ATTI DI RIPARAZIONE, ECCO PERCHE’ SONO NECESSARI

sacro cuore

 

di Alessandro e Federica Corsini

 

La veggente Suor Lucia di Fatima racconta che il 10 settembre del 1925 la Vergine Santissima le apparve, con al suo fianco un Bambino come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano, reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.

E la Vergine Maria aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa’ sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza.

In queste parole, oltre alla grande promessa della perseveranza finale, viene espressamente raccomandato l’atto riparatore per la conversione delle anime dei peccatori.

Numerose sono le pie pratiche di riparazione che si possono intraprendere, ne ricordiamo alcune tra le più importanti: l’offerta di una Santa Messa con la Comunione riparatrice, la recita del Santo Rosario alla Beata Vergine Maria, il pio esercizio delle giaculatorie, la meditazione della Via Crucis e l’Ora Santa (particolarmente quella notturna).

La vita stessa di Nostro Signore Gesù Cristo, con la sua Passione e morte, è un atto di riparazione per l’intera umanità.

Ma quando occorre urgentemente riparare? In primo luogo quando si assiste a, o si viene a conoscenza di, atti gravemente offensivi nei confronti di Dio, quali bestemmie, scandali, eresie, delitti ed ogni sorta di immoralità.

Non stiamo forse oggi assistendo ad innumerevoli atti sacrileghi e peccati pubblici che ammorbano il mondo e che gridano vendetta al cospetto di Dio? Questo certamente, tramite la ormai accettata pratica della sodomia, della promozione globale di una teoria satanica come quella del Gender, della pratica di 56 milioni di aborti all’anno (stime OMS), per non parlare di divorzi e convivenze che offendono in modo indegno il sacramento del Matrimonio, e potremmo continuare con un lungo elenco di tali ferite, che somigliano tanto agli innumerevoli flagelli violentemente scagliati contro Nostro Signore Gesù Cristo durante le ore della Sua Passione.

Ma se i flagelli elencati fanno riferimento ad un mondo che non solo rifiuta Cristo e la Sua Regalità, ma combatte senza scrupoli i suoi discepoli da più di duemila anni, le ferite profonde sul Suo Santo Capo vengono provocate dalle spine dell’apostasia e dell’errore di pastori che non solo mancano di custodire il gregge nel recinto sicuro del depositum fidei e della Tradizione, ma cooperano in maniera scandalosa con i lupi voraci protagonisti della dissoluzione.

E’ in questo caso particolarmente necessario, soprattutto pubblicamente, cercare di riparare a queste lacerazioni profonde inferte sul Capo di Nostro Signore, ferite che come non mai riversano il loro sangue ai Suoi piedi, dove sosta disorientato e sofferente l’intero Suo popolo, orfano di vere e sapienti guide in questa tempesta perfetta.

Come ultima ferita, la blasfema celebrazione “Ecumenica” di papa Francesco a Lund per i festeggiamenti del cinquecentesimo anniversario della Rivoluzione Luterana, ha causato ai fedeli vero e proprio scandalo; ha umiliato la Verità sposandola con l’errore e ha contribuito, come ormai da numerosi decenni accade nella Chiesa, con la responsabilità colpevole di tantissimi prelati, a istillare nell’animo delle persone confusione dottrinale e contaminazione con false dottrine di stampo chiaramente luterano.

Lo stesso Pio XI nell’Enciclica Mortalium animos afferma chiaramente: “Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. (…)

Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo (…)

Chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio”.

Alla luce di tutto ciò, siamo chiamati, oggi più che mai, a cooperare alla Salvezza delle anime, soprattutto quelle dei sacerdoti, a pregare per la Conversione dei peccatori e dei falsi profeti, a riparare agli scandali d’intere nazioni promotrici di gravi azioni e ideologie contrarie alle leggi di Dio, a diventare noi stessi testimoni della Verità manifestata nella Croce che la Chiesa stessa sembra aver dimenticato.

Ora più che mai vi è la vitale necessità di affermare pubblicamente che esiste solo “Unam Sanctam Catholicam et Apostolicam Ecclesiam” e che vi è “unum baptisma in remissionem peccatorum”.

