Il coraggio di un uomo, la viltà di una radio e la stoltezza di un prelato

radio maria

 

Radio Spada non può condividere la versione “ultraconservatrice” del modernismo conciliare che p. Cavalcoli O. P. propone in varie sedi (basti ricordare le parole normalizzatrici spese in occasione della promulgazione di Amoris Laetitia). Tuttavia va dato atto delle posizioni mantenute dal domenicano a fronte di una vera e propria bufera mediatica e di un imbarazzante “scarico” da parte degli occupanti vaticani. E’ chiaro che coerenza vorrebbe che simili dichiarazioni non fossero circoscritte quasi per intervalla insaniae ma sistematiche, e portassero ad una pubblica presa di distanze di p. Cavalcoli dagli errori della gerarchia vaticansecondista. Presa di distanze che, almeno per ora, appare solo una pia illusione. [RS]

 

di Cristiano Lugli

 

Nelle ultime ore si è fatta largo a più non posso la notizia che coinvolge Radio Maria in un polverone pressoché inaspettato, quanto meno dalla redazione diretta da padre Livio Fanzaga, a cui inizialmente è stata imputata la colpa. Vale la pena spiegare, per quei pochi che ancora non sanno, quanto accaduto da Erba (in provincia di Como) fino ad arrivare a Roma.

 

Domenica scorsa, nella Festa di Cristo Re, la terra si è scossa fortemente provocando danni gravissimi, come ben noto, nello stesso giorno in cui Bergoglio è partito per recarsi a Lund in vista della festa luterana. Su Radio Maria è andata in onda una trasmissione curata da padre Giovanni Cavalcoli, un frate domenicano che ha ricondotto i recenti disastri ad un possibile castigo divino davanti al folto numero di peccati commessi dall’uomo, specie quelli pubblici e permessi dalle nazioni.

 

“Dal punto di vista teologico questi disastri possono essere considerati un castigo del peccato originale” ha spiegato il domenicano, non escludendo la possibilità che la recente legge sulle cosiddette “unioni civili” abbia particolarmente attirato l’ira divina sull’Italia, essendo la sodomia un peccato contro natura che grida vendetta al cospetto di Dio.

 

Il caso è diventato in breve tempo “affare di stato”, fino a ricoprire le prime pagine di tutte le testate nazionali e i telegiornali serali, con insulti e calunnie contro il frate. A dire il vero non è uscito subito il nome reale del responsabile di queste dichiarazioni, lasciando campo ad un equivoco per il quale qualcuno ha inizialmente imputato la colpa di queste dichiarazioni a padre Livio Fanzaga, il quale però, tramite un comunicato ufficiale, ha precisato di non esserne il responsabile dal momento che quel giorno non è mai stato presente in studio.

 

Ciò che invece causa per la maggiore il voltastomaco è leggere le dichiarazioni uscite dalla Segreteria di Stato Vaticana, di cui monsignor Angelo Becciu, vergognosamente, si è fatto portavoce:
“Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede (…) affermazioni datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo che ci ha rivelato il volto di Dio amore, non di un Dio capriccioso e vendicativo. I terremotati ci perdonino, a loro va la solidarietà del Papa”.
Becciu ha definito questa visione come “pagana e non cristiana“. È chiaro che oltre alla stoltezza qui trasuda anche una palese ignoranza che porta a chiederci come questi sine cura possano ricoprire determinate cariche.
“Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria – ha detto ancora Becciu – offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto.
(…) Radio Maria –  aggiunge il buontempone – deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell’anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore.”
Non sono mancate le più svariate reazioni anche da parte di altri vescovi, come ad esempio quelle di monsignor Domenico Pompili, di Rieti, il quale ha bollato le esternazioni di padre Cavalcoli come “scempiaggini blasfeme“:
“L’idea di una punizione divina è già di per sé una caricatura divina. Un’affermazione inaccettabile. Siamo di fronte a scempiaggini e ad una forma di blasfemia. Si tratta di una idiozia anche da un punto di vista teologico.”
Non ha perso occasione per tacere nemmeno il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che ha preso posizione con un post su Facebook intitolato “Non nominare il nome di Dio invano”, che recita così:
 “Come uomo, credente e vescovo non posso tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di “castigo di Dio per le unioni civili”, invito a rispettare la fede e la pazienza dei cristiani del Centro Italia come di ogni altra vittima di calamità e violenze e a non ferirli con parole sventurate che fanno più male delle pietre.”
Per continuare a menzionare i vari deliri demenziali di massa, riportiamo anche quanto detto da don Rocco D’Ambrosio, docente alla Pontificia Università Gregoriana:
“Queste frasi indignano perché rappresentano una degenerazione della fede cristiana a magia e superstizione, a una visione di Dio che punisce in vita per i peccati e scarica su tutti la colpa di alcuni. Questo non è assolutamente cristiano.”
Sulla stessa scia dei misericordiosissimi prelati non si è fatta attendere nemmeno Monica Cirinnà, sentitasi chiamare in causa circa la questione delle unioni “civili”:
 
