Una nota sui dietrofront di Bergoglio

bergoglio gay

 

di Cristiano Lugli

 

Questa breve nota che mi accingo a scrivere può essere collocata come punto su di una “i”, di cui evidentemente tanto vi è necessità.
Nei giorni scorsi Bergoglio non ha fatto mancare i soliti e clamorosi colpi di scena, tipici di chi è abituato a parlare sull’iperbole degli ossimori, ingeriti come abitudine quotidiana del vivere alla giornata.Quello che siamo costretti ad evidenziare o comunque a denunciare diventa gradatamente sempre più retorico e ovvio ai più, ma tuttavia molte persone – alcune in buona fede, altre per disonestà intellettuale – non riescono o non vogliono ancora aprire gli occhi. È quasi stancante dover chiarire certe cose, rendere nitido qualcosa che è già di per sé assolutamente chiaro, ciononostante, vista la regnante confusione, ho pensato di rivolgere due parole alle persone che nei giorni scorsi si erano stupite e avevano cantato a festa per le parole pronunciate da Bergoglio circa la teoria del gender: “La teoria del gender è una guerra mondiale contro il matrimonio“, ha infatti dichiarato a Tbilisi, in Georgia.Da questa pseudo-denuncia sono scattati i vari entusiasmi, i mantra del “ecco vedete, il Santo Padre ha detto…”, soprattutto da chi ogni giorno si aspetta che qualcosa in difesa del buon senso possa essere pronunziato dai vertici ecclesiastici. Questo stato di cose non fa altro che evidenziare un fenomeno quanto mai inusuale, epperò totalmente comune al giorno d’oggi, ovvero la capacità di considerare come straordinario ciò che un tempo rientrava nell’ordinarietà delle cose. Ci stupiamo se un papa dice che considerare come buona una teoria che permette di percepire il proprio sesso tramite personale ed auto-determinante impulso è follia; ci meravigliamo se, come successo poco tempo fa a Reggio Emilia, un prete dice che far entrare i musulmani nelle chiese per invocare la “pace” è un’assurdità anche se comandata dal Papa. In poche parole facciamo della normalità un’eroicità, trasformiamo in atto grandioso ciò che dovrebbe stare alla base di ogni criterio oggettivo, e quindi sempre stato presente, in passato, nelle civiltà tradizionali.

Nonostante questi presupposti, che hanno gettato in quei pochi ancora illusi la speranza di poter vedere denunciato finalmente in modo integerrimo il gender, le cose hanno preso poi la solita e rinomata piega bergoglian-modernista, che dice “A” per il mero gusto di dire subito dopo “B”.

