Avete voluto il laicismo? Tenetevelo.

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di Cristiano Lugli

 

Sono passati quasi due anni dall’efferata strage avvenuta ai danni della satirica rivista francese “Charlie Hebdo”, e rivendicata dall’Is a seguito delle vignette che irridevano l’Islam e Maometto. Non c’è bisogno di evocare ricordi sulla melliflua reazione che l’intera Europa, il mondo, hanno avuto nei confronti di quanto accaduto nel cuore della Francia. Oggi – come allora d’altronde – esce il vero lato di quella rivista, tanto blasfema, sacrilega, quanto priva di ogni ben che minimo rispetto umano. Viene a galla il volto di chi non ha imparato la lezione, di chi per fare una sporca e squallida satira è disposto a perdere la propria vita già da tempo votata al nulla.

I momenti che hanno accompagnato le giornate in questo periodo così tragico sono stati davvero dolorosi, e gli spasimi riecheggiavano sempre più forti nelle interiora ad ogni anima che si aggiungeva a quelle già spirate improvvisamente sotto il tumultuoso ed inaspettato terremoto. Eppure c’è chi, con grottesca ed infernale risata, riesce a sogghignare, a sfotterci – passatemi il termine – pubblicando delle vignette in cui vengono rappresentati gli italiani seppelliti sotto le macerie, ragguagliandoli ai diversi tipi di pastasciutta.

E sono sempre loro, quelli di Charlie Hebdo! Nulla è cambiato da allora, il meccanismo con cui vilipendiano la religione è rimasto lo stesso, lo si può verificare guardando le immagini dei numeri usciti in seguito alla strage.
Da chi propaga ateismo pratico, unito al gusto di profanare nel senso peggiore del termine tutto ciò che si ritrova intorno, non ci si poteva aspettare niente di meglio che la derisione di un intero stato che piange 290 morti, e che ancora non riesce a chiuder occhio per il terrore delle ripetute e forti scosse.

Fatte queste premesse e riscontrato ciò con cui abbiamo a che fare, sono doverose due tipologie di valutazione:

– Punto primo, in uno Stato degno di tale nome costoro avrebbero già dovuto essere interdetti dalla loro sporca attività, con le buone o se fosse occorso anche con le cattive maniere, visto che anche secondo l’insegnamento tomistico un membro che scandalizza e tumorizza tutta la società va estirpato con il suo male il prima possibile, ond’evitare che contagi l’intero organismo. Personaggi in grado di arrivare ad un simile scempio verso persone che non se la sono di certo andata a cercare ( in senso stretto almeno: se volessimo parlare di possibile castigo divino dovremmo ampliare di gran lunga il discorso, e comunque non si potrebbe ridurre l’argomentazione alle singole persone, le colpe essendo dell’umanità tutta intiera ), a differenza loro, non meriterebbero dunque altro che una sonora punizione fisica. E si badi bene che nessuno vuole alludere alla morte, ma piuttosto ad una punizione totalmente esteriore in grado di reindirizzare nel verso giusto le intenzioni, fungendo questa da monito umano, tuttavia in grado di espiare pure qualche colpa commessa in vita.

– Il secondo aspetto, quello più attuale e concreto, sta nel cambio di rotta assunto da tutto il popolo che nel gennaio del 2015 alzava le matite al cielo postando in ogni dove gli hashtag di #jesuischarliehebdo. Piangono ora, frignano, si sentono offesi e ritirano ogni tipo di apprezzamento fatto a favore e in solidarietà della sacrilega ed immorale rivista. I Grasso e le Boldrini, le Meloni e i Salvini, tutti, da sinistra a destra, alzano cori indignati verso l’oscena vignetta ma, ahinoi, lo fanno troppo tardi. È troppo comodo adesso, voltare gabbana quando ai tempi della strage era quasi reato alzare la voce per prendere le distanze dai satirici “giornalisti”, quando tutti e dico tutti esprimevano la puerile solidarietà di massa a Charlie Hebdo.
Spezza il cuore un simile atto, e suscita una rabbia ben dovuta; allo stesso tempo resta la lucidità per dire che tutti i #jesuischarliehebdo del caso dovrebbero solo tacere, vergognarsi, e prendere atto che la causa di una tale strafottenza sono loro. Del loro modo di pensare, dei loro disvalori democratizzanti, che tollerano e vogliono il liberalismo sfacciato grazie a cui la rivista francese si permette anche solo di esistere come tale. Troppo tardi per dire che “non siete più Charlie Hebdo”, come il selvaggio e pecoraro popolo del web ora tweetta e posta ovunque.
Un pizzico di sana presunzione è ora debita a noi cattolici, agli “ottusi” che non sono stati solidali con le “povere vittime” del 7 gennaio 2015, che non hanno alzato matite, che non sono andati a piangere accendendo lumi sotto i sordomuti idoli pagani. Questi cattolici hanno tutt’al più guardato, in queste ore di umana agonia, la statua di San Benedetto a Norcia, patrono d’ Europa ma tuttavia dimenticato da tutti. Su questa hanno pregato ben consapevoli che solo partendo dai valori cristiano-cattolici potrà ripartire l’Europa, ormai scarnificata della Fede che un tempo traspariva da ogni ciglio di strada.

