla presenza e dal mistero del Dio-Uomo ; in questa terra, non lontano da Nazareth, umile casa di Maria, si protende in mare un alto picco, noto come Monte Carmelo, che è solo un ramo della catena montuosa che si erge nell’Alta Galilea. La Sacra Scrittura parla spesso con lode di questo monte santo e venerabile. Qui è dove Elia ha vissuto a lungo in solitudine divenendo faro e modello della vita monastica; è qui che questo uomo del vero Dio ha vinto i sacerdoti del falso dio (e demone) Baal. Qui lo zelante profeta vide la misteriosa nuvola, che secondo gli interpreti, fu simbolo l’abbondanza di grazie che dovevano essere il frutto dell’Immacolata Concezione di Maria, della Sua maternità divina e della Sua umiltà. In queste terre brulle si rifugiarono i primi e pii eremiti di cui ci riferisce san Paolo nella sua lettera agli Ebrei, che sull’esempio del profeta, egli ci mostra vestiti di sole pelli, perseguitati, vaganti per deserti, avendo come unico rifugio le rientranze cavernose offerte dalla montagna. Fu lì ancora che nei tempi apostoloci fu eretta, secondo la Tradizione, la prima cappella dedicata a Maria, esattamente nello stessa grotta in cui aveva riposato il profeta Elia. Dalle grotte del Carmelo vennero papi santi quali Teleforo e Dionigi; è il Carmelo che ha dato alla Chiesa i santi Antonio, Pacomio, Ilario e Crisostomo; è ancora dal Carmelo che Cassiano ha preso in prestito, almeno in parte, le regole ammirevoli per la santificazione della vita monastica e eremitica dell’Occidente. Questo è il Carmelo che fornisce il santo Patriarca Cirillo di Alessandria, difensore intrepido della divina maternità di Maria nei confronti Nestorio. Quando nel XVI secolo il Carmelo rinasce grazie ai due santi riformatori, Esso poteva già contare su una tradizione aurea e su copiosi meriti, tutti conseguenza della protezione privilegiata della Santa Vergine sui Suoi figli.

Ma soprattutto quando santa Teresa d’Avila e san Giovanni della Croce si applicarono alla riforma dell’ordine, essi potevano già assicurare la propria opera su un aiuto celeste che è monopolio del Carmelo : il santo scapolare. Esso è il tratto distintivo dell’abito carmelitano e fu donato a San Simone Stock, carmelitano inglese, nel XIII secolo direttamente dalle mani della Madre di Dio. Con esso la Vergine Maria stabiliva un’alleanza perenne e infallibile con i Suoi figli. A differenza di altre devozioni mariane, la devozione al Santo Scapolare è – insieme con il Santo Rosario – la devozione mariana per eccellenza. In un’ulteriore visione a papa Giovanni XXII, la Madonna assicurava la Sua regale protezione a tutti coloro che sarebbero morti rivestiti dallo scapolare sottraendoli alle fiamme dell’Inferno, ma non contenta questa Creatura tutta amabile fece anche promessa del privilegio sabbatino liberando dal Purgatorio il sabato seguente alla morte tutti coloro che portando lo scapolare, rispetteranno la castità secondo il proprio stato e seguiranno determinate condizioni specificate dai pontefici (quali la recita del Piccolo Ufficio, commutabile in caso di necessità) : da notare che san Giovanni della Croce morì nella mezzanotte tra il venerdì 13 e il sabato 14 dicembre al rintocco della campana del mattutino esclamando ‘Gloria a Dio’.

La Chiesa, nella Sua grande sapienza, estende ben presto la pratica dello scapolare ai fedeli laici quale strumento di salvezza e ancora nella battaglia degli istanti finali della vita, in cui gli attacchi del Maligno sono più feroci. Il santo scapolare ad uso dei fedeli diventa una riduzione del grande tessuto di lana bruna usato dai religiosi : esso, più manipolabile e facile da indossare, è adattabile alle necessità di coloro che sono nella vita attiva. Nella Sua grande generosità, poi, la Sposa di Cristo arricchisce costantemente la devozione dello scapolare di indulgenze : lo stesso papa Benedetto XV non esita a rinnovare con più grandi indulgenze il santo abito (id : un’indulgenza quotidiana parziale è lucrabile con il solo gesto di baciare le sacre lane, alle condizioni prescritte) ‘preferendolo’ alla Medaglia Miracolosa.