Infatti, come sappiamo , durante il volo di ritorno da Baku a Roma non è stata persa occasione dai giornalisti per rincalzare il rinomato argomento su omosessualità & friends, e Bergoglio cogliendo al volo la provocazione e sganciando una bomba di portata forse ancor maggiore – o forse semplicemente consequenziale – dell’internazionale “chi sono io per giudicare…” ha detto:
“Ho accompagnato nella mia vita di sacerdote, vescovo e anche di Papa persone con tendenze e pratiche omosessuali. Le ho avvicinate al Signore. E mai le ho abbandonate”.
In questo modo Bergoglio ha voluto riparare allo scivolone fatto nei giorni precedenti, che già avevano fatto rizzare le orecchie alla carovana dei radical-chic collegati in mondovisione per idolatrare il vescovo venuto (d)alla fine del mondo.
Sia dunque chiaro, le parole pronunciate lo scorso sabato non implicavano una condanna a uomini e donne che vivono queste situazioni, ma solo all’ideologia del gender che vuole imporre una cultura attraverso un indottrinamento. E sì, perché giustamente la teoria del gender mica viene dal mondo LGBT, che a sua volta mica vuole sovvertire ogni pilastro spirituale, morale e socio-antropologico; figuriamoci.
Sarebbe infatti come dire che si debba condannare un infanticidio per le sue conseguenze, ma senza però infierire sulla buona pace del mandante di questo infanticidio, che se lo ha comandato, poverino, avrà le sue belle ragioni ( l’infanzia difficile, la maestra cattiva, il fratellino monello, ecc. )  e per questo va accolto in tutta la sua “pienezza“, per usare un termine tanto caro ai nostri.
A questo punto è percepibile quanto la manovra sia stata chiara ed efficace, apparentemente accusatoria per poi non solo trasformarsi in un secondo pronunciamento con fine riparatorio, quanto invece per calare e sdoganare a pieno regime la teoria del gender e la lecita pratica dell’omosessualità: “con tendenze e pratiche omosessuali”, e chissà in quale modo queste persone sono state accompagnate, forse addirittura ( invalidamente, è ovvio ) “confessate”.
D’altronde non c’è da stupirsi, giacché Bergoglio ha anche ammesso di aver accolto un transessuale con la compagna a Roma, garantendo di aver riscontrato in loro serenità e felicità a seguito di questa convocazione piena di grandi momenti emozionanti.
Il primo atto che fece clamore risale addirittura al 2015, anno in cui al carcere di Rebibbia, durante il Giovedì Santo, lavò i piedi  ad un transessuale detenuto, in conformità con quanto è detto già nell’Amoris Lætitia per cui “non si deve ignorare che sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare”  (n.56).
Proprio dall’esortazione post-sinodale si riscontra il totale sdoganamento del gender, particolarmente professato nel paragrafoSì all’educazione sessuale, presente nel capitolo “Rafforzare l’educazione dei figli”, per la cui indefettibile spiegazione rimando ad un eccellente articolo della dott.ssa Elisabetta Frezza scritto qualche mese addietro (http://www.riscossacristiana.it/laltra-faccia-della-amoris-laetitia-leducazione-sessuale-e-di-genere-obbligatorie-anche-per-la-chiesa-di-elisabetta-frezza/).
L’omosessualismo è ormai parte integrante del pensiero bergogliano, e lo si intuisce facilmente da tutte le volte in cui l’omosessualità è chiamata in causa, citata, curata e presa a modello di apertura e “misericordia”, poiché i  “legami omosessuali” dei sodomiti possono garantire “una certa regola di vita” e possono avere qualche somiglianza o legame con il matrimonio: “Dobbiamo riconoscere la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita, ma le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio” , è detto al n.52 di AL. Il Matrimonio no, forse perché ancora – probabilmente ancor per poco – non esiste la formuletta adatta per “sposare” gli invertiti in chiesa, ma la varietà di situazioni famigliari, sia chiaro, è già ben accetta.
Con il semplice quadro riportato, visibile e riscontrabile per chiunque, si è tracciata una parte del filo rosso che ricalca le posizioni di Bergoglio, abile e prorompente sdoganatore di novità quale, a dir che se ne voglia, il gender.
Si approvano pseudo-unioni  degli omosessuali, e abilmente si aggiunge che non possono essere messe allo stesso piano del matrimonio naturale ( manco cattolico ); si condanna l’ideologia equiparandola a nazismo e comunismo, e poi si approva la pratica proposta dalla stessa ideologia condannata un attimo prima. È il solito tram-tram della rana bollita.

Viene normalizzato a livello ecclesiale un sistema demoniaco, promuovendo il peccato e le eresie, proponendo come ragnatela per i “dissidenti” la condanna di ciò che si è appena proposto ed approvato. Invero, è come dare da bere a qualcuno il veleno per poi dirgli “questo liquido non si può bere”:  il risultato è il medesimo, ed è la morte.

La strategia del modernismo non è redatta e circoscritta a Bergoglio, ma alimentata da più di un secolo per vedersi trionfante nel Concilio Vaticano II. Il modo di agire non cambia, ed è proprio di veleno che si è cibato in tutti questi anni, per inserirsi pian piano e poi sempre con maggior imponenza nel tessuto ecclesiastico, oggi pronto a mettere la firma su teorie e stili di vita sodomitici.

