Troppo tardi, Virginia.

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di Massimo Micaletti

 

Dunque, i Cinque Stelle e Roma. Si è detto tutto e di tutto, dico anch’io la mia ed ultimo sarò tra cotanto senno (ottima l’analisi di Danilo Quinto sempre qui su RS[1]). E la mia è questa, al netto delle innumerevoli e gravi censure di merito che si potrebbero fare sul programma del Sindaco e dei Cinque Stelle in generale.

Un avviso di garanzia non è una condanna ed i Cinque Stelle scontano ora quel che hanno praticato loro per anni: però, se un avviso di garanzia non è una condanna, allora non esiste nessun obbligo ragionevole (sottolineo: “ragionevole”, che in subiecta materia è l’opposto di “grillino”) di farne parola col mondo; se un politico intende tacerlo, non lo si può incolpare per questo. I suoi sodali, idem, hanno il diritto ed anzi il dovere di non rendere pubblico lo status di inquisito del compagno di partito, come accade tra persone civili, proprio perché un inquisito non è ipso facto un delinquente: il fatto è che tutto il modus militandi dei Cinque Stelle preclude ai Cinque Stelle stessi di tenere un simile civilissimo atteggiamento, e costringe al coming out, coming out al quale Raggi e Muraro hanno preferito la menzogna e l’omissione, come è ormai chiaro e sbandierato urbi et orbi.

Il punto però è che non è questo il punto.

Il problema serio e ben più grave che emerge dal baliamme in atto è che la Raggi mostra di non aver mai avuto la minima idea di chi avrebbe scelto nella sua squadra e di chi in concreto avrebbe preso in mano la disastrosa eredità capitolina: l’impressione che si ha da fuori è che prima abbia preso i voti e poi abbia iniziato seriamente a pensare alle persone ed alle relazioni utili e capaci a gestire il garbuglio. Invoca i poteri forti, Virginia, ma così si dà la zappa sui piedi.

E’ vero, i grillini hanno contro i poteri forti, che però non sono misteriose entità incappucciate, burattinai appostati nell’ombra per segnare la sorte di chi intenda ostacolarne le trame: i poteri forti a Roma sono le dirigenze, certa imprenditoria, certe cime della burocrazia ed un fitto sottobosco politico che ha prosperato per decenni e che è talmente radicato che una sua minima reazione od un suo sapiente ostruzionismo sono più che sufficienti a mandare in tilt qualunque piano di rinnovamento. Qui però mancava persino il piano!

Raggi era consapevole di queste potenti resistenze ma non ha individuato, durante la lunghissima campagna elettorale, nessuna figura che la supportasse realmente, nessun supertecnico, niente assi nella manica, niente eminenze. E la reazione e soprattutto l’ostruzionismo dei poteri forti ci sono stati e si sono concretizzati non tanto nel bailamme sull’avviso a Muraro o a De Dominicis quanto piuttosto nel fatto che, nel momento in cui Raggi (solo dopo l’elezione!) ha iniziato a cercare esperti  navigati e capitani coraggiosi per affrontare i marosi romani, ebbene non ha trovato nessuno, si sono sfilati tutti. E perché si sono sfilati? Perché per la maggior parte li ha pescati in quello stesso humus che aveva prodotto il passato e che ha reagito dicendole più o meno “Mo’ t’arrangi!”.

E qui si vede quanto costi al M5S non essere un partito. Un partito avrebbe già indicato o comunque rese chiare  – e da lungo tempo, già al momento della candidatura a Sindaco – le persone giuste (o ritenute tali) per quantomeno prendere in mano, non dico risolvere, il pastrocchio immane che sono, giusto per dirne un paio, l’ATAC e l’AMA. Ma l’M5S non è un partito e non vuole neppure esserlo, sicché non si costruisce né tantomeno fornisce ai suoi candidati quel bacino di esperti e contatti che poi in definitiva consentono di amministrare una città: è questo il vero deficit politico dei grillini, è questa la maturità che manca e che non potranno mai raggiungere perché, avendo nutrito la base a pane e rabbia, ora la base non comprenderebbe tutti quei passaggi che, negli anni – ripeto: negli anni – portano a uomini e relazioni in grado di sostenere un amministratore nel governo della cosa pubblica. Una metropoli da duemilioniseicentomila abitanti non si amministra coi blogger.