“Non so a quale religione lui appartenga – ha detto la paladina dei diritti LGBT, riferendosi al padre domenicano – ma credo che Dio sia contento se le persone sono buone e si amano. Siano esse un uomo e una donna o due persone dello stesso sesso.”
Questa vera e propria carrellata di scemenze può solo farci rendere conto del fatto che, pare vero, i vescovi e prelati di Santa Romana Chiesa la pensano più o meno come Monica Cirinnà. Ci sarebbero le dovute e fors’anche banali risposte da dare a questi negatori della Fede e della stessa Sacra Scrittura in cui dicono di credere, ma grazie a Dio non serve che lo facciamo noi, perché qualcuno lo ha già fatto.

 

Questo qualcuno è proprio padre Giovanni Cavalcoli, che raggiunto da quegli “sporcaccioni” de La Zanzara (come li definì perfettamente un sacerdote cattolico) non ha avuto paura a confermare tutto quanto aveva sostenuto in trasmissione, nonostante le calunnie e le offese ricevute anche da chi avrebbe dovuto appoggiarlo e difenderlo, in quanto ciò che ha detto corrisponde a verità.
“Risentendo le mie parole, tutto sommato è un’opinione legittima – ha risposto il domenicano a Criciani – , si può pensare che il terremoto possa essere un richiamo, un castigo… Le unioni gay sono un peccato? Si capisce… Un omosessuale è una persona che pecca contro natura. Due uomini che stanno insieme cosa sono? Peccatori.”
Padre Cavalcoli ha poi tratteggiato gli insegnamenti provenienti direttamente dalla Bibbia, e che di certo non si è inventato lui di sana pianta: “Ha letto la storia di Sodoma e Gomorra? Perché vengono castigate? Per i peccati. Il castigo esiste, senz’altro. Semplicemente, sono peccati che meritano il castigo divino, non dico niente di nuovo”, ha aggiunto sottolineando che si tratta di affermazioni delle quali non si vergogna minimamente: “E’ lei che non capisce – replica a Cruciani – io sono dottore in teologia da 30 anni. Cosa c’entrano i terremoti con la teologia? C’entrano sì! I terremoti entrano in quello che è il castigo divino conseguente al peccato originale. Le unioni sessuali possono provocare punizioni divine“.

 

Per cercare di dissuadere le sue convinzioni e la sua resistenza, i soliti vigliacchi che appena possono fanno riferimento all’avanguardia bergogliana hanno stuzzicato il frate facendogli notare che anche il Vaticano si era fortemente espresso contro di lui; questi però, con coraggio (virtù totalmente assente in questi tempi di oscurità), ha invitato il Vaticano a ripassarsi la dottrina: “Questa è la Bibbia. Ripassino il catechismo”.

 

Non possiamo far finta di niente davanti ad un gesto così dovuto ma allo stesso modo così straordinario in questi tempi. Qualcuno potrà dirci che ci meravigliamo del nulla, di ciò che dovrebbe essere obbligatorio per tutti; tuttavia questo qualcuno si dimenticherebbe di fare i conti con il grande prezzo che oggi vi è da pagare non schierandosi con i filacci della “misericordia” for all. L’emarginazione e la tortura sociale sono le prime conseguenze di chi si oppone e di chi, nel suo piccolo, ha ancora voglia di dire la verità. Vedremo cosa succederà a questo anziano frate, con la speranza che non si ricreda mai, nemmeno davanti alle più serie intimidazioni che gli presenteranno davanti i traditori della Fede Cattolica.

 

In tutto questo poi, è notevole la codardia della Radio diretta da padre Livio, che ancora una volta si è disposta a zerbino dissociandosi da quanto detto dal domenicano, con un comunicato in si legge che  “le espressioni riportate sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo“, entrando ancora una volta in contraddizione con tutto ciò che Fanzaga ha sostenuto, seppur velatamente e modernisticamente, per tanti anni. Ora tutti ritrattano, tutti ammutoliscono, persino Socci dal suo profilo Facebook rimescola le carte in attesa di capire come muoversi senza il rischio di esagerare ancora.

 

Questo episodio può dimostrarci quanto ancora non sia sufficiente la “supinanza” di Radio Maria a Bergoglio: dopo aver ritrattato le proprie posizioni ed eliminato i dissidenti che alzavano un filo di voce domandandosi se era vero che andasse poi tutto così bene, ancora non basta. Ci hanno rimesso la dignità, la faccia e pure tante offerte alla Radio. Eppure dai sacri palazzi hanno voluto mostrare che serve più sottomissione, con “filiale” accettazione di chi ha prontamente risposto.