Concludo rivolgendomi ancora a quelle poche persone che, come detto all’inizio, restano in fibrillazione costante aspettandosi un apparente atto positivo e di condanna da parte delle autorità. Diffidate cari amici, e soprattutto – lo dico con fraterna premura – destatevi ed aprite gli occhi. Il gender è de facto attuato dentro la Chiesa, il vaso di Pandora pronto ad essere scoperchiato, e questo calderone infernale non si risolverà di certo con il dialogo o con il “buon senso antropologico” tipico dell’associazionismo pro-life tanto in auge, ma solo ed esclusivamente con la buona battaglia sotto lo Stendardo di Cristo, esponendosi con intransigenza e lottando contro i flebili concordismi. E forse – ma questa sarà solo un’illusoria apparenza del Nemico –  nonostante questi sinceri sforzi, ci si accorgerà lo stesso di aver  “perso”.

19 Commenti a "Una nota sui dietrofront di Bergoglio"

  1. #bbruno   6 ottobre 2016 at 9:39 pm

    Grande ed efficace smascheramento delle cialtronerie bergogliane e moderniste, ma la speranza che la gente mediamente cattolica apra finalmente gli occhi, non solo sui papi cialtroni e modernisti, ma su tutto l’ impianto della nuova chiesa, che questi papi hanno promosso e gestiscono, è davvero senza speranza. La crosta d’ignoranza fatta sedimentare sul gregge cattolico è talmente spessa che solo un cataclisma la può spezzare: chi dice queste enormità è pur sempre, dicono, il ‘papa’, l’eletto dello Spirito Santo!!! Anche su gran parte del fronte ‘tradizionalista’, questi sono pur sempre papi! Sono pur sempre i Sommi Pontefici, i Santi Padri, i Vicari di Cristo, seppure vittime di avvinizzamento costante!

  2. #algophagitis   6 ottobre 2016 at 10:27 pm

    Bisogna capire gli atti e le dichiarazioni di Bergoglio alla luce dei suoi stessi principi. Una volta capito il metodo e il significato che si cela dietro ogni discorso, è molto semplice capire tutte le assurdità e le contraddizioni. Bergoglio non risponde alla logica cattolica, né alla logica in generale, ma ha una sua ideologia (il poliedro, i 4 principi, lo spirito), da cui deduce OGNI cosa.

    Ecco un piccolo esempio di ‘logica’ bergogliana, applicato al gender.

    [1] La realtà è superiore all’idea.
    Realtà= realtà sociale; uomini; esperienza.
    Idea= teorie; cose intellettuali; principi.
    Segue:
    Individui lgbt (compreso quello che fanno)= “realtà” = bene.
    Teoria del gender= “idea” = male.

    [2] Il poliedro
    Sodomia, unioni gay, famiglie gay = diversità, faccia del poliedro = giusto.
    Indottrinare tutti con il gender= colonizzazione ideologica= voler ridurre il poliedro a una sfera (omogenea)= sbagliato.

    [3] Conclusione: si alle rivendicazioni gay, si implicito ai concetti chiave del gender, no a indottrinamenti per creare masse di individui ambigui.
    Sì a condannare il gender come ideologia, guai ad agire concretamente di conseguenza contro le sue applicazioni principali, perché si creerebbe conflitto sociale.

    • #bbruno   7 ottobre 2016 at 4:08 pm

      A me invece, più semplicemente, questo povero uomo fa venire in mente il bullo che si diverte a tirare il sasso e poi ritira la mano. Tira le sue sparate dissacranti e immonde, e poi lo vedi bello immobile con la più tolla faccia del mondo dire la sua ovvietà, divertito dell’effetto del colpo prima sparato e che ha raggiunto il suo effetto, quello voluto! Un vero PAGLIACCIO, ma quanto deleterio, per il posto che occupa e l’impressione che fa da quel posto, “il luogo santo dove gli astutissimo nemici hanno eretto il trono dell’ empietà” e sopra messovi il loro uomo, l’ Empio!

  3. #Giona   7 ottobre 2016 at 9:35 am

    II Tessalonicesi e Apocalisse, uomo iniquo mistero d’iniquità, falso profeta e anticristo. L a religione mondiale del vecchio sinedrio per il comando del mondo da parte del sangue superiore.

