Parossismi in chiave Pro-Life

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di Cristiano Lugli

Cari amici di Radio Spada,

sappiamo bene quanto il panorama “Prolife”nazionale ed internazionale sia sprofondato in un baratro degno e pregno della crisi di valori che caratterizza il cattolico-medio del XXI secolo; tuttavia c’è ancora qualcosa che riesce seriamente ad imbarazzare in tutto questo sfacelo.

Queste poche righe non vogliono essere una ridefinizione dell’ambiente pro-vita italiano: sarebbe troppo impegnativo ed esulerebbe dalle mie competenze, ma piuttosto si presenta come una segnalazione che mi preme assolutamente fare circa una giornata di dibattiti culturali organizzata a Firenze per il giorno sabato 10 settembre.

Pensata e concretizzata da “Organizzazione Vita è”, “Comitato Difendiamo i nostri figli” e “Notizie Pro-Vita”, la manifestazione si occuperà di temi di attualità, prettamente legati al gender, alle unioni “civili’, alla famiglia vista attraverso la Costituzione, e tutte le solite ramanzine che vengono riprese dai catto-moderati, propensi a salvare la società tramite le grandi parate di piazza – laiche e sincretiste – , la rampante e patriottica Costituzione e mai attraverso il Magistero di sempre.

Niente di strano in tutto questo, ci siamo abituati penso, ma guardando il programma della giornata (volto principalmente a tracciare una guida per dire “NO” alla riforma costituzionale ) con  annessi relatori, non ho potuto trattenermi dal dire due parole. Prendetelo magari come un semplice sfogo, il quale, però, spero sia utile a rimuovere qualche acaro di polvere nella zucca di tante persone, attonite a seguire il semplice e virtuale bagliore di chiunque prenda posizione in difesa della c.d. “famiglia naturale”.

Giusto qualche nome qua e là potrebbe rendere efficace il mio istinto di condivisione e quindi potremmo parlare di: Renzo Puccetti, Gianfranco Amato, Massimo Gandolfini e Gaetano Quagliarello (e credo di aver già detto tutto). 

L’establishment del “Family Day” si erge sempre e comunque, aldilà delle presunte diatribe tra PdF e Comitato, e fino qui sempre tutto bene. O meglio, pure l’on. Quaglierello è una grande trovata in un solfeggio che sa tutto di NCD, se pur il Nostro non vi appartenga più.

Ma fra i tanti volti noti non si è ancora arrivati al peggio, ovvero a Madame Roccella, il cui nome spicca quasi in gigantografia insieme a quello di Gandolfini e Quagliarello.

Dunque fra il mondo pro-life in auge la nostra “onorevola” è ancora vista come un’autorità politica e morale su cui poter contare con tutta probabilità, in quanto ricopre ancora volente o nolente il ruolo di donna CEI, la fedelissima dei catto-“conservatori” (?) ruiniani.

Giusto così, en passant, non sarebbe male ricordare agli organizzatori chi è Eugenia Roccella (pur convinti che essi ne siano coscienti… e consenzienti!)  del passato mai tramontato nelle ideologie radicali e delle incensazioni fatte alla pillola-killer feticida RU-486, che per questa signora doveva  esser distribuita in ogni angolo della penisola italiana (per questo rimando ad un vecchio scritto altamente esauriente dell’amico Roberto Dal Bosco http://www.radiospada.org/2014/04/eugenia-roccella-e-la-manticora-assassina-una-nuova-lettera-di-roberto-dal-bosco/ ). Delle lacrimucce spese per la commemorazione di Stanziani, dei soldi al Partito Radicale, delle lotte per il femminismo e di tutti gli altri discorsi sconcertanti circa l’omicida legge 194 a cui fanno coda gli orgogli “cattolici” della legge 40.

Recentemente poi – e questo lo diciamo per chi avesse ancora inspiegabili occlusioni alle orbite – l’onorevole Eugenia ha votato senza colpo ferire la fiducia al governo Renzi sulla legge 107, meglio conosciuta come riforma “Buona scuola”, per la quale è stata introdotta ufficialmente la teoria del gender nei programmi scolastici, consegnando i nostri figli ai seguaci del Princeps huius mundi. 

Il “sì” della paladina CEI è peraltro arrivato pochi giorni dopo la scesa in piazza al Circo Massimo, dove la suddetta era presente insieme alla cerchia di neo-cat gandolfiniani. 

Questo giusto per testimoniare che stiamo parlando di una che ha poi avuto il coraggio di giustificare il suo sostegno alla fiducia ribadendo la necessità di un Governo stabile e compatto. 

Ecco, senza andare oltre permettetemi di dire che costei non si dovrebbe sedere in nessuna tavola rotonda per parlare di vita, di legge su unioni “civili” e via di scorrendo.

Gli appelli in passato sono stati accorati, specie su Radio Spada grazie ad accesi confronti, ma forse ancora non si è capita la lezione. 

Ogni tanto penso al compianto Palmaro, instancabile combattente per ciò che ancora poteva rimanere nel mondo Prolife italiano, e mi chiedo cosa penserebbe dinanzi a queste reunion dal sapore più che mai democristianista, sempre lì all’opera per stanziare quale sia il male minore, alla ricerca del meno peggio. 

I minestroni bioetici in salsa modernista sono ormai ciò che rimane di un confuso e martoriato mondo che tenta di difendere la vita a suon di compromessi, con i deliranti sillogismi roccelliani in favore della 194, come che questa infame legge potesse avere anch’essa un’ermeneutica della continuità, in contrasto alla malinterpretazione di essa: un sorta di “spirito della 194” da non confondere con la vera 194. Sa di linguaggio ratzingeriano è vero, e non per niente calza a pennello con le frequenti e non ermetiche posizione di Madame Eugenia, vatican-secondista con matrice radicale, niente di meglio.

Se queste dunque sono le tavolate di mondo “Prolife“, e se questi sono gli zelanti datori di cultura  “cattolica”, allora vuol dire che dovremmo lavorare molto più assiduamente per chiarire qualche punto, e soprattuto per distinguere il male dal bene, evitando così che qualche cattolico in buona fede straziato dagli sfrontati attacchi diabolici verso la Famiglia, inciampi ad intraprendere battaglie che di cattolico non hanno proprio nulla. 

2 Commenti a "Parossismi in chiave Pro-Life"

  1. #lister   6 agosto 2016 at 5:54 pm

    Non c’è da meravigliarsi più di nulla.
    La Roccella (non Ionica) è stata sdoganata dal Perito chimico dal momento che ha sdoganato quella donna (?) dalla pompa (!) facile ed il suo mentore dallo spinello facile (mi fa schifo pure scrivere il loro nome).
    E, se vogliamo vederci più chiaro, tutto nasce con lo sdoganamento dei modernisti da parte del cosiddetto “Papa buono”, mezzo secolo fa.
    Tutto il resto e consequenziale: trattasi di Chiesa 2.0.

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  2. #Matteo   8 agosto 2016 at 6:59 pm

    Però si continua in tanti ad andare ai circhi massimi e a pagare l’otto per mille consentendo a questa gente di coltivare il loro orticello tossico e spacciarne i frutti
    venefici.

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