Ex malo bonum: se da eventi catastrofici può scaturire il Bene

Terremoto, foto di Amatrice scattata da bordo dell'eliambulanza

di Gabriele Colosimo

Questa notte si è verificata una forte scossa di terremoto nel centro Italia, così forte da far crollare un paese intero, Amatrice (a cui deve le proprie origini un famoso piatto della tradizione culinaria laziale), così forte da aver lasciato sotto le macerie decine di persone. Nel momento in cui scrivo si parla di 21 morti e 100 dispersi circa.

Eventi del genere, per quanto catastrofici, ci ricordano che siamo nulla di fronte al Signore di tutte le cose e che il nostro posto è sotto di Lui. La miglior posizione possibile è, quindi, quella della piena sottomissione al nostro Creatore, rispettandone le leggi morali e accettando la Sua volontà, che non significa certo rimanere passivi qualunque cosa accada, significa semplicemente non disperare di fronte a eventi che, grazie alla ragione, sappiamo che è possibile che avvengano e possano essere fatali.

Dove si troverà mai il “bonum” in questo terremoto o in altri eventi apparentemente nefasti, si chiederà forse qualcuno. Per chi, come me, ha iniziato il suo cammino di conversione in seguito alla morte di una persona cara, forse la risposta è semplice. Una volta un santo sacerdote in un’omelia sulla vita e la morte ha detto che molti trascorrono il loro tempo acchiappando le farfalle. Quale miglior metafora per chi conduce in maniera spensierata una vita spiritualmente mediocre? Come descrivere meglio chi non vede il proprio creatore per seguire la moda del momento, per cercare l’effimero, per acchiappare i Pokemon…?

Una veduta di Amatrice dopo la scossa di terremoto, 24 agosto 2016. ANSA/ LUCA PROPERI
Una veduta di Amatrice dopo la scossa di terremoto, 24 agosto 2016. ANSA/ LUCA PROPERI

Eventi come questo terremoto scuotono le coscienze tiepide, le schiaffeggiano per farle risvegliare dall’effimero mondo delle creature e fargli volgere lo sguardo al Creatore. Anche chi subisce gravi perdite o chi si trova nella posizione di poter fisicamente aiutare chi ha perso parenti o case può essere scosso dai disegni della Provvidenza. Potrebbe chiedersi “perché sto aiutando il mio prossimo?” e arrivare così a capire che esiste una legge morale. E quale legge non ha un legislatore, che in questo caso è IL supremo Legislatore?

Al contrario, più si reagisce male a questi eventi, più si apre all’apostasia, alla non accettazione della Sua volontà come atto di egoismo e superbia. Questa mattina stessa ho condiviso verbalmente un pensiero su quanto accaduto e mi è stato risposto “il Signore, chiunque esso sia, se veramente lo decide Lui, potrebbe anche risparmiarci queste orribili sofferenze”. Un fulgido esempio della disperazione di chi è del mondo e vede nelle creature il proprio fine ultimo. E quanti ho visto allontanarsi da Dio perché “ha fatto morire ‘X’ o ‘Y’, quindi non è buono”.

Non vi è stato detto che si nasce, si vive e si muore? E che si può morire in qualsiasi momento? E che ha sconfitto la morte solo la seconda persona della Santissima Trinità?

In questi momenti può venirci in aiuto l’indifferenza ignaziana, concetto che diventa ben chiaro dopo un turno di esercizi spirituali.

“E’ necessario renderci indifferenti verso tutte le realtà create (in tutto quello che è lasciato alla scelta del nostro libero arbitrio e non gli è proibito), in modo che non desideriamo da parte nostra la salute piuttosto che la malattia, la ricchezza piuttosto che la povertà, l’onore piuttosto che il disonore, una vita lunga piuttosto che una vita breve, e così per tutto il resto, desiderando e scegliendo soltanto quello che ci può condurre meglio al fine per cui siamo creati.”

Questa bella frase di Sant’Ignazio di Loyola racchiude tutto il senso della nostra vita, di come deve comportarsi chi vuol seguire l’unico vero Dio, di chi ha ricevuto tutte le grazie per capire che l’unica Verità è la religione cattolica.

Preghiamo allora affinché quest’evento porti tante conversioni e altrettante anime alla salvezza eterna.

10 Commenti a "Ex malo bonum: se da eventi catastrofici può scaturire il Bene"

  1. #Valerio   24 agosto 2016 at 2:24 pm

    Grazie per la tua testimonianza!

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  2. #Fabio Angius   24 agosto 2016 at 3:42 pm

    Bell’articolo…+

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  3. #annina   24 agosto 2016 at 9:05 pm

    Durante questi eventi catastrofici, diamo la colpa a Dio. Ma tutte le bombe e tutti gli esperimenti che l’uomo fa sotto terra, nei mari e nei cieli non pensate che possono provocare degli sconvolgimenti nella terra, nei mari e aumento di malattie nuove ?
    Gli scienziati si sostituiscono al Creatore per cercare di costruire e manipolare la vita in laboratorio.
    Poi se Dio permette queste situazioni è anche perchè noi ci siamo allontanati da Lui e dalle Sue leggi, noi vogliamo dirigere i nostri passi da soli.
    Lui saprà però da una situazione negativa, trarne una positiva, attivando la solidarietà vicendevole.

