Come prima e più di prima, #jenesuispascharlie

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di Gianluca Di Pietro

 

Come prima e più di prima: Io non sono Charlie Hebdo!
Oggi la testata francese torna a far parlare di sè a livello mondiale: la redazione non ha avuto il rimorso o anche solo il dubbio di  vendere copie puntando su una trovata fumettistica che banalizzasse o mettesse in ridicolo il dolore umano di persone che hanno perso tutto e tutti.
Avremmo preferito che i fumettisti ci insegnassero scherzosamente su come piangere i morti. Avremmo preferito che con la forza di una sana ironia ci consolassero e ci incitassero ad andare avanti.  Forse ci siamo illusi che l’esperienza dell’attentato da loro vissuto avesse insegnato a questi provocatori, bestemmiatori e sacrileghi non dico la fede, ma almeno la decenza e forse anche la prudenza.  E invece hanno di nuovo dato prova del loro cattivo gusto e di come siano la brutta copia della sana, sagace, briosa e anche colorita ironia degli illustri satirici che li hanno preceduti e che mai hanno dimenticato di attribuire alla loro “produzione letteraria” quello scopo etico che induceva il pubblico a riflettere.
Non c’è nulla di etico nel banalizzare il dolore. 
Non c’è nulla di etico nello scambiare 240 morti per lasagne.
E se anche ci fosse, lo hanno espresso nella maniera più riprovevole possibile.
Noi cattolici abbiamo pianto e pregato per i loro morti, abbiamo provato ad invocare su di essi la Divina Misericordia e siamo perfino pronti ad elevare di nuovo un Requiem per essi. Ma in una cosa non abbiamo sbagliato: non abbiamo mai voluto e mai vorremo in futuro alzare le matite in aria a difesa di questo tipo di “libertà di espressione”, che non vuole mantenersi almeno nel recinto della decenza!

7 Commenti a "Come prima e più di prima, #jenesuispascharlie"

  1. #Diego   3 settembre 2016 at 8:31 am

    https://www.youtube.com/watch?v=nIYSoaIPU3c

    • #lister   3 settembre 2016 at 4:23 pm

      Bello, Diego.
      Strano che ci sia qualche francese che prende le distanze pubblicamente da quell’abominevole rivista.

      • #Diego   3 settembre 2016 at 7:34 pm

        Caro Lister,
        a scanso di equivoci e per evitare spiacevoli discussioni le scrivo che il mio commento su di Madre Teresa delle 6:59 NON era una critica a ciò che ha scritto lei, che stimo sia come cattolico che come persona: penso che siano nate tante discussioni fra persone che la pensano TUTTE ALLO STESSO MODO…alcuni si sono soffermati di più sulle sue frasi anticattoliche, altri sulla sue enorme e benemerita opera ma alla fin fine concordiamo tutti sui punti principali: quelle frasi sono senz’altro eretiche ma i maggiori responsabili sono stati il CVII e i biancoverstiti da Roncalli in poi…Madre Teresa ne è stata soprattutto una vittima, al punto tale che si può presumere che la sua ignoranza sulla questione fosse invincibile o quasi.

        • #lister   4 settembre 2016 at 11:22 am

          Verissimo, Diego.
          Adesso dovrebbero cospargesi tutti di quelle polveri e battersi cento volte il petto, pronunciando il:
          “Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa”.

          Per quanto riguarda Madre Teresa, nel ringraziarti (sarebbe ora che ci diamo del “tu”) per la stima ripostami e che io ricambio, ti rimando alla mia risposta al tuo commento postato nell’ultimo articolo su quella che io considero Santa in Terra.
          Siamo tutti convinti che la piccola Matita di Dio, povera ignorante, è stata ingannata dai “signori” del Conciliabolo.

  2. #lister   3 settembre 2016 at 10:39 am

    Ma pensassero alla loro ridicola Sureté che ha prodotto quel

    “Ragout a’ la nicoise (Spezzatino alla nizzarda)”,

    ‘sti bastardi comunisti sciovinisti!

    E tutti quegli italioti che, allora, hanno sottoscritto “Je suis Charlie Hebdo” dovrebbero vergognarsi e gettarsi giù da quell’orribile traliccione chiamato Tour Eiffel.

    • #Diego   3 settembre 2016 at 7:46 pm

      Caro Lister, statisticamente parlando, fra gli italioti che hanno sottoscritto il patetico slogan “Je suis Charlie Hebdo” ce ne sono anche alcuni che abitano/abitavano ad Amatrice: avranno finalmente capito a che razza di mentecatti ingrati e blasfemi hanno espresso solidarietà?

  3. #bbruno   4 settembre 2016 at 9:52 am

    i leoni di hebdo, spaventati dagli spari di maometto, hanno ripiegato sui morti, italiani per giunta. Come alternativa al coraggio non c’è male!