 

Una vera e propria tripartizione in cui la stoltezza di un prelato ha la meglio sulla pavidità di una radio, ma il coraggio di un uomo sovrasta queste due cose alzando ancora un flebile e mite grido, che pur non essendo ancora sufficiente, pone le basi per una ragionevole speranza.

 

 

42 Commenti a "Il coraggio di un uomo, la viltà di una radio e la stoltezza di un prelato"

  1. #bbruno   5 novembre 2016 at 4:50 pm

    certo, come fa la chiesa vatican-marrana, figlia della massoneria, ad accettare le parole di un prete che riconosce una verità elementare, per un cristiano appena provveduto, che cioè la nostra esistenza terrena precaria e piena di tribolazioni, è figlia del peccato, maledetta per il nostro peccato, quando questa chiesa nefanda e spudorata, in ottemperanza i suoi geni, nega lo stesso peccato, e fa di Dio, bestemmiandolo, un Grande Babbeo Buonone, davanti al quale sfilarglòimpunbemente tutti i nostri sfottò?

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    • #bbruno   5 novembre 2016 at 10:34 pm

      … fermo restando che questi tragici fatti come il terremoto possono essere visti, stando sulla linea del pensiero del Cavalcoli, come provocati dalle scelleratezze della moderna chiesa e dei suoi fiancheggiatori, progressisti e finti conservatoristi (come il Cavalcoli stesso)…

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  2. #Efisio Bova   5 novembre 2016 at 5:16 pm

    Il coraggio a padre Cavalcoli di certo non manca: peccato che lo abbia usato per dire una sciocchezza, e non da poco.

    Ogni volta che ci si trova dinanzi ad una qualche sciagura ecco emergere quasi in tempo reale qualche sprovveduto in talare che con superficialità e leggerezza, fa dello “sciacallaggio teologico” correlando la sciagura ad un castigo divino.

    Perche’ bisogna dirlo: una cosa è la riflessione teologica sul rapporto fra il peccato e le sue conseguenze (che prosegue e si approfondisce nella storia della Chiesa da secoli).
    Una cosa è discernere l’agire di Dio nella storia umana con sapienza e prudenza (cosa molto delicata).
    Tutt’altra cosa è parlare a vanvera e frettolosamente a caldo, immediatamente a seguito di eventi specifici, drammatici e luttuosi.

    Il risultato di tutto cio’ è una tragica controtestimonianza che ferisce chi è stato colpito dal terremoto e scandalizza i piccoli nella fede, offuscando il volto misericordioso di Dio.

    Spararle grosse sui social media è evidentemente una nuova forma di lussuria molto in voga ultimamente (alla quale evidentemente padre Cavalcoli non ha saputo resistere).

    La fretta di spararla grossa poi offusca quel poco di ragione che resta e fa dimenticare i fatti:
    da sempre c’e’ un numero costante di terremoti distribuito su tutto il pianeta (una ventina all’anno almeno dal 1970 ad oggi con magnitudo superiore a 5). Laddove hanno costruito con criteri antisismici quasi non se ne accorgono, i paesi piu’ poveri o con case storiche come il nostro subiscono i danni sono maggiori.
    Che il castigo di Dio si abbatta sempre e solo nelle zone sismiche mi sembra strano e dovrebbe far riflettere.

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    • #jeannedarc   5 novembre 2016 at 5:20 pm

      la teodicea non si compone di una mappa di delitti cui corrisponde una mappa di castighi, anche perché esiste il concetto di sofferenza vicaria, che spiega molto bene il dolore e la sofferenza ANCHE degli innocenti.

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      • #Alessio   5 novembre 2016 at 9:15 pm

        Davvero il concetto della sofferenza vicaria spiega molto bene qualcosa? A me sembra oltremodo oscuro.

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        • #jeannedarc   5 novembre 2016 at 11:00 pm

          non sono teologa ma è basilarmente quello il principio della Passione di Nostro Signore… dopo il peccato originale la sofferenza innocente è particolarmente indicata come espiazione per un cumulo di offese (ciascuna delle quali infinita) a Dio

        • #Alessio   6 novembre 2016 at 1:47 am

          Cara Jeanne,

          io di teologia ne so certamente meno di te, ma ciò che è applicabile a Nostro Signore non lo è all’uomo.
          Che Cristo, Figlio di Dio, venuto a questo mondo con un compito preciso, con la piena consapevolezza di tutto inclusa la Resurrezione, possa sopportare il peso dei peccati non (ovviamente) Suoi ha un senso, ma non vedo come lo stesso concetto possa applicarsi a dei normali esseri umani.
          A meno che non si tratti di Santi che volontariamente accettano sofferenze di vario tipo in suffragio dei peccatori, il far scontare a degli innocenti le pene degli empi mi pare un assurdo e non credo che rientri nell’agire di Dio.