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    • #bbruno   30 agosto 2016 at 4:27 pm

      appunto, non vogliamo saperne di Dio quando lo offendiamo, lo asentiamo come un peso, e poi lo interroghiamo quando il male ci colpisce: Dove eri Dio? E ci si è messa anche (questa) chiesa e i i suoi pastori a interpellarlo così; ma quando benedice le unioni concubine, comunica le coppie divorziate, fa buon viso alle coppie gay, chiama alle sue messe i maometti, Dio, e l’onore dovuto a Dio, dove lo ha messo???

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  4. #Cristiano Lugli   24 agosto 2016 at 11:47 pm

    Magistrale e limpido scritto, rinnovo i complimenti.

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  6. #AICI   28 agosto 2016 at 12:07 am

    Nel 1600 ad Amatrice vi fu un terremoto di egual dimensione e i cronisti dell’epoca parlarono di ira divina; ora ci affidiamo agli scienziati che però non sanno spiegare perché il terremoto avviene oggi e non ad esempio tra 1 anno. Semplice: il Signore come ebbe a dire qualche anno fa un famoso professore su RM si fa sentire anche in questi eventi. Questa è la risposta all’approvazione della legge Cirinnà. e se passeranno le leggi sulle droghe leggere e sull’eutanasia vi saranno momenti atroci per l’Italia!

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  7. #lister   28 agosto 2016 at 11:18 am

    Magnifico, Isidoro!

    Ma, del resto, se i cosiddetti “papi” stessi, come in occasione della loro visita ad Auschwitz, si chiedono “Dov’è Dio?” (!), logico che quelli che passano la loro vita “ad acchiappare farfalle”, poi diranno:
    “Ha fatto morire ‘X’ o ‘Y’, quindi non è buono”.

    Quando De Mattei disse che lo tsunami in Giappone era un castigo di Dio, fu deriso, calpestato, offeso.
    Ne prese le distanze persino la rivista gesuita (ma guarda un po’!) Civiltà Cattolica…

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    • #bbruno   30 agosto 2016 at 8:51 pm

      ma questi, # lister, nemmeno nella Bibbia credono: loro sono menti raziocinanti, a prescindere! Se li interpelli sul Diluvio, ti diranno che è una metafora, e che la Bibbia è un racconto per menti infantili, se non per deboli menti, quali quelle, per esempio, di Cristo (Lc 17) e di San Pietro Apostolo (1Pt 3,20), che il Diluvio l’hanno preso alla lettera. Quindi per loro, queste belle menti adulti e forti, Dio non punì con la catastrofe immane di una alluvione universale l’umanità che gli era divenuta totalmente ribelle ( con l’eccezione degli 8 salvati nell’arca ), ma, per loro, una qualche inondazione della valle del Tigri e dell’ Eufrate aveva dato all’ autore biblico il pretesto per una raccomandazione drammaticamente vivace, fatta agli uomini, a “fare i buoni”!- (oggi nemmeno questo avrebbe osato un preposto qualunque alla cura della nova chiesa, si sa, dio è buono, e fa quel che vuoi, che dio ti ama comunque, per sempre, a prescindere- e s eti succede qualcosa di sgradito, chiama all’ ordine dio!!!).
      Ma, nonostante queste belle menti, la Bibbia continua a dire che a seguito del diluvio, per il peso immane dell’ acqua che l’aveva sommersa, la terra, prima costituita in forma di calotta unica (la ‘pangea’ delle tradizioni antiche ) circondata dall’oceano Placido ( da cui il nome di ‘Pacifico’, attuale), cominciò a spezzarsi in tanti pezzi, questi andando in rapido susseguirsi di tempo, alla deriva, la famosa deriva dei continenti anche questa conseguenza del diluvio, quindi del castigo.

      Ci dice la Bibbia, è vero, che Dio assicurò l’uomo che mai più ci sarebbe stato il diluvio, ma non ci ha garantiti dagli effetti spesso catastrofici del movimento di questi pezzi, di queste placche, le une contro le altre, sempre conseguenza di quell’universale prima punizione…Il Vescovo di Rieti, da buon rappresenatnte delle moderne menti raziocinanti, ha detto nella sua omelia del funerale delle vittime del terremoto, che da sempre, da quando la terra esiste, ci sono terremoti…Davvero; Dio avrebbe pensato, di suo, di collocare l’uomo su una terra instabile, pronta, all’improvvis, a inghiottirti? Non parla la Bibbia di un Eden, di una terra felice e sicura, come luogo dove Dio collocò l’uomo? Ah già, sto sognando, vittima della mia mente amante delle favole…

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  8. #lister   3 settembre 2016 at 11:44 am

    Grande, bbruno!
    Sempre perfetto nei tuoi commenti.

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