Dice: ma allora la Appendino? La Appendino, infatti, ha immediatamente silurato quelli che potevano essere gli esponenti della “societàcccivile” e che hanno pur giovato alla causa nella campagna elettorale e prima (ad esempio, Vittorio Bertola) per sostituirli con figure che non provengono dalla giovane imprenditoria o da creativi di servizi, ma da una lunga e costante frequentazione del Palazzo di Città, come Paolo Giordana che, quale componente dello staff dell’assessore liberale Poveraro, mette piede in Comune per la prima volta nel 1997 per non uscirne più. O, ancor più, come Sergio Rolando, assessore al bilancio che dal 2001, Enzo Ghigo governatore (Centrodestra), presiede la Struttura speciale controllo gestione della Regione Piemonte e viene confermato in questo ruolo sia da Mercedes Bresso (Centrosinistra) che da Roberto Cota (Lega) che poi lo promuove a Direttore risorse finanziarie regionali fino alla pensione: il vero “uomo dei conti” del Piemonte, moderato, non grillino e soprattutto completamente immerso in quelle conoscenze e relazioni che sono indispensabili per supportare un Sindaco. Nel frattempo, alla base si può farla contenta dandole in pasto l’attivista LGBT come assessor… (Assessore? Assessora? Assessor*?) alle pari opportunità.

Non basta mettere in rete un programma, cari signori: un programma è fatto di persone motivate e competenti e queste persone o le si pesca dall’entourage preesistente, come ha fatto Chiara Appendino, o, pur giovani, li si forma in tempo per la chiamata alle armi, il che ormai nel contingente è utopistico, né pare il M5S ci abbia mai pensato pur essendo consapevole che a Roma si sarebbe scontrato con questi benedetti e maledetti “poteri forti”.

La soluzione è quindi scendere a patti con i suddetti poteri, con chi da sempre comanda davvero negli enti e nelle municipalizzate, entrare in quelle stanze dove mai un grillino vorrebbe metter piede perché sanno di PDS, AN, UDC (uso volutamente le vecchie sigle) e addirittura di DC e PDS nelle quali però potrebbero trovarsi più soggetti utili allo scopo rispetto agli studi della Casaleggio&Associati. E’ il solo rimedio a questo punto per la Raggi perché eminenze e competenze dalla sua area non se ne vedono e dai vertici del Movimento non arriveranno rinforzi se non la passerella di Grillo a Nettuno e l’inverosimile mea culpa di Di Maio che non capisce le email. Questo vuol dire che l’attesa e promessa ventata d’aria nuova sarà al più uno spiffero di cui beneficeranno Gay Village ed assimilati, ma nella sostanza molto di quello che verrà apparterrà a quel che finora è stato.

La conclusione a mio sommesso avviso è che Virginia Raggi ha un gravissimo problema, ben più devastante per la città rispetto a minuetti e smentite su quello che nel mondo normale (ma non a Grillopoli) è solo un avviso di garanzia e non una sentenza definitiva: il problema è che a come governare Roma doveva pensare prima di divenire Sindaco e non mi pare l’abbia fatto.

 

 


[1]    http://www.radiospada.org/2016/09/fatela-finita-nominate-un-commissario-per-roma/

 

 

20 Commenti a "Troppo tardi, Virginia."

  1. #Gaspare   10 settembre 2016 at 7:39 pm

    Nessuno è perfetto ed fino ad ora non ci sono colpevoli,non ci sono rimborsi elettorali per la campagna elettorale e non ci sono soldi rubati,serve qualcos’altro a Roma ora?Chi ha idee si proponga o taccia

  2. #bbruno   10 settembre 2016 at 7:51 pm

    sì, ma l’ Appendino mica ha avuto tutta l’attenzione stellata concentrata su di sé! Alla Virginia romana un Direttorio addirittura tutto per le a controllarla! E il Grillo incombente! Mica per scusarla, né commiserarla: che ben le sta, all’ Ochetta Giuliva, cosa credeva? Quelle del Campidoglio di 2.000 anni fa erano altra cosa, e anche Roma!

    • #Gaspare   11 settembre 2016 at 5:43 pm

      Torino non è Roma,Roma è la capitale d’Italia disastrata da mafia capitale e altre giunte ladrone,con il carico pendente delle olimpiadi e quindi oggetto di continue pressioni, una ipotesi di complotto per far fare brutte figure ai 5S,come sembra emergere dal bau bau mediatico oltre che dal qua qua qua politico,diamo tempo e magari se non ci sono boicottaggi nella mescita del denaro dal governo centrale,qualcosa di buono lo faranno a differenza delle giunte precedenti.