La Francia insieme al resto d’Europa e del mondo ha metaforicamente ma anche concretamente rimosso e rifiutato il patrocinio dei Santi, sostituendolo con l’elemosina e gli sterili pianti al moloch laicista della Marianna, lascito tangibile dell’Illuminismo anti-tradizionale. Ora non può che raccogliere ciò che si merita. Tanto, poi, basterà uno dei soliti luoghi comuni contro il Cattolicesimo a far rialzare agl’indici delle riviste mondiali il “povero” Charlie Hebdo.

Per tornare alla nostra dose di presunzione allora, di una cosa possiamo certamente andare fieri: non siamo Paris, non siamo il Bataclan, non siamo Charlie Hebdo. Ma soprattutto….. NON LO SIAMO MAI STATI.

 

 

9 Commenti a "Avete voluto il laicismo? Tenetevelo."

  1. #WCOOPER   5 settembre 2016 at 10:27 am

    Villipendiano la religione? Tutte tranne una! Quale sara’ mai questa “fortunata”? … E perchè proprio quella? A voi l’ardua risposta.

  2. #Cristiano Lugli   5 settembre 2016 at 10:49 am

    Completamente d’accordo con lei!
    Cordialmente,
    Cristiano Lugli

  3. #bbruno   5 settembre 2016 at 2:47 pm

    che coraggio!

    • #bbruno   5 settembre 2016 at 3:53 pm

      ‘che coraggio’ è riferito ad altro, a commenti non pubblicati – non a questo articolo: siamo onesti, almeno!

  4. #bbruno   5 settembre 2016 at 4:11 pm

    allora forse si è trattato di un “non pervenuto”.
    Provo a riscrivere:
    ben detto, noi non siamo Paris, né il bataclan, né hebdo, come non sono Garibaldi né Porta Pia! Ma sono-Pio IX- e il suo Sillabo ( che il laicismo ha condannato )

    • #lister   5 settembre 2016 at 4:57 pm

      Ma, soprattutto, non siamo Savoia, i carnefici!

      • #bbruno   5 settembre 2016 at 7:55 pm

        giusto, lister, e difatti nella prima stesura del commento avevo messo anche “non siamo-Vittorio Emanuele II (il Bastardo. questa volta infame, figlio del macellaio, e quindi nemmeno Savoia, a onore del vero…- questo non per giustificare casa Savoia e il regno infame di Piemonte…)

  5. #MariTer   5 settembre 2016 at 6:49 pm

    “Je suis Charlie” fu proclamato a suo tempo per prendere le distanze dalle nuove orde barbariche di una certa religione, innominabile se non si vuole passare per politicamente scorretti, che non conoscono altro modo di relazionarsi col prossimo – in particolare cristiano – se non, nel migliore dei casi, imponendo la propria squallida civiltà o, nel peggiore e attuale dei casi, facendosi saltare in aria per uccidere il più alto numero di “cani infedeli” possibili, parole del loro Libro Sacro. E io non rinnego quel prendere le distanze di allora…
    Lo sdegno per la storia delle vignette sui nostri morti è sacrosanto, però mi chiede come mai l’Occidente cristiano non si è indignato contro i sagaci fumettisti quado rappresentarono in modo osceno la Santissima Trinità sulla copertina di un loro numero … se non mi sbaglio allora il silenzio fu assordante, anzi, nemmeno silenzio mi ricordo benissimo che si proclamò a gran voce che era piena espressione del diritto di satira…
    Mah ! Onestamente tra i nostri “amici” attentatori e i nostri “amici” dissacratori, non saprei chi scegliere … mi causano entrambi un sano senso di vomito … MariTer

    • #lister   6 settembre 2016 at 11:46 am

      Quel motto non fu inventato per “prendere le distanze” dall’islamismo ma per SOLIDARIETA’ nei confronti di quegl’infami che furono ammazzati perché avevano sbeffeggiato Allah e l’islamismo.
      Sbeffeggiavano anche il cristianesimo, ecco perché io non fui Charlie Hebdo!
      Stranamente, non hanno mai sbeffeggiato l’ebraismo (guarda un po’).

      Il colmo per questo fogliaccio è che, con le sembianze di due dei giornalisti uccisi, ne hanno fatto due gargoilles in pietra per la torre a La Rochelle. Per la legge del contrappasso, prima Cabu e Wolinski vomitavano blasfemie, ora vomitano acque lorde.