          Parlando del mio fatto puramente personale, posso essere disposto a patire per i miei cari, fino ad un certo punto (piuttosto limitato, per la verità) per le anime del Purgatorio o per una causa da me scelta nella quale credo (come la Patria in caso di una guerra giusta), ma di certo non sarei disposto a soffrire minimamente per gente che passa la vita a farsi i luridi affaracci suoi in barba alla Legge Divina. Rovinarmi la vita io, che ne ho una sola, per cercare in qualche modo di mettere una pezza ai peccati volontari e ripetuti di chi la vita non se la rovina affatto??? Ma manco per sogno! E non posso concepire un concetto secondo il quale Dio mi obblighi a farlo, mandando a me la punizione che invece toccherebbe ad un altro… sarebbe come dire che stanotte viene la polizia a prendermi per sbattermi in galera in riparazione ad un incidente mortale causato da uno zingaro ubriaco.
          Sarebbe una palese, elementare e gravissima ingiustizia, e Dio non può certamente essere ingiusto.

    • #giona   5 novembre 2016 at 5:57 pm

      SE NON VI CONVERTIRETE PERIRETE TUTTI ALLO STESO MODO, causa ed effetto direi

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      • #giona   6 novembre 2016 at 2:20 pm

        San Paolo scrive “completo in me quel che manca alla passione di Cristo”, e poi è ancora scritto “Cristo morì per noi quando eravamo ancora peccatori” e poi è inutile ma “se amate come i pagani che merito avete? Io vi dico di amare i nemici” e ci ha amato fino alla morte mentre gli eravamo nemici.

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  3. #lister   5 novembre 2016 at 5:25 pm

    Qui una lunga disquisizione del Cavalcoli a dimostrazione che Dio castiga (anche).
    Purtroppo, la chiosa finale dell’Articolo conferma l’incipit di Cristiano Lugli : “Radio Spada non può condividere la versione “ultraconservatrice” del modernismo conciliare che p. Cavalcoli O. P. propone in varie sedi”

    http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2015/11/Giovanni-Cavalcoli-OP-DIO-CASTIGA-E-USA-MISERICORDIA-18.11.2015.pdf

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    • #Isidoro   5 novembre 2016 at 5:27 pm

      Bravo lister, hai colto precisamente il senso del “cappello” rosso 😉

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      • #lister   5 novembre 2016 at 5:40 pm

        Oddìo, adesso #miri si storce… Cristiano, jeannedarc, Isidoro: tutti ‘sti intrecci! 🙂

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        • #Isidoro   5 novembre 2016 at 5:47 pm

          Un giorno spero di comprendere cosa possa infastidirla nel fatto che persone diverse rispondano a nome di RS 😀

  4. #lister   5 novembre 2016 at 5:35 pm

    @ Efisio
    Fermo restando il dotto chiarimento di jeannedarc al suo materialista pseudoscientista intervento, desidero farle notare che l’articolo di cui ho riportato il link più su, è stato scritto esattamente (o quasi) di un anno fa.
    Quindi NON “è parlare a vanvera e frettolosamente a caldo, immediatamente a seguito di eventi specifici, drammatici e luttuosi.”

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    • #Efisio Bova   6 novembre 2016 at 2:23 am

      @lister

      Poichè mi riferivo all’intervento in diretta su Radio Maria di questi giorni confermo che proprio un “ parlare a vanvera e frettolosamente a caldo, immediatamente a seguito di eventi specifici, drammatici e luttuosi.”.

      Guardare alla realtà dei fatti non è “materialismo” e raccogliere un minimo di dati sui fenomeni non è “pseudoscienza”: è solo semplice buonsenso, tanto per evitare di dire sciocchezze.

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      • #lister   6 novembre 2016 at 9:39 am

        @ Efisio
        Le ho riportato il link del pensiero di Cavalcoli antecedente ai fatti recenti, proprio per sottolineare che, avendolo espresso un anno fa, non ha parlato in conseguenza degli eventi attuali. Il suo pensiero è preciso e circostanziato, indipendentemente se i fatti siano avvenuti od avvengano. Se poi ribadisce quel pensiero in conseguenza delle avversità, è solo Logica.

        La realtà dei fatti, rilevata anche in coessenza di altri -così la pseudoscienza-, esula da ogni pensiero trascendente.

        Il buonsenso lo possiamo lasciare al popolo bue che giudica in base al proprio metro e magari, in base a quello, tiene per buono ciò che afferma un teologo.

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        • #EFISIO BOVA   6 novembre 2016 at 3:25 pm

          Se Cavalcoli ribadisce quel pensiero a fronte delle avversità non è logica ma solo un becero automatismo. Il discernimento degli eventi storici non è roba per frettolosi e superficiali, ma per sapienti e prudenti.