  3. #Massimo Micaletti   10 settembre 2016 at 9:39 pm

    Certo la Appendino trovava una città che era un giardino rispetto al delirio che è Roma: aveva la strada più facile, eppure è stata più accorta. Raggi era consapevole che avrebbe avuto contro un establishment sedimentatosi in almeno vent’anni: avrebbe dovuto chiedere da subito (e per “da subito” intendo nel momento in cui le è stata chiesta la candidatura) al Movimento delle persone in grado di coprire posti chiave o almeno tamponare le falle. Ma non lo ha fatto o forse lo ha fatto ma il M5S queste persone non le aveva perché, come ho scritto, non si amministrano le città coi blogger: nessuna meraviglia se poi s’è impantanata all’istante.

    • #lister   11 settembre 2016 at 9:47 am

      “…non si amministrano le città coi blogger…”

      Figuriamoci, poi, piccarsi di poter amministrare lo Stato!!
      Un’ammucchiata di incompetenti ragazzotti -magari volenterosi- ammaestrati da un comico incompetente la cui unica arma è “bastonare” la Casta.
      Per certi versi sono utili perché, finalmente qualcuno, dall’interno, ne denuncia le malefatte, ma da qui, a proporsi come guida dello Stato, ce ne corre.
      Del resto, ecco che al primo – piccolo ma importante- banco di prova, hanno dimostrato la loro assoluta incapacità/inaffidabilità.
      In primis, a Roma, il ragazzotto di punta (!) Di Maio che, prima se ne sta zitto sulla famosa email, poi dice che “non l’aveva capita” (?!), poi si scusa per averla sottovalutata…
      E si scusa anche Grillo dicendo che “non siamo perfetti”.
      No, non siete perfetti: non siete!

      • #Isidoro   11 settembre 2016 at 9:53 am

        Le persone le hanno eccome, vedasi la Muraro e i suoi rapporti con Cerroni. La Raggi è la faccia pulita di una cricca che a Roma fa il bello e cattivo tempo da decenni, non guardate le apparenze, i simboli elettorali, ecc.ecc.

        Avete una vaga idea di che bacino elettorale sia Roma? Di quanti miliardi in interessi economici distribuisca a politicanti, statali, elettori e lo stesso Vaticano che in questi giorni si accorge che Roma è sporca? 🙂

        • #lister   11 settembre 2016 at 11:16 am

          Sì, la Raggi -non baciapile- ha dato un calcio all’Apparatcik Galantino e alla cosiddetta Azione Cattolica (ricordi il PNF nel ’31? 🙂 ) e se ne sono risentiti ascrivendo al nuovo Sindaco la “colpa” di Roma sporca. Poveracci!
          In questo caso: “Brava Virginia!”

        • #Isidoro   12 settembre 2016 at 9:45 am

          Eheheh sì, in questo caso possiamo dire di sì 🙂

      • #Gaspare   11 settembre 2016 at 5:46 pm

        non abbiamo alternative,o hai in mente qualcun’altro?meglio che facciano esperienza e capiscano meglio come muoversi,con un governo 5S che gestisce ministeri sarebbe più rilassante per Raggi fare la Sindaca

        • #lister   12 settembre 2016 at 5:52 pm

          E già!
          Roma ha “le pezze al c**o” e noi dobbiamo aspettare che ‘sti quattro ragazzotti incompetenti “capiscano meglio come muoversi” mentre, nel frattempo, i marpioni continuano ad arricchirsi e le mafie a spadroneggiare.
          Ce n’è di gente competentissima, tra vecchie e nuove personalità professionali e politiche; gente capace ed onesta in campo economico, sociale, giuridico, scientifico cui poter affidarsi ma, se Grillo li interpella, questi scappano…
          Ministeri a Grillo??? Dio non voglia!

        • #Gaspare   15 settembre 2016 at 4:21 pm

          fai qualche nome?

        • #lister   15 settembre 2016 at 6:25 pm

          “fai qualche nome'”
          Povero Gaspare,
          peccato che non c’è più Zuzzurro, altrimenti avresti potuto continuare a dire boutade -tipo questa- insieme a lui…
          Intanto non è mio mestiere studiare le varie personalità che sarebbero certamente in grado di governare Roma ma ti posso dire che, nel mio piccolo, conosco una persona degnissima (di cui certamente non ti dirò il nome), scevro da qualsiasi appartenenza politica, Dirigente di una Grande Azienda a livello internazionale, cui fu proposto un incarico al Comune dal tuo “movimento” non appena eletta la Raggi: bene, lui ha rifiutato per non doversi legare alla cavezza di Grillo. E, come lui, molti altri, tra cui quelli che, pur nominati, si sono immediatamente dimessi.
          Appunto: se Grillo li interpella, scappano (indagati esclusi).