A Fatima, infine, durante le apparizioni ai tre pastorelli la Vergine Maria affermerà che Ella salverà il mondo attraverso il Rosario e lo Scapolare, invitando implicitamente tutti noi fedeli ad indossarlo.

Se la recita del Rosario in quanto preghiera vocale è comprensibile ai fini della Salvezza eterna – è infatti una preghiera che ci attira grazie dal Cielo e ci fa meditare attraverso i quindici misteri la vita di Gesù, dimostrandosi un compendio di teologia dogmatica per tutti i cristiani senza eccezione di rango, istruzione e elevatezza spirituale -, la devozione dello scapolare può, apparentemente, sembrare meno impegnativa : tutto sommato è come portare un oggetto di bigiotteria al collo. Una forte volontà non sembra necessaria e i pronti detrattori si appigliano a questo elemento per scoraggiare e buggerarsi del primo pegno di amore che la Madonna ci ha lasciato nella nostra storia di poveri uomini.

Anzitutto portare lo Scapolare è un atto di pubblica devozione : a differenza della Medaglina di rue du Bac, esso deve essere imposto da un sacerdote secondo un breve rituale codificato dalla Chiesa. Attraverso questa investitura il fedele si impegna a portarlo indosso fino alla morte. Inoltre, portare lo scapolare richiede una grande modestia nel vestire : la modestia (verecundia) è quella piccola virtù su cui poggia l’intero edificio della purezza cristiana. La vergogna provata di fronte a sguardi indiscreti è il terreno su cui prospera la bella virtù della castità, giacchè la creatura, rinunciando a compiacere agli altri, si nasconde in Dio e coltiva nell’animo la purezza degli affetti, che si traduce anche in purità della carne non corrotta dal vizio della lussuria. Lo scapolare, a cui è legato il perseguimento della castità secondo la volontà della Vergine, è dunque un impegno serio e, in maniera forse un po’ inaspettata, gravoso. Da sempre la pietà dei fedeli ha soprannominato lo scapolare ‘l’abitino della Madonna’ : esso riveste il cristiano di un nuovo abito, ma anche di una vera e propria armatura attraverso la quale proteggersi dal Male. Lo scapolare non è solo uno scudo che protegge il fedele esorcizzando gli spiriti malingi in quanto sacramentale, ma anche strumento di cui il fedele, attraverso la meditazione e la costanza nella fede, può usare liberamente ed in piena volontà adattando di volta in volta le sue esigenze pratiche in vista del mantenimento di questa alleanza con la Vergine : il fedele deve sempre tenere a mente che lo scapolare non può essere tolto ed è, quindi, invitato ad organizzare tutte i dettagli della sua vita in vista di questa devozione. Smettere di indossarlo non costituisce propriamente un peccato, ma indirettamente indica un disprezzo delle cose divine : oltre a perdere abbondanti grazie, abbandonare lo scapolare può indurci sulla cattiva grazia del dei doni del Cielo (peccato mortale contro il primo comandamento) e della tiepidezza (vizio che genera un peccato veniale e che raffredda la Carità e il grado di perfezione perseguibile).

E’ allora lo scapolare un feticcio, una vana idolatria ? Affatto. Lo scapolare della Vergine del Monte Carmelo è uno stendardo impostoci dalla Madre di Dio. E’ un gesto materno e regale al contempo : concessione regale per l’investitura con cui ci impegnamo a stare sotto la Sua protezione, atto materno poichè ripete quelli che furono i primi gesti di Maria dopo la nascita di Gesù Bambino « mentre (Maria e Giuseppe) si trovavano in quel luogo, si comprimono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia » (Luca 2,6).

