Russia versus industria pornografica

russia stops porn

 

di Lorenzo Roselli

 

Pornhub e YouPorn, i più grandi siti pornografici al mondo, sono stati bloccati in Russia. I siti erano stati giudicati illegali dai tribunali di Vladivostok e Voronezh in base alla legge sulla pornografia e l’autorità per le telecomunicazioni, che in Russia monitora internet e blocca i siti che il governo non vuole siano visti, è immediatamente intervenuta.

La notizia ha destato scalpore e sconcerto in molti “fruitori” del prodotto che hanno utilizzato i principali social network, dal locale Vkontatkte a Twitter per palesare il loro sdegno. Lo stesso ufficio stampa di PornHub ha provocato l’account Twitter dell’ente russo che si è occupato del blocco su scala nazionale Roskomnadzor (Servizio Federale per la supervisione delle Informazioni, Infromazione tecnologica e comuncazioni di Massa) scrivendo:

Ehi ragazzi, se vi regaliamo un abbonamento gratuito a PornHub Premium ci toglierete il ban?

Al che, l’account dell’ente governativo ha brillantemente controbattuto:

Ci spiace, non siamo nel mercato. E comunque la demografia e il bene della nostra Nazione non sono una merce di scambio.

L’onlus statunitense Fight The New Drug  che da anni si impegna nella lotta senza quartiere alla dipendenza da pornografia attraverso incontri di formazione nelle scuole e nei campus, ha elogiato la scelta del governo russo affermando che

consentire l’accesso illimitato alla pornografia non è mai una buona idea. In linea teorica si può anche essere contrari al concetto di censura, ma noi supportiamo gli atti che proteggono i bambini da contenuti osceni e pericolosi presenti in rete. Che tu sia d’accordo con questa scelta della Federazione Russa o meno, l’industria pornografica ha subito un duro colpo… Almeno in Russia.

Mentre in Italia si spegne la polemica sulla tragedia di Tiziana Cantone e sul video pornografico diffuso sul Web contro la sua volontà, accompagnato dal solito cianciare post-femminista di “slutshaming”, delirii di Roberto Saviano sulla necessità di abbattere lo stigma patriarcale che avrebbe istigato questa povera donna al suicidio e inviti di “attrici” hard locali ad attuare pubbliche fellatio in suo onore, la Russia ci mostra ancora una volta la strada da seguire colpendo la spregevole industria che sulla vergogna di questa donna ha speculato.

 

 

4 Commenti a "Russia versus industria pornografica"

  1. #Dan   19 settembre 2016 at 8:49 pm

    Questi fatti positivi confermano il ruolo provvidenziale della Russia in questi tempi di tenebra.

  2. #Salvo   19 settembre 2016 at 9:03 pm

    Ogni tanto una buona notizia.
    Non si può certo dire lo stesso per Paesi che, un tempo, furono di principii cristiani.

    • #Ale   20 settembre 2016 at 12:44 am

      Mi permetto di correggerla: “princìpi” NON “principii”. Occorre usare un’accentazione piana, in questo caso l’accento grave va sull’ultima sillaba.