Crollo Borse. Perché Deutsche Bank vacilla? E che succederà ora?

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Aggiungendo alcune nostre spiegazioni e considerazioni su una materia non a tutti comprensibile, riportiamo il breve testo de La Stampa Economia sul crollo del titolo DB di questa mattina, con il conseguente affondamento dei titoli bancari italiani. In rosso le noste note [RS].

Deutsche Bank affonda in Borsa e trascina con sé il settore bancario e le Borse del Vecchio Continente. Il titolo ha aperto in calo di oltre il 7% a Francoforte, con il listino tedesco che perde l’1,8% e Piazza Affari che cede oltre il 2%.

Il caso Deutsche Bank anche a Wall Street, che ieri sera ha terminato gli scambi con un ribasso dell’1,07% per il Dow Jones e dello 0,93% per il Nasdaq. In frenata anche i mercati asiatici, con Tokyo in calo dell’1,4%.

Ad innescare le vendite, la diffusione di un documento interno che mostra l’uscita di dieci hedge fund dall’istituto tedesco a causa della preoccupazione per le sue condizioni finanziarie.  [nota di RS: Deutsche Bank è notoriamente, da anni, carica di derivati e vulnerata da una una maxi-multa inflittale dalle autorità amiericane per il comportamento durante la crisi dei mutui]

La decisione dei fondi, una piccola parte degli oltre 200 clienti della divisione che gestisce i rapporti con gli hedge funds, è legata alla necessità di diversificare la propria esposizione dopo che il collasso di Lehman del 2008 o quello di Mf Global nel 2011 hanno portato al congelamento degli asset dei fondi clienti dei due istituti. [nota di RS: traducendo, “diversificare” significa ridurre il rischio – evidente – legato a Deutsche Bank, quindi iniziare a fuggire]

Sullo sfondo resta la maxi-multa delle autorità americane da 14 miliardi di dollari per il comportamento di Deutsche durante la crisi dei mutui, per la quale l’istituto di Francoforte sta negoziando con le autorità Usa al fine di ottenere uno «sconto».  Attualmente la capitalizzazione della banca è di poco superiore alla sanzione e pari a 16,8 miliardi di dollari.  [nota di RS: anche qui traduciamo, in poche parole la multa ammonta a una cifra paragonabile al valore della banca. Esempio? Avete un auto che vale 10.000 euro e ricevete una multa da 8.000]

Le vicende dell’istituto hanno avuto un riflesso anche sulla politica tedesca, con il governo costretto a smentire un piano di intervento straordinario per mettere in sicurezza l’istituto [nota di RS: “la casa sta rischiando di andare a fuoco ma non c’è bisogno di un piano antincendio”]. A Milano penalizzato tutto il comparto bancario, con una raffica di sospensioni al ribasso per Unicredit, Bpm, Unipol e Banco Bopolare. Ubi e Intesa cedono il 4,6%, Bper il 4,5%.

[nota finale di RS: auguri.]

3 Commenti a "Crollo Borse. Perché Deutsche Bank vacilla? E che succederà ora?"

  1. #bbruno   30 settembre 2016 at 4:42 pm

    evviva la finanza ebraica….e guai a maledirene i responsabili. E’ dal tempo della Gloriosa Rivoluzione, promossa e sostenuta dalla stessa finanza, che il mondo è schaicciato dalle truffe di questi opertori ad usura e a tagliola(la prima delle quali, a rappresentarle tutte, i National Debts, sul quale quella finanza prospera e noi schiantiamo.

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    • #Domenico   4 ottobre 2016 at 8:23 pm

      Giacinto Auriti docet.

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