  4. #Diego   7 ottobre 2016 at 5:55 pm

    E il Bergoglio si è pure permesso di dire che una DONNA operata è ora UN UOMO e lo ha specificato bene:

    “Ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto la lettera che per lui sarebbe stata una consolazione venire con la sua sposa: LUI, che era lei, ma è LUI. E li ho ricevuti. Erano contenti…”

    Che dire? Ha CONFERMATO PIENAMENTE la teoria del genere, il gran pagliaccio!
    E ha pure definito la loro empia unione un matrimonio, dicendo “si è sposato” e chiamando l’altra lesbica “sposa”.

  5. #Maria   7 ottobre 2016 at 8:33 pm

    Chissà perché vedo in giro tanti pagliacci: uomini di paglia con dentro niente,tutt’al più da bruciare se non proprio lasciati a marcire……

  6. #bbruno   7 ottobre 2016 at 8:54 pm

    Questa, Diego, non la sapevo, nei particolari, perché di quest’uomo meno ne so ormai e più mi risparmio il fegato….Ma davvero non si trattiene minimamente, nemmeno il più elementare senso del pudore ha, e poi c’ è gente, che si crede cattolica, della tradizione anche, che sopporta di vederlo pur sempre papa, al massimo materialiter papa, legittimamente eletto in legittimo conclave, per l’idea che diversamente ne verrebbe interrotta la linea della succesione apostolica e ne soffrirebbe irreparabilmente la visibilità della Chiesa! Ma piuttosto che avere una tale visibilità, meglio non sarebbe meglio avere la notte profonda?….

  7. #Catholicus   8 ottobre 2016 at 12:02 pm

    Ieri mattina il fulmine ha colpito ancora una volta la cupola della Basilica di San Pietro : non sarà mica dovuto al fatto che siamo nel mese del Rosario, si festeggiano la vittoria di Lepanto e la Madonna del Rosario, e proprio in tale mese il Nostro intende invece andare a “santificare” l’eretico sassone, morto suicida e impenitente e autore del più grande scisma che abbia colpito la Chiesa di NSGC ?
    Dalla battaglia di Lepanto si passa alla battaglia del Vaticano ? La vincerebbe sicuramente la Madonna, questo è poco ma sicuro, possono lottare quanto vogliono contro di lei, metterla in soffitta, tapparle la bocca, ma Lei rimane la Debellatrice di tutte le eresie e la Regina delle Vittorie. Ricordo che in occasione della 1^ riunione interreligiosa di Assisi, alla richiesta di portare là la statua di Maria SS.ma ci fu un secco rifiuto “No, perché la Madonna non è ecumenica”. Ormai l’ecumenismo è il solo, vero, unico dogma dei papi postpacelliani, assieme, adesso, all’immigrazionismo selvaggio, al pauperismo, all’accoglienza dei peccatori impenitenti non invitati alla conversione.

  8. #Maria   8 ottobre 2016 at 3:16 pm

    Catholicus
    ……all’accoglienza di peccatori impenitenti non invitati alla conversione.
    Ma di che conversione sta parlando? E chi dice che agli occhi del mondo si dia esempio di conversione?
    ” non importa,si direbbe, fosse anche il mondo intero a non vedere,importante e’ che sia Dio Padre a scrutarne i cuore “.Le cose starebbero così…..? Se così fosse nessuno avrebbe autorità di dire ad un suo simile convertiti quand’egli non ha certezza di essere lui stesso un convertito.
    Non basta appartenere a una religione; il convertito conferma il suo credo ogni momento della sua esistenza: e come? Chiediamolo al nostro santo di fiducia…….

  9. #Diego   9 ottobre 2016 at 5:25 am

    La smetta, signora Maria: seguendo il suo ragionamento, se non è possibile chiedere la conversione dei vari peccatori, non è possibile chiedere la conversione neppure dei mafiosi, che non sono nient’altro che una tipologia di peccatori…ma Gesù ci ha detto:

    ” Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. ”

    Con tutto il rispetto, signora Maria, io preferisco credere a Gesù piuttosto che a lei!!

    Se a lei piace inventarsi una religione del dubbio e dell’ incertezza a cui da il none di “Cristianesimo” o “Cattolicesimo” sono affari suoi e ne pagherà le conseguenze…i cattolici, invece, devono seguire Gesù, che, glielo ripeto, ci ha detto:

    “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”

    Capito, signora Maria?
    Ma se lei ritiene che sodomiti e mafiosi debbano essere lasciati andare all’Inferno senza essere richiamati sulla retta via è solo un problema suo!