          La realtà non esula mai da nulla. Il “pensiero trascendente” se ignora i dati della realtà si riduce ad un pensiero debole in stile new age che mette insieme qualunque idea bizzarra senza curarsi minimamente della realtà. Nella Chiesa si è sempre coltivata l’armonia fra fede e ragione. Dove non ci sono fede e ragione unita spesso rimangono solo la brutta copia di entrambe.

          Il buonsenso è il primo passo per un pensiero razionale: se poi si riesce ad andare oltre meglio. In questa vicenda purtroppo si è rimasti fermi al palo.

  5. #ettore   5 novembre 2016 at 6:04 pm

    Viva Radio Spada!! E’ una grande consolazione leggervi.
    Quando torneremo cattolici vi affideranno l’Osservatore Romano.

    Rispondi
  6. #bbruno   5 novembre 2016 at 6:15 pm

    Una domanda, a #Efisio, per esempio (inutile farla ai Becciu del vaticano, per la ragione che ho detto nell’altro commento) : la terra voluta da Dio come dimora e giardino dell’uomo era tale da riservare all’uomo l’ esperienza del terremoto ( e dei vulcani, e delle inondazioni, e del fuoco, della siccità dei rigori del freddo…)? O tutti questi fenomeni,essendo escluso – per stare alla Gen. – che l’uomo dvesse conoscere la morte, sarebbero stati fenomeni fantasmagorici, senza nessun effetto spioacevole sull’ uomo?

    Rispondi
    • #Efisio Bova   6 novembre 2016 at 2:05 am

      Come ci ricorda S. Paolo nella lettera ai Romani, “.tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto..”. La morte e la sofferenza entrano nella storia come conseguenze del peccato originale. (un peccato non commesso ma contratto). Ecco perchè a volte il cellulare non prende sia per i giusti che per gli ingiusti.
      Cio’ detto, se ho ben capito la tua domanda è “come sarebbe una natura incorrotta senza le conseguenze del peccato originale?” Forse non siamo nemmeno in grado di concepirla e non trovo utile fare sforzi di fantasia.

      Rispondi
      • #bbruno   6 novembre 2016 at 8:38 am

        non è facile concepirla senza il peccato originale, ma una cosa è certa: non avrebbe conosciuto la morte ( e “i triboli e le spine”). Questo è certo e non frutto di un inutile sforzo di fantasia, stando al dato biblico…E oltre al peccato originale, contratto, ci sono i peccati di ogni uomo… “E il loro cuore era tutto rivolto alla malizia”, e Dio mandò il Diluvio (sempre stando al dato Biblico, distruzione totale, fuori che gli “otto”- e Gesù e San Pietro confermano……( con le sue consegienze..•cfr Giobbe 38, citato altrove, sullo smembramento della terra)….

        Rispondi
  7. #miri-milena   5 novembre 2016 at 6:45 pm

    Sig.Isidoro,

    il pensiero che Lei ha espresso qui alle 5.47 avrebbe dovuto postarlo fra i commenti all’art. su Guelfonero,tre anni di Radio Spada.

    Radio Spada è interessante, non le diatribe fra eretici alle quali avete dedicato questo articolo

    Rispondi
    • #lister   5 novembre 2016 at 6:56 pm

      Ed io lo sapevo che si storceva…
      Milena, ti voglio bene, si può anche scherzare, no?

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  8. #Alessio   5 novembre 2016 at 8:15 pm

    I soliti vermi, che più vedono che il vento tira da una parte e più si affrettano a cercare un straccio da far sventolare. Lo spirito dell’8 settembre, tipico dei vigliacchi di ieri e di oggi.

    Quanto a quella brutta della Cirinnà, adesso s’improvvisa anche teologa! Proprio non conosce la vergogna!

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    • #Diego   5 novembre 2016 at 8:34 pm

      In campo teologico la Cirinnà è meno affidabile di un lombrico!

      Rispondi
      • #Alessio   5 novembre 2016 at 8:58 pm

        Perchè, in qualche altro campo lo è di più? Eccetto la corruzione della pubblica morale, chiaro!

        Rispondi
  9. #Rosa   5 novembre 2016 at 9:32 pm

    Ma la sodomia non era uno di quei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio?Oltre al derubare gli operai, al defraudare la vedova…tutti peccati da cui siamo sommersi giorno e notte. E ci si meraviglia che Dio non intervenga ? Ma quanta ignoranza in Dottrina c’è ormai in Italia ?