Senza aiuto alcuno, dopo la nascita prodigiosa, la Santa Vergine ricopre il Signore Infante di baci e lo avvolge in fasce per proteggerne la carne sensibilissima di Dio-Uomo dal contatto con la natura corrotta. Il gesto della Madre di Dio è l’inverso di ciò che accadde durante la Passione, quando durante il giovedì santo furono messe le mani addosso a Gesù. Dopo essere stato riconosiuto grazie al bacio del traditore Giuda, di infelice memoria, Gesù è malmenato e arrestato ( « E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. » Matteo 26, 50). L’insigne castità di Maria non è dunque solo una dote di integrità fisica, ma anche morale : Ella non tiene Gesù per sè, volendolo come bene, ma lo offre alle anime, donandosi a Dio con tutta la Sua volontà per proteggere il Bambino frutto del Suo seno, volendo il Bene che è l’accettazione della volontà divina.

Alla luce di questi elementi si illuderebbe, dunque, chi vedesse nello scapolare un vago oggetto di devozione. Nella storia dell’umanità esso segna una tappa importante : l’abitino della Madonna riveste l’umanità intera, che ha vergogna della sua nudità dopo il peccato originale, secondo quello stesso gesto di tenerezza materna che la Vergine ebbe per il Bambino Gesù al momento della nascita. La Madonna ci tratta davvero come figli Suoi, avendo verso di noi le stesse premure.

Unico nostro sforzo è accettare la Sua protezione.

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PS : Questo articoletto non ha come scopo quello di muovere le coscienze ad indossare lo scapolare. Ne è incapace. Compito però di chi, come l’autrice, è legato a Carmelo da particolari vincoli quale lo scapolare è quello di informare ; essendo tutto grazia, invito coloro che leggeranno questo articolo a chiedere in preghiera seppur fugacemente di essere rivestiti del santo abitino. Dio non mancherà di farvi questa grazia.

Santa festa di Nostra Signora del Monte Carmelo a tutti !

Deo gratias et Mariae !

 

 

5 Commenti a "Vestire gli ignudi. Lo scapolare del Carmelo, ovvero “l’abitino della Madonna”."

  1. #Fransi   16 luglio 2016 at 11:58 pm

    lo scapolare può essere indossato come un cingolo, senza esser mostrato?

    chiedo questo perché sono più propenso ad accettare devozioni come i cingoli, nascosti nel proprio intimo (spirituale e carnale) e anche perché il come si porta di consueto lo scapolare, lo trovo abbastanza narcisistico (frequentando una Chiesa del Carmelo e da “molti” devoti alla scapolare, non mi è difficile notarli sia nella Chiesa che nella vita fuori!).

  2. #gaspare   17 luglio 2016 at 6:25 pm

    non so cosa è un cingolo ma lo Scapolare lo puoi portare sotto i vestiti tranquillamente.

    • #Fransi   18 luglio 2016 at 2:48 pm

      Un cingolo è una cintura, un cordone: un esempio è il cingolo di San Giuseppe oppure il cingolo di San Tommaso d’Aquino.

  3. #Francesco   24 luglio 2016 at 7:51 pm

    Dice l’articolo ” il fedele deve sempre tenere a mente che lo scapolare non può essere tolto ed è, quindi, invitato ad organizzare tutte i dettagli della sua vita in vista di questa devozione.”
    Ciò è vero, ma si parla di toglierlo “volontariamente”, vi sono circostanze in cui lo scapolare deve essere tolto, vedi ad esempio un’operazione chirurgica, lavarsi, ecc, ciò richiede la sua rimozione momentanea, desiderando di rimetterlo il più presto possibile, tutto dipende dall’intenzione per cui si toglie.

    • #Martha   26 luglio 2016 at 12:06 am

      Si credo sia nel senso che non può essere preso come un vezzo. Lo scapolare è un impegno serio. Va da sé che per questioni pratiche, quali sono quelle che Lei evoca, può essere tolto. Nei Carmeli, spesso le religiose (che sono rivestite dello scapolare grande) al bisogno e durante la toeletta usano l’abitino.