    Per quel che riguarda i pagliacci: non è una colossale pagliacciata dire che una donna operata è ora diventata un uomo?
    Ciò è contrario sia alla scienza (il sesso di una persona è scritto nel DNA e nessuna operazione potrà mai cambiare il DNA) che alla fede (se una persona nasce femmina vuol dire che è stata voluta e pensata da Dio come femmina e non sarà mai considerata da Lui un maschio, qualunque cosa possa fare).
    Che cosa fanno i pagliacci? Dicono pagliacciate: ad esempio che gli asini possono volare o che le donne possono diventare uomini.

    Colui che dice pubblicamente pagliacciate è un pagliaccio, colui che oltre che a dirle spera pure di essere creduto è un GRANDISSIMO pagliaccio!

  10. #Maria   9 ottobre 2016 at 3:18 pm

    Diego
    chiedere esplicitamente la conversione ai mafiosi e’ tempo sprecato.Lei,o io,o altri per questi casi, si deve pregare fino a sudare gocce di sangue,come Gesù sul monte degli Ulivi; solo allora,probabilmente, le nostre preghiere venendo ascoltate per amor di Padre,potrebbero redimere la persona prigioniera del male,liberandola da una cosi grave condizione di peccato.
    Non bastano due paroline di insegnamento.Se si è fatta esperienza di ” amore “allora,si avrà il lasciapassare ad una maggior comprensione caritatevole.
    Diego, credo bene che deve credere a Gesù e non a quattro stupidaggini che io le racconto.Ogni parola,o frase,anche se veritiera,passando attraverso l’umano tende ad esserne inquinata,per il semplice fatto che, l’uomo, per il suo essere imperfetto non puo’ trasmettere la Verità.Solo Cristo!!!

    Diego, lei si ferma solo alla parola “ammaestrare” tutte le nazioni.Ma guardi che Gesù intendeva prima con la propria vita.
    Non so se la sua conoscenza sia abbastanza approfondita.

    Diego siamo un po’ tutti dei pagliacci.Chi non dice pagliacciate,sono le più facili da raccontare e le più allegre.

    • #Alessio   15 ottobre 2016 at 8:01 pm

      No, non siamo tutti dei pagliacci. Ce ne sono tanti e sempre di più se ne vedono, ma non lo siamo tutti, quindi queste generalizzazioni lasciale confinate alle mura di casa tua.
      Il tuo capo, di certo, è uno dei pagliacci più grandi e più noti di questi tempi.

  11. #guglielmo   18 ottobre 2016 at 6:55 pm

    Da ragazzo con tendenze omosessuali devo dire che mi cadono le braccia a sentire i discorsi di Bergoglio: sempre confusi

    • #Alessio   19 ottobre 2016 at 12:35 am

      Pensa a cosa cadono me, da ragazzo senza strane tendenze…

    • #lister   19 ottobre 2016 at 9:06 am

      Guglielmo,
      leggi dell’esperienza di Luca Di Tolve, quello della canzone “Luca era gay”:

      http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1516&testo_ricerca=di%20tolve

      • #Guglielmo Pace   19 ottobre 2016 at 11:02 am

        Grazie, sono già a conoscenza e ci sto lavorando

        • #lister   19 ottobre 2016 at 6:50 pm

          Magnifico, Guglielmo!
          Facci sapere.

  12. #Maria   19 ottobre 2016 at 2:43 pm

    Guglielmo
    e poi cos’è successo: a lei personalmente? Ci può raccontare un po’ la sua storia?

  13. #Guglielmo Pace   20 ottobre 2016 at 12:28 am

    Sostanzialmente ho visto, leggendo Nicolosi e con l’aiuto di un amico, che per vincere i peccati della sfera sessuale è necessario lavorare anche sui problemi spesso connessi con l’omosessualità, sebbene presenti pure in etero, ( bassa autostima, dipendenza dai giudizi dei genitori seppure non più ragazzi, mancanza di capacità relazionale con ragazzi-uomini). Tralasciare questo vuol dire non agire alla radice di ciò spinge alle relazioni gay