    Rispondi
  10. #Pietro   5 novembre 2016 at 10:31 pm

    Le parole di padre Cavalcoli possono essere accettate solo attraverso una doverosa premessa, e cioè che il modo di fare di Dio non è come quello dell’uomo.
    Ad esempio nella Bibbia si parla che Dio si pentì di aver creato l’uomo: questo pentimento non è come quello dell’uomo ma significa qualcosa di altri. E così quando si parla dell’ira di Dio: nessuno pensa che Dio sia un iracondo furioso.
    Lo stesso vale per la punizione.
    Becciu e glia altri dottori della legge se lo sono forse dimenticato?
    Una cosa però è certa: occorre parlare col linguaggio di oggi e andare incontro alla sensibilità di oggi. Qui sta il grande errore e l’insensibilità di Cavalcoli

    Rispondi
    • #bbruno   6 novembre 2016 at 9:46 am

      attenti all’insidia del volere”aggiornare” ad ogni costo il linguaggio di Dio e su Dio…L’Ira di Dio e la Vendetta di Dio non sono certamente le nostre, ma la Bibbia parla in centinaia di luoghi dell’Ira di Dio e della Vendetta di Dio: e non sono espressioni cui soprassedere, in omaggio alla modernità….

      “ Mia sarà la vendetta e il castigo, quando vacillerà il loro piede! (Deut 32)

      “Con ira e furore, farò vendetta delle genti,
      che non hanno voluto obbedire “(Mic.5)

      “A me la vendetta! Io darò la retribuzione! terribile è cadere nelle mani del Dio vivente! “Eb 10

      ” Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente.(Ap.19)

      Ira e vendetta di Dio non sono le nostre, perché in Dio esse sono i segni dellla Santità di Dio ( in noi del nostro stato di peccatori), allo stesso modo che la misericordia e il perdono di Dio son segni del suo Amore.

      Attenti quindi che accordando sulla nostar sensibilità questo duro e chiaro discorso su Dio, non ci precludiamo la Salvezza alla quale quel discorso vuole portarci: perchè alla fine la vendetta di Dio mira alla nostra salvezza, ‘è’ la nostra salvezza:

      “Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. (Is.35)

      Quindi il consiglio di San Paolo: “Operiamo la nostra salvezza con timore e tremore”.

      Rispondi
    • #lister   6 novembre 2016 at 9:51 am

      Sono d’accordo, Pietro.
      Padre Cavalcoli avrebbe dovuto precisarlo, ma tutti i cosiddetti prelati che si sono stracciate le vesti all’udire le sue parole e si sono affrettati a smentirle, a ridicolizzarle, checcacchio ci stanno a fare?!
      Ah sì, a fare la marcia per i carcerati in nome di Pannella…

      Rispondi
  11. #Davidone   6 novembre 2016 at 12:03 pm

    Mi permetto di ricordare che il Padre Cavalcoli OP, al quale pur va la mia solidarietà (solo personale), si è appropriato della figura del Servo di Dio Padre Tomas Tyn OP, ne ha manipolato gli scritti rendendoli più politicamente corretti, ha allontanato noi dell’Associazione Figli Spirituali, ha vanificato alcune testimonianze al processo sulle virtù eroiche del Servo di Dio.

    E siccome grazie all’opera di Cavalcoli (che non celebra il rito antico) la figura del Servo di Dio P. Tomas è annacquata e ormai relegata alla provincia ceca dei domenicani, temo che per lui i castighi non siano finiti.
    http://www.totustuustools.net/tyn/

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    • #jeannedarc   6 novembre 2016 at 12:06 pm

      in effetti abbiamo preso le distanze da p. Cavalcoli, sapendolo corrivo alla “buona novella” vaticansecondista.

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  12. #bbruno   6 novembre 2016 at 5:06 pm

    diciamo pure all’ esimio teologo che se lui riduce la pena per profanazione del sacramento del matrimonio a questione di disciplina (vedi altrove qui in R.S.) , allora perché non accettare che anche la materia che lui indica come “peccati pubblici permessi dalle nazioni”, non debba ricadere sotto la competenza ‘disciplinare’ del potere legislativo degli stati? Segua anche in questo il suo faro vaticano, non stia in mezzo al guado, credendosi più inelligente!

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  13. #lister   6 novembre 2016 at 5:41 pm

    Egr. Efisio,
    metto questa mia risposta alla sua, del 6 novembre 2016 at 3:25 pm, in coda perché non vorrei andasse perduta.

    La Logica (le rendo noto, visto che non lo sa) è coerenza e consequenzialità di un ragionamento: quindi, se affermo un pensiero in assenza di fatti, quando questi fatti si verificano, logicamente, coerentemente, consequenzialmente sono portato a ribadire quel pensiero. Altro che “becero automatismo”!
    Quanto alla sapienza ed alla prudenza del Cavalcoli non credo si possa dubitarne.