        • #Gaspare   16 settembre 2016 at 5:20 pm

          Vabbè allora vuol dire che siamo prossimi alla distruzione di Roma se tutti si voltano dall’altra parte e Zuzzurro non c’è più,spero il tuo mestiere non sia criticare,io non biasimo chi non vuole mettersi contro i poteri forti,ma ti dico che un regista tedesco non trova più lavoro per aver esposto la fabbricazione di munizioni all’uranio impoverito,per saperne di più vai a leggere l’articolo su Sputnik Italia,o aspetta babbo natale

        • #lister   17 settembre 2016 at 10:00 am

          “…,io non biasimo chi non vuole mettersi contro i poteri forti,ma ti dico che un regista tedesco non trova più lavoro per aver esposto la fabbricazione di munizioni all’uranio impoverito,per saperne di più vai a leggere l’articolo su Sputnik Italia,o aspetta babbo natale”

          Maccheccacchio c’entra con Grillo e Raggi??!!

        • #Gaspare   29 settembre 2016 at 4:17 pm

          ma dove vivi sulla luna? li forse puoi trovare un sindaco che dice si a malagò e caltagirone e alle loro bande di gregari in affari,aspetta e vedrai

  4. #Maria   11 settembre 2016 at 11:12 am

    Sentite cari; ma è mai possibile che ci siano sempre politici al suol dire incapaci,per niente onesti, falsi,interessati solo a fare soldi a scapito di tanta povera gente che pagano le tasse vivendo al limite.Tutti,o quasi, vedendone le malefatte, mi sembra doveroso fare appello ai cattolici, di darsi da fare per portare legalità a questo nostro Paese in agonia.Voi tradizionalisti e modernisti che dite,siete impegnati in politica? Perché quando se ne è fuori si e’ facili nel denunciare, ma vorrei vedere se si avesse un minimo di potere e magari soldi da gestire se i principi cristiani sanno tener botta…..
    Danaro e potere, possono essere la rovina dell’uomo, e della società……
    Invochiamo sempre,la Grazia del nostro Signore,che illumini questo nostro difficile cammino.

  5. #Cara Libertà   11 settembre 2016 at 1:28 pm

    Occorre notare l’universale attacco della casta e dei suoi lacchè prezzolati al “sindaco eletto” di Roma … silenzio assoluto della casta sia per il passato degli sperperi colossali e per il passto della “monnezza” e delle buche seminate ovunque con generosa dovizia sempre dalla casta oggi sbraitante! Il terrore di dover lavorare per vivere li paralizza! Essa casta latra: Noi lavorare? Mai! Lo facciano contadini, muratori, artigiani e piccoli commercianti! Loro debbono sono poveri! Noi della casta siamo “Casta”!

  6. #Nicolò   11 settembre 2016 at 4:52 pm

    Visto che si citano, a sproposito, i fatti del ’31, anni in cui l’Azione Cattolica era ancora guidata da cattolici intransigenti spesso di famiglie legittimiste e legate allo Stato della Chiesa, ecco cosa scrive il conte Giuseppe della Torre, dirigente di AC in quel periodo, rispetto a tali eventi:

    “Furono sopraffazioni spesso sanguinose, devastazioni che giunsero a sacrileghe profanazioni di crocifissi spezzati, di immagini pie sfregiate, di ritratti del papa stracciati e calpestati fra le grida di abbasso e di morte all’Azione cattolica e al Sommo Pontefice, e canzoni blasfeme ed oscene, ed offese ai sacerdoti e tutto e ovunque senza che le forze di polizia intervenissero in modo tempestivo ed efficace” (I cattolici e la vita pubblica italiana, Roma 1962, II, pp. 325).

    • #lister   12 settembre 2016 at 9:07 pm

      Bene, lo riscrivo in altra forma.

      Se c’è uno che scrive a sproposito, in questo caso, quello sei tu.
      Il mio era un parallelo scherzoso tra chi ha “dato un calcio” all’AC oggi e chi lo ha fatto nel ’31, rivolto ad Isidoro e, per di più, scritto tra parentesi.
      Tu, invece, riporti -a sproposito- una citazione su quei fatti.

      Ma, per rimanere su tale citazione, tu credi veritiero quanto scritto nel suo libro da:
      S.E. Cavaliere di Collare Conte Prof. Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto Gran Magistero dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (cui Fantozzi avrebbe aggiunto altri titoli 😀 )?
      Bene, io credo che siano veritieri i rapporti dei Prefetti di tutt’Italia al Governo, in cui si affermava che, la chiusura dei Circoli di AC, era stata portata a termine “senza incidenti”.
      Allora?