E’ necessario che in questo tempo di prova la Fede venga conservata da piccoli nuclei e da coraggiose comunità di fedeli laddove manchi il richiamo del pastore: solo così si potranno recidere le spine che trafiggono i Cuori celesti.

Bellissimi segnali a riguardo provengono dalla stessa Lund, dove un esiguo gruppo di cattolici svedesi ha organizzato una processione mariana in riparazione alla celebrazione bergogliana del 31 ottobre.

Da sottolineare in modo particolare l’iniziativa, giustamente pubblicizzata da Radio Spada, del Rosario di Riparazione offerto, sempre il 31 ottobre, nella Chiesa di San Giovannino nella città di Reggio Emilia in concomitanza con il suddetto infausto evento e con l’immorale festa di Halloween.

Noi eravamo presenti quella sera, in compagnia, oltre che di nostro figlio nato da pochi giorni, di numerose altre persone, tra cui diversi giovani, tutti intenti a pregare fervidamente la Santa Vergine Maria, in riparazione al tradimento dell’unica Via, Verità e Vita che è Suo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, e per la vera conversione degli eretici e degli scismatici.

Tutto questo è avvenuto con la sola presenza di fedeli, unici promotori dell’evento, per solo amore e carità verso la Chiesa, ferita non da iniziative di questo genere, ma semmai dall’omertà e dall’indifferenza che ormai accompagnano abitualmente le continue violenze alla Sana Dottrina e al Magistero bimillenario.

In conclusione, crediamo siano esemplari, come esortazione ed ammonimento per tutti i fedeli animati da ardore per la Salvezza delle anime, le parole di San Paolo nella Seconda Lettera a Timoteo:

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla Verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero”.

 

 

8 Commenti a "ATTI DI RIPARAZIONE, ECCO PERCHE’ SONO NECESSARI"

  1. #bbruno   10 novembre 2016 at 12:30 pm

    e dove andiamo ora a confessarcie e a comunicarci, se non c’m è più prete che possa conessare e fare la Messa?

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  2. #Maria   11 novembre 2016 at 2:16 pm

    Bbruno
    e faccia a meno,ne di confessarsi, ne di comunicarsi.Se non trova nessun prete non è mica colpa sua.Provi a vedere di entrare in diretto contatto con “il Padre Eterno ” e di spiegare i suoi problemi.Senza dubbio per ” Sua Grande Misericordia” comprenderà.

    Mi sembra un ottimo consiglio. Non ne ho visto altro migliore di questo.

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  3. #bbruno   11 novembre 2016 at 3:58 pm

    invece che dare consigli, si limiti a piantare patate -alla stagione sua…

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  4. #Maria   11 novembre 2016 at 4:42 pm

    Bbruno
    guardi che lei a questo blog ha posto una domanda,pensando di ricevere una risposta: o no! E adesso quasi quasi se la prende.Mah! Va a capire certi creativi….

    Le patate, e in questo tempo le zucche,i broccoli….sono la mia ispirazione,specialmente nel dare consigli.

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    • #Alessio   11 novembre 2016 at 7:44 pm

      Dai un consiglio anche al tuo burattinaio, digli d’appendersi per il collo.
      Quanto alle tue risposte, si potrebbe scrivere sulla carta igenica.

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  5. #bbruno   11 novembre 2016 at 10:29 pm

    tra i frutti delle sue “ispirazioni” vedo che c’è anche lo ‘spirito di patata’: complimenti!

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  6. #Claudio   13 novembre 2016 at 12:04 pm

    Con la buona volontà il sacerdote lo troviamo per andare a confessarsi anche se dobbiamo andare lontani per ricevere il perdono di Gesù e per entrare nel confessionale . Quando sei malato prendi appuntamenti anche da un dottore che si trova lontano. Con questo è più importante entrare nel confessionale dal medico che ci guarisce.

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  7. #Maria   15 novembre 2016 at 5:45 pm

    Claudio
    allora lei non ha capito: il signore, non ha possibilità di confessione.Dovrebbe tornare indietro di cento anni per trovarne uno adeguato alla gravità dei suoi peccatucci.Oggigiorno i preti sono troppo “sisericordiosi”,e lui da cristiano responsabile,vuole che non le vengano perdonati facilmente.Eh,caro mio,così stanno le cose….

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