    La Trascendenza (v. sopra quanto tra parentesi), al contrario dell’Immanenza, non ha nulla a che vedere con la realtà oggettiva, ergo esula -eccome- da quella!

    Ma quale “armonia tra Fede e Ragione”?!
    La Ragione non ha la capacità di dimostrare la Fede e, a maggior ragione, non può esserne in armonia. La Ragione può essere utile solo per difendere la Fede dalle critiche dimostrandone la falsità.
    S.Agostino (conosce?) dice che, non potendo dire cos’è Dio, con la Ragione (ora sì) possiamo dire cosa non è. Se questa è la sua “armonia”, allora…

    Che il buonsenso sia “il primo passo per un pensiero razionale” è… un’enormità!
    Il buonsenso non è altro che la capacità istintiva -quindi assolutamente NON razionale- di distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo…ecc.

    Detto questo, se vuole continuare ad arrampicarsi sugli specchi con risibili affermazioni, si accomodi, ma usi, almeno, dei guanti adesivi… 😀

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  14. #EFISIO BOVA   6 novembre 2016 at 9:55 pm

    Sulla logica e consequenzialità di Cavalcoli non posso che essere del tutto in accordo con lei.
    Faccio pero’ sommessamente notare (ma lei lo saprà sicuramente) che anche un pazzo si comporta in modo assolutamente logico e consequenziale: ovviamente rispetto a quell’insieme di idee folli e bizzarre che stanno nella sua testa. Se il pazzo crede di essere circondato da mostri che lo vogliono mangiare, in maniera perfettamente logica e consequenziale urlerà e si dimenerà. (sarà anche pazzo ma non è mica stupido)

    Cavalcoli (come lei del resto) è assolutamente sano di mente e ragiona in modo estremamente logico. Il problema è che per qualche strano motivo ha ridotto di molto l’insieme di idee che dovrebbero alimentarne la logica. Ad esempio ha escluso l’idea di zona sismica, le statistiche sui movimenti tellurici degli ultimi anni, l’idea di discernimento… etc. etc. Per quale motivo abbia eliminato proprio le idee piu’ utili per raggiungere una conclusione sensata ovviamente resta un mistero insondabile.

    Come acutamente osservava Chesterton “L’eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità.”. Infatti non c’è un solo eretico o leader di una qualunque setta che non sia anche del tutto logico e coerente, ed è anche difficile che nel suo pensiero non ci siano grandi verità. Il problema non sta tanto nelle poche verità affermate ma piuttosto nelle tante verità ignorate.

    A riguardo dell’armonia fra fede e ragione credo basti citare Giovanni Paolo II (conosce?) che apriva la “Fides et ratio” con queste parole: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità”.

    (tanto per riprendere il tema di cui al punto precedete noterà che la sua idea di ragione sta perfettamente in piedi, purchè non tenga conto, ad esempio, della “Fides et ratio”.)

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    • #lister   7 novembre 2016 at 10:50 am

      Efisio,
      vorrei chiarire, innanzitutto, che non sono un fan di Cavalcoli e la sua teologia accomodante, anzi!
      Non prendo tutte per buone le affermazioni di un prete che riesce a trovare “ciò che di buono c’è nel Concilio”: cosa ci sia di buono in un concilio che si autodefinisce “ecumenico”, non so.

      Sto discutendo con lei soltanto l’affermazione di Cavalcoli circa il “castigo di Dio”.
      Affermazioni, queste, che sono state fatte, nel tempo, da Papi, Santi, Dottori della Chiesa, tra cui Benedetto XV, S. Giovanni Bosco, sino a Mons. Lefebvre (V. Articolo di C. Lugli: “Il Divino castigo: la Chiesa, i Santi, l’Omelia di un Vescovo” qui su radio Spada). Nel 2011, appena dopo lo tsunami che si abbatté sul Giappone, anche il Prof. De Mattei si espresse in modo simile.
      Tutti pazzi?
      Lei continua a ricondurre il tutto all’Immanente: zone sismiche, statistiche di avvenimenti tellurici…e non vuole minimamente considerare la presenza di “Colui che tutto move”.
      Probabilmente, i cronisti dell’epoca avrebbero commentato che la distruzione di Sodoma e Gomorra era stata causata da un gigantesco corpo celeste che, guarda caso, era caduto proprio lì. Eppure…!

      Bisogna, naturalmente, porsi nel giusto equilibrio per cui si dovrà cercare di dare a Dio ciò che è di Dio ed altrettanto agli uomini ma, negare a priori che nefasti accadimenti possano essere castighi di Dio, fermandosi a pseudospiegazioni similscientifiche, significa negare il Cristianesimo, negando il Timor di Dio.

      Peraltro, non voglio nemmeno commentare le parole di un finto “papa”, finto “santo” (che conosco, purtroppo). Parole con cui contraddice quanto espresso da un vero Santo filosofo qual’era Sant’Agostino.

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  15. #Marco   7 novembre 2016 at 12:26 am

    Credo che quanto accaduto rientri nella logica del pensiero unico che non può essere messo in discussione pena la gogna pubblica. A parte l’evidente violazione della libertà di pensiero ed espressione di un civile, c’è anche la violazione del rispetto dell’obbligo di un sacerdote di professare la verità (non dire falsa testimonianza). Un sacerdote che ripete ciò che disse S. Paolo è censurato ed emarginato dalla chiesa stessa. Mi stupisce l’operato di Padre Livio. C’è un eccesso di obbedienza alla chiesa come istituzione e poco al Nuovo Testamento e al Cristo.

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  16. #giona   7 novembre 2016 at 9:33 am

    Il problema è che quella è ALTRA istituzione da quella di Cristo e direi che Satana i suoi li vuole sotto controllo, altro che libertà di espressione del vero, altro che proclamazione della Verità…unico ” peccato” ciò condannato, anatemizzato , beffeggiato… Quanto ai terremoti: Dio ha creato il mondo, la terra quindi è stata creata da Lui, e nessuno ha dimostrato ancora il contrario anch e se OBBLIGANO a studiare il contrario (alla faccia della Verità), nessuno lo dimostrerà MAI in quanto DIO esiste (non è il nulla che crea anche se: anche ciò si dice), Dio si è RIVELATO in Gesù Cristo di Nazareth come Trinità di Amore e Giustizia, Dio è il padre della scienza e noi dobbiamo imparare da Lui. La Creazione obbedisce a LUI. Quindi Lui permette ciò che avviene. E lo permette nel male quando l’uomo lo merita. Il dolore innocente, vicario, è nella Sua Giustizia valorizzato nel proprio Dolore Innocente (unico innocente dato che noi non siamo capaci da soli di fare il bene in quanto tarati dal peccato originale) per la Vita Eterna di gioia e gloria, molto più bella di una misera vita in questo mondo che finisce per TUTTI, prima o poi. Non permettiamoci di giudicare Dio che conosce anche ciò che noi non conosciamo, restiamo umili di fronte alla Sua Bontà (unico buono) e Giustizia (ha pagato e paga in ogni MESSA SANTA il nostro debito).

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    • #Alessio   8 novembre 2016 at 1:22 am

      Amico mio, quanto a “misera vita di questo mondo” lasciamo pure stare, a me la vita di questo mondo piace eccome e non intendo perderla nè rovinarmela a meno che non sia per una mia scelta e per qualcosa nel quale io credo.
      Se ritieni giusto morire o soffrire innocente per colpa di altri, ti passo subito i miei peccati del prossimo anno, perchè tu li sconti per me. Con mille ringraziamenti anticipati.

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  17. #giona   8 novembre 2016 at 9:00 am

    Carissimo Alessio, non ho bisogno di scontare per lei i suoi peccati in quanto Gesù Cristo, Innocente vero (noi siamo tutti falsi innocenti compreso lei : “se qualcuno dice di essere senza peccato fa di Cristo un bugiardo” ) ha espiato per lei e pe r me. Io completo nel mio corpo ciò che manca ai patimenti di Cristo, …anche per coloro che dal prossimo anno faranno peccati da espiare ! Intanto però quelli di novembre dicembre c.a. se li tiene.

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    • #Alessio   8 novembre 2016 at 2:52 pm

      Grazie mille, allora restiamo d’accordo così. Io mi tengo quelli di novembre e dicembre e con l’anno nuovo facciamo a metà.

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  18. #Paola Datodi   8 novembre 2016 at 8:23 pm

    come ho detto altrove sempre su questo argomento, ieri, 7 novembre giorno d’inizio della vicenda dei Promessi Sposi, ( oltretutto facile a pensare per chi vive nei dintorni di Como ). I moniti manzoniani davanti ai vari flagelli sono tanti, ma in particolare rileggiamoci il discorso del P. Felice nel lazzaretto,cap.XXXVI. E meditiamo, riflettiamo, sono parole che continuano a risuonare… In effetti in quel passo non ci sono espliciti riferimenti al castigo, bensì all’atteggiamento che i cristiani, singoli e comunità, dovrebbero avere nelle catastrofi, e pensiamo anche al finale, al sugo di tutta la storia… Ma certo, le scosse terribili della peste, e prima della fame della guerra, dovevano impegnare una società con troppe superficialità, arroganze, abusi, a mettersi davanti a sé stessa, a prendere coscienza della propria – nostra- piccolezza, fragilità, che tutti gli orpelli non servono a nascondere… Poi, chiaro, le parole di Don Abbondio sulla peste che è stata “una scopa” e “ce ne vorrebbe una ogni generazione”, non sono da apprezzare…

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